AVVENIRE - 22 marzo
2009
Associazioni in campo
sulla libertà di vivere
Parte la grande
mobilitazione sui temi del fine vita
DA ROMA GIANNI SANTAMARIA
Dalle parrocchie alle
corsie di ospedali, dalle famiglie ai luoghi di lavoro. Non c’è àmbito
ecclesiale e sociale che le associazioni laicali cattoliche intendono
tralasciare nell’opera di coscientizzazione capillare sui temi della
sofferenza e delle fasi terminali della vita messa in pista con
l’appello «Liberi per vivere». Tutte hanno in cantiere incontri per
programmare il da farsi di fronte a quella che è una vera questione
sociale. Tutte sottolineano l’importanza di agire unite, nella diversità
degli approcci, su un tema divenuto di stringente attualità per il caso
Englaro e il dibattito legislativo in corso sul fine vita. Sui quali
parecchie sigle hanno fatto già sentire la loro voce.
Ora si tratta di andare oltre. Etica e bioetica «devono diventare
dimensione ordinaria del cammino associativo insieme alla dimensione
catechistica, liturgica e spirituale», spiega il presidente dell’Azione
cattolica Franco Miano. Se le si continua a trattare come
«straordinarie» non si forma una «mentalità». I fatti recenti
dimostrano, invece, «che con esse dobbiamo confrontarci, perché
torneranno di continuo e dobbiamo essere attrezzati». Per andare oltre
la sola dimensione ecclesiale, occorre, uno «sforzo culturale che
dimostri come la vita non è patrimonio esclusivo. I problemi che i
cattolici pongono sono in nome della persona, non di parte». Sui media,
però, si sente parlare di una comunità cristiana spaccata.
«Non mi appare così. In questo caso, come in tanti altri, c’è stato un
convergere significativo di tutti. Particolarmente importante è tessere
quest’opera capillare tutti insieme».
La forza è la «rete», assicura Alberto Friso, responsabile di Famiglie
nuove, espressione del movimento dei Focolari. Per far circolare «non
solo informazione, ma anche prese di posizione collettive dentro e fuori
la parrocchia ». Dei 700 gruppi familiari aderenti, infatti, molti sono
di non credenti. «Ma sostengono i valori umani fondamentali. Bisogna
partire dall’ascolto profondo del cuore, nel quale c’è il senso della
sacralità della vita. E aiutare le persone a ragionare». Al di là dei
modelli proposti da gruppi «ideologizzati».
C’è «smarrimento», conferma Alberto Olivero, presidente delle Acli.
Preoccupato «non solo rispetto al dibattito in corso su questi temi, ma
anche per la costruzione di un pensiero condiviso sui valori di fondo.
Per un Paese che vuole vivere in modo sano la sua democrazia questo è
fondamentale». Per Olivero, infine, «la dottrina sociale non la si può
fare a pezzetti. Non possiamo salvaguardare la dignità di lavoratori e
immigrati e poi non andare a sostenere la dignità della vita in altri
campi».
Invoca la responsabilità dei laici nel sociale anche Carlo Costalli,
presidente del Movimento cristiano lavoratori. «Insieme a un’opera di
informazione a tappeto, perché il caso Englaro ha dimostrato che c’è
poca conoscenza del tema, credo che dovremo anche esercitare una
vigilanza sul dibatto politico.
Al di là degli schieramenti e in favore della persona». No alla
politicizzazione dunque. Sì «a dire la propria». Non è immediatamente
questione di scendere in piazza: «Prima di farlo ci penso mille volte,
tanto che negli ultimi anni è avvenuto in una sola occasione », dice
cauto Costalli. Però, da schietto toscano, usando un altro dialetto,
avverte «quando ce vo’ ce vo’».
Particolarmente interpellato si sente Vincenzo Saraceni, presidente dei
medici cattolici (Amci). Su valori laici, costituzionali e
professionali. Rigetta ipotesi legislative di riduzione del medico a
mero esecutore, ma va al di là. «Dobbiamo testimoniare una nuova cultura
della relazione medico-paziente e farla diventare patrimonio comune».
Per sconfiggere una «cultura della neutralità tecnica, che esce da
questa alleanza e fa nascere il desiderio di disimpegno del medico e
quello del paziente di farla finita». In causa si mettono anche i
giuristi. «A 360 gradi, perché non c’è ambito dell’esistenza in cui
questo tema non emerga», ragiona il presidente dell’Unione giuristi
cattolici Francesco D’Agostino. «L’appello non vuole esercitare
pressioni sul Parlamento e parte da un profondo rispetto della sua
autonomia».
Nell’auspicio che «rispetti valori umani fondamentali », spiega. Vuole,
invece, colmare «la carenza dell’attuale dibattito, in cui si tende a
proclamare diritti nobili, ma astratti, come l’autodeterminazione».
Piuttosto «in gioco c’è, in maniera intrecciata, l’esperienza vitale di
ognuno, quella familiare, il sistema sanitario, la professionalità dei
medici, la tutela degli anziani e dei soggetti fragili». Non a caso le
parole del Manifesto che il filosofo del diritto sottolinea sono
«fragilità» e «abbandono», l’aspetto «più angoscioso e nuovo che si sta
profilando».
Che i malati vadano ascoltati per Salvatore Martinez è prassi. A fine
aprile il Rinnovamento nello Spirito Santo, di cui è presidente, si
riunirà a Rimini per la Convocazione nazionale, in cui da sempre chi
soffre è protagonista.
Tre le direttrici che indica come stili di vita da assumere in un tempo
di crisi economica, ma anche di valori: «Vita interiore, fraternità e
vita eterna». Per accostarsi alle «povertà» spirituali e fisiche «con la
preghiera, altrimenti questi malati finiscono dai maghi». Infine la
«sfida educativa» per le comunità cristiane, è «rispondere alle
questioni poste a tavolino da intellettuali, che sono totalmente
disincarnate. Una "teologia" al negativo, che certo non può irretirci»
ANSA – 20 marzo
2009
TESTAMENTO
BIOLOGICO:SCIENZA&VITA LANCIA MANIFESTO CATTOLICI
CITTA' DEL VATICANO, 20
MAR - 'Raggiungere tutto il mondo cattolico italiano, innanzitutto
attraverso le parrocchie e i gruppi ecclesiali, in vista della
costruzione di un giudizio comune attorno alle grandi domande che
accompagnano la fine della vita'. Questo, afferma l'associazione
'Scienza e Vita', lo scopo del manifesto 'Liberi per Vivere', presentato
oggi a Roma dall'associazione, dal Forum delle Associazioni familiari e
da Retinopera.
Per lanciare 'una grande opera di coscientizzazione popolare sul tema
del fine della vita', afferma 'Scienza e Vita', 'e' necessario il
coinvolgimento di tutte le espressioni del laicato cattolico': a tal
fine, e' stata gia' raccolta 'l'adesione convinta e consapevole di tutto
il mondo delle associazioni, dei movimenti e delle nuove realta'
ecclesiali italiane', visto che il manifesto e' gia' stato sottoscritto
da piu' di trenta presidenti ( Azione cattolica, Cl, Acli, Mcl, Mpv, RnS,
Cammino Neocatecumenale, Comunita' di Sant'Egidio, Coldiretti, Famiglie
nuove, Ugci, Acos, Amci, Aris, Cnal, Cif), 'anche in rappresentanza di
categorie che sono gia' in prima linea nella difesa della vita'. 'Un
grande momento unitario, di popolo, che prelude all'esplosione di
migliaia di iniziative su tutto il territorio italiano', lo definisce
'Scienza e Vita'.
Apcom - 20 marzo
2009
Biotestamento/
Associazioni cattoliche lanciano mobilitazione
Mentre Parlamento
discute e c'è chi parla di referendum
Mentre il Parlamento
discute di testamento biologico (la settimana prossima il voto al
Senato) e c'è chi, nell'opposizione, ha fatto balenare l'ipotesi di un
referendum qualora la legge passasse senza significative modifiche, le
associazioni cattoliche Scienza e vita, Forum delle famiglie e
Retinopera lanciano una "grande opera di coscientizzazione popolare sul
tema della fine della vita" che prevede, nel corso dei prossimi mesi,
"migliaia di iniziative su tutto il territorio italiano".
"Liberi per Vivere" è il titolo del manifesto presentato questa mattina
a Roma dalle tre associazioni (già protagoniste del Family day e della
campagna astensionistica nel referendum sulla procreazione medicalmente
assistita). Il contenuto del Manifesto, mediante il quale viene
"lanciata una grande opera di coscientizzazione popolare sul tema della
fine della vita", è stato illustrato da Maria Luisa Di Pietro
(copresidente di Scienza & Vita) e ha ottenuto il sostegno convinto e
immediato dei presidenti delle altre due "reti": Giovanni Giacobbe
(Forum) e Franco Pasquali (Retinopera).
"L`obiettivo di questa operazione culturale - si legge in un comunicato
- è quello di raggiungere tutto il mondo cattolico italiano,
innanzitutto attraverso le parrocchie e i gruppi ecclesiali, in vista
della costruzione di un giudizio comune attorno alle grandi domande che
accompagnano la fine della vita.
Ma per fare questo è necessario il coinvolgimento di tutte le
espressioni del laicato cattolico. A tal fine, è stata già raccolta
l`adesione convinta e consapevole di tutto il mondo delle associazioni,
dei movimenti e delle nuove realtà ecclesiali italiane".
Il Manifesto, infatti, è già stato sottoscritto da oltre trenta
presidenti, anche in rappresentanza di categorie che sono già in prima
linea nella difesa della vita. Oltre alle tre reti promotrici, sino ad
ora hanno già aderito: Azione cattolica, Cl, Acli, Mcl, Mpv, RnS,
Cammino Neocatecumenale, Comunità di Sant`Egidio, Coldiretti, Famiglie
nuove, Ugci, Acos, Amci, Aris, Cnal, Cif, Conf. Naz. Consultori
d`ispirazione cristiana, Copercom, Fuci, Meic, Unitalsi, Age, Agesc,
Csi, Ucfi, Icra, Confed. Naz. Misericordie, Vivere In, Federazione
Nazionale Società di San Vincenzo De Paoli, Ucid, e altri si stanno
aggiungendo.
"Un grande momento unitario, di popolo - afferma la nota - che prelude
all`esplosione di migliaia di iniziative su tutto il territorio
italiano. Si tratterà innanzitutto di momenti di catechesi sulla vita,
ovvero di profondo discernimento cristiano, ma anche incontri, eventi e
confronti pubblici. Anche in questa occasione la fantasia e la
partecipazione del popolo cristiano farà la differenza. In ogni caso - è
stato ribadito nel corso della conferenza stampa - non mancherà il
confronto e il dialogo con i non credenti che condividono il rispetto
per la vita in ogni sua fase, dal concepimento alla morte naturale".
ASCA
- 20 marzo 2009
TESTAMENTO BIOLOGICO:
DA ASSOCIAZIONI CATTOLICHE NUOVO MANIFESTO
Un manifesto con 'tre
grandi si'' e 'tre grandi no' che fara' da preludio ad una massiccia
mobilitazione del mondo cattolico sui temi della fine della vita, in
coincidenza con i passaggi chiave dell'iter parlamentare del ddl sul
testamento biologico e le prevedibili sfide referendarie e
costituzionali che la legge, se approvata nella sua forma attuale,
dovra' affrontare. A lanciare il manifesto 'Liberi per vivere' sono
state questa mattina tre associazioni cattoliche, Scienza e vita, Forum
delle famiglie e Retinopera, per le quali il documento non e' che il
preludio a una 'grande opera di coscientizzazione popolare sul tema
della fine della vita', con 'migliaia di iniziative su tutto il
territorio italiano' nei prossimi mesi. L'obiettivo, spiega Scienza e
Vita in un comunicato, e' quello di 'raggiungere tutto il mondo
cattolico italiano, innanzitutto attraverso le parrocchie e i gruppi
ecclesiali, in vista della costituzione di un giudizio comune attorno
alle grandi domande che accompagnano la fine della vita'.
A questo fine, spiegano le tre associazioni, 'e' necessario il
coinvolgimento di tutte le espressioni del laicato cattolico', come era
avvenuto in occasione del Family Day, con un manifesto alla cui stesura
aveva partecipato anche l'allora presidente dell'Azione Cattolica, Luigi
Alici. Per 'Liberi per vivere' e' stata gia' raccolta l'adesione di una
nutrita lista di associazioni cattoliche: Azione cattolica, Cl, Acli,
Mcl, Mpv, RnS, Cammino Neocatecumenale, Comunita' di Sant'Egidio,
Coldiretti, Famiglie nuove, Ugci, Acos, Amci, Aris, Cnal, Cif, Conf.
Naz.
Consultori d'ispirazione cristiana, Copercom, Fuci, Meic, Unitalsi, Age,
Agesc, Csi, Ucfi, Icra, Confed. Naz.
Misericordie, Vivere In, Federazione Nazionale Societa' di San Vincenzo
De Paoli, Ucid, e altri si stanno aggiungendo.
Il manifesto, spiegano i promotori, sara' un 'grande momento unitario,
di popolo che prelude all'esplosione di migliaia di iniziative su tutto
il territorio italiano. Si trattera' innanzitutto di momenti di
catechesi sulla vita, ovvero di profondo discernimento cristiano, ma
anche incontri, eventi e confronti pubblici. Anche in questa occasione
la fantasia e la partecipazione del popolo cristiano fara' la
differenza. In ogni caso - e' stato ribadito nel corso della conferenza
stampa - non manchera' il confronto e il dialogo con i non credenti che
condividono il rispetto per la vita in ogni sua fase, dal concepimento
alla morte naturale'.
IL VELINO – 20
marzo 2009
Bioetica, Scienza e vita
presenta Manifesto "Liberi per Vivere"
"Liberi per Vivere": e'
questo il titolo del Manifesto presentato questa mattina a Roma
dall'Associazione Scienza&Vita, dal Forum delle associazioni familiari e
da Retinopera. Il contenuto del Manifesto, mediante il quale viene
lanciata una grande opera di coscientizzazione popolare sul tema della
fine della vita, e' stato illustrato da Maria Luisa Di Pietro
(copresidente di Scienza&Vita) e ha ottenuto il sostegno convinto e
immediato dei presidenti delle altre due "reti": Giovanni Giacobbe
(Forum) e Franco Pasquali (Retinopera). L'obiettivo di questa operazione
culturale - spiega un comunicato di Scienza&Vita - e' quello di
raggiungere tutto il mondo cattolico italiano, innanzitutto attraverso
le parrocchie e i gruppi ecclesiali, in vista della costruzione di un
giudizio comune attorno alle grandi domande che accompagnano la fine
della vita. Ma per fare questo e' necessario il coinvolgimento di tutte
le espressioni del laicato cattolico. A tal fine, e' stata gia' raccolta
l'adesione convinta e consapevole di tutto il mondo delle associazioni,
dei movimenti e delle nuove realta' ecclesiali italiane. Il Manifesto,
infatti, e' gia' stato sottoscritto da oltre trenta presidenti, anche in
rappresentanza di categorie che sono gia' in prima linea nella difesa
della vita.
Oltre alle tre reti promotrici, sino ad ora hanno gia' aderito: Azione
cattolica, Cl, Acli, Mcl, Mpv, RnS, Cammino Neocatecumenale, Comunita'
di Sant'Egidio, Coldiretti, Famiglie nuove, Ugci, Acos, Amci, Aris, Cnal,
Cif, Conf. Naz. Consultori d'ispirazione cristiana, Copercom, Fuci, Meic,
Unitalsi, Age, Agesc, Csi, Ucfi, Icra, Confed. Naz. Misericordie, Vivere
In, Federazione Nazionale Societa' di San Vincenzo De Paoli, Ucid, e
altri si stanno aggiungendo. Dunque un grande momento unitario, di
popolo, che prelude all'esplosione di migliaia di iniziative su tutto il
territorio italiano. Si trattera' innanzitutto di momenti di catechesi
sulla vita, ovvero di profondo discernimento cristiano, ma anche
incontri, eventi e confronti pubblici. Anche in questa occasione la
fantasia e la partecipazione del popolo cristiano fara' la differenza.
In ogni caso - e' stato ribadito nel corso della conferenza stampa - non
manchera' il confronto e il dialogo con i non credenti che condividono
il rispetto per la vita in ogni sua fase, dal concepimento alla morte
naturale.
VIRGILIO NOTIZIE –
20 marzo 2009
Biotestamento/
Associazioni cattoliche lanciano mobilitazione
Mentre Parlamento
discute e c'è chi parla di referendum
Mentre il Parlamento
discute di testamento biologico (la settimana prossima il voto al
Senato) e c'è chi, nell'opposizione, ha fatto balenare l'ipotesi di un
referendum qualora la legge passasse senza significative modifiche, le
associazioni cattoliche Scienza e vita, Forum delle famiglie e
Retinopera lanciano una "grande opera di coscientizzazione popolare sul
tema della fine della vita" che prevede, nel corso dei prossimi mesi,
"migliaia di iniziative su tutto il territorio italiano".
"Liberi per Vivere" è il titolo del manifesto presentato questa mattina
a Roma dalle tre associazioni (già protagoniste del Family day e della
campagna astensionistica nel referendum sulla procreazione medicalmente
assistita). Il contenuto del Manifesto, mediante il quale viene
"lanciata una grande opera di coscientizzazione popolare sul tema della
fine della vita", è stato illustrato da Maria Luisa Di Pietro
(copresidente di Scienza & Vita) e ha ottenuto il sostegno convinto e
immediato dei presidenti delle altre due "reti": Giovanni Giacobbe
(Forum) e Franco Pasquali (Retinopera).
"L'obiettivo di questa operazione culturale - si legge in un comunicato
- è quello di raggiungere tutto il mondo cattolico italiano,
innanzitutto attraverso le parrocchie e i gruppi ecclesiali, in vista
della costruzione di un giudizio comune attorno alle grandi domande che
accompagnano la fine della vita. Ma per fare questo è necessario il
coinvolgimento di tutte le espressioni del laicato cattolico. A tal
fine, è stata già raccolta l'adesione convinta e consapevole di tutto il
mondo delle associazioni, dei movimenti e delle nuove realtà ecclesiali
italiane".
Il Manifesto, infatti, è già stato sottoscritto da oltre trenta
presidenti, anche in rappresentanza di categorie che sono già in prima
linea nella difesa della vita. Oltre alle tre reti promotrici, sino ad
ora hanno già aderito: Azione cattolica, Cl, Acli, Mcl, Mpv, RnS,
Cammino Neocatecumenale, Comunità di Sant'Egidio, Coldiretti, Famiglie
nuove, Ugci, Acos, Amci, Aris, Cnal, Cif, Conf. Naz. Consultori
d'ispirazione cristiana, Copercom, Fuci, Meic, Unitalsi, Age, Agesc,
Csi, Ucfi, Icra, Confed. Naz. Misericordie, Vivere In, Federazione
Nazionale Società di San Vincenzo De Paoli, Ucid, e altri si stanno
aggiungendo.
"Un grande momento unitario, di popolo - afferma la nota - che prelude
all'esplosione di migliaia di iniziative su tutto il territorio
italiano. Si tratterà innanzitutto di momenti di catechesi sulla vita,
ovvero di profondo discernimento cristiano, ma anche incontri, eventi e
confronti pubblici. Anche in questa occasione la fantasia e la
partecipazione del popolo cristiano farà la differenza. In ogni caso - è
stato ribadito nel corso della conferenza stampa - non mancherà il
confronto e il dialogo con i non credenti che condividono il rispetto
per la vita in ogni sua fase, dal concepimento alla morte naturale".
VITA – 23 marzo
2009
BIOETICA
AVVENIRE -
"Associazioni in campo sulla libertà di vivere" (Pag. 9).
Le associazioni sono
quelle cattoliche, che sottolineano l'importanza di agire unite pur
nella diversità degli approcci: etica e bioetica «devono diventare
dimensione ordinaria del cammino associativo insieme alla dimensione
catechistica, liturgica e spirituale», dice Franco Miano, presidente
Azione Cattolica. Perché se le si continua a trattare come
«straordinarie» non si forma una «mentalità». E smentisce l'ipotesi di
una comunità cristiana spaccata sui temi legati al fine vita. Per
Alberto Olivero, presidente delle Acli, «la dottrina sociale non la si
può fare a pezzetti. Non possiamo salvaguardare la dignità di lavoratori
e immigrati e poi non andare a sostenere la dignità della vita in altri
campi». Raccolte anche le voci di Carlo Costalli, presidente del
movimento cristiano dei lavoratori, di Vincenzo Saraceni, presidente dei
medici cattolici, Francesco D'Agostino, Unione dei giuristi Cattolici,
Salvatore Martinez, Rinnovamento dello Spirito Santo, Alberto Friso,
responsabile Famiglie nuove.
Zenit.org
- 22 marzo 2009
MOBILITAZIONE POPOLARE
PER DIFENDERE LA LIBERTÀ DI VIVERE
Un manifesto e 1000
incontri del laicato cattolico
di Antonio Gaspari
Venerdì 20 marzo a Roma
l’Associazione “Scienza & Vita”, il Forum delle Associazioni familiari e
Retinopera, hanno presentato alla stampa il manifesto “Liberi per
Vivere” (http://www.scienzaevita.org/) e l’intenzione di svolgere oltre
1000 incontri per una grande opera di coscientizzazione popolare sul
tema della fine della vita.
Scienza & vita - presente su tutto il territorio nazionale -, il Forum
delle Associazioni familiari - che rappresenta 54 associazioni -, e
Retinopera - che ne rappresenta altre 18 -, si mobiliteranno da dopo
Pasqua fino alla fine di maggio per spiegare al popolo tutto, cattolico
e non, perchè bisogna dire: “No all’eutanasia, No all’accanimento
terapeutico, No all’abbandono di chi è più fragile”
Maria Luisa di Pietro, co-presidente di Scienza & Vita, Giovanni
Giacobbe, Presidente del Forum delle Associazioni Familiari e Franco
Pasquali, Coordinatore di Retinopera, hanno spiegato che l’intento della
mobilitazione è anche quello di dire: “Sì alla vita; Sì alla medicina
Palliativa; Sì ad accrescere e umanizzare l’assistenza ai malati e agli
anziani”.
Nel presentare il Manifesto “Liberi di Vivere” Maria Luisa Di Pietro ha
spiegato che la tentazione di rinunciare a vivere c’è sempre stata nella
storia dell’umanità, ma questo non può essere elevata al rango di
diritto a morire.
Per la co-presidente di Scienza & Vita “teorizzare la morte come diritto
di libertà” significa ferire la libertà degli altri” e cancellare “il
senso della comunità umana”.
Facendo riferimento al Manifesto, la prof.ssa Di Pietro ha sottolineato
che “la vera libertà è quella di scegliere a favore della vita”, per
questo “chiediamo che le persone più deboli siano efficacemente aiutate
a vivere e non a morire”.
La co-presidente di Scienza & Vita ha concluso rifiutando la falsa pietà
e rilevando che “solo amando la vita di ciascuno fino alla fine c’è
speranza di futuro per tutti”.
Il prof. Giuseppe Giacobbe ha manifestato il suo pieno appoggio al
Manifesto ed alla mobilitazione, precisando quanto “le famiglie sono
impegnate nel prendersi cura dei malati”. Per questo ha chiesto al
Governo non solo sostegno economico ma “un’organizzazione del lavoro che
permetta ai familiari di aiutarsi l’un l’altro”.
Franco Pasquali, che è anche segretario generale della Coldiretti, ha
invocato “un nuovo umanesimo” che partendo dalla persona riesca a
umanizzare e rafforzare l’assistenza ai malati.
Domenico delle Foglie, portavoce di Scienza & Vita, ha spiegato che
l’obiettivo di questa operazione culturale è quello di raggiungere tutto
il mondo cattolico italiano, innanzitutto attraverso le parrocchie e i
gruppi ecclesiali, in vista della costruzione di un giudizio comune
attorno alle grandi domande che accompagnano la fine della vita.
A tal fine, è stata già raccolta l’adesione convinta e consapevole di
tutto il mondo delle associazioni, dei movimenti e delle nuove realtà
ecclesiali italiane.
Gli organizzatori hanno fatto sapere che il Manifesto “Liberi di Vivere”
è già stato sottoscritto da oltre trenta presidenti, anche in
rappresentanza di categorie che sono già in prima linea nella difesa
della vita.
Oltre alle tre reti promotrici, sino ad ora hanno già aderito: Movimento
per la Vita, Azione cattolica, Comunione e Lberazione, Acli, Mcl, RnS,
Cammino Neocatecumenale, Comunità di Sant’Egidio, Coldiretti, Famiglie
nuove, Ugci, Acos, Amci, Aris, Cnal, Cif, Conf. Naz. Consultori
d’ispirazione cristiana, Copercom, Fuci, Meic, Unitalsi, Age, Agesc,
Csi, Ucfi, Icra, Confed. Naz. Misericordie, Vivere In, Federazione
Nazionale Società di San Vincenzo De Paoli, Ucid.
SIR - 20 marzo 2009
MANIFESTO VITA: "UNA
GRANDE OPERA DI COSCIENTIZZAZIONE POPOLARE"
“Raggiungere tutto il
mondo cattolico italiano, innanzitutto attraverso le parrocchie e i
gruppi ecclesiali, in vista della costruzione di un giudizio comune
attorno alle grandi domande che accompagnano la fine della vita”.
Questo, ricorda l’associazione “Scienza & Vita”, lo scopo del Manifesto
“Liberi per Vivere”, presentato oggi a Roma dall’associazione citata,
dal Forum delle Associazioni familiari e da Retinopera. Per lanciare
“una grande opera di coscientizzazione popolare sul tema del fine della
vita”, si legge in una nota di “Scienza & Vita”
diffusa a commento dell’iniziativa, “è necessario il coinvolgimento di
tutte le espressioni del laicato
cattolico”: a tal fine, è stata già raccolta “l’adesione convinta e
consapevole di tutto il mondo delle associazioni, dei movimenti e delle
nuove realtà ecclesiali italiane”, visto che il Manifesto è già stato
sottoscritto da oltre trenta presidenti, “anche in rappresentanza di
categorie che sono già in prima linea nella difesa della vita”. “Un
grande momento unitario, di popolo, che prelude all’esplosione di
migliaia di iniziative su tutto il territorio italiano”, lo definisce
“Scienza & Vita”, che annuncia “momenti di catechesi sulla vita, ma
anche incontri, eventi e confronti pubblici”, anche “con i non credenti
che condividono il rispetto per la vita in ogni sua fase, dal
concepimento alla morte naturale”. (segue) MANIFESTO VITA: "UNA GRANDE
OPERA DI COSCIENTIZZAZIONE POPOLARE" (2) Oltre alle tre reti promotrici
– informa “Scienza &
Vita”- sino ad ora hanno già aderito al Manifesto “Liberi per vivere”:
Azione cattolica, Cl, Acli, Mcl, Mpv, RnS, Cammino Neocatecumenale,
Comunità di Sant’Egidio, Coldiretti, Famiglie nuove, Ugci, Acos, Amci,
Aris, Cnal, Cif, Conf. Naz. Consultori d’ispirazione cristiana, Copercom,
Fuci, Meic, Unitalsi, Age, Agesc, Csi, Ucfi, Icra, Confed. Naz.
Misericordie, Vivere In, Federazione Nazionale Società di San Vincenzo
De Paoli, Ucid, e altri si stanno aggiungendo.