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RASSEGNA STAMPA

 

AVVENIRE - 22 marzo 2009

Associazioni in campo sulla libertà di vivere

Parte la grande mobilitazione sui temi del fine vita

DA ROMA GIANNI SANTAMARIA

Dalle parrocchie alle corsie di ospedali, dalle famiglie ai luoghi di lavoro. Non c’è àmbito ecclesiale e sociale che le associazioni laicali cattoliche intendono tralasciare nell’opera di coscientizzazione capillare sui temi della sofferenza e delle fasi terminali della vita messa in pista con l’appello «Liberi per vivere». Tutte hanno in cantiere incontri per programmare il da farsi di fronte a quella che è una vera questione sociale. Tutte sottolineano l’importanza di agire unite, nella diversità degli approcci, su un tema divenuto di stringente attualità per il caso Englaro e il dibattito legislativo in corso sul fine vita. Sui quali parecchie sigle hanno fatto già sentire la loro voce.
Ora si tratta di andare oltre. Etica e bioetica «devono diventare dimensione ordinaria del cammino associativo insieme alla dimensione catechistica, liturgica e spirituale», spiega il presidente dell’Azione cattolica Franco Miano. Se le si continua a trattare come «straordinarie» non si forma una «mentalità». I fatti recenti dimostrano, invece, «che con esse dobbiamo confrontarci, perché torneranno di continuo e dobbiamo essere attrezzati». Per andare oltre la sola dimensione ecclesiale, occorre, uno «sforzo culturale che dimostri come la vita non è patrimonio esclusivo. I problemi che i cattolici pongono sono in nome della persona, non di parte». Sui media, però, si sente parlare di una comunità cristiana spaccata.
«Non mi appare così. In questo caso, come in tanti altri, c’è stato un convergere significativo di tutti. Particolarmente importante è tessere quest’opera capillare tutti insieme».
La forza è la «rete», assicura Alberto Friso, responsabile di Famiglie nuove, espressione del movimento dei Focolari. Per far circolare «non solo informazione, ma anche prese di posizione collettive dentro e fuori la parrocchia ». Dei 700 gruppi familiari aderenti, infatti, molti sono di non credenti. «Ma sostengono i valori umani fondamentali. Bisogna partire dall’ascolto profondo del cuore, nel quale c’è il senso della sacralità della vita. E aiutare le persone a ragionare». Al di là dei modelli proposti da gruppi «ideologizzati».
C’è «smarrimento», conferma Alberto Olivero, presidente delle Acli. Preoccupato «non solo rispetto al dibattito in corso su questi temi, ma anche per la costruzione di un pensiero condiviso sui valori di fondo. Per un Paese che vuole vivere in modo sano la sua democrazia questo è fondamentale». Per Olivero, infine, «la dottrina sociale non la si può fare a pezzetti. Non possiamo salvaguardare la dignità di lavoratori e immigrati e poi non andare a sostenere la dignità della vita in altri campi».
Invoca la responsabilità dei laici nel sociale anche Carlo Costalli, presidente del Movimento cristiano lavoratori. «Insieme a un’opera di informazione a tappeto, perché il caso Englaro ha dimostrato che c’è poca conoscenza del tema, credo che dovremo anche esercitare una vigilanza sul dibatto politico.
Al di là degli schieramenti e in favore della persona». No alla politicizzazione dunque. Sì «a dire la propria». Non è immediatamente questione di scendere in piazza: «Prima di farlo ci penso mille volte, tanto che negli ultimi anni è avvenuto in una sola occasione », dice cauto Costalli. Però, da schietto toscano, usando un altro dialetto, avverte «quando ce vo’ ce vo’».
Particolarmente interpellato si sente Vincenzo Saraceni, presidente dei medici cattolici (Amci). Su valori laici, costituzionali e professionali. Rigetta ipotesi legislative di riduzione del medico a mero esecutore, ma va al di là. «Dobbiamo testimoniare una nuova cultura della relazione medico-paziente e farla diventare patrimonio comune». Per sconfiggere una «cultura della neutralità tecnica, che esce da questa alleanza e fa nascere il desiderio di disimpegno del medico e quello del paziente di farla finita». In causa si mettono anche i giuristi. «A 360 gradi, perché non c’è ambito dell’esistenza in cui questo tema non emerga», ragiona il presidente dell’Unione giuristi cattolici Francesco D’Agostino. «L’appello non vuole esercitare pressioni sul Parlamento e parte da un profondo rispetto della sua autonomia».
Nell’auspicio che «rispetti valori umani fondamentali », spiega. Vuole, invece, colmare «la carenza dell’attuale dibattito, in cui si tende a proclamare diritti nobili, ma astratti, come l’autodeterminazione». Piuttosto «in gioco c’è, in maniera intrecciata, l’esperienza vitale di ognuno, quella familiare, il sistema sanitario, la professionalità dei medici, la tutela degli anziani e dei soggetti fragili». Non a caso le parole del Manifesto che il filosofo del diritto sottolinea sono «fragilità» e «abbandono», l’aspetto «più angoscioso e nuovo che si sta profilando».
Che i malati vadano ascoltati per Salvatore Martinez è prassi. A fine aprile il Rinnovamento nello Spirito Santo, di cui è presidente, si riunirà a Rimini per la Convocazione nazionale, in cui da sempre chi soffre è protagonista.
Tre le direttrici che indica come stili di vita da assumere in un tempo di crisi economica, ma anche di valori: «Vita interiore, fraternità e vita eterna». Per accostarsi alle «povertà» spirituali e fisiche «con la preghiera, altrimenti questi malati finiscono dai maghi». Infine la «sfida educativa» per le comunità cristiane, è «rispondere alle questioni poste a tavolino da intellettuali, che sono totalmente disincarnate. Una "teologia" al negativo, che certo non può irretirci»


ANSA – 20 marzo 2009

TESTAMENTO BIOLOGICO:SCIENZA&VITA LANCIA MANIFESTO CATTOLICI

CITTA' DEL VATICANO, 20 MAR - 'Raggiungere tutto il mondo cattolico italiano, innanzitutto attraverso le parrocchie e i gruppi ecclesiali, in vista della costruzione di un giudizio comune attorno alle grandi domande che accompagnano la fine della vita'. Questo, afferma l'associazione 'Scienza e Vita', lo scopo del manifesto 'Liberi per Vivere', presentato oggi a Roma dall'associazione, dal Forum delle Associazioni familiari e da Retinopera.
Per lanciare 'una grande opera di coscientizzazione popolare sul tema del fine della vita', afferma 'Scienza e Vita', 'e' necessario il coinvolgimento di tutte le espressioni del laicato cattolico': a tal fine, e' stata gia' raccolta 'l'adesione convinta e consapevole di tutto il mondo delle associazioni, dei movimenti e delle nuove realta' ecclesiali italiane', visto che il manifesto e' gia' stato sottoscritto da piu' di trenta presidenti ( Azione cattolica, Cl, Acli, Mcl, Mpv, RnS, Cammino Neocatecumenale, Comunita' di Sant'Egidio, Coldiretti, Famiglie nuove, Ugci, Acos, Amci, Aris, Cnal, Cif), 'anche in rappresentanza di categorie che sono gia' in prima linea nella difesa della vita'. 'Un grande momento unitario, di popolo, che prelude all'esplosione di migliaia di iniziative su tutto il territorio italiano', lo definisce 'Scienza e Vita'.


Apcom - 20 marzo 2009

Biotestamento/ Associazioni cattoliche lanciano mobilitazione

Mentre Parlamento discute e c'è chi parla di referendum

Mentre il Parlamento discute di testamento biologico (la settimana prossima il voto al Senato) e c'è chi, nell'opposizione, ha fatto balenare l'ipotesi di un referendum qualora la legge passasse senza significative modifiche, le associazioni cattoliche Scienza e vita, Forum delle famiglie e Retinopera lanciano una "grande opera di coscientizzazione popolare sul tema della fine della vita" che prevede, nel corso dei prossimi mesi, "migliaia di iniziative su tutto il territorio italiano".
"Liberi per Vivere" è il titolo del manifesto presentato questa mattina a Roma dalle tre associazioni (già protagoniste del Family day e della campagna astensionistica nel referendum sulla procreazione medicalmente assistita). Il contenuto del Manifesto, mediante il quale viene "lanciata una grande opera di coscientizzazione popolare sul tema della fine della vita", è stato illustrato da Maria Luisa Di Pietro (copresidente di Scienza & Vita) e ha ottenuto il sostegno convinto e immediato dei presidenti delle altre due "reti": Giovanni Giacobbe (Forum) e Franco Pasquali (Retinopera).
"L`obiettivo di questa operazione culturale - si legge in un comunicato - è quello di raggiungere tutto il mondo cattolico italiano, innanzitutto attraverso le parrocchie e i gruppi ecclesiali, in vista della costruzione di un giudizio comune attorno alle grandi domande che accompagnano la fine della vita.
Ma per fare questo è necessario il coinvolgimento di tutte le espressioni del laicato cattolico. A tal fine, è stata già raccolta l`adesione convinta e consapevole di tutto il mondo delle associazioni, dei movimenti e delle nuove realtà ecclesiali italiane".
Il Manifesto, infatti, è già stato sottoscritto da oltre trenta presidenti, anche in rappresentanza di categorie che sono già in prima linea nella difesa della vita. Oltre alle tre reti promotrici, sino ad ora hanno già aderito: Azione cattolica, Cl, Acli, Mcl, Mpv, RnS, Cammino Neocatecumenale, Comunità di Sant`Egidio, Coldiretti, Famiglie nuove, Ugci, Acos, Amci, Aris, Cnal, Cif, Conf. Naz. Consultori d`ispirazione cristiana, Copercom, Fuci, Meic, Unitalsi, Age, Agesc, Csi, Ucfi, Icra, Confed. Naz. Misericordie, Vivere In, Federazione Nazionale Società di San Vincenzo De Paoli, Ucid, e altri si stanno aggiungendo.
"Un grande momento unitario, di popolo - afferma la nota - che prelude all`esplosione di migliaia di iniziative su tutto il territorio italiano. Si tratterà innanzitutto di momenti di catechesi sulla vita, ovvero di profondo discernimento cristiano, ma anche incontri, eventi e confronti pubblici. Anche in questa occasione la fantasia e la partecipazione del popolo cristiano farà la differenza. In ogni caso - è stato ribadito nel corso della conferenza stampa - non mancherà il confronto e il dialogo con i non credenti che condividono il rispetto per la vita in ogni sua fase, dal concepimento alla morte naturale".


ASCA - 20 marzo 2009

TESTAMENTO BIOLOGICO: DA ASSOCIAZIONI CATTOLICHE NUOVO MANIFESTO

Un manifesto con 'tre grandi si'' e 'tre grandi no' che fara' da preludio ad una massiccia mobilitazione del mondo cattolico sui temi della fine della vita, in coincidenza con i passaggi chiave dell'iter parlamentare del ddl sul testamento biologico e le prevedibili sfide referendarie e costituzionali che la legge, se approvata nella sua forma attuale, dovra' affrontare. A lanciare il manifesto 'Liberi per vivere' sono state questa mattina tre associazioni cattoliche, Scienza e vita, Forum delle famiglie e Retinopera, per le quali il documento non e' che il preludio a una 'grande opera di coscientizzazione popolare sul tema della fine della vita', con 'migliaia di iniziative su tutto il territorio italiano' nei prossimi mesi. L'obiettivo, spiega Scienza e Vita in un comunicato, e' quello di 'raggiungere tutto il mondo cattolico italiano, innanzitutto attraverso le parrocchie e i gruppi ecclesiali, in vista della costituzione di un giudizio comune attorno alle grandi domande che accompagnano la fine della vita'.
A questo fine, spiegano le tre associazioni, 'e' necessario il coinvolgimento di tutte le espressioni del laicato cattolico', come era avvenuto in occasione del Family Day, con un manifesto alla cui stesura aveva partecipato anche l'allora presidente dell'Azione Cattolica, Luigi Alici. Per 'Liberi per vivere' e' stata gia' raccolta l'adesione di una nutrita lista di associazioni cattoliche: Azione cattolica, Cl, Acli, Mcl, Mpv, RnS, Cammino Neocatecumenale, Comunita' di Sant'Egidio, Coldiretti, Famiglie nuove, Ugci, Acos, Amci, Aris, Cnal, Cif, Conf. Naz.
Consultori d'ispirazione cristiana, Copercom, Fuci, Meic, Unitalsi, Age, Agesc, Csi, Ucfi, Icra, Confed. Naz.
Misericordie, Vivere In, Federazione Nazionale Societa' di San Vincenzo De Paoli, Ucid, e altri si stanno aggiungendo.
Il manifesto, spiegano i promotori, sara' un 'grande momento unitario, di popolo che prelude all'esplosione di migliaia di iniziative su tutto il territorio italiano. Si trattera' innanzitutto di momenti di catechesi sulla vita, ovvero di profondo discernimento cristiano, ma anche incontri, eventi e confronti pubblici. Anche in questa occasione la fantasia e la partecipazione del popolo cristiano fara' la differenza. In ogni caso - e' stato ribadito nel corso della conferenza stampa - non manchera' il confronto e il dialogo con i non credenti che condividono il rispetto per la vita in ogni sua fase, dal concepimento alla morte naturale'.


IL VELINO – 20 marzo 2009

Bioetica, Scienza e vita presenta Manifesto "Liberi per Vivere"

"Liberi per Vivere": e' questo il titolo del Manifesto presentato questa mattina a Roma dall'Associazione Scienza&Vita, dal Forum delle associazioni familiari e da Retinopera. Il contenuto del Manifesto, mediante il quale viene lanciata una grande opera di coscientizzazione popolare sul tema della fine della vita, e' stato illustrato da Maria Luisa Di Pietro (copresidente di Scienza&Vita) e ha ottenuto il sostegno convinto e immediato dei presidenti delle altre due "reti": Giovanni Giacobbe (Forum) e Franco Pasquali (Retinopera). L'obiettivo di questa operazione culturale - spiega un comunicato di Scienza&Vita - e' quello di raggiungere tutto il mondo cattolico italiano, innanzitutto attraverso le parrocchie e i gruppi ecclesiali, in vista della costruzione di un giudizio comune attorno alle grandi domande che accompagnano la fine della vita. Ma per fare questo e' necessario il coinvolgimento di tutte le espressioni del laicato cattolico. A tal fine, e' stata gia' raccolta l'adesione convinta e consapevole di tutto il mondo delle associazioni, dei movimenti e delle nuove realta' ecclesiali italiane. Il Manifesto, infatti, e' gia' stato sottoscritto da oltre trenta presidenti, anche in rappresentanza di categorie che sono gia' in prima linea nella difesa della vita.
Oltre alle tre reti promotrici, sino ad ora hanno gia' aderito: Azione cattolica, Cl, Acli, Mcl, Mpv, RnS, Cammino Neocatecumenale, Comunita' di Sant'Egidio, Coldiretti, Famiglie nuove, Ugci, Acos, Amci, Aris, Cnal, Cif, Conf. Naz. Consultori d'ispirazione cristiana, Copercom, Fuci, Meic, Unitalsi, Age, Agesc, Csi, Ucfi, Icra, Confed. Naz. Misericordie, Vivere In, Federazione Nazionale Societa' di San Vincenzo De Paoli, Ucid, e altri si stanno aggiungendo. Dunque un grande momento unitario, di popolo, che prelude all'esplosione di migliaia di iniziative su tutto il territorio italiano. Si trattera' innanzitutto di momenti di catechesi sulla vita, ovvero di profondo discernimento cristiano, ma anche incontri, eventi e confronti pubblici. Anche in questa occasione la fantasia e la partecipazione del popolo cristiano fara' la differenza.
In ogni caso - e' stato ribadito nel corso della conferenza stampa - non manchera' il confronto e il dialogo con i non credenti che condividono il rispetto per la vita in ogni sua fase, dal concepimento alla morte naturale.


VIRGILIO NOTIZIE – 20 marzo 2009

Biotestamento/ Associazioni cattoliche lanciano mobilitazione

Mentre Parlamento discute e c'è chi parla di referendum

Mentre il Parlamento discute di testamento biologico (la settimana prossima il voto al Senato) e c'è chi, nell'opposizione, ha fatto balenare l'ipotesi di un referendum qualora la legge passasse senza significative modifiche, le associazioni cattoliche Scienza e vita, Forum delle famiglie e Retinopera lanciano una "grande opera di coscientizzazione popolare sul tema della fine della vita" che prevede, nel corso dei prossimi mesi, "migliaia di iniziative su tutto il territorio italiano".
"Liberi per Vivere" è il titolo del manifesto presentato questa mattina a Roma dalle tre associazioni (già protagoniste del Family day e della campagna astensionistica nel referendum sulla procreazione medicalmente assistita). Il contenuto del Manifesto, mediante il quale viene "lanciata una grande opera di coscientizzazione popolare sul tema della fine della vita", è stato illustrato da Maria Luisa Di Pietro (copresidente di Scienza & Vita) e ha ottenuto il sostegno convinto e immediato dei presidenti delle altre due "reti": Giovanni Giacobbe (Forum) e Franco Pasquali (Retinopera).
"L'obiettivo di questa operazione culturale - si legge in un comunicato - è quello di raggiungere tutto il mondo cattolico italiano, innanzitutto attraverso le parrocchie e i gruppi ecclesiali, in vista della costruzione di un giudizio comune attorno alle grandi domande che accompagnano la fine della vita. Ma per fare questo è necessario il coinvolgimento di tutte le espressioni del laicato cattolico. A tal fine, è stata già raccolta l'adesione convinta e consapevole di tutto il mondo delle associazioni, dei movimenti e delle nuove realtà ecclesiali italiane".
Il Manifesto, infatti, è già stato sottoscritto da oltre trenta presidenti, anche in rappresentanza di categorie che sono già in prima linea nella difesa della vita. Oltre alle tre reti promotrici, sino ad ora hanno già aderito: Azione cattolica, Cl, Acli, Mcl, Mpv, RnS, Cammino Neocatecumenale, Comunità di Sant'Egidio, Coldiretti, Famiglie nuove, Ugci, Acos, Amci, Aris, Cnal, Cif, Conf. Naz. Consultori d'ispirazione cristiana, Copercom, Fuci, Meic, Unitalsi, Age, Agesc, Csi, Ucfi, Icra, Confed. Naz. Misericordie, Vivere In, Federazione Nazionale Società di San Vincenzo De Paoli, Ucid, e altri si stanno aggiungendo.
"Un grande momento unitario, di popolo - afferma la nota - che prelude all'esplosione di migliaia di iniziative su tutto il territorio italiano. Si tratterà innanzitutto di momenti di catechesi sulla vita, ovvero di profondo discernimento cristiano, ma anche incontri, eventi e confronti pubblici. Anche in questa occasione la fantasia e la partecipazione del popolo cristiano farà la differenza. In ogni caso - è stato ribadito nel corso della conferenza stampa - non mancherà il confronto e il dialogo con i non credenti che condividono il rispetto per la vita in ogni sua fase, dal concepimento alla morte naturale".


VITA – 23 marzo 2009

BIOETICA

AVVENIRE - "Associazioni in campo sulla libertà di vivere" (Pag. 9).

Le associazioni sono quelle cattoliche, che sottolineano l'importanza di agire unite pur nella diversità degli approcci: etica e bioetica «devono diventare dimensione ordinaria del cammino associativo insieme alla dimensione catechistica, liturgica e spirituale», dice Franco Miano, presidente Azione Cattolica. Perché se le si continua a trattare come «straordinarie» non si forma una «mentalità». E smentisce l'ipotesi di una comunità cristiana spaccata sui temi legati al fine vita. Per Alberto Olivero, presidente delle Acli, «la dottrina sociale non la si può fare a pezzetti. Non possiamo salvaguardare la dignità di lavoratori e immigrati e poi non andare a sostenere la dignità della vita in altri campi». Raccolte anche le voci di Carlo Costalli, presidente del movimento cristiano dei lavoratori, di Vincenzo Saraceni, presidente dei medici cattolici, Francesco D'Agostino, Unione dei giuristi Cattolici, Salvatore Martinez, Rinnovamento dello Spirito Santo, Alberto Friso, responsabile Famiglie nuove.


Zenit.org - 22 marzo 2009

MOBILITAZIONE POPOLARE PER DIFENDERE LA LIBERTÀ DI VIVERE

Un manifesto e 1000 incontri del laicato cattolico

di Antonio Gaspari

Venerdì 20 marzo a Roma l’Associazione “Scienza & Vita”, il Forum delle Associazioni familiari e Retinopera, hanno presentato alla stampa il manifesto “Liberi per Vivere” (http://www.scienzaevita.org/) e l’intenzione di svolgere oltre 1000 incontri per una grande opera di coscientizzazione popolare sul tema della fine della vita.
Scienza & vita - presente su tutto il territorio nazionale -, il Forum delle Associazioni familiari - che rappresenta 54 associazioni -, e Retinopera - che ne rappresenta altre 18 -, si mobiliteranno da dopo Pasqua fino alla fine di maggio per spiegare al popolo tutto, cattolico e non, perchè bisogna dire: “No all’eutanasia, No all’accanimento terapeutico, No all’abbandono di chi è più fragile”
Maria Luisa di Pietro, co-presidente di Scienza & Vita, Giovanni Giacobbe, Presidente del Forum delle Associazioni Familiari e Franco Pasquali, Coordinatore di Retinopera, hanno spiegato che l’intento della mobilitazione è anche quello di dire: “Sì alla vita; Sì alla medicina Palliativa; Sì ad accrescere e umanizzare l’assistenza ai malati e agli anziani”.
Nel presentare il Manifesto “Liberi di Vivere” Maria Luisa Di Pietro ha spiegato che la tentazione di rinunciare a vivere c’è sempre stata nella storia dell’umanità, ma questo non può essere elevata al rango di diritto a morire.
Per la co-presidente di Scienza & Vita “teorizzare la morte come diritto di libertà” significa ferire la libertà degli altri” e cancellare “il senso della comunità umana”.
Facendo riferimento al Manifesto, la prof.ssa Di Pietro ha sottolineato che “la vera libertà è quella di scegliere a favore della vita”, per questo “chiediamo che le persone più deboli siano efficacemente aiutate a vivere e non a morire”.
La co-presidente di Scienza & Vita ha concluso rifiutando la falsa pietà e rilevando che “solo amando la vita di ciascuno fino alla fine c’è speranza di futuro per tutti”.
Il prof. Giuseppe Giacobbe ha manifestato il suo pieno appoggio al Manifesto ed alla mobilitazione, precisando quanto “le famiglie sono impegnate nel prendersi cura dei malati”. Per questo ha chiesto al Governo non solo sostegno economico ma “un’organizzazione del lavoro che permetta ai familiari di aiutarsi l’un l’altro”.
Franco Pasquali, che è anche segretario generale della Coldiretti, ha invocato “un nuovo umanesimo” che partendo dalla persona riesca a umanizzare e rafforzare l’assistenza ai malati.
Domenico delle Foglie, portavoce di Scienza & Vita, ha spiegato che l’obiettivo di questa operazione culturale è quello di raggiungere tutto il mondo cattolico italiano, innanzitutto attraverso le parrocchie e i gruppi ecclesiali, in vista della costruzione di un giudizio comune attorno alle grandi domande che accompagnano la fine della vita.
A tal fine, è stata già raccolta l’adesione convinta e consapevole di tutto il mondo delle associazioni, dei movimenti e delle nuove realtà ecclesiali italiane.
Gli organizzatori hanno fatto sapere che il Manifesto “Liberi di Vivere” è già stato sottoscritto da oltre trenta presidenti, anche in rappresentanza di categorie che sono già in prima linea nella difesa della vita.
Oltre alle tre reti promotrici, sino ad ora hanno già aderito: Movimento per la Vita, Azione cattolica, Comunione e Lberazione, Acli, Mcl, RnS, Cammino Neocatecumenale, Comunità di Sant’Egidio, Coldiretti, Famiglie nuove, Ugci, Acos, Amci, Aris, Cnal, Cif, Conf. Naz. Consultori d’ispirazione cristiana, Copercom, Fuci, Meic, Unitalsi, Age, Agesc, Csi, Ucfi, Icra, Confed. Naz. Misericordie, Vivere In, Federazione Nazionale Società di San Vincenzo De Paoli, Ucid.


SIR - 20 marzo 2009

MANIFESTO VITA: "UNA GRANDE OPERA DI COSCIENTIZZAZIONE POPOLARE"

“Raggiungere tutto il mondo cattolico italiano, innanzitutto attraverso le parrocchie e i gruppi ecclesiali, in vista della costruzione di un giudizio comune attorno alle grandi domande che accompagnano la fine della vita”.
Questo, ricorda l’associazione “Scienza & Vita”, lo scopo del Manifesto “Liberi per Vivere”, presentato oggi a Roma dall’associazione citata, dal Forum delle Associazioni familiari e da Retinopera. Per lanciare “una grande opera di coscientizzazione popolare sul tema del fine della vita”, si legge in una nota di “Scienza & Vita”
diffusa a commento dell’iniziativa, “è necessario il coinvolgimento di tutte le espressioni del laicato
cattolico”: a tal fine, è stata già raccolta “l’adesione convinta e consapevole di tutto il mondo delle associazioni, dei movimenti e delle nuove realtà ecclesiali italiane”, visto che il Manifesto è già stato sottoscritto da oltre trenta presidenti, “anche in rappresentanza di categorie che sono già in prima linea nella difesa della vita”. “Un grande momento unitario, di popolo, che prelude all’esplosione di migliaia di iniziative su tutto il territorio italiano”, lo definisce “Scienza & Vita”, che annuncia “momenti di catechesi sulla vita, ma anche incontri, eventi e confronti pubblici”, anche “con i non credenti che condividono il rispetto per la vita in ogni sua fase, dal concepimento alla morte naturale”. (segue) MANIFESTO VITA: "UNA GRANDE OPERA DI COSCIENTIZZAZIONE POPOLARE" (2) Oltre alle tre reti promotrici – informa “Scienza &
Vita”- sino ad ora hanno già aderito al Manifesto “Liberi per vivere”: Azione cattolica, Cl, Acli, Mcl, Mpv, RnS, Cammino Neocatecumenale, Comunità di Sant’Egidio, Coldiretti, Famiglie nuove, Ugci, Acos, Amci, Aris, Cnal, Cif, Conf. Naz. Consultori d’ispirazione cristiana, Copercom, Fuci, Meic, Unitalsi, Age, Agesc, Csi, Ucfi, Icra, Confed. Naz. Misericordie, Vivere In, Federazione Nazionale Società di San Vincenzo De Paoli, Ucid, e altri si stanno aggiungendo.



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