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Samaritani per le vie della storia 
Sintesi della relazione finale di Martinez
Convocazione nazionale 2018 - Clicca per ingrandire...

«Amare significa servire. Amare significa salvare». Questa la risposta di Gesù al dottore della Legge che gli chiedeva: "Come devo guadagnarmi la vita eterna?" (cf Lc 10, 25). Il presidente Salvatore Martinez, nella sua relazione conclusiva - sul tema "Vai e anche tu fai così" (Lc 10, 37b). "Gesù, maestro e modello di vita nuova" -, richiama con forza gli uomini e le donne del Rinnovamento a diventare samaritani e locandieri nelle vie della storia, capaci di gratuità e generosità nel servire, come insegna la parabola evangelica che è stata il cuore della 41ª Convocazione nazionale RnS. 

«Il fine del servire è per la salvezza dell’uomo, dunque per la vita eterna - spiega Martinez -. Nessuno, né il Rinnovamento, può sottrarsi alla parabola della vita di Gesù». Al centro del suo ministero, infatti, dall'inizio alla fine del suo insegnamento, «c'è sempre l’uomo, un uomo che grida "salvezza". Ci sono, al capitolo 25 di Matteo, nominati i sei uomini "mezzi morti" della storia: l'affamato, l'assetato, il forestiero, il nudo, l'ammalato, il carcerato (cf vv. 34-45)». Martinez ricorda le parole del Santo Padrein Laudato si': «Occorre sentire nuovamente che abbiamo una responsabilità verso glialtri e verso il mondo» (n. 229), e si sofferma sulla triplice dimensione dell'effusione dello Spirito, che il Pontefice ha invitato il Movimento a "portare" ovunque. Un'Effusione che «viene a vincere la nostra solitudine. Con essa - spiega il Presidente RnS - si ritrova Dio, se stessi, gli altri. In essa è la soluzione ai mali della storia che vorrebbe l'uomo solo. Esperienza di trascendenza divina,l'Effusione non serve per pregare meglio, ma per vivere meglio, per testimoniare "sulla strada" l'esperienza carismatica dello Spirito. 

Convocazione+nazionale+2018

Alla “grazia”, però - continua Martinez -, non corrisponde il “grazie”. Il buon Samaritano non attende la ricompensa da parte di qualcuno, fa quello che deve fare. Sapremo seguirlo se abbiamo compreso che servire Dio è servire l'uomo, che essere carismatici nel “tempio” significa esserlo anche nel “tempo”, che non c'è una doppia vita, ma una sola, rinnovata.

Commentando la parabola evangelica, il Presidente RnS si sofferma sulla figura del brigante, e ammonisce: «Siamo anche noi briganti quando non permettiamo che la dignità dell'uomo splenda in tutta la sua bellezza, e lo abbandoniamo; quando facciamo prevalere in noi invidie e gelosie e vogliamo avere la meglio sugli altri. Siamo briganti nella storia quando non abbiamo ancora vissuto la conversione del cuore».

Il buon Samaritano, invece, «non si limita ad avere compassione, ma dà tutto quello che ha. Egli esercita due volte il ministero della cura: la prima con il suo servizio; la seconda permettendo il servizio del locandiere. Si prende cura dell'uomo ferito,ma poi chiede al locandiere: "Prenditi cura tu per me di lui, ma fallo con i miei soldi, con le mie risorse" (cf Lc 10, 35). Così - continua Martinez - si costruisce la comunità. Così si costruisce la storia. C'è un prendersi cura personale, ministeriale, e c'è un prendersi cura comunitario. Ma sempre ciascuno è coinvolto con tutto se stesso, con le risorse spirituali e materiali che possiede». 

Ricchezza, povertà, generosità e abbandono alla Provvidenza. Il Presidente affronta il«tema scottante» del denaro, e ricorda le parole di Paolo a Timoteo: «"Fare del bene per arricchirci di opere buone" (cf 1 Tm 6, 18). Più spendi nel regno di Dio - dice con forza - più ricevi! Eppure assistiamo a una continua “confisca spirituale” di beni, per cui chi ha ricevuto dei talenti non li spende. Il locandiere ha a disposizione solo due denari, ma il buon Samaritano lo rassicura: «Spendili! Ti do la mia fiducia, ti do la mia potenza. Poi avrai il resto, poi avrai il saldo, che è la vita eterna. Oggi - chiede il Presidente - chi è il locandiere? Chi vuole meritare la fiducia del buon Samaritano? Che senso avrebbe, del resto, un locandiere senza una locanda? A che servono denari, sacramenti e carismi, se non c'è l'uomo da salvare? 

Carismatici per la strada, che è il mondo, e carismatici nella locanda, che è la comunità: questo il mandato! Andate ai crocicchi delle strade - continua Martinez parafrasando la parabola del banchetto nuziale (cf Mt 22, 1 ss) - e non chiedete, prima di soccorrerlo, se è un immigrato, un rifugiato, se ha ricevuto la Preghiera di effusione. Andate subito, in fretta, e portate tutti alle nozze, buoni e cattivi! Siamo invitati ad accettare la chiamata di Francesco a uscire dalle comodità e raggiungere le periferie in cui deve ancora arrivare la luce del Vangelo».

Convocazione+nazionale+2018

Infine, il Presidente ricorda i discepoli di Emmaus: «Non possiamo tornare a casa come loro mentre percorrevano la strada da Gerusalemme a Emmaus, immobili nella nostalgia di Gesù. Non possiamo essere un Rinnovamento che si guarda allo specchio, soddisfatto di aver vissuto "episodi di cielo" o di essere stato rafforzato nella fede. Non basta!

Fare e rifare è la nostra sfida!». E richiamandosi all'immagine di Mosè a cui Dio chiede di cercare uomini generosi per edificare il suo tempio, afferma: «Il Rinnovamento ha bisogno di uomini generosi, ha bisogno di cuore, il cuore che abbiamo visto esplicitarsi nei gesti del buon Samaritano, nell'Amen silenzioso del locandiere. La locanda della Chiesa non chiuderà mai, gli inferi non prevarranno». 

Conclude infine con l'appello di Francesco: «"Voglia il Cielo che tu possa riconoscere qual è quella parola, quel messaggio di Gesù che Dio desidera dire al mondo con la tua vita. Lasciati trasformare, lasciati rinnovare dallo Spirito, affinché ciò sia possibile" (Gaudete et exsultate, n. 24). Sono parole che ci guideranno, parole con cui il Rinnovamento si rimette in moto. Appena usciti da questa città, Pesaro,quell'uomo "mezzo morto" ci sta aspettando e lì sarà vero Rinnovamento nello Spirito».

Lucia Romiti

 

(01.05.2018)