Torna alla pagina precedente...

RASSEGNA STAMPA

 

RADIO VATICANA – 13 marzo 2009

Il 23 marzo nella Basilica ostiense quarto incontro sulle Lettere paoline

La Basilica papale di San Paolo fuori le Mura accoglierà lunedì 23 marzo alle ore 20,30, il quarto Incontro del ciclo sulle Lettere Paoline, promosso per celebrare il bimillenario della nascita dell’Apostolo e per testimoniare (con lo slogan “San Paolo parla”) l’attualità del suo insegnamento. Al centro della manifestazione sarà la Lettera agli Efesini, presentata da un esegeta illustre, il biblista padre Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose. A introdurlo sarà il cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, arciprete della basilica. Testimonieranno il loro legame spirituale con San Paolo il presidente nazionale del Movimento ecclesiale “Rinnovamento nello Spirito Santo” Salvatore Martinez, per la Congregazione dei Legionari di Cristo il vicario generale padre Luis Garza Medina, e Chiara Amirante, che guarita dalla cecità, ha fondato la Comunità Giglio. Altri protagonisti del nostro tempo a confronto con l’Apostolo saranno per il mondo della comunicazione il giornalista televisivo e scrittore Bruno Vespa e per quello della cultura Claudio Strinati, sovrintendente ai Beni culturali artistici e storici di Roma e del Polo museale romano. A condurre l’incontro sarà la giornalista televisiva Paola Saluzzi. Passi della Lettera agli Efesini saranno letti dall’attrice Miriam Mesturino. Il quinto e ultimo “Incontro con le Lettere Paoline” si svolgerà, sempre nella basilica Ostiense, il 27 aprile, dedicato alle Lettere a Timoteo di cui sarà esegeta il pastore valdese prof. Paolo Ricca. Previste delle testimonianze di personalità del mondo dell’economia e del lavoro.


AVVENIRE – 21 marzo 2009

Sulla Lettera agli Efesini - «San Paolo parla»

Si terrà lunedì alle 20,30 nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, a Roma, il quarto incontro de ciclo «San Paolo parla». Al centro della serata – introdotta dal cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, arciprete della Basilica – sarà la Lettera agli Efesini. L’esegesi sarà di Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose; interverranno il presidente di Rinnovamento nello Spirito, Salvatore Martinez ; per la Congregazione dei Legionari di Cristo il vicario generale padre Luis Garza Medina e Chiara Amirante, fondatrice della «Comunità Giglio». E ancora il giornalista Bruno Vespa e Claudio Strinati, sovrintendente ai Beni culturali artistici e storici di Roma. L’incontro sarà condotto da Paola Saluzzi, le letture saranno affidate all’attrice Miriam Mesturino.


SIR - 23 marzo 2009

ANNO PAOLINO: BASILICA DI SAN PAOLO FUORI LE MURA, UN INCONTRO SULLA LETTERA AI FILIPPESI

La basilica di San Paolo fuori le Mura accoglierà stasera il quarto incontro del ciclo sulle Lettere paoline, promosso per celebrare il bimillenario della nascita dell'apostolo e per testimoniare (con lo slogan “San Paolo parla”) l'attualità del suo insegnamento. Al centro dell’appuntamento sarà la Lettera ai Filippesi, presentata da padre Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose. A introdurlo sarà il card. Andrea di Montezemolo, arciprete della basilica. Testimonieranno il loro legame con San Paolo il presidente nazionale di Rinnovamento nello Spirito, Salvatore Martinez; il vicario generale della Congregazione dei Legionari di Cristo, padre Luis Garza Medina; e Chiara Amirante, fondatrice della Comunità Nuovi Orizzonti, operante in Italia e all'estero in tutti gli ambiti del disagio sociale. Altri protagonisti del nostro tempo a confronto con l'apostolo saranno per il mondo della comunicazione il giornalista Bruno Vespa e per quello della cultura Claudio Strinati, sovrintendente ai Beni culturali artistici e storici di Roma e del Polo museale romano. Il quinto e ultimo “Incontro con le Lettere Paoline” si svolgerà sempre nella basilica ostiense il 27 aprile, dedicato alle Lettere a Timoteo e con il pastore valdese Paolo Ricca. Previste delle testimonianze di personalità del mondo dell'economia e del lavoro.


www.romasette.it  - 25 marzo 2009

Focus: «Cristo è schiavo e partecipe dell'umanità»

Enzo Bianchi protagonista dell’incontro sulla Lettera ai Filippesi nella basilica di San Paolo. Ospite anche Chiara
Amirante: «La gioia vera è data da una vita vissuta alla luce dell'amore» di Antonella Gaetani

Dal tunnel della droga, della disperazione, della prostituzione si può uscire. Guardando alla luce di Cristo che ci dice di essere lieti, come scrive San Paolo nella Lettera ai Filippesi al centro del quarto appuntamento del ciclo sulle Lettere paoline, alla basilica di San Paolo fuori le Mura, promosso per celebrare il bimillenario della nascita dell'apostolo, e per mostrare l'attualità del suo insegnamento, come mostra il titolo dell’iniziativa, “San Paolo parla”.
Il cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, arciprete della basilica, che ha aperto l’incontro, ha detto:
«Questi incontri ci servono per capire cosa dice Paolo agli uomini di oggi per accogliere la Parola di Dio e metterla in pratica», come ha testimoniato Chiara Amirante, fondatrice della Comunità Nuovi Orizzonti. «Ho visto nei sottopassi della stazione Termini – ha raccontato – persone sfregiate nell'anima, imprigionate dai paradisi artificiali, ritrovare il sorriso. Il segreto è l'amore e scoprire che la gioia vera è data da una vita vissuta alla luce dell'amore».
Il Risorto è la grande risposta al dolore dell'uomo, è la speranza, che si fa carne e trasforma l'esistenza degli uomini. E questo è possibile perché, fattosi uomo, ha condiviso il dolore umano. Questa è la vera rivoluzione del Dio cristiano, come ha spiegato Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, che ha fatto l’esegesi sulla lettera di Paolo al centro dell’incontro, «si spoglia a tal punto dagli attributi divini – ha spiegato Bianchi – da divenire schiavo. Questa è la follia dell'incarnazione, per cui Dio ama tanto gli uomini da svuotare se stesso.
Cristo è schiavo e partecipe dell'umanità. Ma nello stesso tempo condivide con gli uomini la sua natura divina».
E la Croce, il simbolo dell'umiliazione più alta, diventa il segno di «una vita vissuta nella giustizia e nell'amore. La croce – ha continuato – è il risultato della sua passione per la giustizia. Sulla croce avviene il duello tra la vita e la morte, tra l'amore e la morte. Solo l'amore vince la morte. E Gesù Cristo è il Risorto, colui che si salva. E diventa il Signore, e come dice Paolo:
“Il mio Signore”, mostrando una grande confidenza con colui che perseguitava».
«Nella lettera ai Filippesi – ha continuato Enzo Bianchi – Paolo apre maggiormente il proprio cuore ai destinatari.
Delinea i tratti fondamentali della vita di Cristo e dei cristiani. Proprio lui, nonostante fosse il nemico e il persecutore di Cristo, è stato amato oltre ogni misura.
Questa simultaneità tra odio e amore infrange i meccanismi di difesa e Paolo è afferrato, conquistato da questo amore».
Anche Salvatore Martinez, presidente nazionale di Rinnovamento nello Spirito, ha sottolineato come la gioia sia il miglior mezzo per predicare il cristianesimo. Invece, per padre Luis Garza Medina, vicario generale della Congregazione dei Legionari di Cristo «il centro della spiritualità è l'amore donato da Dio e che si trasmette ai fratelli».
Per Claudio Strinati, sovrintendente ai Beni culturali artistici e storici di Roma e del Polo museale romano, «l'arte ha saputo mostrare con grande maestria e immediatezza il concetto dello svuotamento di Dio». «La forza di Paolo – ha evidenziato Bruno Vespa – consiste nel suo saper parlare con convinzione e forza. È questa grande carica comunicativa a portare la parola di Dio nel mondo».


www.annopaolino.org

APPASSIONATA ESEGESI PAOLINA DI ENZO BIANCHI

Nell’Incontro sulla Lettera ai Filippesi, con protagonisti del nostro tempo.
“Un Vangelo riassunto in pochissimi versetti”, “Una confessione di fede fra le più alte e profonde del Nuovo Testamento” : così il biblista Enzo Bianchi, Priore della Comunità monastica di Bose, ha parlato del celebre Inno di San Paolo nella Lettera ai Filippesi di cui ha svolto una dotta e appassionata esegesi la sera di lunedì 23 marzo nella Basilica Ostiense. Egli è stato fra i protagonisti del quarto e penultimo “Incontro sulle Lettere Paoline” promosso dell’ Arciprete cardinale Andrea di Montezemolo nel contesto delle celebrazioni per il bimillenario della nascita dell’Apostolo. La sua dissertazione ha afferrato, ed emozionato pure, il folto uditorio – fra i presenti il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi - specie quando ha esortato tutti e ciascuno a professare con San Paolo: “Cristo,tu sei il mio Signore”. Le testimonianze di protagonisti del nostro tempo, che caratterizzano ogni Incontro, sono state aperte stavolta dal giornalista televisivo e scrittore Bruno Vespa che, con una serie di richiami alla personalità di Paolo di Tarso e a riferimenti alle tecniche della comunicazione odierna, ha affermato l’attualità e la modernità del suo messaggio, tale anche se presentato, ha detto, in un articolo di giornale. Affascinante la rievocazione fatta da Claudio Strinati, sovrintendente ai Beni culturali, storici e artistici di Roma e del Polo Museale Romano, del confronto del Caravaggio con l’evento della Conversione di Paolo sulla via di Damasco, testimoniata dai due celebri dipinti sull’evento La ricchezza del dinamismo esperienziale della fede lasciato da San Paolo è stata al centro della testimonianza di Salvatore Martinez, presidente nazionale del movimento ecclesiale “Rinnovamento nello Spirito Santo” che, ha detto, è proteso ad affermare, in una nuova evangelizzazione, il primato della vita dello Spirito. Come viene attuato “l’impegno strategico nella costruzione della cultura per il futuro della società” dalla Congregazione dei Legionari di Cristo, nell’ispirazione al principio paolino “dell’uomo nuovo”, è stato illustrato dal suo vicario generale padre Luis Garza Medina. Infine Chiara Amirante, la fondatrice della Comunità “Nuovi Orizzonti” ha dato un’avvincente testimonianza della sua “scoperta” di Cristo Risorto, della sua prodigiosa guarigione da una malattia incurabile e dalla totale cecità imminente, della sua missione tra il popolo della notte, disperati, sfigurati, emarginati, e del loro recupero nei Centri di accoglienza, di ascolto, di formazione in Italia e all’estero. L’Incontro è stato condotto dalla giornalista televisiva Paola Saluzzi, mentre l’attrice Miriam Mesturino ha letto alcuni passi della Lettera ai Filippesi.


www.annoapolino.org

IL 23 MARZO QUARTO INCONTRO SULLE LETTERE PAOLINE

Fra i “testimoni” personalità della cultura e della comunicazione

La Basilica Papale di San Paolo fuori le Mura accoglierà lunedì 23 marzo alle ore 20,30, il quarto Incontro del ciclo sulle Lettere Paoline, promosso per celebrare il bimillenario della nascita dell’Apostolo e per testimoniare (con lo slogan “San Paolo parla”) l’attualità del suo insegnamento. Al centro della manifestazione sarà la Lettera ai Filippesi, presentata da un esegeta illustre, il biblista padre Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose. A introdurlo sarà il cardinale Andrea di Montezemolo, Arciprete della Basilica. Testimonieranno il loro legame spirituale con San Paolo il presidente nazionale del noto Movimento ecclesiale “Rinnovamento nello Spirito Santo” Salvatore Martinez; per la Congregazione dei Legionari di Cristo, il vicario generale padre Luis Garza Medina; e Chiara Amirante, che guarita prodigiosamente da una malattia incurabile, non solo agli occhi, ha fondato la “Comunità Nuovi Orizzonti”, operante in Italia e all’estero in tutti gli ambiti del disagio sociale. Altri protagonisti del nostro tempo a confronto con l’Apostolo saranno per il mondo della comunicazione il giornalista televisivo e scrittore Bruno Vespa e per quello della cultura Claudio Strinati, sovrintendente ai Beni culturali artistici e storici di Roma e del Polo museale romano. A condurre l’incontro sarà la giornalista televisiva Paola Saluzzi. Passi della Lettera ai Filippesi saranno letti dall’attrice Miriam Mesturino.
Il quinto e ultimo “Incontro con le Lettere Paoline” si svolgerà sempre nella basilica Ostiense il 27 aprile, dedicato alle Lettere a Timoteo di cui sarà esegeta il pastore valdese prof. Paolo Ricca. Previste delle testimonianze di personalità del mondo dell’economia e del lavoro.


Zenit - 27 marzo 2009

Il mondo ha bisogno di un rinnovamento nello Spirito Santo

Afferma Salvatore Martinez, presidente in Italia di RnS

di Carmen Elena Villa

Il mondo ha bisogno di un rinnovamento nello Spirito Santo, constata Salvatore Martinez, presidente in Italia del movimento del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS).
Martinez è intervenuto lunedì scorso durante la catechesi su San Paolo che si svolge ogni mese nella Basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma in occasione dell'Anno Paolino.
Il Rinnovamento nello Spirito Santo nasce nel 1967 a Pittsburg, negli Usa, e si diffonde rapidamente nel mondo anche senza un unico e vero fondatore. In Italia, il Rinnovamento nello Spirito Santo si sviluppa negli anni '70 ed oggi conta oltre 200mila aderenti, raggruppati in più di 1.900 gruppi e comunità.
Martinez ha affermato che i nuovi movimenti ecclesiali sono "un dono speciale dello Spirito Santo alla chiesa del nostro tempo" e ha ricordato le parole di Benedetto XVI durante la Giornata Mondiale della Gioventù di Sydney, quando ha dichiarato che "il mondo ha bisogno di rinnovamento".
"Il vento soffia dove vuole e non sai da dove viene e dove va", ha riconosciuto.
San Paolo, un grande ispiratore
Facendo riferimento al contenuto delle Lettere paoline, Salvatore Martinez ha affermato che "le nostre comunità trovano nelle pagine di San Paolo il dinamismo della fede".
In questo tempo ha osservato, "abbiamo visto una generazione rinascere nello spirito", che ha portato frutti immensi come "molte conversioni, soprattutto tra i giovani".
E' anche un'epoca di riscoperta per molti sacerdoti "del senso profondo della propria vocazione", ha commentato.
"Lo spirito sta chiamando a una nuova evangelizzazione, a una Chiesa nuova". Per questo, tutti "avremo bisogno di un cuore nuovo" e di "un amore che sovrasti la nostra natura e la riempia della consolazione dello Spirito".
Allo stesso modo, ha segnalato che in tempi di crisi la spiritualità è la "più grande riserva di speranza", sottolineando anche l'importanza della preghiera, perché "solo chi prega insegna agli uomini. Impara a riconoscere che l'altro è un dono e mai un problema".
Martinez ha anche ricordato le parole dell'allora Cardinale Joseph Ratzinger "Solo l'uomo toccato da dio Dio potrà toccare la storia", osservando che è importante "insegnare all'uomo a vivere una vita interiore in un mondo esteriorizzato", perché "gli uomini imparano a vivere la storia con gli occhi della storia".
Il presidente nazionale italiano del RnS ha testimoniato che "nel nostro movimento troviamo gente che ha smarrito il senso della vita" e ha imparato lì a "scoprire il valore della croce". "La nostra gioia porta il doloroso travaglio dell'esperienza umana: proporre uno amore appassionato per amore di Cristo".
Martinez ha quindi concluso il suo intervento citando una frase di Madre Teresa: "Non lasciare mai che qualcosa ti riempia di pena al punto da farti dimenticare la gioia di Cristo risorto".
"Noi crediamo che nello Spirito è il segreto della eterna giovinezza della Chiesa. Quello porta bellezza alla Chiesa è Gesù, è il Signore, è il grido che si sente da duemila anni", ha aggiunto.



Hit Counter