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14 aprile 2009
Dio è il mezzo per
evitare lo sciopero della speranza. Quando accadono le sciagure ci
chiediamo, Dio dove sei? Banale. Dio esiste, ma si rispettino anche le
leggi degli uomini e non diventi un alibi
Conversazione del Lunedì
dell’Angelo ( o di Pasquetta) col siciliano Salvatore Martinez,
gentilissimo Presidente Nazionale di Rinnovamento nello Spirito. Come
spesso accade, lo peschiamo in attesa di un aereo, ma risponde con la
tradizionale amabilità. E’ arrivata Pasqua, che cosa
rappresenta?: “ Cristo muore per donarci la vita e non la morte, in un
tempo in cui malinconicamente si diffondono e pretendono trionfare
valori negativi e distruttivi. Ma Dio oggi è il solo ed autentico
antidoto, il mezzo per evitare quello che io chiamo lo sciopero della
speranza”. Crisi economica, sciacallaggio mediatico, terremoti: la morte
ci
tormenta: “ vero, sembra aleggiare da qualche tempo a questa parte, uno
spirito assai negativo e nefasto. Ha ragione. Ma, e lo ripeto con la
medesima energia, bisogna recuperare ed anche in buona fretta, le
ragioni profonde e serie della vita”. Insomma, Pasqua ci aiuta a pensare
in
positivo: “ Pasqua è anche teologicamente il trionfo della vita sulla
morte, della bontà sul peccato. Dunque il messaggio pasquale è senza
ombra di dubbio legato alla positività, ma attenzione . Che questo
spirito positivo non finisca con l’appassire o appiattirsi. Bisogna
stare sempre attenti e vigili, il nemico non dorme mai. Però sia ben
chiaro, Pasqua lancia questo grido: l’ultima parola la ha sempre la
vita, mai la morte”.
Ultimamente l’Italia è stata ferita e martoriata dal terremoto de
L’Aquila, una tragedia dalle immani conseguenze e luttuosa, che ha
sconvolto la vita e l’esistenza di tante famiglie innocenti e,perché no,
l’economia di una intera regione. Come spiegare in tanto bene, il
mistero del male?: “ il male è sempre esistito, ma non dipende affatto
da Dio. Dio non vuole il male, il dolore. Dio è bontà pura. E comunque
noi dobbiamo sempre fare i conti con il mistero del dolore”.
Quando accadono vicende come quella dell’Aquila spesso ci si pone la
domanda: Dio, ma dove sei, perché ti nascondi?:
“ la domanda, o meglio l’angosciante interrogativo, di fronte a certe
avversità sale naturale. Può sembrare che Dio sia assente dalla storia,
che si sia andato a fare una passeggiata e non è per nulla così. Ma Dio
ha i suoi progetti, le sue vie, il suo modo di pensare e sarebbe superbo
da parte nostra pretendere di comprenderlo”. Poi aggiunge una cosa: “ ma
attenzione. Il fatto che la logica di Dio sia diversa dalla nostra, non
vuole dire automaticamente che ciascuno sia autorizzato a fare quel che
vuole”. Che cosa intende dire?: “ che l’uomo comunque è sempre libero di
scegliere tra bene e male, tra quello che va bene e quanto duole a Dio.
Ma occorre pur sempre una collaborazione umana per evitare o limitare i
danni. Per esempio, rispettare le leggi”.
Spieghi meglio: “ prendo il caso del terremoto. Ovviamente non ho prove
e rispetto le inchieste in corso. Ma se dovessero emergere delle
responsabilità penali, prendersela con Dio, diventa un alibi. Dio è
misericordia pura, amore e perdono, non vuole la morte del peccatore in
nessun modo”. Ma?: “ esige anche giustizia terrena. Lo pretende lo
stesso Vangelo con il dare a Cesare quello che è di Cesare. Se
qualcuno,per colpa o dolo si vedrà, ha sbagliato, indubbiamente Dio lo
perdonerà, se si sarà pentito. Ma intanto la giustizia vuole che ripari
anche su questa terra. La legge di Dio va rispettata, senza eliminare
quella degli uomini. Del resto Gesù non ha mai detto di voler abolire la
legge ed ha sempre invitato al rispetto.
Pertanto Dio e la sua presunta assenza, che poi non è assenza, non si
trasformino mai in un alibi per nessuno”.
Bruno Volpe