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RASSEGNA STAMPA

 

ASCA - 15 gennaio 2008

PAPA: MARTINEZ (RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO), STATO NON TUTELA PONTEFICE

'In uno Stato di diritto, il diritto alla conoscenza e al libero confronto con questo triste episodio viene negato e sostenuto da organismi oscurantisti volutamente anticlericali'. A dirlo all'Asca il Presidente Nazionale di Rinnovamento nello Spirito, Salvatore Martinez, spiegando che la 'coscienza collettiva deve mostrare un forte sussulto di indignazione dinanzi a questi estremismi. Siamo vicini al Pontefice e condividiamo la sua preoccupazione nel non esser causa di disordini. Siamo meravigliati - ha detto - che lo Stato italiano non riesca a garantire l'ordine pubblico e a tutelare il pontefice'. Martinez ha spiegato che 'in questo tempo sempre piu' arido che impressiona per siccita' spirituale, noi ribadiamo il valore fondamentale della ricerca della verita' e di un futuro di pace per le nuove generazioni. Il nostro impegno - ha detto ancora - e' che la verita' semre piu' negata, contesa e ridicolizzata, non sia confinata nello spazio privato delle nostre Chiese, ma animi il binomio umanesimo-cristianesimo che ha fatto grande la nostra civilta' occidentale'.


KORAZYM - 16 gennaio 2008

Papa, niente Sapienza: “Opportuno soprassedere”

di Daniele Lorenzi

L’annullamento della visita di Benedetto XVI all’università romana diventa la notizia del giorno, in una pioggia di commenti e reazioni: lettera del capo dello stato Napolitano al papa.

L'ANNULLAMENTO DELLA VISITA

ROMA – Una decisione sofferta, arrivata dopo molte consultazioni interne e infine condivisa anche dal papa, sia pure con evidente dispiacere: poche righe di comunicato vaticano ieri pomeriggio per spiegare che si riteneva “opportuno soprassedere all’evento” e annullare così la prevista visita di Benedetto XVI all’Università di Roma La Sapienza. Si sono tenuti disordini in città, disordini che mettessero a repentaglio non tanto l’incolumità fisica del papa, che era e sarebbe stata garantita, ma l’incolumità dei cittadini. ''Se si riceve un invito da parte di una famiglia, ma poi quella famiglia comincia a dividersi, e accade quello che è successo in questi giorni, non è più il caso di accettare'', hanno spiegato ieri pomeriggio non meglio precisate “fonti vaticane” alle diverse agenzie di stampa. Insieme a questo, naturalmente, si è preferito evitare che la visita del papa si trasformasse in una occasione per una contestazione vibrante e forse anche offensiva, quale quella che si preparava all’orizzonte.
Una vicenda nata male e finita peggio, intorno alla quale si è immediatamente scatenata la polemica, con la notizia pronta ad essere rilanciata dai mezzi di comunicazione stranieri. Immediate le reazioni, ad iniziare da quella del Senato accademico della Sapienza, che ha sospeso i lavori della riunione ordinaria in corso quando è arrivata la notizia dell’annullamento della visita. "Il Senato accademico esprime grande rammarico per la perdita di una occasione di dialogo e riflessione culturale e civile che la comunità accademica aveva voluto percorrere secondo una tradizione consolidata di ascolto e rispetto”, si legge nel comunicato diffuso. “Le manifestazioni di intolleranza, limitate per altro ad una esigua minoranza, sono contrarie allo spirito di libertà e di ricerca - conclude la nota - che costituiscono la ragion d'essere dell'Università". Di un papa “oggetto di un gravissimo rifiuto che manifesta intolleranza antidemocratica e chiusura culturale” parla una nota della presidenza della Cei (Conferenza episcopale italiana), tanto più considerando “che la visita del Santo Padre era una cordiale risposta a un invito espresso dagli organi responsabili dell'università, ma reso inefficace dalla violenza ideologica e rissosa di pochi”.
REAZIONI - “Condanno chi ha provocato tensioni inaccettabili e provo profondo rammarico per la decisione del pontefice”, ha commentato il premier Prodi ricordando che "è inammissibile che il papa non possa parlare all'università, che è la sede del dialogo e dell'apertura”. Nella tarda serata di ieri anche il presidente della Repubblica Napolitano ha inviato una lettera personale al papa in relazione alla vicenda. Da parte sua, anche il leader dell’opposizione Silvio Berlusconi ha espresso preoccupazione: “La rinuncia a cui è stato costretto il papa in nome di una presunta laicità della conoscenza è il segno dell'intolleranza e di un certo fanatismo che nulla hanno di autenticamente laico”. Parole di condanna dal sindaco Veltroni: "La mancata partecipazione di Benedetto XVI alla cerimonia prevista per il 17 gennaio all'Universita' di Roma La Sapienza rappresenta una sconfitta della cultura liberale e di quel principio fondamentale che è il confronto delle idee e il rispetto delle istituzioni". L'appuntamento di giovedi' per il leader del Pd "avrebbe rappresentato una nuova, alta occasione per la città di Roma per confermare al mondo la sua vocazione di grande capitale di dialogo e civiltà, levando ancora la sua voce contro la barbarie della pena di morte". "Mentre ogni critica è legittima e il confronto delle opinioni è l'ossigeno della nostra convivenza- conclude il sindaco di Roma- ogni atteggiamento di intolleranza, come quelli che si sono manifestati in questi giorni verso il pontefice, fa male alla democrazia e alla liberta'". E l'editoriale in prima pagina sul Foglio di oggi, il quotidiano diretto da Giuliano Ferrara, inizia così: "La vergogna è un sentimento laico, oggi. Vergogna per il fatto che una minoranza laicista ignorante, intollerante, violenta è riuscita a togliere il diritto di parola a un filosofo e teologo accolto a braccia aperte nelle principali università di tutto il mondo, prima e dopo la sua elezione a papa".
LA CONDANNA DEL MONDO ECCLESIALE - Secca la posizione anche dei movimenti e delle realtà ecclesiali. L'Azione Cattolica parla di vicenda "incredibile e inquietante'', mentre Comunione e Liberazione ricorda che "i papi hanno potuto parlare ovunque nel mondo: l'unico posto dove il papa non può parlare è La Sapienza, un'università fondata, tra l'altro, proprio da un pontefice''. Cl mette in evidenza anche ''la fatiscenza culturale dell'università italiana, per cui un ateneo come La Sapienza rischia di trasformarsi in una discarica ideologica''. Da parte loro, gli universitari cattolici della Fuci esternano "profonda tristezza e preoccupazione'' e bollando l'episodio come "un grave e illegittimo atto di intolleranza che macchia la coscienza profonda dell'università italiana". Stesso ragionamento del Rinnovamento nello Spirito che, attraverso il presidente Salvatore Martinez, punta il dito contro "organismi oscurantisti volutamente anticlericali''.
IL RAPPRESENTANTE DEGLI STUDENTI - E' indignato Gianluca Senatore, uno dei due rappresentanti degli studenti, di cui era previsto l'intervento il giorno dell'inaugurazione dell'Anno accademico. Il giovane ha fatto notare che ''la Rete di autoformazione'' che ha occupato il rettorato rappresenta un'esigua minoranza e che invece la maggioranza delle liste degli studenti rappresentate negli organi centrali dell'Università consideravano la visita del Papa una grande occasione per l'ateneo. ''Saremmo pronti a raccogliere almeno 130 mila firme di studenti favorevoli alla visita del Papa se questo potesse far cambiare idea al Pontefice perché il rammarico è troppo per il fatto che il Papa ha rinunciato a venire a causa delle contestazioni. Abbiamo perso un'occasione unica - ha proseguito Gianluca - di concentrare l'attenzione sui problemi reali dell'Universita' e sul finanziamento della ricerca. Tutte le liste e le associazioni degli studenti (Sapienza in movimento, Sinistra universitaria, Vento di cambiamento, Studenti di centro, Cl) tranne quella dei collettivi sono d'accordo su questo. Siamo talmente convinti della nostra laicità che non abbiamo nessun problema al confronto con la Chiesa''.
LA STORIA - Erano stati 67 docenti a definito come «evento incongruo» la visita di Ratzinger alla Sapienza. Una storia iniziata il 14 novembre 2007 quando il professor Marcello Cini, docente emerito dell’ateneo, inviò una lettera aperta al rettore, pubblicata dal Manifesto. La lettera esprimeva il disappunto per la decisione del rettore di invitare Benedetto XVI a tenere la lectio magistralis di apertura dell’anno accademico. Il 22 novembre alcuni docenti della Sapienza che condividevano le opinioni di Marcello Cini, appoggiavano l’iniziativa inviando una seconda lettera al rettore Guarini nella quale si chiedeva di rinunciare a questo invito. In queste due lettere, spiegavano ieri i docenti, “non c’era alcun intento censorio nei confronti del papa, bensì il desiderio di una parte della comunità accademica di esprimere la propria opinione in merito alla decisione del rettore». Ma in realtà la protesta, appoggiata da una parte degli studenti, ha poi ricercato proprio questa conclusione, raggiunta al termine di una giornata che aveva visto anche l’occupazione del Rettorato. “Fuori il Papa dall'università”, lo slogan che pendeva dalla finestra del Rettorato occupato, e poi ripetuta dai ragazzi al momento dell’annuncio dell’annullamento della visita, quando parlano di “vittoria della laicità e della libertà di studio” e di “una giornata che potrebbe essere una indicazione politica per il paese contro le ingerenze della Chiesa cattolica in uno spazio pubblico dove devono dominare la ragione e il dialogo”. Già, la ragione e il dialogo… "E' una vergogna non per la Chiesa ma per una certa sedicente cultura" - commenta lo scrittore Vittorio Messori: "C'è da chiedersi: da che parte starebbe oggi Galileo Galilei?". 


Il Velino - 16 gennaio 2008

Sapienza, RnS accoglie appello Ruini: "È tempo di un sussulto"

"È grande il dolore che si leva nel cuore di milioni di uomini e di donne, in tutto il mondo, alla notizia che l'Italia rinuncia - attraverso la violenza della minaccia verbale e dell'oscurantismo ideologico - al bene grande della liberta' di parola. Se poi ad essere colpito e' un uomo di pace, di dialogo, di pensiero; un accademico tra i piu' ricercati, ammirati, ascoltati del Novecento, il Papa Benedetto XVI, allora il dolore si fa anche smarrimento della coscienza": e' quanto dichiara Salvatore Martinez, presidente del Rinnovamento nello Spirito Santo. E continua: "Riteniamo inammissibile che in uno Stato di diritto come l'Italia, proprio il primario diritto alla conoscenza e al libero confronto di idee sia stato negato in nome della laicita' da sparuti gruppi di cittadini italiani che piu' opportunamente, in luogo di accademici, occorrerebbe ribattezzare 'ideologi anticlericali'. Ad essi, peraltro, va il triste encomio di avere provocato in giovani studenti il desiderio di emulare una lettera di protesta scriteriata con gesti plateali altrettanto incivili e retrogradi. I cristiani, si sa, sono avvezzi alla persecuzione e mai hanno disdegnato di mostrarsi 'miti' dinanzi alle violenze, pacificatori dinanzi alle violenze. Qui, oggi, e' in ballo qualcosa di nuovo, di inedito, nella storia del nostro Paese, popolato per oltre il 90 per cento da cattolici e guidato da un governo eletto a larga maggioranza da cittadini che si ispirano ai valori del cristianesimo e che non vogliono essere sommersi dal nubifragio della menzogna".
"È tempo che la coscienza collettiva mostri un forte sussulto di indignazione dinanzi a questi continui attacchi alle verita' ideali e ai principi costitutivi della nostra identita' popolare, della nostra tradizione valoriale, della nostra cultura e civilta' occidentale - afferma Martinez -. (à) È un dovere 'riprendere la parola'. È un dovere riaffermare le ragioni dello Spirito, ben piu' alleate del destino dell'uomo di quanto non sappia fare la cultura odierna del 'non senso', che si afferma per rifiuto ideologico, indebolendo la crescita e l'avvenire delle nuove generazioni. Siamo vicini, con profondo affetto al Pontefice, e invochiamo per Lui l'assistenza dello Spirito confortatore 'allenatore dei martiri'. Accogliamo con senso di responsabilita' l'invito del cardinale vicario di Roma Camillo Ruini ad affollare Piazza S. Pietro per fare sentire al Pontefice la nostra unita' di pensiero, di volonta', di condotta. In queste ore chiediamo ai nostri gruppi e comunita' di intensificare la preghiera, a cui invitare amici, parenti, membri di altri movimenti e comunita'.
L'intenzione che fara' da sfondo alla nostra adorazione eucaristica sara' la riparazione per questo gesto che umilia la Chiesa e il Pontefice; al contempo l'invocazione dello Spirito Santo, perche' trasformi questa triste circostanza in un'occasione propizia per risvegliare la fede e la testimonianza


NOI PRESS- 16 gennaio 2008

Il Rinnovamento nello Spirito Santo aderisce all’appello del cardinale Ruini Martinez: “Trasformiamo questa triste circostanza in un’occasione propizia per risvegliare la fede e la testimonianza dei cattolici in Italia”

Il presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), Salvatore Martinez, ha rilasciato la seguente dichiarazione in merito all’annullamento della visita di Benedetto XVI all’Università ‘La Sapienza’ di Roma:
“È grande il dolore che si leva nel cuore di milioni di uomini e di donne, in tutto il mondo, alla notizia che l’Italia rinuncia - attraverso la violenza della minaccia verbale e dell’oscurantismo ideologico – al bene grande della libertà di parola.
Se poi ad essere colpito è un uomo di pace, di dialogo, di pensiero; un accademico tra i più ricercati, ammirati, ascoltati del Novecento a cui la Provvidenza ha assegnato il compito di guidare oltre un miliardo di cattolici nel mondo, il Papa Benedetto XVI, allora il dolore si fa anche smarrimento della coscienza.
Riteniamo inammissibile che in uno Stato di diritto come l’Italia, proprio il primario diritto alla conoscenza e al libero confronto di idee sia stato negato in nome della laicità da sparuti gruppi di cittadini italiani che più opportunamente, in luogo di accademici, occorrerebbe ribattezzare “ideologi anticlericali”. Ad essi, peraltro, va il triste encomio di avere provocato in giovani studenti il desiderio di emulare una lettera di protesta scriteriata con gesti plateali altrettanto incivili e retrogradi.
I cristiani, si sa, sono avvezzi alla persecuzione e mai hanno disdegnato di mostrarsi “miti” dinanzi alle violenze, pacificatori dinanzi alle violenze. Qui, oggi, è in ballo qualcosa di nuovo, di inedito, nella storia del nostro Paese, popolato per oltre il 90 % da cattolici e guidato da un governo eletto a larga maggioranza da cittadini che si ispirano ai valori del cristianesimo e che non vogliono essere sommersi dal nubifragio della menzogna.
È tempo che la coscienza collettiva mostri un forte sussulto di indignazione dinanzi a questi continui attacchi alle verità ideali e ai principi costitutivi della nostra identità popolare, della nostra tradizione valoriale, della nostra cultura e civiltà occidentale.
Sono oltre 10 milioni i cattolici che ogni domenica si ritrovano in Chiesa per confrontare la propria vita con il Vangelo. Su ciascuno di essi, su ciascuno di noi incombe il dovere di non permettere, con ogni rispetto e capacità di dialogo, che la verità non venga calpestata, umiliata, irrisa, negata.
È un dovere “riprendere la parola”! È un dovere riaffermare le ragioni dello Spirito, ben più alleate del destino dell’uomo di quanto non sappia fare la cultura odierna del “non senso”, che si afferma per rifiuto ideologico, indebolendo la crescita e l’avvenire delle nuove generazioni.
Siamo vicini, con profondo affetto al Pontefice, e invochiamo per Lui l’assistenza dello Spirito confortatore “allenatore dei martiri”.
Accogliamo con senso di responsabilità l’invito del Cardinale Vicario di Roma Camillo Ruini ad affollare Piazza S. Pietro per fare sentire al Pontefice la nostra unità di pensiero, di volontà, di condotta.
In queste ore chiediamo ai nostri Gruppi e Comunità di intensificare la realizzazione di “Roveti Ardenti” di preghiera, a cui invitare amici, parenti, membri di altri movimenti e comunità. L’intenzione che farà da sfondo alla nostra adorazione eucaristica sarà la riparazione per questo gesto che umilia la Chiesa e il Pontefice; al contempo l’invocazione dello Spirito Santo, perché trasformi questa triste circostanza in un’occasione propizia per risvegliare la fede e la testimonianza dei cattolici in Italia”.


APCOM - 16 gennaio 2008

RINNOVAMENTO SPIRITO ADERISCE A APPELLO RUINI DOPO SAPIENZA
     "Preghiere di riparazione per questo gesto che umilia la Chiesa"

Il movimento Rinnovamento nello Spirito Santo - che in Italia conta decine di migliaia di aderenti - aderisce all'appello del cardinale Camillo Ruini di riunirsi domenica prossima in piazza San Pietro per solidarietà al Papa dopo l'annullamento della visita alla Sapienza.
"Trasformiamo questa triste circostanza in un'occasione propizia per risvegliare la fede e la testimonianza dei cattolici in Italia", afferma il presidente Salvatore Martinez.
"Riteniamo inammissibile che in uno Stato di diritto come l'Italia, proprio il primario diritto alla conoscenza e al libero confronto di idee sia stato negato in nome della laicità da sparuti gruppi di cittadini italiani che piú opportunamente, in luogo di accademici, occorrerebbe ribattezzare 'ideologi anticlericali'", afferma in una nota. "Ad essi, peraltro, va il triste encomio di avere provocato in giovani studenti il desiderio di emulare una lettera di protesta scriteriata con gesti plateali altrettanto incivili e retrogradi".
"I cristiani, si sa, sono avvezzi alla persecuzione e mai hanno disdegnato di mostrarsi 'miti' dinanzi alle violenze, pacificatori dinanzi alle violenze. Qui, oggi, è in ballo qualcosa di nuovo, di inedito, nella storia del nostro Paese, popolato per oltre il 90% da cattolici e guidato da un governo eletto a larga maggioranza da cittadini che si ispirano ai valori del cristianesimo e che non vogliono essere sommersi dal nubifragio della menzogna".
"E' tempo - afferma - che la coscienza collettiva mostri un forte sussulto di indignazione dinanzi a questi continui attacchi alle verità ideali e ai principi costitutivi della nostra identità popolare, della nostra tradizione valoriale, della nostra cultura e civiltà occidentale. Sono oltre 10 milioni i cattolici che ogni domenica si ritrovano in Chiesa per confrontare la propria vita con il Vangelo. Su ciascuno di essi, su ciascuno di noi incombe il dovere di non permettere, con ogni rispetto e capacità di dialogo, che la verità non venga calpestata, umiliata, irrisa, negata".
"Accogliamo con senso di responsabilità l'invito del Cardinale Vicario di Roma Camillo Ruini ad affollare Piazza S. Pietro per fare sentire al Pontefice la nostra unità di pensiero, di volontà, di condotta", conclude Martinez. "In queste ore chiediamo ai nostri Gruppi e Comunità di intensificare la realizzazione di 'Roveti Ardenti' di preghiera, a cui invitare amici, parenti, membri di altri movimenti e comunità.
L'intenzione che farà da sfondo alla nostra adorazione eucaristica sarà la riparazione per questo gesto che umilia la Chiesa e il Pontefice; al contempo l'invocazione dello Spirito Santo, perché‚ trasformi questa triste circostanza in un'occasione propizia per risvegliare la fede e la testimonianza dei cattolici in Italia".


ANSA- 16 gennaio 2008

PAPA/SAPIENZA: RUINI CHIAMA CATTOLICI A MOBILITAZIONE
     'PAPA-DAY' DOMENICA 20 GENNAIO A SAN PIETRO (di Elisa Pinna)

CITTA' DEL VATICANO, 16 GEN - Il Cardinale vicario Camillo Ruini ha oggi invitato tutti i fedeli e i cittadini romani ad una manifestazione riparatoria e di solidarieta' con Benedetto XVI, una sorta di 'Papa-day' dopo l''oltraggio' subito da Ratzinger ad opera dei contestatori anti-pontifici dell'Universita' La Sapienza. Appuntamento per le 12:00 di domenica 20 gennaio in piazza San Pietro per la preghiera dell'Angelus.
L'iniziativa del porporato ha gia' raccolto l'adesione di partiti politici, da Forza Italia ad Alleanza Nazionale, ed ha catalizzato l'entusiasmo di movimenti e organizzazioni cattoliche, tra cui quel Forum delle Famiglie, che il 12 maggio a San Giovanni raduno' centinaia di migliaia di persone.
Anche se il vicariato parla sopratutto di una manifestazione di 'amore e gratitudine' verso il Papa, dopo una vicenda 'che colpisce dolorosamente tutta la citta' di Roma', e' probabile che cio' si trasformi in una prova di forza della mobilitazione cattolica contro le 'ristrettezze dell'ideologia', come le ha definite Ruini.
Stavolta la Chiesa non ha aspettato o voluto che fossero altri a cavalcare l'ondata dell'indignazione provocata dalla mancata visita del Papa nell'Ateno romano. Ha agito in prima persona. Nella mattinata, mentre il Papa si affacciava per l'udienza generale nell'Aula Nervi, il porporato ha diffuso il suo comunicato per indire il raduno di domenica. 'La Chiesa di Roma - ha scritto il porporato - esprime la sua filiale e totale vicinanza al proprio vescovo , il Papa, e da' voce a quell'amore, a quella fiducia, a quell'ammirazione e gratitudine per Benedetto XVI che e' nel cuore del popolo di Roma'. 'Per consentire a tutti di manifestare questi sentimenti - ha argomentato - invito i fedeli, ma anche tutti i romani, ad essere presenti in piazza San Pietro per la recita dell'Angelus di domenica prossima 20 gennaio. Sara' un gesto di affetto e di serenita', sara' espressione della gioia che proviamo nell'avere Benedetto XVI come nostro Vescovo e come nostro Papa'.
Poi, al Tg2, il porporato ha attaccato a testa bassa i contestatori della Sapienza. 'E' stata una vicenda triste e anche in fondo banale, perche' non c'era nessun motivo per ostacolare la visita del Papa', ha detto. 'Gli studenti mi hanno fatto veramente tristezza - ha aggiunto - Li ho sentiti anche in televisione dopo l'annuncio, l'esultanza, e pensavo: questi giovani, purtroppo, non hanno senso della realta' e sono fermi almeno a 40 anni fa, come se adesso, nel 2008, vivessimo la stagione del '68'. 'Penso il contrario - ha affermato -, il Tevere non e' mai diventato realmente piu' largo, diventa piu' largo nelle immagini pubbliche ma non nel sentimento della gente'. E cosi', l'iniziativa di domenica servira' anche a dimostrare, secondo Ruini , che a Roma vive 'un popolo solo'.
Il messaggio del cardinale vicario e' stato subito recepito: 'andremo all'Angelus', hanno promesso i dirigenti di An, Gasparri, la Russa e Ronchi; anche il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini si e' unito all'iniziativa, come pure gli studenti di Forza Italia, e la fondazione Magna Charta; poi a pioggia sono arrivate le adesioni dell'associazionismo cattolico: da 'Rinnovamento nello Spirito' a 'Scienza e Vita', dal Movimento Cristiani Lavoratori al Forum delle Famiglie.


Avvenire - 17 gennaio 2008

L’abbraccio al Papa dalla gente comune

Ieri all’udienza in Aula Paolo VI il caldo saluto degli studenti romani.

Poi l’invito del cardinale vicario a partecipare numerosi alla preghiera domenicale

Ruini: domenica appuntamento all’Angelus per testimoniare solidarietà e vicinanza

DA ROMA GIANNI SANTAMARIA

Già poche ore dopo la sofferta decisione di non partecipare all’inaugurazione dell’anno accademico alla Sapienza, l’affetto della gente verso il Papa si è fatto sentire. Ieri mattina, in occasione dell’udienza in Aula Paolo VI, gli applausi e i cori degli studenti universitari romani ne hanno accompagnato la catechesi. E poco dopo, è arrivato l’appello lanciato dal cardinale vicario per la diocesi di Roma, Camillo Ruini, ad essere presenti domenica prossima in piazza San Pietro per la recita dell’Angelus. Un «gesto di affetto e di serenità», espressione di «gioia», lo definisce il porporato.
«In questa circostanza che colpisce tanto dolorosamente la nostra città, la Chiesa di Roma esprime la sua filiale e totale vicinanza al proprio vescovo, il Papa, e dà voce a quell’amore, a quella fiducia, a quell’ammirazione e gratitudine per Benedetto XVI che è nel cuore del popolo di Roma», dichiara Ruini nella nota con cui annuncia l’iniziativa. Le parole dell’alto prelato – che definisce «tristi vicende » i fatti che hanno impedito l’incontro del Papa con la comunità universitaria – seguono al pronunciamento (pubblicato ieri su
Avvenire di ieri) con cui la presidenza della Conferenza episcopale italiana aveva espresso a Benedetto XVI la propria «incondizionata vicinanza» nel momento in cui è «oggetto di un gravissimo rifiuto che manifesta intolleranza antidemocratica e chiusura culturale». L’invito a partecipare all’Angelus, rivolto ai fedeli, ma anche a «tutti i romani» rischia di creare ulteriori divisioni, di approfondire i fossati? Intervistato dal Tg2, Ruini risponde che «il Tevere non è mai diventato realmente più largo» se non «nelle immagini pubbliche», che non corrispondono al «sentimento della gente». E ribadisce che il senso dell’iniziativa di domenica è di «dare serenità a tutti, di far sentire che a Roma c’è un popolo solo e che questo popolo è vicino al vescovo di Roma». La vicenda della Sapienza, invece, è segno di una «malintesa laicità» dell’istituzione accademica, di «ristrettezza mentale», di «incomprensione» e di una «mentalità troppo ideologica». Il cardinale si è detto, infine, preoccupato per i giovani studenti contestatori che «purtroppo non hanno il senso della realtà e sono fermi almeno a quarant’anni fa. Come se adesso, nel 2008, vivessimo la stagione del ’68».
Numerose le adesioni giunte ieri all’invito di recarsi nella principale piazza della cristianità. Da comunità cristiane della città e del resto del Paese (vedere le tre testimonianze a fianco), da associazioni e movimenti. Dal mondo politico e sindacale, nonché da rappresentanti di enti locali. Le prime risposte del laicato cattolico organizzato sono arrivate da Forum delle associazioni familiari, Comunione e liberazione, Movimento dei Focolari, Rinnovamento nello Spirito, Movimento cristiano lavoratori. Si stanno mobilitando per favorire una massiccia presenza anche le residenze universitarie della Fondazione Rui e il centro Elis (entrambi Opus Dei). Sarà al Colonnato del Bernini anche l’associazione Scienza & Vita. Nonostante il prevedibile maggior afflusso, comunque, l’Ispettorato vaticano – l’ufficio del Viminale preposto alla sicurezza nell’area della città-Stato – non prevede incrementi nei controlli.
Parrocchie, associazioni e movimenti della diocesi di Roma si stanno mobilitando per essere presenti all’Angelus di domenica prossima, raccogliendo l’invito del cardinale Ruini a manifestare la propria vicinanza al Papa. Si prevede la partecipazione anche di esponenti politici e sindacali, di amministratori locali e di gruppi provenienti da varie città d’Italia
Sarà un gesto «di affetto e di serenità». Molte le adesioni di associazioni e movimenti, parrocchie, esponenti politici


ADNKRONOS – 17 gennaio 2008

PAPA: ANCHE RINNOVAMENTO DELLO SPIRITO ALL'ANGELUS

Citta' del Vaticano, 17 gen. (Adnkronos) - Ci sara' anche il Rinnovamento nello Spirito Santo (Rns) domenica prossima, in piazza San Pietro per l'Angelus, ad esprimere solidarieta' al Papa dopo i fatti legati all'annullamento della sua visita all'universita' 'La Sapienza'. E' lo stesso presidente del Rns, Salvatore Martinez ad annunciarlo: 'accogliamo con senso di responsabilita' l'invito del cardinale vicario di Roma Camillo Ruini ad affollare piazza S. Pietro per fare sentire al Pontefice la nostra unita' di pensiero, di volonta', di condotta'.
'In queste ore - afferma Martinez - chiediamo ai nostri gruppi e comunita' (1900 per un totale di 200 mila aderenti) di intensificare la realizzazione di 'Roveti Ardenti' di preghiera, cui invitare amici, parenti, membri di altri movimenti e comunita'. L'intenzione che fara' da sfondo alla adorazione eucaristica sara' la riparazione per questo gesto che umilia la Chiesa e il Pontefice; al contempo l'invocazione dello Spirito Santo, perche' trasformi questa triste circostanza in un'occasione propizia per risvegliare la fede e la testimonianza dei cattolici in Italia'.
In merito ai fatti de La Sapienza, Martinez aveva detto di ritenere 'inammissibile che in uno Stato di diritto come l'Italia, proprio il primario diritto alla conoscenza e al libero confronto di idee sia stato negato in nome della laicita' da sparuti gruppi di cittadini italiani'.


AVVENIRE - 17 gennaio 2008

ASSOCIAZIONI E MOVIMENTI
     «Quella violenza da condannare»

DA MILANO

La ferita è stata dolorosa, ieri è stata giornata di vivaci reazioni e di solidarietà con Benedetto XVI da parte della società civile cattolica, addolorata dalle circostanze che hanno indotto il Papa a rinunciare alla visita alla Sapienza.
«È una sconfitta della laicità in nome di un anticlericalismo miope e, come sempre, approssimativo e ignorante». La Comunità di Sant’Egidio ha parlato di grande tristezza. Per il portavoce Mario Marazziti la vicenda ha rappresentato «una brutta pagina, da chiudere in fretta sotto il segno della tolleranza e del superamento di ogni strumentale estremismo ideologico, che rischia di mettere in angolo le grandi tradizioni religiose, umanistiche, culturali e democratiche dell’Italia». Si tratta, secondo Marazziti, di «una pagina triste e irresponsabile, con l’aggravante che è stata fondata su una lettura ignorante e travisata del pensiero del cardinale Ratzinger, a cui sono state attribuite anche affermazioni virgolettate completamente erronee». Per il portavoce della comunità, «è surreale che solo le opinioni del Papa vengano scrutinate come biglietto di accesso in una istituzione culturale che dalla sua visita trae solo onore, e nella sua città. La prassi della provocazione e dei diritti di veto di piccole minoranze aggressive ed estremiste sta rendendo irrespirabile la vita quotidiana in un paese come l’Italia e in una città come Roma».
Solidarietà anche dal Movimento dei Focolari a Benedetto XVI per la sua mancata partecipazione all’inaugurazione dell’anno accademico.
«Noi, come tanti altri, ci rammarichiamo anche perché il Pontefice è un professore universitario, oltre che una figura spirituale, morale e culturale di autorevolezza unica nel mondo». Il Movimento dei Focolari ha confermato «il suo rinnovato impegno, con il Papa, perché, nonostante le incomprensioni di alcuni, il mondo cattolico continui ad offrirsi alla società italiana, in particolare alla sua componente scientifica ed accademica, in un dialogo rispettoso e fecondo che operi concretamente, tutte insieme le forze positive e vitali, per il bene del nostro Paese.
Per il presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo Salvatore Martinez «è inammissibile che in uno Stato di diritto come l’Italia, proprio il primario diritto alla conoscenza e al libero confronto di idee sia stato negato in nome della laicità da sparuti gruppi di cittadini italiani che più opportunamente, in luogo di accademici, occorrerebbe ribattezzare 'ideologi anticlericali'. Se poi ad essere colpito è un uomo di pace, di dialogo, di pensiero; un accademico tra i più ricercati, ammirati, ascoltati del Novecento a cui la Provvidenza ha assegnato il compito di guidare oltre un miliardo di cattolici nel mondo, allora il dolore si fa anche smarrimento della coscienza».
Solidale con il Pontefice «per un gesto di estrema gravità» anche la Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia attraverso il presidente Gabriele Brunini. Mentre Coldiretti ha ascritto i fatti «nella strisciante ventata anticattolica che da tempo, punta all’erosione della storia e dell’opera del Cattolicesimo in Italia e in Europa. Basti pensare al mancato inserimento dell’identità e delle radici cristiane nella Costituzione Europea. Solo nel dialogo e nel rispetto reciproco si procede alla ricerca della verità e alla costruzione della vera democrazia».
Vivere In, associazione internazionale di diritto pontificio ha ribadito in una nota «la vergogna tutta italiana aggravata dal fatto che Joseph Ratzinger è un Professore che, prescindendo dalla sua cultura, stimiamo per la sua umanità. Appare e si comporta come uomo libero, tollerante, deciso e soprattutto chiaro. Fino a questo momento, come Capo della Chiesa Cattolica, ha parlato con coerenza estrema».
Molto gli interventi delle realtà associative impegnate nel mondo della comunicazione. L’Ucsi, l’unione professionale dei giornalisti cattolici ha denunciato la violenza «di esigue minoranze, violenza, di un laicismo senza radici, violenza di un antagonismo super pubblicizzato: Benedetto XVI è vittima di questa violenza. La mancata visita del Papa alla Sapienza di Roma non è solo la sconfitta dell’università italiana e dunque della cultura istituzionale, ma rischia di essere anche la sconfitta di un sistema democratico basato sul dialogo che, non annullando le differenze, arricchisce la vita di tutti». Per l’Ucsi dalla vicenda arriva una lezione anche per i media. «Oggi più che mai occorre essere costruttori coraggiosi, in tutte le culture e con tutte le sensibilità, più che pseudo-rivoluzionari pateticamente fuori dalla storia».
Indignazione, dolore e preoccupazione sono stati espressi da Franco Mugerli, presidente del Copercom, il coordinamento di 25 associazioni per la comunicazione con oltre due milioni di aderenti.
«Si vuole censurare il Papa per mettere a tacere tutta la Chiesa. Mai si era impedito al Papa di parlare nei suoi viaggi in tutto il mondo. È gravissimo che ciò sia accaduto per la prima volta a Roma e che né l’Università né lo Stato italiano abbiano saputo garantire libertà di parola a una delle voci più appassionate dell’uomo e al suo inesausto richiamo ad allargare la ragione da cui dipende la scienza e il futuro della nostra convivenza e civiltà. Quanto è accaduto al Papa potrà accadere ad ognuno di noi».
Di clima ostile alla Chiesa e alla religione cattolica, alimentato dai media ed in particolare dalla tv ha parlato anche Luca Borgomeo, presidente dell’associazione di telespettatori Aiart. «La vicenda è stata ingigantita ad arte da molti mass media. Tale vicenda non può che indignare e far riflettere sul grave declino culturale e morale del Paese. Da tempo l’Aiart denuncia questa deriva anticattolica di tanti programmi televisivi e dei loro ricorrenti servizi tendenti a screditare la Chiesa, con informazioni mirate e parziali, con satire, se non con l’insulto e il dileggio, con spettacoli offensivi dei sentimenti religiosi di milioni di italiani ». (P. Lam.)
Sant’Egidio: «Sconfitta la laicità». I Focolari: «Nonostante tutto avanti con il dialogo» Rinnovamento nello Spirito: «Smarrimento delle coscienze» Coldiretti: «Strisciante ventata anticattolica» Le Misericordie: «Un gesto di estrema gravità». L’Ucsi: «Pseudo-rivoluzionari fuori dalla storia»


SIR – 17 gennaio 2008

IL PAPA E LA SAPIENZA: IL RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO DOMENICA A SAN PIETRO

Ci sarà anche il Rinnovamento nello Spirito Santo (Rns) domenica prossima, in piazza San Pietro per l’Angelus, ad esprimere solidarietà al Papa dopo i fatti legati all’annullamento della sua visita all’università “La Sapienza”. E’ lo stesso presidente del Rns, Salvatore Martinez ad annunciarlo: “accogliamo con senso di responsabilità l’invito del cardinale vicario di Roma Camillo Ruini ad affollare piazza S. Pietro per fare sentire al Pontefice la nostra unità di pensiero, di volontà, di condotta”. “In queste ore – afferma Martinez - chiediamo ai nostri gruppi e comunità (1900 per un totale di 200 mila aderenti) di intensificare la realizzazione di ‘Roveti Ardenti’ di preghiera, cui invitare amici, parenti, membri di altri movimenti e comunità. L’intenzione che farà da sfondo alla adorazione eucaristica sarà la riparazione per questo gesto che umilia la Chiesa e il Pontefice; al contempo l’invocazione dello Spirito Santo, perché trasformi questa triste circostanza in un’occasione propizia per risvegliare la fede e la testimonianza dei cattolici in Italia”. In merito ai fatti de La Sapienza, Martinez aveva detto di ritenere “inammissibile che in uno Stato di diritto come l’Italia, proprio il primario diritto alla conoscenza e al libero confronto di idee sia stato negato in nome della laicità da sparuti gruppi di cittadini italiani”.


La Gazzetta del Mezzogiorno – 17 gennaio 2008

LA STAMPA MONDIALE: SHIAFFO AI LAICI
     E RUINI CHIAMA A RACCOLTA I CATTOLICI

BERLINO. La stampa internazionale, compresa quella tedesca, trova senza precedenti la rinuncia alla visita di Benedetto XVI, che oggi doveva inaugurare l’anno accademico alla Sapienza, ma martedì ha disdetto la visita per le proteste di studenti e professori dell’Ateneo romano, con 140 mila iscritti e 4500 docenti il più grande d’Europa .
Il Papa ha ceduto alle pressioni – scrive il quotidiano conservatore tedesco «Die Welt» – e manderà il discorso per posta. Uno schiaffo che l’Italia laica in questo modo non aveva ancora mai ricevuto».
«Benedetto XVI e l’Italia, un deplorevole malinteso», commento il quotidiano cattolico francese «La Croix», per il quale si deve probabilmente vedere in questa vicenda l’influenza dell’entourage molto italiano di Benedetto XVI, che non esita a coinvolgere il Vaticano nell’attualità del paese. E dire che il riavvicinamento fra scienza e fede è proprio uno dei suoi temi prediletti».
«Non si tratta naturalmente di Galileo – scrive il quotidiano progressista tedesco “Sueddeutsche Zeitung” – in realtà i critici della Chiesa nell’Italia moderna da tempo sono in difficoltà davanti alla sua offensiva per portare nella società i valori cristiani, secondo l’interpretazione cattolica. Anche se si può discutere in una società libera su dove corrono i confini della intromissione illecita della Chiesa nello Stato, la cacciata di Benedetto dall’università non rientra nello scontro di opinioni, bensì è segno di insicurezza e debolezza».
«La polemica è senza precedenti in un Paese dove le critiche alla Chiesa cattolica sono di solito in sordina» scrive il britannico «Guardian », l’unico in Gb a dedicare ampio spazio al Papa alla Sapienza nella sua edizione cartacea.
Solo la stampa spagnola riferisce con ampio spazio, nelle pagine interne, sulla vicenda della rinuncia del papa ad andare a fare il suo discorso all’università La Sapienza.«Le proteste obbligano il papa a cancellare la sua visita» titola il progressista El Pais. Intanto il Cardinale vicario Camillo Ruini ha invitato ieri tutti i fedeli e i cittadini romani ad una manifestazione riparatoria e di solidarietà con Benedetto XVI, una sorta di «Papa-day» dopo l’«oltraggio» subito da Ratzinger ad opera dei contestatori anti-pontifici dell’Università La Sapienza. Appuntamento per le 12 di domenica in piazza San Pietro per la preghiera dell’Angelus. L’iniziativa del porporato ha già raccolto l’adesione di partiti politici, da Forza Italia ad Alleanza Nazionale, ed ha catalizzato l’entusiasmo di movimenti e organizzazioni cattoliche, tra cui quel Forum delle Famiglie, che il 12 maggio a San Giovanni radunò centinaia di migliaia di persone.
Anche se il vicariato parla sopratutto di una manifestazione di «amore e gratitudine» verso il Papa, dopo una vicenda «che colpisce dolorosamente tutta la città di Roma», è probabile che ciò si trasformi in una prova di forza della mobilitazione cattolica contro le «ristrettezze dell’ideologia», come le ha definite Ruini.
Stavolta la Chiesa non ha aspettato o voluto che fossero altri a cavalcare l’ondata dell’indignazione provocata dalla mancata visita del Papa nell’Ateno romano. Ha agito in prima persona. Nella mattinata di ieri, mentre il Papa si affacciava per l'udienza generale nell’Aula Nervi, accolto da un’ovazione degli studenti di Comunione e liberazione al grido di «libertà», Ruini ha diffuso il suo comunicato per indire il raduno di domenica. «La Chiesa di Roma – ha scritto il porporato – esprime la sua filiale e totale vicinanza al proprio vescovo, il Papa, e dà voce a quell'amore, a quella fiducia, a quell'ammirazione e gratitudine per Benedetto XVI che è nel cuore del popolo di Roma». «Per consentire a tutti di manifestare questi sentimenti – ha argomentato - invito i fedeli, ma anche tutti i romani, ad essere presenti in piazza San Pietro per la recita dell’Angelus di domenica prossima 20 gennaio. Sarà un gesto di affetto e di serenità, sarà espressione della gioia che proviamo nell’avere Benedetto XVI come nostro Vescovo e come nostro Papa».
Poi, al Tg2, il porporato ha attaccato a testa bassa i contestatori della Sapienza. «E' stata una vicenda triste e anche in fondo banale, perchè non c'era nessun motivo per ostacolare la visita del Papa», ha detto. «Gli studenti mi hanno fatto veramente tristezza – ha aggiunto – Li ho sentiti anche in televisione dopo l’annuncio, l’esultanza, e pensavo: questi giovani, purtroppo, non hanno senso della realtà e sono fermi almeno a 40 anni fa, come se adesso, nel 2008, vivessimo la stagione del '68». E così, l’iniziativa di domenica servirà anche a dimostrare, secondo Ruini, che a Roma vive «un popolo solo».
Il messaggio del cardinale vicario è stato subito recepito: «andremo all’Angelus», hanno promesso i dirigenti di An, Gasparri, la Russa e Ronchi; anche il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini si è unito all’iniziativa , come pure gli studenti di Forza Italia, e la fondazione Magna Charta; poi a pioggia sono arrivate le adesioni dell’associazionismo cattolico: da «Rinnovamento nello Spirito» a «Scienza e Vita», dal Movimento Cristiani Lavoratori al Forum delle Famiglie.


IL MANIFESTO – 17 gennaio 2008

Appello di Ruini: tutti a San Pietro
     Il cardinale incita i cattolici ad andare in piazza domenica.
     E il popolo del family day si scatena

S. MIL. - Roma

«Domenica tutti a San Pietro». Il cardinale Camillo Ruini incita il popolo cattolico a scendere in piazza in occasione dell'Angelus domenicale per esprimere solidarietà al papa dopo la «triste vicenda che colpisce dolorosamente tutta la nostra città». Un gesto di «affetto e di serenità», per esprime «la gioia che proviamo nell'avere Benedetto XVI come nostro vescovo e nostro papa». Un invito «cristiano» da parte del vicario papale che però, più passa il tempo più assume il sapore del raduno politico. Una sorta di secondo family day. Tutto il centrodestra ha già, infatti, risposto presente. Si stanno organizzando i primi pullman, si stanno stampando magliette e preparando bandiere.
Il popolo della destra è in fermento e scalpita per sfilare sotto la finestra del pontefice. Il tam tam di sms è partito, come il passaparola tra pellegrini e le scritte sui blog cattolici. I movimenti diffondono comunicati e inviti a partecipare domenica a «un gesto di solidarietà e di vicinanza» al papa. Ci sarà Casini, tra i primi a dire sì all'appello, e a seguire Gasparri, La Russa e Ronchi di An, Bondi e Cicchitto di Forza Italia. Poi a pioggia tutto l'associazionismo cattolico, da «Rinnovamento nello Spirito» a «Scienza e Vita», dal Movimento Cristiani Lavoratori al Forum delle Famiglie.
Nel frattempo il presidente della Repubblica Napolitano è al lavoro per salvare il salvabile, cercando di mettere una toppa ed evitare un pericoloso incidente diplomatico col Vaticano. Appena appresa la notizia della rinuncia alla visita alla Sapienza, dal Colle è partita una lettera indirizzata al papa per esprimere il «sincero, vivo rammarico, considerando inammissibili manifestazioni di intolleranza e preannunci offensivi che hanno determinato un clima incompatibile con le ragioni di un libero e sereno confronto». Napolitano ha richiamato inoltre i temi della conversazione telefonica dello scorso 24 dicembre con Benedetto XVI, «nell'auspicio di ogni possibile continuazione del dialogo tra l'Italia e la Santa Sede». Una lettera che, per il direttore dell'Osservatore Romano Gian Maria Vian, attenua «in parte» l'incidente.
Non si attenuano invece le polemiche, tutte politiche. Una quarantina di deputati dell'opposizione hanno presentato ieri un'interpellanza urgente al governo e al ministro degli Interni in cui si chiede se corrispondano al vero le indiscrezioni, pubblicate da alcuni giornali, secondo cui la mancata partecipazione di papa ratzinger alla Sapienza sia da addebitarsi all'impossibilità di garantire le necessarie condizioni di sicurezza all'interno e all'esterno dell'ateneo. Ma la condanna su quanto accaduto arriva anche dal centrosinistra. Con qualche piccolo (piccolissimo) distinguo. Come quello delle senatrici del Prc, Rina Gagliardi e Giovanna Cappelli, che ieri in una nota hanno espresso la loro «piena solidarietà» ai professori della Sapienza rivolgendo al papa l'invito di andare ad inauguarare l'anno accademico all'Università Cattolica.


LA STAMPA – 17 gennaio 2007

L’Adunata di Ruini: tutti a San Pietro

ROMA

Per la Sapienza è arrivato il giorno fatidico. L’inaugurazione dell’anno accademico si terrà stamattina. Alla solennità dell’evento - tocco, toga, ermellini e cattedre - farà da contraltare la mestizia della clamorosa assenza del Papa, il cui discorso verrà letto dal rettore Renato Guarini e poi distribuito agli astanti. Fuori, davanti alla facoltà di lettere (30 metri di distanza) gli studenti dei collettivi protesteranno all’indirizzo di Walter Veltroni e del ministro Fabio Mussi, entrambi presenti all’evento. La cerimonia avviene all’indomani di una giornata febbrile, durante la quale la Chiesa ha chiamato alla mobilitazione generale. In mattinata il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone ha formalizzato la scelta del papa attraverso una lettera al rettore: il Pontefice - dice il primo ministro vaticano - aveva «accolto volentieri l’invito» a visitare la Sapienza, «per offrire un segno dell’affetto e della considerazione che nutre verso» tale istituzione «illustre». Ma «purtroppo sono venuti meno» «per iniziativa di un gruppo decisamente minoritario di Professori e alunni, i presupposti per un’accoglienza dignitosa e tranquilla» e il Vaticano ha «giudicato opportuno soprassedere alla visita per togliere ogni pretesto a manifestazioni che si sarebbero rivelate incresciose per tutti». Alla lettera il cardinale allega il discorso che Benedetto XVI aveva preparato e che contiene messaggi assai forti: «la fede non si impone con l’autorità», «l’università è di per sé laica». Durante l’udienza del mercoledì in sala Nervi, il Papa non ha accennato a questa controversia, ma Comunione e liberazione, cartelli e striscioni inalberati, l’ha accolto al grido di «libertà, libertà» e «La Sapienza è con te». La folla si è subito scaldata. Il vicario di Roma, Camillo Ruini, invece, è andato oltre e ha organizzato un’iniziativa di «riparazione». In una nota il cardinale - che a nome della diocesi di Roma esprime «filiale e totale vicinanza al proprio vescovo» - invita «tutti i fedeli, ma anche tutti i romani a manifestare i propri sentimenti» partecipando domenica prossima in Piazza San Pietro alla recita dell’Angelus. I politici di centrodestra hanno gareggiato a chi potesse aderire per primo a questo appello. An ha battuto tutti sui tempi: già l’altro ieri si era proposta per un sit-in a San Pietro e con personalità di primo piano, da Fini a La Russa, da Matteoli a Ronchi. Ma ieri l’iniziativa del cardinale ha raccolto anche la disponibilità dell’Udc, espressa da Pierferdinando Casini, e di molti esponenti di Forza Italia, a cominciare da Bonaiuti e Scajola. E poi, a seguire, mille altre adesioni: gli studenti di Forza Italia e An, la fondazione Magna Charta, le grandi organizzazioni dell’associazionismo cattolico: da «Rinnovamento nello Spirito» a «Scienza e Vita», dal Movimento Cristiano dei Lavoratori al Forum delle Famiglie, dai Focolarini, a Cl, a Sant’Egidio, eccetera. Una sorta di «Papa pride», insomma, dopo lo schiaffo della Sapienza. In un impeto di zelo, l’ex ministro di An Maurizio Gasparri ha voluto prendere le distanze dal nemico e, sul suo sito Internet, ha riportato la lista nera dei 67 professori che hanno firmato la petizione critica sulla visita del Papa. Il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, che pure ha parlato di «gravissimo atto di intolleranza» ha comunque tentato di sopire i toni più accesi: «La decisione del Papa di non andare alla Sapienza - ha detto - è all’insegna di un desiderio di non acuire tensioni che non fanno bene a nessuno». Sul piano istituzionale è stato il Quirinale a muoversi per ricucire lo strappo con Oltretevere. La lettera «personale» inviata l’altra sera dal Capo dello Stato al Pontefice, è stata divulgata per stralci dalla sala stampa vaticana. Napolitano parla di «sincero e vivo rammarico» per le «inammissibili manifestazioni di intolleranza» che hanno costretto il Papa a rinunciare alla visita, e sottolinea come l’intervento pontificio «avrebbe offerto una preziosa opportunità di riflessione su temi di grande rilevanza per la società italiana come per tutte le società». La missiva viene definita dal direttore dell’Osservatore Romano, Gian Maria Vian, come «un gesto sincero e nobile che attenua in parte l’incidente».


CORRIERE DELLA SERA – 17 gennaio 2008

Papa, il discorso mancato «Non impongo la fede»

Ecco cosa avrebbe detto alla Sapienza: la ragione deve cercare la verità. L' appello: domenica tutti a San Pietro. Napolitano: no all' intolleranza Ratzinger ha fatto pubblicare il discorso che avrebbe dovuto tenere oggi all' Università La Sapienza

CITTÀ DEL VATICANO - Il Papa ha fatto pubblicare il discorso che avrebbe dovuto tenere oggi alla Sapienza: in esso parla in positivo di «università laica» e afferma che non è suo compito «cercare di imporre ad altri in modo autoritario la fede». Gli arrivano intanto parole di solidarietà da ogni ambiente e da tutte le autorità, a partire dal presidente Napolitano che definisce «inammissibile» l' intolleranza dei contestatori. Il cardinale Camillo Ruini, vicario di Roma, invita i cattolici e i romani ad affollare domenica piazza San Pietro al momento dell' «angelus» per una manifestazione di «amore e gratitudine». Alcuni stralci della lettera di Napolitano al Papa sono stati pubblicati dalla Sala Stampa vaticana. Il presidente confida di aver appreso la notizia della cancellazione della visita «con sincero, vivo rammarico» e considera «inammissibili» le «manifestazioni di intolleranza» e i «preannunci offensivi che hanno determinato un clima incompatibile con le ragioni di un libero e sereno confronto». L' «Osservatore romano» ha scritto che quello di Napolitano è «un gesto sincero e nobile che attenua in parte l' incidente», la cui «gravità» è «senza precedenti nella storia della Repubblica italiana». Nel suo discorso - che verrà letto oggi alla Sapienza al termine della cerimonia di inaugurazione dell' anno accademico - il Papa ricorda che quell' università «era un tempo l' università del Papa, ma oggi è un' università laica» dotata di piena «autonomia» e come ogni vera università «deve essere legata esclusivamente all' autorità della verità». Il Papa teologo insiste sulla «ragionevolezza» del cristianesimo: «La verità ci rende buoni, e la bontà è vera: è questo l' ottimismo che vive nella fede cristiana». Cita Habermas, Rawls, Socrate, Aristotele. Argomenta che nella storia cristiana ci sono errori ma c' è anche un apporto di verità utile alla convivenza umana: «Varie cose dette da teologi nel corso della storia, o anche tradotte nella pratica dalle autorità ecclesiali, sono state dimostrate false dalla storia e oggi ci confondono. Ma allo stesso tempo è vero che la storia dei santi, la storia dell' umanesimo cresciuto sulla basa della fede cristiana dimostra la verità di questa fede nel suo nucleo essenziale, rendendola con ciò anche un' istanza per la ragione pubblica». La conclusione è un invito a fare in modo che la filosofia non «degradi in positivismo» e non si rinchiuda in una «razionalità secolaristicamente indurita», facendosi «sorda» nei confronti del «messaggio» cristiano, perché in tal modo essa «inaridisce come un albero le cui radici non raggiungono più le acque che gli danno vita». Il Vaticano ha pure pubblicato il messaggio con cui il cardinale Bertone invia il testo del Papa al Rettore della Sapienza. Vi si afferma che «purtroppo» dopo l' accettazione dell' invito da parte del Papa sono venuti meno - «per iniziativa di un gruppo decisamente minoritario di professori e alunni» - i «presupposti per una accoglienza dignitosa e tranquilla» e Benedetto XVI ha «giudicato opportuno soprassedere alla visita per togliere ogni pretesto a manifestazioni che si sarebbero rivelate incresciose per tutti». Infine la chiamata di Ruini a San Pietro per domenica a mezzogiorno. «Invito i fedeli ma anche tutti i romani», dice il cardinale nel suo comunicato, a compiere - con la presenza in piazza - «un gesto di affetto e di serenità» che «sarà espressione della gioia che proviamo nell' avere Benedetto XVI come nostro vescovo e come nostro Papa». Il messaggio del cardinale vicario ha trovato subito l' adesione di associazioni e movimenti cattolici, partiti politici, amministrazioni locali. La Regione Lombardia ha annunciato che domenica in piazza San Pietro ci sarà una propria delegazione con il gonfalone. «Andremo all' angelus» hanno promesso i dirigenti di An Gasparri, La Russa e Ronchi. Lo stesso ha dichiarato il leader dell' Udc Pier Ferdinando Casini, come pure gli studenti di Forza Italia, vari esponenti di questo partito e la fondazione Magna Charta. Dal mondo cattolico hanno promesso la loro presenza Azione cattolica, Agesci, «Rinnovamento nello Spirito», Focolari, Sant' Egidio, «Scienza e Vita», il Movimento Cristiani Lavoratori, il Forum delle Famiglie, Comunione e Liberazione. Gruppi di CL erano già stamattina all' udienza generale nell' Aula Paolo VI. Alzavano striscioni con la scritta «Gli universitari con il Papa» e gridavano «libertà, libertà». Agli applausi il Papa ha reagito così: «Grazie per la vostra presenza e per la vostra simpatia. Allora andiamo avanti insieme». Luigi Accattoli


IL VELINO – 18 gennaio 2008

Tutto pronto per il "Giubileo dei politici"

Assolutamente da non perdere Roma, 18 GEN - "'Non ci facciamo zittire'. Da Comunione e Liberazione agli Scout - racconta LA STAMPA - dall'Azione Cattolica ai Focolarini, da singoli fedeli a interi gruppi e parrocchie. I 67 docenti firmatari dell'appello 'no-Pope' hanno sbarrato a Ratzinger le porte della 'Sapienza', ma domenica trasformeranno piazza San Pietro in un nuovo Giubileo. La manifestazione riparatoria e di solidarieta' con Benedetto XVI lanciata dal cardinale vicario, Camillo Ruini, riunira' all'Angelus le mille anime del cattolicesimo italiano. 'Sara' un'occasione di preghiera, non un comizio - afferma Ruini - una grandissima partecipazione, composta e gioiosa, in risposta alla minoranza chiassosa che ha festeggiato l'annullamento della visita del Pontefice all'universita'. La mobilitazione pro-Ratzinger batte in consensi persino la Marcia della Pace Perugia-Assisi e il Family day, mettendo d'accordo 'cattolici adulti' (Rosy Bindi sara' 'a San Pietro come ogni domenica'), teodem (Binetti, Carra) e teocon (Cossiga, Volonte'). E il vicepremier Francesco Rutelli annuncia: 'Ci saro' da credente e da cittadino romano'. Intanto Forza Italia invia sms per convocare i suoi iscritti, An sfilera' senza insegne di partito, mentre movimenti e organizzazioni, dalle Acli a Cl, preparano pullman in tutta Italia. Il 'Forum delle Famiglie', che a San Giovanni raduno' centinaia di migliaia di persone contro i Dico, schiera le proprie legioni: dai Focolarini a 'Rinnovamento nello Spirito', da 'Scienza e Vita' al Movimento Cristiani Lavoratori. Il tam tam dei blog cattolici chiama a raccolta migliaia di sigle, incassando adesioni oltre i consueti recinti ecclesiali, dalla Confcooperative alla fondazione 'Magna Carta', dalla Cisl ai Laici del Movimento di Don Orione, dai giovani della 'Comunita' Missionaria' a decine di parlamentari (Pd con Lusetti e altri venti deputati, FI con Scajola e Sanza, Udc con Casini, Cesa e Buttiglione). E decine di gonfaloni di regioni, province e comuni. L'ex capo dello Stato, Francesco Cossiga, e' categorico: 'Io, teocon e "cattolico infante", saro' presente e invito i giovani dei movimenti cattolici e di An a organizzare ronde anche armate di bastoni per impedire l'accesso, o cacciare se si presentano, gli ipocriti "cattolico adulti e democratici" Bindi e Lusetti'. La controffensiva del 'Pope day' ha uno slogan ('La preghiera e' la migliore risposta') e il passaparola tra pellegrini si affianca ai comunicati e agli inviti a compiere 'un gesto di solidarieta' e di vicinanza al Santo Padre'. Il quotidiano Cei 'Avvenire' e gli altri media cattolici rilanciano il messaggio: 'Il Papa non interrompe la comunicazione, il suo silenzio diventa parola'. Il cardinale Giovanni Battista Re, ministro vaticano per i Vescovi, prevede che 'domenica si misurera' la distanza tra i moltissimi che solidarizzano con il Pontefice e i 67 firmatari' della lettera contro la visita. 'Se pensavano di far tacere una voce spirituale - sostiene Re -, domenica avranno migliaia di ragioni per ricredersi'. E Ruini assicura: 'Tutto avra' il tono classico dell'Angelus di ascolto della parola del Papa, di preghiera, e anche espressione del desiderio che ha la nostra gente di sentire, di ascoltare il Papa, di vederlo, di essere con lui'. Nessun 'uso politico', dunque: 'Se qualcuno vorra' interpretare l'appuntamento in altro modo lo interpretera' in maniera sbagliata'".


AGI – 18 gennaio 2008

PAPA: MOVIMENTI E ASSOCIAZIONI CON RUINI IN PIAZZA SAN PIETRO

Dopo l'Azione Cattolica, Comunione e Liberazione e l'Associazione 'Scienza e Vita', hanno aderito all'invito del card. Ruini a manifestare domenica 'vicinanza e affetto' a Benedetto XVI anche le Acli, Rinnovamento nello Spirito, i laici di Don Orione e gli universitari cattolici della Fuci, i quali con la loro presenza intendono ribadire il loro impegno affinche' 'l'Universita' sia sempre di piu' luogo di crescita della persona umana e della formazione di coscienze in ricerca della verita''. 'La Fuci - afferma una nota - non si rassegna ad una Universita' mortificata e ferita dall'intolleranza, dalla scorrettezza intellettuale e dalla violenza, verbale e fisica, di pochi ma continua, nella riflessione e nell'azione, ad operare in essa nonostante tutte le difficolta', con la forza mite della fede amica dell'intelligenza'. Presentando l'appuntamento, Radio Vaticana ha intervistato Savino Pezzotta, leader del cartello 'reteinopera' cui fanno capo diverse associazioni cattoliche.
'Vado in piazza come italiano per riscattare - ha spiegato l'ex segretario Cisl - quello che e' successo alla Sapienza: per dire che gli italiani non sono cosi', gli italiani hanno una venerazione, un'attenzione al Papa e hanno rispetto per la liberta', per la laicita', per la possibilita' di tutti di parlare'. Secondo Pezzotta, 'c'e' un legame tra il Papa e l'Italia che nessuno riuscira' a rompere, un legame indissolubile tra il Pontefice, indipendentemente dalla sua nazionalita', e il nostro Paese. Andare in piazza all'Angelus domenica significa dire - ha concluso - che abbiamo bisogno di una ricomposizione dell'identita' nazionale e questa non puo' fare a meno di guardare con attenzione a una figura come quella del Pontefice'.


ANSA – 18 gennaio 2008

PAPA:ANGELUS;MOVIMENTI E PARROCCHIE DOMENICA A RACCOLTA
     MOBILITAZIONE DI MASSA PER RISPONDERE ALL'APPELLO DEL CARD.RUINI

di Fausto Gasparroni

Assume di ora in ora, nel mondo cattolico, i caratteri di una vera mobilitazione di massa l'appuntamento dell'Angelus di domenica prossima - dopo la chiamata a raccolta lanciata dal cardinale vicario Camillo Ruini - per manifestare vicinanza e solidarieta' a Benedetto XVI in seguito all'affronto' subito alla 'Sapienza'.
Nessuno, ne' in Vicariato ne' tanto meno in Vaticano, si azzarda a fare previsioni, ma non saranno meno di centomila, forse molte di piu', le persone che si raduneranno in Piazza San Pietro per la preghiera di mezzogiorno con il Papa, e soprattutto per un segno tangibile di reazione del 'popolo di Dio' a un evento, quello dell'ateneo romano, vissuto con un grave atto di intolleranza nei confronti del Pontefice, spinto dalle contestazioni a rinunciare alla visita.
Movimenti ecclesiali, associazioni cattoliche, organizzazioni laicali, parrocchie, comunita' diocesane, singoli fedeli - a parte la folla dei politici di entrambi gli schieramenti che hanno annunciato la loro presenza - si stanno organizzando per una partecipazione massiccia, non solo da Roma ma da tutt'Italia, come collettiva e visibile espressione di 'affetto e gratitudine' verso papa Ratzinger e il suo 'magistero'.
In piazza ci saranno Comunione e Liberazione (i cui studenti alla cerimonia di ieri alla 'Sapienza' si sono presentati imbavagliati), Rinnovamento nello Spirito, l'Azione Cattolica, i Focolari, il Movimento Cristiano dei Lavoratori, Pax Christi, la Comunita' di Sant'Egidio, il Forum delle Associazioni familiari, la Fuci, il Centro Sportivo Italiano, l'associazione Scienza & Vita, gli studenti dell'Opus Dei, e tante altre formazioni, anhe con striscioni per inneggiare al Pontefice.
Le Acli hanno annunciato la presenza a Piazza San Pietro delle proprie strutture provinciali di Roma, mentre il presidente nazionale Andrea Oliviero sostiene che 'occorre approfittare di ogni occasione per ricucire il filo di un dialogo interrotto'. Gruppi di Cl e di altri movimenti giungeranno con i pullman da varie regioni, da Nord, Centro e Sud Italia.
Per questa sorta di 'Papa-day' anche diocesi e parrocchie si sono gia' mobilitate. Numerose curie vescovili hanno esortato i propri fedeli che possono farlo a raggiungere Roma domenica, o in alternativa ad unirsi alla preghiera mariana di mezzogiorno.
Le comunita' parrocchiane, soprattutto romane, sono in fermento, anche se ogni fedele e' stato lasciato libero di scegliere se unirsi alla moltitudine festante di Piazza San Pietro.
'Vado in piazza come italiano - ha chiosato Savino Pezzotta, co-fondatore di 'Retinopera', cartello di coordinamento dell'associazionismo cattolico, ai microfoni della Radio Vaticana - per riscattare quello che e' successo in questi giorni perche' non rappresenta solo un'offesa a me come cattolico ma anche a me come italiano, perche' si e' messo in cattiva luce il mio Paese e la sua cultura e non si e' tenuto conto di milioni di persone che hanno un certo sentire, una certa attenzione'.
Secondo Pezzotta, gia' tra i portavoce del 'Family Day' del 12 maggio scorso, partecipare all'Angelus domenica 'significa andare per dire che abbiamo bisogno di una ricomposizione dell'identita' nazionale e l'identita' nazionale non puo' fare a meno di guardare con attenzione a una figura come quella del Pontefice'.


IL RIFORMISTA – 18 gennaio 2008

Domenica in piazza per il Papa-Day

«È un momento di preghiera». «Non è un comizio». «Un appuntamento che per sua natura non può essere scambiato per alcun tipo di manifestazione politica». Un’occasione per offrire «affetto e serenità» al Papa. Così, quest’oggi, il cardinale Camillo Ruini spiega sulle colonne dell’Osservatore Romano il senso della convocazione dei cattolici in piazza San Pietro domenica, in occasione dell’Angelus che ha luogo tre giorni dopo la rinuncia del Pontefice a recarsi all’inaugurazione dell’anno accademico alla Sapienza.
Che l’Angelus di domenica non sarà una manifestazione politica è quanto si tiene a rimarcare non soltanto nel Vicariato di Roma (promotore dell’iniziativa) ma pure nelle sedi dei principali movimenti ecclesiali e associazioni cattoliche che hanno deciso, in massa, di essere presenti domenica. Ed è quanto è stato richiesto anche ai politici di turno che hanno annunciato la loro presenza.
Saranno in tanti, i politici in piazza, soprattutto, naturalmente, del centro destra. Tra questi spiccano i nomi di diversi esponenti di Forza Italia, a cominciare da Bondi e Cicchitto che dice: «Sarò presente da laico». Poi Cesa e Casini e, ancora, diversi esponenti di An. Tra questi, Gasparri, che chiede che dal sagrato si levi al cielo un solo grido: «Libertà!». Tutti i politici sono stati richiamati a lasciare a casa bandiere e insegne di partito perché - lo ha detto Ruini - all’Angelus si va a pregare, non a fare propaganda. Insieme a quella di diversi esponenti dell’opposizione, si segnala anche la presenza della “stella d’oltre il Tevere” (è rimasta tale, nonostante le recenti difficoltà, fin dai tempi dei Dico) Clemente Mastella che rende noto: è «mia intenzione esprimere solidarietà a questo straordinario, eccezionale Pontefice, vittima di un laicismo esasperato». Ma anche quella del vicepremier Francesco Rutelli: «Sarò a San Pietro da credente e da cittadino romano».
In piazza arriverà pure Savino Pezzotta, ieri a Roma anche per dare ufficialmente il via alla “rinascita” di Retinopera, l’associazione nazionale che raccoglie al suo interno, con la benedizione della Conferenza episcopale italiana, i principali esponenti dei movimenti ecclesiali e dell’associazionismo cattolico con l’obiettivo di porsi quale luogo di elaborazione culturale, proposta sociale, confronto politico e mobilitazione pubblica.
Confronto che - dice Pezzotta al Riformista - «vorrei che nei prossimi mesi si concretizzasse in un grande convegno dedicato alla laicità». Pezzotta aderisce all’appello di Ruini perché la rinuncia del Papa di recarsi alla Sapienza «è uno scandalo per l’Italia intera, mica soltanto per i cattolici». «Tra l’altro - dice - se in università al posto del Papa fosse stato invitato il Dalai Lama, nessuno avrebbe avuto niente da dire. E mi domando se sia possibile che in Italia accadano certe cose».
Se Retinopera è il “braccio” sociale e politico benedetto dalla Cei, il Forum delle Famiglie e Scienza & Vita ne sono invece l’espressione più impegnata nella battaglia sui valori considerati “non negoziabili”. Anche rappresentanti di queste due associazioni, domenica, caleranno in piazza San Pietro. «Saremo tantissimi - dice Mimmo delle Foglie, portavoce di Scienza & Vita - anche se, ovviamente, non si è potuta mettere in campo la macchina organizzativa che fu del Family Day».
Il 12 maggio scorso furono senz’altro i neocatecumenali e gli appartenenti al Rinnovamento nello Spirito i manifestanti più chiassosi e folkloristici: «Osanna eh, osanna eh, osanna Cristo Signor», cantata a squarciagola da Kiko Arguello, riecheggiò per i mesi a venire nella testa dei presenti. E qualcosa di simile, visto anche il numero considerevole di neocatecumenali e di aderenti al Rinnovamento presenti a Roma, dovrebbe capitare anche domenica mattina a San Pietro. Ovviamente, non mancheranno i ciellini i quali, è molto probabile, si attesteranno invece su un meno clericale e più mascolino grido «Libertà! Libertà!». Ad oggi ancora non si sa nulla della partecipazione dei Papaboys. Ma è difficile pensare che non ci possano essere. La stessa cosa vale per i focolarini e per l’Azione Cattolica la quale, per la verità, domenica sarà a Genova per il già precedentemente programmato Consiglio nazionale. Bisogna poi ricordare che l’evento di domenica cade nel giorno in cui il Vicariato di Roma aveva già convocato a Roma le scuole cattoliche. Se si contano anche le parrocchie mobilitate sul territorio, non è difficile prevedere una piazza stracolma, chissà, magari fino a comprendere parte di via della Conciliazione.
Ruini e Bertone, due giorni fa, convennero assieme sulla necessità di suggerire al Pontefice di non andare alla Sapienza. Ma la convocazione di domenica è tutta del cardinale vicario convinto che, all’onta della mancata visita, occorra in tutti i modi riparare.


LA STAMPA – 18 gennaio 2008

I politici si precipitano al “giubileo” di domenica

“Non ci facciamo zittire”. Da Comunione e Liberazione agli Scout, dall’Azione Cattolica ai Focolarini, da singoli fedeli a interi gruppi e parrocchie. I 67 docenti firmatari dell’appello “no-Pope” hanno sbarrato a Ratzinger le porte della “Sapienza”, ma domenica trasformeranno piazza San Pietro in un nuovo Giubileo. La manifestazione riparatoria e di solidarietà con Benedetto XVI lanciata dal cardinale vicario, Camilllo Ruini, riunirà all’Angelus le mille anime del cattolicesimo italiano. “Sarà un’occasione di preghiera, non un comizio – afferma Ruini – una grandissima partecipazione, composta e gioiosa, in risposta alla minoranza chiassosa che ha festeggiato l’annullamento della visita del Pontefice all’università”.
La mobilitazione pro-Ratzinger batte in consensi persino la Marcia della Pace Perugina-Assisi e il Family Day, mettendo d’accordo “cattolici adulti” (Rosy Bindi sarà a “San Pietro come ogni domenica”), teodem (Binetti, Carra) e teocon (Cossiga, Volontè). E il vicepremier Francesco Rutelli annuncia: “Ci sarò da credente e da cittadino romano”. Intanto Forza Italia invia sms per convocare i suoi iscritti, AN sfilerà senza insegne di partito, mentre movimenti e organizzazioni, dalle Acli a Cl, preparano pullman in tutta Italia. Il “Forum delle Famiglie”, che a San Giovanni radunò centinaia di migliaia di persone contro i Dico, schiera le proprie legioni: dai Focolarini a “Rinnovamento nello Spirito”, da “Scienza e Vita” al Movimento Cristiani Lavoratori. Il tam tam dei blog cattolici chiama a raccolta migliaia di sigle, incassando adesioni oltre i consueti recinti ecclesiali, dalla Confcooperative alla fondazione “Magna Carta”, dalla Cisl ai Laici del Movimento di Don Orione, dai giovani della “Comunità Missionaria” a decine di parlamentari (Pd con Lusetti e altri venti deputati, FI con Scajola e Sanza, Udc con Casini, Cesa e Bottiglione). E decine di gonfaloni di regioni, province e comuni.
L’ex capo dello Stato, Francesco Cossiga, è categorico: “Io, teocon e ‘cattolico infante’, sarò presente e invito i giovani dei movimenti cattolici e di An a organizzare ronde anche armate di bastoni per impedire l’accesso, o cacciare se si presentano, gli ipocriti ‘cattolici adulti e democratici’ Bindi e Lusetti”. La controffensiva del “Pope day” ha uno slogan (La preghiera è la migliore risposta) e il passa-parola tra pellegrini si affianca ai comunicati e agli inviti a compiere “un gesto di solidarietà e di vicinanza al Santo Padre”. Il quotidiano Cei “Avvenire” e gli altri media cattolici rilanciano il messaggio: “Il Papa non interrompe la comunicazione, il suo silenzio diventa parola”.
Il cardinale Giovanni Battista Re, ministro vaticano per i Vescovi, prevede che “domenica si misurerà la distanza tra i moltissimi che solidarizzano con il Pontefice e i 67 firmatari” della lettera contro la visita. “Se pensavano di far tacere una voce spirituale - sostiene Re -, domenica avranno migliaia di ragioni per ricredersi”. E Ruini assicura: “Tutto avrà il tono classico dell’Angelus di ascolto della parola del Papa, di preghiera, e anche espressione del desiderio che ha la nostra gente di sentire, di ascoltare il Papa, di vederlo, di essere con lui”. Nessun “uso politico”, dunque: “Se qualcuno vorrà interpretare l’appuntamento in altro modo lo interpreterà in maniera sbagliata”.


APCOM – 19 gennaio 2008

DOMANI POLITICI E MOVIMENTI A ANGELUS POST-SAPIENZA DI RUINI
     A piazza San Pietro anche ministri, teodem e cattodem

Non sarà un "comizio", l'Angelus che il Papa reciterà domani in piazza San Pietro, ma oltre ai tanti pellegrini che come ogni domenica accorreranno in Vaticano e alla folla di studenti e insegnanti romani che vi si recheranno per la Giornata diocesana della scuola cattolica, la piazza vaticana pullulerà di attivisti cattolici, semplici fedeli e politici di entrambi gli schieramenti chiamati dal cardinale vicario Camillo Ruini a testimoniare solidarietà a Benedetto XVI dopo l'annullamento della visita all'università La Sapienza.
Difficile fare previsioni di quante persone si riverseranno all'interno del colonnato berniniano, nell'antistante piazza Pio XII e lungo via della Conciliazione. C'è chi azzarda due o trecentomila persone. Di certo la piazza sarebbe stata comunque piena. Per l'annuale appuntamento dedicato alla scuola, infatti, saranno presenti in migliaia, dato che, come spiega il Vicariato, "le 223 scuole gestite da religiosi e religiose a Roma raccolgono oltre 40mila studenti e danno lavoro a quasi 4mila insegnanti", senza contare genitori e familiari. A questi si aggiungeranno tutti i fedeli, "ma anche tutti i romani", che Ruini ha invitato a denunciare l'imbavagliamento del Papa.
Il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, si è incaricato di spiegare che la decisione di non andare alla Sapienza è stata presa perch‚ erano venuti meno, "per iniziativa di un gruppo decisamente minoritario di Professori e di alunni", i presupposti per "un'accoglienza dignitosa e tranquilla" del Papa. Il Vaticano ha cosí deciso di togliere "ogni pretesto a manifestazioni che si sarebbero rivelate incresciose per tutti".
Il cardinale Ruini, da parte sua, ha subito lanciato l'iniziativa di piazza San Pietro. E se nel frangente delle polemiche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo aver inviato una lettera di solidarietà a Papa Ratzinger, ha auspicato che si evitassero "tensioni artificiali" ("Dopo quanto è accaduto, rompiamo subito questa catena di reazioni e controreazioni, prima ancora che cominci", ha detto a 'Repubblica'), il cardinal Ruini ha specificato che quello di domani non sarà "un comizio", ma "una preghiera". "Se qualcuno vorrà interpretare questo appuntamento in altro modo lo interpreterà in maniera del tutto sbagliata", ha detto all'Osservatore romano'.
Intanto, peró, all'Angelus di domani saranno presenti molti esponenti politici di spicco di entrambi gli schieramenti. Per il centrosinistra hanno aderito i ministri Francesco Rutelli, Rosy Bindi, Giuseppe Fioroni, Beppe Fioroni e Clemente Mastella (il premier e il ministro degli Esteri "chiedano scusa ad un capo dello Stato estero qual è il Papa cui non si è consentito esprimere la propria opinione", ha detto di recente il Guardasigilli), cosí come i parlamentari 'teodem' Paola Binetti ed Enzo Carra e i 'cattodem' Giorgio Tonini e Pierluigi Castagnetti. Dell'opposizione saranno presenti Sandro Bondi e Fabrizio Cicchitto di Forza Italia, Pier Ferdinando Casini e Lorenzo Cesa dell'Udc, Andrea Ronchi e Maurizio Gasparri di Alleanza Nazionale ("Il rettore dell'università ed il ministro Mussi non possono trincerarsi dietro frasi di circostanza", ha detto quest'ultimo), oltre ad una rappresentanza della Lega Nord.
Ci saranno anche il leader della Cisl, Raffaele Bonanni e il senatore a vita Francesco Cossiga.
A San Pietro, poi, accorreranno esponenti di quasi tutti i movimenti cattolici. Certo, sebbene sarà presente anche Savino Pezzotta, domani non ci sarà la folla del Family day dello scorso maggio. Il tempo per mobilitare un milione di persone non c'era.
E lo stesso Forum delle famiglie, protagonista di quell'evento, ha spiegato ora che molte famiglie di tutta Italia che vorrebbero esserci "non potranno, per i mille problemi della vita quotidiana, spostarsi per venire a Roma". Unica voce fuori dal coro è il movimento progressista Noi siamo chiesa, che, denunciando che l'iniziativa "si presta a evidenti strumentalizzazioni politiche", sostiene che "non ha alcun fondamento nella realtà" l'idea di un'emarginazione del Papa nella società italiana. Per il resto, Azione cattolica seguirà a distanza perch‚ è impegnata a Genova con il cardinale Angelo Bagnasco nel proprio consiglio nazionale, mentre all'Angelus saranno presenti esponenti di Neocatecumenali, Rinnovamento nello Spirito, Comunione e liberazione, Focolarini, Acli, Orionini, Fuci, comunità Giovanni XIII e anche di sigle minori come il Centro culturale Lepanto.


ANSA – 19 gennaio 2008

PAPA DAY:PIAZZA GREMITA PER L'ABBRACCIO A BENEDETTO XVI
     RUINI, FILIALE SOLIDARIETA' DOPO TRISTE VICENDA DELLA 'SAPIENZA'

di Fausto Gasparroni

Ogni previsione rappresenta un azzardo, ma non saranno meno di 150 mila - forse molte di piu' - le persone che confluiranno domani mattina in Piazza San Pietro per l'abbraccio 'riparatorio' a Benedetto XVI dopo la forzata rinuncia alla visita alla 'Sapienza'. La chiamata a raccolta lanciata dal cardinale vicario Camillo Ruini per manifestare al momento dell'Angelus vicinanza e solidarieta' al Pontefice, e il tempestoso tam-tam tra siti cattolici, diocesi, parrocchie e movimenti ecclesiali che si e' scatenato subito dopo, hanno prodotto una vera mobilitazione di massa che domani si concretizzera' in un'invasione degna dei grandi eventi giubilari promossi da papa Wojtyla.
Da Roma e da tutta Italia arriveranno in massa, anche a bordo di pullman e 'armati' di striscioni sia di affetto verso papa Ratzinger sia di rivendicazione del diritto della Chiesa a parlare nelle sedi pubbliche, i gruppi di movimenti cattolici, associazioni, organizzazioni laicali, comunita' diocesane, oltre ai singoli fedeli in ordine sparso delle parrocchie romane e agli almeno 50 mila alunni e professori che sarebbero stati comunque in piazza domani per la Giornata diocesana della scuola cattolica.
Il 'Papa day' di domani richiamera' sul sagrato vaticano una folla di politici di entrambi gli schieramenti. Ma per quanto riguarda il fronte organizzato del 'popolo di Dio', saranno in piazza in modo massiccio e visibile Comunione e Liberazione (i cui studenti alla cerimonia della 'Sapienza' si erano presentati imbavagliati), Rinnovamento nello Spirito, l'Azione Cattolica, i Focolari, il Cammino Neocatecumenale, il Movimento Cristiano dei Lavoratori, Pax Christi, la Comunita' di Sant'Egidio, il Forum delle Associazioni familiari, la Fuci, il Centro Sportivo Italiano. Quindi l'associazione Scienza & Vita, i Papaboys, i religiosi e laici di Don Orione, le Acli, gli studenti dell'Opus Dei, il comitato del pellegrinaggio Macerata-Loreto, la Gioventu' francescana d'Italia, la Comunita' Papa Giovanni XXIII, l'Associazione Genitori Scuole Cattoliche, il Centro Italiano Femminile, e tante altre formazioni.
Numerose curie vescovili hanno esortato i propri fedeli che possono farlo a raggiungere Roma, o in alternativa ad unirsi alla preghiera mariana di mezzogiorno. In varie citta', tra cui Milano, maxischermi trasmetteranno in diretta l'Angelus di Benedetto XVI da Piazza San Pietro.
Un appuntamento tra 'cuore e ragione', lo definisce il direttore dell'Osservatore Romano, Giovanni Maria Vian, nel numero del quotidiano con la data di domani. E alla domanda se sara' un Angelus come sempre, la risposta e' 'si' e no'. 'Si' - scrive Vian nel suo editoriale -, perche' come ogni settimana in Piazza San Pietro donne, uomini, fedeli o no, romani o pellegrini, si riuniranno numerosi per ascoltare le parole del Papa e per pregare con lui'. 'Ma anche no - aggiunge -, perche' questa volta all'appuntamento si aggiunge un significato speciale dopo le vicende che hanno portato alla mancata visita del vescovo di Roma alla Sapienza, la piu' antica universita' della citta', fondata da un suo predecessore e per oltre mezzo millennio universita' papale'.
Intanto il card. Ruini, principale promotore dell'evento, che domani sara' sicuramente in piazza, gia' oggi ha voluto testimoniare personalmente a Benedetto XVI la 'filiale e totale solidarieta'', i sentimenti di 'piena condivisione' dopo la 'triste vicenda' dell'ateneo romano, accompagnando in udienza dal Papa i membri dell'Almo Collegio Capranica di Roma. 'Padre Santo - ha detto -, quest'anno un tale privilegio e' particolarmente grande e a noi gradito, perche' possiamo esprimerle in maniera diretta e ravvicinata quei sentimenti di affetto per la sua persona, di filiale e totale solidarieta', di piena condivisione, che pervadono l'animo della Chiesa e della gente di Roma, come dell'intero popolo italiano, dopo la triste vicenda consumatasi nei giorni scorsi nella piu' antica Universita' di Roma'. Il cardinale vicario ha quindi concluso il suo intervento esclamando, a nome di tutti: 'Padre Santo, ci benedica tutti. Le vogliamo un grande bene'.


Il Messaggero – 19 gennaio 2008

di FRANCA GIANSOLDATI

Papa Ratzinger, domenica mattina, in via del tutto eccezionale, potrebbe fare uno strappo alla regola e recitare l’Angelus non dalla finestra del suo studio, come solitamente avviene, ma dalla Loggia della Benedizione. Quella che, per intenderci, viene utilizzata nelle grandi occasioni: all’inizio del pontificato quando si presenta al mondo non appena eletto e per la benedizione urbi et orbi di Natale e Pasqua. Non è la prima volta che la regola viene derogata. Altri pontefici in passato usarono il loggione centrale della basilica per altre circostanze. Una volta, per esempio, Papa Wojtyla decise di affacciarsi assieme al Patriarca Bartolomeo II in segno di fraternità con la Chiesa ortodossa. Stavolta il caso è particolare. Centinaia di migliaia di persone arriveranno da tutta Italia per solidarizzare con Benedetto XVI reduce dallo schiaffo della Sapienza. Quella che si profila all’orizzonte è una massiccia manifestazione d’affetto. Saranno almeno in 200 mila ma sui numeri non ci sono certezze: per l’Angelus, infatti, non occorrono biglietti e non vi sono restrizioni di sorta per entrare nella piazza. Il numero, tuttavia, viene giudicato verosimile dalla risposta all’appello di Ruini. Il calcolo è presto fatto. La piazza vaticana - vuota e senza seggiole - è capace di contenere fino ad un massimo di 100 mila persone che, sommate alla capienza di piazza Pio XII, salgono a quota 150 mila. Se verrà occupata tutta via della Conciliazione dall’inizio alla fine il numero dei manifestanti risulta di 200 mila. Una indubbia prova muscolare della capacità di mobilitazione della Chiesa. In preghiera e senza slogan sguaiati solo per fare capire all’Italia che questo mondo c’è e non vuole essere costretto al silenzio.
A Roma e a Milano ci saranno maxischermi. In queste ore in Vaticano si stanno valutando due ipotesi: se fare recitare a Benedetto XVI l’Angelus dallo studio, come qualsiasi altra domenica, evitando di caricare la giornata di particolare enfasi, oppure se spostare la recita alla Loggia centrale della basilica con lo scopo di permettere ai fedeli, anche a quelli in via della Conciliazione di vedere da lontano il pontefice. La decisione è attesa per oggi. Nei Sacri Palazzi si vuole evitare il rischio di trasformare la manifestazione in un evento dal sapore politico. Intanto la rete delle parrocchie è in movimento. Fioccano le adesioni spontanee, i parroci intasano i telefoni del Vicariato per sapere se sono previsti punti info o parcheggi, si mobilitano i gruppi di preghiera. Il grosso della gente giungerà grazie ai movimenti religiosi. Cl, la prima realtà ecclesiale a rispondere, dovrebbe convogliare a Roma almeno 20 mila membri; 4-5 mila quelli del Rinnovamento dello Spirito, altrettanti quelli dell’Opus Dei e dei Focolarini e poi i ragazzi di Sant’Egidio, dell’Azione Cattolica, le Acli, il Movimento Cristiano dei Lavoratori. «Noi da soli saremo in centomila» filtra dai neocatecumenali di Kiko Arguello. Non mancheranno gli studenti degli atenei pontifici, quelli del Laterano, della Santa Croce, dell’Urbaniana, della Gregoriana. Striscioni e palloncini, orgoglio e rosario. La piazza sarà stracolma di gente tranquilla, coi bambini per mano, i passeggini e tutto il resto. Ma tra la folla sarà difficile non notare lo stendardo del Centro Lepanto sul quale campeggia un cavaliere crociato. «E’ in atto una campagna - dice Fabio Bernabei - che cerca d’intimidire i cattolici nella illusione che essi rinuncino a testimoniare la fede nella vita pubblica».


Il Giornale – 19 gennaio 2008

Migliaia verso San Pietro per protestare contro il bavaglio al Pontefice

Caso Sapienza: dopo l’appello di Ruini, i cattolici sono in fermento per l’Angelus di domani. "Ma non farà un comizio". Il Vaticano nel mirino della Ue
Il centralino di Radio Maria è bollente: ma ieri, oltre alle consuete richieste di preghiere e di aiuto spirituale, gli ascoltatori volevano sapere dell’altro. E cioè se padre Livio Fanzaga stava organizzando qualche pullman per Roma, per l’Angelus di domani, «per essere vicini al Papa». Le telefonate sono una pioggia, anche perché il sacerdote ieri aveva indetto «una giornata di digiuno in preparazione di domenica». L’invito a fare penitenza è stato ripetuto più volte dai microfoni benedetti. E parecchi hanno pensato che all’astensione dal cibo sarebbe seguito il pellegrinaggio.
Invece no, da Radio Maria non partono pullman, non c’è tempo a sufficienza per organizzarsi. Ma domani piazza San Pietro sarà ugualmente traboccante perché all’appello del cardinale vicario Camillo Ruini non risponderanno soltanto i cattolici di Roma. Sarà una mobilitazione massiccia, che coinvolge i movimenti, le associazioni, le parrocchie, ma anche tanta gente che non aderisce ai vari gruppi e semplicemente vuole essere vicina al Papa zittito all’università La Sapienza. Un passaparola incessante.
Il tam-tam su internet è intenso. Centinaia di messaggi al forum di Avvenire. Prima notizia su uno dei siti cattolici più cliccati, korazym.org. Discussioni interminabili sui forum virtuali come il Papa Ratzinger blog oppure cattoliciromani.com, dove si rincorrono le adesioni, gli appuntamenti, e anche il rammarico di chi domani alle 12 dovrà accontentarsi di guardare l’Angelus in tv. «Chissà che non si raggiunga una audience da prima serata», auspica un blogger. «Io se posso ci vado a Roma domenica: voglio fare il papaboys e gridare Benedetto». «Devo vedere quanti compiti ha mio figlio... ma se ce la facciamo ci saremo eccome... anzi caso mai lo giustifico!». «Io al professore scriverò: “La prego giustificare mio figlio per non avere fatto i compiti, ma ci siamo recati tutto il giorno a Roma per dimostrare la nostra solidarietà e la nostra devozione a Sua Santità Benedetto XVI”». «A meno che gli insegnanti non siano della stessa stupidità di quelli della Sapienza». «Distanza o no sto organizzando un pullman dalla mia parrocchia. Una dozzina di ore di strada in un giorno sono bazzecole rispetto a quello che devo a questo Papa».
Radio Vaticana ha attivato un numero di telefonino (335-1243317) e un indirizzo mail per ricevere solidarietà, mentre l’indirizzo di posta elettronica della Sapienza è bersaglio di una campagna di proteste. Sul sito firmiamo.it è stata prontamente lanciata una raccolta di firme dal titolo «Difendiamo il Papa e la vera laicità» che in 24 ore ha già superato i 400 nomi. «Sosteniamo Benedetto XVI: libertà!», scrive Paolo Grisorio. «Si difendono sempre le minoranze ma noi maggioranza di italiani che non ci riconosciamo in questi fatti da chi veniamo tutelati?», si domanda Fabio Melotto. Pippo Emmolo assolve gli studenti, «utili idioti di un manipolo di docenti piccoli piccoli, piccolissimi» spalleggiato da Paolo Bramati: «La tristezza è doppia pensando che questi dovrebbero essere educatori».
Lontano da Roma nascono iniziative cittadine. A Milano un maxischermo allestito dal comune trasmetterà l’Angelus in piazza Duomo; a Verona la proiezione avverrà all’interno stesso del duomo scaligero (l’idea è di Cl e della parrocchia) al termine della Messa delle 11. Il Forum delle Famiglie, organizzatore del Family day, ha messo a disposizione un numero di fax e una mail per raccogliere i messaggi di quanti non potranno raggiungere la capitale.
Comunione e liberazione (che ha diffuso una nota intitolata «Sapienza, un’altra vergogna per l’Italia»), ha mobilitato i suoi aderenti e in particolare gli universitari, come il Rinnovamento nello Spirito: «Accogliamo con senso di responsabilità l’invito ad affollare piazza San Pietro per fare sentire al Pontefice la nostra unità di pensiero, di volontà, di condotta, con striscioni, bandiere e canti», dice il presidente nazionale Salvatore Martinez. I focolarini saranno presenti per «contribuire a stemperare il clima d’intolleranza e trarre dalla triste vicenda motivi per un rinnovato impegno al dialogo». Assente il Consiglio nazionale dell’Azione cattolica, riunito a Genova con il cardinale Bagnasco: a San Pietro andranno i soci liberamente. E così anche i seguaci dell’Opus Dei: «C’è fermento nelle varie attività apostoliche - dice il portavoce Giuseppe Corigliano - soprattutto all’università pontificia della Santa Croce e al Campus biomedico di Roma. Ma nessun ordine di partecipare per rispetto della giusta autonomia delle persone».


Avvenire – 19 gennaio 2008

All’Angelus l’abbraccio di un popolo
     Ruini: «Un momento di serenità collettiva»

DA ROMA

SALVATORE MAZZA

Piazza San Pietro si prepara a vivere la sua domenica 'speciale'. La domenica in cui il tradizionale appuntamento con l’Angelus di mezzogiorno, guidato dal Papa, sarà anche l’occasione per testimoniare la vicinanza dei romani, e non solo, a Benedetto XVI, dopo la rinuncia quasi obbligata alla programmata visita all’Università La Sapienza,
in programma giovedì scorso e annullata, alla vigilia, per questioni di ordip ne pubblico legate al timore di incidenti causati da uno sparutissimo gruppo di 'contestatori'.
Un appuntamento che non vuole essere, nelle intenzioni del Vicariato di Roma che ha lanciato l’appello a partecipare come segno di solidarietà al Pontefice, né una 'contro manifestazione' né, tanto meno, un 'comizio'. Piuttosto, come ha ripetuto ieri sera il cardinale vicario Camillo Ruini, intervistato dal Tg1, un momento «per esprimere vicinanza al Papa, affetto per lui» e, insieme, «di serenità collettiva e di preghiera ». Il porporato ha inoltre notato come la mancata visita sia stata una conseguenza «di un’interpretazione molto chiusa del concetto di laicità», per la quale «la parola della fede, della religione non dev’essere pronunciata negli spazi pubblici ». Cosa questa «tanto più strana quando lo spazio pubblico in questione è l’università, che di per sé dovrebbe essere lo spazio più aperto alla libera espressione di idee e opinioni».
Rispondendo alle domande del direttore del Tg1 Gianni Riotta, Ruini ha osservato che «certamente la Chiesa fa anche degli interventi che riguardano l’etica pubblica, il mondo sociale e politico», e su «temi ben precisi, che sono la persona umana, la famiglia la convivenza sociale », perché «quello che la Chiesa dice è volto al bene di tutti, vuol essere un contributo al bene di tutti». E quanto infine all’accusa che la Chiesa cerchi di dettare l’agenda politica italiana, con una battura il porporato ha osservato che non solo la Chiesa non lo fa, ma «è difficile trovare oggi chi la detta, «sembra piuttosto che non riesca a dettarla nessuno o che l’agenda cambi ogni giorno». Con queste premesse, l’appuntamento di domenica, almeno nei numeri che si preannunciano, potrebbe essere imponente. Praticamente tutte le parrocchie romane stanno organizzandosi per essere presenti alla preghiera con delegazioni più o meno numerose, così come tutte le associazioni, i gruppi e i movimenti ecclesiali hanno già annunciato la propria adesione, dall’Azione Cattolica a Comunione e Liberazione, dalle Acli al Rinnovamento dello Spirito, dal Cammino neocatecumenale ai Focolarini, dalle Acli a Sant’Egidio, dall’Opus Dei agli Scouts. Lo stesso hanno fatto gli Istituti dei religiosi e delle religiose di Roma.
A conti fatti domani in piazza San Pietro dovrebbero esserci non meno di 100-150 mila persone. Poi a questo numero, bisognerà aggiungere anche i consueti gruppi di pellegrini stranieri, i romani 'non organizzati' e, soprattutto, i moltissimi gruppi che arriveranno da fuori Roma. Come pure dovranno essere anche contabilizzati i rappresentanti politici che che saranno presenti anche loro – ma tutti senza bandiere o striscioni per rispettare il carattere dell’appuntamento.
Una risposta così massiccia all’invito del Vicariato dà, già da sola, la misura di quanto affetto i fedeli vogliano circondare Benedetto XVI dopo quanto avvenuto. La Polizia municipale ha predisposto un piano per la circolazione del tutto analogo a quello, collaudatissimo, solitamente adottato in occasione delle grandi celebrazioni in piazza San Pietro. Nessun preallarme, invece, per la Protezione civile di Roma, per la cui responsabile Patrizia Cologgi «l’evento non dovrebbe creare problemi di alcun tipo ». «In ogni caso «noi siamo in allerta 24 su 24, e se la nostra assistenza dovesse rendersi necessaria siamo pronti a intervenire in qualsiasi momento».
Una piazza San Pietro gremita di fedeli romani oltre ai pellegrini stranieri di sempre.


IL MANIFESTO – 19 gennaio 2008

Family day bis Da Fioroni a Pezzotta, mobilitazione bipartisan domani in piazza San Pietro. Destra e Pd, corsa all'Angelus

L'obiettivo è riempire piazza San Pietro. Cento, duecento, trecentomila persone. Si sogna alla grande dalle parti del Vaticano per l'appuntamento di domani. Semplici fedeli, ma non solo. L'appello lanciato in questi giorni dal cardinale vicario Camillo Ruini a «tutti i cattolici di buona volontà» a recarsi in massa all'Angelus come risposta all'«affronto» subìto da Benedetto XVI alla Sapienza, sta assumendo tutti i contorni di un raduno politico in piena regola. Ma a chi sostiene che la Chiesa in Italia detta l'agenda politica, l'ex presidente della Cei risponde piccato: «A me pare che non sia la chiesa a dettare l'agenda politica all'Italia, ma che in Italia nessuno riesca a dettare l'agenda, visto che cambia ogni giorno». Dunque, a detta di Ruini, «non si tratterà di un comizio» ma di un «momento di preghiera». Anche se a leggere i nomi di chi sarà ad attendere l'affaccio papale, risulta difficile credere alle parole del cardinale.
Praticamente mezzo parlamento, e senza distinzioni di «credo» politico. Dalla maggioranza hanno già aderito il vicepremier Rutelli, il ministro della Famiglia Rosy Bindi, il ministro dell'Istruzione Fioroni nonché il dimissionario guardasigilli Mastella. Walter Veltroni va invece controcorrente e, per ora, ha declinato l'invito. A rappresentare il suo Pd ci sarà comunque un folto numero di parlamentari. Scontate le presenze dei teodem, Paola Binetti ed Enzo Carra in testa, a portare «vicinanza e solidarietà» al pontefice (con tanto di documento sottoscritto), saranno presenti anche i colleghi della corrente cattolica-democratica dell'ex Ppi interni al partito. In tutto una quarantina di parlamentari democratici.
Decisamente più massiccia la presenza dell'opposizione, che per l'occasione schiererà i suoi pezzi da novanta. Bondi e Cicchitto per Forza Italia, Casini e Cesa per l'Udc, Gasparri e Ronchi per Alleanza Nazionale. A testimoniare «vicinanza al Santo padre» colpito «dall'onda montante delle barbarie» anche la Lega invaderà Roma, che per un giorno sarà più cristiana che ladrona. Ma la lista dei «sì» è lunga e in continuo aggiornamento. Sotto il Cupolone anche il presidente della Cisl, Raffaele Bonanni (con lui anche una delegazione del sindacato), il senatore a vita Francesco Cossiga, i giovani del Ppe e anche i due portavoce del Family day Savino Pezzotta ed Eugenia Roccella.
Ma per il Papa-day è soprattutto il popolo cattolico a mobilitarsi. Numerose curie vescovili stanno esortando i propri fedeli a partecipare in massa all'evento, quasi fosse il Giubileo. Presenti Comunione e Liberazione (i cui studenti alla cerimonia di giovedì alla Sapienza si sono presentati imbavagliati in segno di protesta), Rinnovamento nello Spirito, Azione Cattolica, i Focolari, il Movimento Cristiano dei Lavoratori, Pax Christi, la Comunità di Sant'Egidio, il Forum delle Associazioni familiari, la Fuci, il Centro Sportivo Italiano, l'associazione Scienza e Vita, gli studenti dell'Opus Dei, e tante altre formazioni. Anche le Acli hanno annunciato la presenza in piazza delle proprie strutture provinciali di Roma, perché, sostiene il presidente nazionale Andrea Oliviero, «occorre approfittare di ogni occasione per ricucire il filo di un dialogo interrotto».
Non ci saranno invece i radicali. In verità volevano esserci, ma la questura di Roma ha vietato loro di accedere nell'area intorno San Pietro. Avrebbero voluto distribuire volantini per informare i presenti sull'eccessivo presenzialismo del papa in tv. Stefano Milani Roma E alla Sapienza... Fisica, vandali nell'aula occupata Devastata l'aula di Fisica dell'università La Sapienza di Roma occupata dai collettivi. Gli occupanti ieri mattina hanno trovato scritte, libri e computer imbrattati con lo spray, manifesti strappati e gettati a terra. Senza alcuna sigla o rivendicazione. Mentre nella facoltà di Geologia sono apparse croci celtiche su alcuni manifesti dei collettivi. «Crediamo che l'origine di questi gesti sia di natura squadrista e fascista», dicono gli studenti. Con ogni probabilità, un gesto di ripicca dopo le proteste contro la visita di Benedetto XVI e l'inaugurazione dell'anno accademico.


IL GAZZETTINO – 19 gennaio 2008

Assume di ora in ora, nel mondo cattolico, i caratteri di una vera mobilitazione di massa l'appuntamento dell'Angelus di domani - dopo la chiamata a raccolta lanciata dal cardinale vicario di Roma, Camillo Ruini - per manifestare vicinanza e solidarietà a Benedetto XVI in seguito all'«affronto» subito all'Università La Sapienza.
Nessuno, né in Vicariato né tanto meno in Vaticano, si azzarda a fare previsioni, ma non saranno meno di centomila, forse molte di più, le persone che si raduneranno in Piazza San Pietro per la preghiera di mezzogiorno con il Papa, e soprattutto per un segno tangibile di reazione del «popolo di Dio» a un evento, quello dell'Ateneo romano, vissuto con un grave atto di intolleranza nei confronti del Pontefice, spinto dalle contestazioni a rinunciare alla visita.
Ne è nata una violenta polemica politica, contro le sinistre radicali e il laicismo oltranzista, e sono appunto molti i politici che faranno testimonianza in San Pietro. Oltre a personalità indipendenti come Francesco Cossiga e Savino Pezzotta, o al segretario generale della Cisl Bonanni, nel campo del centrosinistra non dovrebbero mancare Rutelli, Rosy Bindi, Mastella, Lusetti, Paola Binetti, Carra, Bobba (tutti area cattolica del Pd), oltre a Mastella (Udeur). Dubbi sulla presenza del sindaco di Roma, Veltroni. Ancora più folto il gruppo del centrodestra con Casini, Cesa, Buttiglione e Volonté per l'Udc, Cicchitto, Scajola e Bondi per Fi, La Russa, Alemanno, Gasparri, Ronchi e Gramazio per An. E domenica, in piazza San Pietro, ci sarà anche la Lega «per testimoniare - dice Calderoli - solidarietà a difesa del Papa colpito dall'onda montante delle barbarie».
Movimenti ecclesiali, associazioni cattoliche, organizzazioni laicali, parrocchie, comunità diocesane, singoli fedeli, si stanno intanto organizzando per una partecipazione massiccia, non solo da Roma ma da tutt'Italia, come collettiva e visibile espressione di «affetto e gratitudine» verso papa Ratzinger e il suo «magistero». In piazza ci saranno così Comunione e Liberazione (i cui studenti alla cerimonia di giovedì alla Sapienza si sono presentati imbavagliati), Rinnovamento nello Spirito, Azione Cattolica, i Focolari, il Movimento Cristiano dei Lavoratori, Pax Christi, la Comunità di Sant'Egidio, il Forum delle Associazioni familiari, la Fuci, il Centro Sportivo Italiano, l'associazione Scienza e Vita, gli studenti dell'Opus Dei, e tante altre formazioni, anche con striscioni per inneggiare al Pontefice.
Le Acli hanno annunciato la presenza a Piazza San Pietro delle proprie strutture provinciali di Roma, mentre il presidente nazionale Andrea Oliviero sostiene che «occorre approfittare di ogni occasione per ricucire il filo di un dialogo interrotto». Gruppi di Cl e di altri movimenti giungeranno con i pullman da varie regioni, da Nord, Centro e Sud Italia. Per questa sorta di «Papa-day» anche diocesi e parrocchie si sono già mobilitate. Numerose curie vescovili hanno esortato i propri fedeli che possono farlo a raggiungere Roma domenica, o in alternativa ad unirsi alla preghiera mariana di mezzogiorno. Le comunità parrocchiane, soprattutto romane, sono in fermento, anche se ogni fedele è stato lasciato libero di scegliere se unirsi alla moltitudine festante di Piazza San Pietro. «Vado in piazza come italiano - ha spiegato ieri Savino Pezzotta, già portavoce del Family day - per riscattare quello che è successo in questi giorni perché non rappresenta solo un'offesa a me come cattolico, ma anche a me come italiano, perché si è messo in cattiva luce il mio Paese e la sua cultura e non si è tenuto conto di milioni di persone che hanno un certo sentire, una certa attenzione».


RADIO VATICANA – 19 gennaio 2008

Migliaia di fedeli ma anche tanti non credenti attesi domani al’Angelus in segno di solidarietà col Papa: il commento di Salvatore Martinez

Tra i primi ad aderire con entusiasmo all’invito del cardinale Ruini, sono stati i movimenti ecclesiali e le parrocchie della diocesi di Roma. Al microfono di Alessandro Gisotti, il presidente di “Rinnovamento nello Spirito”, Salvatore Martinez spiega l’importanza dell’essere domani in Piazza San Pietro per ascoltare Benedetto XVI:

R. - Un gesto filiale, un gesto d’amore verso un padre ed è anche un gesto di fraternità condivisa con quanti, e sono tanti - direi la stragrande maggioranza degli italiani - riconosce laicamente il desiderio di ascoltare una guida illuminata. Un uomo, Benedetto XVI che ha speso la sua vita per rendere la sapienza divina, la ragione umana, amica, amica vera degli uomini. Io ritengo che in un tempo che rigetta sempre più violentemente ogni forma di autorità, di paternità costituita, il Papa si erge ancora nel mondo come uno dei pochi riferimenti morali e spirituali certi e andiamo quindi numerosi in piazza per pregare con il Papa. Questa è la forma con la quale i cristiani sanno strare in comunione tra di loro e in comunione con il cielo.

D. – Da questa vicenda, sicuramente triste, dell'Università "La Sapienza", può nascere però una possibilità di dialogo fecondo tra i cattolici e i laici, gli autenticamente laici?

R. – Noi vogliamo riaffermare la laicità piena che è nella nostra fede, la laicità piena, umanizzante dei cattolici. La Chiesa ha promosso la vera laicità che include ogni differenza, che promuove lo sviluppo, la ricerca. Pertanto, io direi che proprio quando i cristiani sono visibilmente rifiutati, oltraggiati, non perdono la misura della loro fede, la misura della loro testimonianza, in fondo il martirio è sempre stato e rimane il sale della vita cristiana. Per questo noi ribadiamo, domenica, una responsabilità nei confronti del nostro Paese; è facile protestare mentre è molto più difficile proporre, costruire. E noi possiamo essere, dobbiamo essere per il nostro Paese questi “costruttori della civiltà dell’amore”, questi testimoni della cultura della Pentecoste. Benedetto XVI ci ha invitato a sperare e diceva che chi spera, nella sua Enciclica, è portatore di uno stile di vita nuova ed è in fondo questo, la gioia, la serenità, il desiderio di pace, di dialogo che i cristiani hanno sempre testimoniato.


LIBERAZIONE – 20 gennaio 2008

Per l'ennesima volta, è stato Ruini, da vicario della diocesi di Roma, a dettare la risposta della chiesa italiana

Tutti pazzi per Ratzinger - Oggi l'Angelus "restauratore"

Fulvio Fania

Città del Vaticano. Anche il leghista Mario Borghezio arriverà dalla sua Padania fino alla romanissima San Pietro per il "gesto d'amore" al pontefice. L'europarlamentare in camicia verde è solo l'ultimo di una lunga lista di politici che accorreranno stamattina sotto le finestre del Papa. Non possono certo mancare alla prova di massa ideata dal cardinale Camillo Ruini. Il Vicariato lascia intendere che ad assistere a questo specialissimo Angelus del Papa ci saranno centinaia di migliaia di fedeli, un'occasione d'oro dunque per guadagnare qualche punto nella sempre più ambita gara del papista più papista degli altri.
Il "gesto d'amore" è invece l'appellativo escogitato da Ruini per il Papa-day nel tentativo, sempre più marcato, di scaricare l'eccessiva e interessata premura dei partiti che vogliono mettere il timbro sull'adunata.
Dopo il grande coro di solidarietà al pontefice, sarebbe controproducente insistere troppo sul significato della piazza come risposta alla «esigua minoranza» che ha tenuto lontano Ratzinger dall'aula magna. Meglio puntare più in alto.
L'iniziativa è tutta del Vicario di Roma che - a quanto pare - ha appena ottenuto da Benedetto XVI di restare al suo posto per qualche mese in più. Un appello ai cattolici e «a tutti i romani», come reazione alla vicenda dell'Università, non poteva che assumere un rilievo nazionale, anche prima che il comune di Milano collocasse i megaschermi per una curiosa diretta dell'Angelus sotto la Madonnina e prima che il ciellino Formigoni decidesse di portare il gonfalone della Lombardia. E così, per l'ennesima volta, è stato Ruini, da vicario della diocesi di Roma, a dettare la risposta della chiesa italiana, come se fosse ancora presidente della Cei.
Da parte sua il nuovo capo dei vescovi Angelo Bagnasco ha manifestato maggiore prudenza. Fin dalla prima condanna per la "censura" del Papa alla Sapienza, infatti, l'arcivescovo di Genova ha posto l'accento sull'interesse del Paese ad evitare «contrapposizioni» e venerdì scorso, rispondendo ai giornalisti, ha cercato di smussare le polemiche sullo stesso caso dell'università romana. Per il cardinale, la grande eco internazionale ottenuta dal discorso che il Papa non ha potuto pronunciare, ha contribuito a superare l'incidente. In questi giorni Bagnasco è stato a colloquio con Ratzinger e con il segretario di Stato Tarcisio Bertone, ormai grande avversario interno di Ruini. Nel frattempo l' Osservatore ha pubblicato un'intervista allo stesso Ruini, insolita anche per il tono incalzante delle domande. Il Vicario di Roma ha avvertito: l'Angelus è una preghiera, non un comizio, non è contro nessuno, è vicinanza al Papa, perciò intenti politici non saranno graditi. La precisazione, evidentemente, è stata caldeggiata dalla Curia vaticana e Ruini l'ha ribadita dagli schermi del Tg1. Pacati anche i toni dell'editoriale odierno dell' Osservatore romano .
Le gerarchie leggono con interesse l'intervista al sondaggista Mannheimer pubblicata ieri dal sito cattolico online Petrus : la popolarità di Ratzinger sarebbe in vertiginosa ascesa. Ma questo non basta a placare i dissensi in casa cattolica. Formalmente alla chiamata di Ruini non è mancato alcun movimento ecclesiale; non ci vuole però molto a misurare diversi gradi di convinzione. Comunione e liberazione sembra aver ritrovato una nuova giovinezza, il Forum delle famiglie, "Scienza e vita" e tutte le creature più ruiniane dell'arcipelago ecclesiale hanno aderito all'istante, Rinnovamento nello spirito schiererà le sue folle in canto e preghiera. Altri marceranno con minor enfasi, magari contando sul fatto che l'iniziativa coinvolge solo la diocesi di Roma. Le Acli, che saranno rappresentate dal vicepresidente Michele Rizzi, esortano ad «approfittare di ogni occasione per ricucire il filo di un dialogo interrotto» tra laici e cattolici e insistono sul carattere «circoscritto» del caso Sapienza. La Comunità di Sant'Egidio, molto tempestiva nella condanna dell'accaduto, non ha invece emesso comunicati a proposito del Papa-day.
Contestano apertamente le comunità cristiane di base che osservano: «La chiamata a raccolta divide il mondo cattolico e non è una bella cosa». E proseguono: «Viste dai luoghi del non-potere, sia la manifestazione indetta da Ruini sia le polemiche riguardanti il rapporto tra papa e università appaiono una diatriba tra caste chiuse ed escludenti». Anche il movimento "Noi siamo chiesa" «dissente completamente» dal Papa-day perché «si presta a evidenti strumentalizzazioni politiche ed è una reazione priva di sobrietà che tende a sostenere l'esistenza in Italia di un'emarginazione del magistero papale».
La trovata di Ruini mette un'altra volta in difficoltà il Partito democratico. Accorre Rutelli, si scatenano i teo-dem, si raccolgono firme di adesione con Fioroni e Lusetti. Tutti pronti al battesimo, in piazza San Pietro, di una corrente cattolica del Pd. Regiscono Rosy Bindi e Arturo Parisi. La ministra di famiglia non ha bisogno di Ruini per partecipare alla preghiera domenicale. «All'Angelus - replica - ci vanno i fedeli, chi strumentalizza divide, noi cercheremo di unire senza richiami alla piazza».
Clemente Mastella, non più al governo sarà invece sotto il balcone apostolico, e c'è da scommettere che attirerà più giornalisti dei cardinali.Quanto agli esponenti di An, essi hanno buon diritto di figurare tra i primi, visto che Gasparri e La Russa hanno proposto la manifestazione prima di Ruini. E potrebbero mai mancare quelli di Forza Italia o l'arcipelago della destra estrema, mescolata ai gruppi ultras del tradizionalismo cattolico?
In tutto questo schieramento, ovviamente, non ci sarà posto per i radicali che, alla loro maniera, avevano pensato di guardare il papa dal basso. Non potranno.


FIDES – 20 gennaio 2008

Il Rinnovamento nello Spirito Santo aderisce all’appello del cardinale Ruini

Salvatore Martinez: “Trasformiamo questa triste circostanza in un’occasione propizia per risvegliare la fede e la testimonianza dei cattolici in Italia”


Avvenire – 20 gennaio 2008

VICINI A BENEDETTO

Anche molti non credenti, rispettosi della vera laicità, hanno annunciato la loro presenza L’Osservatore Romano: «In tanti per esprimere un gesto di affetto e di serenità»
San Pietro, ore 12 il grande abbraccio dell’Italia al Papa

DA ROMA MIMMO MUOLO

Arriveranno a gruppi, oppure alla spicciolata. Scendendo dai pullman o spingendo un passeggino e magari tenendo per mano i piccoli che già possono camminare da soli. Arriveranno dalle parrocchie della capitale, dove molti parroci hanno deciso di ridurre il numero delle Messe domenicali, proprio per favorire questo appuntamento con Benedetto XVI, dopo la sua forzata rinuncia a visitare l’Università 'La Sapienza'. Arriveranno dagli oratori, dai gruppi e dai movimenti ecclesiali e anche dalle diocesi del Lazio. Arriveranno famiglie, giovani, anziani, bambini e ragazzi del catechismo e magari, prima di alzare la testa verso la finestra all’ultimo piano del Palazzo Apostolico, si fermeranno a guardare il grande presepe di Piazza San Pietro con le sue statue a grandezza più che naturale. Così l’abbraccio del Bernini si animerà di presenze e di voci (decine, quasi sicuramente centinaia di migliaia, anche se il numero è difficilmente quantificabile a priori e in Vicariato non si sbilanciano in previsioni) e la grande piazza davanti alla Basilica Vaticana vivrà la sua domenica speciale. La domenica del grande abbraccio al Papa. Quello di Roma, naturalmente, e più ancora dell’Italia intera, perché l’Angelus sarà diffuso sui maxischermi in molte città della Penisola. Ieri la vigilia è stata estremamente serena e tranquilla. In via della Conciliazione il solito traffico di un giorno prefestivo, le consuete pattuglie dei vigili urbani e delle forze dell’ordine, l’andirivieni dei fedeli e dei pellegrini. Anche per questa mattina non sono state prese misure particolari. L’unica differenza rispetto alle altre domeniche è che la polizia municipale è pronta a chiudere, all’altezza della Traspontina, l’ampia strada che conduce alla piazza con largo anticipo rispetto all’orario normale delle 11,30. «Dipenderà dall’afflusso della gente», ci diceva ieri uno dei vigili addetti al servizio. Nelle parrocchie e nelle comunità, invece, fervono i preparativi. Non c’è praticamente associazione cattolica che non abbia annunciato la propria presenza: dall’Ac a Cl, dalle Acli a Rinnovamento nello Spirito, dal Cammino Neocatecumenale ai Focolarini, da Sant’Egidio all’Opus Dei, agli Scout. Lo stesso vale per gli ordini religiosi maschili e femminili. Ed è facile prevedere che la partecipazione travalicherà i confini del mondo cattolico, poiché anche molti non credenti rispettosi della vera laicità hanno espresso la volontà di non mancare all’appuntamento. Ma come aveva sottolineato già venerdì sera il cardinale vicario, Camillo Ruini, in una intervista al Tg1, sarà una festa di popolo, un momento «di serenità collettiva e di preghiera», per esprimere «vicinanza al Papa e affetto per lui». Sentimenti che l’ex presidente della Cei ha anticipato ieri di persona al Vescovo di Roma, accompagnando in udienza dal Pontefice la comunità dell’Almo Collegio Capranica. «Padre Santo – ha detto Ruini nel suo indirizzo di saluto – vogliamo esprimerle in maniera diretta e ravvicinata quei sentimenti di affetto per la sua persona, di filiale e totale solidarietà, di piena condivisione, che pervadono l’animo della Chiesa e della gente di Roma, come dell’intero popolo italiano, dopo la triste vicenda consumatasi nei giorni scorsi nella più antica Università di Roma. Il discorso che ella aveva preparato per quell’occasione è per ciascuno di noi fonte di arricchimento intellettuale e spirituale». Perciò, ha concluso il cardinale vicario, «Padre Santo, ci benedica tutti. Le vogliamo un grande bene». Anche
L’Osservatore Romano prevede che «all’ascolto di quanto dirà Benedetto XVI parteciperà un numero molto più grande di persone: per esprimere in questo modo un gesto di affetto e di serenità che vuole bilanciare la tristezza seguita a quanto è accaduto». Il fondo firmato dal direttore Giovanni Maria Vian, sottolinea che «questo Angelus insieme al Papa sarà espressione di un moto del cuore e insieme della ragione». E in serata anche il premier Romano Prodi, da Forlì, ha commentato: «Quando si impedisce al Papa di parlare è messa in crisi la libertà di tutti».
Tutto pronto per accogliere le decine di migliaia di fedeli che stamattina, da ogni parte d’Italia, confluiranno in
Vaticano per esprimere affetto e vicinanza a Benedetto XVI nella preghiera comune


Il Messaggero – 20 gennaio 2008

Il Vaticano: “In piazza preghiera, non politica”

Niente bandiere di partito, solo il rosario in mano. L’invito al popolo cattolico a prender parte al Papa Day lasciando a casa ogni spirito polemico è chiaro. Chiarissimo. Almeno negli intenti. In questi giorni è stato ripetuto più e più volte dal cardinale Ruini, dalla Radio Vaticana, dall’Avvenire, dall’Osservatore Romano. In piazza San Pietro credenti e non si mescoleranno tra loro assai numerosi solo per manifestare affetto e solidarietà a Benedetto XVI, il Papa censurato alla Sapienza. «Vuole essere un momento di preghiera da vivere con gioia senza strumentalizzazioni di sorta» dice Monsignor Mauro Parmeggiani, segretario generale del Vicariato di Roma, mettendo in luce che la carica dei 200 mila - tanti ne sono previsti - non essendo una «manifestazione politica non deve essere strumentalizzata per nessun fine politico». La risposta della Chiesa all’intolleranza dell’ateneo romano non si tramuta in un porgi l’altra guancia di evangelica memoria, ma in una «dimensione di festa», familiare e di massa. Tutti all’Angelus, dunque, per la preghiera mariana «senza rivendicare nulla contro nessuno, senza manifestare contro qualcuno ma solo a favore del pontefice, della sua parola, del suo esempio e della sua missione» aggiunge il braccio destro di Ruini. Acli, Rinnovamento dello Spirito, Cielle, Opus Dei, Sant’Egidio, Azione Cattolica, Focolarini, Neocatecumenali, Movimento Cristiano Lavoratori, gli studenti degli atenei pontifici hanno risposto in modo massiccio all’appello di Ruini di quattro giorni fa. Al di là del Tevere si prevedono tantissimi ragazzi. «Non dobbiamo credere che siano tutti come quei pochi giovani che abbiamo visto l’altro giorno alla Sapienza. I giovani non sono tutti così. Al contrario apprezzano l’insegnamento del Papa che sa andare al cuore dei problemi e quindi è molto ascoltato. Arriveranno perchè sono rispettosi e perchè ammirano il Santo Padre» aggiunge monsignor Parmeggiani. La solidarietà al pontefice è arrivata già ieri, durante l’udienza dei seminaristi del Collegio Capranica. Agli applausi si sono aggiunte le parole di Ruini che nell’indirizzo di omaggio ha espresso a nome di tutti la piena condivisione. «Sentimenti che pervadono l’animo della Chiesa e della gente di Roma, come dell’intero popolo italiano, dopo la triste vicenda consumatasi nei giorni scorsi nella più antica università della città». In questi giorni l’ufficio postale del Vaticano ha avuto il suo bel daffare tanto sono stati numerosi i messaggi della gente comune. Una solidarietà spontanea, di base. Quanti ne arriveranno difficile dirlo. Ogni previsione rappresenta un azzardo, ma non saranno meno di 150 mila. La macchina dell’accoglienza di Roma è pronta col suo dispositivo pluricollaudato con le grandi folle del Giubileo e i maxi eventi del pontificato di Wojtyla. Il Vaticano, invece, non ha predisposto nulla di particolare, a dimostrare che la Santa Sede attende i fedeli per la preghiera mariana come fosse una qualsiasi domenica. Forse qualche problema logistico lo darà l’afflusso massiccio di persone fin dalle prime ore della mattina, anche con pullman da fuori della regione. In maniera non appariscente gendarmi e guardie svizzere cercheranno di razionalizzare l’ingresso nella piazza e di distribuire ordinatamente all’interno del colonnato i gruppi dei movimenti, le comunità diocesane, le parrocchie, le comitive. E’ possibile che venga chiusa via della Conciliazione all’altezza di via della Traspontina. La Rai effettuerà una diretta con postazioni nei pressi del presepe, vicino all’obelisco. A mezzogiorno in punto occhi puntati sulla Loggia e non sulla finestra dello studio dove, con ogni probabilità, si affaccerà Benedetto XVI. La manifestazione non è immune dalle polemiche. Per i radicali non c'é mai stata alcuna censura nei confronti del Papa che, dati alla mano, tentano di smontare «questa bufala» diffondendo i dati relativi alla presenza degli esponenti della Chiesa nei tg. Il Vaticano, secondo i dati diffusi da Bonino e Pannella, complessivamente ha avuto accesso per 26h 35' sul TG1 (più del Presidente del Consiglio e del presidente della Repubblica).


La Stampa – 20 gennaio 2008

Oggi la sfilata dei politici per l’abbraccio a Ratzinger

Attese 200 mila persone in piazza San Pietro
     Parisi: tragico se nasce la corrente cattolica Pd

GIACOMO GALEAZZI

ROMA

Sarà un Giubileo di politici (da Rutelli a Romagnoli della Fiamma Tricolore, da Bondi ad Alemanno, da Calderoli a Casini, da Fioroni a Mastella) e semplici fedeli, parrocchie in arrivo con i torpedoni da tutta Italia (uno anche da Ceppaloni con i devoti di Mastella) e uno schieramento di associazioni cattoliche come neppure per il Family day o la marcia della pace Perugia-Assisi. In Vaticano è attesa una mobilitazione da 200 mila persone per l’Angelus di «vicinanza e solidarietà» a Benedetto XVI promosso dal cardinale vicario Camillo Ruini.
Non ci saranno né Silvio Berlusconi, corso al capezzale della madre malata, né il sindaco di Roma e leader del Pd, Walter Veltroni («Ciò che avevo da dire a favore del Pontefice l’ho detto pubblicamente alla Sapienza»), ma l’abbraccio «riparatorio» al Papa sarà più politicizzato di quanto desiderassero gli organizzatori.
La chiamata a raccolta del cardinale Ruini e l’immediato tam-tam tra siti cattolici, diocesi e movimenti ecclesiali (dalle Acli all’Opus Dei, da Cl ai Focolarini) hanno prodotto una mobilitazione di massa che oggi si concretizzerà in un’invasione degna dei grandi eventi dell’Anno Santo. Armati di striscioni d’affetto verso il Papa, ma non di insegne di partito, secondo la volontà di Ruini: «Non è un comizio, ci riuniremo numerosi per ascoltare le parole del Papa e per pregare con lui».
Eppure, attorno alla piazza-simbolo della cattolicità, la polemica politica infuria. Maurizio Gasparri di An sfilerà alla testa dei seicento che hanno sottoscritto la richiesta di dimissioni per i 67 docenti della Sapienza che si sono opposti alla visita di Joseph Ratzinger. E dopo che una cinquantina di parlamentari del Pd avevano annunciato la loro presenza all’Angelus, il ministro della Difesa, Arturo Parisi ha bollato come «tragica» la costituzione in piazza San Pietro di una componente cattolica organizzata del partito, con affondo diretto a Fioroni, ex Ppi e teodem: «Sarebbe la prima volta e sarebbe di gravità assoluta che una componente di partito partecipasse a questa iniziativa. Non potrebbe che dare all’iniziativa un contributo equivoco. E sarebbe un grave danno alla laicità e alla pace religiosa». Non ci sarà Rosy Bindi, invitata a restare a casa da Cossiga per l’«incoerenza» dei cattolici democratici e adulti.
Il fronte organizzato del «popolo di Dio» è compatto come mai in precedenza: Comunione e Liberazione (i cui studenti alla cerimonia della «Sapienza» si erano presentati imbavagliati), Rinnovamento nello Spirito, l’Azione Cattolica, I Neocatecumenali, Pax Christi, Sant’Egidio, il Forum delle Associazioni familiari, gli scout, la Gioventù francescana e molte altre.


ANSA – 20 gennaio 2008

PAPA DAY: STRISCIONI, SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI
     SLOGAN PER TESTIMONIARE LA VICINANZA DEI FEDELI A BENEDETTO XVI

Mentre piazza San Pietro si va mano a mano riempiendo di persone per l'Angelus del Papa, decine di striscioni colorano il sagrato vaticano per testimoniare al Papa la vicinanza dei fedeli e soprattutto per reagire contro chi non ha voluto la sua visita all'Universita' la Sapienza di Roma.
'Il sonno della ragione genera mostri', recita significativamente, mutuando una frase di Goya, uno striscione della Gioventu' studentesca di Catania.
'Non sei potuto venire da noi, veniamo noi da te' dice un gruppo della Gioventu' italiana proveniente dall'Abruzzo. 'Per allargare la ragione nella ricerca della verita' ', afferma un altro striscione che prende spunto dal discorso scritto da Papa Ratzinger per l'ateneo romano. 'Liberi di ascoltarti', inneggia un altro striscione innalzato da una semplice famiglia, proveniente da Adria (Rovigo). 'Fate quello che vi dira' ', e' la citazione evangelica iscritta su un pallone bianco innalzato al cielo dalle Comunita' neo-catecumenali di Pavia. 'Le porte degli inferi non prevarranno', ammonisce severamente uno striscione di un gruppo di Bellizzi (Salerno).
Un'altra citazione evangelica, innalzata dal gruppo 'Cl Cremona con il Papa' e' esplicitamente diretta ai 67 scienziati della Sapienza che hanno contestato il Papa: 'ti benedico, o padre, perche' hai tenuto nascoste queste cose ai 'Sapienti', e le hai rivelate ai piccoli'.
Significato anche lo striscione della Comunita' cristiana pachistana: 'Essere contro il Papa e' uguale a essere contro l'umanita'. Vergognatevi...'.
'Grazie Benedetto XVI per l'amore e la difesa della famiglia' dice al Pontefice la Gam, Gioventu' ardente mariana.
'Benedetto XVI chiama, l'Europa risponde' viene detto da altri con l'esplicita postilla: 'no ai pax'. Innumerevoli gli striscioni dei movimenti ecclesiali e delle associazioni cattoliche come Comunione e Liberazione, la Fuci, la Comunita' di Sant'Egidio, il Movimento dei Focolari, l'Associazione genitori scuole cattoliche.
Ci sono anche striscioni dell'Universita' cattolica del Sacro Cuore e soprattutto di gruppi degli Universitari di Roma e di Ingegneria della Sapienza.
'Sempre nelle nostre preghiere', assicura uno striscione bianco della diocesi di Assisi. 'Santo Padre ti amiamo e ti siamo fedeli', e' l'affermazione di Rinnovamento nello Spirito.


ANSA – 20 gennaio 2008

PAPA DAY: S.PIETRO GREMITA,'RISPETTATE OPINIONI ALTRUI'
     RATZINGER COMMOSSO A UNIVERSITARI; IN PIAZZA POLITICA BIPARTISAN

di Fausto Gasparroni

La giornata dell'orgoglio cattolico, dopo l'affronto della Sapienza, ha portato in Piazza San Pietro oltre centomila persone - duecentomila secondo la Gendarmeria vaticana - per l'abbraccio riparatore di quanti ritengono inaccettabile che si impedisca al Papa di parlare.
All'appello del cardinale vicario Camillo Ruini a stringersi intorno a Benedetto XVI nell'Angelus - dopo le contestazioni che hanno spinto il papa a rinunciare a parlare alla Sapienza - ha risposto l'intero arcipelago dell'associazionismo cattolico, con i movimenti ecclesiali, i gruppi studenteschi, le comunita' diocesane e parrocchiali, famiglie e singoli fedeli in ordine sparso, oltre a una folla bipartisan di politici, giunti correttamente in piazza senza insegne di partito.
Com'e' suo carattere, papa Ratzinger, accolto dall'ovazione della piazza quando si e' affacciato a mezzogiorno dal suo studio per la preghiera domenicale, e' parso quasi sopraffatto da tanto affetto, sembrava quasi essere lui a doversi scusare per il clamore della vicenda. 'Grazie - ha risposto con un sorriso all'applauso -, e adesso preghiamo l'Angelus'.
Ha letto quindi il suo discorso sulla settimana di preghiera per l'unita' dei cristiani, ha poi recitato la preghiera mariana ed e' passato al tema del giorno, quello che tutti attendevano, rivolgendosi a 'giovani universitari, che sono tanti - ha detto rimarcando il 'tanti' -, e professori' venuti in piazza 'per esprimermi solidarieta''. 'Vi ringrazio di cuore, cari amici, e ringrazio il cardinale vicario Camillo Ruini, che si e' fatto promotore di questo momento di incontro'.
Il Pontefice ha ripercorso la vicenda: il 'cortese invito' a visitare la Sapienza, ateneo che conosce bene, stima e ai cui studenti e' affezionato; il 'clima che si e' creato' e che 'purtroppo ha reso inopportuna - ha annotato - la mia presenza alla cerimonia'. 'Ho soprasseduto mio malgrado', ha sottolineato, ricordando che ha comunque mandato il testo del discorso che avrebbe pronunciato e spiegando che 'all'ambiente universitario, che per lunghi anni e' stato il mio mondo, mi legano l'amore per la ricerca della verita', per il confronto, per il dialogo franco e rispettoso delle reciproche posizioni'.
'Come professore, per cosi' dire emerito che ha incontrato tanti studenti nella sua vita - ha aggiunto -, vi incoraggio tutti, cari universitari, ad essere sempre rispettosi delle opinioni altrui e a ricercare, con spirito libero e responsabile, la verita' e il bene'.
In tutto venti minuti di discorsi, piu' volte interrotti da applausi, e saluti nelle varie lingue, conclusi poi 'a braccio', con un 'grazie a voi tutti, andiamo avanti in questo spirito di fraternita', amore per liberta' e verita' e impegno comune per una societa' fraterna e tollerante'.
Una volonta' evidente, quella del Papa, di parlare 'per' qualcosa e non 'contro' qualcuno. Oltre alla massa dei fedeli, ha voluto testimoniare vicinanza al Pontefice anche un gran numero di politici, cattolici e non. Il centrodestra ha risposto al gran completo alla 'chiamata' di Ruini: delegazioni di Forza Italia, An, Udc e Lega Nord si sono mischiate ai fedeli nella piazza. Dalla maggioranza, invece, sono intervenuti solo esponenti di centro del Partito Democratico, con fianco a fianco le due anime cattoliche del Pd: i 'teodem' piu' vicini a Francesco Rutelli (Enzo Carra, Paola Binetti, Luigi Bobba, Emanuela Baio) e gli ex popolari dell'area di Dario Franceschini e Beppe Fioroni. Non e' voluto mancare Clemente Mastella, giunto direttamente da Ceppaloni. E in piazza si sono visti anche i due senatori a vita Giulio Andreotti e Francesco Cossiga.
Da Bologna, il premier Romano Prodi ha cercato di gettare acqua sul fuoco delle polemiche, invitando tutti a 'chiudere definitivamente questa tensione', generata certo da un episodio 'non positivo' come quello della Sapienza. Il leader dell'Udc Pierferdinando Casini e' arrivato a San Pietro per dimostrare 'affetto' al Papa, ma anche per 'affermare i valori della liberta' e dell'identita' cristiana in Italia'. Piu' duri i toni di An che, per bocca del portavoce Andrea Ronchi, ha puntato l'indice contro 'un oscurantismo molto pericoloso' che una parte della sinistra ha contribuito a creare, scrivendo 'una delle pagine piu' brutte della storia repubblicana'.
In piazza, tra i gruppi dei movimenti come Cl, Sant'Egidio, Neocatecumenali, l'Azione Cattolica e le tante altre sigle cattoliche, il panorama, i suoni, i colori erano quelli di un grande happening. C'erano anche personaggi dello spettacolo e della cultura, come il regista Pupi Avati, il cantante Andrea Bocelli. 'Questa e' una giornata molto bella, e' stata la risposta della gente, che ha dimostrato il suo affetto per il Papa', commentava l'artefice di tutto, il card.Ruini.
Tra le decine di striscioni, molti quelli contro chi non ha voluto il Papa alla Sapienza. 'Il sonno della ragione genera mostri', proclamava, mutuando una frase di Goya, la Gioventu' studentesca di Catania. 'Le porte degli inferi non prevarranno', ammoniva severamente un gruppo di Bellizzi (Salerno). Significato anche lo striscione della Comunita' cristiana pachistana: 'Essere contro il Papa e' uguale a essere contro l'umanita'. Vergognatevi...'. Per tutti, comunque, parlava Rinnovamento nello Spirito: 'Santo Padre - era il suo striscione - ti amiamo e ti siamo fedeli'.


VIRGILIO NOTIZIE – 20 gennaio 2008

PAPA; OGGI POLITICI E MOVIMENTI A ANGELUS POST-SAPIENZA
     A piazza San Pietro anche ministri, teodem e cattodem

Non sarà un "comizio", l'Angelus che il Papa reciterà oggi in piazza San Pietro, ma oltre ai tanti pellegrini che come ogni domenica accorreranno in Vaticano e alla folla di studenti e insegnanti romani che vi si recheranno per la Giornata diocesana della scuola cattolica, la piazza vaticana pullulerà di attivisti cattolici, semplici fedeli e politici di entrambi gli schieramenti chiamati dal cardinale vicario Camillo Ruini a testimoniare solidarietà a Benedetto XVI dopo l'annullamento della visita all'università La Sapienza.
Difficile fare previsioni di quante persone si riverseranno all'interno del colonnato berniniano, nell'antistante piazza Pio XII e lungo via della Conciliazione. C'è chi azzarda due o trecentomila persone. Di certo la piazza sarebbe stata comunque piena. Per l'annuale appuntamento dedicato alla scuola, infatti, saranno presenti in migliaia, dato che, come spiega il Vicariato, "le 223 scuole gestite da religiosi e religiose a Roma raccolgono oltre 40mila studenti e danno lavoro a quasi 4mila insegnanti", senza contare genitori e familiari. A questi si aggiungeranno tutti i fedeli, "ma anche tutti i romani", che Ruini ha invitato a denunciare l'imbavagliamento del Papa.
Il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, si è incaricato di spiegare che la decisione di non andare alla Sapienza è stata presa perché erano venuti meno, "per iniziativa di un gruppo decisamente minoritario di Professori e di alunni", i presupposti per "un'accoglienza dignitosa e tranquilla" del Papa. Il Vaticano ha così deciso di togliere "ogni pretesto a manifestazioni che si sarebbero rivelate incresciose per tutti". Il cardinale Ruini, da parte sua, ha subito lanciato l'iniziativa di piazza San Pietro. E se nel frangente delle polemiche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo aver inviato una lettera di solidarietà a Papa Ratzinger, ha auspicato che si evitassero "tensioni artificiali" ("Dopo quanto è accaduto, rompiamo subito questa catena di reazioni e controreazioni, prima ancora che cominci", ha detto a 'Repubblica'), il cardinal Ruini ha specificato che quello di domani non sarà "un comizio", ma "una preghiera". "Se qualcuno vorrà interpretare questo appuntamento in altro modo lo interpreterà in maniera del tutto sbagliata", ha detto all''Osservatore romano'.
Intanto, però, all'Angelus di oggi saranno presenti molti esponenti politici di spicco di entrambi gli schieramenti. Per il centrosinistra hanno aderito i ministri Francesco Rutelli, Rosy Bindi, Giuseppe Fioroni, Beppe Fioroni e Clemente Mastella (il premier e il ministro degli Esteri "chiedano scusa ad un capo dello Stato estero qual è il Papa cui non si è consentito esprimere la propria opinione", ha detto di recente il Guardasigilli), così come i parlamentari 'teodem' Paola Binetti ed Enzo Carra e i 'cattodem' Giorgio Tonini e Pierluigi Castagnetti. Dell'opposizione saranno presenti Sandro Bondi e Fabrizio Cicchitto di Forza Italia, Pier Ferdinando Casini e Lorenzo Cesa dell'Udc, Andrea Ronchi e Maurizio Gasparri di Alleanza Nazionale ("Il rettore dell'università ed il ministro Mussi non possono trincerarsi dietro frasi di circostanza", ha detto quest'ultimo), oltre ad una rappresentanza della Lega Nord. Ci saranno anche il leader della Cisl, Raffaele Bonanni e il senatore a vita Francesco Cossiga.
A San Pietro, poi, accorreranno esponenti di quasi tutti i movimenti cattolici. Certo, sebbene sarà presente anche Savino Pezzotta, domani non ci sarà la folla del Family day dello scorso maggio. Il tempo per mobilitare un milione di persone non c'era. E lo stesso Forum delle famiglie, protagonista di quell'evento, ha spiegato ora che molte famiglie di tutta Italia che vorrebbero esserci "non potranno, per i mille problemi della vita quotidiana, spostarsi per venire a Roma". Unica voce fuori dal coro è il movimento progressista Noi siamo chiesa, che, denunciando che l'iniziativa "si presta a evidenti strumentalizzazioni politiche", sostiene che "non ha alcun fondamento nella realtà" l'idea di un'emarginazione del Papa nella società italiana. Per il resto, Azione cattolica seguirà a distanza perché è impegnata a Genova con il cardinale Angelo Bagnasco nel proprio consiglio nazionale, mentre all'Angelus saranno presenti esponenti di Neocatecumenali, Rinnovamento nello Spirito, Comunione e liberazione, Focolarini, Acli, Orionini, Fuci, comunità Giovanni XIII e anche di sigle minori come il Centro culturale Lepanto.


AGI – 20 gennaio 2008

PAPA: PEZZOTTA E MARTINEZ, QUI PER PREGARE E PORTARE AFFETTO

Il Family day del 12 maggio "fu una manifestazione di proposta sociale, questa e' una preghiera per dimostrare simpatia e affetto al Santo Padre". Lo afferma Savino Pezzotta, che della manifestazione a favore della famiglia fu il portavoce e questa mattina e' presente in piazza San Pietro insieme al suo successore Raffaele Bonanni e ad un gran numero di aderenti alla Cisl.
"Il nostro - spiega Salvatore Martinez, presidente del Rinnovamento nello Spirito - e' un gesto filiale, un gesto d'amore verso un padre ed e' anche un gesto di fraternita' condivisa con quanti, e sono tanti, direi la stragrande maggioranza degli italiani, riconosce laicamente il desiderio di ascoltare una guida illuminata".
"Noi - conclude ai microfoni della Radio Vaticana - vogliamo riaffermare la laicita' piena che e' nella nostra fede, la laicita' piena, umanizzante dei cattolici. La Chiesa ha promosso la vera laicita' che include ogni differenza, che promuove lo sviluppo, la ricerca: quando i cristiani sono visibilmente rifiutati, oltraggiati, non perdono la misura della loro fede, la misura della loro testimonianza, in fondo il martirio e' sempre stato e rimane il sale della vita cristiana. Per questo noi ribadiamo, una responsabilita' nei confronti del nostro Paese; e' facile protestare mentre e' molto piu' difficile proporre, costruire. E noi possiamo essere, dobbiamo essere per il nostro Paese questi costruttori della civilta' dell'amore".


APCOM – 20 gennaio 2008

PAPA/LEZIONE DEL 'PROFESSOR' RATZINGER: STUDENTI SIATE TOLLERANTI
     Politici e movimenti accolgono appello Ruini. Show di Mastella

Città del Vaticano, 20 gen. (Apcom) - Con garbo, ma anche con fermezza, il Papa, all'Angelus di oggi in piazza San Pietro, ha spiegato alla folla di fedeli, papaboys, attivisti cattolici, politici di entrambi gli schieramenti e semplici romani chiamati dal cardinale Camillo Ruini a testimoniargli la propria solidarietà, di aver rinunciato suo "malgrado" a visitare l'università La Sapienza, giovedí scorso, e, da 'professore emerito', ha ammonito gli universitari ad 'essere sempre rispettosi delle opinioni altrui'. Punteggiata da cartelli e striscioni sui quali campeggiavano scritte come 'Benedetto XVI sei la nostra Sapienza' e 'Liberi di ascoltare', attraversata da coretti e scrosci di applausi, la moltitudine ha riempito il colonnato della basilica vaticana (che contiene circa 60mila persone) ed ha tracimato nelle aree adiacenti. La sala stampa della Santa Sede ha valutato un'affluenza di circa 200mila persone. Il cardinal Ruini, vicario del Papa per la città di Roma, ha registrato il successo della mobilitazione. "E' una bellissima giornata di sole, sono molto felice", si è limitato a dire.
Molti i movimenti cattolici presenti - dai neocatecumenali a Rinnovamento nello spirito, da Sant'Egidio ai Papaboys, dai focolarini ad alcuni esponenti delle Acli - e non sono mancate alcune sigle minoritarie come l'associazione culturale Lepanto e il movimento Trifoglio, con lo striscione 'Non prevalebunt'. Ma tanti sono stati anche i politici.
Partito in mattinata da Ceppaloni, Clemente Mastella è arrivato in piazza San Pietro circondato da un nugolo di giornalisti e salutato con affetto da molti fedeli. "Ministro!", gli ha gridato qualcuno. "No, ex ministro, ma comunque non signor X...", ha risposto lui. Mastella è tornato sui recenti guai giudiziari.
"Credo ancora in quella magistratura che si dichiara incompetente ma poi arresta, ma oggi guardo a quell'uomo vestito di bianco", ha detto. "Io sono qui e mi dispiace molto essere da solo perch‚ anche un'altra persona, cioè mia moglie, avrebbe voluto essere qui ma purtroppo è agli arresti domiciliari", ha proseguito.
"Spero che il prezzo che stiamo pagando sia quello per tornare ad un Paese in cui ci sia serenità. Ma è chiaro che siccome non potevano arrestare me hanno arrestato lei", ha aggiunto. Duro il commento di Maurizio Gasparri, deputato di Alleanza nazionale anch'egli in piazza: "E' vergognoso che Mastella abbia usato piazza San Pietro per un'altra puntata dedicata alle sue vicende personali".
Oltre a Gasparri, per l'opposizione erano all'Angelus 'riparatore' Andrea Ronchi e Gianni Alemanno, sempre di An, Pier Ferdinando Casini e Lorenzo Cesa (Udc), Fabrizio Cicchitto e Antonio Tajani (Fi) e Mario Borghezio (Lega). Nutrita anche la rappresentanza di Governo (Francesco Rutelli e Beppe Fioroni) e maggioranza, anche se, all'interno della coalizione, non sono mancati fremiti di polemica. Sempre Mastella ha accusato gli ex colleghi di Governo. "Il presidente del Consiglio Prodi e il ministro degli Esteri D'Alema avrebbero dovuto telefonare a Bertone per chiedere scusa", attacca. In piazza San Pietro ci sono anche i cattolici del Pd, 'teodem' e 'cattodem' riuniti sotto le finestre del Palazzo Apostolico. Si vedono Paola Binetti ed Enzo Carra, Pierluigi Castagnetti e Giorgio Tonini. "Spiace la resa di settori del cattolicesimo democratico ai moduli teodem e teocon che confondono religione e politica", si rammarica il prodiano Franco Monaco, lontano dalla piazza come Rosy Bindi.
"Non ci saró anche per non essere accomunata a chi, non andando mai a sentire l'Angelus, domani sarà invece presente allo scopo di strumentalizzare", aveva preannunciato il ministro per la Famiglia. E dalla sua Bologna, il presidente del Consiglio guarda avanti. "Credo che non sia stato un episodio positivo quello della Sapienza", dice Romano Prodi, ma adesso pensiamo a lavorare per il futuro, a chiudere definitivamente questa tensione".
Sulla stessa linea si era espresso, in un'intervista al quotidiano 'La Repubblica', il presidente dei vescovi italiani Angelo Bagnasco. "Nessuna prova di forza. La Chiesa non ha intenzione di darne", aveva detto. "Nessun paese ha bisogno di contrapposizioni, soprattutto quando nascono dal niente o dai pregiudizi di qualcuno". Per il cardinale, l'incidente della Sapienza è "chiuso". E chiuso sembra considerarlo anche il Papa, che, alla fine, si accomiata dalla folla esultante invitandola ad "andare avanti in spirito di libertà e verità".
Non senza aver messo, peró, i puntini sulle 'i'. "Avevo accolto molto volentieri il cortese invito che mi era stato rivolto ad intervenire giovedí scorso all'inaugurazione dell'anno accademico della Sapienza", spiega a mo' di riepilogo affacciato alla finestra del suo studio. "Purtroppo, com'è noto, il clima che si era creato ha reso inopportuna la mia presenza alla cerimonia", aggiunge Ratzinger. "Ho soprasseduto mio malgrado", precisa. Il Papa ringrazia studenti e professori presenti per la loro "solidarietà". Non manca di dedicare uno speciale ringraziamento "di cuore" all'architetto della giornata, il cardinal Ruini. E poi, frenando gli applausi della folla, puntualizza: "Come professore, per cosí dire, emerito che ha incontrato tanti studenti nella sua vita, vi incoraggio tutti, cari universitari, ad essere sempre rispettosi delle opinioni altrui e a ricercare, con spirito libero e responsabile, la verità e il bene". Un messaggio calmo, ma anche una lezione. E se c'è chi non l'ha voluto nell'aula magna della Sapienza - sembra essere il messaggio - il Papa ha il suo uditorio in piazza San Pietro.


VIRGILIO NOTIZIE – 20 gennaio 2008

PAPA/ LEZIONE DEL 'PROFESSOR' RATZINGER: STUDENTI SIATE TOLLERANTI
     Politici e movimenti accolgono appello Ruini. Show di Mastella

Città del Vaticano, 20 gen. (Apcom) - Con garbo, ma anche con fermezza, il Papa, all'Angelus di oggi in piazza San Pietro, ha spiegato alla folla di fedeli, papaboys, attivisti cattolici, politici di entrambi gli schieramenti e semplici romani chiamati dal cardinale Camillo Ruini a testimoniargli la propria solidarietà, di aver rinunciato suo "malgrado" a visitare l'università La Sapienza, giovedì scorso, e, da 'professore emerito', ha ammonito gli universitari ad 'essere sempre rispettosi delle opinioni altrui'. Punteggiata da cartelli e striscioni sui quali campeggiavano scritte come 'Benedetto XVI sei la nostra Sapienza' e 'Liberi di ascoltare', attraversata da coretti e scrosci di applausi, la moltitudine ha riempito il colonnato della basilica vaticana (che contiene circa 60mila persone) ed ha tracimato nelle aree adiacenti. La sala stampa della Santa Sede ha valutato un'affluenza di circa 200mila persone. Il cardinal Ruini, vicario del Papa per la città di Roma, ha registrato il successo della mobilitazione. "E' una bellissima giornata di sole, sono molto felice", si è limitato a dire.
Molti i movimenti cattolici presenti - dai neocatecumenali a Rinnovamento nello spirito, da Sant'Egidio ai Papaboys, dai focolarini ad alcuni esponenti delle Acli - e non sono mancate alcune sigle minoritarie come l'associazione culturale Lepanto e il movimento Trifoglio, con lo striscione 'Non prevalebunt'. Ma tanti sono stati anche i politici.
Partito in mattinata da Ceppaloni, Clemente Mastella è arrivato in piazza San Pietro circondato da un nugolo di giornalisti e salutato con affetto da molti fedeli. "Ministro!", gli ha gridato qualcuno. "No, ex ministro, ma comunque non signor X...", ha risposto lui. Mastella è tornato sui recenti guai giudiziari. "Credo ancora in quella magistratura che si dichiara incompetente ma poi arresta, ma oggi guardo a quell'uomo vestito di bianco", ha detto. "Io sono qui e mi dispiace molto essere da solo perché anche un'altra persona, cioè mia moglie, avrebbe voluto essere qui ma purtroppo è agli arresti domiciliari", ha proseguito. "Spero che il prezzo che stiamo pagando sia quello per tornare ad un Paese in cui ci sia serenità. Ma è chiaro che siccome non potevano arrestare me hanno arrestato lei", ha aggiunto. Duro il commento di Maurizio Gasparri, deputato di Alleanza nazionale anch'egli in piazza: "E' vergognoso che Mastella abbia usato piazza San Pietro per un'altra puntata dedicata alle sue vicende personali".
Oltre a Gasparri, per l'opposizione erano all'Angelus 'riparatore' Andrea Ronchi e Gianni Alemanno, sempre di An, Pier Ferdinando Casini e Lorenzo Cesa (Udc), Fabrizio Cicchitto e Antonio Tajani (Fi) e Mario Borghezio (Lega). Nutrita anche la rappresentanza di Governo (Francesco Rutelli e Beppe Fioroni) e maggioranza, anche se, all'interno della coalizione, non sono mancati fremiti di polemica. Sempre Mastella ha accusato gli ex colleghi di Governo. "Il presidente del Consiglio Prodi e il ministro degli Esteri D'Alema avrebbero dovuto telefonare a Bertone per chiedere scusa", attacca. In piazza San Pietro ci sono anche i cattolici del Pd, 'teodem' e 'cattodem' riuniti sotto le finestre del Palazzo Apostolico. Si vedono Paola Binetti ed Enzo Carra, Pierluigi Castagnetti e Giorgio Tonini. "Spiace la resa di settori del cattolicesimo democratico ai moduli teodem e teocon che confondono religione e politica", si rammarica il prodiano Franco Monaco, lontano dalla piazza come Rosy Bindi. "Non ci sarò anche per non essere accomunata a chi, non andando mai a sentire l'Angelus, domani sarà invece presente allo scopo di strumentalizzare", aveva preannunciato il ministro per la Famiglia. E dalla sua Bologna, il presidente del Consiglio guarda avanti. "Credo che non sia stato un episodio positivo quello della Sapienza", dice Romano Prodi, ma adesso pensiamo a lavorare per il futuro, a chiudere definitivamente questa tensione".
Sulla stessa linea si era espresso, in un'intervista al quotidiano 'La Repubblica', il presidente dei vescovi italiani Angelo Bagnasco. "Nessuna prova di forza. La Chiesa non ha intenzione di darne", aveva detto. "Nessun paese ha bisogno di contrapposizioni, soprattutto quando nascono dal niente o dai pregiudizi di qualcuno". Per il cardinale, l'incidente della Sapienza è "chiuso". E chiuso sembra considerarlo anche il Papa, che, alla fine, si accomiata dalla folla esultante invitandola ad "andare avanti in spirito di libertà e verità".
Non senza aver messo, però, i puntini sulle 'i'. "Avevo accolto molto volentieri il cortese invito che mi era stato rivolto ad intervenire giovedì scorso all'inaugurazione dell'anno accademico della Sapienza", spiega a mo' di riepilogo affacciato alla finestra del suo studio. "Purtroppo, com'è noto, il clima che si era creato ha reso inopportuna la mia presenza alla cerimonia", aggiunge Ratzinger. "Ho soprasseduto mio malgrado", precisa. Il Papa ringrazia studenti e professori presenti per la loro "solidarietà". Non manca di dedicare uno speciale ringraziamento "di cuore" all'architetto della giornata, il cardinal Ruini. E poi, frenando gli applausi della folla, puntualizza: "Come professore, per così dire, emerito che ha incontrato tanti studenti nella sua vita, vi incoraggio tutti, cari universitari, ad essere sempre rispettosi delle opinioni altrui e a ricercare, con spirito libero e responsabile, la verità e il bene". Un messaggio calmo, ma anche una lezione. E se c'è chi non l'ha voluto nell'aula magna della Sapienza - sembra essere il messaggio - il Papa ha il suo uditorio in piazza San Pietro.


La Gazzetta del Mezzogiorno - 21 gennaio 2008

In 200mila con il papa
    Benedetto XVI agli studenti: rispettate sempre le idee degli altri

La giornata dell’orgoglio cattolico, dopo l’affronto della Sapienza, ha portato in Piazza San Pietro oltre centomila persone – duecen - tomila secondo la Gendarmeria vaticana – per l’abbraccio riparatore di quanti ritengono inaccettabile che si impedisca al Papa di parlare. All’appello del cardinale vicario Camillo Ruini a stringersi intorno a Benedetto XVI nell’Angelus – do - po le contestazioni che hanno spinto il papa a rinunciare a parlare alla Sapienza – ha risposto l’intero arcipelago dell’associazionismo cattolico, con i movimenti ecclesiali, i gruppi studenteschi, le comunità diocesane e parrocchiali, famiglie e singoli fedeli in ordine sparso, oltre a una folla bipartisan di politici, giunti correttamente in piazza senza insegne di partito. Com'è suo carattere, papa Ratzinger, accolto dall’ovazione della piazza quando si è affacciato a mezzogiorno dal suo studio per la preghiera domenicale, è parso quasi sopraffatto da tanto affetto, sembrava quasi essere lui a doversi scusare per il clamore della vicenda. «Grazie – ha risposto con un sorriso all’applauso -, e adesso preghiamo l’Ang elus». Ha letto quindi il suo discorso sulla settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, ha poi recitato la preghiera mariana ed è passato al tema del giorno, quello che tutti attendevano, rivolgendosi a «giovani universitari, che sono tanti – ha detto rimarcando il 'tantì -, e professori» venuti in piazza «per esprimermi solidarietà». «Vi ringrazio di cuore, cari amici, e ringrazio il cardinale vicario Camillo Ruini, che si è fatto promotore di questo momento di incontro». Il Pontefice ha ripercorso la vicenda: il «cortese invito» a visitare la Sapienza, ateneo che conosce bene, stima e ai cui studenti è affezionato; il «clima che si è creato» e che «purtroppo ha reso inopportuna – ha annotato – la mia presenza alla cerimonia». «Ho soprasseduto mio malgrado», ha sottolineato, ricordando che ha comunque mandato il testo del discorso che avrebbe pronunciato e spiegando che «all’ambiente universitario, che per lunghi anni è stato il mio mondo, mi legano l’amore per la ricerca della verità, per il confronto, per il dialogo franco e rispettoso delle reciproche posizioni». «Come professore, per così dire emerito che ha incontrato tanti studenti nella sua vita – ha aggiunto -, vi incoraggio tutti, cari universitari, ad essere sempre rispettosi delle opinioni altrui e a ricercare, con spirito libero e responsabile, la verità e il bene». In tutto venti minuti di discorsi, più volte interrotti da applausi, e saluti nelle varie lingue, conclusi poi 'a bracciò, con un «grazie a voi tutti, andiamo avanti in questo spirito di fraternità, amore per libertà e verità e impegno comune per una società fraterna e tollerante». Una volontà evidente, quella del Papa, di parlare «per» qualcosa e non «contro» qualcuno. Oltre alla massa dei fedeli, ha voluto testimoniare vicinanza al Pontefice anche un gran numero di politici, cattolici e non. Il centrodestra ha risposto al gran completo alla 'chiamatà di Ruini: delegazioni di Forza Italia, An, Udc e Lega Nord si sono mischiate ai fedeli nella piazza. Dalla maggioranza, invece, sono intervenuti solo esponenti di centro del Partito Democratico, con fianco a fianco le due anime cattoliche del Pd: i 'teodem' più vicini a Francesco Rutelli (Enzo Carra, Paola Binetti, Luigi Bobba, Emanuela Baio) e gli ex popolari dell’area di Dario Franceschini e Beppe Fioroni. Non è voluto mancare Clemente Mastella, giunto direttamente da Ceppaloni. E in piazza si sono visti anche i due senatori a vita Giulio Andreotti e Francesco Cossiga. Il leader dell’Udc Pierferdinando Casini è arrivato a San Pietro per dimostrare «affetto» al Papa, ma anche per «affermare i valori della libertà e dell’identità cristiana in Italia». Più duri i toni di An che, per bocca del portavoce Andrea Ronchi, ha puntato l’indice contro «un oscurantismo molto pericoloso» che una parte della sinistra ha contribuito a creare, scrivendo «una delle pagine più brutte della storia re pubblicana». In piazza, tra i gruppi dei movimenti come Cl, Sant'Egidio, Neocatecumenali, l’Azione Cattolica e le tante altre sigle cattoliche, il panorama, i suoni, i colori erano quelli di un grande happening. C'erano anche personaggi dello spettacolo e della cultura, come il regista Pupi Avati, il cantante Andrea Bocelli. «Questa è una giornata molto bella, è stata la risposta della gente, che ha dimostrato il suo affetto per il Papa», commentava l’artefice di tutto, il card.Ruini. Tra le decine di striscioni, molti quelli contro chi non ha voluto il Papa alla Sapienza. «Il sonno della ragione genera mostri», proclamava, mutuando una frase di Goya, la Gioventù studentesca di Catania. «Le porte degli inferi non prevarranno », ammoniva severamente un gruppo di Bellizzi (Salerno). Significato anche lo striscione della Comunità cristiana pachistana: «Essere contro il Papa è uguale a essere contro l’umanità. Vergognatevi... ». Per tutti, comunque, parlava Rinnovamento nello Spirito: «Santo Padre – era il suo striscione – ti amiamo e ti siamo fedeli».

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CORRIERE DELLA SERA - 21 gennaio 2008

PAPA DAY A SAN PIETRO
    Ruini il «regista» tra la folla: più gente di quanto avevo immaginato
    Il cardinale: «Dimostrato l'affetto dei fedeli. Prova di forza? Lasciamo stare.
    È una prova di gioia»

CITTA' DEL VATICANO — «È una bella giornata di sole, sono molto felice»: il cardinale Camillo Ruini, promotore di questa adunata, è mitemente raggiante nella bella luce del mezzogiorno, in mezzo alla piazza di San Pietro, mentre giornalisti e politici, professori universitari e studenti gli si stringono intorno per salutarlo e complimentarlo. C'è chi gli grida: «Salvi l'Italia!» E chi semplicemente gli lancia un «bravo, bravo!» Vengono a stringergli la mano il vicesindaco di Roma Maria Pia Garavaglia, la senatrice Paola Binetti e Francesco Rutelli. Con Rutelli il cardinale parla a lungo. «Buona giornata» gli dicono e lui: «Questa è una giornata molto bella, in cui è stato dimostrato l'affetto dei fedeli noi confronti del Papa».
Il cardinale si trova sulla destra dell'obelisco per chi guarda verso la facciata della basilica. E' in una zona libera da striscioni, ma alle sue spalle se ne legge uno sulla sinistra che dice «Le porte degli inferi non prevarranno» e lo sostiene un gruppo di giovani di Bellizzi, Salerno; mentre a destra c'è addirittura una sedicente «comunità cristiana pachistana » che proclama su un cartellone: «Essere contro il Papa è uguale a essere contro l'umanità. Vergognatevi». Arriva una troupe del Tg1 a fare domande al cardinale: «Questa è la risposta della gente che ama il Papa. Una grande festa, una grande gioia. Qui tutti sono contenti di stare vicini al Santo Padre e il bel tempo ci ha aiutato».
«C'è chi l'ha definita una prova di forza» gli viene obiettato: «Lasciamo stare queste cose! E' una prova di gioia, di affetto e di vicinanza». Ma avrà un effetto sul rapporto tra laici e cattolici? «Questo fatto — risponde il cardinale vicario — ha certamente avvicinato tutti coloro che sono amici della libertà e del confronto amichevole tra diverse posizioni culturali. E poi — al di là di tutto— c'è la grande unità del popolo italiano che si riconosce nel successore di Pietro». C'è grande ressa intorno a Ruini. Arriva il direttore della Sicurezza vaticana, Domenico Giani, e con i suoi uomini gli fa un po' di spazio. Il cardinale vicario ringrazia ma dice anche di non impedire agli studenti di andargli a parlare. Sono a colloquio con Ruini il direttore di Avvenire Dino Boffo e l'ex direttore dell'Osservatore Romano Mario Agnes, il segretario della Cei Giuseppe Betori e alcuni vescovi ausiliari di Roma: da Enzo Dieci al vicegerente Luigi Moretti. A essi si unirà Rino Fisichella, rettore della Lateranense, staccandosi per un momento — quando parlerà il Papa — dal folto gruppo di studenti e professori di quella università. Insistiamo a chiedere a Ruini se le cose si stiano svolgendo come si era figurato giovedì, quando aveva invitato i romani a partecipare all'«Angelus» di ieri: «Non avevo particolari aspettative, sapevo solo che sarebbe venuta gente ma ora debbo dire che ne è venuta più di quanta ne immaginassi. Io mi ero rivolto ai romani, qui invece ci sono persone venute da ogni parte». Andare in piazza non vuol dire esporsi alla strumentalizzazione?
«Non c'è stata e non poteva esserci nessuna strumentalizzazione», risponde Ruini: «Era un timore veramente fuori della realtà ». Le campane della basilica suonano il mezzogiorno, il Papa si affaccia e tutti gridano e battono le mani. Ruini si unisce a quella coralità con un timido gesto della mano destra, come a salutare Benedetto XVI quasi fosse lì davanti a lui invece che a più di cento metri di distanza. Il Papa dice «ringrazio il cardinale vicario che si è fatto promotore di questo momento di incontro» e ora il cardinale appare commosso. Intorno qualcuno gli grida «Grazie eminenza per aver preso l'iniziativa e averci portato qui» ed egli fa un cenno con la mano aperta e ferma come per dire «non disturbiamo le parole del Papa».
Ma arriva un nuovo applauso e ora anch'egli batte le mani. Il Papa si ritira dalla finestra e il cardinale risponde alle ultime domande dei giornalisti, si lascia fotografare con l'Avvenire in mano e poi compie un largo giro per uscire dalla piazza, seguito sempre da Boffo e Betori, salutando chi gli si avvicina e leggendo cartelli e striscioni. «Il sonno della ragione genera mostri » è scritto su uno di essi, a firma della Gioventù studentesca di Catania. Poco più in là si ferma a leggerne un altro del Rinnovamento nello Spirito, che è quasi una citazione delle finalità per le quali aveva promosso questo appuntamento: «Santo Padre ti amiamo e ti siamo fedeli».


LIBERTA’ – 21 gennaio 2008

Dopo la mancata visita alla Sapienza, Ratzinger manifesta il suo rammarico
     e invita a impegnarsi per una società più aperta
     Benedetto XVI: costretto a rinunciare
     In duecentomila all'Angelus per esprimere solidarietà al Pontefice

CITTÀ DEL VATICANO - La giornata dell'orgoglio cattolico, dopo l'affronto della Sapienza, ha portato in Piazza San Pietro oltre centomila persone - duecentomila secondo la Gendarmeria vaticana - per l'abbraccio riparatore di quanti ritengono inaccettabile che si impedisca al Papa di parlare. All'appello del cardinale vicario Camillo Ruini a stringersi intorno a Benedetto XVI nell'Angelus - dopo le contestazioni che hanno spinto il papa a rinunciare a parlare alla Sapienza - ha risposto l'intero arcipelago dell'associazionismo cattolico.
Con i movimenti ecclesiali, i gruppi studenteschi, le comunità diocesane e parrocchiali, famiglie e singoli fedeli in ordine sparso, oltre a una folla bipartisan di politici, giunti correttamente in piazza senza insegne di partito. Com'è suo carattere, papa Ratzinger, accolto dall'ovazione della piazza quando si è affacciato a mezzogiorno dal suo studio per la preghiera domenicale, è parso quasi sopraffatto da tanto affetto, sembrava quasi essere lui a doversi scusare per il clamore della vicenda. «Grazie - ha risposto con un sorriso all'applauso -, e adesso preghiamo l'Angelus». Ha letto quindi il suo discorso sulla settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, ha poi recitato la preghiera mariana ed è passato al tema del giorno, quello che tutti attendevano, rivolgendosi a «giovani universitari, che sono tanti - ha detto rimarcando il "tanti" -, e professori» venuti in piazza «per esprimermi solidarietà». «Vi ringrazio di cuore, cari amici, e ringrazio il cardinale vicario Camillo Ruini, che si è fatto promotore di questo momento di incontro». Il Pontefice ha ripercorso la vicenda: il «cortese invito» a visitare la Sapienza, ateneo che conosce bene, stima e ai cui studenti è affezionato; il «clima che si è creato» e che «purtroppo ha reso inopportuna - ha annotato - la mia presenza alla cerimonia». «Ho soprasseduto mio malgrado», ha sottolineato, ricordando che ha comunque mandato il testo del discorso che avrebbe pronunciato e spiegando che «all'ambiente universitario, che per lunghi anni è stato il mio mondo, mi legano l'amore per la ricerca della verità, per il confronto, per il dialogo franco e rispettoso delle reciproche posizioni». «Come professore, per così dire emerito che ha incontrato tanti studenti nella sua vita - ha aggiunto -, vi incoraggio tutti, cari universitari, ad essere sempre rispettosi delle opinioni altrui e a ricercare, con spirito libero e responsabile, la verità e il bene». In tutto venti minuti di discorsi, più volte interrotti da applausi, e saluti nelle varie lingue, conclusi poi 'a bracciò, con un «grazie a voi tutti, andiamo avanti in questo spirito di fraternità, amore per libertà e verità e impegno comune per una società fraterna e tollerante». Una volontà evidente, quella del Papa, di parlare «per» qualcosa e non «contro» qualcuno. Oltre alla massa dei fedeli, ha voluto testimoniare vicinanza al Pontefice anche un gran numero di politici, cattolici e non.
Da Bologna, il premier Romano Prodi ha cercato di gettare acqua sul fuoco delle polemiche, invitando tutti a «chiudere definitivamente questa tensione», generata certo da un episodio «non positivo» come quello della Sapienza. Il leader dell'Udc Pierferdinando Casini è arrivato con la famiglia a San Pietro per dimostrare «affetto» al Papa, ma anche per «affermare i valori della libertà e dell'identità cristiana in Italia». Più duri i toni di An che, per bocca del portavoce Andrea Ronchi, ha puntato l'indice contro «un oscurantismo molto pericoloso» che una parte della sinistra ha contribuito a creare, scrivendo «una delle pagine più brutte della storia repubblicana». In piazza, tra i gruppi dei movimenti come Cl, Sant'Egidio, Neocatecumenali, l'Azione Cattolica e le tante altre sigle cattoliche, il panorama, i suoni, i colori erano quelli di un grande happening. C'erano anche personaggi dello spettacolo e della cultura, come il regista Pupi Avati e il cantante Andrea Bocelli. «Questa è una giornata molto bella, è stata la risposta della gente, che ha dimostrato il suo affetto per il Papa», commentava l'artefice di tutto, il card.Ruini. Tra le decine di striscioni, molti quelli contro chi non ha voluto il Papa alla Sapienza. "Il sonno della ragione genera mostri", proclamava, mutuando una frase di Goya, la Gioventù studentesca di Catania. "Le porte degli inferi non prevarranno", ammoniva severamente un gruppo di Bellizzi (Salerno). Significato anche lo striscione della Comunità cristiana pachistana: "Essere contro il Papa è uguale a essere contro l'umanità. Vergognatevi...". Per tutti, comunque, parlava Rinnovamento nello Spirito: "Santo Padre.


KORAZYM – 21 gennaio 2008

L'Angelus di solidarietà. Il papa invoca rispetto e dialogo franco

di Matteo Spicuglia

Circa 200mila persone in piazza San Pietro per esprimere solidarietà dopo la cancellazione della visita alla Sapienza. Benedetto XVI parla di ecumenismo e torna sulla vicenda, invitando i giovani a coltivare "uno spirito libero e responsabile".

CITTA' DEL VATICANO - Non c'è polemica nelle parole di Benedetto XVI: solo un po' di amarezza, ricompensata però dall'emozione di vedere tante persone accorse per l'Angelus. A parlare ieri in piazza San Pietro è la guida della Chiesa cattolica, ma anche il "professore emerito", legato al mondo universitario, come ha spiegato lui stesso, dall’amore "per la ricerca della verità, per il confronto, per il dialogo franco e rispettoso delle reciproche posizioni". La stessa missione della Chiesa, "impegnata a seguire fedelmente Gesù, Maestro di vita, di verità e di amore". È senza dubbio questo il passaggio più significativo dell'Angelus domenicale, trasformato su iniziativa del cardinale Camillo Ruini, in una espressione pubblica di solidarietà al papa, dopo la cancellazione della visita all'università "La Sapienza" di Roma.
In piazza San Pietro, almeno 200mila persone: molti politici, alcuni "atei devoti", ma soprattutto i rappresentanti di quasi tutti i movimenti e le associazioni ecclesiali. Tra gli altri, Comunione e Liberazione (i cui studenti alla cerimonia della 'Sapienza' si erano presentati imbavagliati), Rinnovamento nello Spirito, l'Azione Cattolica, i Focolari, il Cammino Neocatecumenale, il Movimento Cristiano dei Lavoratori, Pax Christi, la Comunità di Sant'Egidio, il Forum delle Associazioni familiari, la Fuci, il Centro Sportivo Italiano. Quindi l'associazione Scienza & Vita, i religiosi e laici di Don Orione, le Acli, gli studenti dell'Opus Dei, il comitato del pellegrinaggio Macerata-Loreto, la Gioventù francescana d'Italia, la Comunità Papa Giovanni XXIII, l'Associazione Genitori Scuole Cattoliche, il Centro Italiano Femminile, e tante altre formazioni.
A loro il papa esprime gratitudine, ricostruendo poi le dinamiche che hanno portato "mio malgrado" alla rinuncia. "Avevo accolto molto volentieri il cortese invito che mi era stato rivolto e ho lavorato anche con grande gioia al discorso", ha detto, spiegando di conoscere bene e stimare l'Ateneo. "Purtroppo, com’è noto, - continua Benedetto XVI - il clima che si era creato ha reso inopportuna la mia presenza alla cerimonia". Dall'episodio, tuttavia, è possibile trarre un insegnamento che lo stesso pontefice vuole comunicare ai giovani "come professore emerito che ha incontrato tanti studenti nella sua vita". "Vi incoraggio tutti, cari universitari, - è l'invito - ad essere sempre rispettosi delle opinioni altrui e a ricercare, con spirito libero e responsabile, la verità e il bene".
Parole accolte e interrotte a più riprese da applausi scroscianti, cori ed espressioni di affetto, a sottolineare che per un gruppo minoritario di intolleranti, esiste ancora un'Italia pulita e aperta al dialogo. Tanti gli striscioni, da "Cristo è la vera Sapienza" a "Liberi di ascoltarti" e "Tu non camminerai mai solo". Ma la riflessione domenicale del papa non è ruotata soltanto intorno alla vicenda della Sapienza. Nella settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, rimane al centro l'ecumenismo, un movimento spirituale fondato sulla "preghiera, la conversione del cuore, il rafforzamento dei vincoli di comunione". Riprendendo il tema della settimana (l'invito di San Paolo: "Pregate continuamente"), Benedetto XVI ricorda che solo "dalla nuova vita in Cristo e nello Spirito Santo", proviene "la capacità di superare ogni egoismo, di vivere insieme in pace e in unione fraterna, di portare ognuno, di buon grado, i pesi e le sofferenze degli altri". E ancora: ''Cattolici, ortodossi, anglicani e protestanti'' sono ''coscienti che le loro divisioni sono un ostacolo alla accoglienza del Vangelo''. Per questo, continua il papa, ''abbiamo tutti il dovere di pregare e operare per il superamento di ogni divisione tra i cristiani rispondendo all'anelito di Cristo 'Un unum sint'''. Obiettivo: "condurre presto i discepoli di Cristo alla comune celebrazione dell'Eucaristia, manifestazione della loro unità''.


LA PROVINCIA DI LECCO – 21 gennaio 2008

Oggi i politici dal Papa L'Angelus diventa test. No a bandiere in piazza San Pietro, ma la «conta» è inevitabile Cresce l'ala cattolica nel Pd - La Bindi: «Scelta strumentale»

ROMA Ogni previsione rappresenta un azzardo, ma non saranno meno di 150 mila - forse molte di più - le persone che confluiranno questa mattina in Piazza San Pietro per l'abbraccio "riparatorio" a Benedetto XVI dopo la forzata rinuncia alla visita all'università "La Sapienza". Ma sul piatto c'è anche un tema più squisitamente politico: puntano a "contarsi" le "truppe" del papa, ovvero i cattolici presenti nei due schieramenti di centrodestra e di centrosinistra. Da Roma e da tutta Italia arriveranno in massa, anche a bordo di pullman e "armati" di striscioni sia di affetto verso papa Ratzinger sia di rivendicazione del diritto della Chiesa a parlare nelle sedi pubbliche, i gruppi di movimenti cattolici, associazioni, organizzazioni laicali, comunità diocesane, oltre ai singoli fedeli in ordine sparso delle parrocchie romane e agli almeno 50 mila alunni e professori che sarebbero stati comunque in piazza domani per la Giornata diocesana della scuola cattolica. Per quanto riguarda il fronte organizzato del «popolo di Dio», saranno in piazza in modo massiccio e visibile Rinnovamento nello Spirito, l'Azione Cattolica, i Focolari, il Cammino Neocatecumenale, il Movimento Cristiano dei Lavoratori, Pax Christi, la Comunità di Sant'Egidio, il Forum delle Associazioni familiari, la Fuci, il Centro Sportivo Italiano, Comunione e Liberazione. Quindi l'associazione Scienza & Vita, i Papaboys, i religiosi e laici di Don Orione, le Acli, gli studenti dell'Opus Dei e tante altre formazioni. Mentre non ci saranno bandiere di partito. Ovviamente non mancano le critiche del fronte laico sia alle autorità ecclesiastiche sia ai politici che correranno a «baciare la pantofola»; e una nuova ferita si registra anche nel fronte cattolico, specie quello interno al Pd, con Rosy Bindi e Arturo Parisi che criticano sia i loro colleghi di partito (gli ex popolari vicini a Beppe Fioroni e i teodem) sia Ruini che avrebbe preso una «iniziativa equivoca». Il cardinal vicario, dopo averlo esplicitamente detto nei giorni scorsi, ha sollecitato nelle ultime ore i dirigenti di partito ha evitare che sul sagrato di San Pietro compaiano bandiere di partito. E infatti diversi esponenti del centrodestra che oggi saranno all'Angelus hanno detto che rispetteranno la consegna di Ruini: da Maurizio Gasparri e Gianni Alemanno di An, fino a Francesco Giro di Fi e Lorenzo Cesa dell'Udc. Ma il rischio di una politicizzazione dell'evento religioso c'è, come dimostra l'annuncio di Gasparri che porterà con se i 600 firmatari del documento che chiede le dimissioni del ministro Mussi. E all'appello di Ruini risponderanno esponenti non solo del centrodestra, ma anche del centrosinistra: hanno preannunciato la presenza Clemente Mastella, Francesco Rutelli, il ministro Beppe Fioroni e la componente degli ex Popolari, e i teodem di Enzo Carra, Paola Binetti, Luigi Bobba ed Emanuela Baio. Anzi queste due ultime componenti, che si erano scontrate nei mesi precedenti prima nella Margherita e poi nel Pd, per la prima volta saranno insieme: primo passo per la nascita di una componente cattolica del partito di Veltroni. Così è scattato l'allarme di altri cattolici del Pd, in questi anni impegnati per la difesa della laicità e per il superamento dei vecchi steccati laici/cattolici. «Spero che l'Angelus si caratterizzi per una partecipazione di fedeli - ha detto Bindi -: chi pensa di strumentalizzarlo per dividere il Paese da un punto di vista etico, religioso e politico, fa un cattivo servizio all'Italia e alla Chiesa».


FIDES – 25 gennaio 2008

"Anche uno striscione può essere utile per dire bene, più di tante parole” dice Salvatore Martinez

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Salvatore Martinez, Presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo, sulla partecipazione all’Angelus di domenica scorsa, dice al Riformista che “anche gli striscioni possono servire quando sono esposti per testimoniare amore e fraternità nei confronti del Papa”. “Anche uno striscione - dice - può essere utile per dire bene, più di tante parole, l'affetto che deriva da ciò in cui si crede”.


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