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RASSEGNA STAMPA

 

ANSA - 1 maggio 2012

CHIESA: RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO,CHIUSA 35/A CONVOCAZIONE
RIMINI, Si e' chiusa a Rimini la 35/a Convocazione dei gruppi e delle comunita' di Rinnovamento nello Spirito, che dal 27 aprile ha radunato sotto le volte della Fiera migliaia di persone del movimento per celebrare il tradizionale appuntamento nazionale impreziosito, quest'anno, dal 40/o anniversario della fondazione. Compleanno festeggiato in tono giubilare, alla presenza di ospiti di spicco tra cui, domenica pomeriggio, il segretario di Stato Vaticano, cardinale Tarcisio Bertone. Il tema della convocazione, che ha visto alternarsi momenti di preghiera comunitaria e testimonianze, animazione spirituale e celebrazioni eucaristiche, e' stato 'Nello Spirito gridiamo: Gesu' e' il Signore''.

ALTARIMINI - 1 Maggio 2012

Rimini: Rinnovamento nello Spirito, chiusa 35esima convocazione
Si è chiusa a Rimini la 35/a Convocazione dei gruppi e delle comunità di Rinnovamento nello Spirito, che dal 27 aprile ha radunato sotto le volte della Fiera migliaia di persone del movimento per celebrare il tradizionale appuntamento nazionale impreziosito, quest'anno, dal 40/o anniversario della fondazione. Compleanno festeggiato in tono giubilare, alla presenza di ospiti di spicco tra cui, domenica pomeriggio, il segretario di Stato Vaticano, cardinale Tarcisio Bertone. Il tema della convocazione, che ha visto alternarsi momenti di preghiera comunitaria e testimonianze, animazione spirituale e celebrazioni eucaristiche, è stato 'Nello Spirito gridiamo: Gesu' è il Signore".

RADIO VATICANA - 2 maggio 2012

Rns a Rimini. Martinez: lo Spirito Santo non è in recessione, la gente ha sete di Dio

Si è conclusa ieri a Rimini la 35.ma Convocazione nazionale del Rinnovamento nello Spirito, in occasione dei suoi 40 anni di vita in Italia. Il tema della convocazione, che ha visto alternarsi momenti di preghiera comunitaria, testimonianze e celebrazioni eucaristiche, è stato “Nello Spirito gridiamo: Gesù è il Signore”. Oltre 23 mila le persone che hanno partecipato. “La gente ha voglia di Dio” sono parole del presidente nazionale del Movimento, Salvatore Martinez, intervistato da Gina Maradei:
R. – Qui a Rimini, le tantissime persone che si sono rese presenti nel tempo della crisi, ci dicono non solo che non è in recessione lo Spirito Santo, ma che la gente ha voglia di Dio e dove c’è Dio là c’è il futuro. Il futuro germoglia nel presente, quando si ritrova la gioia di confessare la fede, quando si coglie che questa fede include ogni attività umana e diventa motore, dinamismo. Non dimentichiamo ciò che Benedetto XVI ebbe a ricordare, in occasione degli auguri alla Curia romana, il 21 dicembre scorso, cioè che si assiste in Europa - e direi anche in Italia – ad una sorta di tedio della fede. Siamo nel tempo di Pasqua, verso la Pentecoste, questa assemblea a Rimini è davvero un preludio, un anticipo di questa resurrezione di Dio nei cuori. Non basta dire che Gesù è risorto, che Gesù è il Signore, che Gesù è vivo, se tutto questo poi non avviene nella vita della gente, se non lo si sperimenta nel cuore.
D. – Quali le prospettive di rinnovamento, guardando soprattutto alle giovani generazioni?
R. – Vogliamo coinvolgere i giovani, intanto, in una rilettura creativa dei dieci comandamenti. Nelle principali piazze d’Italia, delle aree metropolitane, rileggeremo i comandamenti, perché vivere in una civiltà, in una società implica l’accettazione delle regole di vita. Gli uomini stanno smettendo l’arte di vivere e bisogna farlo con i giovani. Poi, ai giovani bisogna dare luoghi nei quali fare esperienza di Dio. I nostri gruppi, le nostre comunità sono 1900 in Italia e vogliono essere ancora più aperte ai bisogni del nostro tempo. I giovani chiedono ascolto, i giovani vogliono parlare con Dio e ascoltare Dio. Questo è l’elemento fondante, fondamentale, della nuova evangelizzazione. Benedetto XVI lo ha ricordato nell’ottobre scorso: non si può parlare agli uomini di Dio, se non si parla a Dio. Vogliamo recuperare il linguaggio spirituale così desiderato dai nostri giovani e siamo certi che se sapranno imparare la lingua di Dio, sapranno parlare poi anche le lingue degli uomini.
D. – Nel suo intervento conclusivo ha parlato anche di questo bisogno di continuare a desiderare carismi. C’è in questo senso, quindi, anche un’urgenza per quel che riguarda le vocazioni?
R. – Direi che questa è la grande novità del cristianesimo, cioè la Pentecoste indica in modo evidente che da soli non ce la facciamo. Ecco allora i carismi; sono questi interventi provvidenziali di Dio, che capacitano l’uomo, che rendono il debole forte, il povero ricco, il muto capace di parlare. Non dimentichiamo che il Concilio si apre e si chiude con questa prospettiva: è l’invocazione di una nuova pioggia di carismi, per rendere intanto più bella la Chiesa, più attraente, e soprattutto capace di imporsi a questo nostro mondo. Pertanto la spiritualità dei carismi, la ricerca dei carismi, è funzionale alla diffusione del Vangelo e anche alla tenuta, allo sviluppo della vita della Chiesa. Tutta l’attività del Rinnovamento nello Spirito è fondata su questa riscoperta e su questa ministerialità. La vita missionaria presuppone la riscoperta di una vocazione, la riscoperta di un carisma e in tutte le direzioni. Quindi, non c’è missione se non c’è carisma e non c’è espansione e diffusione del Vangelo se non attraverso lo Spirito Santo, che ci rende idonei con questi suoi doni.

ZENIT - 2 maggio 2012

IL RINNOVAMENTO SCENDE NELLE PIAZZE PER GLI "AFFAMATI" DI DIO

Salvatore Martinez, invita i cristiani a diffondere lo Spirito nel mondo

ROMA, Il mondo soffre perché la fame di Dio non è soddisfatta, per questo motivo è compito dei cristiani portare la cultura di Pentecoste anche nella piazze, con “il fuoco nel cuore la buona novella nella bocca e la profezia nello sguardo”.
Con queste parole Salvatore Martinez ha concluso ieri primo maggio a Rimini la 35ª Convocazione nazionale del Rinnovamento nello Spirito.
Di fronte ad un assemblea festosa di oltre ventimila persone, cinquecento tra sacerdoti e religiosi, famiglie con millecinquecento tra bambini e preadolescenti, il Presidente del Rinnovamento nello Spirito (RnS) ha spiegato che “è tempo di Pentecoste”, bisogna “rinnovare e ravvivare la Fede” perché “dove c’è fuoco c’è spirito c’è carisma e Gesù è il Signore”
“Noi – ha aggiunto - non esistiamo né per fondare partiti né per affondarli. Noi esistiamo per rinnovare ciò che c’è. Di istituzioni ne abbiamo in abbondanza, è il “cuore” che non funziona!”
“C’è da ri-dire, c’è da ri-fare, c’è da ri-nnovare! La nostra missione dunque è ri-fecondare, ri-consegnare alle nuove generazioni l’intelligenza spirituale della storia che si chiama cultura di Pentecoste”.
Secondo il Presidente del RnS “C’è fame di giustizia sociale , c’è fame di pace familiare, c’è fame di vita buona, c’è grande nostalgia di Dio” per questo dobbiamo essere strumento per rinnovare i cuori”.
“Bisogna tornare a lodare ed invocare Gesù – ha sottolineato Martinez - fino ad un vero invaghimento del cuore. Bisogna riempirsi di quella che Cipriano chiamava ‘lodevole pazzia’ di amore”.
In merito alla crisi economica che sembra travolgere la società civile, il Presidente del RnS ha detto di “non aver paura” perché in tempo di crisi “la storia è ricostruita dai generosi di cuore” per questo bisogna proclamare forte e chiaro che “Gesù è il Signore!” ed i cristiani devono diffondere il profumo e lo spirito di Cristo..
Per Martinez, rinnovare non significa distruggere quello che c’è ma avere una continuità con la tradizione con il magistero con i Papi ed i primi apostoli.
A questo proposito ha chiesto di incentivare l’impegno per il “muro di fuoco” e per la mobilitazione “10 piazze per 10 comandamenti”.
Il Muro di fuoco è rappresentato da più di 20 comunità di preghiera che ogni mese si impegnano a incentivare l’adorazione e le orazioni affinché lo Spirito possa scorrere e Rinnovare le genti e la società.
Solo in Italia sono 1200 i gruppi di preghiera che fanno capo al RnS.
Dieci piazze per dieci comandamenti, è un iniziativa che da Roma toccherà altre dieci capoluoghi, con commenti e riflessioni sui dieci comandamenti.
“Noi - ha spiegato Martinez -intendiamo rileggere in positivo la tavola della legge, sottolineando non solo la negazione del male, ma proponendo la soluzione con opere di bene.
Il Presidente del RnS ha concluso affermando «Noi non esistiamo per noi stessi, ma per rinnovare il mondo! (…) Più aumenterà la crisi spirituale, più ci sarà bisogno di luoghi in cui si sperimentino la guarigione, la liberazione, l’amore di Dio, il servizio alla Chiesa. (…) noi vogliamo proclamare che la vera risposta alla crisi attuale è nello Spirito”.

ZENIT - 2 maggio 2012

DIECI ANNI DI "PROGETTO CHIESA MOLDAVA"

L'iniziativa missionaria del Rinnovamento nello Spirito Santo

RIMINI,La 35° Convocazione nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo, nel 40° anniversario della fondazione, coincide con il decennale del Progetto Chiesa Moldava, la più importante opera apostolica del movimento fuori dai confini italiani.
L’iniziativa partì nel 2002, a seguito della richiesta di collaborazione da parte del vescovo di Chisinau, monsignor Anton Cosa: il Rinnovamento nello Spirito ha così avviato la sua opera di evangelizzazione e formazione cristiana in uno dei paesi più poveri d’Europa. Lo stesso anno il Progetto Chiesa Moldava riceveva la benedizione del beato Giovanni Paolo II, nel corso di un’udienza privata in cui il pontefice polacco ricevette monsignor Cosa e i membri del Rinnovamento.
Nel corso di questi dieci anni si sono tenuti campi missionari estivi, iniziative di formazione, in particolare per i futuri seminaristi e un progetto ulteriore, L’arte a servizio dell’uomo, una serie di iniziative artistiche che prevedono la presenza in Italia di affermati artisti moldavi, popolari nel loro paese, che hanno offerto il loro contributo artistico a sostegno del progetto.
Alle attività di formazione sacramentale si affiancano attività “secolari”, dal laboratorio di uncinetto al decoupage. In Moldavia ancora non esiste un seminario, pertanto, di grande utilità sono risultato i ritiri estivi per giovani aspiranti sacerdoti, affiancati da incontri vocazionali, in particolare nelle parrocchie della zona di Chisinau.
“La Chiesa Moldava è una realtà ancora giovane – spiega a Zenit, Bruna Pernice, consigliere nazionale per le missione di RnS e referente del Progetto – e sconta molte carenze, dovute anche a tanti anni di comunismo. Alla povertà materiale, si aggiunge quindi una diffusa povertà spirituale, un deficit di speranza”.
Il Progetto Chiesa Moldava è stato reso possibile grazie all’abnegazione e allo zelo apostolico di molti laici che hanno lasciato tutto per portare Cristo in una terra di frontiera piena di mille incognite. Chiunque sia andato, però, assicura la signora Pernice, è sempre tornato con la gioia nel cuore.
“In Moldavia si sono recate persone di tutte le età – spiega la referente del Progetto – giovani, meno giovani, interi nuclei familiari. Una sorella del Rinnovamento è rimasta lì 3 anni ma c’è una famiglia che vi ha trascorso 5 anni”.
L’obiettivo del Progetto Chiesa Moldava non è tanto quello di portare il Rinnovamento nello Spirito nel paese, quanto quello di fortificare la chiesa locale. Sono comunque nati due gruppi di RnS che ne vivono pienamente il carisma.
“Quando si visita la Moldavia – prosegue Bruna Pernice – l’impatto è simile a quello con gli altri paesi dell’Europa dell’Est. La povertà non è immediatamente visibile ma basta andare nei quartieri periferici e fuori mano per constatare evidenti forme di degrado e marginalità sociale. Le disuguaglianze sociali sono molto marcate e purtroppo in aumento e i pochi ricchi tendono ad ostentare il loro benessere”.
In Moldavia sono ancora molto diffuse le baraccopoli e in interi quartieri l’elettricità va razionata. “D’inverno – spiega ancora Pernice – le temperature scendono a -20°C e allora, per scaldarsi, la gente deve rinunciare all’illuminazione e alla cottura dei cibi”.
“Molti bambini non vanno a scuola – aggiunge - non perché non vogliano ma perché i genitori non sono in grado nemmeno di pagare loro i testi scolastici. Le famiglie che stanno meglio sono quelle che hanno almeno un parente (di solito la madre) all’estero: le rimesse degli emigrati aiutano molto. Tra gli utenti delle mense per poveri, ci sono anche persone colte e con elevati titoli di studio”.
Tra i moldavi, il rapporto con la fede è pieno di chiaroscuri. “Anni di dittatura comunista – afferma la referente del Progetto - hanno provato ad estirpare le religiosità del popolo, ma senza successo. Il degrado sociale e umano spesso porta ad indurimento del cuore e alcuni rimangono sorpresi e diffidenti della generosità dei nostri missionari. Si chiedono: per quale tornaconto?”.
Nel complesso, tuttavia, la risposta è piuttosto calorosa. “Molti di loro – spiega Bruna Pernice - ci accolgono come se da tutta la vita non attendessero altro. Chi tra loro è credente, quasi sempre, ha una fede molto forte. I bisogno di speranza ce l’hanno davvero tutti”.
“Una volta, dopo una veglia di preghiera, una signora anziana ci disse: ‘erano anni che aspettavo un momento come questo, sono così felice che potrei morire anche ora’”.
Un aspetto della missione che colpisce profondamente gli evangelizzatori italiani è la visita alle famiglie povere. “Un giorno, una ragazza – racconta Bruna Pernice – rimase così scossa che perse l’appetito per una giornata intera. Si incontra un degrado che è aggravato dalla solitudine di tante persone, a differenza, ad esempio, dell’Africa dove, anche nella miseria, c’è un fortissimo senso della comunità”.
Al momento del ritorno in Italia i missionari laici cambiano radicalmente la loro prospettiva di vita, acquisendo “visione più ampia dell’uomo”, afferma Pernice. “Conoscere la realtà della Moldavia – aggiunge – fa constatare che si sono molte differenze tra gli esseri umani di tutto il mondo ma nessuno è superiore ad un altro”.
“Come affermava Giovanni Paolo II nella Redemptoris Missio, la missione che Gesù Cristo ha affidato alla Chiesa è ancora lontana dal suo compimento. Il nostro contributo è molto piccolo, la classica goccia nel mare, ma sappiamo quanto ogni goccia sia fondamentale”, conclude la responsabile del Progetto Chiesa Moldava.

AVVENIRE - 3 maggio 2012

«Portare ovunque la cultura di Pentecoste»

Rinnovamento nello Spirito, il presidente Martinez ha chiuso la 35ª Convocazione: uomini nuovi per un mondo nuovo
Il fuoco nel cuore, la buona novella nella bocca, la profezia nello sguardo. Così i cristiani, a «un mondo che ha fame di Dio, e soffre perché non è soddisfatta», sono chiamati a rispondere a tale domanda «portando ovunque la cultura di Pentecoste». Per questo, allora, è necessario «rinnovare e ravvivare la fede» perché «dove c'è fuoco c'è spirito, c'è carisma. Noi non esistiamo né per fondare partiti né per affondarli. Noi esistiamo per rinnovare ciò che c'è. Di istituzioni ne abbiamo in abbondanza, è il "cuore" che non funziona!». È stato il presidente nazionale Salvatore Martinez a chiudere con queste parole, martedì scorso, la 35ª Convocazione nazionale del Rinnovamento nello Spirito, che a Rimini, sul tema «Gesù è il Signore», ha radunato per quattro giorni circa 25mila persone, nel quarantesimo anniversario della presenza del RnS in Italia. «C'è da ri-dire, c'è da ri-fare, c'è da ri-nnovare - ha esortato Martinez - La nostra missione dunque è ri-fecondare, ri-consegnare alle nuove generazioni l'intelligenza spirituale della storia che si chiama cultura di Pentecoste». Se, ha aggiunto il presidente del movimento, «la madre di tutte le crisi è spirituale, come suole ripetere il Pontefice, allora c'è bisogno di rinnovamento! Soprattutto di rinnovamento della professione della fede cristiana, come assunzione di responsabilità dinanzi alle derive morali e all'instabilità sociale che il tempo soffre. La coscienza sopita o erronea del nostro Paese può essere risvegliata solo a partire dai valori dello Spirito: o si riparte dal cuore dell'uomo o non sarà possibile ridare un cuore alle istituzioni!». E dunque, con questo spirito, «ci candidiamo, umilmente e con profonda convinzione, a rifare il tessuto cristiano delle nostre comunità locali, provando a superare la frattura esistente tra "Vangelo e vita", certi che non esiste "riserva d'umanità" più alta e incisiva della spiritualità cristiana». Il Vangelo di Gesù Cristo e la sua Chiesa, ha concluso Martinez, «rimangono, oggi, la sola grande opportunità che gli uomini hanno di ritrovare la speranza e la voglia di futuro. Dove c'è lo Spirito di Dio, c'è voglia di futuro! Dove ci sono uomini nuovi, rinasce un mondo nuovo!».

INCROCINEWS - 3 maggio 2012

Scola e Tettamanzi, auguri per i 40 anni di RnS - L’Arcivescovo e l’Arcivescovo emerito hanno inviato i loro saluti alla 35a Convocazione nazionale di Rinnovamento nello Spirito, svoltasi dal 28 aprile all’1 maggio.

C’erano anche l’arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, e il suo predecessore, cardinale Dionigi Tettamanzi, tra i presuli italiani che hanno espresso attraverso un video messaggio i propri saluti e la propria vicinanza al Rinnovamento nello Spirito Santo, in occasione della 35a Convocazione nazionale, svoltasi a Rimini dal 28 aprile all’1 maggio.
Un meeting che ha radunato oltre 20 mila partecipanti provenienti da tutta Italia, ma anche da numerosi Paesi stranieri, tra cui Canada, Germania, Svizzera, Romania e Francia. L’occasione era particolarmente sentita, perché il movimento ecclesiale - che oggi conta oltre 1900 gruppi e comunità in tutta la penisola - festeggiava i suoi primi 40 anni di vita, datati a partire dalla nascita del primo gruppo di preghiera carismatico, nel 1972, a San Mauro Pascoli, nel Riminese.
«La testimonianza che il Rinnovamento nello Spirito dà è un dono prezioso che deve essere coltivato costantemente», ha sottolineato l’arcivescovo Scola nel suo messaggio di saluto. «Possiate trasmettere - è stato il suo augurio - la gioia della vita cristiana agli uomini del nostro tempo, che ne hanno così tanta sete e bisogno».
Il Rinnovamento nello Spirito significa «novità di vita, che è un’esigenza fondamentale per l’uomo di oggi», ha osservato il cardinale Tettamanzi. «Questo movimento, insieme alle altre aggregazioni ecclesiali, può diventare una spinta gioiosa, portatrice di questa novità».
Entrambi i cardinali milanesi hanno poi espresso auguri vivissimi all’RnS per questo Giubileo nel quarantesimo anniversario di nascita, e la propria vicinanza e sostegno nella preghiera. Sono oltre un centinaio i gruppi di preghiera di RnS nella Diocesi ambrosiana, dei quali una quarantina nella città di Milano. E sarà proprio il Rinnovamento nello Spirito ad animare l’adorazione eucaristica in occasione del prossimo Incontro mondiale delle Famiglie, a Milano dal 30 maggio al 3 giugno.

LA PERFETTA LETIZIA - 3 maggio 2012

Nello Spirito di Dio la risposta alla crisi, la voglia di futuro e l’entusiasmo per evangelizzare

Si è da poco conclusa la 35° convocazione dei gruppi e delle comunità del Rinnovamento nello Spirito Santo. Una convocazione ancor più significativa poiché svoltasi nel 40° della nascita di Rns in Italia

di Antonino Crivello
Al termine della 35° convocazione nazionale di RnS a Rimini si ha la chiara impressione di aver capito fino in fondo le parole del Beato Giovanni Paolo II: “Sì! Il Rinnovamento nello Spirito Santo può considerarsi un dono speciale dello Spirito Santo alla Chiesa in questo nostro tempo. Nato nella Chiesa e per la Chiesa”. Il leitmotiv di tutto l’incontro è stato ricordare e ripercorrere quarant’anni di cammino del Rinnovamento in Italia: dai video degli anni ’70 alle immagini delle più recenti convocazioni, fino alle parole di benedizione con cui la Chiesa, attraverso i suoi Papi e i suoi alti prelati, ha accolto fin dalla nascita questo movimento, ormai considerato universalmente una grazia particolare di Dio in un tempo di crisi umana e spirituale.

Una convocazione quindi di festa perché il ricordo ha suscitato nei ventimila e più presenti nei padiglioni della fiera di Rimini la percezione chiara di essere inseriti in un progetto di carità che in questi anni è già stato fecondo nella società e nelle realtà cattoliche locali. Ancora di più: il Rns è ancora giovanissimo, è solo agli inizi, e la voglia di uscire da questa convocazione con una grande energia, un’intensa voglia di darsi da fare per l’uomo e i suoi bisogni, nella Chiesa e per la Chiesa, aleggiava nel volto e nei sorrisi di tutti. Quattro giorni, dalla mattina alla sera, dormendo lo stretto necessario, non sono bastati per ‘spegnere’ l’ardore di gente di ogni età che ha raggiunto Rimini da ogni parte d’Italia, con il desiderio di esserci, di vivere insieme ad una così grande famiglia un incontro speciale.

Avendo partecipato già a diverse convocazioni posso affermare con certezza che mai come questa volta non ci sia la voglia di dire: “Signore facciamo tre tende”. No, la voglia è di uscire per le strade e di mostrare al mondo che esiste una risposta alla crisi, che, come ci ha ricordato magistralmente il Presidente Salvatore Martinez, è soprattutto una crisi spirituale. La risposta è nella fede che può stravolgere l’uomo e le infrastrutture sociali, può dare slancio ad un paese e ad un continente intero assopito dal secolarismo. E’ quindi ora di nuova evangelizzazione poiché «noi non esistiamo per noi stessi, ma per rinnovare il mondo!» (Salvatore Martinez).

Per spiegare meglio questo concetto, occorre ricordare un passaggio della relazione di uno dei più grandi predicatori che il mondo cattolico abbia conosciuto: Padre Raniero Cantalamessa. Egli ha in maniera esemplare mostrato come tutto nasce dal riaffermare la Signoria di Cristo nella vita dell’uomo e nella Storia. E’ da questa consapevolezza che nasce la gioia e la lode. Una scoperta accessibile a tutti, una fede viva che diventa missione, soprattutto per i laici. Essi allora sono chiamati a essere parte attiva della nuova evangelizzazione: «Essi sono l’energia nucleare della Chiesa, una reazione a catena che la potenza di Gesù rende possibile! I laici sono chiamati a evangelizzare non con un contributo professionale, ma in quanto portatori di carismi, pescatori di uomini, capaci di tendere le reti e portare a Dio tanta umanità. Per questo, ancora una volta, a Dio che dice: “Chi manderò?”, rispondiamo: “Signore, manda me!” (Is 6, 8)» (Padre Raniero Cantalamessa).

Serve allora riportare le parole di Salvatore Martinez, nella sua relazione conclusiva al termine della convocazione: «Noi non esistiamo né per fondare partiti né per affondarli. Noi esistiamo per rinnovare ciò che c’è. Di istituzioni – continua Martinez – ne abbiamo in abbondanza, è il “cuore” che non funziona! C’è da ridire, c’è da rifare, c’è da rinnovare! Le nostre società sono costruite sull’esaltazione del desiderio: vogliamo assomigliare agli altri, perdendo così la nostra libertà, mentre lo Spirito vuole farci assomigliare a Gesù. La nostra missione dunque è rifecondare, riconsegnare alle nuove generazioni l’intelligenza spirituale della storia che si chiama cultura di Pentecoste. C’è un grande lavoro da fare! Gli anziani del RnS devono sognare un ritorno al passato con il cuore pacificato e i giovani devono vedere il futuro con gli occhi di Dio!».

Come affrontare una sfida che appare umanamente grande e complessa? La risposta è certamente nella fede. E’ il caso di esserci, di vivere fino in fondo e senza timori la propria spiritualità così da portare al mondo la luce di Cristo.

L’appuntamento per tutti è quindi l’evento Dieci Piazze per Dieci Comandamenti, promosso dal Rinnovamento nello Spirito Santo in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. L’evento vuole essere un momento gioioso, di coinvolgimento popolare e di testimonianza di fede. Avrà portata nazionale e si svolgerà in dieci principali città d’Italia:
• sabato 1 settembre sarà la piazze di Bari
• sabato 8 settembre saranno le piazze di Napoli, Bari, Milano, Torino, Cagliari e Roma
• sabato 15 settembre sarà la volta di Firenze, Verona e Genova
• sabato 22 settembre sarà la piazze di Palermo
• sabato 29 settembre a Bologna in concomitanza con la festa patronale di San Petronio


LA VOCE DI ROMAGNA - 7 MAGGIO 2012

Da anni si svolge in Romagna la convocazione del movimento Rinnovamento nello Spirito Santo, occasione per ri?ettere sul rapporto tra la nostra terra e la fede

Il futuro può essere solo nello Spirito. In queste pagine cerchiamo di immaginare, insieme alla Romagna tutta, cosa si può aspettare nel futuro questa terra, consapevoli del fatto che "Homo faber fortunae suae", che nulla è scritto fuori dalla nostra l i b e r t à d i s c e g l i e re e d i p o t e r cambiare le cose. In questa riflessione arriva come un soffio discreto ma potente un tema che sta al di sotto - o meglio al di sopra - di tutti gli altri: lo Spirito. Settimana scorsa si è tenuta a Rimini la convocazione nazionale del movimento cattolico Rinnovamento nello Spir ito Santo, che peraltro celebrava un importante giubileo quarantennale. Rinnovamento nello Spir ito è una re altà cattolica, approvata dalla Santa Sede, fatta di persone di ogni ceto e provenienza che si riuniscono semplicemente per pregare. Una preghiera lontana dalla r i g i d i t à d e l l e f o r m u l e c h e l a s c i a spazio all'universo delle emozioni nella ricerca del soffio dello Spirito. Niente affari, niente intrallazzi di potere, niente gestione di voti. Preghiera e Spirito Santo. La presenza, oramai prolungata ed assodata, di questa kermesse in terra romagnola punta un dito verso una riflessione centrale per il futuro dei nostri cuori e delle nostre vite. Che spazio c'è per lo Spirito nella Romagna solatìa? Non bisogna però confondersi le idee dal principio. Questa domanda non dovrebbe indirizzare la riflessione, come spesso fa, all'immagine mediatica della Chiesa a cui siamo oramai abituati, fatta di scandali finanziari, politici, morali. Questa domanda vorrebbe portare al centro una domanda di senso da cui nessuno può evadere, e che trova nel cristianesimo indirizzi, risposte e cammini che nel loro svolgersi hanno forgiato l'identità occidentale, italiana, e pure romagnola. La Romagna è una terra abituata a grandi ideali. Anche in epoca recente le ideologie otto-noveentesche che hanno infiammato i cuori dei romagnoli altro non testimoniavano che una innata propensione di questa terra a mettere con i piedi per terra valori che si articolano nell'orizzonte del cuore. Ma la sua storia più antica, fatta di un intreccio di mistici e Santi, offre lo spunto per riportare nel presente, e proiettare verso il futuro, quello slancio spirituale che è proprio di tutti gli esseri umani, ma che i romagnoli hanno saputo vivere con pienezza. Innanzitutto il fatto che proprio a Rimini, nel cuore della Romagna. turistica e godereccia, una realtà come Rinnovamento nello Spirito Santo porti i cuori ed i corpi di migliaia e migliaia di persone che si ritrovano solo per pregare e mettersi in comune nel personale slancio verso Dio non dovrebbe lasciarci indifferenti. Quella che è considerata una delle più importanti manifestazioni religiose di tutta Europa si tiene in Romagna e non può non far risvegliare nel cuore dei romagnoli il loro antico slancio verso l'assoluto, che solo in epoche molto recenti si è scontrato contro il muro del materialismo ideologico o del consumismo occidentale. O che solo in epoche vicine a noi ha trasformato l'antico animo ribelle in un anticlericalismo che più che l'acqua sporca finisce per buttar via il bambino. Rinnovamento nello Spirito Santo è presente in Emilia-Romagna con una settantina di gruppi, molti dei quali proprio in Romagna. Il risveglio degli spiriti è quindi già in atto, la conversione dei cuori già avviene per molti romagnoli proprio secondo il cammino di questo movimento. Ma di fronte all'alternativa fra una proposta spirituale cristiana - così lontana dai sapori affaristici o scandalistici con cui spesso viene identificata la Chiesa in Italia - e una tiepida indifferenza neppure troppo meditata, molti ancora scelgono la seconda più comoda opzione.