ASCA -
15 gennaio 2008
PAPA: MARTINEZ
(RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO), STATO NON TUTELA PONTEFICE
'In uno Stato di diritto,
il diritto alla conoscenza e al libero confronto con questo triste
episodio viene negato e sostenuto da organismi oscurantisti volutamente
anticlericali'. A dirlo all'Asca il Presidente Nazionale di Rinnovamento
nello Spirito, Salvatore Martinez, spiegando che la 'coscienza
collettiva deve mostrare un forte sussulto di indignazione dinanzi a
questi estremismi. Siamo vicini al Pontefice e condividiamo la sua
preoccupazione nel non esser causa di disordini. Siamo meravigliati - ha
detto - che lo Stato italiano non riesca a garantire l'ordine pubblico e
a tutelare il pontefice'. Martinez ha spiegato che 'in questo tempo
sempre piu' arido che impressiona per siccita' spirituale, noi ribadiamo
il valore fondamentale della ricerca della verita' e di un futuro di
pace per le nuove generazioni. Il nostro impegno - ha detto ancora - e'
che la verita' semre piu' negata, contesa e ridicolizzata, non sia
confinata nello spazio privato delle nostre Chiese, ma animi il binomio
umanesimo-cristianesimo che ha fatto grande la nostra civilta'
occidentale'.
KORAZYM - 16 gennaio 2008
Papa, niente Sapienza:
“Opportuno soprassedere”
di Daniele Lorenzi
L’annullamento della
visita di Benedetto XVI all’università romana diventa la notizia del
giorno, in una pioggia di commenti e reazioni: lettera del capo dello
stato Napolitano al papa.
L'ANNULLAMENTO DELLA
VISITA
ROMA – Una decisione
sofferta, arrivata dopo molte consultazioni interne e infine condivisa
anche dal papa, sia pure con evidente dispiacere: poche righe di
comunicato vaticano ieri pomeriggio per spiegare che si riteneva
“opportuno soprassedere all’evento” e annullare così la prevista visita
di Benedetto XVI all’Università di Roma La Sapienza. Si sono tenuti
disordini in città, disordini che mettessero a repentaglio non tanto
l’incolumità fisica del papa, che era e sarebbe stata garantita, ma
l’incolumità dei cittadini. ''Se si riceve un invito da parte di una
famiglia, ma poi quella famiglia comincia a dividersi, e accade quello
che è successo in questi giorni, non è più il caso di accettare'', hanno
spiegato ieri pomeriggio non meglio precisate “fonti vaticane” alle
diverse agenzie di stampa. Insieme a questo, naturalmente, si è
preferito evitare che la visita del papa si trasformasse in una
occasione per una contestazione vibrante e forse anche offensiva, quale
quella che si preparava all’orizzonte.
Una vicenda nata male e finita peggio, intorno alla quale si è
immediatamente scatenata la polemica, con la notizia pronta ad essere
rilanciata dai mezzi di comunicazione stranieri. Immediate le reazioni,
ad iniziare da quella del Senato accademico della Sapienza, che ha
sospeso i lavori della riunione ordinaria in corso quando è arrivata la
notizia dell’annullamento della visita. "Il Senato accademico esprime
grande rammarico per la perdita di una occasione di dialogo e
riflessione culturale e civile che la comunità accademica aveva voluto
percorrere secondo una tradizione consolidata di ascolto e rispetto”, si
legge nel comunicato diffuso. “Le manifestazioni di intolleranza,
limitate per altro ad una esigua minoranza, sono contrarie allo spirito
di libertà e di ricerca - conclude la nota - che costituiscono la ragion
d'essere dell'Università". Di un papa “oggetto di un gravissimo rifiuto
che manifesta intolleranza antidemocratica e chiusura culturale” parla
una nota della presidenza della Cei (Conferenza episcopale italiana),
tanto più considerando “che la visita del Santo Padre era una cordiale
risposta a un invito espresso dagli organi responsabili dell'università,
ma reso inefficace dalla violenza ideologica e rissosa di pochi”.
REAZIONI - “Condanno chi ha provocato tensioni inaccettabili e provo
profondo rammarico per la decisione del pontefice”, ha commentato il
premier Prodi ricordando che "è inammissibile che il papa non possa
parlare all'università, che è la sede del dialogo e dell'apertura”.
Nella tarda serata di ieri anche il presidente della Repubblica
Napolitano ha inviato una lettera personale al papa in relazione alla
vicenda. Da parte sua, anche il leader dell’opposizione Silvio
Berlusconi ha espresso preoccupazione: “La rinuncia a cui è stato
costretto il papa in nome di una presunta laicità della conoscenza è il
segno dell'intolleranza e di un certo fanatismo che nulla hanno di
autenticamente laico”. Parole di condanna dal sindaco Veltroni: "La
mancata partecipazione di Benedetto XVI alla cerimonia prevista per il
17 gennaio all'Universita' di Roma La Sapienza rappresenta una sconfitta
della cultura liberale e di quel principio fondamentale che è il
confronto delle idee e il rispetto delle istituzioni". L'appuntamento di
giovedi' per il leader del Pd "avrebbe rappresentato una nuova, alta
occasione per la città di Roma per confermare al mondo la sua vocazione
di grande capitale di dialogo e civiltà, levando ancora la sua voce
contro la barbarie della pena di morte". "Mentre ogni critica è
legittima e il confronto delle opinioni è l'ossigeno della nostra
convivenza- conclude il sindaco di Roma- ogni atteggiamento di
intolleranza, come quelli che si sono manifestati in questi giorni verso
il pontefice, fa male alla democrazia e alla liberta'". E l'editoriale
in prima pagina sul Foglio di oggi, il quotidiano diretto da Giuliano
Ferrara, inizia così: "La vergogna è un sentimento laico, oggi. Vergogna
per il fatto che una minoranza laicista ignorante, intollerante,
violenta è riuscita a togliere il diritto di parola a un filosofo e
teologo accolto a braccia aperte nelle principali università di tutto il
mondo, prima e dopo la sua elezione a papa".
LA CONDANNA DEL MONDO ECCLESIALE - Secca la posizione anche dei
movimenti e delle realtà ecclesiali. L'Azione Cattolica parla di vicenda
"incredibile e inquietante'', mentre Comunione e Liberazione ricorda che
"i papi hanno potuto parlare ovunque nel mondo: l'unico posto dove il
papa non può parlare è La Sapienza, un'università fondata, tra l'altro,
proprio da un pontefice''. Cl mette in evidenza anche ''la fatiscenza
culturale dell'università italiana, per cui un ateneo come La Sapienza
rischia di trasformarsi in una discarica ideologica''. Da parte loro,
gli universitari cattolici della Fuci esternano "profonda tristezza e
preoccupazione'' e bollando l'episodio come "un grave e illegittimo atto
di intolleranza che macchia la coscienza profonda dell'università
italiana". Stesso ragionamento del Rinnovamento nello Spirito che,
attraverso il presidente Salvatore Martinez, punta il dito contro
"organismi oscurantisti volutamente anticlericali''.
IL RAPPRESENTANTE DEGLI STUDENTI - E' indignato Gianluca Senatore, uno
dei due rappresentanti degli studenti, di cui era previsto l'intervento
il giorno dell'inaugurazione dell'Anno accademico. Il giovane ha fatto
notare che ''la Rete di autoformazione'' che ha occupato il rettorato
rappresenta un'esigua minoranza e che invece la maggioranza delle liste
degli studenti rappresentate negli organi centrali dell'Università
consideravano la visita del Papa una grande occasione per l'ateneo.
''Saremmo pronti a raccogliere almeno 130 mila firme di studenti
favorevoli alla visita del Papa se questo potesse far cambiare idea al
Pontefice perché il rammarico è troppo per il fatto che il Papa ha
rinunciato a venire a causa delle contestazioni. Abbiamo perso
un'occasione unica - ha proseguito Gianluca - di concentrare
l'attenzione sui problemi reali dell'Universita' e sul finanziamento
della ricerca. Tutte le liste e le associazioni degli studenti (Sapienza
in movimento, Sinistra universitaria, Vento di cambiamento, Studenti di
centro, Cl) tranne quella dei collettivi sono d'accordo su questo. Siamo
talmente convinti della nostra laicità che non abbiamo nessun problema
al confronto con la Chiesa''.
LA STORIA - Erano stati 67 docenti a definito come «evento incongruo» la
visita di Ratzinger alla Sapienza. Una storia iniziata il 14 novembre
2007 quando il professor Marcello Cini, docente emerito dell’ateneo,
inviò una lettera aperta al rettore, pubblicata dal Manifesto. La
lettera esprimeva il disappunto per la decisione del rettore di invitare
Benedetto XVI a tenere la lectio magistralis di apertura dell’anno
accademico. Il 22 novembre alcuni docenti della Sapienza che
condividevano le opinioni di Marcello Cini, appoggiavano l’iniziativa
inviando una seconda lettera al rettore Guarini nella quale si chiedeva
di rinunciare a questo invito. In queste due lettere, spiegavano ieri i
docenti, “non c’era alcun intento censorio nei confronti del papa, bensì
il desiderio di una parte della comunità accademica di esprimere la
propria opinione in merito alla decisione del rettore». Ma in realtà la
protesta, appoggiata da una parte degli studenti, ha poi ricercato
proprio questa conclusione, raggiunta al termine di una giornata che
aveva visto anche l’occupazione del Rettorato. “Fuori il Papa
dall'università”, lo slogan che pendeva dalla finestra del Rettorato
occupato, e poi ripetuta dai ragazzi al momento dell’annuncio
dell’annullamento della visita, quando parlano di “vittoria della
laicità e della libertà di studio” e di “una giornata che potrebbe
essere una indicazione politica per il paese contro le ingerenze della
Chiesa cattolica in uno spazio pubblico dove devono dominare la ragione
e il dialogo”. Già, la ragione e il dialogo… "E' una vergogna non per la
Chiesa ma per una certa sedicente cultura" - commenta lo scrittore
Vittorio Messori: "C'è da chiedersi: da che parte starebbe oggi Galileo
Galilei?".
Il Velino
- 16 gennaio 2008
Sapienza, RnS accoglie
appello Ruini: "È tempo di un sussulto"
"È grande il dolore che si
leva nel cuore di milioni di uomini e di donne, in tutto il mondo, alla
notizia che l'Italia rinuncia - attraverso la violenza della minaccia
verbale e dell'oscurantismo ideologico - al bene grande della liberta'
di parola. Se poi ad essere colpito e' un uomo di pace, di dialogo, di
pensiero; un accademico tra i piu' ricercati, ammirati, ascoltati del
Novecento, il Papa Benedetto XVI, allora il dolore si fa anche
smarrimento della coscienza": e' quanto dichiara Salvatore Martinez,
presidente del Rinnovamento nello Spirito Santo. E continua: "Riteniamo
inammissibile che in uno Stato di diritto come l'Italia, proprio il
primario diritto alla conoscenza e al libero confronto di idee sia stato
negato in nome della laicita' da sparuti gruppi di cittadini italiani
che piu' opportunamente, in luogo di accademici, occorrerebbe
ribattezzare 'ideologi anticlericali'. Ad essi, peraltro, va il triste
encomio di avere provocato in giovani studenti il desiderio di emulare
una lettera di protesta scriteriata con gesti plateali altrettanto
incivili e retrogradi. I cristiani, si sa, sono avvezzi alla
persecuzione e mai hanno disdegnato di mostrarsi 'miti' dinanzi alle
violenze, pacificatori dinanzi alle violenze. Qui, oggi, e' in ballo
qualcosa di nuovo, di inedito, nella storia del nostro Paese, popolato
per oltre il 90 per cento da cattolici e guidato da un governo eletto a
larga maggioranza da cittadini che si ispirano ai valori del
cristianesimo e che non vogliono essere sommersi dal nubifragio della
menzogna".
"È tempo che la coscienza collettiva mostri un forte sussulto di
indignazione dinanzi a questi continui attacchi alle verita' ideali e ai
principi costitutivi della nostra identita' popolare, della nostra
tradizione valoriale, della nostra cultura e civilta' occidentale -
afferma Martinez -. (à) È un dovere 'riprendere la parola'. È un dovere
riaffermare le ragioni dello Spirito, ben piu' alleate del destino
dell'uomo di quanto non sappia fare la cultura odierna del 'non senso',
che si afferma per rifiuto ideologico, indebolendo la crescita e
l'avvenire delle nuove generazioni. Siamo vicini, con profondo affetto
al Pontefice, e invochiamo per Lui l'assistenza dello Spirito
confortatore 'allenatore dei martiri'. Accogliamo con senso di
responsabilita' l'invito del cardinale vicario di Roma Camillo Ruini ad
affollare Piazza S. Pietro per fare sentire al Pontefice la nostra
unita' di pensiero, di volonta', di condotta. In queste ore chiediamo ai
nostri gruppi e comunita' di intensificare la preghiera, a cui invitare
amici, parenti, membri di altri movimenti e comunita'.
L'intenzione che fara' da sfondo alla nostra adorazione eucaristica
sara' la riparazione per questo gesto che umilia la Chiesa e il
Pontefice; al contempo l'invocazione dello Spirito Santo, perche'
trasformi questa triste circostanza in un'occasione propizia per
risvegliare la fede e la testimonianza
NOI PRESS- 16 gennaio 2008
Il Rinnovamento nello
Spirito Santo aderisce all’appello del cardinale Ruini Martinez:
“Trasformiamo questa triste circostanza in un’occasione propizia per
risvegliare la fede e la testimonianza dei cattolici in Italia”
Il presidente nazionale
del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), Salvatore Martinez, ha
rilasciato la seguente dichiarazione in merito all’annullamento della
visita di Benedetto XVI all’Università ‘La Sapienza’ di Roma:
“È grande il dolore che si leva nel cuore di milioni di uomini e di
donne, in tutto il mondo, alla notizia che l’Italia rinuncia -
attraverso la violenza della minaccia verbale e dell’oscurantismo
ideologico – al bene grande della libertà di parola.
Se poi ad essere colpito è un uomo di pace, di dialogo, di pensiero; un
accademico tra i più ricercati, ammirati, ascoltati del Novecento a cui
la Provvidenza ha assegnato il compito di guidare oltre un miliardo di
cattolici nel mondo, il Papa Benedetto XVI, allora il dolore si fa anche
smarrimento della coscienza.
Riteniamo inammissibile che in uno Stato di diritto come l’Italia,
proprio il primario diritto alla conoscenza e al libero confronto di
idee sia stato negato in nome della laicità da sparuti gruppi di
cittadini italiani che più opportunamente, in luogo di accademici,
occorrerebbe ribattezzare “ideologi anticlericali”. Ad essi, peraltro,
va il triste encomio di avere provocato in giovani studenti il desiderio
di emulare una lettera di protesta scriteriata con gesti plateali
altrettanto incivili e retrogradi.
I cristiani, si sa, sono avvezzi alla persecuzione e mai hanno
disdegnato di mostrarsi “miti” dinanzi alle violenze, pacificatori
dinanzi alle violenze. Qui, oggi, è in ballo qualcosa di nuovo, di
inedito, nella storia del nostro Paese, popolato per oltre il 90 % da
cattolici e guidato da un governo eletto a larga maggioranza da
cittadini che si ispirano ai valori del cristianesimo e che non vogliono
essere sommersi dal nubifragio della menzogna.
È tempo che la coscienza collettiva mostri un forte sussulto di
indignazione dinanzi a questi continui attacchi alle verità ideali e ai
principi costitutivi della nostra identità popolare, della nostra
tradizione valoriale, della nostra cultura e civiltà occidentale.
Sono oltre 10 milioni i cattolici che ogni domenica si ritrovano in
Chiesa per confrontare la propria vita con il Vangelo. Su ciascuno di
essi, su ciascuno di noi incombe il dovere di non permettere, con ogni
rispetto e capacità di dialogo, che la verità non venga calpestata,
umiliata, irrisa, negata.
È un dovere “riprendere la parola”! È un dovere riaffermare le ragioni
dello Spirito, ben più alleate del destino dell’uomo di quanto non
sappia fare la cultura odierna del “non senso”, che si afferma per
rifiuto ideologico, indebolendo la crescita e l’avvenire delle nuove
generazioni.
Siamo vicini, con profondo affetto al Pontefice, e invochiamo per Lui
l’assistenza dello Spirito confortatore “allenatore dei martiri”.
Accogliamo con senso di responsabilità l’invito del Cardinale Vicario di
Roma Camillo Ruini ad affollare Piazza S. Pietro per fare sentire al
Pontefice la nostra unità di pensiero, di volontà, di condotta.
In queste ore chiediamo ai nostri Gruppi e Comunità di intensificare la
realizzazione di “Roveti Ardenti” di preghiera, a cui invitare amici,
parenti, membri di altri movimenti e comunità. L’intenzione che farà da
sfondo alla nostra adorazione eucaristica sarà la riparazione per questo
gesto che umilia la Chiesa e il Pontefice; al contempo l’invocazione
dello Spirito Santo, perché trasformi questa triste circostanza in
un’occasione propizia per risvegliare la fede e la testimonianza dei
cattolici in Italia”.
APCOM
- 16 gennaio 2008
RINNOVAMENTO SPIRITO
ADERISCE A APPELLO RUINI DOPO SAPIENZA
"Preghiere di riparazione per questo gesto che umilia
la Chiesa"
Il movimento Rinnovamento
nello Spirito Santo - che in Italia conta decine di migliaia di aderenti
- aderisce all'appello del cardinale Camillo Ruini di riunirsi domenica
prossima in piazza San Pietro per solidarietà al Papa dopo
l'annullamento della visita alla Sapienza.
"Trasformiamo questa triste circostanza in un'occasione propizia per
risvegliare la fede e la testimonianza dei cattolici in Italia", afferma
il presidente Salvatore Martinez.
"Riteniamo inammissibile che in uno Stato di diritto come l'Italia,
proprio il primario diritto alla conoscenza e al libero confronto di
idee sia stato negato in nome della laicità da sparuti gruppi di
cittadini italiani che piú opportunamente, in luogo di accademici,
occorrerebbe ribattezzare 'ideologi anticlericali'", afferma in una
nota. "Ad essi, peraltro, va il triste encomio di avere provocato in
giovani studenti il desiderio di emulare una lettera di protesta
scriteriata con gesti plateali altrettanto incivili e retrogradi".
"I cristiani, si sa, sono avvezzi alla persecuzione e mai hanno
disdegnato di mostrarsi 'miti' dinanzi alle violenze, pacificatori
dinanzi alle violenze. Qui, oggi, è in ballo qualcosa di nuovo, di
inedito, nella storia del nostro Paese, popolato per oltre il 90% da
cattolici e guidato da un governo eletto a larga maggioranza da
cittadini che si ispirano ai valori del cristianesimo e che non vogliono
essere sommersi dal nubifragio della menzogna".
"E' tempo - afferma - che la coscienza collettiva mostri un forte
sussulto di indignazione dinanzi a questi continui attacchi alle verità
ideali e ai principi costitutivi della nostra identità popolare, della
nostra tradizione valoriale, della nostra cultura e civiltà occidentale.
Sono oltre 10 milioni i cattolici che ogni domenica si ritrovano in
Chiesa per confrontare la propria vita con il Vangelo. Su ciascuno di
essi, su ciascuno di noi incombe il dovere di non permettere, con ogni
rispetto e capacità di dialogo, che la verità non venga calpestata,
umiliata, irrisa, negata".
"Accogliamo con senso di responsabilità l'invito del Cardinale Vicario
di Roma Camillo Ruini ad affollare Piazza S. Pietro per fare sentire al
Pontefice la nostra unità di pensiero, di volontà, di condotta",
conclude Martinez. "In queste ore chiediamo ai nostri Gruppi e Comunità
di intensificare la realizzazione di 'Roveti Ardenti' di preghiera, a
cui invitare amici, parenti, membri di altri movimenti e comunità.
L'intenzione che farà da sfondo alla nostra adorazione eucaristica sarà
la riparazione per questo gesto che umilia la Chiesa e il Pontefice; al
contempo l'invocazione dello Spirito Santo, perché‚ trasformi questa
triste circostanza in un'occasione propizia per risvegliare la fede e la
testimonianza dei cattolici in Italia".
ANSA-
16 gennaio 2008
PAPA/SAPIENZA: RUINI
CHIAMA CATTOLICI A MOBILITAZIONE
'PAPA-DAY' DOMENICA 20 GENNAIO A SAN PIETRO (di Elisa
Pinna)
CITTA' DEL VATICANO, 16
GEN - Il Cardinale vicario Camillo Ruini ha oggi invitato tutti i fedeli
e i cittadini romani ad una manifestazione riparatoria e di solidarieta'
con Benedetto XVI, una sorta di 'Papa-day' dopo l''oltraggio' subito da
Ratzinger ad opera dei contestatori anti-pontifici dell'Universita' La
Sapienza. Appuntamento per le 12:00 di domenica 20 gennaio in piazza San
Pietro per la preghiera dell'Angelus.
L'iniziativa del porporato ha gia' raccolto l'adesione di partiti
politici, da Forza Italia ad Alleanza Nazionale, ed ha catalizzato
l'entusiasmo di movimenti e organizzazioni cattoliche, tra cui quel
Forum delle Famiglie, che il 12 maggio a San Giovanni raduno' centinaia
di migliaia di persone.
Anche se il vicariato parla sopratutto di una manifestazione di 'amore e
gratitudine' verso il Papa, dopo una vicenda 'che colpisce dolorosamente
tutta la citta' di Roma', e' probabile che cio' si trasformi in una
prova di forza della mobilitazione cattolica contro le 'ristrettezze
dell'ideologia', come le ha definite Ruini.
Stavolta la Chiesa non ha aspettato o voluto che fossero altri a
cavalcare l'ondata dell'indignazione provocata dalla mancata visita del
Papa nell'Ateno romano. Ha agito in prima persona. Nella mattinata,
mentre il Papa si affacciava per l'udienza generale nell'Aula Nervi, il
porporato ha diffuso il suo comunicato per indire il raduno di domenica.
'La Chiesa di Roma - ha scritto il porporato - esprime la sua filiale e
totale vicinanza al proprio vescovo , il Papa, e da' voce a quell'amore,
a quella fiducia, a quell'ammirazione e gratitudine per Benedetto XVI
che e' nel cuore del popolo di Roma'. 'Per consentire a tutti di
manifestare questi sentimenti - ha argomentato - invito i fedeli, ma
anche tutti i romani, ad essere presenti in piazza San Pietro per la
recita dell'Angelus di domenica prossima 20 gennaio. Sara' un gesto di
affetto e di serenita', sara' espressione della gioia che proviamo
nell'avere Benedetto XVI come nostro Vescovo e come nostro Papa'.
Poi, al Tg2, il porporato ha attaccato a testa bassa i contestatori
della Sapienza. 'E' stata una vicenda triste e anche in fondo banale,
perche' non c'era nessun motivo per ostacolare la visita del Papa', ha
detto. 'Gli studenti mi hanno fatto veramente tristezza - ha aggiunto -
Li ho sentiti anche in televisione dopo l'annuncio, l'esultanza, e
pensavo: questi giovani, purtroppo, non hanno senso della realta' e sono
fermi almeno a 40 anni fa, come se adesso, nel 2008, vivessimo la
stagione del '68'. 'Penso il contrario - ha affermato -, il Tevere non
e' mai diventato realmente piu' largo, diventa piu' largo nelle immagini
pubbliche ma non nel sentimento della gente'. E cosi', l'iniziativa di
domenica servira' anche a dimostrare, secondo Ruini , che a Roma vive
'un popolo solo'.
Il messaggio del cardinale vicario e' stato subito recepito: 'andremo
all'Angelus', hanno promesso i dirigenti di An, Gasparri, la Russa e
Ronchi; anche il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini si e' unito
all'iniziativa, come pure gli studenti di Forza Italia, e la fondazione
Magna Charta; poi a pioggia sono arrivate le adesioni
dell'associazionismo cattolico: da 'Rinnovamento nello Spirito' a
'Scienza e Vita', dal Movimento Cristiani Lavoratori al Forum delle
Famiglie.
Avvenire
- 17 gennaio 2008
L’abbraccio al Papa
dalla gente comune
Ieri all’udienza in Aula
Paolo VI il caldo saluto degli studenti romani.
Poi l’invito del cardinale
vicario a partecipare numerosi alla preghiera domenicale
Ruini: domenica
appuntamento all’Angelus per testimoniare solidarietà e vicinanza
DA ROMA GIANNI SANTAMARIA
Già poche ore dopo la
sofferta decisione di non partecipare all’inaugurazione dell’anno
accademico alla Sapienza, l’affetto della gente verso il Papa si è fatto
sentire. Ieri mattina, in occasione dell’udienza in Aula Paolo VI, gli
applausi e i cori degli studenti universitari romani ne hanno
accompagnato la catechesi. E poco dopo, è arrivato l’appello lanciato
dal cardinale vicario per la diocesi di Roma, Camillo Ruini, ad essere
presenti domenica prossima in piazza San Pietro per la recita
dell’Angelus. Un «gesto di affetto e di serenità», espressione di
«gioia», lo definisce il porporato.
«In questa circostanza che colpisce tanto dolorosamente la nostra città,
la Chiesa di Roma esprime la sua filiale e totale vicinanza al proprio
vescovo, il Papa, e dà voce a quell’amore, a quella fiducia, a quell’ammirazione
e gratitudine per Benedetto XVI che è nel cuore del popolo di Roma»,
dichiara Ruini nella nota con cui annuncia l’iniziativa. Le parole
dell’alto prelato – che definisce «tristi vicende » i fatti che hanno
impedito l’incontro del Papa con la comunità universitaria – seguono al
pronunciamento (pubblicato ieri su
Avvenire di ieri) con cui la presidenza della Conferenza episcopale
italiana aveva espresso a Benedetto XVI la propria «incondizionata
vicinanza» nel momento in cui è «oggetto di un gravissimo rifiuto che
manifesta intolleranza antidemocratica e chiusura culturale». L’invito a
partecipare all’Angelus, rivolto ai fedeli, ma anche a «tutti i romani»
rischia di creare ulteriori divisioni, di approfondire i fossati?
Intervistato dal Tg2, Ruini risponde che «il Tevere non è mai diventato
realmente più largo» se non «nelle immagini pubbliche», che non
corrispondono al «sentimento della gente». E ribadisce che il senso
dell’iniziativa di domenica è di «dare serenità a tutti, di far sentire
che a Roma c’è un popolo solo e che questo popolo è vicino al vescovo di
Roma». La vicenda della Sapienza, invece, è segno di una «malintesa
laicità» dell’istituzione accademica, di «ristrettezza mentale», di
«incomprensione» e di una «mentalità troppo ideologica». Il cardinale si
è detto, infine, preoccupato per i giovani studenti contestatori che
«purtroppo non hanno il senso della realtà e sono fermi almeno a
quarant’anni fa. Come se adesso, nel 2008, vivessimo la stagione del
’68».
Numerose le adesioni giunte ieri all’invito di recarsi nella principale
piazza della cristianità. Da comunità cristiane della città e del resto
del Paese (vedere le tre testimonianze a fianco), da associazioni e
movimenti. Dal mondo politico e sindacale, nonché da rappresentanti di
enti locali. Le prime risposte del laicato cattolico organizzato sono
arrivate da Forum delle associazioni familiari, Comunione e liberazione,
Movimento dei Focolari, Rinnovamento nello Spirito, Movimento cristiano
lavoratori. Si stanno mobilitando per favorire una massiccia presenza
anche le residenze universitarie della Fondazione Rui e il centro Elis
(entrambi Opus Dei). Sarà al Colonnato del Bernini anche l’associazione
Scienza & Vita. Nonostante il prevedibile maggior afflusso, comunque,
l’Ispettorato vaticano – l’ufficio del Viminale preposto alla sicurezza
nell’area della città-Stato – non prevede incrementi nei controlli.
Parrocchie, associazioni e movimenti della diocesi di Roma si stanno
mobilitando per essere presenti all’Angelus di domenica prossima,
raccogliendo l’invito del cardinale Ruini a manifestare la propria
vicinanza al Papa. Si prevede la partecipazione anche di esponenti
politici e sindacali, di amministratori locali e di gruppi provenienti
da varie città d’Italia
Sarà un gesto «di affetto e di serenità». Molte le adesioni di
associazioni e movimenti, parrocchie, esponenti politici
ADNKRONOS – 17
gennaio 2008
PAPA: ANCHE
RINNOVAMENTO DELLO SPIRITO ALL'ANGELUS
Citta' del Vaticano, 17
gen. (Adnkronos) - Ci sara' anche il Rinnovamento nello Spirito Santo (Rns)
domenica prossima, in piazza San Pietro per l'Angelus, ad esprimere
solidarieta' al Papa dopo i fatti legati all'annullamento della sua
visita all'universita' 'La Sapienza'. E' lo stesso presidente del Rns,
Salvatore Martinez ad annunciarlo: 'accogliamo con senso di
responsabilita' l'invito del cardinale vicario di Roma Camillo Ruini ad
affollare piazza S. Pietro per fare sentire al Pontefice la nostra
unita' di pensiero, di volonta', di condotta'.
'In queste ore - afferma Martinez - chiediamo ai nostri gruppi e
comunita' (1900 per un totale di 200 mila aderenti) di intensificare la
realizzazione di 'Roveti Ardenti' di preghiera, cui invitare amici,
parenti, membri di altri movimenti e comunita'. L'intenzione che fara'
da sfondo alla adorazione eucaristica sara' la riparazione per questo
gesto che umilia la Chiesa e il Pontefice; al contempo l'invocazione
dello Spirito Santo, perche' trasformi questa triste circostanza in
un'occasione propizia per risvegliare la fede e la testimonianza dei
cattolici in Italia'.
In merito ai fatti de La Sapienza, Martinez aveva detto di ritenere
'inammissibile che in uno Stato di diritto come l'Italia, proprio il
primario diritto alla conoscenza e al libero confronto di idee sia stato
negato in nome della laicita' da sparuti gruppi di cittadini italiani'.
AVVENIRE - 17 gennaio 2008
ASSOCIAZIONI E
MOVIMENTI
«Quella violenza da condannare»
DA MILANO
La ferita è stata
dolorosa, ieri è stata giornata di vivaci reazioni e di solidarietà con
Benedetto XVI da parte della società civile cattolica, addolorata dalle
circostanze che hanno indotto il Papa a rinunciare alla visita alla
Sapienza.
«È una sconfitta della laicità in nome di un anticlericalismo miope e,
come sempre, approssimativo e ignorante». La Comunità di Sant’Egidio ha
parlato di grande tristezza. Per il portavoce Mario Marazziti la vicenda
ha rappresentato «una brutta pagina, da chiudere in fretta sotto il
segno della tolleranza e del superamento di ogni strumentale estremismo
ideologico, che rischia di mettere in angolo le grandi tradizioni
religiose, umanistiche, culturali e democratiche dell’Italia». Si
tratta, secondo Marazziti, di «una pagina triste e irresponsabile, con
l’aggravante che è stata fondata su una lettura ignorante e travisata
del pensiero del cardinale Ratzinger, a cui sono state attribuite anche
affermazioni virgolettate completamente erronee». Per il portavoce della
comunità, «è surreale che solo le opinioni del Papa vengano scrutinate
come biglietto di accesso in una istituzione culturale che dalla sua
visita trae solo onore, e nella sua città. La prassi della provocazione
e dei diritti di veto di piccole minoranze aggressive ed estremiste sta
rendendo irrespirabile la vita quotidiana in un paese come l’Italia e in
una città come Roma».
Solidarietà anche dal Movimento dei Focolari a Benedetto XVI per la sua
mancata partecipazione all’inaugurazione dell’anno accademico.
«Noi, come tanti altri, ci rammarichiamo anche perché il Pontefice è un
professore universitario, oltre che una figura spirituale, morale e
culturale di autorevolezza unica nel mondo». Il Movimento dei Focolari
ha confermato «il suo rinnovato impegno, con il Papa, perché, nonostante
le incomprensioni di alcuni, il mondo cattolico continui ad offrirsi
alla società italiana, in particolare alla sua componente scientifica ed
accademica, in un dialogo rispettoso e fecondo che operi concretamente,
tutte insieme le forze positive e vitali, per il bene del nostro Paese.
Per il presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo
Salvatore Martinez «è inammissibile che in uno Stato di diritto come
l’Italia, proprio il primario diritto alla conoscenza e al libero
confronto di idee sia stato negato in nome della laicità da sparuti
gruppi di cittadini italiani che più opportunamente, in luogo di
accademici, occorrerebbe ribattezzare 'ideologi anticlericali'. Se poi
ad essere colpito è un uomo di pace, di dialogo, di pensiero; un
accademico tra i più ricercati, ammirati, ascoltati del Novecento a cui
la Provvidenza ha assegnato il compito di guidare oltre un miliardo di
cattolici nel mondo, allora il dolore si fa anche smarrimento della
coscienza».
Solidale con il Pontefice «per un gesto di estrema gravità» anche la
Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia attraverso il
presidente Gabriele Brunini. Mentre Coldiretti ha ascritto i fatti
«nella strisciante ventata anticattolica che da tempo, punta
all’erosione della storia e dell’opera del Cattolicesimo in Italia e in
Europa. Basti pensare al mancato inserimento dell’identità e delle
radici cristiane nella Costituzione Europea. Solo nel dialogo e nel
rispetto reciproco si procede alla ricerca della verità e alla
costruzione della vera democrazia».
Vivere In, associazione internazionale di diritto pontificio ha ribadito
in una nota «la vergogna tutta italiana aggravata dal fatto che Joseph
Ratzinger è un Professore che, prescindendo dalla sua cultura, stimiamo
per la sua umanità. Appare e si comporta come uomo libero, tollerante,
deciso e soprattutto chiaro. Fino a questo momento, come Capo della
Chiesa Cattolica, ha parlato con coerenza estrema».
Molto gli interventi delle realtà associative impegnate nel mondo della
comunicazione. L’Ucsi, l’unione professionale dei giornalisti cattolici
ha denunciato la violenza «di esigue minoranze, violenza, di un laicismo
senza radici, violenza di un antagonismo super pubblicizzato: Benedetto
XVI è vittima di questa violenza. La mancata visita del Papa alla
Sapienza di Roma non è solo la sconfitta dell’università italiana e
dunque della cultura istituzionale, ma rischia di essere anche la
sconfitta di un sistema democratico basato sul dialogo che, non
annullando le differenze, arricchisce la vita di tutti». Per l’Ucsi
dalla vicenda arriva una lezione anche per i media. «Oggi più che mai
occorre essere costruttori coraggiosi, in tutte le culture e con tutte
le sensibilità, più che pseudo-rivoluzionari pateticamente fuori dalla
storia».
Indignazione, dolore e preoccupazione sono stati espressi da Franco
Mugerli, presidente del Copercom, il coordinamento di 25 associazioni
per la comunicazione con oltre due milioni di aderenti.
«Si vuole censurare il Papa per mettere a tacere tutta la Chiesa. Mai si
era impedito al Papa di parlare nei suoi viaggi in tutto il mondo. È
gravissimo che ciò sia accaduto per la prima volta a Roma e che né
l’Università né lo Stato italiano abbiano saputo garantire libertà di
parola a una delle voci più appassionate dell’uomo e al suo inesausto
richiamo ad allargare la ragione da cui dipende la scienza e il futuro
della nostra convivenza e civiltà. Quanto è accaduto al Papa potrà
accadere ad ognuno di noi».
Di clima ostile alla Chiesa e alla religione cattolica, alimentato dai
media ed in particolare dalla tv ha parlato anche Luca Borgomeo,
presidente dell’associazione di telespettatori Aiart. «La vicenda è
stata ingigantita ad arte da molti mass media. Tale vicenda non può che
indignare e far riflettere sul grave declino culturale e morale del
Paese. Da tempo l’Aiart denuncia questa deriva anticattolica di tanti
programmi televisivi e dei loro ricorrenti servizi tendenti a screditare
la Chiesa, con informazioni mirate e parziali, con satire, se non con
l’insulto e il dileggio, con spettacoli offensivi dei sentimenti
religiosi di milioni di italiani ». (P. Lam.)
Sant’Egidio: «Sconfitta la laicità». I Focolari: «Nonostante tutto
avanti con il dialogo» Rinnovamento nello Spirito: «Smarrimento delle
coscienze» Coldiretti: «Strisciante ventata anticattolica» Le
Misericordie: «Un gesto di estrema gravità». L’Ucsi: «Pseudo-rivoluzionari
fuori dalla storia»
SIR – 17 gennaio
2008
IL PAPA E LA SAPIENZA:
IL RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO DOMENICA A SAN PIETRO
Ci sarà anche il
Rinnovamento nello Spirito Santo (Rns) domenica prossima, in piazza San
Pietro per l’Angelus, ad esprimere solidarietà al Papa dopo i fatti
legati all’annullamento della sua visita all’università “La Sapienza”.
E’ lo stesso presidente del Rns, Salvatore Martinez ad annunciarlo:
“accogliamo con senso di responsabilità l’invito del cardinale vicario
di Roma Camillo Ruini ad affollare piazza S. Pietro per fare sentire al
Pontefice la nostra unità di pensiero, di volontà, di condotta”. “In
queste ore – afferma Martinez - chiediamo ai nostri gruppi e comunità
(1900 per un totale di 200 mila aderenti) di intensificare la
realizzazione di ‘Roveti Ardenti’ di preghiera, cui invitare amici,
parenti, membri di altri movimenti e comunità. L’intenzione che farà da
sfondo alla adorazione eucaristica sarà la riparazione per questo gesto
che umilia la Chiesa e il Pontefice; al contempo l’invocazione dello
Spirito Santo, perché trasformi questa triste circostanza in
un’occasione propizia per risvegliare la fede e la testimonianza dei
cattolici in Italia”. In merito ai fatti de La Sapienza, Martinez aveva
detto di ritenere “inammissibile che in uno Stato di diritto come
l’Italia, proprio il primario diritto alla conoscenza e al libero
confronto di idee sia stato negato in nome della laicità da sparuti
gruppi di cittadini italiani”.
La Gazzetta del
Mezzogiorno –
17 gennaio 2008
LA STAMPA MONDIALE:
SHIAFFO AI LAICI
E RUINI CHIAMA A RACCOLTA I CATTOLICI
BERLINO. La stampa
internazionale, compresa quella tedesca, trova senza precedenti la
rinuncia alla visita di Benedetto XVI, che oggi doveva inaugurare l’anno
accademico alla Sapienza, ma martedì ha disdetto la visita per le
proteste di studenti e professori dell’Ateneo romano, con 140 mila
iscritti e 4500 docenti il più grande d’Europa .
Il Papa ha ceduto alle pressioni – scrive il quotidiano conservatore
tedesco «Die Welt» – e manderà il discorso per posta. Uno schiaffo che
l’Italia laica in questo modo non aveva ancora mai ricevuto».
«Benedetto XVI e l’Italia, un deplorevole malinteso», commento il
quotidiano cattolico francese «La Croix», per il quale si deve
probabilmente vedere in questa vicenda l’influenza dell’entourage molto
italiano di Benedetto XVI, che non esita a coinvolgere il Vaticano
nell’attualità del paese. E dire che il riavvicinamento fra scienza e
fede è proprio uno dei suoi temi prediletti».
«Non si tratta naturalmente di Galileo – scrive il quotidiano
progressista tedesco “Sueddeutsche Zeitung” – in realtà i critici della
Chiesa nell’Italia moderna da tempo sono in difficoltà davanti alla sua
offensiva per portare nella società i valori cristiani, secondo
l’interpretazione cattolica. Anche se si può discutere in una società
libera su dove corrono i confini della intromissione illecita della
Chiesa nello Stato, la cacciata di Benedetto dall’università non rientra
nello scontro di opinioni, bensì è segno di insicurezza e debolezza».
«La polemica è senza precedenti in un Paese dove le critiche alla Chiesa
cattolica sono di solito in sordina» scrive il britannico «Guardian »,
l’unico in Gb a dedicare ampio spazio al Papa alla Sapienza nella sua
edizione cartacea.
Solo la stampa spagnola riferisce con ampio spazio, nelle pagine
interne, sulla vicenda della rinuncia del papa ad andare a fare il suo
discorso all’università La Sapienza.«Le proteste obbligano il papa a
cancellare la sua visita» titola il progressista El Pais. Intanto il
Cardinale vicario Camillo Ruini ha invitato ieri tutti i fedeli e i
cittadini romani ad una manifestazione riparatoria e di solidarietà con
Benedetto XVI, una sorta di «Papa-day» dopo l’«oltraggio» subito da
Ratzinger ad opera dei contestatori anti-pontifici dell’Università La
Sapienza. Appuntamento per le 12 di domenica in piazza San Pietro per la
preghiera dell’Angelus. L’iniziativa del porporato ha già raccolto
l’adesione di partiti politici, da Forza Italia ad Alleanza Nazionale,
ed ha catalizzato l’entusiasmo di movimenti e organizzazioni cattoliche,
tra cui quel Forum delle Famiglie, che il 12 maggio a San Giovanni
radunò centinaia di migliaia di persone.
Anche se il vicariato parla sopratutto di una manifestazione di «amore e
gratitudine» verso il Papa, dopo una vicenda «che colpisce dolorosamente
tutta la città di Roma», è probabile che ciò si trasformi in una prova
di forza della mobilitazione cattolica contro le «ristrettezze
dell’ideologia», come le ha definite Ruini.
Stavolta la Chiesa non ha aspettato o voluto che fossero altri a
cavalcare l’ondata dell’indignazione provocata dalla mancata visita del
Papa nell’Ateno romano. Ha agito in prima persona. Nella mattinata di
ieri, mentre il Papa si affacciava per l'udienza generale nell’Aula
Nervi, accolto da un’ovazione degli studenti di Comunione e liberazione
al grido di «libertà», Ruini ha diffuso il suo comunicato per indire il
raduno di domenica. «La Chiesa di Roma – ha scritto il porporato –
esprime la sua filiale e totale vicinanza al proprio vescovo, il Papa, e
dà voce a quell'amore, a quella fiducia, a quell'ammirazione e
gratitudine per Benedetto XVI che è nel cuore del popolo di Roma». «Per
consentire a tutti di manifestare questi sentimenti – ha argomentato -
invito i fedeli, ma anche tutti i romani, ad essere presenti in piazza
San Pietro per la recita dell’Angelus di domenica prossima 20 gennaio.
Sarà un gesto di affetto e di serenità, sarà espressione della gioia che
proviamo nell’avere Benedetto XVI come nostro Vescovo e come nostro
Papa».
Poi, al Tg2, il porporato ha attaccato a testa bassa i contestatori
della Sapienza. «E' stata una vicenda triste e anche in fondo banale,
perchè non c'era nessun motivo per ostacolare la visita del Papa», ha
detto. «Gli studenti mi hanno fatto veramente tristezza – ha aggiunto –
Li ho sentiti anche in televisione dopo l’annuncio, l’esultanza, e
pensavo: questi giovani, purtroppo, non hanno senso della realtà e sono
fermi almeno a 40 anni fa, come se adesso, nel 2008, vivessimo la
stagione del '68». E così, l’iniziativa di domenica servirà anche a
dimostrare, secondo Ruini, che a Roma vive «un popolo solo».
Il messaggio del cardinale vicario è stato subito recepito: «andremo
all’Angelus», hanno promesso i dirigenti di An, Gasparri, la Russa e
Ronchi; anche il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini si è unito
all’iniziativa , come pure gli studenti di Forza Italia, e la fondazione
Magna Charta; poi a pioggia sono arrivate le adesioni
dell’associazionismo cattolico: da «Rinnovamento nello Spirito» a
«Scienza e Vita», dal Movimento Cristiani Lavoratori al Forum delle
Famiglie.
IL MANIFESTO – 17
gennaio 2008
Appello di Ruini: tutti
a San Pietro
Il cardinale incita i cattolici ad andare in piazza
domenica.
E il popolo del family day si scatena
S. MIL. - Roma
«Domenica tutti a San
Pietro». Il cardinale Camillo Ruini incita il popolo cattolico a
scendere in piazza in occasione dell'Angelus domenicale per esprimere
solidarietà al papa dopo la «triste vicenda che colpisce dolorosamente
tutta la nostra città». Un gesto di «affetto e di serenità», per esprime
«la gioia che proviamo nell'avere Benedetto XVI come nostro vescovo e
nostro papa». Un invito «cristiano» da parte del vicario papale che
però, più passa il tempo più assume il sapore del raduno politico. Una
sorta di secondo family day. Tutto il centrodestra ha già, infatti,
risposto presente. Si stanno organizzando i primi pullman, si stanno
stampando magliette e preparando bandiere.
Il popolo della destra è in fermento e scalpita per sfilare sotto la
finestra del pontefice. Il tam tam di sms è partito, come il passaparola
tra pellegrini e le scritte sui blog cattolici. I movimenti diffondono
comunicati e inviti a partecipare domenica a «un gesto di solidarietà e
di vicinanza» al papa. Ci sarà Casini, tra i primi a dire sì
all'appello, e a seguire Gasparri, La Russa e Ronchi di An, Bondi e
Cicchitto di Forza Italia. Poi a pioggia tutto l'associazionismo
cattolico, da «Rinnovamento nello Spirito» a «Scienza e Vita», dal
Movimento Cristiani Lavoratori al Forum delle Famiglie.
Nel frattempo il presidente della Repubblica Napolitano è al lavoro per
salvare il salvabile, cercando di mettere una toppa ed evitare un
pericoloso incidente diplomatico col Vaticano. Appena appresa la notizia
della rinuncia alla visita alla Sapienza, dal Colle è partita una
lettera indirizzata al papa per esprimere il «sincero, vivo rammarico,
considerando inammissibili manifestazioni di intolleranza e preannunci
offensivi che hanno determinato un clima incompatibile con le ragioni di
un libero e sereno confronto». Napolitano ha richiamato inoltre i temi
della conversazione telefonica dello scorso 24 dicembre con Benedetto
XVI, «nell'auspicio di ogni possibile continuazione del dialogo tra
l'Italia e la Santa Sede». Una lettera che, per il direttore
dell'Osservatore Romano Gian Maria Vian, attenua «in parte» l'incidente.
Non si attenuano invece le polemiche, tutte politiche. Una quarantina di
deputati dell'opposizione hanno presentato ieri un'interpellanza urgente
al governo e al ministro degli Interni in cui si chiede se corrispondano
al vero le indiscrezioni, pubblicate da alcuni giornali, secondo cui la
mancata partecipazione di papa ratzinger alla Sapienza sia da
addebitarsi all'impossibilità di garantire le necessarie condizioni di
sicurezza all'interno e all'esterno dell'ateneo. Ma la condanna su
quanto accaduto arriva anche dal centrosinistra. Con qualche piccolo
(piccolissimo) distinguo. Come quello delle senatrici del Prc, Rina
Gagliardi e Giovanna Cappelli, che ieri in una nota hanno espresso la
loro «piena solidarietà» ai professori della Sapienza rivolgendo al papa
l'invito di andare ad inauguarare l'anno accademico all'Università
Cattolica.
LA STAMPA – 17
gennaio 2007
L’Adunata di Ruini:
tutti a San Pietro
ROMA
Per la Sapienza è arrivato
il giorno fatidico. L’inaugurazione dell’anno accademico si terrà
stamattina. Alla solennità dell’evento - tocco, toga, ermellini e
cattedre - farà da contraltare la mestizia della clamorosa assenza del
Papa, il cui discorso verrà letto dal rettore Renato Guarini e poi
distribuito agli astanti. Fuori, davanti alla facoltà di lettere (30
metri di distanza) gli studenti dei collettivi protesteranno
all’indirizzo di Walter Veltroni e del ministro Fabio Mussi, entrambi
presenti all’evento. La cerimonia avviene all’indomani di una giornata
febbrile, durante la quale la Chiesa ha chiamato alla mobilitazione
generale. In mattinata il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone
ha formalizzato la scelta del papa attraverso una lettera al rettore: il
Pontefice - dice il primo ministro vaticano - aveva «accolto volentieri
l’invito» a visitare la Sapienza, «per offrire un segno dell’affetto e
della considerazione che nutre verso» tale istituzione «illustre». Ma
«purtroppo sono venuti meno» «per iniziativa di un gruppo decisamente
minoritario di Professori e alunni, i presupposti per un’accoglienza
dignitosa e tranquilla» e il Vaticano ha «giudicato opportuno
soprassedere alla visita per togliere ogni pretesto a manifestazioni che
si sarebbero rivelate incresciose per tutti». Alla lettera il cardinale
allega il discorso che Benedetto XVI aveva preparato e che contiene
messaggi assai forti: «la fede non si impone con l’autorità»,
«l’università è di per sé laica». Durante l’udienza del mercoledì in
sala Nervi, il Papa non ha accennato a questa controversia, ma Comunione
e liberazione, cartelli e striscioni inalberati, l’ha accolto al grido
di «libertà, libertà» e «La Sapienza è con te». La folla si è subito
scaldata. Il vicario di Roma, Camillo Ruini, invece, è andato oltre e ha
organizzato un’iniziativa di «riparazione». In una nota il cardinale -
che a nome della diocesi di Roma esprime «filiale e totale vicinanza al
proprio vescovo» - invita «tutti i fedeli, ma anche tutti i romani a
manifestare i propri sentimenti» partecipando domenica prossima in
Piazza San Pietro alla recita dell’Angelus. I politici di centrodestra
hanno gareggiato a chi potesse aderire per primo a questo appello. An ha
battuto tutti sui tempi: già l’altro ieri si era proposta per un sit-in
a San Pietro e con personalità di primo piano, da Fini a La Russa, da
Matteoli a Ronchi. Ma ieri l’iniziativa del cardinale ha raccolto anche
la disponibilità dell’Udc, espressa da Pierferdinando Casini, e di molti
esponenti di Forza Italia, a cominciare da Bonaiuti e Scajola. E poi, a
seguire, mille altre adesioni: gli studenti di Forza Italia e An, la
fondazione Magna Charta, le grandi organizzazioni dell’associazionismo
cattolico: da «Rinnovamento nello Spirito» a «Scienza e Vita», dal
Movimento Cristiano dei Lavoratori al Forum delle Famiglie, dai
Focolarini, a Cl, a Sant’Egidio, eccetera. Una sorta di «Papa pride»,
insomma, dopo lo schiaffo della Sapienza. In un impeto di zelo, l’ex
ministro di An Maurizio Gasparri ha voluto prendere le distanze dal
nemico e, sul suo sito Internet, ha riportato la lista nera dei 67
professori che hanno firmato la petizione critica sulla visita del Papa.
Il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, che pure ha parlato di
«gravissimo atto di intolleranza» ha comunque tentato di sopire i toni
più accesi: «La decisione del Papa di non andare alla Sapienza - ha
detto - è all’insegna di un desiderio di non acuire tensioni che non
fanno bene a nessuno». Sul piano istituzionale è stato il Quirinale a
muoversi per ricucire lo strappo con Oltretevere. La lettera «personale»
inviata l’altra sera dal Capo dello Stato al Pontefice, è stata
divulgata per stralci dalla sala stampa vaticana. Napolitano parla di
«sincero e vivo rammarico» per le «inammissibili manifestazioni di
intolleranza» che hanno costretto il Papa a rinunciare alla visita, e
sottolinea come l’intervento pontificio «avrebbe offerto una preziosa
opportunità di riflessione su temi di grande rilevanza per la società
italiana come per tutte le società». La missiva viene definita dal
direttore dell’Osservatore Romano, Gian Maria Vian, come «un gesto
sincero e nobile che attenua in parte l’incidente».
CORRIERE DELLA SERA
– 17 gennaio 2008
Papa, il discorso
mancato «Non impongo la fede»
Ecco cosa avrebbe detto
alla Sapienza: la ragione deve cercare la verità. L' appello: domenica
tutti a San Pietro. Napolitano: no all' intolleranza Ratzinger ha fatto
pubblicare il discorso che avrebbe dovuto tenere oggi all' Università La
Sapienza
CITTÀ DEL VATICANO - Il
Papa ha fatto pubblicare il discorso che avrebbe dovuto tenere oggi alla
Sapienza: in esso parla in positivo di «università laica» e afferma che
non è suo compito «cercare di imporre ad altri in modo autoritario la
fede». Gli arrivano intanto parole di solidarietà da ogni ambiente e da
tutte le autorità, a partire dal presidente Napolitano che definisce
«inammissibile» l' intolleranza dei contestatori. Il cardinale Camillo
Ruini, vicario di Roma, invita i cattolici e i romani ad affollare
domenica piazza San Pietro al momento dell' «angelus» per una
manifestazione di «amore e gratitudine». Alcuni stralci della lettera di
Napolitano al Papa sono stati pubblicati dalla Sala Stampa vaticana. Il
presidente confida di aver appreso la notizia della cancellazione della
visita «con sincero, vivo rammarico» e considera «inammissibili» le
«manifestazioni di intolleranza» e i «preannunci offensivi che hanno
determinato un clima incompatibile con le ragioni di un libero e sereno
confronto». L' «Osservatore romano» ha scritto che quello di Napolitano
è «un gesto sincero e nobile che attenua in parte l' incidente», la cui
«gravità» è «senza precedenti nella storia della Repubblica italiana».
Nel suo discorso - che verrà letto oggi alla Sapienza al termine della
cerimonia di inaugurazione dell' anno accademico - il Papa ricorda che
quell' università «era un tempo l' università del Papa, ma oggi è un'
università laica» dotata di piena «autonomia» e come ogni vera
università «deve essere legata esclusivamente all' autorità della
verità». Il Papa teologo insiste sulla «ragionevolezza» del
cristianesimo: «La verità ci rende buoni, e la bontà è vera: è questo l'
ottimismo che vive nella fede cristiana». Cita Habermas, Rawls, Socrate,
Aristotele. Argomenta che nella storia cristiana ci sono errori ma c' è
anche un apporto di verità utile alla convivenza umana: «Varie cose
dette da teologi nel corso della storia, o anche tradotte nella pratica
dalle autorità ecclesiali, sono state dimostrate false dalla storia e
oggi ci confondono. Ma allo stesso tempo è vero che la storia dei santi,
la storia dell' umanesimo cresciuto sulla basa della fede cristiana
dimostra la verità di questa fede nel suo nucleo essenziale, rendendola
con ciò anche un' istanza per la ragione pubblica». La conclusione è un
invito a fare in modo che la filosofia non «degradi in positivismo» e
non si rinchiuda in una «razionalità secolaristicamente indurita»,
facendosi «sorda» nei confronti del «messaggio» cristiano, perché in tal
modo essa «inaridisce come un albero le cui radici non raggiungono più
le acque che gli danno vita». Il Vaticano ha pure pubblicato il
messaggio con cui il cardinale Bertone invia il testo del Papa al
Rettore della Sapienza. Vi si afferma che «purtroppo» dopo l'
accettazione dell' invito da parte del Papa sono venuti meno - «per
iniziativa di un gruppo decisamente minoritario di professori e alunni»
- i «presupposti per una accoglienza dignitosa e tranquilla» e Benedetto
XVI ha «giudicato opportuno soprassedere alla visita per togliere ogni
pretesto a manifestazioni che si sarebbero rivelate incresciose per
tutti». Infine la chiamata di Ruini a San Pietro per domenica a
mezzogiorno. «Invito i fedeli ma anche tutti i romani», dice il
cardinale nel suo comunicato, a compiere - con la presenza in piazza -
«un gesto di affetto e di serenità» che «sarà espressione della gioia
che proviamo nell' avere Benedetto XVI come nostro vescovo e come nostro
Papa». Il messaggio del cardinale vicario ha trovato subito l' adesione
di associazioni e movimenti cattolici, partiti politici, amministrazioni
locali. La Regione Lombardia ha annunciato che domenica in piazza San
Pietro ci sarà una propria delegazione con il gonfalone. «Andremo all'
angelus» hanno promesso i dirigenti di An Gasparri, La Russa e Ronchi.
Lo stesso ha dichiarato il leader dell' Udc Pier Ferdinando Casini, come
pure gli studenti di Forza Italia, vari esponenti di questo partito e la
fondazione Magna Charta. Dal mondo cattolico hanno promesso la loro
presenza Azione cattolica, Agesci, «Rinnovamento nello Spirito»,
Focolari, Sant' Egidio, «Scienza e Vita», il Movimento Cristiani
Lavoratori, il Forum delle Famiglie, Comunione e Liberazione. Gruppi di
CL erano già stamattina all' udienza generale nell' Aula Paolo VI.
Alzavano striscioni con la scritta «Gli universitari con il Papa» e
gridavano «libertà, libertà». Agli applausi il Papa ha reagito così:
«Grazie per la vostra presenza e per la vostra simpatia. Allora andiamo
avanti insieme». Luigi Accattoli
IL VELINO – 18
gennaio 2008
Tutto pronto per il
"Giubileo dei politici"
Assolutamente da non
perdere Roma, 18 GEN - "'Non ci facciamo zittire'. Da Comunione e
Liberazione agli Scout - racconta LA STAMPA - dall'Azione Cattolica ai
Focolarini, da singoli fedeli a interi gruppi e parrocchie. I 67 docenti
firmatari dell'appello 'no-Pope' hanno sbarrato a Ratzinger le porte
della 'Sapienza', ma domenica trasformeranno piazza San Pietro in un
nuovo Giubileo. La manifestazione riparatoria e di solidarieta' con
Benedetto XVI lanciata dal cardinale vicario, Camillo Ruini, riunira'
all'Angelus le mille anime del cattolicesimo italiano. 'Sara'
un'occasione di preghiera, non un comizio - afferma Ruini - una
grandissima partecipazione, composta e gioiosa, in risposta alla
minoranza chiassosa che ha festeggiato l'annullamento della visita del
Pontefice all'universita'. La mobilitazione pro-Ratzinger batte in
consensi persino la Marcia della Pace Perugia-Assisi e il Family day,
mettendo d'accordo 'cattolici adulti' (Rosy Bindi sara' 'a San Pietro
come ogni domenica'), teodem (Binetti, Carra) e teocon (Cossiga,
Volonte'). E il vicepremier Francesco Rutelli annuncia: 'Ci saro' da
credente e da cittadino romano'. Intanto Forza Italia invia sms per
convocare i suoi iscritti, An sfilera' senza insegne di partito, mentre
movimenti e organizzazioni, dalle Acli a Cl, preparano pullman in tutta
Italia. Il 'Forum delle Famiglie', che a San Giovanni raduno' centinaia
di migliaia di persone contro i Dico, schiera le proprie legioni: dai
Focolarini a 'Rinnovamento nello Spirito', da 'Scienza e Vita' al
Movimento Cristiani Lavoratori. Il tam tam dei blog cattolici chiama a
raccolta migliaia di sigle, incassando adesioni oltre i consueti recinti
ecclesiali, dalla Confcooperative alla fondazione 'Magna Carta', dalla
Cisl ai Laici del Movimento di Don Orione, dai giovani della 'Comunita'
Missionaria' a decine di parlamentari (Pd con Lusetti e altri venti
deputati, FI con Scajola e Sanza, Udc con Casini, Cesa e Buttiglione). E
decine di gonfaloni di regioni, province e comuni. L'ex capo dello
Stato, Francesco Cossiga, e' categorico: 'Io, teocon e "cattolico
infante", saro' presente e invito i giovani dei movimenti cattolici e di
An a organizzare ronde anche armate di bastoni per impedire l'accesso, o
cacciare se si presentano, gli ipocriti "cattolico adulti e democratici"
Bindi e Lusetti'. La controffensiva del 'Pope day' ha uno slogan ('La
preghiera e' la migliore risposta') e il passaparola tra pellegrini si
affianca ai comunicati e agli inviti a compiere 'un gesto di
solidarieta' e di vicinanza al Santo Padre'. Il quotidiano Cei
'Avvenire' e gli altri media cattolici rilanciano il messaggio: 'Il Papa
non interrompe la comunicazione, il suo silenzio diventa parola'. Il
cardinale Giovanni Battista Re, ministro vaticano per i Vescovi, prevede
che 'domenica si misurera' la distanza tra i moltissimi che
solidarizzano con il Pontefice e i 67 firmatari' della lettera contro la
visita. 'Se pensavano di far tacere una voce spirituale - sostiene Re -,
domenica avranno migliaia di ragioni per ricredersi'. E Ruini assicura:
'Tutto avra' il tono classico dell'Angelus di ascolto della parola del
Papa, di preghiera, e anche espressione del desiderio che ha la nostra
gente di sentire, di ascoltare il Papa, di vederlo, di essere con lui'.
Nessun 'uso politico', dunque: 'Se qualcuno vorra' interpretare
l'appuntamento in altro modo lo interpretera' in maniera sbagliata'".
AGI – 18
gennaio 2008
PAPA: MOVIMENTI E
ASSOCIAZIONI CON RUINI IN PIAZZA SAN PIETRO
Dopo l'Azione Cattolica,
Comunione e Liberazione e l'Associazione 'Scienza e Vita', hanno aderito
all'invito del card. Ruini a manifestare domenica 'vicinanza e affetto'
a Benedetto XVI anche le Acli, Rinnovamento nello Spirito, i laici di
Don Orione e gli universitari cattolici della Fuci, i quali con la loro
presenza intendono ribadire il loro impegno affinche' 'l'Universita' sia
sempre di piu' luogo di crescita della persona umana e della formazione
di coscienze in ricerca della verita''. 'La Fuci - afferma una nota -
non si rassegna ad una Universita' mortificata e ferita
dall'intolleranza, dalla scorrettezza intellettuale e dalla violenza,
verbale e fisica, di pochi ma continua, nella riflessione e nell'azione,
ad operare in essa nonostante tutte le difficolta', con la forza mite
della fede amica dell'intelligenza'. Presentando l'appuntamento, Radio
Vaticana ha intervistato Savino Pezzotta, leader del cartello 'reteinopera'
cui fanno capo diverse associazioni cattoliche.
'Vado in piazza come italiano per riscattare - ha spiegato l'ex
segretario Cisl - quello che e' successo alla Sapienza: per dire che gli
italiani non sono cosi', gli italiani hanno una venerazione,
un'attenzione al Papa e hanno rispetto per la liberta', per la laicita',
per la possibilita' di tutti di parlare'. Secondo Pezzotta, 'c'e' un
legame tra il Papa e l'Italia che nessuno riuscira' a rompere, un legame
indissolubile tra il Pontefice, indipendentemente dalla sua nazionalita',
e il nostro Paese. Andare in piazza all'Angelus domenica significa dire
- ha concluso - che abbiamo bisogno di una ricomposizione dell'identita'
nazionale e questa non puo' fare a meno di guardare con attenzione a una
figura come quella del Pontefice'.
ANSA – 18
gennaio 2008
PAPA:ANGELUS;MOVIMENTI
E PARROCCHIE DOMENICA A RACCOLTA
MOBILITAZIONE DI MASSA PER RISPONDERE ALL'APPELLO DEL
CARD.RUINI
di Fausto Gasparroni
Assume di ora in ora, nel
mondo cattolico, i caratteri di una vera mobilitazione di massa
l'appuntamento dell'Angelus di domenica prossima - dopo la chiamata a
raccolta lanciata dal cardinale vicario Camillo Ruini - per manifestare
vicinanza e solidarieta' a Benedetto XVI in seguito all'affronto' subito
alla 'Sapienza'.
Nessuno, ne' in Vicariato ne' tanto meno in Vaticano, si azzarda a fare
previsioni, ma non saranno meno di centomila, forse molte di piu', le
persone che si raduneranno in Piazza San Pietro per la preghiera di
mezzogiorno con il Papa, e soprattutto per un segno tangibile di
reazione del 'popolo di Dio' a un evento, quello dell'ateneo romano,
vissuto con un grave atto di intolleranza nei confronti del Pontefice,
spinto dalle contestazioni a rinunciare alla visita.
Movimenti ecclesiali, associazioni cattoliche, organizzazioni laicali,
parrocchie, comunita' diocesane, singoli fedeli - a parte la folla dei
politici di entrambi gli schieramenti che hanno annunciato la loro
presenza - si stanno organizzando per una partecipazione massiccia, non
solo da Roma ma da tutt'Italia, come collettiva e visibile espressione
di 'affetto e gratitudine' verso papa Ratzinger e il suo 'magistero'.
In piazza ci saranno Comunione e Liberazione (i cui studenti alla
cerimonia di ieri alla 'Sapienza' si sono presentati imbavagliati),
Rinnovamento nello Spirito, l'Azione Cattolica, i Focolari, il Movimento
Cristiano dei Lavoratori, Pax Christi, la Comunita' di Sant'Egidio, il
Forum delle Associazioni familiari, la Fuci, il Centro Sportivo
Italiano, l'associazione Scienza & Vita, gli studenti dell'Opus Dei, e
tante altre formazioni, anhe con striscioni per inneggiare al Pontefice.
Le Acli hanno annunciato la presenza a Piazza San Pietro delle proprie
strutture provinciali di Roma, mentre il presidente nazionale Andrea
Oliviero sostiene che 'occorre approfittare di ogni occasione per
ricucire il filo di un dialogo interrotto'. Gruppi di Cl e di altri
movimenti giungeranno con i pullman da varie regioni, da Nord, Centro e
Sud Italia.
Per questa sorta di 'Papa-day' anche diocesi e parrocchie si sono gia'
mobilitate. Numerose curie vescovili hanno esortato i propri fedeli che
possono farlo a raggiungere Roma domenica, o in alternativa ad unirsi
alla preghiera mariana di mezzogiorno.
Le comunita' parrocchiane, soprattutto romane, sono in fermento, anche
se ogni fedele e' stato lasciato libero di scegliere se unirsi alla
moltitudine festante di Piazza San Pietro.
'Vado in piazza come italiano - ha chiosato Savino Pezzotta,
co-fondatore di 'Retinopera', cartello di coordinamento
dell'associazionismo cattolico, ai microfoni della Radio Vaticana - per
riscattare quello che e' successo in questi giorni perche' non
rappresenta solo un'offesa a me come cattolico ma anche a me come
italiano, perche' si e' messo in cattiva luce il mio Paese e la sua
cultura e non si e' tenuto conto di milioni di persone che hanno un
certo sentire, una certa attenzione'.
Secondo Pezzotta, gia' tra i portavoce del 'Family Day' del 12 maggio
scorso, partecipare all'Angelus domenica 'significa andare per dire che
abbiamo bisogno di una ricomposizione dell'identita' nazionale e l'identita'
nazionale non puo' fare a meno di guardare con attenzione a una figura
come quella del Pontefice'.
IL RIFORMISTA – 18
gennaio 2008
Domenica in piazza per
il Papa-Day
«È un momento di
preghiera». «Non è un comizio». «Un appuntamento che per sua natura non
può essere scambiato per alcun tipo di manifestazione politica».
Un’occasione per offrire «affetto e serenità» al Papa. Così, quest’oggi,
il cardinale Camillo Ruini spiega sulle colonne dell’Osservatore Romano
il senso della convocazione dei cattolici in piazza San Pietro domenica,
in occasione dell’Angelus che ha luogo tre giorni dopo la rinuncia del
Pontefice a recarsi all’inaugurazione dell’anno accademico alla
Sapienza.
Che l’Angelus di domenica non sarà una manifestazione politica è quanto
si tiene a rimarcare non soltanto nel Vicariato di Roma (promotore
dell’iniziativa) ma pure nelle sedi dei principali movimenti ecclesiali
e associazioni cattoliche che hanno deciso, in massa, di essere presenti
domenica. Ed è quanto è stato richiesto anche ai politici di turno che
hanno annunciato la loro presenza.
Saranno in tanti, i politici in piazza, soprattutto, naturalmente, del
centro destra. Tra questi spiccano i nomi di diversi esponenti di Forza
Italia, a cominciare da Bondi e Cicchitto che dice: «Sarò presente da
laico». Poi Cesa e Casini e, ancora, diversi esponenti di An. Tra
questi, Gasparri, che chiede che dal sagrato si levi al cielo un solo
grido: «Libertà!». Tutti i politici sono stati richiamati a lasciare a
casa bandiere e insegne di partito perché - lo ha detto Ruini -
all’Angelus si va a pregare, non a fare propaganda. Insieme a quella di
diversi esponenti dell’opposizione, si segnala anche la presenza della
“stella d’oltre il Tevere” (è rimasta tale, nonostante le recenti
difficoltà, fin dai tempi dei Dico) Clemente Mastella che rende noto: è
«mia intenzione esprimere solidarietà a questo straordinario,
eccezionale Pontefice, vittima di un laicismo esasperato». Ma anche
quella del vicepremier Francesco Rutelli: «Sarò a San Pietro da credente
e da cittadino romano».
In piazza arriverà pure Savino Pezzotta, ieri a Roma anche per dare
ufficialmente il via alla “rinascita” di Retinopera, l’associazione
nazionale che raccoglie al suo interno, con la benedizione della
Conferenza episcopale italiana, i principali esponenti dei movimenti
ecclesiali e dell’associazionismo cattolico con l’obiettivo di porsi
quale luogo di elaborazione culturale, proposta sociale, confronto
politico e mobilitazione pubblica.
Confronto che - dice Pezzotta al Riformista - «vorrei che nei prossimi
mesi si concretizzasse in un grande convegno dedicato alla laicità».
Pezzotta aderisce all’appello di Ruini perché la rinuncia del Papa di
recarsi alla Sapienza «è uno scandalo per l’Italia intera, mica soltanto
per i cattolici». «Tra l’altro - dice - se in università al posto del
Papa fosse stato invitato il Dalai Lama, nessuno avrebbe avuto niente da
dire. E mi domando se sia possibile che in Italia accadano certe cose».
Se Retinopera è il “braccio” sociale e politico benedetto dalla Cei, il
Forum delle Famiglie e Scienza & Vita ne sono invece l’espressione più
impegnata nella battaglia sui valori considerati “non negoziabili”.
Anche rappresentanti di queste due associazioni, domenica, caleranno in
piazza San Pietro. «Saremo tantissimi - dice Mimmo delle Foglie,
portavoce di Scienza & Vita - anche se, ovviamente, non si è potuta
mettere in campo la macchina organizzativa che fu del Family Day».
Il 12 maggio scorso furono senz’altro i neocatecumenali e gli
appartenenti al Rinnovamento nello Spirito i manifestanti più chiassosi
e folkloristici: «Osanna eh, osanna eh, osanna Cristo Signor», cantata a
squarciagola da Kiko Arguello, riecheggiò per i mesi a venire nella
testa dei presenti. E qualcosa di simile, visto anche il numero
considerevole di neocatecumenali e di aderenti al Rinnovamento presenti
a Roma, dovrebbe capitare anche domenica mattina a San Pietro.
Ovviamente, non mancheranno i ciellini i quali, è molto probabile, si
attesteranno invece su un meno clericale e più mascolino grido «Libertà!
Libertà!». Ad oggi ancora non si sa nulla della partecipazione dei
Papaboys. Ma è difficile pensare che non ci possano essere. La stessa
cosa vale per i focolarini e per l’Azione Cattolica la quale, per la
verità, domenica sarà a Genova per il già precedentemente programmato
Consiglio nazionale. Bisogna poi ricordare che l’evento di domenica cade
nel giorno in cui il Vicariato di Roma aveva già convocato a Roma le
scuole cattoliche. Se si contano anche le parrocchie mobilitate sul
territorio, non è difficile prevedere una piazza stracolma, chissà,
magari fino a comprendere parte di via della Conciliazione.
Ruini e Bertone, due giorni fa, convennero assieme sulla necessità di
suggerire al Pontefice di non andare alla Sapienza. Ma la convocazione
di domenica è tutta del cardinale vicario convinto che, all’onta della
mancata visita, occorra in tutti i modi riparare.
LA STAMPA – 18
gennaio 2008
I politici si
precipitano al “giubileo” di domenica
“Non ci facciamo zittire”.
Da Comunione e Liberazione agli Scout, dall’Azione Cattolica ai
Focolarini, da singoli fedeli a interi gruppi e parrocchie. I 67 docenti
firmatari dell’appello “no-Pope” hanno sbarrato a Ratzinger le porte
della “Sapienza”, ma domenica trasformeranno piazza San Pietro in un
nuovo Giubileo. La manifestazione riparatoria e di solidarietà con
Benedetto XVI lanciata dal cardinale vicario, Camilllo Ruini, riunirà
all’Angelus le mille anime del cattolicesimo italiano. “Sarà
un’occasione di preghiera, non un comizio – afferma Ruini – una
grandissima partecipazione, composta e gioiosa, in risposta alla
minoranza chiassosa che ha festeggiato l’annullamento della visita del
Pontefice all’università”.
La mobilitazione pro-Ratzinger batte in consensi persino la Marcia della
Pace Perugina-Assisi e il Family Day, mettendo d’accordo “cattolici
adulti” (Rosy Bindi sarà a “San Pietro come ogni domenica”), teodem (Binetti,
Carra) e teocon (Cossiga, Volontè). E il vicepremier Francesco Rutelli
annuncia: “Ci sarò da credente e da cittadino romano”. Intanto Forza
Italia invia sms per convocare i suoi iscritti, AN sfilerà senza insegne
di partito, mentre movimenti e organizzazioni, dalle Acli a Cl,
preparano pullman in tutta Italia. Il “Forum delle Famiglie”, che a San
Giovanni radunò centinaia di migliaia di persone contro i Dico, schiera
le proprie legioni: dai Focolarini a “Rinnovamento nello Spirito”, da
“Scienza e Vita” al Movimento Cristiani Lavoratori. Il tam tam dei blog
cattolici chiama a raccolta migliaia di sigle, incassando adesioni oltre
i consueti recinti ecclesiali, dalla Confcooperative alla fondazione
“Magna Carta”, dalla Cisl ai Laici del Movimento di Don Orione, dai
giovani della “Comunità Missionaria” a decine di parlamentari (Pd con
Lusetti e altri venti deputati, FI con Scajola e Sanza, Udc con Casini,
Cesa e Bottiglione). E decine di gonfaloni di regioni, province e
comuni.
L’ex capo dello Stato, Francesco Cossiga, è categorico: “Io, teocon e
‘cattolico infante’, sarò presente e invito i giovani dei movimenti
cattolici e di An a organizzare ronde anche armate di bastoni per
impedire l’accesso, o cacciare se si presentano, gli ipocriti ‘cattolici
adulti e democratici’ Bindi e Lusetti”. La controffensiva del “Pope day”
ha uno slogan (La preghiera è la migliore risposta) e il passa-parola
tra pellegrini si affianca ai comunicati e agli inviti a compiere “un
gesto di solidarietà e di vicinanza al Santo Padre”. Il quotidiano Cei
“Avvenire” e gli altri media cattolici rilanciano il messaggio: “Il Papa
non interrompe la comunicazione, il suo silenzio diventa parola”.
Il cardinale Giovanni Battista Re, ministro vaticano per i Vescovi,
prevede che “domenica si misurerà la distanza tra i moltissimi che
solidarizzano con il Pontefice e i 67 firmatari” della lettera contro la
visita. “Se pensavano di far tacere una voce spirituale - sostiene Re -,
domenica avranno migliaia di ragioni per ricredersi”. E Ruini assicura:
“Tutto avrà il tono classico dell’Angelus di ascolto della parola del
Papa, di preghiera, e anche espressione del desiderio che ha la nostra
gente di sentire, di ascoltare il Papa, di vederlo, di essere con lui”.
Nessun “uso politico”, dunque: “Se qualcuno vorrà interpretare
l’appuntamento in altro modo lo interpreterà in maniera sbagliata”.
APCOM –
19
gennaio 2008
DOMANI POLITICI E
MOVIMENTI A ANGELUS POST-SAPIENZA DI RUINI
A piazza San Pietro anche ministri, teodem e cattodem
Non sarà un "comizio",
l'Angelus che il Papa reciterà domani in piazza San Pietro, ma oltre ai
tanti pellegrini che come ogni domenica accorreranno in Vaticano e alla
folla di studenti e insegnanti romani che vi si recheranno per la
Giornata diocesana della scuola cattolica, la piazza vaticana pullulerà
di attivisti cattolici, semplici fedeli e politici di entrambi gli
schieramenti chiamati dal cardinale vicario Camillo Ruini a testimoniare
solidarietà a Benedetto XVI dopo l'annullamento della visita
all'università La Sapienza.
Difficile fare previsioni di quante persone si riverseranno all'interno
del colonnato berniniano, nell'antistante piazza Pio XII e lungo via
della Conciliazione. C'è chi azzarda due o trecentomila persone. Di
certo la piazza sarebbe stata comunque piena. Per l'annuale appuntamento
dedicato alla scuola, infatti, saranno presenti in migliaia, dato che,
come spiega il Vicariato, "le 223 scuole gestite da religiosi e
religiose a Roma raccolgono oltre 40mila studenti e danno lavoro a quasi
4mila insegnanti", senza contare genitori e familiari. A questi si
aggiungeranno tutti i fedeli, "ma anche tutti i romani", che Ruini ha
invitato a denunciare l'imbavagliamento del Papa.
Il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, si è
incaricato di spiegare che la decisione di non andare alla Sapienza è
stata presa perch‚ erano venuti meno, "per iniziativa di un gruppo
decisamente minoritario di Professori e di alunni", i presupposti per
"un'accoglienza dignitosa e tranquilla" del Papa. Il Vaticano ha cosí
deciso di togliere "ogni pretesto a manifestazioni che si sarebbero
rivelate incresciose per tutti".
Il cardinale Ruini, da parte sua, ha subito lanciato l'iniziativa di
piazza San Pietro. E se nel frangente delle polemiche il presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo aver inviato una lettera di
solidarietà a Papa Ratzinger, ha auspicato che si evitassero "tensioni
artificiali" ("Dopo quanto è accaduto, rompiamo subito questa catena di
reazioni e controreazioni, prima ancora che cominci", ha detto a 'Repubblica'),
il cardinal Ruini ha specificato che quello di domani non sarà "un
comizio", ma "una preghiera". "Se qualcuno vorrà interpretare questo
appuntamento in altro modo lo interpreterà in maniera del tutto
sbagliata", ha detto all'Osservatore romano'.
Intanto, peró, all'Angelus di domani saranno presenti molti esponenti
politici di spicco di entrambi gli schieramenti. Per il centrosinistra
hanno aderito i ministri Francesco Rutelli, Rosy Bindi, Giuseppe
Fioroni, Beppe Fioroni e Clemente Mastella (il premier e il ministro
degli Esteri "chiedano scusa ad un capo dello Stato estero qual è il
Papa cui non si è consentito esprimere la propria opinione", ha detto di
recente il Guardasigilli), cosí come i parlamentari 'teodem' Paola
Binetti ed Enzo Carra e i 'cattodem' Giorgio Tonini e Pierluigi
Castagnetti. Dell'opposizione saranno presenti Sandro Bondi e Fabrizio
Cicchitto di Forza Italia, Pier Ferdinando Casini e Lorenzo Cesa dell'Udc,
Andrea Ronchi e Maurizio Gasparri di Alleanza Nazionale ("Il rettore
dell'università ed il ministro Mussi non possono trincerarsi dietro
frasi di circostanza", ha detto quest'ultimo), oltre ad una
rappresentanza della Lega Nord.
Ci saranno anche il leader della Cisl, Raffaele Bonanni e il senatore a
vita Francesco Cossiga.
A San Pietro, poi, accorreranno esponenti di quasi tutti i movimenti
cattolici. Certo, sebbene sarà presente anche Savino Pezzotta, domani
non ci sarà la folla del Family day dello scorso maggio. Il tempo per
mobilitare un milione di persone non c'era.
E lo stesso Forum delle famiglie, protagonista di quell'evento, ha
spiegato ora che molte famiglie di tutta Italia che vorrebbero esserci
"non potranno, per i mille problemi della vita quotidiana, spostarsi per
venire a Roma". Unica voce fuori dal coro è il movimento progressista
Noi siamo chiesa, che, denunciando che l'iniziativa "si presta a
evidenti strumentalizzazioni politiche", sostiene che "non ha alcun
fondamento nella realtà" l'idea di un'emarginazione del Papa nella
società italiana. Per il resto, Azione cattolica seguirà a distanza
perch‚ è impegnata a Genova con il cardinale Angelo Bagnasco nel proprio
consiglio nazionale, mentre all'Angelus saranno presenti esponenti di
Neocatecumenali, Rinnovamento nello Spirito, Comunione e liberazione,
Focolarini, Acli, Orionini, Fuci, comunità Giovanni XIII e anche di
sigle minori come il Centro culturale Lepanto.
ANSA –
19
gennaio 2008
PAPA DAY:PIAZZA GREMITA
PER L'ABBRACCIO A BENEDETTO XVI
RUINI, FILIALE SOLIDARIETA' DOPO TRISTE VICENDA DELLA
'SAPIENZA'
di Fausto Gasparroni
Ogni previsione
rappresenta un azzardo, ma non saranno meno di 150 mila - forse molte di
piu' - le persone che confluiranno domani mattina in Piazza San Pietro
per l'abbraccio 'riparatorio' a Benedetto XVI dopo la forzata rinuncia
alla visita alla 'Sapienza'. La chiamata a raccolta lanciata dal
cardinale vicario Camillo Ruini per manifestare al momento dell'Angelus
vicinanza e solidarieta' al Pontefice, e il tempestoso tam-tam tra siti
cattolici, diocesi, parrocchie e movimenti ecclesiali che si e'
scatenato subito dopo, hanno prodotto una vera mobilitazione di massa
che domani si concretizzera' in un'invasione degna dei grandi eventi
giubilari promossi da papa Wojtyla.
Da Roma e da tutta Italia arriveranno in massa, anche a bordo di pullman
e 'armati' di striscioni sia di affetto verso papa Ratzinger sia di
rivendicazione del diritto della Chiesa a parlare nelle sedi pubbliche,
i gruppi di movimenti cattolici, associazioni, organizzazioni laicali,
comunita' diocesane, oltre ai singoli fedeli in ordine sparso delle
parrocchie romane e agli almeno 50 mila alunni e professori che
sarebbero stati comunque in piazza domani per la Giornata diocesana
della scuola cattolica.
Il 'Papa day' di domani richiamera' sul sagrato vaticano una folla di
politici di entrambi gli schieramenti. Ma per quanto riguarda il fronte
organizzato del 'popolo di Dio', saranno in piazza in modo massiccio e
visibile Comunione e Liberazione (i cui studenti alla cerimonia della
'Sapienza' si erano presentati imbavagliati), Rinnovamento nello
Spirito, l'Azione Cattolica, i Focolari, il Cammino Neocatecumenale, il
Movimento Cristiano dei Lavoratori, Pax Christi, la Comunita' di Sant'Egidio,
il Forum delle Associazioni familiari, la Fuci, il Centro Sportivo
Italiano. Quindi l'associazione Scienza & Vita, i Papaboys, i religiosi
e laici di Don Orione, le Acli, gli studenti dell'Opus Dei, il comitato
del pellegrinaggio Macerata-Loreto, la Gioventu' francescana d'Italia,
la Comunita' Papa Giovanni XXIII, l'Associazione Genitori Scuole
Cattoliche, il Centro Italiano Femminile, e tante altre formazioni.
Numerose curie vescovili hanno esortato i propri fedeli che possono
farlo a raggiungere Roma, o in alternativa ad unirsi alla preghiera
mariana di mezzogiorno. In varie citta', tra cui Milano, maxischermi
trasmetteranno in diretta l'Angelus di Benedetto XVI da Piazza San
Pietro.
Un appuntamento tra 'cuore e ragione', lo definisce il direttore
dell'Osservatore Romano, Giovanni Maria Vian, nel numero del quotidiano
con la data di domani. E alla domanda se sara' un Angelus come sempre,
la risposta e' 'si' e no'. 'Si' - scrive Vian nel suo editoriale -,
perche' come ogni settimana in Piazza San Pietro donne, uomini, fedeli o
no, romani o pellegrini, si riuniranno numerosi per ascoltare le parole
del Papa e per pregare con lui'. 'Ma anche no - aggiunge -, perche'
questa volta all'appuntamento si aggiunge un significato speciale dopo
le vicende che hanno portato alla mancata visita del vescovo di Roma
alla Sapienza, la piu' antica universita' della citta', fondata da un
suo predecessore e per oltre mezzo millennio universita' papale'.
Intanto il card. Ruini, principale promotore dell'evento, che domani
sara' sicuramente in piazza, gia' oggi ha voluto testimoniare
personalmente a Benedetto XVI la 'filiale e totale solidarieta'', i
sentimenti di 'piena condivisione' dopo la 'triste vicenda' dell'ateneo
romano, accompagnando in udienza dal Papa i membri dell'Almo Collegio
Capranica di Roma. 'Padre Santo - ha detto -, quest'anno un tale
privilegio e' particolarmente grande e a noi gradito, perche' possiamo
esprimerle in maniera diretta e ravvicinata quei sentimenti di affetto
per la sua persona, di filiale e totale solidarieta', di piena
condivisione, che pervadono l'animo della Chiesa e della gente di Roma,
come dell'intero popolo italiano, dopo la triste vicenda consumatasi nei
giorni scorsi nella piu' antica Universita' di Roma'. Il cardinale
vicario ha quindi concluso il suo intervento esclamando, a nome di
tutti: 'Padre Santo, ci benedica tutti. Le vogliamo un grande bene'.
Il Messaggero – 19
gennaio 2008
di FRANCA GIANSOLDATI
Papa Ratzinger, domenica
mattina, in via del tutto eccezionale, potrebbe fare uno strappo alla
regola e recitare l’Angelus non dalla finestra del suo studio, come
solitamente avviene, ma dalla Loggia della Benedizione. Quella che, per
intenderci, viene utilizzata nelle grandi occasioni: all’inizio del
pontificato quando si presenta al mondo non appena eletto e per la
benedizione urbi et orbi di Natale e Pasqua. Non è la prima volta che la
regola viene derogata. Altri pontefici in passato usarono il loggione
centrale della basilica per altre circostanze. Una volta, per esempio,
Papa Wojtyla decise di affacciarsi assieme al Patriarca Bartolomeo II in
segno di fraternità con la Chiesa ortodossa. Stavolta il caso è
particolare. Centinaia di migliaia di persone arriveranno da tutta
Italia per solidarizzare con Benedetto XVI reduce dallo schiaffo della
Sapienza. Quella che si profila all’orizzonte è una massiccia
manifestazione d’affetto. Saranno almeno in 200 mila ma sui numeri non
ci sono certezze: per l’Angelus, infatti, non occorrono biglietti e non
vi sono restrizioni di sorta per entrare nella piazza. Il numero,
tuttavia, viene giudicato verosimile dalla risposta all’appello di Ruini.
Il calcolo è presto fatto. La piazza vaticana - vuota e senza seggiole -
è capace di contenere fino ad un massimo di 100 mila persone che,
sommate alla capienza di piazza Pio XII, salgono a quota 150 mila. Se
verrà occupata tutta via della Conciliazione dall’inizio alla fine il
numero dei manifestanti risulta di 200 mila. Una indubbia prova
muscolare della capacità di mobilitazione della Chiesa. In preghiera e
senza slogan sguaiati solo per fare capire all’Italia che questo mondo
c’è e non vuole essere costretto al silenzio.
A Roma e a Milano ci saranno maxischermi. In queste ore in Vaticano si
stanno valutando due ipotesi: se fare recitare a Benedetto XVI l’Angelus
dallo studio, come qualsiasi altra domenica, evitando di caricare la
giornata di particolare enfasi, oppure se spostare la recita alla Loggia
centrale della basilica con lo scopo di permettere ai fedeli, anche a
quelli in via della Conciliazione di vedere da lontano il pontefice. La
decisione è attesa per oggi. Nei Sacri Palazzi si vuole evitare il
rischio di trasformare la manifestazione in un evento dal sapore
politico. Intanto la rete delle parrocchie è in movimento. Fioccano le
adesioni spontanee, i parroci intasano i telefoni del Vicariato per
sapere se sono previsti punti info o parcheggi, si mobilitano i gruppi
di preghiera. Il grosso della gente giungerà grazie ai movimenti
religiosi. Cl, la prima realtà ecclesiale a rispondere, dovrebbe
convogliare a Roma almeno 20 mila membri; 4-5 mila quelli del
Rinnovamento dello Spirito, altrettanti quelli dell’Opus Dei e dei
Focolarini e poi i ragazzi di Sant’Egidio, dell’Azione Cattolica, le
Acli, il Movimento Cristiano dei Lavoratori. «Noi da soli saremo in
centomila» filtra dai neocatecumenali di Kiko Arguello. Non mancheranno
gli studenti degli atenei pontifici, quelli del Laterano, della Santa
Croce, dell’Urbaniana, della Gregoriana. Striscioni e palloncini,
orgoglio e rosario. La piazza sarà stracolma di gente tranquilla, coi
bambini per mano, i passeggini e tutto il resto. Ma tra la folla sarà
difficile non notare lo stendardo del Centro Lepanto sul quale campeggia
un cavaliere crociato. «E’ in atto una campagna - dice Fabio Bernabei -
che cerca d’intimidire i cattolici nella illusione che essi rinuncino a
testimoniare la fede nella vita pubblica».
Il Giornale –
19
gennaio 2008
Migliaia verso San
Pietro per protestare contro il bavaglio al Pontefice
Caso Sapienza: dopo
l’appello di Ruini, i cattolici sono in fermento per l’Angelus di
domani. "Ma non farà un comizio". Il Vaticano nel mirino della Ue
Il centralino di Radio Maria è bollente: ma ieri, oltre alle consuete
richieste di preghiere e di aiuto spirituale, gli ascoltatori volevano
sapere dell’altro. E cioè se padre Livio Fanzaga stava organizzando
qualche pullman per Roma, per l’Angelus di domani, «per essere vicini al
Papa». Le telefonate sono una pioggia, anche perché il sacerdote ieri
aveva indetto «una giornata di digiuno in preparazione di domenica».
L’invito a fare penitenza è stato ripetuto più volte dai microfoni
benedetti. E parecchi hanno pensato che all’astensione dal cibo sarebbe
seguito il pellegrinaggio.
Invece no, da Radio Maria non partono pullman, non c’è tempo a
sufficienza per organizzarsi. Ma domani piazza San Pietro sarà
ugualmente traboccante perché all’appello del cardinale vicario Camillo
Ruini non risponderanno soltanto i cattolici di Roma. Sarà una
mobilitazione massiccia, che coinvolge i movimenti, le associazioni, le
parrocchie, ma anche tanta gente che non aderisce ai vari gruppi e
semplicemente vuole essere vicina al Papa zittito all’università La
Sapienza. Un passaparola incessante.
Il tam-tam su internet è intenso. Centinaia di messaggi al forum di
Avvenire. Prima notizia su uno dei siti cattolici più cliccati,
korazym.org. Discussioni interminabili sui forum virtuali come il Papa
Ratzinger blog oppure cattoliciromani.com, dove si rincorrono le
adesioni, gli appuntamenti, e anche il rammarico di chi domani alle 12
dovrà accontentarsi di guardare l’Angelus in tv. «Chissà che non si
raggiunga una audience da prima serata», auspica un blogger. «Io se
posso ci vado a Roma domenica: voglio fare il papaboys e gridare
Benedetto». «Devo vedere quanti compiti ha mio figlio... ma se ce la
facciamo ci saremo eccome... anzi caso mai lo giustifico!». «Io al
professore scriverò: “La prego giustificare mio figlio per non avere
fatto i compiti, ma ci siamo recati tutto il giorno a Roma per
dimostrare la nostra solidarietà e la nostra devozione a Sua Santità
Benedetto XVI”». «A meno che gli insegnanti non siano della stessa
stupidità di quelli della Sapienza». «Distanza o no sto organizzando un
pullman dalla mia parrocchia. Una dozzina di ore di strada in un giorno
sono bazzecole rispetto a quello che devo a questo Papa».
Radio Vaticana ha attivato un numero di telefonino (335-1243317) e un
indirizzo mail per ricevere solidarietà, mentre l’indirizzo di posta
elettronica della Sapienza è bersaglio di una campagna di proteste. Sul
sito firmiamo.it è stata prontamente lanciata una raccolta di firme dal
titolo «Difendiamo il Papa e la vera laicità» che in 24 ore ha già
superato i 400 nomi. «Sosteniamo Benedetto XVI: libertà!», scrive Paolo
Grisorio. «Si difendono sempre le minoranze ma noi maggioranza di
italiani che non ci riconosciamo in questi fatti da chi veniamo
tutelati?», si domanda Fabio Melotto. Pippo Emmolo assolve gli studenti,
«utili idioti di un manipolo di docenti piccoli piccoli, piccolissimi»
spalleggiato da Paolo Bramati: «La tristezza è doppia pensando che
questi dovrebbero essere educatori».
Lontano da Roma nascono iniziative cittadine. A Milano un maxischermo
allestito dal comune trasmetterà l’Angelus in piazza Duomo; a Verona la
proiezione avverrà all’interno stesso del duomo scaligero (l’idea è di
Cl e della parrocchia) al termine della Messa delle 11. Il Forum delle
Famiglie, organizzatore del Family day, ha messo a disposizione un
numero di fax e una mail per raccogliere i messaggi di quanti non
potranno raggiungere la capitale.
Comunione e liberazione (che ha diffuso una nota intitolata «Sapienza,
un’altra vergogna per l’Italia»), ha mobilitato i suoi aderenti e in
particolare gli universitari, come il Rinnovamento nello Spirito:
«Accogliamo con senso di responsabilità l’invito ad affollare piazza San
Pietro per fare sentire al Pontefice la nostra unità di pensiero, di
volontà, di condotta, con striscioni, bandiere e canti», dice il
presidente nazionale Salvatore Martinez. I focolarini saranno presenti
per «contribuire a stemperare il clima d’intolleranza e trarre dalla
triste vicenda motivi per un rinnovato impegno al dialogo». Assente il
Consiglio nazionale dell’Azione cattolica, riunito a Genova con il
cardinale Bagnasco: a San Pietro andranno i soci liberamente. E così
anche i seguaci dell’Opus Dei: «C’è fermento nelle varie attività
apostoliche - dice il portavoce Giuseppe Corigliano - soprattutto
all’università pontificia della Santa Croce e al Campus biomedico di
Roma. Ma nessun ordine di partecipare per rispetto della giusta
autonomia delle persone».
Avvenire – 19
gennaio 2008
All’Angelus l’abbraccio
di un popolo
Ruini: «Un momento di serenità collettiva»
DA ROMA
SALVATORE MAZZA
Piazza San Pietro si
prepara a vivere la sua domenica 'speciale'. La domenica in cui il
tradizionale appuntamento con l’Angelus di mezzogiorno, guidato dal
Papa, sarà anche l’occasione per testimoniare la vicinanza dei romani, e
non solo, a Benedetto XVI, dopo la rinuncia quasi obbligata alla
programmata visita all’Università La Sapienza,
in programma giovedì scorso e annullata, alla vigilia, per questioni di
ordip ne pubblico legate al timore di incidenti causati da uno
sparutissimo gruppo di 'contestatori'.
Un appuntamento che non vuole essere, nelle intenzioni del Vicariato di
Roma che ha lanciato l’appello a partecipare come segno di solidarietà
al Pontefice, né una 'contro manifestazione' né, tanto meno, un 'comizio'.
Piuttosto, come ha ripetuto ieri sera il cardinale vicario Camillo Ruini,
intervistato dal Tg1, un momento «per esprimere vicinanza al Papa,
affetto per lui» e, insieme, «di serenità collettiva e di preghiera ».
Il porporato ha inoltre notato come la mancata visita sia stata una
conseguenza «di un’interpretazione molto chiusa del concetto di
laicità», per la quale «la parola della fede, della religione non dev’essere
pronunciata negli spazi pubblici ». Cosa questa «tanto più strana quando
lo spazio pubblico in questione è l’università, che di per sé dovrebbe
essere lo spazio più aperto alla libera espressione di idee e opinioni».
Rispondendo alle domande del direttore del Tg1 Gianni Riotta, Ruini ha
osservato che «certamente la Chiesa fa anche degli interventi che
riguardano l’etica pubblica, il mondo sociale e politico», e su «temi
ben precisi, che sono la persona umana, la famiglia la convivenza
sociale », perché «quello che la Chiesa dice è volto al bene di tutti,
vuol essere un contributo al bene di tutti». E quanto infine all’accusa
che la Chiesa cerchi di dettare l’agenda politica italiana, con una
battura il porporato ha osservato che non solo la Chiesa non lo fa, ma
«è difficile trovare oggi chi la detta, «sembra piuttosto che non riesca
a dettarla nessuno o che l’agenda cambi ogni giorno». Con queste
premesse, l’appuntamento di domenica, almeno nei numeri che si
preannunciano, potrebbe essere imponente. Praticamente tutte le
parrocchie romane stanno organizzandosi per essere presenti alla
preghiera con delegazioni più o meno numerose, così come tutte le
associazioni, i gruppi e i movimenti ecclesiali hanno già annunciato la
propria adesione, dall’Azione Cattolica a Comunione e Liberazione, dalle
Acli al Rinnovamento dello Spirito, dal Cammino neocatecumenale ai
Focolarini, dalle Acli a Sant’Egidio, dall’Opus Dei agli Scouts. Lo
stesso hanno fatto gli Istituti dei religiosi e delle religiose di Roma.
A conti fatti domani in piazza San Pietro dovrebbero esserci non meno di
100-150 mila persone. Poi a questo numero, bisognerà aggiungere anche i
consueti gruppi di pellegrini stranieri, i romani 'non organizzati' e,
soprattutto, i moltissimi gruppi che arriveranno da fuori Roma. Come
pure dovranno essere anche contabilizzati i rappresentanti politici che
che saranno presenti anche loro – ma tutti senza bandiere o striscioni
per rispettare il carattere dell’appuntamento.
Una risposta così massiccia all’invito del Vicariato dà, già da sola, la
misura di quanto affetto i fedeli vogliano circondare Benedetto XVI dopo
quanto avvenuto. La Polizia municipale ha predisposto un piano per la
circolazione del tutto analogo a quello, collaudatissimo, solitamente
adottato in occasione delle grandi celebrazioni in piazza San Pietro.
Nessun preallarme, invece, per la Protezione civile di Roma, per la cui
responsabile Patrizia Cologgi «l’evento non dovrebbe creare problemi di
alcun tipo ». «In ogni caso «noi siamo in allerta 24 su 24, e se la
nostra assistenza dovesse rendersi necessaria siamo pronti a intervenire
in qualsiasi momento».
Una piazza San Pietro gremita di fedeli romani oltre ai pellegrini
stranieri di sempre.
IL MANIFESTO – 19
gennaio 2008
Family day bis Da
Fioroni a Pezzotta, mobilitazione bipartisan domani in piazza San
Pietro. Destra e Pd, corsa all'Angelus
L'obiettivo è riempire
piazza San Pietro. Cento, duecento, trecentomila persone. Si sogna alla
grande dalle parti del Vaticano per l'appuntamento di domani. Semplici
fedeli, ma non solo. L'appello lanciato in questi giorni dal cardinale
vicario Camillo Ruini a «tutti i cattolici di buona volontà» a recarsi
in massa all'Angelus come risposta all'«affronto» subìto da Benedetto
XVI alla Sapienza, sta assumendo tutti i contorni di un raduno politico
in piena regola. Ma a chi sostiene che la Chiesa in Italia detta
l'agenda politica, l'ex presidente della Cei risponde piccato: «A me
pare che non sia la chiesa a dettare l'agenda politica all'Italia, ma
che in Italia nessuno riesca a dettare l'agenda, visto che cambia ogni
giorno». Dunque, a detta di Ruini, «non si tratterà di un comizio» ma di
un «momento di preghiera». Anche se a leggere i nomi di chi sarà ad
attendere l'affaccio papale, risulta difficile credere alle parole del
cardinale.
Praticamente mezzo parlamento, e senza distinzioni di «credo» politico.
Dalla maggioranza hanno già aderito il vicepremier Rutelli, il ministro
della Famiglia Rosy Bindi, il ministro dell'Istruzione Fioroni nonché il
dimissionario guardasigilli Mastella. Walter Veltroni va invece
controcorrente e, per ora, ha declinato l'invito. A rappresentare il suo
Pd ci sarà comunque un folto numero di parlamentari. Scontate le
presenze dei teodem, Paola Binetti ed Enzo Carra in testa, a portare
«vicinanza e solidarietà» al pontefice (con tanto di documento
sottoscritto), saranno presenti anche i colleghi della corrente
cattolica-democratica dell'ex Ppi interni al partito. In tutto una
quarantina di parlamentari democratici.
Decisamente più massiccia la presenza dell'opposizione, che per
l'occasione schiererà i suoi pezzi da novanta. Bondi e Cicchitto per
Forza Italia, Casini e Cesa per l'Udc, Gasparri e Ronchi per Alleanza
Nazionale. A testimoniare «vicinanza al Santo padre» colpito «dall'onda
montante delle barbarie» anche la Lega invaderà Roma, che per un giorno
sarà più cristiana che ladrona. Ma la lista dei «sì» è lunga e in
continuo aggiornamento. Sotto il Cupolone anche il presidente della Cisl,
Raffaele Bonanni (con lui anche una delegazione del sindacato), il
senatore a vita Francesco Cossiga, i giovani del Ppe e anche i due
portavoce del Family day Savino Pezzotta ed Eugenia Roccella.
Ma per il Papa-day è soprattutto il popolo cattolico a mobilitarsi.
Numerose curie vescovili stanno esortando i propri fedeli a partecipare
in massa all'evento, quasi fosse il Giubileo. Presenti Comunione e
Liberazione (i cui studenti alla cerimonia di giovedì alla Sapienza si
sono presentati imbavagliati in segno di protesta), Rinnovamento nello
Spirito, Azione Cattolica, i Focolari, il Movimento Cristiano dei
Lavoratori, Pax Christi, la Comunità di Sant'Egidio, il Forum delle
Associazioni familiari, la Fuci, il Centro Sportivo Italiano,
l'associazione Scienza e Vita, gli studenti dell'Opus Dei, e tante altre
formazioni. Anche le Acli hanno annunciato la presenza in piazza delle
proprie strutture provinciali di Roma, perché, sostiene il presidente
nazionale Andrea Oliviero, «occorre approfittare di ogni occasione per
ricucire il filo di un dialogo interrotto».
Non ci saranno invece i radicali. In verità volevano esserci, ma la
questura di Roma ha vietato loro di accedere nell'area intorno San
Pietro. Avrebbero voluto distribuire volantini per informare i presenti
sull'eccessivo presenzialismo del papa in tv. Stefano Milani Roma E alla
Sapienza... Fisica, vandali nell'aula occupata Devastata l'aula di
Fisica dell'università La Sapienza di Roma occupata dai collettivi. Gli
occupanti ieri mattina hanno trovato scritte, libri e computer
imbrattati con lo spray, manifesti strappati e gettati a terra. Senza
alcuna sigla o rivendicazione. Mentre nella facoltà di Geologia sono
apparse croci celtiche su alcuni manifesti dei collettivi. «Crediamo che
l'origine di questi gesti sia di natura squadrista e fascista», dicono
gli studenti. Con ogni probabilità, un gesto di ripicca dopo le proteste
contro la visita di Benedetto XVI e l'inaugurazione dell'anno
accademico.
IL GAZZETTINO – 19
gennaio 2008
Assume di ora in ora, nel
mondo cattolico, i caratteri di una vera mobilitazione di massa
l'appuntamento dell'Angelus di domani - dopo la chiamata a raccolta
lanciata dal cardinale vicario di Roma, Camillo Ruini - per manifestare
vicinanza e solidarietà a Benedetto XVI in seguito all'«affronto» subito
all'Università La Sapienza.
Nessuno, né in Vicariato né tanto meno in Vaticano, si azzarda a fare
previsioni, ma non saranno meno di centomila, forse molte di più, le
persone che si raduneranno in Piazza San Pietro per la preghiera di
mezzogiorno con il Papa, e soprattutto per un segno tangibile di
reazione del «popolo di Dio» a un evento, quello dell'Ateneo romano,
vissuto con un grave atto di intolleranza nei confronti del Pontefice,
spinto dalle contestazioni a rinunciare alla visita.
Ne è nata una violenta polemica politica, contro le sinistre radicali e
il laicismo oltranzista, e sono appunto molti i politici che faranno
testimonianza in San Pietro. Oltre a personalità indipendenti come
Francesco Cossiga e Savino Pezzotta, o al segretario generale della Cisl
Bonanni, nel campo del centrosinistra non dovrebbero mancare Rutelli,
Rosy Bindi, Mastella, Lusetti, Paola Binetti, Carra, Bobba (tutti area
cattolica del Pd), oltre a Mastella (Udeur). Dubbi sulla presenza del
sindaco di Roma, Veltroni. Ancora più folto il gruppo del centrodestra
con Casini, Cesa, Buttiglione e Volonté per l'Udc, Cicchitto, Scajola e
Bondi per Fi, La Russa, Alemanno, Gasparri, Ronchi e Gramazio per An. E
domenica, in piazza San Pietro, ci sarà anche la Lega «per testimoniare
- dice Calderoli - solidarietà a difesa del Papa colpito dall'onda
montante delle barbarie».
Movimenti ecclesiali, associazioni cattoliche, organizzazioni laicali,
parrocchie, comunità diocesane, singoli fedeli, si stanno intanto
organizzando per una partecipazione massiccia, non solo da Roma ma da
tutt'Italia, come collettiva e visibile espressione di «affetto e
gratitudine» verso papa Ratzinger e il suo «magistero». In piazza ci
saranno così Comunione e Liberazione (i cui studenti alla cerimonia di
giovedì alla Sapienza si sono presentati imbavagliati), Rinnovamento
nello Spirito, Azione Cattolica, i Focolari, il Movimento Cristiano dei
Lavoratori, Pax Christi, la Comunità di Sant'Egidio, il Forum delle
Associazioni familiari, la Fuci, il Centro Sportivo Italiano,
l'associazione Scienza e Vita, gli studenti dell'Opus Dei, e tante altre
formazioni, anche con striscioni per inneggiare al Pontefice.
Le Acli hanno annunciato la presenza a Piazza San Pietro delle proprie
strutture provinciali di Roma, mentre il presidente nazionale Andrea
Oliviero sostiene che «occorre approfittare di ogni occasione per
ricucire il filo di un dialogo interrotto». Gruppi di Cl e di altri
movimenti giungeranno con i pullman da varie regioni, da Nord, Centro e
Sud Italia. Per questa sorta di «Papa-day» anche diocesi e parrocchie si
sono già mobilitate. Numerose curie vescovili hanno esortato i propri
fedeli che possono farlo a raggiungere Roma domenica, o in alternativa
ad unirsi alla preghiera mariana di mezzogiorno. Le comunità
parrocchiane, soprattutto romane, sono in fermento, anche se ogni fedele
è stato lasciato libero di scegliere se unirsi alla moltitudine festante
di Piazza San Pietro. «Vado in piazza come italiano - ha spiegato ieri
Savino Pezzotta, già portavoce del Family day - per riscattare quello
che è successo in questi giorni perché non rappresenta solo un'offesa a
me come cattolico, ma anche a me come italiano, perché si è messo in
cattiva luce il mio Paese e la sua cultura e non si è tenuto conto di
milioni di persone che hanno un certo sentire, una certa attenzione».
RADIO VATICANA – 19
gennaio 2008
Migliaia di fedeli ma
anche tanti non credenti attesi domani al’Angelus in segno di
solidarietà col Papa: il commento di Salvatore Martinez
Tra i primi ad aderire con
entusiasmo all’invito del cardinale Ruini, sono stati i movimenti
ecclesiali e le parrocchie della diocesi di Roma. Al microfono di
Alessandro Gisotti, il presidente di “Rinnovamento nello Spirito”,
Salvatore Martinez spiega l’importanza dell’essere domani in Piazza San
Pietro per ascoltare Benedetto XVI:
R. - Un gesto filiale, un gesto d’amore verso un padre ed è anche un
gesto di fraternità condivisa con quanti, e sono tanti - direi la
stragrande maggioranza degli italiani - riconosce laicamente il
desiderio di ascoltare una guida illuminata. Un uomo, Benedetto XVI che
ha speso la sua vita per rendere la sapienza divina, la ragione umana,
amica, amica vera degli uomini. Io ritengo che in un tempo che rigetta
sempre più violentemente ogni forma di autorità, di paternità
costituita, il Papa si erge ancora nel mondo come uno dei pochi
riferimenti morali e spirituali certi e andiamo quindi numerosi in
piazza per pregare con il Papa. Questa è la forma con la quale i
cristiani sanno strare in comunione tra di loro e in comunione con il
cielo.
D. – Da questa vicenda, sicuramente triste, dell'Università "La
Sapienza", può nascere però una possibilità di dialogo fecondo tra i
cattolici e i laici, gli autenticamente laici?
R. – Noi vogliamo riaffermare la laicità piena che è nella nostra fede,
la laicità piena, umanizzante dei cattolici. La Chiesa ha promosso la
vera laicità che include ogni differenza, che promuove lo sviluppo, la
ricerca. Pertanto, io direi che proprio quando i cristiani sono
visibilmente rifiutati, oltraggiati, non perdono la misura della loro
fede, la misura della loro testimonianza, in fondo il martirio è sempre
stato e rimane il sale della vita cristiana. Per questo noi ribadiamo,
domenica, una responsabilità nei confronti del nostro Paese; è facile
protestare mentre è molto più difficile proporre, costruire. E noi
possiamo essere, dobbiamo essere per il nostro Paese questi “costruttori
della civiltà dell’amore”, questi testimoni della cultura della
Pentecoste. Benedetto XVI ci ha invitato a sperare e diceva che chi
spera, nella sua Enciclica, è portatore di uno stile di vita nuova ed è
in fondo questo, la gioia, la serenità, il desiderio di pace, di dialogo
che i cristiani hanno sempre testimoniato.
LIBERAZIONE – 20
gennaio 2008
Per l'ennesima volta, è
stato Ruini, da vicario della diocesi di Roma, a dettare la risposta
della chiesa italiana
Tutti pazzi per
Ratzinger - Oggi l'Angelus "restauratore"
Fulvio Fania
Città del Vaticano. Anche
il leghista Mario Borghezio arriverà dalla sua Padania fino alla
romanissima San Pietro per il "gesto d'amore" al pontefice. L'europarlamentare
in camicia verde è solo l'ultimo di una lunga lista di politici che
accorreranno stamattina sotto le finestre del Papa. Non possono certo
mancare alla prova di massa ideata dal cardinale Camillo Ruini. Il
Vicariato lascia intendere che ad assistere a questo specialissimo
Angelus del Papa ci saranno centinaia di migliaia di fedeli,
un'occasione d'oro dunque per guadagnare qualche punto nella sempre più
ambita gara del papista più papista degli altri.
Il "gesto d'amore" è invece l'appellativo escogitato da Ruini per il
Papa-day nel tentativo, sempre più marcato, di scaricare l'eccessiva e
interessata premura dei partiti che vogliono mettere il timbro
sull'adunata.
Dopo il grande coro di solidarietà al pontefice, sarebbe
controproducente insistere troppo sul significato della piazza come
risposta alla «esigua minoranza» che ha tenuto lontano Ratzinger
dall'aula magna. Meglio puntare più in alto.
L'iniziativa è tutta del Vicario di Roma che - a quanto pare - ha appena
ottenuto da Benedetto XVI di restare al suo posto per qualche mese in
più. Un appello ai cattolici e «a tutti i romani», come reazione alla
vicenda dell'Università, non poteva che assumere un rilievo nazionale,
anche prima che il comune di Milano collocasse i megaschermi per una
curiosa diretta dell'Angelus sotto la Madonnina e prima che il ciellino
Formigoni decidesse di portare il gonfalone della Lombardia. E così, per
l'ennesima volta, è stato Ruini, da vicario della diocesi di Roma, a
dettare la risposta della chiesa italiana, come se fosse ancora
presidente della Cei.
Da parte sua il nuovo capo dei vescovi Angelo Bagnasco ha manifestato
maggiore prudenza. Fin dalla prima condanna per la "censura" del Papa
alla Sapienza, infatti, l'arcivescovo di Genova ha posto l'accento
sull'interesse del Paese ad evitare «contrapposizioni» e venerdì scorso,
rispondendo ai giornalisti, ha cercato di smussare le polemiche sullo
stesso caso dell'università romana. Per il cardinale, la grande eco
internazionale ottenuta dal discorso che il Papa non ha potuto
pronunciare, ha contribuito a superare l'incidente. In questi giorni
Bagnasco è stato a colloquio con Ratzinger e con il segretario di Stato
Tarcisio Bertone, ormai grande avversario interno di Ruini. Nel
frattempo l' Osservatore ha pubblicato un'intervista allo stesso Ruini,
insolita anche per il tono incalzante delle domande. Il Vicario di Roma
ha avvertito: l'Angelus è una preghiera, non un comizio, non è contro
nessuno, è vicinanza al Papa, perciò intenti politici non saranno
graditi. La precisazione, evidentemente, è stata caldeggiata dalla Curia
vaticana e Ruini l'ha ribadita dagli schermi del Tg1. Pacati anche i
toni dell'editoriale odierno dell' Osservatore romano .
Le gerarchie leggono con interesse l'intervista al sondaggista
Mannheimer pubblicata ieri dal sito cattolico online Petrus : la
popolarità di Ratzinger sarebbe in vertiginosa ascesa. Ma questo non
basta a placare i dissensi in casa cattolica. Formalmente alla chiamata
di Ruini non è mancato alcun movimento ecclesiale; non ci vuole però
molto a misurare diversi gradi di convinzione. Comunione e liberazione
sembra aver ritrovato una nuova giovinezza, il Forum delle famiglie,
"Scienza e vita" e tutte le creature più ruiniane dell'arcipelago
ecclesiale hanno aderito all'istante, Rinnovamento nello spirito
schiererà le sue folle in canto e preghiera. Altri marceranno con minor
enfasi, magari contando sul fatto che l'iniziativa coinvolge solo la
diocesi di Roma. Le Acli, che saranno rappresentate dal vicepresidente
Michele Rizzi, esortano ad «approfittare di ogni occasione per ricucire
il filo di un dialogo interrotto» tra laici e cattolici e insistono sul
carattere «circoscritto» del caso Sapienza. La Comunità di Sant'Egidio,
molto tempestiva nella condanna dell'accaduto, non ha invece emesso
comunicati a proposito del Papa-day.
Contestano apertamente le comunità cristiane di base che osservano: «La
chiamata a raccolta divide il mondo cattolico e non è una bella cosa». E
proseguono: «Viste dai luoghi del non-potere, sia la manifestazione
indetta da Ruini sia le polemiche riguardanti il rapporto tra papa e
università appaiono una diatriba tra caste chiuse ed escludenti». Anche
il movimento "Noi siamo chiesa" «dissente completamente» dal Papa-day
perché «si presta a evidenti strumentalizzazioni politiche ed è una
reazione priva di sobrietà che tende a sostenere l'esistenza in Italia
di un'emarginazione del magistero papale».
La trovata di Ruini mette un'altra volta in difficoltà il Partito
democratico. Accorre Rutelli, si scatenano i teo-dem, si raccolgono
firme di adesione con Fioroni e Lusetti. Tutti pronti al battesimo, in
piazza San Pietro, di una corrente cattolica del Pd. Regiscono Rosy
Bindi e Arturo Parisi. La ministra di famiglia non ha bisogno di Ruini
per partecipare alla preghiera domenicale. «All'Angelus - replica - ci
vanno i fedeli, chi strumentalizza divide, noi cercheremo di unire senza
richiami alla piazza».
Clemente Mastella, non più al governo sarà invece sotto il balcone
apostolico, e c'è da scommettere che attirerà più giornalisti dei
cardinali.Quanto agli esponenti di An, essi hanno buon diritto di
figurare tra i primi, visto che Gasparri e La Russa hanno proposto la
manifestazione prima di Ruini. E potrebbero mai mancare quelli di Forza
Italia o l'arcipelago della destra estrema, mescolata ai gruppi ultras
del tradizionalismo cattolico?
In tutto questo schieramento, ovviamente, non ci sarà posto per i
radicali che, alla loro maniera, avevano pensato di guardare il papa dal
basso. Non potranno.
FIDES –
20
gennaio 2008
Il Rinnovamento nello
Spirito Santo aderisce all’appello del cardinale Ruini
Salvatore Martinez:
“Trasformiamo questa triste circostanza in un’occasione propizia per
risvegliare la fede e la testimonianza dei cattolici in Italia”
Avvenire –
20
gennaio 2008
VICINI A BENEDETTO
Anche molti non credenti,
rispettosi della vera laicità, hanno annunciato la loro presenza
L’Osservatore Romano: «In tanti per esprimere un gesto di affetto e di
serenità»
San Pietro, ore 12 il grande abbraccio dell’Italia al Papa
DA ROMA MIMMO MUOLO
Arriveranno a gruppi,
oppure alla spicciolata. Scendendo dai pullman o spingendo un passeggino
e magari tenendo per mano i piccoli che già possono camminare da soli.
Arriveranno dalle parrocchie della capitale, dove molti parroci hanno
deciso di ridurre il numero delle Messe domenicali, proprio per favorire
questo appuntamento con Benedetto XVI, dopo la sua forzata rinuncia a
visitare l’Università 'La Sapienza'. Arriveranno dagli oratori, dai
gruppi e dai movimenti ecclesiali e anche dalle diocesi del Lazio.
Arriveranno famiglie, giovani, anziani, bambini e ragazzi del catechismo
e magari, prima di alzare la testa verso la finestra all’ultimo piano
del Palazzo Apostolico, si fermeranno a guardare il grande presepe di
Piazza San Pietro con le sue statue a grandezza più che naturale. Così
l’abbraccio del Bernini si animerà di presenze e di voci (decine, quasi
sicuramente centinaia di migliaia, anche se il numero è difficilmente
quantificabile a priori e in Vicariato non si sbilanciano in previsioni)
e la grande piazza davanti alla Basilica Vaticana vivrà la sua domenica
speciale. La domenica del grande abbraccio al Papa. Quello di Roma,
naturalmente, e più ancora dell’Italia intera, perché l’Angelus sarà
diffuso sui maxischermi in molte città della Penisola. Ieri la vigilia è
stata estremamente serena e tranquilla. In via della Conciliazione il
solito traffico di un giorno prefestivo, le consuete pattuglie dei
vigili urbani e delle forze dell’ordine, l’andirivieni dei fedeli e dei
pellegrini. Anche per questa mattina non sono state prese misure
particolari. L’unica differenza rispetto alle altre domeniche è che la
polizia municipale è pronta a chiudere, all’altezza della Traspontina,
l’ampia strada che conduce alla piazza con largo anticipo rispetto
all’orario normale delle 11,30. «Dipenderà dall’afflusso della gente»,
ci diceva ieri uno dei vigili addetti al servizio. Nelle parrocchie e
nelle comunità, invece, fervono i preparativi. Non c’è praticamente
associazione cattolica che non abbia annunciato la propria presenza:
dall’Ac a Cl, dalle Acli a Rinnovamento nello Spirito, dal Cammino
Neocatecumenale ai Focolarini, da Sant’Egidio all’Opus Dei, agli Scout.
Lo stesso vale per gli ordini religiosi maschili e femminili. Ed è
facile prevedere che la partecipazione travalicherà i confini del mondo
cattolico, poiché anche molti non credenti rispettosi della vera laicità
hanno espresso la volontà di non mancare all’appuntamento. Ma come aveva
sottolineato già venerdì sera il cardinale vicario, Camillo Ruini, in
una intervista al Tg1, sarà una festa di popolo, un momento «di serenità
collettiva e di preghiera», per esprimere «vicinanza al Papa e affetto
per lui». Sentimenti che l’ex presidente della Cei ha anticipato ieri di
persona al Vescovo di Roma, accompagnando in udienza dal Pontefice la
comunità dell’Almo Collegio Capranica. «Padre Santo – ha detto Ruini nel
suo indirizzo di saluto – vogliamo esprimerle in maniera diretta e
ravvicinata quei sentimenti di affetto per la sua persona, di filiale e
totale solidarietà, di piena condivisione, che pervadono l’animo della
Chiesa e della gente di Roma, come dell’intero popolo italiano, dopo la
triste vicenda consumatasi nei giorni scorsi nella più antica Università
di Roma. Il discorso che ella aveva preparato per quell’occasione è per
ciascuno di noi fonte di arricchimento intellettuale e spirituale».
Perciò, ha concluso il cardinale vicario, «Padre Santo, ci benedica
tutti. Le vogliamo un grande bene». Anche
L’Osservatore Romano prevede che «all’ascolto di quanto dirà Benedetto
XVI parteciperà un numero molto più grande di persone: per esprimere in
questo modo un gesto di affetto e di serenità che vuole bilanciare la
tristezza seguita a quanto è accaduto». Il fondo firmato dal direttore
Giovanni Maria Vian, sottolinea che «questo Angelus insieme al Papa sarà
espressione di un moto del cuore e insieme della ragione». E in serata
anche il premier Romano Prodi, da Forlì, ha commentato: «Quando si
impedisce al Papa di parlare è messa in crisi la libertà di tutti».
Tutto pronto per accogliere le decine di migliaia di fedeli che
stamattina, da ogni parte d’Italia, confluiranno in
Vaticano per esprimere affetto e vicinanza a Benedetto XVI nella
preghiera comune
Il Messaggero –
20
gennaio 2008
Il Vaticano: “In piazza
preghiera, non politica”
Niente bandiere di
partito, solo il rosario in mano. L’invito al popolo cattolico a prender
parte al Papa Day lasciando a casa ogni spirito polemico è chiaro.
Chiarissimo. Almeno negli intenti. In questi giorni è stato ripetuto più
e più volte dal cardinale Ruini, dalla Radio Vaticana, dall’Avvenire,
dall’Osservatore Romano. In piazza San Pietro credenti e non si
mescoleranno tra loro assai numerosi solo per manifestare affetto e
solidarietà a Benedetto XVI, il Papa censurato alla Sapienza. «Vuole
essere un momento di preghiera da vivere con gioia senza
strumentalizzazioni di sorta» dice Monsignor Mauro Parmeggiani,
segretario generale del Vicariato di Roma, mettendo in luce che la
carica dei 200 mila - tanti ne sono previsti - non essendo una
«manifestazione politica non deve essere strumentalizzata per nessun
fine politico». La risposta della Chiesa all’intolleranza dell’ateneo
romano non si tramuta in un porgi l’altra guancia di evangelica memoria,
ma in una «dimensione di festa», familiare e di massa. Tutti
all’Angelus, dunque, per la preghiera mariana «senza rivendicare nulla
contro nessuno, senza manifestare contro qualcuno ma solo a favore del
pontefice, della sua parola, del suo esempio e della sua missione»
aggiunge il braccio destro di Ruini. Acli, Rinnovamento dello Spirito,
Cielle, Opus Dei, Sant’Egidio, Azione Cattolica, Focolarini,
Neocatecumenali, Movimento Cristiano Lavoratori, gli studenti degli
atenei pontifici hanno risposto in modo massiccio all’appello di Ruini
di quattro giorni fa. Al di là del Tevere si prevedono tantissimi
ragazzi. «Non dobbiamo credere che siano tutti come quei pochi giovani
che abbiamo visto l’altro giorno alla Sapienza. I giovani non sono tutti
così. Al contrario apprezzano l’insegnamento del Papa che sa andare al
cuore dei problemi e quindi è molto ascoltato. Arriveranno perchè sono
rispettosi e perchè ammirano il Santo Padre» aggiunge monsignor
Parmeggiani. La solidarietà al pontefice è arrivata già ieri, durante
l’udienza dei seminaristi del Collegio Capranica. Agli applausi si sono
aggiunte le parole di Ruini che nell’indirizzo di omaggio ha espresso a
nome di tutti la piena condivisione. «Sentimenti che pervadono l’animo
della Chiesa e della gente di Roma, come dell’intero popolo italiano,
dopo la triste vicenda consumatasi nei giorni scorsi nella più antica
università della città». In questi giorni l’ufficio postale del Vaticano
ha avuto il suo bel daffare tanto sono stati numerosi i messaggi della
gente comune. Una solidarietà spontanea, di base. Quanti ne arriveranno
difficile dirlo. Ogni previsione rappresenta un azzardo, ma non saranno
meno di 150 mila. La macchina dell’accoglienza di Roma è pronta col suo
dispositivo pluricollaudato con le grandi folle del Giubileo e i maxi
eventi del pontificato di Wojtyla. Il Vaticano, invece, non ha
predisposto nulla di particolare, a dimostrare che la Santa Sede attende
i fedeli per la preghiera mariana come fosse una qualsiasi domenica.
Forse qualche problema logistico lo darà l’afflusso massiccio di persone
fin dalle prime ore della mattina, anche con pullman da fuori della
regione. In maniera non appariscente gendarmi e guardie svizzere
cercheranno di razionalizzare l’ingresso nella piazza e di distribuire
ordinatamente all’interno del colonnato i gruppi dei movimenti, le
comunità diocesane, le parrocchie, le comitive. E’ possibile che venga
chiusa via della Conciliazione all’altezza di via della Traspontina. La
Rai effettuerà una diretta con postazioni nei pressi del presepe, vicino
all’obelisco. A mezzogiorno in punto occhi puntati sulla Loggia e non
sulla finestra dello studio dove, con ogni probabilità, si affaccerà
Benedetto XVI. La manifestazione non è immune dalle polemiche. Per i
radicali non c'é mai stata alcuna censura nei confronti del Papa che,
dati alla mano, tentano di smontare «questa bufala» diffondendo i dati
relativi alla presenza degli esponenti della Chiesa nei tg. Il Vaticano,
secondo i dati diffusi da Bonino e Pannella, complessivamente ha avuto
accesso per 26h 35' sul TG1 (più del Presidente del Consiglio e del
presidente della Repubblica).
La Stampa –
20
gennaio 2008
Oggi la sfilata dei
politici per l’abbraccio a Ratzinger
Attese 200 mila persone
in piazza San Pietro
Parisi: tragico se nasce la corrente cattolica Pd
GIACOMO GALEAZZI
ROMA
Sarà un Giubileo di
politici (da Rutelli a Romagnoli della Fiamma Tricolore, da Bondi ad
Alemanno, da Calderoli a Casini, da Fioroni a Mastella) e semplici
fedeli, parrocchie in arrivo con i torpedoni da tutta Italia (uno anche
da Ceppaloni con i devoti di Mastella) e uno schieramento di
associazioni cattoliche come neppure per il Family day o la marcia della
pace Perugia-Assisi. In Vaticano è attesa una mobilitazione da 200 mila
persone per l’Angelus di «vicinanza e solidarietà» a Benedetto XVI
promosso dal cardinale vicario Camillo Ruini.
Non ci saranno né Silvio Berlusconi, corso al capezzale della madre
malata, né il sindaco di Roma e leader del Pd, Walter Veltroni («Ciò che
avevo da dire a favore del Pontefice l’ho detto pubblicamente alla
Sapienza»), ma l’abbraccio «riparatorio» al Papa sarà più politicizzato
di quanto desiderassero gli organizzatori.
La chiamata a raccolta del cardinale Ruini e l’immediato tam-tam tra
siti cattolici, diocesi e movimenti ecclesiali (dalle Acli all’Opus Dei,
da Cl ai Focolarini) hanno prodotto una mobilitazione di massa che oggi
si concretizzerà in un’invasione degna dei grandi eventi dell’Anno
Santo. Armati di striscioni d’affetto verso il Papa, ma non di insegne
di partito, secondo la volontà di Ruini: «Non è un comizio, ci riuniremo
numerosi per ascoltare le parole del Papa e per pregare con lui».
Eppure, attorno alla piazza-simbolo della cattolicità, la polemica
politica infuria. Maurizio Gasparri di An sfilerà alla testa dei
seicento che hanno sottoscritto la richiesta di dimissioni per i 67
docenti della Sapienza che si sono opposti alla visita di Joseph
Ratzinger. E dopo che una cinquantina di parlamentari del Pd avevano
annunciato la loro presenza all’Angelus, il ministro della Difesa,
Arturo Parisi ha bollato come «tragica» la costituzione in piazza San
Pietro di una componente cattolica organizzata del partito, con affondo
diretto a Fioroni, ex Ppi e teodem: «Sarebbe la prima volta e sarebbe di
gravità assoluta che una componente di partito partecipasse a questa
iniziativa. Non potrebbe che dare all’iniziativa un contributo equivoco.
E sarebbe un grave danno alla laicità e alla pace religiosa». Non ci
sarà Rosy Bindi, invitata a restare a casa da Cossiga per l’«incoerenza»
dei cattolici democratici e adulti.
Il fronte organizzato del «popolo di Dio» è compatto come mai in
precedenza: Comunione e Liberazione (i cui studenti alla cerimonia della
«Sapienza» si erano presentati imbavagliati), Rinnovamento nello
Spirito, l’Azione Cattolica, I Neocatecumenali, Pax Christi, Sant’Egidio,
il Forum delle Associazioni familiari, gli scout, la Gioventù
francescana e molte altre.
ANSA –
20
gennaio 2008
PAPA DAY: STRISCIONI,
SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI
SLOGAN PER TESTIMONIARE LA VICINANZA DEI FEDELI A
BENEDETTO XVI
Mentre piazza San Pietro
si va mano a mano riempiendo di persone per l'Angelus del Papa, decine
di striscioni colorano il sagrato vaticano per testimoniare al Papa la
vicinanza dei fedeli e soprattutto per reagire contro chi non ha voluto
la sua visita all'Universita' la Sapienza di Roma.
'Il sonno della ragione genera mostri', recita significativamente,
mutuando una frase di Goya, uno striscione della Gioventu' studentesca
di Catania.
'Non sei potuto venire da noi, veniamo noi da te' dice un gruppo della
Gioventu' italiana proveniente dall'Abruzzo. 'Per allargare la ragione
nella ricerca della verita' ', afferma un altro striscione che prende
spunto dal discorso scritto da Papa Ratzinger per l'ateneo romano.
'Liberi di ascoltarti', inneggia un altro striscione innalzato da una
semplice famiglia, proveniente da Adria (Rovigo). 'Fate quello che vi
dira' ', e' la citazione evangelica iscritta su un pallone bianco
innalzato al cielo dalle Comunita' neo-catecumenali di Pavia. 'Le porte
degli inferi non prevarranno', ammonisce severamente uno striscione di
un gruppo di Bellizzi (Salerno).
Un'altra citazione evangelica, innalzata dal gruppo 'Cl Cremona con il
Papa' e' esplicitamente diretta ai 67 scienziati della Sapienza che
hanno contestato il Papa: 'ti benedico, o padre, perche' hai tenuto
nascoste queste cose ai 'Sapienti', e le hai rivelate ai piccoli'.
Significato anche lo striscione della Comunita' cristiana pachistana:
'Essere contro il Papa e' uguale a essere contro l'umanita'.
Vergognatevi...'.
'Grazie Benedetto XVI per l'amore e la difesa della famiglia' dice al
Pontefice la Gam, Gioventu' ardente mariana.
'Benedetto XVI chiama, l'Europa risponde' viene detto da altri con
l'esplicita postilla: 'no ai pax'. Innumerevoli gli striscioni dei
movimenti ecclesiali e delle associazioni cattoliche come Comunione e
Liberazione, la Fuci, la Comunita' di Sant'Egidio, il Movimento dei
Focolari, l'Associazione genitori scuole cattoliche.
Ci sono anche striscioni dell'Universita' cattolica del Sacro Cuore e
soprattutto di gruppi degli Universitari di Roma e di Ingegneria della
Sapienza.
'Sempre nelle nostre preghiere', assicura uno striscione bianco della
diocesi di Assisi. 'Santo Padre ti amiamo e ti siamo fedeli', e'
l'affermazione di Rinnovamento nello Spirito.
ANSA –
20
gennaio 2008
PAPA DAY: S.PIETRO
GREMITA,'RISPETTATE OPINIONI ALTRUI'
RATZINGER COMMOSSO A UNIVERSITARI; IN PIAZZA POLITICA
BIPARTISAN
di Fausto Gasparroni
La giornata dell'orgoglio
cattolico, dopo l'affronto della Sapienza, ha portato in Piazza San
Pietro oltre centomila persone - duecentomila secondo la Gendarmeria
vaticana - per l'abbraccio riparatore di quanti ritengono inaccettabile
che si impedisca al Papa di parlare.
All'appello del cardinale vicario Camillo Ruini a stringersi intorno a
Benedetto XVI nell'Angelus - dopo le contestazioni che hanno spinto il
papa a rinunciare a parlare alla Sapienza - ha risposto l'intero
arcipelago dell'associazionismo cattolico, con i movimenti ecclesiali, i
gruppi studenteschi, le comunita' diocesane e parrocchiali, famiglie e
singoli fedeli in ordine sparso, oltre a una folla bipartisan di
politici, giunti correttamente in piazza senza insegne di partito.
Com'e' suo carattere, papa Ratzinger, accolto dall'ovazione della piazza
quando si e' affacciato a mezzogiorno dal suo studio per la preghiera
domenicale, e' parso quasi sopraffatto da tanto affetto, sembrava quasi
essere lui a doversi scusare per il clamore della vicenda. 'Grazie - ha
risposto con un sorriso all'applauso -, e adesso preghiamo l'Angelus'.
Ha letto quindi il suo discorso sulla settimana di preghiera per
l'unita' dei cristiani, ha poi recitato la preghiera mariana ed e'
passato al tema del giorno, quello che tutti attendevano, rivolgendosi a
'giovani universitari, che sono tanti - ha detto rimarcando il 'tanti'
-, e professori' venuti in piazza 'per esprimermi solidarieta''. 'Vi
ringrazio di cuore, cari amici, e ringrazio il cardinale vicario Camillo
Ruini, che si e' fatto promotore di questo momento di incontro'.
Il Pontefice ha ripercorso la vicenda: il 'cortese invito' a visitare la
Sapienza, ateneo che conosce bene, stima e ai cui studenti e'
affezionato; il 'clima che si e' creato' e che 'purtroppo ha reso
inopportuna - ha annotato - la mia presenza alla cerimonia'. 'Ho
soprasseduto mio malgrado', ha sottolineato, ricordando che ha comunque
mandato il testo del discorso che avrebbe pronunciato e spiegando che 'all'ambiente
universitario, che per lunghi anni e' stato il mio mondo, mi legano
l'amore per la ricerca della verita', per il confronto, per il dialogo
franco e rispettoso delle reciproche posizioni'.
'Come professore, per cosi' dire emerito che ha incontrato tanti
studenti nella sua vita - ha aggiunto -, vi incoraggio tutti, cari
universitari, ad essere sempre rispettosi delle opinioni altrui e a
ricercare, con spirito libero e responsabile, la verita' e il bene'.
In tutto venti minuti di discorsi, piu' volte interrotti da applausi, e
saluti nelle varie lingue, conclusi poi 'a braccio', con un 'grazie a
voi tutti, andiamo avanti in questo spirito di fraternita', amore per
liberta' e verita' e impegno comune per una societa' fraterna e
tollerante'.
Una volonta' evidente, quella del Papa, di parlare 'per' qualcosa e non
'contro' qualcuno. Oltre alla massa dei fedeli, ha voluto testimoniare
vicinanza al Pontefice anche un gran numero di politici, cattolici e
non. Il centrodestra ha risposto al gran completo alla 'chiamata' di
Ruini: delegazioni di Forza Italia, An, Udc e Lega Nord si sono
mischiate ai fedeli nella piazza. Dalla maggioranza, invece, sono
intervenuti solo esponenti di centro del Partito Democratico, con fianco
a fianco le due anime cattoliche del Pd: i 'teodem' piu' vicini a
Francesco Rutelli (Enzo Carra, Paola Binetti, Luigi Bobba, Emanuela
Baio) e gli ex popolari dell'area di Dario Franceschini e Beppe Fioroni.
Non e' voluto mancare Clemente Mastella, giunto direttamente da
Ceppaloni. E in piazza si sono visti anche i due senatori a vita Giulio
Andreotti e Francesco Cossiga.
Da Bologna, il premier Romano Prodi ha cercato di gettare acqua sul
fuoco delle polemiche, invitando tutti a 'chiudere definitivamente
questa tensione', generata certo da un episodio 'non positivo' come
quello della Sapienza. Il leader dell'Udc Pierferdinando Casini e'
arrivato a San Pietro per dimostrare 'affetto' al Papa, ma anche per
'affermare i valori della liberta' e dell'identita' cristiana in Italia'.
Piu' duri i toni di An che, per bocca del portavoce Andrea Ronchi, ha
puntato l'indice contro 'un oscurantismo molto pericoloso' che una parte
della sinistra ha contribuito a creare, scrivendo 'una delle pagine piu'
brutte della storia repubblicana'.
In piazza, tra i gruppi dei movimenti come Cl, Sant'Egidio,
Neocatecumenali, l'Azione Cattolica e le tante altre sigle cattoliche,
il panorama, i suoni, i colori erano quelli di un grande happening.
C'erano anche personaggi dello spettacolo e della cultura, come il
regista Pupi Avati, il cantante Andrea Bocelli. 'Questa e' una giornata
molto bella, e' stata la risposta della gente, che ha dimostrato il suo
affetto per il Papa', commentava l'artefice di tutto, il card.Ruini.
Tra le decine di striscioni, molti quelli contro chi non ha voluto il
Papa alla Sapienza. 'Il sonno della ragione genera mostri', proclamava,
mutuando una frase di Goya, la Gioventu' studentesca di Catania. 'Le
porte degli inferi non prevarranno', ammoniva severamente un gruppo di
Bellizzi (Salerno). Significato anche lo striscione della Comunita'
cristiana pachistana: 'Essere contro il Papa e' uguale a essere contro
l'umanita'. Vergognatevi...'. Per tutti, comunque, parlava Rinnovamento
nello Spirito: 'Santo Padre - era il suo striscione - ti amiamo e ti
siamo fedeli'.
VIRGILIO NOTIZIE –
20
gennaio 2008
PAPA; OGGI POLITICI E
MOVIMENTI A ANGELUS POST-SAPIENZA
A piazza San Pietro anche ministri, teodem e cattodem
Non sarà un "comizio",
l'Angelus che il Papa reciterà oggi in piazza San Pietro, ma oltre ai
tanti pellegrini che come ogni domenica accorreranno in Vaticano e alla
folla di studenti e insegnanti romani che vi si recheranno per la
Giornata diocesana della scuola cattolica, la piazza vaticana pullulerà
di attivisti cattolici, semplici fedeli e politici di entrambi gli
schieramenti chiamati dal cardinale vicario Camillo Ruini a testimoniare
solidarietà a Benedetto XVI dopo l'annullamento della visita
all'università La Sapienza.
Difficile fare previsioni di quante persone si riverseranno all'interno
del colonnato berniniano, nell'antistante piazza Pio XII e lungo via
della Conciliazione. C'è chi azzarda due o trecentomila persone. Di
certo la piazza sarebbe stata comunque piena. Per l'annuale appuntamento
dedicato alla scuola, infatti, saranno presenti in migliaia, dato che,
come spiega il Vicariato, "le 223 scuole gestite da religiosi e
religiose a Roma raccolgono oltre 40mila studenti e danno lavoro a quasi
4mila insegnanti", senza contare genitori e familiari. A questi si
aggiungeranno tutti i fedeli, "ma anche tutti i romani", che Ruini ha
invitato a denunciare l'imbavagliamento del Papa.
Il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, si è
incaricato di spiegare che la decisione di non andare alla Sapienza è
stata presa perché erano venuti meno, "per iniziativa di un gruppo
decisamente minoritario di Professori e di alunni", i presupposti per
"un'accoglienza dignitosa e tranquilla" del Papa. Il Vaticano ha così
deciso di togliere "ogni pretesto a manifestazioni che si sarebbero
rivelate incresciose per tutti". Il cardinale Ruini, da parte sua, ha
subito lanciato l'iniziativa di piazza San Pietro. E se nel frangente
delle polemiche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo
aver inviato una lettera di solidarietà a Papa Ratzinger, ha auspicato
che si evitassero "tensioni artificiali" ("Dopo quanto è accaduto,
rompiamo subito questa catena di reazioni e controreazioni, prima ancora
che cominci", ha detto a 'Repubblica'), il cardinal Ruini ha specificato
che quello di domani non sarà "un comizio", ma "una preghiera". "Se
qualcuno vorrà interpretare questo appuntamento in altro modo lo
interpreterà in maniera del tutto sbagliata", ha detto all''Osservatore
romano'.
Intanto, però, all'Angelus di oggi saranno presenti molti esponenti
politici di spicco di entrambi gli schieramenti. Per il centrosinistra
hanno aderito i ministri Francesco Rutelli, Rosy Bindi, Giuseppe
Fioroni, Beppe Fioroni e Clemente Mastella (il premier e il ministro
degli Esteri "chiedano scusa ad un capo dello Stato estero qual è il
Papa cui non si è consentito esprimere la propria opinione", ha detto di
recente il Guardasigilli), così come i parlamentari 'teodem' Paola
Binetti ed Enzo Carra e i 'cattodem' Giorgio Tonini e Pierluigi
Castagnetti. Dell'opposizione saranno presenti Sandro Bondi e Fabrizio
Cicchitto di Forza Italia, Pier Ferdinando Casini e Lorenzo Cesa dell'Udc,
Andrea Ronchi e Maurizio Gasparri di Alleanza Nazionale ("Il rettore
dell'università ed il ministro Mussi non possono trincerarsi dietro
frasi di circostanza", ha detto quest'ultimo), oltre ad una
rappresentanza della Lega Nord. Ci saranno anche il leader della Cisl,
Raffaele Bonanni e il senatore a vita Francesco Cossiga.
A San Pietro, poi, accorreranno esponenti di quasi tutti i movimenti
cattolici. Certo, sebbene sarà presente anche Savino Pezzotta, domani
non ci sarà la folla del Family day dello scorso maggio. Il tempo per
mobilitare un milione di persone non c'era. E lo stesso Forum delle
famiglie, protagonista di quell'evento, ha spiegato ora che molte
famiglie di tutta Italia che vorrebbero esserci "non potranno, per i
mille problemi della vita quotidiana, spostarsi per venire a Roma".
Unica voce fuori dal coro è il movimento progressista Noi siamo chiesa,
che, denunciando che l'iniziativa "si presta a evidenti
strumentalizzazioni politiche", sostiene che "non ha alcun fondamento
nella realtà" l'idea di un'emarginazione del Papa nella società
italiana. Per il resto, Azione cattolica seguirà a distanza perché è
impegnata a Genova con il cardinale Angelo Bagnasco nel proprio
consiglio nazionale, mentre all'Angelus saranno presenti esponenti di
Neocatecumenali, Rinnovamento nello Spirito, Comunione e liberazione,
Focolarini, Acli, Orionini, Fuci, comunità Giovanni XIII e anche di
sigle minori come il Centro culturale Lepanto.
AGI –
20
gennaio 2008
PAPA: PEZZOTTA E
MARTINEZ, QUI PER PREGARE E PORTARE AFFETTO
Il Family day del 12
maggio "fu una manifestazione di proposta sociale, questa e' una
preghiera per dimostrare simpatia e affetto al Santo Padre". Lo afferma
Savino Pezzotta, che della manifestazione a favore della famiglia fu il
portavoce e questa mattina e' presente in piazza San Pietro insieme al
suo successore Raffaele Bonanni e ad un gran numero di aderenti alla
Cisl.
"Il nostro - spiega Salvatore Martinez, presidente del Rinnovamento
nello Spirito - e' un gesto filiale, un gesto d'amore verso un padre ed
e' anche un gesto di fraternita' condivisa con quanti, e sono tanti,
direi la stragrande maggioranza degli italiani, riconosce laicamente il
desiderio di ascoltare una guida illuminata".
"Noi - conclude ai microfoni della Radio Vaticana - vogliamo riaffermare
la laicita' piena che e' nella nostra fede, la laicita' piena,
umanizzante dei cattolici. La Chiesa ha promosso la vera laicita' che
include ogni differenza, che promuove lo sviluppo, la ricerca: quando i
cristiani sono visibilmente rifiutati, oltraggiati, non perdono la
misura della loro fede, la misura della loro testimonianza, in fondo il
martirio e' sempre stato e rimane il sale della vita cristiana. Per
questo noi ribadiamo, una responsabilita' nei confronti del nostro
Paese; e' facile protestare mentre e' molto piu' difficile proporre,
costruire. E noi possiamo essere, dobbiamo essere per il nostro Paese
questi costruttori della civilta' dell'amore".
APCOM – 20 gennaio
2008
PAPA/LEZIONE DEL
'PROFESSOR' RATZINGER: STUDENTI SIATE TOLLERANTI
Politici e movimenti accolgono appello Ruini. Show di
Mastella
Città del Vaticano, 20
gen. (Apcom) - Con garbo, ma anche con fermezza, il Papa, all'Angelus di
oggi in piazza San Pietro, ha spiegato alla folla di fedeli, papaboys,
attivisti cattolici, politici di entrambi gli schieramenti e semplici
romani chiamati dal cardinale Camillo Ruini a testimoniargli la propria
solidarietà, di aver rinunciato suo "malgrado" a visitare l'università
La Sapienza, giovedí scorso, e, da 'professore emerito', ha ammonito gli
universitari ad 'essere sempre rispettosi delle opinioni altrui'.
Punteggiata da cartelli e striscioni sui quali campeggiavano scritte
come 'Benedetto XVI sei la nostra Sapienza' e 'Liberi di ascoltare',
attraversata da coretti e scrosci di applausi, la moltitudine ha
riempito il colonnato della basilica vaticana (che contiene circa 60mila
persone) ed ha tracimato nelle aree adiacenti. La sala stampa della
Santa Sede ha valutato un'affluenza di circa 200mila persone. Il
cardinal Ruini, vicario del Papa per la città di Roma, ha registrato il
successo della mobilitazione. "E' una bellissima giornata di sole, sono
molto felice", si è limitato a dire.
Molti i movimenti cattolici presenti - dai neocatecumenali a
Rinnovamento nello spirito, da Sant'Egidio ai Papaboys, dai focolarini
ad alcuni esponenti delle Acli - e non sono mancate alcune sigle
minoritarie come l'associazione culturale Lepanto e il movimento
Trifoglio, con lo striscione 'Non prevalebunt'. Ma tanti sono stati
anche i politici.
Partito in mattinata da Ceppaloni, Clemente Mastella è arrivato in
piazza San Pietro circondato da un nugolo di giornalisti e salutato con
affetto da molti fedeli. "Ministro!", gli ha gridato qualcuno. "No, ex
ministro, ma comunque non signor X...", ha risposto lui. Mastella è
tornato sui recenti guai giudiziari.
"Credo ancora in quella magistratura che si dichiara incompetente ma poi
arresta, ma oggi guardo a quell'uomo vestito di bianco", ha detto. "Io
sono qui e mi dispiace molto essere da solo perch‚ anche un'altra
persona, cioè mia moglie, avrebbe voluto essere qui ma purtroppo è agli
arresti domiciliari", ha proseguito.
"Spero che il prezzo che stiamo pagando sia quello per tornare ad un
Paese in cui ci sia serenità. Ma è chiaro che siccome non potevano
arrestare me hanno arrestato lei", ha aggiunto. Duro il commento di
Maurizio Gasparri, deputato di Alleanza nazionale anch'egli in piazza:
"E' vergognoso che Mastella abbia usato piazza San Pietro per un'altra
puntata dedicata alle sue vicende personali".
Oltre a Gasparri, per l'opposizione erano all'Angelus 'riparatore'
Andrea Ronchi e Gianni Alemanno, sempre di An, Pier Ferdinando Casini e
Lorenzo Cesa (Udc), Fabrizio Cicchitto e Antonio Tajani (Fi) e Mario
Borghezio (Lega). Nutrita anche la rappresentanza di Governo (Francesco
Rutelli e Beppe Fioroni) e maggioranza, anche se, all'interno della
coalizione, non sono mancati fremiti di polemica. Sempre Mastella ha
accusato gli ex colleghi di Governo. "Il presidente del Consiglio Prodi
e il ministro degli Esteri D'Alema avrebbero dovuto telefonare a Bertone
per chiedere scusa", attacca. In piazza San Pietro ci sono anche i
cattolici del Pd, 'teodem' e 'cattodem' riuniti sotto le finestre del
Palazzo Apostolico. Si vedono Paola Binetti ed Enzo Carra, Pierluigi
Castagnetti e Giorgio Tonini. "Spiace la resa di settori del
cattolicesimo democratico ai moduli teodem e teocon che confondono
religione e politica", si rammarica il prodiano Franco Monaco, lontano
dalla piazza come Rosy Bindi.
"Non ci saró anche per non essere accomunata a chi, non andando mai a
sentire l'Angelus, domani sarà invece presente allo scopo di
strumentalizzare", aveva preannunciato il ministro per la Famiglia. E
dalla sua Bologna, il presidente del Consiglio guarda avanti. "Credo che
non sia stato un episodio positivo quello della Sapienza", dice Romano
Prodi, ma adesso pensiamo a lavorare per il futuro, a chiudere
definitivamente questa tensione".
Sulla stessa linea si era espresso, in un'intervista al quotidiano 'La
Repubblica', il presidente dei vescovi italiani Angelo Bagnasco.
"Nessuna prova di forza. La Chiesa non ha intenzione di darne", aveva
detto. "Nessun paese ha bisogno di contrapposizioni, soprattutto quando
nascono dal niente o dai pregiudizi di qualcuno". Per il cardinale,
l'incidente della Sapienza è "chiuso". E chiuso sembra considerarlo
anche il Papa, che, alla fine, si accomiata dalla folla esultante
invitandola ad "andare avanti in spirito di libertà e verità".
Non senza aver messo, peró, i puntini sulle 'i'. "Avevo accolto molto
volentieri il cortese invito che mi era stato rivolto ad intervenire
giovedí scorso all'inaugurazione dell'anno accademico della Sapienza",
spiega a mo' di riepilogo affacciato alla finestra del suo studio.
"Purtroppo, com'è noto, il clima che si era creato ha reso inopportuna
la mia presenza alla cerimonia", aggiunge Ratzinger. "Ho soprasseduto
mio malgrado", precisa. Il Papa ringrazia studenti e professori presenti
per la loro "solidarietà". Non manca di dedicare uno speciale
ringraziamento "di cuore" all'architetto della giornata, il cardinal
Ruini. E poi, frenando gli applausi della folla, puntualizza: "Come
professore, per cosí dire, emerito che ha incontrato tanti studenti
nella sua vita, vi incoraggio tutti, cari universitari, ad essere sempre
rispettosi delle opinioni altrui e a ricercare, con spirito libero e
responsabile, la verità e il bene". Un messaggio calmo, ma anche una
lezione. E se c'è chi non l'ha voluto nell'aula magna della Sapienza -
sembra essere il messaggio - il Papa ha il suo uditorio in piazza San
Pietro.
VIRGILIO NOTIZIE –
20 gennaio 2008
PAPA/ LEZIONE DEL
'PROFESSOR' RATZINGER: STUDENTI SIATE TOLLERANTI
Politici e movimenti accolgono appello Ruini. Show di
Mastella
Città del Vaticano, 20
gen. (Apcom) - Con garbo, ma anche con fermezza, il Papa, all'Angelus di
oggi in piazza San Pietro, ha spiegato alla folla di fedeli, papaboys,
attivisti cattolici, politici di entrambi gli schieramenti e semplici
romani chiamati dal cardinale Camillo Ruini a testimoniargli la propria
solidarietà, di aver rinunciato suo "malgrado" a visitare l'università
La Sapienza, giovedì scorso, e, da 'professore emerito', ha ammonito gli
universitari ad 'essere sempre rispettosi delle opinioni altrui'.
Punteggiata da cartelli e striscioni sui quali campeggiavano scritte
come 'Benedetto XVI sei la nostra Sapienza' e 'Liberi di ascoltare',
attraversata da coretti e scrosci di applausi, la moltitudine ha
riempito il colonnato della basilica vaticana (che contiene circa 60mila
persone) ed ha tracimato nelle aree adiacenti. La sala stampa della
Santa Sede ha valutato un'affluenza di circa 200mila persone. Il
cardinal Ruini, vicario del Papa per la città di Roma, ha registrato il
successo della mobilitazione. "E' una bellissima giornata di sole, sono
molto felice", si è limitato a dire.
Molti i movimenti cattolici presenti - dai neocatecumenali a
Rinnovamento nello spirito, da Sant'Egidio ai Papaboys, dai focolarini
ad alcuni esponenti delle Acli - e non sono mancate alcune sigle
minoritarie come l'associazione culturale Lepanto e il movimento
Trifoglio, con lo striscione 'Non prevalebunt'. Ma tanti sono stati
anche i politici.
Partito in mattinata da Ceppaloni, Clemente Mastella è arrivato in
piazza San Pietro circondato da un nugolo di giornalisti e salutato con
affetto da molti fedeli. "Ministro!", gli ha gridato qualcuno. "No, ex
ministro, ma comunque non signor X...", ha risposto lui. Mastella è
tornato sui recenti guai giudiziari. "Credo ancora in quella
magistratura che si dichiara incompetente ma poi arresta, ma oggi guardo
a quell'uomo vestito di bianco", ha detto. "Io sono qui e mi dispiace
molto essere da solo perché anche un'altra persona, cioè mia moglie,
avrebbe voluto essere qui ma purtroppo è agli arresti domiciliari", ha
proseguito. "Spero che il prezzo che stiamo pagando sia quello per
tornare ad un Paese in cui ci sia serenità. Ma è chiaro che siccome non
potevano arrestare me hanno arrestato lei", ha aggiunto. Duro il
commento di Maurizio Gasparri, deputato di Alleanza nazionale anch'egli
in piazza: "E' vergognoso che Mastella abbia usato piazza San Pietro per
un'altra puntata dedicata alle sue vicende personali".
Oltre a Gasparri, per l'opposizione erano all'Angelus 'riparatore'
Andrea Ronchi e Gianni Alemanno, sempre di An, Pier Ferdinando Casini e
Lorenzo Cesa (Udc), Fabrizio Cicchitto e Antonio Tajani (Fi) e Mario
Borghezio (Lega). Nutrita anche la rappresentanza di Governo (Francesco
Rutelli e Beppe Fioroni) e maggioranza, anche se, all'interno della
coalizione, non sono mancati fremiti di polemica. Sempre Mastella ha
accusato gli ex colleghi di Governo. "Il presidente del Consiglio Prodi
e il ministro degli Esteri D'Alema avrebbero dovuto telefonare a Bertone
per chiedere scusa", attacca. In piazza San Pietro ci sono anche i
cattolici del Pd, 'teodem' e 'cattodem' riuniti sotto le finestre del
Palazzo Apostolico. Si vedono Paola Binetti ed Enzo Carra, Pierluigi
Castagnetti e Giorgio Tonini. "Spiace la resa di settori del
cattolicesimo democratico ai moduli teodem e teocon che confondono
religione e politica", si rammarica il prodiano Franco Monaco, lontano
dalla piazza come Rosy Bindi. "Non ci sarò anche per non essere
accomunata a chi, non andando mai a sentire l'Angelus, domani sarà
invece presente allo scopo di strumentalizzare", aveva preannunciato il
ministro per la Famiglia. E dalla sua Bologna, il presidente del
Consiglio guarda avanti. "Credo che non sia stato un episodio positivo
quello della Sapienza", dice Romano Prodi, ma adesso pensiamo a lavorare
per il futuro, a chiudere definitivamente questa tensione".
Sulla stessa linea si era espresso, in un'intervista al quotidiano 'La
Repubblica', il presidente dei vescovi italiani Angelo Bagnasco.
"Nessuna prova di forza. La Chiesa non ha intenzione di darne", aveva
detto. "Nessun paese ha bisogno di contrapposizioni, soprattutto quando
nascono dal niente o dai pregiudizi di qualcuno". Per il cardinale,
l'incidente della Sapienza è "chiuso". E chiuso sembra considerarlo
anche il Papa, che, alla fine, si accomiata dalla folla esultante
invitandola ad "andare avanti in spirito di libertà e verità".
Non senza aver messo, però, i puntini sulle 'i'. "Avevo accolto molto
volentieri il cortese invito che mi era stato rivolto ad intervenire
giovedì scorso all'inaugurazione dell'anno accademico della Sapienza",
spiega a mo' di riepilogo affacciato alla finestra del suo studio.
"Purtroppo, com'è noto, il clima che si era creato ha reso inopportuna
la mia presenza alla cerimonia", aggiunge Ratzinger. "Ho soprasseduto
mio malgrado", precisa. Il Papa ringrazia studenti e professori presenti
per la loro "solidarietà". Non manca di dedicare uno speciale
ringraziamento "di cuore" all'architetto della giornata, il cardinal
Ruini. E poi, frenando gli applausi della folla, puntualizza: "Come
professore, per così dire, emerito che ha incontrato tanti studenti
nella sua vita, vi incoraggio tutti, cari universitari, ad essere sempre
rispettosi delle opinioni altrui e a ricercare, con spirito libero e
responsabile, la verità e il bene". Un messaggio calmo, ma anche una
lezione. E se c'è chi non l'ha voluto nell'aula magna della Sapienza -
sembra essere il messaggio - il Papa ha il suo uditorio in piazza San
Pietro.
La Gazzetta del
Mezzogiorno
- 21 gennaio 2008
In 200mila con il papa
Benedetto XVI agli studenti: rispettate sempre le
idee degli altri
La giornata dell’orgoglio
cattolico, dopo l’affronto della Sapienza, ha portato in Piazza San
Pietro oltre centomila persone – duecen - tomila secondo la Gendarmeria
vaticana – per l’abbraccio riparatore di quanti ritengono inaccettabile
che si impedisca al Papa di parlare. All’appello del cardinale vicario
Camillo Ruini a stringersi intorno a Benedetto XVI nell’Angelus – do -
po le contestazioni che hanno spinto il papa a rinunciare a parlare alla
Sapienza – ha risposto l’intero arcipelago dell’associazionismo
cattolico, con i movimenti ecclesiali, i gruppi studenteschi, le
comunità diocesane e parrocchiali, famiglie e singoli fedeli in ordine
sparso, oltre a una folla bipartisan di politici, giunti correttamente
in piazza senza insegne di partito. Com'è suo carattere, papa Ratzinger,
accolto dall’ovazione della piazza quando si è affacciato a mezzogiorno
dal suo studio per la preghiera domenicale, è parso quasi sopraffatto da
tanto affetto, sembrava quasi essere lui a doversi scusare per il
clamore della vicenda. «Grazie – ha risposto con un sorriso all’applauso
-, e adesso preghiamo l’Ang elus». Ha letto quindi il suo discorso sulla
settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, ha poi recitato la
preghiera mariana ed è passato al tema del giorno, quello che tutti
attendevano, rivolgendosi a «giovani universitari, che sono tanti – ha
detto rimarcando il 'tantì -, e professori» venuti in piazza «per
esprimermi solidarietà». «Vi ringrazio di cuore, cari amici, e ringrazio
il cardinale vicario Camillo Ruini, che si è fatto promotore di questo
momento di incontro». Il Pontefice ha ripercorso la vicenda: il «cortese
invito» a visitare la Sapienza, ateneo che conosce bene, stima e ai cui
studenti è affezionato; il «clima che si è creato» e che «purtroppo ha
reso inopportuna – ha annotato – la mia presenza alla cerimonia». «Ho
soprasseduto mio malgrado», ha sottolineato, ricordando che ha comunque
mandato il testo del discorso che avrebbe pronunciato e spiegando che
«all’ambiente universitario, che per lunghi anni è stato il mio mondo,
mi legano l’amore per la ricerca della verità, per il confronto, per il
dialogo franco e rispettoso delle reciproche posizioni». «Come
professore, per così dire emerito che ha incontrato tanti studenti nella
sua vita – ha aggiunto -, vi incoraggio tutti, cari universitari, ad
essere sempre rispettosi delle opinioni altrui e a ricercare, con
spirito libero e responsabile, la verità e il bene». In tutto venti
minuti di discorsi, più volte interrotti da applausi, e saluti nelle
varie lingue, conclusi poi 'a bracciò, con un «grazie a voi tutti,
andiamo avanti in questo spirito di fraternità, amore per libertà e
verità e impegno comune per una società fraterna e tollerante». Una
volontà evidente, quella del Papa, di parlare «per» qualcosa e non
«contro» qualcuno. Oltre alla massa dei fedeli, ha voluto testimoniare
vicinanza al Pontefice anche un gran numero di politici, cattolici e
non. Il centrodestra ha risposto al gran completo alla 'chiamatà di
Ruini: delegazioni di Forza Italia, An, Udc e Lega Nord si sono
mischiate ai fedeli nella piazza. Dalla maggioranza, invece, sono
intervenuti solo esponenti di centro del Partito Democratico, con fianco
a fianco le due anime cattoliche del Pd: i 'teodem' più vicini a
Francesco Rutelli (Enzo Carra, Paola Binetti, Luigi Bobba, Emanuela
Baio) e gli ex popolari dell’area di Dario Franceschini e Beppe Fioroni.
Non è voluto mancare Clemente Mastella, giunto direttamente da Ceppaloni.
E in piazza si sono visti anche i due senatori a vita Giulio Andreotti e
Francesco Cossiga. Il leader dell’Udc Pierferdinando Casini è arrivato a
San Pietro per dimostrare «affetto» al Papa, ma anche per «affermare i
valori della libertà e dell’identità cristiana in Italia». Più duri i
toni di An che, per bocca del portavoce Andrea Ronchi, ha puntato
l’indice contro «un oscurantismo molto pericoloso» che una parte della
sinistra ha contribuito a creare, scrivendo «una delle pagine più brutte
della storia re pubblicana». In piazza, tra i gruppi dei movimenti come
Cl, Sant'Egidio, Neocatecumenali, l’Azione Cattolica e le tante altre
sigle cattoliche, il panorama, i suoni, i colori erano quelli di un
grande happening. C'erano anche personaggi dello spettacolo e della
cultura, come il regista Pupi Avati, il cantante Andrea Bocelli. «Questa
è una giornata molto bella, è stata la risposta della gente, che ha
dimostrato il suo affetto per il Papa», commentava l’artefice di tutto,
il card.Ruini. Tra le decine di striscioni, molti quelli contro chi non
ha voluto il Papa alla Sapienza. «Il sonno della ragione genera mostri»,
proclamava, mutuando una frase di Goya, la Gioventù studentesca di
Catania. «Le porte degli inferi non prevarranno », ammoniva severamente
un gruppo di Bellizzi (Salerno). Significato anche lo striscione della
Comunità cristiana pachistana: «Essere contro il Papa è uguale a essere
contro l’umanità. Vergognatevi... ». Per tutti, comunque, parlava
Rinnovamento nello Spirito: «Santo Padre – era il suo striscione – ti
amiamo e ti siamo fedeli».
.
CORRIERE DELLA SERA
- 21 gennaio 2008
PAPA DAY A SAN PIETRO
Ruini il «regista» tra la folla: più gente di quanto avevo
immaginato
Il cardinale: «Dimostrato l'affetto dei fedeli. Prova di
forza? Lasciamo stare.
È una prova di gioia»
CITTA' DEL VATICANO — «È
una bella giornata di sole, sono molto felice»: il cardinale Camillo
Ruini, promotore di questa adunata, è mitemente raggiante nella bella
luce del mezzogiorno, in mezzo alla piazza di San Pietro, mentre
giornalisti e politici, professori universitari e studenti gli si
stringono intorno per salutarlo e complimentarlo. C'è chi gli grida:
«Salvi l'Italia!» E chi semplicemente gli lancia un «bravo, bravo!»
Vengono a stringergli la mano il vicesindaco di Roma Maria Pia
Garavaglia, la senatrice Paola Binetti e Francesco Rutelli. Con Rutelli
il cardinale parla a lungo. «Buona giornata» gli dicono e lui: «Questa è
una giornata molto bella, in cui è stato dimostrato l'affetto dei fedeli
noi confronti del Papa».
Il cardinale si trova sulla destra dell'obelisco per chi guarda verso la
facciata della basilica. E' in una zona libera da striscioni, ma alle
sue spalle se ne legge uno sulla sinistra che dice «Le porte degli
inferi non prevarranno» e lo sostiene un gruppo di giovani di Bellizzi,
Salerno; mentre a destra c'è addirittura una sedicente «comunità
cristiana pachistana » che proclama su un cartellone: «Essere contro il
Papa è uguale a essere contro l'umanità. Vergognatevi». Arriva una
troupe del Tg1 a fare domande al cardinale: «Questa è la risposta della
gente che ama il Papa. Una grande festa, una grande gioia. Qui tutti
sono contenti di stare vicini al Santo Padre e il bel tempo ci ha
aiutato».
«C'è chi l'ha definita una prova di forza» gli viene obiettato:
«Lasciamo stare queste cose! E' una prova di gioia, di affetto e di
vicinanza». Ma avrà un effetto sul rapporto tra laici e cattolici?
«Questo fatto — risponde il cardinale vicario — ha certamente avvicinato
tutti coloro che sono amici della libertà e del confronto amichevole tra
diverse posizioni culturali. E poi — al di là di tutto— c'è la grande
unità del popolo italiano che si riconosce nel successore di Pietro».
C'è grande ressa intorno a Ruini. Arriva il direttore della Sicurezza
vaticana, Domenico Giani, e con i suoi uomini gli fa un po' di spazio.
Il cardinale vicario ringrazia ma dice anche di non impedire agli
studenti di andargli a parlare. Sono a colloquio con Ruini il direttore
di Avvenire Dino Boffo e l'ex direttore dell'Osservatore Romano Mario
Agnes, il segretario della Cei Giuseppe Betori e alcuni vescovi
ausiliari di Roma: da Enzo Dieci al vicegerente Luigi Moretti. A essi si
unirà Rino Fisichella, rettore della Lateranense, staccandosi per un
momento — quando parlerà il Papa — dal folto gruppo di studenti e
professori di quella università. Insistiamo a chiedere a Ruini se le
cose si stiano svolgendo come si era figurato giovedì, quando aveva
invitato i romani a partecipare all'«Angelus» di ieri: «Non avevo
particolari aspettative, sapevo solo che sarebbe venuta gente ma ora
debbo dire che ne è venuta più di quanta ne immaginassi. Io mi ero
rivolto ai romani, qui invece ci sono persone venute da ogni parte».
Andare in piazza non vuol dire esporsi alla strumentalizzazione?
«Non c'è stata e non poteva esserci nessuna strumentalizzazione»,
risponde Ruini: «Era un timore veramente fuori della realtà ». Le
campane della basilica suonano il mezzogiorno, il Papa si affaccia e
tutti gridano e battono le mani. Ruini si unisce a quella coralità con
un timido gesto della mano destra, come a salutare Benedetto XVI quasi
fosse lì davanti a lui invece che a più di cento metri di distanza. Il
Papa dice «ringrazio il cardinale vicario che si è fatto promotore di
questo momento di incontro» e ora il cardinale appare commosso. Intorno
qualcuno gli grida «Grazie eminenza per aver preso l'iniziativa e averci
portato qui» ed egli fa un cenno con la mano aperta e ferma come per
dire «non disturbiamo le parole del Papa».
Ma arriva un nuovo applauso e ora anch'egli batte le mani. Il Papa si
ritira dalla finestra e il cardinale risponde alle ultime domande dei
giornalisti, si lascia fotografare con l'Avvenire in mano e poi compie
un largo giro per uscire dalla piazza, seguito sempre da Boffo e Betori,
salutando chi gli si avvicina e leggendo cartelli e striscioni. «Il
sonno della ragione genera mostri » è scritto su uno di essi, a firma
della Gioventù studentesca di Catania. Poco più in là si ferma a
leggerne un altro del Rinnovamento nello Spirito, che è quasi una
citazione delle finalità per le quali aveva promosso questo
appuntamento: «Santo Padre ti amiamo e ti siamo fedeli».
LIBERTA’ – 21
gennaio 2008
Dopo la mancata visita
alla Sapienza, Ratzinger manifesta il suo rammarico
e invita a impegnarsi per una società più aperta
Benedetto XVI: costretto a rinunciare
In duecentomila all'Angelus per esprimere solidarietà
al Pontefice
CITTÀ DEL VATICANO - La
giornata dell'orgoglio cattolico, dopo l'affronto della Sapienza, ha
portato in Piazza San Pietro oltre centomila persone - duecentomila
secondo la Gendarmeria vaticana - per l'abbraccio riparatore di quanti
ritengono inaccettabile che si impedisca al Papa di parlare. All'appello
del cardinale vicario Camillo Ruini a stringersi intorno a Benedetto XVI
nell'Angelus - dopo le contestazioni che hanno spinto il papa a
rinunciare a parlare alla Sapienza - ha risposto l'intero arcipelago
dell'associazionismo cattolico.
Con i movimenti ecclesiali, i gruppi studenteschi, le comunità diocesane
e parrocchiali, famiglie e singoli fedeli in ordine sparso, oltre a una
folla bipartisan di politici, giunti correttamente in piazza senza
insegne di partito. Com'è suo carattere, papa Ratzinger, accolto
dall'ovazione della piazza quando si è affacciato a mezzogiorno dal suo
studio per la preghiera domenicale, è parso quasi sopraffatto da tanto
affetto, sembrava quasi essere lui a doversi scusare per il clamore
della vicenda. «Grazie - ha risposto con un sorriso all'applauso -, e
adesso preghiamo l'Angelus». Ha letto quindi il suo discorso sulla
settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, ha poi recitato la
preghiera mariana ed è passato al tema del giorno, quello che tutti
attendevano, rivolgendosi a «giovani universitari, che sono tanti - ha
detto rimarcando il "tanti" -, e professori» venuti in piazza «per
esprimermi solidarietà». «Vi ringrazio di cuore, cari amici, e ringrazio
il cardinale vicario Camillo Ruini, che si è fatto promotore di questo
momento di incontro». Il Pontefice ha ripercorso la vicenda: il «cortese
invito» a visitare la Sapienza, ateneo che conosce bene, stima e ai cui
studenti è affezionato; il «clima che si è creato» e che «purtroppo ha
reso inopportuna - ha annotato - la mia presenza alla cerimonia». «Ho
soprasseduto mio malgrado», ha sottolineato, ricordando che ha comunque
mandato il testo del discorso che avrebbe pronunciato e spiegando che
«all'ambiente universitario, che per lunghi anni è stato il mio mondo,
mi legano l'amore per la ricerca della verità, per il confronto, per il
dialogo franco e rispettoso delle reciproche posizioni». «Come
professore, per così dire emerito che ha incontrato tanti studenti nella
sua vita - ha aggiunto -, vi incoraggio tutti, cari universitari, ad
essere sempre rispettosi delle opinioni altrui e a ricercare, con
spirito libero e responsabile, la verità e il bene». In tutto venti
minuti di discorsi, più volte interrotti da applausi, e saluti nelle
varie lingue, conclusi poi 'a bracciò, con un «grazie a voi tutti,
andiamo avanti in questo spirito di fraternità, amore per libertà e
verità e impegno comune per una società fraterna e tollerante». Una
volontà evidente, quella del Papa, di parlare «per» qualcosa e non
«contro» qualcuno. Oltre alla massa dei fedeli, ha voluto testimoniare
vicinanza al Pontefice anche un gran numero di politici, cattolici e
non.
Da Bologna, il premier Romano Prodi ha cercato di gettare acqua sul
fuoco delle polemiche, invitando tutti a «chiudere definitivamente
questa tensione», generata certo da un episodio «non positivo» come
quello della Sapienza. Il leader dell'Udc Pierferdinando Casini è
arrivato con la famiglia a San Pietro per dimostrare «affetto» al Papa,
ma anche per «affermare i valori della libertà e dell'identità cristiana
in Italia». Più duri i toni di An che, per bocca del portavoce Andrea
Ronchi, ha puntato l'indice contro «un oscurantismo molto pericoloso»
che una parte della sinistra ha contribuito a creare, scrivendo «una
delle pagine più brutte della storia repubblicana». In piazza, tra i
gruppi dei movimenti come Cl, Sant'Egidio, Neocatecumenali, l'Azione
Cattolica e le tante altre sigle cattoliche, il panorama, i suoni, i
colori erano quelli di un grande happening. C'erano anche personaggi
dello spettacolo e della cultura, come il regista Pupi Avati e il
cantante Andrea Bocelli. «Questa è una giornata molto bella, è stata la
risposta della gente, che ha dimostrato il suo affetto per il Papa»,
commentava l'artefice di tutto, il card.Ruini. Tra le decine di
striscioni, molti quelli contro chi non ha voluto il Papa alla Sapienza.
"Il sonno della ragione genera mostri", proclamava, mutuando una frase
di Goya, la Gioventù studentesca di Catania. "Le porte degli inferi non
prevarranno", ammoniva severamente un gruppo di Bellizzi (Salerno).
Significato anche lo striscione della Comunità cristiana pachistana:
"Essere contro il Papa è uguale a essere contro l'umanità.
Vergognatevi...". Per tutti, comunque, parlava Rinnovamento nello
Spirito: "Santo Padre.
KORAZYM – 21
gennaio 2008
L'Angelus di
solidarietà. Il papa invoca rispetto e dialogo franco
di Matteo Spicuglia
Circa 200mila persone in
piazza San Pietro per esprimere solidarietà dopo la cancellazione della
visita alla Sapienza. Benedetto XVI parla di ecumenismo e torna sulla
vicenda, invitando i giovani a coltivare "uno spirito libero e
responsabile".
CITTA' DEL VATICANO - Non
c'è polemica nelle parole di Benedetto XVI: solo un po' di amarezza,
ricompensata però dall'emozione di vedere tante persone accorse per
l'Angelus. A parlare ieri in piazza San Pietro è la guida della Chiesa
cattolica, ma anche il "professore emerito", legato al mondo
universitario, come ha spiegato lui stesso, dall’amore "per la ricerca
della verità, per il confronto, per il dialogo franco e rispettoso delle
reciproche posizioni". La stessa missione della Chiesa, "impegnata a
seguire fedelmente Gesù, Maestro di vita, di verità e di amore". È senza
dubbio questo il passaggio più significativo dell'Angelus domenicale,
trasformato su iniziativa del cardinale Camillo Ruini, in una
espressione pubblica di solidarietà al papa, dopo la cancellazione della
visita all'università "La Sapienza" di Roma.
In piazza San Pietro, almeno 200mila persone: molti politici, alcuni
"atei devoti", ma soprattutto i rappresentanti di quasi tutti i
movimenti e le associazioni ecclesiali. Tra gli altri, Comunione e
Liberazione (i cui studenti alla cerimonia della 'Sapienza' si erano
presentati imbavagliati), Rinnovamento nello Spirito, l'Azione
Cattolica, i Focolari, il Cammino Neocatecumenale, il Movimento
Cristiano dei Lavoratori, Pax Christi, la Comunità di Sant'Egidio, il
Forum delle Associazioni familiari, la Fuci, il Centro Sportivo
Italiano. Quindi l'associazione Scienza & Vita, i religiosi e laici di
Don Orione, le Acli, gli studenti dell'Opus Dei, il comitato del
pellegrinaggio Macerata-Loreto, la Gioventù francescana d'Italia, la
Comunità Papa Giovanni XXIII, l'Associazione Genitori Scuole Cattoliche,
il Centro Italiano Femminile, e tante altre formazioni.
A loro il papa esprime gratitudine, ricostruendo poi le dinamiche che
hanno portato "mio malgrado" alla rinuncia. "Avevo accolto molto
volentieri il cortese invito che mi era stato rivolto e ho lavorato
anche con grande gioia al discorso", ha detto, spiegando di conoscere
bene e stimare l'Ateneo. "Purtroppo, com’è noto, - continua Benedetto
XVI - il clima che si era creato ha reso inopportuna la mia presenza
alla cerimonia". Dall'episodio, tuttavia, è possibile trarre un
insegnamento che lo stesso pontefice vuole comunicare ai giovani "come
professore emerito che ha incontrato tanti studenti nella sua vita". "Vi
incoraggio tutti, cari universitari, - è l'invito - ad essere sempre
rispettosi delle opinioni altrui e a ricercare, con spirito libero e
responsabile, la verità e il bene".
Parole accolte e interrotte a più riprese da applausi scroscianti, cori
ed espressioni di affetto, a sottolineare che per un gruppo minoritario
di intolleranti, esiste ancora un'Italia pulita e aperta al dialogo.
Tanti gli striscioni, da "Cristo è la vera Sapienza" a "Liberi di
ascoltarti" e "Tu non camminerai mai solo". Ma la riflessione domenicale
del papa non è ruotata soltanto intorno alla vicenda della Sapienza.
Nella settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, rimane al centro
l'ecumenismo, un movimento spirituale fondato sulla "preghiera, la
conversione del cuore, il rafforzamento dei vincoli di comunione".
Riprendendo il tema della settimana (l'invito di San Paolo: "Pregate
continuamente"), Benedetto XVI ricorda che solo "dalla nuova vita in
Cristo e nello Spirito Santo", proviene "la capacità di superare ogni
egoismo, di vivere insieme in pace e in unione fraterna, di portare
ognuno, di buon grado, i pesi e le sofferenze degli altri". E ancora:
''Cattolici, ortodossi, anglicani e protestanti'' sono ''coscienti che
le loro divisioni sono un ostacolo alla accoglienza del Vangelo''. Per
questo, continua il papa, ''abbiamo tutti il dovere di pregare e operare
per il superamento di ogni divisione tra i cristiani rispondendo
all'anelito di Cristo 'Un unum sint'''. Obiettivo: "condurre presto i
discepoli di Cristo alla comune celebrazione dell'Eucaristia,
manifestazione della loro unità''.
LA PROVINCIA DI LECCO
– 21 gennaio 2008
Oggi i politici dal
Papa L'Angelus diventa test. No a bandiere in piazza San Pietro, ma la
«conta» è inevitabile Cresce l'ala cattolica nel Pd - La Bindi: «Scelta
strumentale»
ROMA Ogni previsione
rappresenta un azzardo, ma non saranno meno di 150 mila - forse molte di
più - le persone che confluiranno questa mattina in Piazza San Pietro
per l'abbraccio "riparatorio" a Benedetto XVI dopo la forzata rinuncia
alla visita all'università "La Sapienza". Ma sul piatto c'è anche un
tema più squisitamente politico: puntano a "contarsi" le "truppe" del
papa, ovvero i cattolici presenti nei due schieramenti di centrodestra e
di centrosinistra. Da Roma e da tutta Italia arriveranno in massa, anche
a bordo di pullman e "armati" di striscioni sia di affetto verso papa
Ratzinger sia di rivendicazione del diritto della Chiesa a parlare nelle
sedi pubbliche, i gruppi di movimenti cattolici, associazioni,
organizzazioni laicali, comunità diocesane, oltre ai singoli fedeli in
ordine sparso delle parrocchie romane e agli almeno 50 mila alunni e
professori che sarebbero stati comunque in piazza domani per la Giornata
diocesana della scuola cattolica. Per quanto riguarda il fronte
organizzato del «popolo di Dio», saranno in piazza in modo massiccio e
visibile Rinnovamento nello Spirito, l'Azione Cattolica, i Focolari, il
Cammino Neocatecumenale, il Movimento Cristiano dei Lavoratori, Pax
Christi, la Comunità di Sant'Egidio, il Forum delle Associazioni
familiari, la Fuci, il Centro Sportivo Italiano, Comunione e
Liberazione. Quindi l'associazione Scienza & Vita, i Papaboys, i
religiosi e laici di Don Orione, le Acli, gli studenti dell'Opus Dei e
tante altre formazioni. Mentre non ci saranno bandiere di partito.
Ovviamente non mancano le critiche del fronte laico sia alle autorità
ecclesiastiche sia ai politici che correranno a «baciare la pantofola»;
e una nuova ferita si registra anche nel fronte cattolico, specie quello
interno al Pd, con Rosy Bindi e Arturo Parisi che criticano sia i loro
colleghi di partito (gli ex popolari vicini a Beppe Fioroni e i teodem)
sia Ruini che avrebbe preso una «iniziativa equivoca». Il cardinal
vicario, dopo averlo esplicitamente detto nei giorni scorsi, ha
sollecitato nelle ultime ore i dirigenti di partito ha evitare che sul
sagrato di San Pietro compaiano bandiere di partito. E infatti diversi
esponenti del centrodestra che oggi saranno all'Angelus hanno detto che
rispetteranno la consegna di Ruini: da Maurizio Gasparri e Gianni
Alemanno di An, fino a Francesco Giro di Fi e Lorenzo Cesa dell'Udc. Ma
il rischio di una politicizzazione dell'evento religioso c'è, come
dimostra l'annuncio di Gasparri che porterà con se i 600 firmatari del
documento che chiede le dimissioni del ministro Mussi. E all'appello di
Ruini risponderanno esponenti non solo del centrodestra, ma anche del
centrosinistra: hanno preannunciato la presenza Clemente Mastella,
Francesco Rutelli, il ministro Beppe Fioroni e la componente degli ex
Popolari, e i teodem di Enzo Carra, Paola Binetti, Luigi Bobba ed
Emanuela Baio. Anzi queste due ultime componenti, che si erano scontrate
nei mesi precedenti prima nella Margherita e poi nel Pd, per la prima
volta saranno insieme: primo passo per la nascita di una componente
cattolica del partito di Veltroni. Così è scattato l'allarme di altri
cattolici del Pd, in questi anni impegnati per la difesa della laicità e
per il superamento dei vecchi steccati laici/cattolici. «Spero che
l'Angelus si caratterizzi per una partecipazione di fedeli - ha detto
Bindi -: chi pensa di strumentalizzarlo per dividere il Paese da un
punto di vista etico, religioso e politico, fa un cattivo servizio
all'Italia e alla Chiesa».
FIDES – 25 gennaio
2008
"Anche uno striscione
può essere utile per dire bene, più di tante parole” dice Salvatore
Martinez
Città del Vaticano
(Agenzia Fides) - Salvatore Martinez, Presidente nazionale del
Rinnovamento nello Spirito Santo, sulla partecipazione all’Angelus di
domenica scorsa, dice al Riformista che “anche gli striscioni possono
servire quando sono esposti per testimoniare amore e fraternità nei
confronti del Papa”. “Anche uno striscione - dice - può essere utile per
dire bene, più di tante parole, l'affetto che deriva da ciò in cui si
crede”.