SIR – 18 settembre 2009
RETINOPERA: DA OGGI AD ASSISI UNA TRE-GIORNI SU “CARITÀ, VERITÀ,
SVILUPPO INTEGRALE”
“Carità, Verità, Sviluppo integrale”, sulla scorta dell’enciclica
“Caritas in Veritate”, è il tema scelto da “Retinopera”, collegamento di
associazioni e movimenti di ispirazione cristiana operanti nel sociale,
per il seminario nazionale che si aprirà questo pomeriggio ad Assisi. Le
tre giornate dei lavori vedranno la presenza di relatori quali mons.
Mariano Crociata (segretario generale della Cei), mons. Giampietro Dal
Toso (sotto-segretario di “Cor Unum”), mons. Arrigo Miglio (presidente
Commissione Cei problemi sociali), oltre a presidenti e responsabili
delle aggregazioni aderenti. Interverranno tra gli altri Giorgio
Vittadini (Fondazione Sussidiarietà), Alberto Fantuzzo (Agesci),
Salvatore Martinez (Rinnovamento nello Spirito), Andrea Olivero (Acli),
Franco Miano (Aci). Diversi i docenti e studiosi che affronteranno il
tema dello “sviluppo integrale”: tra loro Michele Colasanto (Univ.
Cattolica), Francesco Compagnoni (Univ. S. Tommaso), Amedeo Postiglione
(vice-presid. Forum europeo giuristi), Luisa Ribolzi (Univ. Genova),
Piero Coda (Univ. Sophia-Loppiano), Cesare Mirabelli (pres. emerito
Corte Costituzionale). La tavola rotonda conclusiva, domenica 20, sarà
dedicata al tema “Senza fraternità non c’è vera solidarietà!”.
AVVENIRE – 20 settembre 2009
Strategie di speranza per il bene comune
Su famiglia, educazione, bioetica, migranti e povertà ampia convergenza
tra le 18 associazioni
DAL NOSTRO INVIATO AD ASSISI
PAOLO VIANA
Un po’ Cernobbio e un po’ Camaldoli. Nei giorni più incerti della crisi,
il laicato cattolico sceglie Retinopera per elaborare nuove idee di
sviluppo e promuovere l’antropologia cristiana. «Il nostro è un lavoro
prepolitico», precisano le 18 associazioni che aderiscono alla rete.
L’unità politica dei cattolici non è all’ordine del giorno ed è qui che
il parallelo storico con Camaldoli e la Dc s’interrompe: per il resto,
la volontà di coagulare un pensiero forte da offrire sul mercato delle
idee economico-sociali è chiara, come lo è la dimensione programmatica
della riflessione. Perché, commenta il presidente delle Acli Andrea
Olivero, «oggi non basta più avere una superiorità morale». Aprendo il
seminario di Assisi su “Carità, verità e sviluppo integrale” il
coordinatore della rete Franco Pasquali ha parlato del «coraggio di fare
scelte discontinue». La più discontinua di tutte è l’unità con cui le
anime del mondo cattolico - archiviati decenni di divisioni - si danno
appuntamento per ragionare sulla sfida educativa e sulle povertà, sul
quoziente familiare e sul biotestamento. Le priorità di ciascuno
riflettono il carisma: «Decisioni ispirate al Vangelo e scelte non
ambigue o ipocrite per la vita e un’educazione permanente dei giovani
agli affetti», ha chiesto Salvatore Martinez , presidente di
Rinnovamento nello Spirito. Segnala la «parte non quantificabile della
ricchezza prodotta dal lavoro» il presidente del Mcl Carlo Costalli, che
ha definito «il lavoro come vocazione» l’aspetto «economicamente più
rilevante» del lavoro stesso. Che poi, ragionando e ragionando, si possa
far fronte comune non l’ha escluso il presidente della Fondazione per la
sussidiarietà Giorgio Vittadini: «Sì, c’è una convergenza tra noi, com’è
naturale quando si parte dall’educazione dell’io per ripensare il lavoro
e l’impresa». Poco distante lo ascoltava Giorgio Santini, segretario
confederale della Cisl. «Anche sui temi educativi possiamo compiere un
percorso – ha detto Alberto Fantuzzo, presidente dell’Agesci – anche se
dobbiamo confrontarci a lungo sull’antropologia, per smussare gli
angoli». Ma il segretario Vincenzo Conso (Icra): «La rete si è già
trovata d’accordo su molte cose in questi due anni, ad esempio nel
giudizio sul Paese». Per Anna Maria Pastorino (Cif) «l’emancipazione,
sacrosanta, della donna ha posto il problema della conciliazione dei
tempi del lavoro e della famiglia». Tutti d’accordo. Famiglia e
bioetica, del resto, sono i terreni su cui è più facile esserlo: non si
può dir lo stesso per l’immigrazione. Paolo Ciani (Sant’Egidio) è però
fiducioso: «Si insiste sulle nostre divisioni, ma il mondo associativo è
uscito dall’adolescenza in cui si doveva marcare l’identità ». E il
focolarino Paolo Loriga: «Retinopera è un’esperienza di unità nella
valorizzazione delle differenze, un contributo alla Chiesa e al paese».
In questo laboratorio «si superano le vecchie antinomie – ha commentato
infine il presidente dell’Azione Cattolica, Franco Miano – in nome dei
riferimenti comuni, che sono la dottrina sociale e il magistero del Papa
e dei vescovi».