LA VOCE
– 24 aprile 2008
A Perugia il presidente
di Rinnovamento nello Spirito, Martinez, parla ai giovani
I nuovi profeti della carità cristiana
Salvatore Martinez,
presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito santo, ha tenuto lo
scorso 18 aprile a Perugia un incontro con i giovani sul tema
“Comportatevi da cittadini degni del Vangelo: una rivoluzione politica
per i giovani”.
Salvatore Martinez, qual è il rapporto dei giovani con la politica?
“Prima ancora che l’ambito della politica, i giovani oggi hanno bisogno
di riscoprire l’ambito del pre-politico: si tratta di educare le nuove
generazioni a riscoprire la passione per l’ordine temporale. Sturzo
diceva che il grande errore della modernità è consistito nel
contrapporre umanesimo e cristianesimo, così da fare dell’umanesimo una
religione assoluta che sostituisce Dio con l’io, un io sfrenato che
asseconda le proprie voglie e i propri desideri, e del cristianesimo un
affare privato, una chiesuola, roba da bigotti. Bisogna invece provare a
far capire ai giovani – e mi pare che a Perugia questa lezione sia già
passata – che la politica può essere un evento dello spirito, può essere
un evento d’amore”.
Il Vangelo è “declinabile” in politica?
“Abbiamo bisogno di giovani che, più che eccitabili, siano profondamente
convinti che il Vangelo in tutte le sue diverse sfumature e coloriture –
il Vangelo della famiglia, della pace, della giustizia, di un’economia
giusta – si può perfettamente coniugare con le attese della società del
terzo millennio, tenendosi lontani dallo stereotipo secondo cui la
Chiesa e il Vangelo sarebbero qualcosa di superato e di antimoderno,
addirittura in contrasto con il progresso della scienza e della
tecnologia. La carità politica è un dovere: quando passa dalla
testimonianza dei giovani, credo che sia speranza significativa di un
futuro alleato alle profonde e più vere ragioni dell’uomo”.
La testimonianza è la chiave per convincere i giovani dell’autenticità
del messaggio evangelico? “La carità è essa stessa comunicazione del
Vangelo. Niente più che questo amore di dedizione, questo servizio,
questa prossimità con l’uomo, in modo particolare con l’uomo che soffre
e che non spera, sono comunicazione del Vangelo. Il Vangelo è un evento,
è un’esperienza; il Vangelo racconta del dinamismo di questa esperienza
che è fatta di incontri, di vis-à-vis, di cuore a cuore. Bisogna
rifuggire la tentazione di far apparire il Vangelo come qualcosa di
disancorato dalla realtà, come potrebbe sembrare una liturgia, un evento
di culto, un evento sacramentale, o la proiezione di un cristianesimo
mediato da schermi di computer. Il Vangelo è una comunicazione
immediata, che coinvolge l’uomo in tutte le sue facoltà: il suo
sentimento, al sua volontà, le sue emozioni”. Come si testimonia la
carità? “La testimonianza della carità passa attraverso quei percorsi
che nella ‘fantasia dello Spirito’, come diceva Giovanni Paolo II, ci
portano ad assumere la realtà e le realtà, specie quelle più povere e
disagiate e dimenticate, e lì far vedere il Vangelo, la creatività che
la fede è capace di generare. Proprio in questo i giovani sono
straordinari: non sono solo solleciti nella capacità di creare, ma direi
anche nella responsabilità che ne deriva. Nella mia veste di presidente
nazionale del Rinnovamento dello Spirito, incrocio ogni giorno
iniziative profetiche che vedono i giovani testimoni della carità: nel
mondo carcerario, nella sanità, nell’assistenza ai bambini abbandonati,
negli ambiti dell’immigrazione, del dialogo interreligioso. Questa è
carità, se per carità intendiamo la capacità di dare all’uomo ciò che è
costitutivo della sua umanità.
Giulio Lizzi