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RASSEGNA STAMPA

 


ADNKRONOS - 18 marzo 2011

CROCIFISSO: RNS, I CREDENTI TROVINO FORZA DALLA DECISIONE DI STRASBURGO

Roma, 18 mar. (Adnkronos) - ’E’ la vittoria del diritto sulla legge, del vero amore per la promozione dell’uomo sul tentativo di eliminare Dio dall’orizzonte della storia a colpi di legalismo ideologico. Questa astensione della Corte e’ implicito riconoscimento del valore religioso della vita umana". Lo rileva in una nota Salvatore Martinez, presidente di Rinnovamento nello Spirito. ’I veri credenti in Dio, a qualunque confessione religiosa si riconducano, trovino forza in questo pronunciamento che si pone in controtendenza con la desacralizzazione delle nostre societa’ contemporanee. Per noi cristiani - osserva ancora - e’ l’occasione per riaffermare il valore prototipico di un umanesimo fondato sul potere dell’amore e dell’amore portato all’estrema credibilita’ della sofferenza’.

AGI - 18 marzo 2011

CROCIFISSO: RNS, E' LA VITTORIA DEL DIRITTO SUL LEGALISMO

(AGI)- CdV, 18 mar. - "E’ la vittoria del diritto sulla legge, del vero amore per la promozione dell’uomo sul tentativo di
eliminare Dio dall’orizzonte della storia a colpi di legalismo ideologico". Lo afferma il presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), Salvatore Martinez, commentando la sentenza della Corte europea per i diritti
dell’uomo di Strasburgo sulla presenza del crocifisso nelle aule delle scuole italiana. Secondo Martinez, "questa astensione della Corte e’ implicito riconoscimento del valore religioso della vita umana. I veri credenti in Dio, a qualunque confessione religiosa si riconducano, trovino forza in questo pronunciamento che si pone in controtendenza con la
desacralizzazione delle nostre societa’ contemporanee. Per noi cristiani e’ l’occasione per riaffermare il valore prototipico
di un umanesimo fondato sul potere dell’amore e dell’amore portato all’estrema credibilita’ della sofferenza". Il RnS e’ un Movimento ecclesiale che in Italia conta piu’ di 200 mila aderenti, raggruppati in oltre 1.900 gruppi e comunita’.

ASCA - 18 marzo 2011

CROCIFISSO: RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO, VITTORIA DEL DIRITTO SULLA LEGGE

(ASCA) - Roma, 18 mar - ’E’ la vittoria del diritto sulla legge, del vero amore per la promozione dell’uomo sul tentativo di eliminare Dio dall’orizzonte della storia a colpi di legalismo ideologico’. Cosi’ il presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo, Salvatore Martinez, sulla sentenza della Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo sulla presenza del crocifisso nelle aule delle scuole italiane. ’Questa astensione della Corte - argomenta Martinez - e’implicito riconoscimento del valore religioso della vita umana. I veri credenti in Dio, a qualunque confessione religiosa si riconducano, trovino forza in questo pronunciamento che si pone in controtendenza con la desacralizzazione delle nostre societa’ contemporanee. Per noi cristiani e’ l’occasione per riaffermare il valore prototipico di un umanesimo fondato sul potere dell’amore e dell’amore portato all’estrema credibilita’ della sofferenza’.

L’OSSERVATORIO FLEGREO – 18 marzo 2011

Martinez (RnS) sulla sentenza della Corte di Strasburgo sul crocifisso nelle scuole: “I veri credenti in Dio trovino forza in questo pronunciamento”

Il presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), Salvatore Martinez, ha rilasciato la seguente dichiarazione in merito alla sentenza della Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo sulla presenza del crocifisso nelle aule delle scuole italiane: “E’ la vittoria del diritto sulla legge, del vero amore per la promozione dell’uomo sul tentativo di eliminare Dio dall’orizzonte della storia a colpi di legalismo ideologico. Questa astensione della Corte è implicito riconoscimento del valore religioso della vita umana. I veri credenti in Dio, a qualunque confessione religiosa si riconducano, trovino forza in questo pronunciamento che si pone in controtendenza con la desacralizzazione delle nostre società contemporanee. Per noi cristiani è l’occasione per riaffermare il valore prototipico di un umanesimo fondato sul potere dell’amore e dell’amore portato all’estrema credibilità della sofferenza”. Il RnS è un Movimento ecclesiale che in Italia conta più di 200 mila aderenti, raggruppati in oltre 1.900 gruppi e comunità.

SIR - 18 marzo 2011

CROCIFISSO A SCUOLA: MARTINEZ (RNS), “È LA VITTORIA DEL DIRITTO”

“È la vittoria del diritto sulla legge, del vero amore per la promozione dell'uomo sul tentativo di eliminare Dio dall'orizzonte della storia a colpi di legalismo ideologico”. Lo ha dichiarato Salvatore Martinez, presidente nazionale di Rinnovamento nello Spirito Santo (Rns), in merito alla sentenza della Corte europea di Strasburgo sulla presenza del crocifisso a scuola resa nota oggi. “Questa astensione della Corte – ha aggiunto Martinez - è implicito riconoscimento del valore religioso della vita umana. I veri credenti in Dio, a qualunque confessione religiosa si riconducano, trovino forza in questo pronunciamento che si pone in controtendenza con la desacralizzazione delle nostre società contemporanee. Per noi cristiani è l'occasione per riaffermare il valore prototipico di un umanesimo fondato sul potere dell'amore e dell'amore portato all'estrema credibilità della sofferenza”.

VIVIENNA.IT - 18 marzo 2011

Martinez (RnS) su sentenza Corte di Strasburgo su crocifisso nelle scuole

Il presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), Salvatore Martinez, ha rilasciato la seguente dichiarazione in merito alla sentenza della Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo sulla presenza del
crocifisso nelle aule delle scuole italiane: “E’ la vittoria del diritto sulla legge, del vero amore per la promozione dell’uomo sul tentativo di eliminare Dio dall’orizzonte della storia a colpi di legalismo ideologico. Questa astensione della Corte è implicito riconoscimento del valore religioso della vita umana. I veri credenti in Dio, a qualunque confessione religiosa si riconducano, trovino forza in questo pronunciamento che si pone in controtendenza con la desacralizzazione delle nostre società contemporanee. Per noi cristiani è l’occasione per riaffermare il valore prototipico di un umanesimo fondato sul potere dell’amore e dell’amore portato all’estrema credibilità della sofferenza”. Il RnS è un Movimento ecclesiale che in Italia conta più di 200 mila aderenti, raggruppati in oltre 1.900 gruppi e comunità.

Yahoo!Notizie - 18 marzo 2011

Crocifisso: Rinnovamento nello Spirito, Vittoria Del Diritto Sulla Legge

Roma, 18 mar - ''E' la vittoria del diritto sulla legge, del vero amore per la promozione dell'uomo sul tentativo di eliminare Dio dall'orizzonte della storia a colpi di legalismo ideologico''. Cosi' il presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo, Salvatore Martinez, sulla sentenza della Corte europea per i diritti dell'uomo di Strasburgo sulla presenza del crocifisso nelle aule delle scuole italiane. ''Questa astensione della Corte - argomenta Martinez - e' implicito riconoscimento del valore religioso della vita umana. I veri credenti in Dio, a qualunque confessione religiosa si riconducano, trovino forza in questo pronunciamento che si pone in controtendenza con la desacralizzazione delle nostre societa' contemporanee. Per noi cristiani e' l'occasione per riaffermare il valore prototipico di un umanesimo fondato sul potere dell'amore e dell'amore portato all'estrema credibilita' della sofferenza''.

ZENIT – 18 MARZO 2011

“UNA BELLA GIORNATA PER LA LIBERTÀ RELIGIOSA” IN EUROPA. Reazioni alla sentenza della Corte europea per i Diritti dell’Uomo

ROMA, venerdì, 18 marzo 2011 (ZENIT.org).- “Una bella giornata per la libertà religiosa”: è il primo commento del sociologo Massimo Introvigne, Rappresentante dell’OSCE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) per la lotta all’intolleranza e discriminazione contro i cristiani dopo la sentenza della Grande camera di Strasburgo sul crocifisso.
Il suo commento si è aggiunto alla pioggia di applausi indirizzati a questa decisione “storica” per la libertà nel Vecchio Continente. Questo venerdì, infatti, la Grande Camera della Corte europea per i Diritti dell'Uomo ha respinto la richiesta di rimuovere i crocifissi dalle aule scolastiche italiane ed ha ribadito con sentenza definitiva che “la presenza del crocefisso nelle aule italiane non è contraria ai diritti fondamentali”. La vicenda circa la liceità o meno dei crocifissi nelle aule scolastiche era stata sollevata da Sonia Lautsi, una cittadina italiana nata in Finlandia, la quale aveva presentato una denuncia affermando che la presenza del crocifisso nelle aule della scuola pubblica frequentata dai figli avrebbe rappresentato “un'ingerenza incompatibile con la libertà di pensiero e il diritto ad un'educazione e ad un insegnamento conformi alle convinzioni religiose e filosofiche dei genitori”. La Corte con una prima sentenza emessa il 9 novembre 2009 aveva dato ragione alla signora Lautsi, riconoscendo la violazione da parte dell'Italia di norme fondamentali sulla libertà di pensiero, convinzione e religione. In quella occasione il Governo italiano presentò un ricorso in cui riteneva la sentenza del 2009 lesiva della libertà religiosa individuale e collettiva come riconosciuta dallo Stato italiano, e chiedeva il rinvio alla Grande Camera della Corte europea per i Diritti dell'Uomo. Dopo aver esaminato a lungo il ricorso la Grande Camera, con una maggioranza di quindici giudici favorevoli e due contrari, ha votato una sentenza favorevole alla presenza del crocificisso. Introvigne ha ricordato gli interventi del suo ufficio OSCE contro la sentenza di primo grado della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, e i ringraziamenti di Papa Benedetto XVI all’attuale governo italiano per il suo impegno per rovesciarla. “In questa materia – spiega Introvigne – è la prima volta che una decisione assunta all’unanimità in primo grado da sette giudici su sette è rovesciata in sede di ricorso. Questo conferma il carattere aberrante e ideologico della prima sentenza, e conferma la tesi fondamentale secondo cui i diritti delle maggioranze non sono meno importanti e degni di tutela dei diritti delle minoranze”. “Il fatto che un campione del laicismo come il giudice italiano Vladimiro Zagrebelsky, che aveva contribuito alla prima sentenza, dal gennaio 2010 non faccia più parte della Corte – ha notato ancora – ha certamente contribuito all’esito positivo”. Lo stesso Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), un Movimento ecclesiale che in Italia conta più di 200 mila aderenti, raggruppati in oltre 1.900 gruppi e comunità, ha commentato la sentenza affermando che si tratta di una “vittoria del diritto sulla legge, del vero amore per la promozione dell'uomo sul tentativo di eliminare Dio dall'orizzonte della storia a colpi di legalismo ideologico. Questa astensione della Corte è implicito riconoscimento del valore religioso della vita umana”. “I veri credenti in Dio – ha aggiunto –, a qualunque confessione religiosa si riconducano, trovino forza in questo pronunciamento che si pone in controtendenza con la desacralizzazione delle nostre società contemporanee. Per noi cristiani è l'occasione per riaffermare il valore prototipico di un umanesimo fondato sul potere dell'amore e dell'amore portato all'estrema credibilità della sofferenza”. La sentenza della Corte ha suscitato anche l’entusiasmo delle istituzioni e del popolo italiano. Il Ministro degli Esteri italiano Franco Frattini ha detto: "Ha vinto la difesa dell'identità"; mentre il Ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha aggiunto "è una grande vittoria" perché si tratta di un "simbolo irrinunciabile". “Il crocifisso – ha infatti spiegato – sintetizza i valori del cristianesimo, i principi sui cui poggia la cultura europea e la stessa civiltà occidentale: il rispetto della dignità della persona umana e della sua libertà. E' un simbolo dunque che non divide ma unisce". Luigi Vitali, Presidente della delegazione italiana del Consiglio d'Europa, ha parlato di “successo importantissimo dell’Italia” perchè “viene riconosciuto il buon diritto del nostro Paese a vedere nel crocifisso un simbolo della cristianità e viene stabilito di fatto il principio che la solidarietà e l'accoglienza in un Paese devono avere gli stessi riconoscimenti da parte di coloro che sono ospitati in un principio di reciprocità che deve regolare i rapporti fra le diverse culture, religioni ed etnie”.
“E' questa l'occasione - ha concluso Vitali - di ringraziare anche quei Paesi che, pur non direttamente interessati, hanno sostenuto le ragioni dell'Italia'”. Il ricorso dell’Italia è stato infatti condiviso e sostenuto da San Marino, Malta, Lituania, Romania, Bulgaria, Principato di Monaco, Federazione Russa, Cipro, Grecia e Armenia. Carlo Costalli, Presidente del Movimento Cristiano Lavoratori, ha affermato: “Ora il crocifisso resterà nelle aule scolastiche, come è giusto che sia, a sottolineare l'orgoglio per le nostre radici cristiane. Con buona pace di quanti vorrebbero rinnegare la nostra identità religiosa, storica e culturale”.

TMNews – 18 marzo 2011

Crocifisso/ Corte europea assolve Italia: Rimane in classe -punto. Soddisfazione del Governo. Il Vaticano: Sentenza storica

Roma, 18 mar. (TMNews) - Con una sentenza d'appello definitiva che ribalta il primo grado, la corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha assolto l'Italia sull'esposizione del crocifisso nelle scuole pubbliche. Soddisfazione del Governo e del Vaticano. La vicenda è iniziata quando nel 2006 una cittadina italiana di origini finlandesi, Soile Lautsi, contestò la presenza del simbolo cristiano nelle aule dell'istituto in cui studiavano i suoi figli. A novembre del 2009 la corte di Strasburgo, organismo del Consiglio d'Europa e non dell'Unione europea, le dette ragione con una sentenza che fece scalpore in Italia e suscitò le proteste dei vertici ecclesiastici. "Decidendo di mantenere il crocifisso nelle aule delle scuole pubbliche frequentate dai figli della ricorrente - ha scritto oggi la 'grande chambre', istanza d'appello della corte - le autorità hanno agito entro i limiti dei poteri di cui dispone l'Italia nel quadro del suo obbligo di rispettare, nell'esercizio delle proprie funzioni in materia di educazione e d'insegnamento, il diritto dei genitori di garantire tale istruzione secondo le loro convinzioni religiose e filosofiche; di conseguenza, non c'è stata violazione dell'articolo 2 del Protocollo numero 1" relativo alla libertà d'educazione. I massimi giudici stabiliscono che il crocifisso è "un simbolo essenzialmente passivo, la cui influenza sugli alunni non può essere paragonata a un discorso didattico o alla partecipazione ad attività religiose", e non prefigura, pertanto, una forma di "indottrinamento". La corte stabilisce che una decisione come quella sul crocifisso a scuole "rientra in principio nell'ambito del margine di discrezionalità dello Stato, a maggior ragione in assenza di un consenso europeo" e sottolinea, infine, che anche in Italia "il Consiglio di Stato e la Corte di Cassazione hanno delle posizioni divergenti sul significato del crocifisso e che la Corte Costituzionale non si è pronunciata sulla questione". Esulta il Governo, che aveva presentato ricorso a Strasburgo con il successivo appoggio di Armenia, Bulgaria, Cipro, Grecia, Lituania, Malta, San Marino, Russia Monaco e Romania. "Si tratta di una grande vittoria per la difesa di un simbolo irrinunciabile della storia e dell'identità culturale del nostro Paese", ha detto il ministro della Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini. SOddisfazione è stata espressa anche dal ministro degli Esteri Franco Frattini, che ha dichiarato: "Mi auguro che dopo questo verdetto l'Europa torni ad affrontare con lo stesso coraggio il tema della tolleranza e della libertà religiosa". Anche il Pd, per bocca di Vannino Chiti, ritiene che la corte abbia preso "la decisione giusta". Per il portavoce dell'Udc Antonio De Poli, "nessun crocifisso nelle aule scolastiche ha mai violato la nostra libertà religiosa, e nemmeno la crescita e la libera professione delle fedi religiose". In serata è prevista una conferenza stampa dell'associazione Umanesimo cristiano alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. Esprime soddisfazione il Vaticano. "Si tratta di una sentenza assai impegnativa e che fa storia", ha detto il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, sottolineando che essa "contribuisce efficacemente a ristabilire la fiducia nella Corte Europea dei diritti dell'uomo da parte di una gran parte degli europei". Messaggi di soddisfazione sono stati diffusi anche dalle Acli ("Una vittoria dell'Europa, il trionfo di una idea di laicità 'ricca', che non mortifica i simboli e le identità religiose, ma sa accoglierne il valore positivo", ha detto il presidente Andrea Olivero) e dal presidente del Rinnovamento nello spirito Salvatore Martinez ("E' la vittoria del diritto sulla legge, del vero amore per la promozione dell'uomo sul tentativo di eliminare Dio dall'orizzonte della storia a colpi di legalismo ideologico"). Delusi i protestanti italiani. Quello italiano non è uno "Stato laico", si legge in una nota della Fcei (Federazione italiana evangelici italiani), e il crocifisso è "retaggio di una società dominata dalla cultura cattolica e dai suoi simboli".

VIRGILIO NOTIZIE - 18 marzo 2011

Crocifisso/ Corte europea assolve Italia: Rimane in classe -punto. Soddisfazione del Governo. Il Vaticano: Sentenza storica
Con una sentenza d'appello definitiva che ribalta il primo grado, la corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha assolto l'Italia sull'esposizione del crocifisso nelle scuole pubbliche. Soddisfazione del Governo e del Vaticano. La vicenda è iniziata quando nel 2006 una cittadina italiana di origini finlandesi, Soile Lautsi, contestò la presenza del simbolo cristiano nelle aule dell'istituto in cui studiavano i suoi figli. A novembre del 2009 la corte di Strasburgo, organismo del Consiglio d'Europa e non dell'Unione europea, le dette ragione con una sentenza che fece scalpore in Italia e suscitò le proteste dei vertici ecclesiastici. "Decidendo di mantenere il crocifisso nelle aule delle scuole pubbliche frequentate dai figli della ricorrente - ha scritto oggi la 'grande chambre', istanza d'appello della corte - le autorità hanno agito entro i limiti dei poteri di cui dispone l'Italia nel quadro del suo obbligo di rispettare, nell'esercizio delle proprie funzioni in materia di educazione e d'insegnamento, il diritto dei genitori di garantire tale istruzione secondo le loro convinzioni religiose e filosofiche; di conseguenza, non c'è stata violazione dell'articolo 2 del Protocollo numero 1" relativo alla libertà d'educazione. I massimi giudici stabiliscono che il crocifisso è "un simbolo essenzialmente passivo, la cui influenza sugli alunni non può essere paragonata a un discorso didattico o alla partecipazione ad attività religiose", e non prefigura, pertanto, una forma di "indottrinamento". La corte stabilisce che una decisione come quella sul crocifisso a scuole "rientra in principio nell'ambito del margine di discrezionalità dello Stato, a maggior ragione in assenza di un consenso europeo" e sottolinea, infine, che anche in Italia "il Consiglio di Stato e la Corte di Cassazione hanno delle posizioni divergenti sul significato del crocifisso e che la Corte Costituzionale non si è pronunciata sulla questione". Esulta il Governo, che aveva presentato ricorso a Strasburgo con il successivo appoggio di Armenia, Bulgaria, Cipro, Grecia, Lituania, Malta, San Marino, Russia Monaco e Romania. "Si tratta di una grande vittoria per la difesa di un simbolo irrinunciabile della storia e dell'identità culturale del nostro Paese", ha detto il ministro della Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini. SOddisfazione è stata espressa anche dal ministro degli Esteri Franco Frattini, che ha dichiarato: "Mi auguro che dopo questo verdetto l'Europa torni ad affrontare con lo stesso coraggio il tema della tolleranza e della libertà religiosa". Anche il Pd, per bocca di Vannino Chiti, ritiene che la corte abbia preso "la decisione giusta". Per il portavoce dell'Udc Antonio De Poli, "nessun crocifisso nelle aule scolastiche ha mai violato la nostra libertà religiosa, e nemmeno la crescita e la libera professione delle fedi religiose". In serata è prevista una conferenza stampa dell'associazione Umanesimo cristiano alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. Esprime soddisfazione il Vaticano. "Si tratta di una sentenza assai impegnativa e che fa storia", ha detto il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, sottolineando che essa "contribuisce efficacemente a ristabilire la fiducia nella Corte Europea dei diritti dell'uomo da parte di una gran parte degli europei". Messaggi di soddisfazione sono stati diffusi anche dalle Acli ("Una vittoria dell'Europa, il trionfo di una idea di laicità 'ricca', che non mortifica i simboli e le identità religiose, ma sa accoglierne il valore positivo", ha detto il presidente Andrea Olivero) e dal presidente del Rinnovamento nello spirito Salvatore Martinez ("E' la vittoria del diritto sulla legge, del vero amore per la promozione dell'uomo sul tentativo di eliminare Dio dall'orizzonte della storia a colpi di legalismo ideologico"). Delusi i protestanti italiani. Quello italiano non è uno "Stato laico", si legge in una nota della Fcei (Federazione italiana evangelici italiani), e il crocifisso è "retaggio di una società dominata dalla cultura cattolica e dai suoi simboli".

www.diritto-oggi.it - 18 marzo 2011

CROCIFISSO: RNS, E’ LA VITTORIA DEL DIRITTO SUL LEGALISMO

(AGI)- CdV, 18 mar. - “E’ la vittoria del diritto sulla legge, del vero amore per la promozione dell’uomo sul tentativo di eliminare Dio dall’orizzonte della storia a colpi di legalismo ideologico”. Lo afferma il presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), Salvatore Martinez, commentando la sentenza della Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo sulla presenza del crocifisso nelle aule delle scuole italiana. Secondo Martinez, “questa astensione della Corte e’ implicito riconoscimento del valore religioso della vita umana. I veri credenti in Dio, a qualunque confessione religiosa si riconducano, trovino forza in questo pronunciamento che si pone in controtendenza con la desacralizzazione delle nostre societa’ contemporanee. Per noi cristiani e’ l’occasione per riaffermare il valore prototipico di un umanesimo fondato sul potere dell’amore e dell’amore portato all’estrema credibilita’ della sofferenza”. Il RnS e’ un Movimento ecclesiale che in Italia conta piu’ di 200 mila aderenti, raggruppati in oltre 1.900 gruppi e comunita’.
 

 


AVVENIRE - 19 marzo

L'Europa salva le sue radici - pdf

 

 


L'ECO DI BERGAMO - 19 marzo

Vaticano soddisfatto "Una decisione che fa la storia" - pdf
 

 


www.sanfrancesco-pisa.com - 19 marzo 2011

Martinez (RnS) sulla sentenza della Corte di Strasburgo sul crocifisso nelle scuole. “I veri credenti in Dio trovino forza in questo pronunciamento”

Il presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), Salvatore Martinez, ha rilasciato la seguente dichiarazione in merito alla sentenza della Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo sulla presenza del crocifisso nelle aule delle scuole italiane: “E’ la vittoria del diritto sulla legge, del vero amore per la promozione dell’uomo sul tentativo di eliminare Dio dall’orizzonte della storia a colpi di legalismo ideologico. Questa astensione della Corte è implicito riconoscimento del valore religioso della vita umana. I veri credenti in Dio, a qualunque confessione religiosa si
riconducano, trovino forza in questo pronunciamento che si pone in controtendenza con la desacralizzazione delle nostre
società contemporanee. Per noi cristiani è l’occasione per riaffermare il valore prototipico di un umanesimo fondato sul potere dell’amore e dell’amore portato all’estrema credibilità della sofferenza”. Il RnS è un Movimento ecclesiale che in Italia conta più di 200 mila aderenti, raggruppati in oltre 1.900 gruppi e comunità.

www.telediocesi.it - 19 marzo 2011

Strasburgo: sì al crocefisso nelle scuole! VATICANO: “SENTENZA STORICA”, GELMINI: “SIMBOLO IRRINUNCIABILE”

Martinez “I veri credenti in Dio trovino forza in questo pronunciamento”. Il presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), Salvatore Martinez, ha rilasciato la seguente dichiarazione in merito alla sentenza della Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo sulla presenza del crocifisso nelle aule delle scuole italiane: “E’ la vittoria del diritto sulla legge, del vero amore per la promozione dell’uomo sul tentativo di eliminare Dio dall’orizzonte della storia a colpi di legalismo ideologico. Questa astensione della Corte è implicito riconoscimento del valore religioso della vita umana. I veri credenti in Dio, a qualunque confessione religiosa si riconducano, trovino forza in questo pronunciamento che si pone in controtendenza con la desacralizzazione delle nostre società contemporanee. Per noi cristiani è l’occasione per riaffermare il valore prototipico di un umanesimo fondato sul potere dell’amore e dell’amore portato all’estrema credibilità della sofferenza”. La Corte europea per i diritti dell’uomo ha dato ragione all’Italia sul caso dei crocifissi nelle scuole. Il nostro Paese è stato dunque assolto dall’accusa di violazione dei diritti umani per l’esposizione del simbolo religioso nelle aule scolastiche. La decisione, presa oggi con 15 voti a favore e solo 2 contrari, riguarda l’ammissione del crocifisso nelle aule degli istituti pubblici e diventa vincolante per tutti i 47 Paesi che sono membri del Consiglio d’Europa, cane da guardia del continente per il rispetto dei diritti. Nel novembre 2009 la Corte disse che il crocifisso poteva disturbare gli alunni non cristiani o atei, ma diversi Paesi fecero appello. Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha affermato in una nota che “la Corte di Strasburgo rende giustizia all’Italia dell’assurda accusa di violazione dei diritti umani per l’esposizione del crocifisso nelle aule delle nostre scuole. Con la sentenza odierna viene consacrato il principio di reciprocità alla base dei rapporti fra le diverse culture e viene scritta la parola fine a un’accusa ingiustificata che non rendeva giustizia ai principi di solidarietà e accoglienza fra i popoli di cui il simbolo
del crocifisso è custode.

www.pontifex.roma.it - 19 marzo 2011

Martinez (RnS) sulla sentenza della Corte di Strasburgo sul crocifisso nelle scuole: “I veri credenti in Dio trovino forza in questo pronunciamento”

Il presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), Salvatore Martine, ha rilasciato la seguente dichiarazione in merito alla sentenza della Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo sulla presenza del crocifisso nelle aule delle scuole italiane: “E'la vittoria del diritto sulla legge, del vero amore per la promozione dell'uomo sul tentativo di eliminare Dio dall'orizzonte della storia a colpi di legalismo ideologico. Questa astensione della Corte è implicito riconoscimento del valore religioso della vita umana. I veri credenti in Dio, a qualunque confessione religiosa si riconducano, trovino forza in questo pronunciamento che si pone in controtendenza con la desacralizzazione delle nostre società contemporanee. Per noi cristiani è l'occasione per riaffermare il valore prototipico di un umanesimo fondato sul potere dell'amore e dell'amore portato all'estrema credibilità della sofferenza”. Il RnS è un Movimento ecclesiale che in
... Italia conta più di 200 mila aderenti, raggruppati in oltre 1.900 gruppi e comunità.

www.jashspace.wordpress.com - 19 marzo 2011

Roma, 18 mar. – Con una sentenza d’appello definitiva che ribalta il primo grado, la corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha assolto l’Italia sull’esposizione del crocifisso nelle scuole pubbliche. Soddisfazione del Governo e del Vaticano.

La vicenda è iniziata quando nel 2006 una cittadina italiana di origini finlandesi, Soile Lautsi, contestò la presenza del simbolo cristiano nelle aule dell’istituto in cui studiavano i suoi figli. A novembre del 2009 la corte di Strasburgo, organismo del Consiglio d’Europa e non dell’Unione europea, le dette ragione con una sentenza che fece scalpore in Italia e suscitò le proteste dei vertici ecclesiastici. “Decidendo di mantenere il crocifisso nelle aule delle scuole pubbliche frequentate dai figli della ricorrente – ha scritto oggi la ‘grande chambre’, istanza d’appello della corte – le autorità hanno agito entro i limiti dei poteri di cui dispone l’Italia nel quadro del suo obbligo di rispettare, nell’esercizio delle proprie funzioni in materia di educazione e d’insegnamento, il diritto dei genitori di garantire tale istruzione secondo le loro convinzioni religiose e filosofiche; di conseguenza, non c’è stata violazione dell’articolo 2 del Protocollo numero 1? relativo alla libertà d’educazione. I massimi giudici stabiliscono che il crocifisso è “un simbolo essenzialmente passivo, la cui influenza sugli alunni non può essere paragonata a un discorso didattico o alla partecipazione ad attività religiose”, e non prefigura, pertanto, una forma di “indottrinamento”. La corte stabilisce che una decisione come quella sul crocifisso a scuole “rientra in principio nell’ambito del margine di discrezionalità dello Stato, a maggior ragione in assenza di un consenso europeo” e sottolinea, infine, che anche in Italia “il Consiglio di Stato e la Corte di Cassazione hanno delle posizioni divergenti sul significato del crocifisso e che la Corte Costituzionale non si è pronunciata sulla questione”. Esulta il Governo, che aveva presentato ricorso a Strasburgo con il successivo appoggio di Armenia, Bulgaria, Cipro, Grecia, Lituania, Malta, San Marino, Russia Monaco e Romania. “Si tratta di una grande vittoria per la difesa di un simbolo irrinunciabile della storia e dell’identità culturale del nostro Paese”, ha detto il ministro della Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini. SOddisfazione è stata espressa anche dal ministro degli Esteri Franco Frattini, che ha dichiarato: “Mi auguro che dopo questo verdetto l’Europa torni ad affrontare con lo stesso coraggio il tema della tolleranza e della libertà
religiosa”. Anche il Pd, per bocca di Vannino Chiti, ritiene che la corte abbia preso “la decisione giusta”. Per il portavoce dell’Udc Antonio De Poli, “nessun crocifisso nelle aule scolastiche ha mai violato la nostra libertà religiosa, e nemmeno la crescita e la libera professione delle fedi religiose“. In serata è prevista una conferenza stampa dell’associazione Umanesimo cristiano alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. Esprime soddisfazione il Vaticano. “Si tratta di una sentenza assai impegnativa e che fa storia”, ha detto il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, sottolineando che essa “contribuisce efficacemente a ristabilire la fiducia nella Corte Europea dei diritti dell’uomo da parte di una gran parte degli europei”. Messaggi di soddisfazione sono stati diffusi anche dalle Acli (“Una vittoria dell’Europa, il trionfo di una idea di laicità ‘ricca’, che non mortifica i simboli e le identità religiose, ma sa accoglierne il valore positivo”, ha detto il presidente Andrea Olivero) e dal presidente del Rinnovamento nello spirito Salvatore Martinez (“E’ la vittoria del diritto sulla legge, del vero amore per la promozione dell’uomo sul tentativo di eliminare Dio dall’orizzonte della storia a colpi di legalismo ideologico”).

IL BLOG DEGLI AMICI DI PAPA RATZINGER - 19 marzo 2011

L’Europa salva le sue radici

«Soddisfazione»: è questa la parola che accomuna le reazioni del mondo ecclesiale cattolico alla decisione maturata ieri a Strasburgo. La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sull’esposizione obbligatoria del crocifisso nelle aule delle scuole pubbliche italiane è stata infatti «accolta con soddisfazione da parte della Santa Sede», come ha commentato padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, che parla di «una sentenza assai impegnativa e che fa storia» e sottolinea che la Grande Chambre ha «capovolto sotto tutti i profili una sentenza di primo grado, adottata all’unanimità da
una Camera della Corte, che aveva suscitato non solo il ricorso dello Stato italiano convenuto, ma anche l’appoggio a esso di numerosi altri Stati europei, in misura finora mai avvenuta». Per il portavoce vaticano viene così riconosciuto «a un
livello giuridico autorevolissimo e internazionale, che la cultura dei diritti dell’uomo non deve essere posta in contraddizione con i fondamenti religiosi della civiltà europea, a cui il cristianesimo ha dato un contributo essenziale». E viene inoltre ribadito che, «secondo il principio di sussidiarietà, è doveroso garantire ad ogni Paese un margine di apprezzamento quanto al valore dei simboli religiosi». E senza questa sussidiarietà, evidenzia padre Lombardi, «in nome della libertà religiosa si tenderebbe paradossalmente invece a limitare o persino a negare questa libertà». Per il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, la sentenza «afferma la libertà della religione sia nel suo esercizio interiore sia in quello pubblico e quindi anche nei suoi simboli, soprattutto nel crocifisso che rappresenta valori ampiamente condivisi dalla cultura europea». «Si tratta – ha precisato ai cronisti il cardinal Bagnasco dopo una Messa celebrata in cattedrale – di una sentenza molto importante, di grande buon senso, di grande rispetto, di considerazione delle
argomentazioni presentate dal governo italiano insieme a un numero significativo di Paesi europei. È un segno molto positivo e apprezzabile». «Dall’altra parte – ha aggiunto il presidente della Cei – c’è la libertà della religione, sia nel suo
esercizio interiore, che nel suo esercizio pubblico, nei suoi simboli, soprattutto il crocifisso, che, come è noto, rappresenta ed esprime una concezione, un insieme di valori ampiamente condivisi dalla cultura e dall’antropologia occidentale che hanno nella dignità della persona, nella cultura dell’amore, del dono, del sacrificio, della dedizione, quindi della solidarietà, un punto fondamentale». Secondo il presidente dell’episcopato tedesco, l’arcivescovo di Friburgo Robert Zollitsch, la Corte ha poi dimostrato «sensibilità per il significato della croce come simbolo religioso e culturale».
«Soddisfazione» per la sentenza di Strasburgo è stata espressa anche dal cardinale di Budapest Peter Erdo, presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee, per il quale «è stata scritta una pagina di storia». Un altro porporato, il presidente del pontificio Consiglio della cultura Gianfranco Ravasi, in mattinata, aveva ribadito che «il crocifisso è un segno della nostra civiltà». Di sentenza «che mette ordine in un quadro, quello dei diritti e delle identità, fondamentale per gli sviluppi dell’Europa, in cui sembrava acquisita una deriva in fin dei conti nichilistica» parla l’agenzia Sir. Per
l’Azione Cattolica italiana la sentenza «è un passo molto importante perché riconosce nel crocifisso un valore che unisce non soltanto i credenti in Cristo ma tutti i popoli d’Europa». «Grande soddisfazione» viene espressa anche da Carlo Costalli, presidente del Movimento cristiano lavoratori, che plaude al fatto che il crocifisso resterà nella aule scolastiche, «con buona pace di quanti vorrebbero rinnegare la nostra identità religiosa, storica e culturale». Mentre Andrea Olivero, presidente nazionale delle Acli, vede nella sentenza «il trionfo di una laicità "ricca", che non mortifica i simboli e le
identità religiose». Per Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo, «è la vittoria del diritto sulla legge». Infine da Strasburgo arrivano le parole di gioia di monsignor Aldo Giordano, osservatore permanente della Santa Sede al Consiglio d’Europa, che molto si è speso per la causa del crocifisso. «Oggi si è scritta una bella
pagina per l’Europa. – dice ad Avvenire – La sentenza ha un valore simbolico ben oltre il caso italiano. E occorre essere grati a tutti i Paesi e a tutte le persone che si sono impegnate con intelligenza e sensibilità per scrivere questa pagina che fa onore all’Europa, a cominciare dall’ambasciata d’Italia presso il Consiglio d’Europa con il suo ambasciatore Sergio Busetto e il co-agente, avvocato Nicola Lettieri».

www.nuoviorizzonti.net – 20 marzo 2011

Strasburgo: Sì al crocifisso nelle scuole! VATICANO: “SENTENZA STORICA”, GELMINI: “SIMBOLO IRRINUNCIABILE“, Martinez “I veri credenti in Dio trovino forza in questo pronunciamento”

Il presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), Salvatore Martinez, ha rilasciato la seguente dichiarazione in merito alla sentenza della Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo sulla presenza del crocifisso nelle aule delle scuole italiane: “E’ la vittoria del diritto sulla legge, del vero amore per la promozione dell’uomo sul tentativo di eliminare Dio dall’orizzonte della storia a colpi di legalismo ideologico. Questa astensione della Corte è implicito riconoscimento del valore religioso della vita umana. I veri credenti in Dio, a qualunque confessione religiosa si riconducano, trovino forza in questo pronunciamento che si pone in controtendenza con la desacralizzazione delle nostre società contemporanee. Per noi cristiani è l’occasione per riaffermare il valore prototipico di un umanesimo fondato sul potere dell’amore e dell’amore portato all’estrema credibilità della sofferenza”. La Corte europea per i diritti dell’uomo ha dato ragione all’Italia sul caso dei crocifissi nelle scuole. Il nostro Paese è stato dunque assolto dall’accusa di violazione dei diritti umani per l’esposizione del simbolo religioso nelle aule scolastiche. La decisione, presa oggi con 15 voti a favore e solo 2 contrari, riguarda l’ammissione del crocifisso nelle aule degli istituti pubblici e diventa vincolante per tutti i 47 Paesi che sono membri del Consiglio d’Europa. Nel novembre 2009 la Corte disse che il crocifisso poteva disturbare gli alunni non cristiani o atei, ma diversi Paesi fecero appello. Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha affermato oggi in una nota che “la Corte di Strasburgo rende giustizia all’Italia dell’assurda accusa di violazione dei diritti umani per l’esposizione del crocifisso nelle aule delle nostre scuole. Con la sentenza odierna viene consacrato il principio di reciprocità alla base dei rapporti fra le diverse culture e viene scritta la parola fine a un’accusa ingiustificata che non rendeva giustizia ai principi di solidarietà e accoglienza fra i popoli di cui il simbolo del crocifisso è custode”.