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RASSEGNA STAMPA

 

AVVENIRE - 1 maggio 2012

«Mantenete i vostri talenti al servizio della Chiesa»

RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO Domenica l'Eucaristia presieduta dal segretario di Stato, cardinale Bertone che ha portato il saluto di Benedetto XVI che alla vigilia della Pentecoste riceverà gli appartenenti al movimento ecclesiale
RnS a Rimini, Bertone: il Papa vi accoglierà il 26 maggio Il cardinale Ravasi, nel suo intervento, ieri ha riflettuto sugli spazi riservati al silenzio e alla Parola di Dio

A RIMINI L'invito ufficiale è stato portato di persona. Quello più atteso, in piazza San Pietro il prossimo 26 maggio, vigilia di Pentecoste, con il Papa «che sarà ben lieto di accogliervi in speciale udienza». Invito accompagnato dal «saluto beneaugurante» e dalla «benedizione» che Benedetto XVI, dopo il messaggio di sabato scorso, ha voluto ribadire nel nuovo saluto indirizzato al Rinnovamento nello Spirito, che a Rimini sta celebrando la 35ª Convocazione nazionale, nel suo quarantesimo anniversario di presenza in Italia. A farsi personalmente interprete dei sentimenti del Pontefice è stato, domenica sera, il segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone, che a Rimini ha celebrato la Messa conclusiva della seconda giornata. Un'occasione, per il porporato, per esortare gli aderenti al RnS, presenti in oltre venticinquemila, a «non stancarsi di affermare la centralità di Cristo nella vostra esperienza di fede, poiché in nessun altro, al di fuori di lui, c'è salvezza», in quanto «né la scienza, né la ricchezza, né il potere donano la salvezza». Nella sua omelia il porporato ha spiegato quale dev'essere lo "stile" di questa testimonianza, osservando come «Signoria di Cristo si esprime nel servizio, il cui simbolo è il grembiule, unica divisa comandata agli Apostoli nel gesto della lavanda dei piedi, prima dell'ultima cena, quando Gesù disse: "Vi ho dato infatti l'esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi"». Di qui, allora, l'invito a «sforzarsi di testimoniare il primato assoluto di Cristo, poiché solo in Gesù tutti gli uomini possono salvarsi e vivere» e a non cessare «di proclamare - ha aggiunto il cardinale, richiamando il tema scelto dalla Convocazione nel 40° del RnS - che Gesù è il Signore, il quale rende liberi da ogni tirannia». Per portare il rinnovamento di Gesù nel cuore delle persone, ha quindi proseguito Bertone, c'è bisogno del «dinamismo di ogni fedele» e, insieme, «dell'autenticità e della freschezza della vostra fede!». Allora «continuate - ha proseguito - con rinnovato fervore, a mettere al servizio della Comunità ecclesiale i vostri talenti, mediante un impegno gioioso, inteso come risposta a una chiamata d'amore a voi rivolta da Dio». Concludendo la sua omelia, il segretario di Stato vaticano ha voluto fare riferimento al VII Incontro mondiale delle famiglie, in programma a Milano dal 30 maggio al 3 di giugno, esprimendo il proprio «apprezzamento» per la decisione del RnS in Italia, che ha deciso di dar vita al Centro internazionale per la famiglia , a Nazareth. Una «benemerita iniziativa», l'ha definita Bertone, che «costituisce un concreto gesto di comunione ecclesiale nell'impegno per la nuova evangelizzazione». E iniziativa, ha poi aggiunto parlando al termine della Messa coi giornalisti, tanto più preziosa in quanto «il rinnovamento interiore, il rinnovamento delle famiglie, questo cuore del rinnovamento che è assumere la fede e farne criteri di comportamento, deve esprimersi anche nella vita sociale, nella vita pubblica, nella vita civile. Trasformare, "rinnovare" le persone, ma rinnovare anche le istituzioni e rinnovare la società». Per questo rinnovamento, «lo Spirito è indispensabile», ha sottolineato ieri nella sua relazione il cardinale Gianfranco Ravasi. Certo, ha osservato il presidente del Pontificio Consiglio della cultura, «il parlare, la parola, la razionalità pura sono importanti, ma insufficienti. È lo Spirito che è indispensabile alla nostra fede, e è uno spirito che ha tante epifanie, nel cosmo, nella storia, nella vita nostra e questo spirito dobbiamo irradiarlo in modo spirituale ai nostri fratelli e alle nostre sorelle. È la missione». Missione, ha proseguito, che deve nutrirsi della parola di Dio ma, ed è questo punto, «come lasciare spazio alla Parola, e far sì che incida nell'interno della nostra esistenza, che incida ferite nei campi della consuetudine?». Perché ciò avvenga, ha concluso Ravasi citando il teologo protestante Dietrich Bonhoeffer, impiccato per ordine di Hitler il 9 aprile 1945, è necessario fare silenzio: «Facciamo silenzio prima di ascoltare la Parola perché i nostri pensieri siano già rivolti alla Parola, facciamo silenzio dopo l'ascolto della Parola perché questa ci parla ancora, vive e dimora in noi; facciamo silenzio la mattina presto perché Dio deve avere la prima parola; facciamo silenzio prima di coricarci perché l'ultima parola appartiene a Dio. Facciamo silenzio solo per amore della Parola».

ZENIT - 30 aprile 2012

LA "PAROLA" CHE TRIONFA SULLE "PAROLE". Durante la messa celebrata alla Convocazione del Rinnovamento nello Spirito, il cardinale Ravasi, coinvolge il movimento nel Cortile dei Gentili
di Luca Marcolivio

RIMINI, lunedì, 30 aprile 2012 (ZENIT.org) – Il cardinale Gianfranco Ravasi è una vecchia conoscenza del Rinnovamento nello Spirito. Già presente alla Convocazione nazionale del 1998, il Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura ha presieduto stamattina la Santa Messa sul palco principale della Fiera di Rimini. La celebrazione eucaristica è stata preceduta da un discorso catechetico da parte dello stesso Ravasi. Il porporato ha esordito ricordando in primo luogo la sua amicizia con il defunto don Dino Foglio, coordinatore nazionale del RnS per circa tre decenni, che nel 1998 rivolse a Ravasi una profezia: “Io vorrei che tu partecipassi alla Convocazione e ti inviterò ancora quando sarai cardinale!”. Punto di partenza della riflessione odierna del porporato è stato il seguente passo paolino: “Noi parliamo con parole non suggerite dalla sapienza umana, bensì insegnate dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in modo spirituale” (1Cor 2,13).
Il contesto al quale San Paolo si rivolge è quello di una Corinto incastonata in una grande metropoli cosmopolita e, al contempo, corrotta e decadente, quindi assai simile alla civiltà occidentale di oggi. Piuttosto che dei “termostati” che, con il loro calore, irradiavano la fede, i Corinti erano dei “termometri” che, si limitavano a registrare la temperatura spirituale del loro ambiente, adeguandosi passivamente e camaleonticamente alle tendenze, tutt’altro che virtuose, del loro tempo. La Parola, tuttavia, è molto più grande delle parole che trascende. Queste ultime, come si suol dire, sono pietre e possono pesare fortemente nelle relazioni umane, eppure è sorprendente e paradossale la loro fragilità e fugacità, assieme alla nostra inclinazione a dimenticarle. Diversa è la Parola di Dio – ha spiegato Ravasi - da Egli rivelata, di straordinaria potenza, contrapposta al significato che si dava di parola nell’originale greco, equivalente a poco più che una “chiacchiera”. C’è tuttavia una seconda “stella polare” che il cardinale individua in un’esperienza cristiana non riducibile a “un sistema di pensieri” o a un “insieme di teoremi da dimostrare”. Sulla scia di Pascal è quindi possibile proclamare che “l’ultimo passo della ragione è riconoscere che ci sono un’infinità di cose che la sorpassano”. In terzo luogo, l’esperienza del Signore è qualcosa di concreto, la sua conoscenza è possibile; la fede, parimenti, si apre alla visione e alla contemplazione, va oltre i nostri progetti e schemi. L’esempio vivente che spicca nell’Antico Testamento è Giobbe, quando, rivolto a Dio, ammette: “Ti conoscevo per sentito dire” (Gb 42,5). La trascendenza è elemento imprescindibile della conoscenza di Dio ma è già presente nella relazionalità umana. L’innamoramento è l’esempio più evidente di questo fenomeno: quando un uomo ama una donna, non osserverà più il suo volto con sguardo analitico o “scientifico” bensì con sguardo estetico e sentimentale. Lo Spirito Santo è sempre la cartina di tornasole della presenza di Dio nel Cosmo e nella Storia, del suo dialogo con l’uomo. Come affermava il teologo ortodosso Ignatius Hazim, “Senza lo Spirito Santo, Dio è lontano; Cristo resta nel passato; il Vangelo è lettera morta; la Chiesa una semplice organizzazione; l’autorità un dominio; la missione una propaganda; il culto una rievocazione e l’agire cristiano un moralismo. Con Lui invece: il cosmo si solleva e geme ma nelle doglie del parto, il Cristo risuscitato è presente, il Vangelo è potenza di vita, la Chiesa significa comunione trinitaria, l’autorità è servizio liberatore, la missione è Pentecoste, la liturgia è memoriale e profezia, l’agire umano è deificato”.
Successivamente, nel corso dell’omelia, il cardinale Ravasi ha esortato i membri del Rinnovamento nello Spirito con queste parole: “Aprite, demolite le frontiere costruite dalla società, dalla politica, dall’economia e da altre strutture, e fate in modo che lo Spirito abbia a passare di là anche attraverso la vostra voce”. Lo Spirito Santo, infatti, “non ama essere rinchiuso in una teca, è vento e acqua”. Il porporato ha poi fatto riferimento al Cortile dei Gentili, lo strumento culturale che papa Benedetto XVI lo ha incaricato di guidare. Il Cortile è una realtà che “mi permetto di affidare anche a voi: vorrei che diventasse parte del vostro impegno!”.

ZENIT - 30 aprile 2012

IL RINNOVAMENTO IN GESÙ CRISTO RINNOVI ANCHE LA SOCIETÀ. Il cardinale Tarcisio Bertone spiega che la logica dei cristiani non è quella del dominio e del potere, ma la logica del servizio
di Antonio Gaspari

RIMINI, lunedì, 30 aprile 2012 (ZENIT.org).- “Non stancatevi di affermare la centralità di Cristo nella vostra esperienza di fede, poiché in nessun altro, al di fuori di Lui, c’è salvezza” perché “Né la scienza, né la ricchezza, né il potere donano la salvezza”. Queste le parole che il cardinale Tarcisio Bertone ha rivolto ad oltre ventimila persone raccolte nella celebrazione eucaristica di domenica 29 aprile nel padiglione D5 della Fiera di Rimini. Nel corso dell’omelia rivolta ai Gruppi e alle Comunità del Rinnovamento nello Spirito Santo riunite per il 40° Anniversario della loro nascita, il Segretario di Stato Vaticano ha spiegato che la “Signoria di Cristo si esprime nel servizio, il cui simbolo è il grembiule unica divisa comandata agli Apostoli nel gesto della lavanda dei piedi, prima dell’ultima cena, quando Gesù disse. ‘Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi” “Sforzatevi di testimoniare il primato assoluto di Cristo, - ha sottolineato il Segretario di Stato - poiché solo in Gesù tutti gli uomini possono salvarsi e vivere”. “Infatti, - ha aggiunto - egli è risorto per la nostra salvezza, ci ha donato la remissione dei peccati e ci ha giustificati davanti a Dio” e proprio per questo “non cessate di proclamare che «Gesù è il Signore» (1 Cor 12,3), il quale rende liberi da ogni tirannia”. Il Segretario di Stato ha precisato che per portare il Rinnovamento di Gesù nel cuore delle persone c’è bisogno del “dinamismo di ogni fedele”, così come “dell’autenticità e della freschezza della vostra fede!”. Pertanto – ha invitato i presenti a continuare “con rinnovato fervore, a mettere al servizio della Comunità ecclesiale i vostri talenti, mediante un impegno gioioso, inteso come risposta ad una chiamata d’amore a voi rivolta da Dio”. “Cristo – ha ribadito il cardinale Bertone - ci chiama per condurci fuori dai recinti della paura, dell’egoismo e del peccato, per immetterci in un cammino di liberazione”. Il cardinale Bertone ha quindi rivolto l’attenzione al VII Incontro Mondiale delle Famiglie che si svolgerà a Milano dal 30 maggio al 3 di giugno. A tale proposito, il segretario di Stato ha voluto esprimere il Suo vivo apprezzamento al Rinnovamento nello Spirito Santo in Italia, che ha deciso di dar vita al «Centro Internazionale per la Famiglia» a Nazareth, in Terra Santa. “Vi incoraggio a proseguire questa vostra benemerita iniziativa”, - ha concluso il porporato – pochè “costituisce un concreto gesto di comunione ecclesiale nell’impegno per la nuova evangelizzazione”. Nell’incontro con i giornalisti il Cardinale Bertone ha spiegato che “Il Rinnovamento interiore, il Rinnovamento delle famiglie, questo cuore del Rinnovamento che è assumere la fede e farne criteri di comportamento, deve esprimersi anche nella vita sociale, nella vita pubblica, nella vita civile. Trasformare, “rinnovare” le persone ma rinnovare anche le istituzioni e rinnovare la società”.

ZENIT - 30 APRILE 2012

DA GIOVANE COMUNISTA A SACERDOTE. Come l'esperienza del Rinnovamento nello Spirito ha cambiato la vita a don Fulvio Bresciani
di Antonio Gaspari

RIMINI, lunedì, 30 aprile 2012 (ZENIT.org).- Aveva nove anni quando ha perso il padre. Il dolore lo ha allontanato dalla Chiesa. E’ diventato un dirigente dei giovani comunisti. Ha iniziato a interessarsi del Rinnovamento nello Spirito (Rns) per capire come facevano ad attrarre i giovani. L’incontro con la preghiera, con i canti, con l’amicizia con lo Spirito, gli ha aperto il cuore, così quanto aveva poco più che ventiquattro anni ha chiesto di entrare in seminario. Da laico ha accompagnato monsignor Dino Foglio, da sacerdote è stato segretario del cardinale Tonini, ora è il delegato nazionale per i giovani del RnS. Questa è la storia di Don Fulvio Bresciani, che ZENIT ha incontrato a Rimini il 30 aprile, alla convocazione Nazionale dei Gruppi e delle Comunità del Rinnovamento nello Spirito Santo. La perdita del padre lo aveva allontanato da Dio e dalla Chiesa. Fulvio divenne un giovane comunista “ci credevo davvero” – ha sottolineato- “ero convinto che il comunismo avrebbe cambiato il mondo “. Lavorava sodo, nei volantinaggi e nel tesseramento. Divenne segretario bresciano della Federazione dei Giovani Comunisti Italiani. Venne preso nella segreteria nazionale del partito. Studiava come reclutare i giovani. Era preoccupato dei movimenti cattolici che toglievano tesserati ai comunisti. Bisognava capire come facevano i cattolici ad attrarre i giovani. A Fulvio toccò di studiare e spiare il Rinnovamento nello Spirito. C’era il professore di religione, un salesiano, che lo invitava ad andare ai loro incontri. Fulvio andò con lo scopo di carpirne i segreti, invece ne rimase sconvolto. Venne accolto con affetto, nessuno gli chiese da che parte stava, gli parlarono di Gesù e della rivoluzione cristiana, gli testimoniarono che si poteva vivere con fraterna amicizia liberati da paure e ideologie.
Quelle che sembravano certezze politiche inossidabili cominciarono a vacillare. Fulvio andava sempre meno al partito e sempre più da quelli del Rinnovamento nello Spirito. Il partito era preoccupato cominciò a spiarlo, ma Fulvio non aveva nessun secondo fine, era stato affascinato da Cristo. Divenne aiutante, autista e amico di monsignor Dino Foglio, che stava fondando comunità del Rns ovunque in Italia. Nel corso di un incontro chiese a Fulvio di raccontare la sua storia, dopodiché lanciò un appello perché i giovani potessero donare la vita al Signore. Più di trecento giovani si alzarono e cominciarono il cammino per diventare sacerdoti e religiosi. Di questi 190 hanno raggiunto la meta. Tra cui una ragazza che è entrata nelle Piccole Sorelle di Gesù di Charles de Foucauld ed ora è la superiora generale. Il messaggio del RnS affascina i giovani. Si tratta di un carisma che non nasce da un essere umano ma che prepara la strada affinché lo Spirito Santo possa operare. Il carisma del movimento si basa su tre attrazioni: la parola di Dio la preghiera, la gioia e l’entusiasmo. Fin dalle origini nel RnS ha praticato fiducia nella Chiesa, nei Vescovi, passione per la parola pratica dei sacramenti, preghiera incessante e gioiosa, senza bisogno di imporre nulla. “Il RnS – ha sostenuto don Fulvio - nasce da un azione dello Spirito, lo Spirito è nella Chiesa e quindi obbedienza alla Chiesa”. Fulvio partì per il militare ed al ritorno avrebbe dovuto sposarsi, erano già state fissate le date. Ma in quell’anno di leva, il tanto bene che aveva ricevuto lo ricambiò con i commilitoni. Parlava di Gesù, dava consigli e cercava Dio. Molti tra quelli che lo conobbero si sono convertiti, hanno messo su famiglia, hanno battezzato i figli. Fulvio parlò con la sua fidanzata e gli spiegò che Dio voleva qualcosa d’altro per lui. E così di ritorno dal militare entrò in seminario. Secondo don Fulvio, il compito delle comunità del RnS non è quello di creare seminari secondo la propria spiritualità, al contrario il RnS deve continuare a creare comunità che alimentano vocazioni. Il centro della cultura della Pentecoste di cui parla il RnS è incentrato sulla Cresima, perché – ha concluso don Fulvio – “se lo Spirito è in noi, possiamo essere soldati di Cristo a servizio della Chiesa”.

ZENIT - 30 APRILE 2012

NELLA VITA DI COPPIA SI SPERIMENTA L'AMORE DI DIO. La testimonianza di tre famiglie del Rinnovamento nello Spirito Santo
di Luca Marcolivio

RIMINI, lunedì, 30 aprile 2012 (ZENIT.org) – C’è un luogo che unisce, idealmente e fisicamente, le famiglie del Rinnovamento nello Spirito: è la Casa Famiglia di Nazaret, situata a Loreto, che una decina di anni fa, monsignor Angelo Comastri - allora vescovo della località mariana e oggi cardinale - ha assegnato proprio al movimento. È a Loreto, dove ogni anno si tengono corsi di formazione e momenti intensi di preghiera, che si sono intrecciati i destini di molte famiglie che hanno fatto amicizia, condividendo gioie, dolori e testimonianze di fede. È il caso di tre coppie (una con il marito in cielo) che ZENIT ha incontrato durante la 35° Convocazione Nazionale del Rinnovamento nello Spirito, che domani chiuderà i battenti alla Fiera di Rimini. Etienne e Filippa, lui belga e lei italiana, sposati dal 1979, due figlie, sono residenti a San Mauro Pascoli (FC). Hanno conosciuto il movimento una trentina d’anni fa. Grazie al Rinnovamento nello Spirito hanno potuto fare il salto di qualità non solo nella fede ma anche nella vita di coppia che, ammettono, si era piuttosto inaridita. “Un amico ci invitò ad un incontro – raccontano – dicendoci: ‘venite e vedrete’. Capimmo subito che casa nostra era lì e che la nostra vocazione come figli di Dio era proprio come coppia. Come coppia eravamo chiamati ad annunciare questa grande realtà: è possibile vivere così e quello che abbiamo vissuto non lo possiamo tacere” (cfr. At 4,20). Etienne e Filippa hanno sperimentato che, nella vita di relazione, si può realizzare quello che aveva detto Gesù: dove due o più sono riuniti nel mio nome, Io sarò con loro (cfr. Mt 18,20). “Dobbiamo dargli la possibilità di abitare nella nostra relazione, altrimenti amare in modo puramente umano è disastroso…”, commentano. Alessandro e Wanda, di Torre del Lago Puccini (LU), sposati da 36 anni, sono stati per molto tempo dei “cristiani per tradizione ed eredità. L’esperienza vera di Gesù, però, non l’avevamo ancora fatta”.
Nel 1995, un fulmine a ciel sereno: la morte dell’unica figlia quindicenne. Un tragico evento dopo il quale “il Signore si è chinato su di noi ed ha avuto misericordia: ha raccattato i pezzetti della nostra vita e della nostra famiglia e ne ha fatto una cosa nuova, ricostruendoci, prima come persone e poi come coppia”. Perdere un figlio - l’unico per di più – non è soltanto un’esperienza devastante per una madre e per un padre; lo è anche per la coppia di genitori, che rischia di “smettere di essere coppia”, affermano i coniugi. La rinascita, per Alessandro e Wanda, inizia nel 2004, anno del loro soggiorno alla Casa Famiglia di Nazareth. “È stata Maria (colei che ha detto a suo Figlio “non hanno più vino”) a portarci lì – spiegano - ed è lì che abbiamo scoperto la grazia della vita sacramentale. Avevamo tanta sete e ci abbeveravamo ad un filo d’acqua quando avevamo a disposizione un fiume carsico di cui non ci eravamo accorti…”. “Quello di cui abbiamo avuto esperienza non possiamo tenerlo per noi – aggiungono -. La gente si accorge che ci è successo qualcosa di speciale. C’è davvero il Signore in mezzo a noi, nonostante le nostre fragilità. E quando lo imploriamo, è come l’invitato alle nozze che non se ne va mai”. Liliana, sassarese, vedova da un anno e mezzo, con due figli di 26 e 23 anni, è entrata nel Rinnovamento dopo una tragedia familiare: la morte, prima ancora di venire al mondo, del terzo figlio, Riccardo. “Avevo quello che avevo sempre desiderato – racconta - una famiglia dei figli, eppure ero nel tunnel della depressione. Volevo uscirne ma non sapevo come. Davanti al crocefisso, un giorno dissi: basta, ti ho chiesto serenità, non ho ottenuto nulla, arrivederci e grazie…”. Seguì per lei un periodo interminabile e tristissimo di “non vivere ma sopravvivere, viversi addosso… La vita ti passava davanti ma tu non ne sei protagonista. Il Signore, al contrario, ti rende protagonista della tua vita e della vita in genere, sempre in Lui e per Lui”. “Mi sono quindi allontanata da Dio ma Lui mi ha richiamato a sé, attraverso la perdita-guadagno di un figlio, morto alla vigilia della nascita, che però mi… ha partorito al cielo – ricorda commossa -. Riccardo mi ha portato per mano, assieme a Maria Santissima, fino a conoscere Cristo attraverso amici del Rinnovamento nello Spirito”. Per Liliana è una vera e propria rinascita e il marito, vedendola così cambiata, decide di seguirla nel percorso di fede. Un cammino durato “fino al giorno in cui l’ho riaccompagnato davanti al Signore: sull’altare ci siamo sposati e sull’altare gliel’ho restituito. Il Signore ci ha ricostruito, come persone, come genitori, come coppia e come evangelizzatori”. Per Etienne e Filippa, Alessandro e Wanda, Salvatore e Liliana, la vita di coppia è o - è stata – un “fare l’ordinario in maniera straordinaria”. “Facciamo l’esperienza della nostra umanità in modo totale e non siamo certo esenti dalle difficoltà e dalla fragilità - dice Etienne a nome di tutti quanti -. Pregare è ricalibrare ogni mattina la nostra vita su Dio, lasciargli penetrare la nostra vita, permettendo così a noi stessi di guardare alla vita con occhi e cuore diversi, con un’energia diversa. Ci spinge ad andare oltre, diventando altro”.

ZENIT - 30 aprile 2012

UN MEETING DOVE I BAMBINI CONOSCONO E DIALOGANO CON GESÙ. Novecento tra bambini e pre adolescenti giocano, cantano e pregano alla Convocazione nazionale del Rinnovamento nello Spirito
di Antonio Gaspari

RIMINI, lunedì, 30 aprile 2012 (ZENIT.org).- “Non ne posso più è proprio l’ora di chiamare Gesù”, questa la frase scritta su un muro della Fiera di Rimini, in un padiglione dove 900 giovani divisi in tre gruppi dai tre ai cinque anni (baby) , dai sei ai dieci anni (bambini) e dagli undici ai quattordici anni di età (ragazzi), giocano, cantano, pregano, e crescono in amicizia e fraternità, come comunità cristiana. E’ un iniziativa nata all’interno del Rinnovamento nello Spirito (RnS) nel 1999 come risposta alle necessità delle famiglie dei gruppi e delle comunità del RnS, che da 35 anni si ritrovano annualmente a Rimini. “All’inizio era un servizio di baby sitter e di intrattenimento dei bimbi e dei ragazzi, poi però ci siamo resi conti di aver iniziato un progetto che è stato provvidenziale”, ha raccontato a ZENIT , Cinzia Torre Paiella- tra le iniziatrici e ideatrice del Meeting (baby, bambini e ragazzi). Ottanta volontari divisi per gruppi di età, hanno accolto i bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze, e insieme hanno condiviso e portato avanti un percorso di giochi, canti, preghiere e conoscenza del Vangelo. Si inizia dai piccoli, (3-5 anni) a cui si raccontano storie ispirate e adattate dalla parabole del Vangelo. I bambini ascoltano le storie, le animano, giocano, cantano, ballano e pregano con grande naturalezza e gioia. Si abituano a vivere tra loro e con gli adulti, percependo che c’è qualcun altro, un Dio buono che gli vuole bene e che li protegge. Il loro rapporto con il trascendente è naturale e condiviso. Per i bambini e le bambine che frequentano le elementari, le storie, i giochi, i canti e le preghiere sono più animate. C’è un eroe a forma di goccia che si chiama “carismino” di cui si raccontano le storie, anche q ueste ispirate al Vangelo. I canti, studiati ad arte, sono semplici e coinvolgenti. I bambini si muovono e eseguono gesti che danno seguito alle parole. Cominciano ad avere coscienza dell’amicizia, della fratellanza, della comunità che manifesta la gioia. Pregano e si confessano, scoprendo l’effetto salvifico della comunione. I bambini scrivono con il nastro adesivo sulla proprie maglie, di aver disubbidito, di aver detto bugie, di non aver aiutato chi aveva bisogno, … incontrano il sacerdote che li confessa, il quale li libera dai peccati, togliendogli e buttando via il pezzo di adesivo dove era scritta la mancanza. “Così – ha spiegato Cinzia - i bambini capiscono bene di essere amati per quello che sono e non per quello che dovrebbero diventare”. I ragazzi tra gli 11 ed i 14 anni, hanno lavorato per dipingere su un muro le immagini e le scritte che invitano a sviluppare i talenti e cercare Gesù.
I preadolescenti fanno giochi più impegnativi, gare di corsa, canti più sofisticati, preghiere più impegnative, praticano l’adorazione Eucaristica e si aprono alla conversione del cuore raccontando la loro esperienza di vita. Nell’edizione di questo anno sono circa novecento i partecipanti, 200 i piccoli, 450 quelli tra i sei ed i dieci anni, e 250 i preadolescenti. Cinzia ha detto che la crisi economica ha limitato la partecipazione delle famiglie più numerose, ma l’iniziativa è in crescita continua, con tanti bambini che chiedono di partecipare e famiglie che chiedono di moltiplicare gli incontri a livello locale. Ottanta sono gli animatori, alcuni con esperienza decennale. Il “Meeting dei baby, bambini e ragazzi” si svolge nelle diverse regioni dove sono presenti gruppi del RnS, con una edizione annuale che si svolge a Rimini.
Le storie, per i diversi gruppi. I testi, le musiche e l’animazione delle canzoni. I giochi con i diversi personaggi. Le preghiere e la pratica dei sacramenti. Tutto viene ideato, studiato e realizzato dal gruppo promotore del RnS.
Alla domanda di ZENIT sul perché non scrivere un manuale con testi, musiche e immagini da utilizzare non solo per i partecipanti al Meeting dei giovani, ma anche nelle parrocchie, Cinzia ha risposto che lo chiedono in tanti e forse il prossimo anno si farà. “Quella che è iniziata come una risposta ad un esigenza – ha sottolineato Cinzia- è invece diventata una profezia”. Riflette infatti l’impegno che la Conferenza Episcopale Italiana ha chiesto per far fronte alla “emergenza educativa” ricominciando a diffondere la fede e la conoscenza fin dai primi anni di vita.

RADIO VATICANA - 30 aprile 2012

Il cardinale Bertone al Rinnovamento nello Spirito: "Non cessate di proclamare che Gesù è il Signore"

Oltre ventimila persone hanno preso parte, a Rimini, all’apertura della 35.ma convocazione nazionale del Rinnovamento nello Spirito, nel 40.mo anniversario del Rinnovamento in Italia. Il raduno, inaugurato sabato, si concluderà domani e quest’anno ha come motto “Nello Spirito gridiamo: Gesù è il Signore!”. Il servizio di Gina Maradei: “Fate delle vostre comunità e delle vostre famiglie dei ‘Cenacoli’ dove il protagonista è lo Spirito Santo, che è Signore e dà la vita”. Così il cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, ha incoraggiato nell’omelia di ieri tutti i presenti, invitandoli a seguire “la vita della Chiesa degli Apostoli, che prima di essere Chiesa che fa, è una Chiesa che sta davanti al Signore in silenziosa adorazione”. “Non cessate di proclamare che ‘Gesù è il Signore’ - ha detto ancora il porporato - il quale rende liberi da ogni tirannia”. Per il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, è urgente riscoprire i contenuti della fede professata soprattutto “per quella sfida educativa rivolta alle giovani generazioni” ha detto in un messaggio rivolto al presidente nazionale del movimento, Salvatore Martinez. Il vescovo di Rimini, mons. Francesco Lambiasi, nell’Eucaristia che ha concluso la prima giornata, si è soffermato sul concetto di “gregge cristiano”, che non ha nulla a che vedere con un “collettivismo massificante e spersonalizzante”. La giornata di ieri è stata aperta dall’arrivo sul palco dell’ampolla contenente il sangue del Beato Giovanni Paolo II sulle note dell’inno del Grande Giubileo del 2000. La 35.ma convocazione nazionale è stata anche l’occasione per ricordare l’udienza speciale del Rinnovamento nello Spirito, il 26 maggio in piazza San Pietro.

VATICAN INSIDER - 30 aprile 2012

Bertone in visita alla convocazione del Rinnovamento nello Spirito

Il segretario di Stato vaticano,35/ è interventuo alla convocazione nazionale del Rinnovamento nello Spirito
«Siamo in una fase in cui sentiamo questa esigenza di rinnovamento». Un rinnovamento che deve partire «dal cuore», che cambi «le persone ma rinnovi anche le istituzioni e rinnovi la società». ha dichiarato il Cardinale Tarcisio Bertone. Replicando a chi gli chiedeva se ci fosse bisogno di un rinnovamento nella vita delle persone «c’è una risonanza, ci deve essere una conseguenza anche nella vita sociale, diciamo anche nella vita pubblica. Il rinnovamento interiore, quello delle famiglie - ha proseguito il porporato -, questo cuore del cambiamento vuol dire assumere la fede e farne criteri di comportamento deve esprimersi anche nella vita sociale, nellavita pubblica e nella vita civile». A giudizio di Bertone si tratta di «trasformare, rinnovare le persone ma rinnovare anche le istituzioni per rinnovare la società. Siamo in una fase - ha ammonito - in cui sentiamo questa esigenza di rinnovamento, tutti ne parlano, tutti gli esponenti dei vari gruppi, delle varie istanze, partendo dal rinnovamento del cuore, dal rinnovamento interiore».

BLOG AMICI Di PAPA RATZINGER - unedì 30 aprile 2012

Card. Bertone: serve rinnovamento anche nella vita pubblica. In Africa e M.O. intolleranza crescente contro i Cristiani. BERTONE: SERVE RINNOVAMENTO ANCHE NELLA VITA PUBBLICA

La convocazione nazionale del Rinnovamento nello Spirito spinge a riflettere sull'esigenza di un rinnovamento etico nella vita pubblica. Lo ha affermato il sefretario di Stato della Santa Sede, cardinale Tarcisio Bertone, a margine dei lavori del RnS. "C'e' - ha detto - una risonanza, ci deve essere una conseguenza anche nella vita sociale, diciamo anche nella vita pubblica". Secondo Bertone, "il Rinnovamento interiore, il Rinnovamento delle famiglie, questo cuore del Rinnovamento che e' assumere la fede e farne criteri di comportamento, deve esprimersi anche nella vita sociale, nella vita pubblica, nella vita civile. Trasformare, rinnovare le persone ma rinnovare anche le istituzioni e rinnovare la societa'".

ADNKRONOS - 29 aprile 2012

CHIESA: CARD. BERTONE, SCIENZA, RICCHEZZA E POTERE NON DONANO SALVEZZA. IL CARDINALE ALLA CONVOCAZIONE DI RNS, IL PAPA VIA ACCOGLIERA’ IN SPECIALE UDIENZA IL 26 MAGGIO

Rimini, 29 apr. (Adnkronos) - ’Cari fratelli e sorelle, non stancatevi di affermare la centralita’ di Cristo nella vostra esperienza di fede, poiche’ in nessun altro, al di fuori di Lui, c’e’ salvezza. Ne’ la scienza, ne’ la ricchezza, ne’ il potere donano la salvezza. Sostenuti dalla fede e dall’esempio dell’Apostolo Pietro, sforzatevi di testimoniare il primato assoluto di Cristo, poiche’ solo in Gesu’ tutti gli uomini possono salvarsi e vivere’. Cosi’ il segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone, nell’omelia pronunciata alla 35a Convocazione Nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo, durante la quale, portando la Benedizione del Papa, ha annunciato anche che Benedetto XVI ’sara’ ben lieto di accogliervi in speciale Udienza in Piazza S. Pietro sabato 26 maggio, vigilia di Pentecoste’. ’In ogni tempo - ha aggiunto Bertone - la Chiesa e’ impegnata a conformarsi a questa logica e a testimoniarla per far trasparire la vera ’Signoria di Dio’, quella dell’amore e del dono totale della vita come ’riscatto’, come redenzione per molti’. Cristo, ha detto il cardinale, ’e’ il centro di unita’ della Chiesa, e’ la pietra angolare che sostiene e da’ solidita’ alla comunita’ dei fedeli’ e ’questo legame profondo con Gesu’ e’ la condizione per cooperare alla missione della Chiesa, alla quale ogni battezzato e’ chiamato, diventando entusiasta annunciatore del Vangelo, protagonista di unita’ e testimone di carita’. La Chiesa, infatti, ha bisogno del dinamismo di ogni fedele, pertanto ha bisogno anche dell’autenticita’ e della freschezza della vostra fede’. ’Cari amici, continuate, con rinnovato fervore, a mettere al servizio della Comunita’ ecclesiale i vostri talenti, mediante un impegno gioioso, inteso come risposta ad una chiamata d’amore a voi rivolta da Dio’, ha concluso Bertone.

ACLI RIMINI - 27 aprile 2012

Il Rinnovamento nello Spirito In Italia compie 40 anni. A Rimini la 35a Convocazione Giubilare. RnS: inaugurazione Mostra “Tempi di Rinnovamento. Quarantesimo in Mostra”

Negli spazi della Fiera di Rimini, il 28 aprile alle ore 15.00, in occasione della 35a Convocazione Nazionale dei Gruppi delle Comunità del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), verrà inaugurata la Mostra “Tempi di Rinnovamento. Quarantesimo in Mostra”. Documenti autografi, immagini e oggetti d’epoca, voci dei Pontefici alle Udienze al RnS, racconteranno la storia del Movimento attraverso quattro periodi storici: dalle origini al 1987; dal 1988 al 1995; dal 1996 al 2004; dal 2005 ad oggi.
A “tagliare il nastro” saranno Salvatore Martinez, presidente nazionale RnS; Piero Venturelli, direttore generale Fiera di Rimini; Roberto Berardi, presidente Convention Bureau della Riviera di Rimini. Nel pomeriggio, arriverà mons. Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini, che presiederà la Celebrazione Eucaristica. Il RnS è un Movimento ecclesiale che in Italia conta più di 200 mila aderenti, raggruppati in oltre 1.900 gruppi e comunità.