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RASSEGNA STAMPA

 

www.pontifex.roma.it  – 24 marzo 2009

Evitiamo di trascinare il Papa in polemiche inutili e dannose. Nessuno strumentalizzi il Pontefice. I lefebvriani siano benvenuti, ma accettino il Vaticano II

Come sempre molto gentile e disponibile, Salvatore Martinez, siciliano e coordinatore nazionale ("Presidente nazionale", ndr) di Rinnovamento nello Spirito Santo, accetta di parlare del momento piuttosto agitato che ha vissuto qualche giorno fa la Sede Apostolica, dopo la contestata revoca della scomunica ai quattro Vescovi tradizionalisti e le successive prese di posizione del mondo ebraico, ma anche clericale. Martinez, moderato per indole, tende saggiamente a smorzare i toni: “ credo che finalmente le acque si siano placate e stia prevalendo la ragionevolezza, del resto non mi sembra affatto bello coinvolgere pesantemente la Sede Apostolica in polemiche e discussioni dai toni fin troppo accesi che non avevano ragione di essere”. Dunque, andiamo per ordine. Il Pontefice ha revocato la scomunica al quattro vescovi lefebvriani, qualcuno ha storto il naso davanti al gesto pontificio: “ chi lo ha fatto, evidentemente non ha compreso ...
... l’entità dell’atto papale. In Pontefice, con la sapienza e la saggezza che lo contraddistinguono, ha soltanto inteso compiere un gesto,significativo e storico, di misericordia e di magnanimità nei confronti di alcuni confratelli nell’Episcopato che avevano rivolto a lui una petizione per la revoca della scomunica. Insomma, il Papa non ha agito motu proprio, ma ha solo, da padre buono, misericordioso ed affettuoso, tendere una mano generosa nei confronti di quattro Vescovi”.
Sta di fatto che ne sono nate polemiche a non finire: “ credo che queste prese di posizione non siano esatte. Mi spiego. Il Papa, con la revoca della scomunica, certamente non ha ritenuto automaticamente in comunione con Roma i lefebvriani, basta leggere il documento e lo ha ribadito varie volte. Lo ripeto, ha soltanto compiuto un gesto di carità nella speranza che in un futuro che solo Dio sa, potrà portare alla piena comunione. Ma per arrivare a questo obiettivo bisogna essere in due”. In che senso?: “ nel senso che se Roma compie atti di onestà, carità ed amore, anche i tradizionalisti devono muovere un passo verso Roma. In sostanza non credo che si possa parlare di piena, sana e accettabile comunione con la Sede Apostolica se gli stessi tradizionalisti non accetteranno il Vaticano II che, lo ricordo, fa parte a tutti gli effetti del Magistero della Chiesa ed Apostolico. Non si può essere in comunione piena con Pietro senza condividere totalmente il Magistero e la Tradizione della Chiesa. Sarebbe una comunione a metà o parziale, non va bene così”.
Da qualche altra parte si è detto e scritto che la decisione di Papa Benedetto XVI rappresenta uno schiaffo a Giovanni Paolo II: “ una colossale inesattezza. Lo stesso Giovanni Paolo II è morto con il cruccio della frattura con i lefebvriani che avrebbe voluto comporre. Sono certo che Giovanni Paolo II sarebbe stato davvero molto felice, anche se avrebbe preteso l’accettazione del Vaticano II da parte del tradizionalisti”. La polemica di Williamson?: “ strumentale. Certo, Williamson ha detto cose non condivisibili, ma la Chiesa ne ha saggiamente preso le distanze”. Intanto voi ad aprile farete il vostro raduno nazionale: “ ci saranno molte novità. Ci ispireremo a San Paolo, ospiteremo vari cardinali e questa volta, per il prossimo anno, saremo onorati della presenza di Kiko Arguello che ha accettato il nostro invito”.

Bruno Volpe



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