AVVENIRE - 1 maggio 2012
«Mantenete i vostri talenti al servizio della Chiesa»
RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO Domenica l'Eucaristia presieduta dal
segretario di Stato, cardinale Bertone che ha portato il saluto di
Benedetto XVI che alla vigilia della Pentecoste riceverà gli
appartenenti al movimento ecclesiale
RnS a Rimini, Bertone: il Papa vi accoglierà il 26 maggio Il cardinale
Ravasi, nel suo intervento, ieri ha riflettuto sugli spazi riservati al
silenzio e alla Parola di Dio
A RIMINI L'invito ufficiale è stato portato di persona. Quello più
atteso, in piazza San Pietro il prossimo 26 maggio, vigilia di
Pentecoste, con il Papa «che sarà ben lieto di accogliervi in speciale
udienza». Invito accompagnato dal «saluto beneaugurante» e dalla
«benedizione» che Benedetto XVI, dopo il messaggio di sabato scorso, ha
voluto ribadire nel nuovo saluto indirizzato al Rinnovamento nello
Spirito, che a Rimini sta celebrando la 35ª Convocazione nazionale, nel
suo quarantesimo anniversario di presenza in Italia. A farsi
personalmente interprete dei sentimenti del Pontefice è stato, domenica
sera, il segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone, che a Rimini
ha celebrato la Messa conclusiva della seconda giornata. Un'occasione,
per il porporato, per esortare gli aderenti al RnS, presenti in oltre
venticinquemila, a «non stancarsi di affermare la centralità di Cristo
nella vostra esperienza di fede, poiché in nessun altro, al di fuori di
lui, c'è salvezza», in quanto «né la scienza, né la ricchezza, né il
potere donano la salvezza». Nella sua omelia il porporato ha spiegato
quale dev'essere lo "stile" di questa testimonianza, osservando come
«Signoria di Cristo si esprime nel servizio, il cui simbolo è il
grembiule, unica divisa comandata agli Apostoli nel gesto della lavanda
dei piedi, prima dell'ultima cena, quando Gesù disse: "Vi ho dato
infatti l'esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi"». Di
qui, allora, l'invito a «sforzarsi di testimoniare il primato assoluto
di Cristo, poiché solo in Gesù tutti gli uomini possono salvarsi e
vivere» e a non cessare «di proclamare - ha aggiunto il cardinale,
richiamando il tema scelto dalla Convocazione nel 40° del RnS - che Gesù
è il Signore, il quale rende liberi da ogni tirannia». Per portare il
rinnovamento di Gesù nel cuore delle persone, ha quindi proseguito
Bertone, c'è bisogno del «dinamismo di ogni fedele» e, insieme,
«dell'autenticità e della freschezza della vostra fede!». Allora
«continuate - ha proseguito - con rinnovato fervore, a mettere al
servizio della Comunità ecclesiale i vostri talenti, mediante un impegno
gioioso, inteso come risposta a una chiamata d'amore a voi rivolta da
Dio». Concludendo la sua omelia, il segretario di Stato vaticano ha
voluto fare riferimento al VII Incontro mondiale delle famiglie, in
programma a Milano dal 30 maggio al 3 di giugno, esprimendo il proprio
«apprezzamento» per la decisione del RnS in Italia, che ha deciso di dar
vita al Centro internazionale per la famiglia , a Nazareth. Una
«benemerita iniziativa», l'ha definita Bertone, che «costituisce un
concreto gesto di comunione ecclesiale nell'impegno per la nuova
evangelizzazione». E iniziativa, ha poi aggiunto parlando al termine
della Messa coi giornalisti, tanto più preziosa in quanto «il
rinnovamento interiore, il rinnovamento delle famiglie, questo cuore del
rinnovamento che è assumere la fede e farne criteri di comportamento,
deve esprimersi anche nella vita sociale, nella vita pubblica, nella
vita civile. Trasformare, "rinnovare" le persone, ma rinnovare anche le
istituzioni e rinnovare la società». Per questo rinnovamento, «lo
Spirito è indispensabile», ha sottolineato ieri nella sua relazione il
cardinale Gianfranco Ravasi. Certo, ha osservato il presidente del
Pontificio Consiglio della cultura, «il parlare, la parola, la
razionalità pura sono importanti, ma insufficienti. È lo Spirito che è
indispensabile alla nostra fede, e è uno spirito che ha tante epifanie,
nel cosmo, nella storia, nella vita nostra e questo spirito dobbiamo
irradiarlo in modo spirituale ai nostri fratelli e alle nostre sorelle.
È la missione». Missione, ha proseguito, che deve nutrirsi della parola
di Dio ma, ed è questo punto, «come lasciare spazio alla Parola, e far
sì che incida nell'interno della nostra esistenza, che incida ferite nei
campi della consuetudine?». Perché ciò avvenga, ha concluso Ravasi
citando il teologo protestante Dietrich Bonhoeffer, impiccato per ordine
di Hitler il 9 aprile 1945, è necessario fare silenzio: «Facciamo
silenzio prima di ascoltare la Parola perché i nostri pensieri siano già
rivolti alla Parola, facciamo silenzio dopo l'ascolto della Parola
perché questa ci parla ancora, vive e dimora in noi; facciamo silenzio
la mattina presto perché Dio deve avere la prima parola; facciamo
silenzio prima di coricarci perché l'ultima parola appartiene a Dio.
Facciamo silenzio solo per amore della Parola».
ZENIT - 30 aprile 2012
LA "PAROLA" CHE TRIONFA SULLE "PAROLE". Durante la messa celebrata alla
Convocazione del Rinnovamento nello Spirito, il cardinale Ravasi,
coinvolge il movimento nel Cortile dei Gentili
di Luca Marcolivio
RIMINI, lunedì, 30 aprile 2012 (ZENIT.org) – Il cardinale Gianfranco
Ravasi è una vecchia conoscenza del Rinnovamento nello Spirito. Già
presente alla Convocazione nazionale del 1998, il Presidente del
Pontificio Consiglio della Cultura ha presieduto stamattina la Santa
Messa sul palco principale della Fiera di Rimini. La celebrazione
eucaristica è stata preceduta da un discorso catechetico da parte dello
stesso Ravasi. Il porporato ha esordito ricordando in primo luogo la sua
amicizia con il defunto don Dino Foglio, coordinatore nazionale del RnS
per circa tre decenni, che nel 1998 rivolse a Ravasi una profezia: “Io
vorrei che tu partecipassi alla Convocazione e ti inviterò ancora quando
sarai cardinale!”. Punto di partenza della riflessione odierna del
porporato è stato il seguente passo paolino: “Noi parliamo con parole
non suggerite dalla sapienza umana, bensì insegnate dallo Spirito,
esprimendo cose spirituali in modo spirituale” (1Cor 2,13).
Il contesto al quale San Paolo si rivolge è quello di una Corinto
incastonata in una grande metropoli cosmopolita e, al contempo, corrotta
e decadente, quindi assai simile alla civiltà occidentale di oggi.
Piuttosto che dei “termostati” che, con il loro calore, irradiavano la
fede, i Corinti erano dei “termometri” che, si limitavano a registrare
la temperatura spirituale del loro ambiente, adeguandosi passivamente e
camaleonticamente alle tendenze, tutt’altro che virtuose, del loro
tempo. La Parola, tuttavia, è molto più grande delle parole che
trascende. Queste ultime, come si suol dire, sono pietre e possono
pesare fortemente nelle relazioni umane, eppure è sorprendente e
paradossale la loro fragilità e fugacità, assieme alla nostra
inclinazione a dimenticarle. Diversa è la Parola di Dio – ha spiegato
Ravasi - da Egli rivelata, di straordinaria potenza, contrapposta al
significato che si dava di parola nell’originale greco, equivalente a
poco più che una “chiacchiera”. C’è tuttavia una seconda “stella polare”
che il cardinale individua in un’esperienza cristiana non riducibile a
“un sistema di pensieri” o a un “insieme di teoremi da dimostrare”.
Sulla scia di Pascal è quindi possibile proclamare che “l’ultimo passo
della ragione è riconoscere che ci sono un’infinità di cose che la
sorpassano”. In terzo luogo, l’esperienza del Signore è qualcosa di
concreto, la sua conoscenza è possibile; la fede, parimenti, si apre
alla visione e alla contemplazione, va oltre i nostri progetti e schemi.
L’esempio vivente che spicca nell’Antico Testamento è Giobbe, quando,
rivolto a Dio, ammette: “Ti conoscevo per sentito dire” (Gb 42,5). La
trascendenza è elemento imprescindibile della conoscenza di Dio ma è già
presente nella relazionalità umana. L’innamoramento è l’esempio più
evidente di questo fenomeno: quando un uomo ama una donna, non osserverà
più il suo volto con sguardo analitico o “scientifico” bensì con sguardo
estetico e sentimentale. Lo Spirito Santo è sempre la cartina di
tornasole della presenza di Dio nel Cosmo e nella Storia, del suo
dialogo con l’uomo. Come affermava il teologo ortodosso Ignatius Hazim,
“Senza lo Spirito Santo, Dio è lontano; Cristo resta nel passato; il
Vangelo è lettera morta; la Chiesa una semplice organizzazione;
l’autorità un dominio; la missione una propaganda; il culto una
rievocazione e l’agire cristiano un moralismo. Con Lui invece: il cosmo
si solleva e geme ma nelle doglie del parto, il Cristo risuscitato è
presente, il Vangelo è potenza di vita, la Chiesa significa comunione
trinitaria, l’autorità è servizio liberatore, la missione è Pentecoste,
la liturgia è memoriale e profezia, l’agire umano è deificato”.
Successivamente, nel corso dell’omelia, il cardinale Ravasi ha esortato
i membri del Rinnovamento nello Spirito con queste parole: “Aprite,
demolite le frontiere costruite dalla società, dalla politica,
dall’economia e da altre strutture, e fate in modo che lo Spirito abbia
a passare di là anche attraverso la vostra voce”. Lo Spirito Santo,
infatti, “non ama essere rinchiuso in una teca, è vento e acqua”. Il
porporato ha poi fatto riferimento al Cortile dei Gentili, lo strumento
culturale che papa Benedetto XVI lo ha incaricato di guidare. Il Cortile
è una realtà che “mi permetto di affidare anche a voi: vorrei che
diventasse parte del vostro impegno!”.
ZENIT - 30 aprile 2012
IL RINNOVAMENTO IN GESÙ CRISTO RINNOVI ANCHE LA SOCIETÀ. Il cardinale
Tarcisio Bertone spiega che la logica dei cristiani non è quella del
dominio e del potere, ma la logica del servizio
di Antonio Gaspari
RIMINI, lunedì, 30 aprile 2012 (ZENIT.org).- “Non stancatevi di
affermare la centralità di Cristo nella vostra esperienza di fede,
poiché in nessun altro, al di fuori di Lui, c’è salvezza” perché “Né la
scienza, né la ricchezza, né il potere donano la salvezza”. Queste le
parole che il cardinale Tarcisio Bertone ha rivolto ad oltre ventimila
persone raccolte nella celebrazione eucaristica di domenica 29 aprile
nel padiglione D5 della Fiera di Rimini. Nel corso dell’omelia rivolta
ai Gruppi e alle Comunità del Rinnovamento nello Spirito Santo riunite
per il 40° Anniversario della loro nascita, il Segretario di Stato
Vaticano ha spiegato che la “Signoria di Cristo si esprime nel servizio,
il cui simbolo è il grembiule unica divisa comandata agli Apostoli nel
gesto della lavanda dei piedi, prima dell’ultima cena, quando Gesù
disse. ‘Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate
anche voi” “Sforzatevi di testimoniare il primato assoluto di Cristo, -
ha sottolineato il Segretario di Stato - poiché solo in Gesù tutti gli
uomini possono salvarsi e vivere”. “Infatti, - ha aggiunto - egli è
risorto per la nostra salvezza, ci ha donato la remissione dei peccati e
ci ha giustificati davanti a Dio” e proprio per questo “non cessate di
proclamare che «Gesù è il Signore» (1 Cor 12,3), il quale rende liberi
da ogni tirannia”. Il Segretario di Stato ha precisato che per portare
il Rinnovamento di Gesù nel cuore delle persone c’è bisogno del
“dinamismo di ogni fedele”, così come “dell’autenticità e della
freschezza della vostra fede!”. Pertanto – ha invitato i presenti a
continuare “con rinnovato fervore, a mettere al servizio della Comunità
ecclesiale i vostri talenti, mediante un impegno gioioso, inteso come
risposta ad una chiamata d’amore a voi rivolta da Dio”. “Cristo – ha
ribadito il cardinale Bertone - ci chiama per condurci fuori dai recinti
della paura, dell’egoismo e del peccato, per immetterci in un cammino di
liberazione”. Il cardinale Bertone ha quindi rivolto l’attenzione al VII
Incontro Mondiale delle Famiglie che si svolgerà a Milano dal 30 maggio
al 3 di giugno. A tale proposito, il segretario di Stato ha voluto
esprimere il Suo vivo apprezzamento al Rinnovamento nello Spirito Santo
in Italia, che ha deciso di dar vita al «Centro Internazionale per la
Famiglia» a Nazareth, in Terra Santa. “Vi incoraggio a proseguire questa
vostra benemerita iniziativa”, - ha concluso il porporato – pochè
“costituisce un concreto gesto di comunione ecclesiale nell’impegno per
la nuova evangelizzazione”. Nell’incontro con i giornalisti il Cardinale
Bertone ha spiegato che “Il Rinnovamento interiore, il Rinnovamento
delle famiglie, questo cuore del Rinnovamento che è assumere la fede e
farne criteri di comportamento, deve esprimersi anche nella vita
sociale, nella vita pubblica, nella vita civile. Trasformare,
“rinnovare” le persone ma rinnovare anche le istituzioni e rinnovare la
società”.
ZENIT - 30 APRILE 2012
DA GIOVANE COMUNISTA A SACERDOTE. Come l'esperienza del Rinnovamento
nello Spirito ha cambiato la vita a don Fulvio Bresciani
di Antonio Gaspari
RIMINI, lunedì, 30 aprile 2012 (ZENIT.org).- Aveva nove anni quando ha
perso il padre. Il dolore lo ha allontanato dalla Chiesa. E’ diventato
un dirigente dei giovani comunisti. Ha iniziato a interessarsi del
Rinnovamento nello Spirito (Rns) per capire come facevano ad attrarre i
giovani. L’incontro con la preghiera, con i canti, con l’amicizia con lo
Spirito, gli ha aperto il cuore, così quanto aveva poco più che
ventiquattro anni ha chiesto di entrare in seminario. Da laico ha
accompagnato monsignor Dino Foglio, da sacerdote è stato segretario del
cardinale Tonini, ora è il delegato nazionale per i giovani del RnS.
Questa è la storia di Don Fulvio Bresciani, che ZENIT ha incontrato a
Rimini il 30 aprile, alla convocazione Nazionale dei Gruppi e delle
Comunità del Rinnovamento nello Spirito Santo. La perdita del padre lo
aveva allontanato da Dio e dalla Chiesa. Fulvio divenne un giovane
comunista “ci credevo davvero” – ha sottolineato- “ero convinto che il
comunismo avrebbe cambiato il mondo “. Lavorava sodo, nei volantinaggi e
nel tesseramento. Divenne segretario bresciano della Federazione dei
Giovani Comunisti Italiani. Venne preso nella segreteria nazionale del
partito. Studiava come reclutare i giovani. Era preoccupato dei
movimenti cattolici che toglievano tesserati ai comunisti. Bisognava
capire come facevano i cattolici ad attrarre i giovani. A Fulvio toccò
di studiare e spiare il Rinnovamento nello Spirito. C’era il professore
di religione, un salesiano, che lo invitava ad andare ai loro incontri.
Fulvio andò con lo scopo di carpirne i segreti, invece ne rimase
sconvolto. Venne accolto con affetto, nessuno gli chiese da che parte
stava, gli parlarono di Gesù e della rivoluzione cristiana, gli
testimoniarono che si poteva vivere con fraterna amicizia liberati da
paure e ideologie.
Quelle che sembravano certezze politiche inossidabili cominciarono a
vacillare. Fulvio andava sempre meno al partito e sempre più da quelli
del Rinnovamento nello Spirito. Il partito era preoccupato cominciò a
spiarlo, ma Fulvio non aveva nessun secondo fine, era stato affascinato
da Cristo. Divenne aiutante, autista e amico di monsignor Dino Foglio,
che stava fondando comunità del Rns ovunque in Italia. Nel corso di un
incontro chiese a Fulvio di raccontare la sua storia, dopodiché lanciò
un appello perché i giovani potessero donare la vita al Signore. Più di
trecento giovani si alzarono e cominciarono il cammino per diventare
sacerdoti e religiosi. Di questi 190 hanno raggiunto la meta. Tra cui
una ragazza che è entrata nelle Piccole Sorelle di Gesù di Charles de
Foucauld ed ora è la superiora generale. Il messaggio del RnS affascina
i giovani. Si tratta di un carisma che non nasce da un essere umano ma
che prepara la strada affinché lo Spirito Santo possa operare. Il
carisma del movimento si basa su tre attrazioni: la parola di Dio la
preghiera, la gioia e l’entusiasmo. Fin dalle origini nel RnS ha
praticato fiducia nella Chiesa, nei Vescovi, passione per la parola
pratica dei sacramenti, preghiera incessante e gioiosa, senza bisogno di
imporre nulla. “Il RnS – ha sostenuto don Fulvio - nasce da un azione
dello Spirito, lo Spirito è nella Chiesa e quindi obbedienza alla
Chiesa”. Fulvio partì per il militare ed al ritorno avrebbe dovuto
sposarsi, erano già state fissate le date. Ma in quell’anno di leva, il
tanto bene che aveva ricevuto lo ricambiò con i commilitoni. Parlava di
Gesù, dava consigli e cercava Dio. Molti tra quelli che lo conobbero si
sono convertiti, hanno messo su famiglia, hanno battezzato i figli.
Fulvio parlò con la sua fidanzata e gli spiegò che Dio voleva qualcosa
d’altro per lui. E così di ritorno dal militare entrò in seminario.
Secondo don Fulvio, il compito delle comunità del RnS non è quello di
creare seminari secondo la propria spiritualità, al contrario il RnS
deve continuare a creare comunità che alimentano vocazioni. Il centro
della cultura della Pentecoste di cui parla il RnS è incentrato sulla
Cresima, perché – ha concluso don Fulvio – “se lo Spirito è in noi,
possiamo essere soldati di Cristo a servizio della Chiesa”.
ZENIT - 30 APRILE 2012
NELLA VITA DI COPPIA SI SPERIMENTA L'AMORE DI DIO. La testimonianza di
tre famiglie del Rinnovamento nello Spirito Santo
di Luca Marcolivio
RIMINI, lunedì, 30 aprile 2012 (ZENIT.org) – C’è un luogo che unisce,
idealmente e fisicamente, le famiglie del Rinnovamento nello Spirito: è
la Casa Famiglia di Nazaret, situata a Loreto, che una decina di anni
fa, monsignor Angelo Comastri - allora vescovo della località mariana e
oggi cardinale - ha assegnato proprio al movimento. È a Loreto, dove
ogni anno si tengono corsi di formazione e momenti intensi di preghiera,
che si sono intrecciati i destini di molte famiglie che hanno fatto
amicizia, condividendo gioie, dolori e testimonianze di fede. È il caso
di tre coppie (una con il marito in cielo) che ZENIT ha incontrato
durante la 35° Convocazione Nazionale del Rinnovamento nello Spirito,
che domani chiuderà i battenti alla Fiera di Rimini. Etienne e Filippa,
lui belga e lei italiana, sposati dal 1979, due figlie, sono residenti a
San Mauro Pascoli (FC). Hanno conosciuto il movimento una trentina
d’anni fa. Grazie al Rinnovamento nello Spirito hanno potuto fare il
salto di qualità non solo nella fede ma anche nella vita di coppia che,
ammettono, si era piuttosto inaridita. “Un amico ci invitò ad un
incontro – raccontano – dicendoci: ‘venite e vedrete’. Capimmo subito
che casa nostra era lì e che la nostra vocazione come figli di Dio era
proprio come coppia. Come coppia eravamo chiamati ad annunciare questa
grande realtà: è possibile vivere così e quello che abbiamo vissuto non
lo possiamo tacere” (cfr. At 4,20). Etienne e Filippa hanno sperimentato
che, nella vita di relazione, si può realizzare quello che aveva detto
Gesù: dove due o più sono riuniti nel mio nome, Io sarò con loro (cfr.
Mt 18,20). “Dobbiamo dargli la possibilità di abitare nella nostra
relazione, altrimenti amare in modo puramente umano è disastroso…”,
commentano. Alessandro e Wanda, di Torre del Lago Puccini (LU), sposati
da 36 anni, sono stati per molto tempo dei “cristiani per tradizione ed
eredità. L’esperienza vera di Gesù, però, non l’avevamo ancora fatta”.
Nel 1995, un fulmine a ciel sereno: la morte dell’unica figlia
quindicenne. Un tragico evento dopo il quale “il Signore si è chinato su
di noi ed ha avuto misericordia: ha raccattato i pezzetti della nostra
vita e della nostra famiglia e ne ha fatto una cosa nuova,
ricostruendoci, prima come persone e poi come coppia”. Perdere un figlio
- l’unico per di più – non è soltanto un’esperienza devastante per una
madre e per un padre; lo è anche per la coppia di genitori, che rischia
di “smettere di essere coppia”, affermano i coniugi. La rinascita, per
Alessandro e Wanda, inizia nel 2004, anno del loro soggiorno alla Casa
Famiglia di Nazareth. “È stata Maria (colei che ha detto a suo Figlio
“non hanno più vino”) a portarci lì – spiegano - ed è lì che abbiamo
scoperto la grazia della vita sacramentale. Avevamo tanta sete e ci
abbeveravamo ad un filo d’acqua quando avevamo a disposizione un fiume
carsico di cui non ci eravamo accorti…”. “Quello di cui abbiamo avuto
esperienza non possiamo tenerlo per noi – aggiungono -. La gente si
accorge che ci è successo qualcosa di speciale. C’è davvero il Signore
in mezzo a noi, nonostante le nostre fragilità. E quando lo imploriamo,
è come l’invitato alle nozze che non se ne va mai”. Liliana, sassarese,
vedova da un anno e mezzo, con due figli di 26 e 23 anni, è entrata nel
Rinnovamento dopo una tragedia familiare: la morte, prima ancora di
venire al mondo, del terzo figlio, Riccardo. “Avevo quello che avevo
sempre desiderato – racconta - una famiglia dei figli, eppure ero nel
tunnel della depressione. Volevo uscirne ma non sapevo come. Davanti al
crocefisso, un giorno dissi: basta, ti ho chiesto serenità, non ho
ottenuto nulla, arrivederci e grazie…”. Seguì per lei un periodo
interminabile e tristissimo di “non vivere ma sopravvivere, viversi
addosso… La vita ti passava davanti ma tu non ne sei protagonista. Il
Signore, al contrario, ti rende protagonista della tua vita e della vita
in genere, sempre in Lui e per Lui”. “Mi sono quindi allontanata da Dio
ma Lui mi ha richiamato a sé, attraverso la perdita-guadagno di un
figlio, morto alla vigilia della nascita, che però mi… ha partorito al
cielo – ricorda commossa -. Riccardo mi ha portato per mano, assieme a
Maria Santissima, fino a conoscere Cristo attraverso amici del
Rinnovamento nello Spirito”. Per Liliana è una vera e propria rinascita
e il marito, vedendola così cambiata, decide di seguirla nel percorso di
fede. Un cammino durato “fino al giorno in cui l’ho riaccompagnato
davanti al Signore: sull’altare ci siamo sposati e sull’altare gliel’ho
restituito. Il Signore ci ha ricostruito, come persone, come genitori,
come coppia e come evangelizzatori”. Per Etienne e Filippa, Alessandro e
Wanda, Salvatore e Liliana, la vita di coppia è o - è stata – un “fare
l’ordinario in maniera straordinaria”. “Facciamo l’esperienza della
nostra umanità in modo totale e non siamo certo esenti dalle difficoltà
e dalla fragilità - dice Etienne a nome di tutti quanti -. Pregare è
ricalibrare ogni mattina la nostra vita su Dio, lasciargli penetrare la
nostra vita, permettendo così a noi stessi di guardare alla vita con
occhi e cuore diversi, con un’energia diversa. Ci spinge ad andare
oltre, diventando altro”.
ZENIT - 30 aprile 2012
UN MEETING DOVE I BAMBINI CONOSCONO E DIALOGANO CON GESÙ. Novecento tra
bambini e pre adolescenti giocano, cantano e pregano alla Convocazione
nazionale del Rinnovamento nello Spirito
di Antonio Gaspari
RIMINI, lunedì, 30 aprile 2012 (ZENIT.org).- “Non ne posso più è proprio
l’ora di chiamare Gesù”, questa la frase scritta su un muro della Fiera
di Rimini, in un padiglione dove 900 giovani divisi in tre gruppi dai
tre ai cinque anni (baby) , dai sei ai dieci anni (bambini) e dagli
undici ai quattordici anni di età (ragazzi), giocano, cantano, pregano,
e crescono in amicizia e fraternità, come comunità cristiana. E’ un
iniziativa nata all’interno del Rinnovamento nello Spirito (RnS) nel
1999 come risposta alle necessità delle famiglie dei gruppi e delle
comunità del RnS, che da 35 anni si ritrovano annualmente a Rimini.
“All’inizio era un servizio di baby sitter e di intrattenimento dei
bimbi e dei ragazzi, poi però ci siamo resi conti di aver iniziato un
progetto che è stato provvidenziale”, ha raccontato a ZENIT , Cinzia
Torre Paiella- tra le iniziatrici e ideatrice del Meeting (baby, bambini
e ragazzi). Ottanta volontari divisi per gruppi di età, hanno accolto i
bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze, e insieme hanno condiviso e
portato avanti un percorso di giochi, canti, preghiere e conoscenza del
Vangelo. Si inizia dai piccoli, (3-5 anni) a cui si raccontano storie
ispirate e adattate dalla parabole del Vangelo. I bambini ascoltano le
storie, le animano, giocano, cantano, ballano e pregano con grande
naturalezza e gioia. Si abituano a vivere tra loro e con gli adulti,
percependo che c’è qualcun altro, un Dio buono che gli vuole bene e che
li protegge. Il loro rapporto con il trascendente è naturale e
condiviso. Per i bambini e le bambine che frequentano le elementari, le
storie, i giochi, i canti e le preghiere sono più animate. C’è un eroe a
forma di goccia che si chiama “carismino” di cui si raccontano le
storie, anche q ueste ispirate al Vangelo. I canti, studiati ad arte,
sono semplici e coinvolgenti. I bambini si muovono e eseguono gesti che
danno seguito alle parole. Cominciano ad avere coscienza dell’amicizia,
della fratellanza, della comunità che manifesta la gioia. Pregano e si
confessano, scoprendo l’effetto salvifico della comunione. I bambini
scrivono con il nastro adesivo sulla proprie maglie, di aver
disubbidito, di aver detto bugie, di non aver aiutato chi aveva bisogno,
… incontrano il sacerdote che li confessa, il quale li libera dai
peccati, togliendogli e buttando via il pezzo di adesivo dove era
scritta la mancanza. “Così – ha spiegato Cinzia - i bambini capiscono
bene di essere amati per quello che sono e non per quello che dovrebbero
diventare”. I ragazzi tra gli 11 ed i 14 anni, hanno lavorato per
dipingere su un muro le immagini e le scritte che invitano a sviluppare
i talenti e cercare Gesù.
I preadolescenti fanno giochi più impegnativi, gare di corsa, canti più
sofisticati, preghiere più impegnative, praticano l’adorazione
Eucaristica e si aprono alla conversione del cuore raccontando la loro
esperienza di vita. Nell’edizione di questo anno sono circa novecento i
partecipanti, 200 i piccoli, 450 quelli tra i sei ed i dieci anni, e 250
i preadolescenti. Cinzia ha detto che la crisi economica ha limitato la
partecipazione delle famiglie più numerose, ma l’iniziativa è in
crescita continua, con tanti bambini che chiedono di partecipare e
famiglie che chiedono di moltiplicare gli incontri a livello locale.
Ottanta sono gli animatori, alcuni con esperienza decennale. Il “Meeting
dei baby, bambini e ragazzi” si svolge nelle diverse regioni dove sono
presenti gruppi del RnS, con una edizione annuale che si svolge a
Rimini.
Le storie, per i diversi gruppi. I testi, le musiche e l’animazione
delle canzoni. I giochi con i diversi personaggi. Le preghiere e la
pratica dei sacramenti. Tutto viene ideato, studiato e realizzato dal
gruppo promotore del RnS.
Alla domanda di ZENIT sul perché non scrivere un manuale con testi,
musiche e immagini da utilizzare non solo per i partecipanti al Meeting
dei giovani, ma anche nelle parrocchie, Cinzia ha risposto che lo
chiedono in tanti e forse il prossimo anno si farà. “Quella che è
iniziata come una risposta ad un esigenza – ha sottolineato Cinzia- è
invece diventata una profezia”. Riflette infatti l’impegno che la
Conferenza Episcopale Italiana ha chiesto per far fronte alla “emergenza
educativa” ricominciando a diffondere la fede e la conoscenza fin dai
primi anni di vita.
RADIO VATICANA - 30 aprile 2012
Il cardinale Bertone al Rinnovamento nello Spirito: "Non cessate di
proclamare che Gesù è il Signore"
Oltre ventimila persone hanno preso parte, a Rimini, all’apertura della
35.ma convocazione nazionale del Rinnovamento nello Spirito, nel 40.mo
anniversario del Rinnovamento in Italia. Il raduno, inaugurato sabato,
si concluderà domani e quest’anno ha come motto “Nello Spirito gridiamo:
Gesù è il Signore!”. Il servizio di Gina Maradei: “Fate delle vostre
comunità e delle vostre famiglie dei ‘Cenacoli’ dove il protagonista è
lo Spirito Santo, che è Signore e dà la vita”. Così il cardinale
segretario di Stato, Tarcisio Bertone, ha incoraggiato nell’omelia di
ieri tutti i presenti, invitandoli a seguire “la vita della Chiesa degli
Apostoli, che prima di essere Chiesa che fa, è una Chiesa che sta
davanti al Signore in silenziosa adorazione”. “Non cessate di proclamare
che ‘Gesù è il Signore’ - ha detto ancora il porporato - il quale rende
liberi da ogni tirannia”. Per il cardinale Angelo Bagnasco, presidente
della Conferenza episcopale italiana, è urgente riscoprire i contenuti
della fede professata soprattutto “per quella sfida educativa rivolta
alle giovani generazioni” ha detto in un messaggio rivolto al presidente
nazionale del movimento, Salvatore Martinez. Il vescovo di Rimini, mons.
Francesco Lambiasi, nell’Eucaristia che ha concluso la prima giornata,
si è soffermato sul concetto di “gregge cristiano”, che non ha nulla a
che vedere con un “collettivismo massificante e spersonalizzante”. La
giornata di ieri è stata aperta dall’arrivo sul palco dell’ampolla
contenente il sangue del Beato Giovanni Paolo II sulle note dell’inno
del Grande Giubileo del 2000. La 35.ma convocazione nazionale è stata
anche l’occasione per ricordare l’udienza speciale del Rinnovamento
nello Spirito, il 26 maggio in piazza San Pietro.
VATICAN INSIDER - 30 aprile 2012
Bertone in visita alla convocazione del Rinnovamento nello Spirito
Il segretario di Stato vaticano,35/ è interventuo alla convocazione
nazionale del Rinnovamento nello Spirito
«Siamo in una fase in cui sentiamo questa esigenza di rinnovamento». Un
rinnovamento che deve partire «dal cuore», che cambi «le persone ma
rinnovi anche le istituzioni e rinnovi la società». ha dichiarato il
Cardinale Tarcisio Bertone. Replicando a chi gli chiedeva se ci fosse
bisogno di un rinnovamento nella vita delle persone «c’è una risonanza,
ci deve essere una conseguenza anche nella vita sociale, diciamo anche
nella vita pubblica. Il rinnovamento interiore, quello delle famiglie -
ha proseguito il porporato -, questo cuore del cambiamento vuol dire
assumere la fede e farne criteri di comportamento deve esprimersi anche
nella vita sociale, nellavita pubblica e nella vita civile». A giudizio
di Bertone si tratta di «trasformare, rinnovare le persone ma rinnovare
anche le istituzioni per rinnovare la società. Siamo in una fase - ha
ammonito - in cui sentiamo questa esigenza di rinnovamento, tutti ne
parlano, tutti gli esponenti dei vari gruppi, delle varie istanze,
partendo dal rinnovamento del cuore, dal rinnovamento interiore».
BLOG AMICI Di PAPA RATZINGER - unedì 30 aprile 2012
Card. Bertone: serve rinnovamento anche nella vita pubblica. In Africa e
M.O. intolleranza crescente contro i Cristiani. BERTONE: SERVE
RINNOVAMENTO ANCHE NELLA VITA PUBBLICA
La convocazione nazionale del Rinnovamento nello Spirito spinge a
riflettere sull'esigenza di un rinnovamento etico nella vita pubblica.
Lo ha affermato il sefretario di Stato della Santa Sede, cardinale
Tarcisio Bertone, a margine dei lavori del RnS. "C'e' - ha detto - una
risonanza, ci deve essere una conseguenza anche nella vita sociale,
diciamo anche nella vita pubblica". Secondo Bertone, "il Rinnovamento
interiore, il Rinnovamento delle famiglie, questo cuore del Rinnovamento
che e' assumere la fede e farne criteri di comportamento, deve
esprimersi anche nella vita sociale, nella vita pubblica, nella vita
civile. Trasformare, rinnovare le persone ma rinnovare anche le
istituzioni e rinnovare la societa'".
ADNKRONOS - 29 aprile 2012
CHIESA: CARD. BERTONE, SCIENZA, RICCHEZZA E POTERE NON DONANO SALVEZZA.
IL CARDINALE ALLA CONVOCAZIONE DI RNS, IL PAPA VIA ACCOGLIERA’ IN
SPECIALE UDIENZA IL 26 MAGGIO
Rimini, 29 apr. (Adnkronos) - ’Cari fratelli e sorelle, non stancatevi
di affermare la centralita’ di Cristo nella vostra esperienza di fede,
poiche’ in nessun altro, al di fuori di Lui, c’e’ salvezza. Ne’ la
scienza, ne’ la ricchezza, ne’ il potere donano la salvezza. Sostenuti
dalla fede e dall’esempio dell’Apostolo Pietro, sforzatevi di
testimoniare il primato assoluto di Cristo, poiche’ solo in Gesu’ tutti
gli uomini possono salvarsi e vivere’. Cosi’ il segretario di Stato
vaticano, card. Tarcisio Bertone, nell’omelia pronunciata alla 35a
Convocazione Nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo, durante la
quale, portando la Benedizione del Papa, ha annunciato anche che
Benedetto XVI ’sara’ ben lieto di accogliervi in speciale Udienza in
Piazza S. Pietro sabato 26 maggio, vigilia di Pentecoste’. ’In ogni
tempo - ha aggiunto Bertone - la Chiesa e’ impegnata a conformarsi a
questa logica e a testimoniarla per far trasparire la vera ’Signoria di
Dio’, quella dell’amore e del dono totale della vita come ’riscatto’,
come redenzione per molti’. Cristo, ha detto il cardinale, ’e’ il centro
di unita’ della Chiesa, e’ la pietra angolare che sostiene e da’
solidita’ alla comunita’ dei fedeli’ e ’questo legame profondo con Gesu’
e’ la condizione per cooperare alla missione della Chiesa, alla quale
ogni battezzato e’ chiamato, diventando entusiasta annunciatore del
Vangelo, protagonista di unita’ e testimone di carita’. La Chiesa,
infatti, ha bisogno del dinamismo di ogni fedele, pertanto ha bisogno
anche dell’autenticita’ e della freschezza della vostra fede’. ’Cari
amici, continuate, con rinnovato fervore, a mettere al servizio della
Comunita’ ecclesiale i vostri talenti, mediante un impegno gioioso,
inteso come risposta ad una chiamata d’amore a voi rivolta da Dio’, ha
concluso Bertone.
ACLI RIMINI - 27 aprile 2012
Il Rinnovamento nello Spirito In Italia compie 40 anni. A Rimini la 35a
Convocazione Giubilare. RnS: inaugurazione Mostra “Tempi di
Rinnovamento. Quarantesimo in Mostra”
Negli spazi della Fiera di Rimini, il 28 aprile alle ore 15.00, in
occasione della 35a Convocazione Nazionale dei Gruppi delle Comunità del
Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), verrà inaugurata la Mostra
“Tempi di Rinnovamento. Quarantesimo in Mostra”. Documenti autografi,
immagini e oggetti d’epoca, voci dei Pontefici alle Udienze al RnS,
racconteranno la storia del Movimento attraverso quattro periodi
storici: dalle origini al 1987; dal 1988 al 1995; dal 1996 al 2004; dal
2005 ad oggi.
A “tagliare il nastro” saranno Salvatore Martinez, presidente nazionale
RnS; Piero Venturelli, direttore generale Fiera di Rimini; Roberto
Berardi, presidente Convention Bureau della Riviera di Rimini. Nel
pomeriggio, arriverà mons. Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini, che
presiederà la Celebrazione Eucaristica. Il RnS è un Movimento ecclesiale
che in Italia conta più di 200 mila aderenti, raggruppati in oltre 1.900
gruppi e comunità.