LA REPUBBLICA
(Genova)
– 15 maggio 2008
La visita del Papa
divide la città
Chi va e chi no alla messa di Ratzinger
Mobilitate forze dell'ordine e volontari
C´è chi cerca
disperatamente gli ultimi pass disponibili e chi se n´è accaparrato
quantità industriali per familiari e amici. Ma anche chi, dall´altare,
celebrerà la sua messa come in qualsiasi altra occasione dell´anno
liturgico, incurante delle raccomandazioni delle gerarchie che
preferirebbero vedere i fedeli in piazza piuttosto che in chiesa. Di
più: c´è qualcuno che, la sua chiesa, la aprirà proprio in contemporanea
con la celebrazione di papa Ratzinger. Per un concerto di musica sacra.
E poi quelli che si daranno malati, i pigri, i dissidenti silenziosi.
Tutti con buone ragioni per non presentarsi sabato a Savona e domenica
in piazza della Vittoria, al cospetto di Benedetto XVI. Alcune di queste
probabilmente coincidenti con quelle espresse da un folto gruppo di
credenti genovesi, vicino alle comunità di base, che, in una lettera
aperta, spiegano che avrebbero desiderato «una vera visita: un Padre che
incontra e dialoga con i suoi figli, scambiandosi notizie, informazioni,
pensieri, preoccupazioni, dolori e gioie. Sembra invece prevalere il
mito dell´immagine».
Posizione chiara, probabilmente apprezzata anche da quel don Paolo
Farinella, teologo e biblista, prete simbolo della battaglia per la
difesa del concilio vaticano secondo. La chiesa di San Torpete, la sua
chiesa, domenica pomeriggio aprirà i battenti per ospitare l´esecuzione
del requiem di Johannes Ockeghem. «La scelta della data è puramente
casuale - spiega Farinella - e per noi obbligatoria perché dietro un
concerto c´è l´organizzazione di un anno di lavoro, con persone che
provano e studiano. Abbiamo fatto un piccolo sondaggio casalingo per
vedere se annullare il concerto del tutto, poiché non è possibile un
trasferimento ad altra data. Abbiamo visto che meno di un terzo degli
abitanti di Genova è interessato alla visita del Papa, per cui abbiamo
ritenuto di mantenere il programma. A Genova il 18 maggio pomeriggio c´è
spazio per tutti. Il papa stesso che ama tanto il ritorno al passato,
dovrebbe essere contento perché con Ockegem andiamo ancora più indietro
del concilio di Trento. Almeno di un secolo. Se il Papa volesse cambiare
programma e venire al nostro concerto, saremo lieti di ospitarlo, con
una sola richiesta: venga da solo». In piazza della Vittoria, ovviamente
Farinella non ci sarà. E neppure don Andrea Gallo che pure ha preso le
distanze dagli amati ragazzi dei centri sociali e dal loro pride laico.
Qualche acciacco di troppo e il peso dell´età, assicura, lo consigliano
a rimanere a casa. Non rispondono alla chiamata, a ponente, neppure i
domenicani di Varazze e il parroco di San Giovanni Battista, a Vado, don
Nicola Lorini che non rinuncerà alla messa prefestiva. Anche perché,
nella sua parrocchia, sono stati richiesti solo due pass. Per tutti gli
altri che non hanno intenzione di presentarsi in piazza del Popolo,
porte aperte alle 18. «Ci siamo lasciati sfuggire l´occasione di far
passare contenuti importanti» commenta. Fin qui chi mugugna.
Ma la macchina organizzativa, in realtà, sta coinvolgendo a pieno titolo
tutte le sigle cattoliche. Con l´Opus Dei, che mai compare
ufficialmente, dietro le quinte e i movimenti giovanili a rimboccarsi le
maniche. Da Comunione e Liberazione ai focolarini, dai neocatecumenali a
Rinnovamento nello Spirito. Tutti concentrati sull´incontro di domenica
mattina in piazza Matteotti. «Saremo impegnati nel servizio d´ordine -
spiega Andrea Chiappori, presidente genovese della Comunità di
Sant´Egidio - e, nel pomeriggio duecento volontari accompagneranno
anziani e malati». In piazza anche gli scout. L´Agesci, in realtà, non
ha distribuito direttamente i pass, accentrati dal Centro San Matteo.
«Ma è stato un bene - assicura il responsabile regionale Filippo Guiglia
- anche perché per noi sarebbe stato un impegno ulteriore. Abbiamo
lavorato, secondo il nostro stile, al percorso educativo, più importante
dell´apparire. Due scout riceveranno dal papa il mandato della missione
tra i giovani. Il giorno dopo ogni gruppo deciderà autonomamente se
andare in piazza della Vittoria». Ma nessun coinvolgimento ufficiale
nella gestione dell´evento. Solo una richiesta, qualche settimana fa, di
reclutare "strilloni" per distribuire il Cittadino. L´idea non ha
riscosso particolare entusiasmo. Non se ne farà nulla. Entusiasmo che
non manca invece agli animatori del Movimento per la Vita, prediletto di
papa Ratzinger che lunedì ne ha ricevuto i vertici e che investe, sul
tema, impegno ed energia. «Ma noi non siamo un associazione cattolica -
precisa Andrea Codda - anche se siamo in totale sintonia con Benedetto
XVI così come lo eravamo con Giovanni Paolo. E poi, in teoria, tutti i
cattolici dovrebbero pensarla come noi».