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RASSEGNA STAMPA

 

ADNKRONOS – 19 ottobre 2008

PAPA: POMPEI E' ESEMPIO DI COME FEDE OPERA IN FAVORE DEGLI ULTIMI

FAMIGLIA CELLULA FONDAMENTALE SOCIETA'

Pompei, 19 ott. (Adnkronos) - 'Pompei e' un esempio di come la fede puo' operare nella citta' dell'uomo, suscitando apostoli di carita' che si pongono al servizio dei piccoli e dei poveri, ed agiscono perche' anche gli ultimi siano rispettati nella loro dignita' e trovino accoglienza e promozione'. E' quanto ha affermato il Papa questa mattina nel corso della messa celebrata al santuario di Pompei.
'Qui a Pompei - ha spiegato Benedetto XVI - si capisce che l'amore per Dio e l'amore per il prossimo sono inseparabili. Qui il genuino popolo cristiano, la gente che affronta la vita con sacrificio, trova la forza di perseverare nel bene senza scendere a compromessi'. E ancora ha aggiunto: 'Qui, ai piedi di Maria, le famiglie ritrovano o rafforzano la gioia dell'amore che le mantiene unite'.
'Opportunamente quindi - ha proseguito - in preparazione dell'odierna mia visita, uno speciale 'pellegrinaggio delle famiglie per la famiglia' si e' compiuto esattamente un mese fa, per affidare alla Madonna questa fondamentale cellula della societa'. Vegli la Vergine Santa su ogni famiglia e sull'intero popolo italiano'.


AGI – 19 ottobre 2008

PAPA: AI PIEDI DELLA VERGINE FAMIGLIE RITROVINO UNITA'

(AGI) - Pompei, 19 ott. - "Qui, ai piedi di Maria, le famiglie ritrovano o rafforzano la gioia dell'amore che le mantiene unite". Lo ha detto Benedetto XVI nell'omelia della messa celebrata su un grande palco eretto davanti al Santuario di Pompei, sul quale e' stata spostata per l'occasione la veneratissima icona della Madonna del Rosario. 'Vegli la Vergine Santa - ha invocato - su ogni famiglia e sull'intero popolo italiano'. Nel suo discorso il Papa ha ringraziato l'arcivescovo di Pompei Carlo Liberati, sottolinenado, in particolare l'iniziativa di uno speciale 'pellegrinaggio delle famiglie per la famiglia' da lui organizzato un mese fa, 'per affidare alla Madonna questa fondamentale cellula della societa'. 'Questo Santuario e questa citta' - ha aggiunto il Pontefice - continuino soprattutto ad essere sempre legati a un dono singolare di Maria: la preghiera del Rosario. Quando, nel celebre dipinto della Madonna di Pompei, vediamo la Vergine Madre e Gesu' Bambino che consegnano le corone rispettivamente a santa Caterina da Siena e a san Domenico, comprendiamo subito che questa preghiera ci conduce, attraverso Maria, a Gesu: il Rosario e' preghiera contemplativa accessibile a tutti: grandi e piccoli, laici e chierici, colti e poco istruiti. E' vincolo spirituale con Maria per rimanere uniti a Gesu', per conformarsi a Lui, assimilarne i sentimenti e comportarsi come Lui si e' comportato. Il Rosario - ha concluso il Papa teologo, citando Giovanni Paolo II e suscitando cosi' un grande applauso - e' 'arma' spirituale nella lotta contro il male, contro ogni violenza, per la pace nei cuori, nelle famiglie, nella societa' e nel mondo'. (AGI)


ANSA – 19 ottobre 2008

PAPA: NO A COMPROMESSI, E FAMIGLIA E' FONDAMENTALE

(ANSA) - POMPEI, 19 OTT - Un invito forte a non scendere a 'compromessi' e una riaffermazione della famiglia 'cellula fondamentale della societa'' e' stato formulato dal Papa a Pompei.
Benedetto XVI ha esortato i cristiani a essere 'motore di rinnovamento religioso e sociale', 'al servizio dei piccoli e dei poveri' perche' 'anche gli ultimi siano rispettati nella loro dignita' e trovino accoglienza e promozione', e a 'perseverare nel bene senza scendere a compromessi'. Lo ha detto nell'omelia della messa di fronte al santuario mariano che accoglie ogni anno quattro milioni di pellegrini.
'Qui a Pompei - ha detto papa Ratzigner - si capisce che l'amore per Dio e l'amore per il prossimo sono inseparabili. Qui il genuino popolo cristiano, la gente che affronta la vita con sacrificio, trova la forza di perseverare nel bene senza scendere a compromessi. Qui, ai piedi di Maria, le famiglie ritrovano o rafforzano la gioia dell'amore che le mantiene unite. Opportunamente, quindi, in preparazione dell'odierna mia visita, uno speciale 'pellegrinaggio delle famiglie per la famiglia' si e' compiuto esattamente un mese fa, per affidare alla Madonna questa fondamentale cellula della societa'. Vegli la Vergine Santa su ogni famiglia e sull'intero popolo italiano'.(ANSA)


APCOM - 19 ottobre 2008

Apc-Papa a Pompei: Famiglia e' cellula fondamentale della societa'

"La Madonna vegli sull'intero popolo italiano"

Città del Vaticano, 19 ott. (Apcom) - La famiglia è la "fondamentale cellula della società": lo ribadisce il Papa nel corso di una visita al santuario di Pompei.
"Opportunamente - ha tenuto a sottolineare Ratzinger nel corso della messa mattutina - in preparazione dell'odierna mia visita, uno speciale 'pellegrinaggio delle famiglie per la famiglia' si è compiuto esattamente un mese fa, per affidare alla Madonna questa fondamentale cellula della società. Vegli la Vergine Santa su ogni famiglia e sull'intero popolo italiano!".


ADNKRONOS – 19 ottobre 2008

PAPA: FAMIGLIA HA RUOLO FONDAMENTALE PER EDUCAZIONE FIGLI E VOCAZIONI

Pompei, 19 ott. (Adnkronos) - La famiglia ricopre un ruolo fondamentale 'nell'educazione dei figli ad uno spirito universale, aperto e responsabile verso il mondo e i suoi problemi, come pure nella formazione delle vocazioni alla vita missionaria'. E' quanto ha affermato il Papa all'Angelus di oggi celebrato al santuario mariano di Pompei dove il Pontefice si trova per una visita pastorale di un giorno.
Benedetto XVI ha ricordato che oggi vengono proclamati beati 'Louis Martin e Ze'lie Gue'rin, genitori di santa Teresa di Gesu' Bambino, dichiarata da Pio XI patrona delle missioni. Questi nuovi beati hanno accompagnato e condiviso, con la loro preghiera e con la loro testimonianza evangelica, il cammino della figlia chiamata dal Signore a consacrarsi a lui senza riserve tra le mura del Carmelo'.
Partendo dal riferimento ai coniugi Martin, genitori di Santa Teresa di Lisieux, il Papa e' passato a una considerazione piu' generale sulla famiglia 'il cui ruolo e' fondamentale nell'educazione dei figli ad uno spirito universale, aperto e responsabile verso il mondo e i suoi problemi, come pure nella formazione delle vocazioni alla vita missionaria. Ed allora, quasi proseguendo idealmente il pellegrinaggio che tante famiglie hanno compiuto un mese fa a questo Santuario, invochiamo la materna protezione della Madonna di Pompei su tutti i nuclei familiari del mondo, pensando gia' al VI Incontro Mondiale delle Famiglie, in programma a Citta' del Messico nel gennaio 2009'.


AGI – 19 ottobre 2008

PAPA: RUOLO FAMIGLIA FONDAMENTALE

(AGI) - Pompei, 19 ott. - "Il ruolo della famiglia e' fondamentale nell'educazione dei figli ad uno spirito universale, aperto e responsabile verso il mondo e i suoi problemi, come pure nella formazione delle vocazioni alla vita missionaria". Lo ha detto il Papa all'Angelus, che ha guidato al termine della messa celebrata sulla piazza del Santuario di Pompei, sottolineando "la felice coincidenza" tra la visita a Pompei e la beatificazione in corso a Lisieux dei genitori di Santa Teresa del bambino Gesu'. "Quasi proseguendo idealmente il pellegrinaggio che tante famiglie hanno compiuto un mese fa a questo Santuario, invochiamo - ha esortato - la materna protezione della Madonna di Pompei su tutti i nuclei familiari del mondo, pensando gia' al VI Incontro Mondiale delle Famiglie, in programma a Citta' del Messico nel gennaio 2009".


APCOM – 19 ottobre 2008

Apc-Papa/ Vescovo Pompei: Oggi la famiglia e' insidiata da ogni dove

Chiesa fronteggia "tanti drammi contemporanei"

Città del Vaticano, 19 ott. (Apcom) - L'istituzione della famiglia è "insidiata da ogni dove" al giorno d'oggi, secondo l'arcivescovo di Pompei, Carlo Liberati, che ha accolto il Papa in visita al locale santuario.
"Beatissimo Padre - ha detto il presule introducendo la messa celebrata da Benedetto XVI - siamo consapevoli di trovarci in mezzo al guado in un tempo di rapide trasformazioni sociali e di grandi pericoli per l'infanzia e l'adolescenza, con la famiglia insidiata da ogni dove". L'arcivescovo ha ricordato le varie iniziative della Chiesa locale per fronteggiare i "tanti drammi contemporanei", dagli istituti di recupero dei tossicodipendenti ai 'centri di aiuto alla vita', "per le donne in difficoltà che decidono di non abortire e accolgono la vita nascente con la certezza di essere poi da noi aiutate", alle attività del Movimento per la vita, "che promuove iniziative per difenderla dal momento in cui sboccia nel grembo materno fino alla sua fine".
Quanto alla vita della comunità ecclesiale di Pompei, mons. Liberati ha sottolineato che per il 2009 il movimento cattolico Rinnovamento nello spirito ha già stabilito di recarsi al santuario per farne un "luogo abituale di incontro nella preghiera per ottenere il dono autentico della pace delle famiglie". L'arcivescovo ha poi fatto implicito accenno alle lentezze burocratiche con cui viene costruita la nuova Casa della madre del bambino. "Avremmo desiderato che Vostra santità oggi avesse potuto benedirla - ha detto - confidiamo di aprirla prima del santo Natale".


APCOM – 19 ottobre 2008

Apc-Papa a Pompei: Madonna protegga tutte le famiglie del mondo

In vista di incontro mondiale a Messico nel 2009

Città del Vaticano, 19 ott. (Apcom) - Dal santuario di Pompei, dove si trova per una visita di un giorno, il Papa invoca l'aiuto della Madonna su tutte le famiglie del mondo, poich‚, ha sottolineato in occasione dell'Angelus recitato sul sagrato del santuario di fronte a decine di migliaia di pellegrini, la famiglia ha un ruolo "fondamentale" nell'educazione dei figli e nella formazione di vocazioni missionarie.
Prendendo spunto dalla odierna beatificazione di Louis Martin e Zelie Guerin, genitori di santa Teresa di Lisieux, Benedetto XVI ha richiamato una intenzione "che mi sta tanto a cuore": "La famiglia, il cui ruolo è fondamentale nell'educazione dei figli ad uno spirito universale, aperto e responsabile verso il mondo e i suoi problemi, come pure nella formazione delle vocazioni alla vita missionaria. Ed allora, quasi proseguendo idealmente il pellegrinaggio che tante famiglie hanno compiuto un mese fa a questo santuario - ha proseguito tra gli applausi - invochiamo la materna protezione della Madonna di Pompei su tutti i nuclei familiari del mondo, pensando già al VI Incontro mondiale delle famiglie, in programma a Città del Messico nel gennaio 2009". Il Papa ha recitato l'Angelus a conclusione di una messa concelebrata, tra gli altri, dal card. Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli.


www.ilgiornale.it  – 19 ottobre 2008

Il Papa: "Anticlericalismo contro la Chiesa"

Pompei - Il Papa celebra la messa al Santuario della Madonna di Pompei con tutti i vesovi della Campania e ai cardinali Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, Michele Giordano, emerito di Napoli, Camillo Ruini e Renato Raffaele Martino presidente del Pontificio Consiglio giustizia e Pace, e lancia un buovo monto.
Ricordando Bartolo Longo, fondatore del santuario di Pompei, trasformatosi come san Paolo "da persecutore in apostolo", il Papa ha osservato che anche ai nostri giorni "non mancano simili tendenze". "La vicenda della sua crisi spirituale e della sua conversione - ha detto nell'omelia della messa celebrata sul sagrato, davanti a circa trentamila persone - appare oggi di grande attualità": da studente, "influenzato da filosofi immanentisti e positivisti, si era allontanato dalla fede cristiana diventando un militante anticlericale e dandosi anche a pratiche spiritistiche e superstiziose". Poi la conversione, che "contiene un messaggio molto eloquente per noi, perché purtroppo simili tendenze non mancano nei nostri giorni. In questo Anno Paolino - ha aggiunto - mi piace sottolineare che anche Bartolo Longo, come san Paolo, fu trasformato da persecutore in apostolo: apostolo della fede cristiana, del culto mariano e, in particolare, del Rosario, in cui egli trovò una sintesi di tutto il Vangelo. Questa città, da lui rifondata, è dunque una dimostrazione storica di come Dio trasforma il mondo: ricolmando di carità il cuore dell'uomo e facendone un 'motore' di rinnovamento religioso e sociale".
Famiglia, no ai compromessi Poi rivolge un invito forte a non scendere a "compromessi" e una riaffermazione della famiglia "cellula fondamentale della società" è stato formulato dal Papa a Pompei. Benedetto XVI ha esortato i cristiani a essere "motore di rinnovamento religioso e sociale", "al servizio dei piccoli e dei poveri" perché "anche gli ultimi siano rispettati nella loro dignità e trovino accoglienza e promozione", e a "perseverare nel bene senza scendere a compromessi"."Qui a Pompei - ha detto papa Ratzigner - si capisce che l'amore per Dio e l'amore per il prossimo sono inseparabili. Qui il genuino popolo cristiano, la gente che affronta la vita con sacrificio, trova la forza di perseverare nel bene senza scendere a compromessi. Qui, ai piedi di Maria, le famiglie ritrovano o rafforzano la gioia dell'amore che le mantiene unite. Opportunamente, quindi, in preparazione dell'odierna mia visita, uno speciale 'pellegrinaggio delle famiglie per la famiglia' si è compiuto esattamente un mese fa, per affidare alla Madonna questa fondamentale cellula della società. Vegli la Vergine Santa su ogni famiglia e sull'intero popolo italiano".
La supplica alla madonna di Pompei Il Papa, inginocchiato sul sagrato del santuario, ha recitato la supplica alla Madonna, la preghiera di invocazione scritta da Bartolo Longo, il fondatore del santuario, il cui testo, con poche variazioni, viene recitato dalla fine dell'Ottocento a Pompei, ogni 8 maggio e ogni prima domenica di ottobre. Dopo la supplica papa Ratzinger ha recitato l'Angelus e, prendendo spunto dalla beatificazione dei genitori di santa Teresa di Lisieux patrona delle missioni, e sulla scia di quanto aveva detto nell'omelia della messa, ha nuovamente sottolineato il ruolo della famiglia, "fondamentale nella educazione di figli - ha detto - ad uno spirito universale, aperto e responsabile verso il mondo e i suoi problemi, come pure nella formazione dei figli ad uno spirito missionario".


www.iltempo.it  – 19 ottobre 2008

PAPA: FAMIGLIA HA RUOLO FONDAMENTALE PER EDUCAZIONE FIGLI E VOCAZIONI

La famiglia ricopre un ruolo fondamentale ''nell'educazione dei figli ad uno spirito universale, aperto e responsabile verso il mondo e i suoi problemi, come pure nella formazione delle vocazioni alla vita missionaria''. E' quanto ha affermato il Papa all'Angelus di oggi celebrato al santuario mariano di Pompei dove il Pontefice si trova per una visita pastorale di un giorno. Benedetto XVI ha ricordato che oggi vengono proclamati beati ''Louis Martin e Ze'lie Gue'rin, genitori di santa Teresa di Gesu' Bambino, dichiarata da Pio XI patrona delle missioni. Questi nuovi beati hanno accompagnato e condiviso, con la loro preghiera e con la loro testimonianza evangelica, il cammino della figlia chiamata dal Signore a consacrarsi a lui senza riserve tra le mura del Carmelo''. Partendo dal riferimento ai coniugi Martin, genitori di Santa Teresa di Lisieux, il Papa e' passato a una considerazione piu' generale sulla famiglia ''il cui ruolo e' fondamentale nell'educazione dei figli ad uno spirito universale, aperto e responsabile verso il mondo e i suoi problemi, come pure nella formazione delle vocazioni alla vita missionaria. Ed allora, quasi proseguendo idealmente il pellegrinaggio che tante famiglie hanno compiuto un mese fa a questo Santuario, invochiamo la materna protezione della Madonna di Pompei su tutti i nuclei familiari del mondo, pensando gia' al VI Incontro Mondiale delle Famiglie, in programma a Citta' del Messico nel gennaio 2009''.


www.metropolisweb.it  – 19 ottobre 2008

Il Papa a Pompei: Anche oggi anticlericalismo contro la Chiesa

Domenica 19 Ottobre 2008

Messa di Benedetto XVI a Pompei. Con il papa concelebrano tutti i vescovi della Campania, quattro cardinali e numerosi sacerdoti. Oltre al cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, sono presenti i cardinali Michele Giordano, emerito di Napoli, Camillo Ruini e Renato Raffaele Martino presidente del Pontificio Consiglio giustizia e Pace.
Ricordando Bartolo Longo, fondatore del santuario di Pompei, trasformatosi come san Paolo "da persecutore in apostolo", il Papa ha osservato che anche ai nostri giorni "non mancano simili tendenze".
"La vicenda della sua crisi spirituale e della sua conversione - ha detto nell´omelia della messa celebrata sul sagrato del santuario, davanti a circa trentamila persone - appare oggi di grande attualità": da studente, "influenzato da filosofi immanentisti e positivisti, si era allontanato dalla fede cristiana diventando un militante anticlericale e dandosi anche a pratiche spiritistiche e superstiziose".
Poi la conversione, che "contiene un messaggio molto eloquente per noi, perché purtroppo simili tendenze non mancano nei nostri giorni. In questo Anno Paolino - ha aggiunto - mi piace sottolineare che anche Bartolo Longo, come san Paolo, fu trasformato da persecutore in apostolo: apostolo della fede cristiana, del culto mariano e, in particolare, del Rosario, in cui egli trovò una sintesi di tutto il Vangelo. Questa città, da lui rifondata, è dunque una dimostrazione storica di come Dio trasforma il mondo: ricolmando di carità il cuore dell´uomo e facendone un ´motore´ di rinnovamento religioso e sociale".
POMPEI PROMUOVE RISCATTO - Pompei, con le sue "opere sociali", non è una "cattedrale nel deserto", ma "é inserita nel territorio della valle per riscattarlo e promuoverlo". Benedetto XVI ha definito Pompei "una cittadella di Maria e della carità, non però isolata dal mondo, non, come si suol dire, - ha precisato - una´cattedrale nel deserto´, ma inserita nel territorio di questa Valle per riscattarlo e promuoverlo. La storia della Chiesa, grazie a Dio, - ha aggiunto - è ricca di esperienze di questo tipo, e anche oggi se ne contano parecchie in ogni parte della terra. Sono esperienze di fraternità, che mostrano il voltodi una società diversa, posta come fermento all´interno del contesto civile. La forza della carità, - ha concluso - infatti, è irresistibile: è l´amore che veramente manda avanti il mondo!".
FAMIGLIA FONDAMENTALE - Un invito forte a non scendere a "compromessi" e una riaffermazione della famiglia "cellula fondamentale della società" è stato formulato dal Papa a Pompei. "Qui a Pompei - ha detto papa Ratzigner - si capisce che l´amore per Dio e l´amore per il prossimo sono inseparabili. Qui il genuino popolo cristiano, la gente che affronta la vita con sacrificio, trova la forza di perseverare nel bene senza scendere a compromessi. Qui, ai piedi di Maria, le famiglie ritrovano o rafforzano la gioia dell´amore che le mantiene unite. Opportunamente, quindi, in preparazione dell´odiernamia visita, uno speciale ´pellegrinaggio delle famiglie per la famiglia´ si è compiuto esattamente un mese fa, per affidare alla Madonna questa fondamentale cellula della società. Vegli la Vergine Santa su ogni famiglia e sull´intero popolo italiano".
FEDELI CHIEDONO CANONIZZAZIONE BARTOLO LONGO - "Il popolo mariano coralmente chiede la canonizzazione del beato Bartolo Longo". E´ quanto si legge su alcuni striscioni affissi ai balconi nella piazza Bartolo Longo a Pompei. Bartolo Longo, fondatore del santuario mariano e delle opere di assistenza annesse, è stato beatificato nel 1980 dal Papa Giovanni Paolo II che per due volte è stato in visita a Pompei.
SINDACO POMPEI, VIVIAMO IN TERRA MARTORIATA - "Siamo gente del Sud, viviamo in una terra a volte martoriata, eppure bella e ricca di bene. Tutti sentiamo il bisogno di un paterno conforto, e special modo i nostri giovani, pronti a lavorare alacremente con impegno nella vigna del Signore". Con queste parole il sindaco di Pompei, Claudio D´Alessio ha salutato il Papa.


www.quotidianonazionale.it  – 19 ottobre 2008

IL PAPA A POMPEI

"Superstizione e anticlericalismo sono ancora diffusi"

Benedetto XVI ha ricordato la figura del fondatore del santuario Bartolo Longo, dalla crisi spirituale alla conversione. Poi ha parlato della famiglia come “fondamentale cellula della società"
Città del Vaticano, 19 ottobre 2008 - Superstizione, pratiche spiritiche, così come anticlericalismo sono tendenze ancora diffuse: è la denuncia del Papa Benedetto XVI che, nel corso di una visita al santuario di Pompei, ricorda la figura del suo fondatore Bartolo Longo.
”La vicenda della sua crisi spirituale e della sua conversione - ha detto il Pontefice durante l’omelia di una messa celebrata sul sagrato del santuario - appare oggi di grande attualità. Egli infatti, nel periodo degli studi universitari a Napoli, influenzato da filosofi immanentisti e positivisti, si era allontanato dalla fede cristiana diventando un militante anticlericale e dandosi anche a pratiche spiritistiche e superstiziose. La sua conversione, con la scoperta del vero volto di Dio, contiene un messaggio molto eloquente per noi, perché - ha spiegato - purtroppo simili tendenze non mancano nei nostri giorni”. Ad ascoltare il Papa diverse decine di migliaia di fedeli.
Per Benedetto XVI la famiglia è la “fondamentale cellula della società”. ”Opportunamente - ha tenuto a sottolineare Ratzinger nel corso della messa mattutina - in preparazione dell’odierna mia visita, uno speciale ‘pellegrinaggio delle famiglie per la famiglia’ si è compiuto esattamente un mese fa, per affidare alla Madonna questa fondamentale cellula della società. Vegli la Vergine Santa su ogni famiglia e sull’intero popolo italiano!”.


www.repubblica.it  – 19 ottobre 2008

Il Pontefice visita il santuario. Sul piazzale della basilica recita l'Angelus
Sugli striscioni la preghiera perché faccia santo il fondatore dell'opera campana
Benedetto XVI a Pompei insieme a 30.000 fedeli

"La famiglia nucleo fondamentale della società"

POMPEI - Dal santuario di Pompei, dove si trova per una visita di un giorno, il Papa invoca l'aiuto della Madonna su tutte le famiglie del mondo, poiché, ha sottolineato in occasione dell'Angelus recitato sul sagrato del santuario di fronte a trentamila pellegrini, la famiglia ha un ruolo "fondamentale" nell'educazione dei figli e nella formazione di vocazioni missionarie.
Prendendo spunto dalla odierna beatificazione a Lisieux, in Francia, di Louis Martin e Zelie Guerin, genitori di santa Teresa patrona delle missioni, Benedetto XVI ha richiamato un'intenzione "che mi sta tanto a cuore": "La famiglia, il cui ruolo è fondamentale nell'educazione dei figli. Ed allora, quasi proseguendo idealmente il pellegrinaggio che tante famiglie hanno compiuto un mese fa a questo santuario - ha proseguito il Pontefice tra gli applausi - invochiamo la materna protezione della Madonna di Pompei su tutti i nuclei familiari del mondo, pensando già al sesto incontro mondiale delle famiglie, in programma a Città del Messico nel gennaio 2009". Leggendo il testo della tradizionale supplica alla Madonna del Rosario, il Pontefice ha concluso l'Angelus pregando "per le Nazioni traviate, per tutta l'Europa e il mondo perchè, pentito, ritorni al tuo cuore".
Sugli striscioni appesi ai balconi che si affacciano sulla piazza del Santuario, la preghiera rivolta al Pontefice di rendere santo il beato Bartolo Longo, il laico fondatore, nel 1875, del santuario di Pompei e delle opere di assistenza annesse alla basilica. Bartolo Longo fu proclamato beato nel 1980 da Papa Giovanni Paolo II. Beatificazione che avvenne l'anno successivo alla sua prima visita nella città campana.


www.unionesarda.it  – 19 ottobre 2008

Benedetto XVI a Pompei

"Anticlericalismo contro Chiesa"

Ricordando Bartolo Longo, fondatore del santuario di Pompei, trasformatosi come San Paolo da persecutore in apostolo, il Papa ha osservato che anche oggi "non mancano simili tendenze". La vicenda della sua crisi spirituale e della sua conversione, ha detto Benedetto XVI davanti a trentamila persone, appare oggi di grande attualità
Bartolo longo si era allontanato dalla fede cristiana per diventare un militante anticlericale e darsi anche a pratiche spiritistiche e superstiziose. Poi la conversione, che "contiene un messaggio molto eloquente per noi, perché purtroppo simili tendenze non mancano nei nostri giorni".
POMPEI, UN MODELLO Con le sue "opere sociali", non è una "cattedrale nel deserto", ma "è inserita nel territorio della valle per riscattarlo e promuoverlo". Lo ha detto il Papa nell'omelia della messa che celebra sul sagrato del santuario di Pompei. Ricordando le opere sociali della cittadina, molte collegate alla attività della Chiesa, Benedetto XVI ha definito Pompei "una cittadella di Maria e della carità, non però isolata dal mondo, ma inserita nel territorio di questa Valle per riscattarlo e promuoverlo. La storia della Chiesa, grazie a Dio, ha aggiunto il Papa, è ricca di esperienze di questo tipo, e anche oggi se ne contano parecchie in ogni parte della terra. Sono esperienze di fraternità, che mostrano il volto di una società diversa, posta come fermento all'interno del contesto civile. La forza della carità, infatti, è irresistibile: è l'amore che veramente manda avanti il mondo".
VALORI FORTI Un invito forte a non scendere a "compromessi" e una riaffermazione della famiglia "cellula fondamentale della società" la ha formulato il Papa a Pompei. Benedetto XVI ha esortato i cristiani a essere "motore di rinnovamento religioso e sociale al servizio dei piccoli e dei poveri perché anche gli ultimi siano rispettati nella loro dignità e trovino accoglienza e promozione, e a perseverare nel bene senza scendere a compromessi. Qui a Pompei ha proseguito Papa Ratzigner ,si capisce che l'amore per Dio e l'amore per il prossimo sono inseparabili. Qui il genuino popolo cristiano, la gente che affronta la vita con sacrificio, trova la forza di perseverare nel bene senza scendere a compromessi. Qui, ai piedi di Maria, le famiglie ritrovano o rafforzano la gioia dell'amore che le mantiene unite. Opportunamente, quindi, in preparazione dell'odierna mia visita, uno speciale 'pellegrinaggio delle famiglie per la famiglià si è compiuto esattamente un mese fa, per affidare alla Madonna questa fondamentale cellula della società.


www.papanwes.it  – 19 ottobre 2008

Benedetto XVI ai piedi del Santuario voluto da Bartolo Longo in onore della Madonna del Rosario: “Dove arriva Dio fiorisce anche il deserto”. Affidati a Maria il Sinodo dei Vescovi e le Famiglie

Dall’inviato Gianluca Barile

POMPEI (NAPOLI) - "Pompei è la dimostrazione storica di come Dio trasforma il mondo". Benedetto XVI ha risposto così all'entusiasmo degli oltre 50.000 fedeli che lo hanno accolto, sotto un sole battente, nella Piazza del Santuario che è intitolata a Bartolo Longo, “un militante anticlericale” dedito “a pratiche spiritistiche e superstiziose” (e, purtroppo, anche nei nostri giorni ''non mancano simili tendenze''), che “da persecutore divenne apostolo della fede cristiana, del culto mariano e, in particolare, del Rosario, in cui egli trovo' una sintesi di tutto il Vangelo”. Per il Papa, “questa città, da lui rifondata, è un esempio di come la fede può operare nella città dell'uomo, suscitando apostoli di carità che si pongono al servizio dei piccoli e dei poveri, ed agiscono perchè anche gli ultimi siano rispettati nella loro dignità e trovino accoglienza e promozione”. E tanta devozione c’è a Pompei per Bartolo Longo che numerosi striscioni sono stati esposti davanti al palco sul quale il Pontefice ha celebrato la Santa Messa per chiedere "coralmente" la canonizzazione dell'avvocato ateo che si trasformò in apostolo di Cristo e di Maria fondando il Santuario tanto caro ai napoletani e le sue opere sociali. Cartelli analoghi apparvero in piazza San Pietro il giorno delle esequie di Giovanni Paolo II per chiedere che Wojtyla fosse dichiarato "Santo subito". "La vicenda della crisi spirituale e della conversione di Bartolo Longo - ha detto Benedetto XVI durante l’omelia - appare oggi di grande attualità". Da studente, infatti, "influenzato da filosofi immanentisti e positivisti, si era allontanato dalla fede cristiana". Poi la conversione, che "contiene un messaggio molto eloquente per noi, perchè purtroppo simili tendenze non mancano nei nostri giorni". "In questo Anno Paolino - ha aggiunto il Papa - mi piace sottolineare che anche Bartolo Longo, come San Paolo, fu trasformato da persecutore in apostolo: apostolo della fede cristiana, del culto mariano e, in particolare, del Rosario, in cui egli trovò una sintesi di tutto il Vangelo. Questa città, da lui rifondata, e' dunque una dimostrazione storica di come Dio trasforma il mondo: ricolmando di carita' il cuore dell'uomo e facendone un 'motore' di rinnovamento religioso e sociale". “A Pompei, cittadella di Maria e della carità, non però isolata dal mondo, non, come si suol dire, una 'cattedrale nel deserto', ma inserita nel territorio di questa Valle per riscattarlo e promuoverlo, si capisce - ha rilevato il Santo Padre - che l'amore per Dio e l'amore per il prossimo sono inseparabili. Qui il genuino popolo cristiano, la gente che affronta la vita con sacrificio, trova la forza di perseverare nel bene senza scendere a compromessi”. “La storia della Chiesa, grazie a Dio - ha proseguito il Papa -, è ricca di esperienze di questo tipo, e anche oggi se ne contano parecchie in ogni parte della terra. Sono esperienze di fraternità, che mostrano il volto di una società diversa, posta come fermento all'interno del contesto civile. La forza della carità, infatti, è irresistibile: è l'amore che veramente manda avanti il mondo. Chi avrebbe potuto pensare che qui, accanto ai resti dell'antica Pompei, sarebbe sorto un Santuario mariano di portata mondiale? E tante opere sociali volte a tradurre il Vangelo in servizio concreto alle persone più in difficoltà? Dove arriva Dio, il deserto fiorisce”. "Qui, ai piedi di Maria, le famiglie ritrovano o rafforzano la gioia dell'amore che le mantiene unite", ha quindi detto Benedetto XVI sul grande palco eretto davanti al Santuario di Pompei, sul quale era stata spostata per l'occasione la veneratissima icona della Madonna del Rosario. “Vegli la Vergine Santa - ha invocato il Pontefice - su ogni famiglia e sull'intero popolo italiano”. Nel suo discorso, il Papa ha ringraziato l'Arcivescovo di Pompei, Monsignor Carlo Liberati, sottolineando, in particolare l'iniziativa di uno speciale “pellegrinaggio delle famiglie per la famiglia” da lui organizzato un mese fa “per affidare alla Madonna questa fondamentale cellula della società''. “Questo Santuario e questa città - ha sottolineato il Pontefice - continuino soprattutto ad essere sempre legati a un dono singolare di Maria: la preghiera del Rosario. Quando, nel celebre dipinto della Madonna di Pompei, vediamo la Vergine Madre e Gesù Bambino che consegnano le corone rispettivamente a Santa Caterina da Siena e a San Domenico, comprendiamo subito che questa preghiera ci conduce, attraverso Maria, a Gesù. Il Rosario, poi, è preghiera contemplativa accessibile a tutti: grandi e piccoli, laici e chierici, colti e poco istruiti. E' vincolo spirituale con Maria per rimanere uniti a Gesù, per conformarsi a Lui, assimilarne i sentimenti e comportarsi come Lui si è comportato. Il Rosario - ha ricordato il Papa citando Giovanni Paolo II e suscitando così un grande applauso - è 'arma' spirituale nella lotta contro il male, contro ogni violenza, per la pace nei cuori, nelle famiglie, nella società e nel mondo”. "Guai a me se non predicassi il Vangelo!", è stata subito dopo l’esclamazione di Benedetto XVI, ripresa da un discorso di San Paolo, per spiegare ai fedeli lo spirito del Sinodo del Vescovi, che sta svolgendosi a Roma e che ha come tema: "La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa". Parole, quelle pronunciate dal Papa, che contrastano non poco con l'affermazione (senza senso) fatta al Sinodo da un Vescovo asiatico per il quale "la Chiesa deve essere più ascoltatrice che missionaria". Preghiamo, ha esortato il Pontefice dal canto suo, perchè il Sinodo "possa portare frutti di autentico rinnovamento in ogni comunità cristiana". "In questo mese di ottobre, mese missionario e del Rosario, quanti fedeli e quante comunità - ha evidenziato il Pontefice - offrono il Santo Rosario per i missionari e per l'evangelizzazione. Trovarmi proprio oggi, in questa ricorrenza, qui a Pompei, nel più importante Santuario dedicato alla Beata Vergine del Santo Rosario, mi da' modo di sottolineare con maggior forza che il primo impegno missionario di ciascuno di noi è proprio la preghiera. E' innanzitutto pregando che si prepara la via al Vangelo; è pregando che si aprono i cuori al mistero di Dio e si dispongono gli animi ad accogliere la sua Parola di salvezza". "Pietà oggi imploriamo per le Nazioni traviate, per tutta l'Europa, per tutto il mondo, perchè pentito ritorni al tuo Cuore": terminata l’omelia, e quindi la Santa Messa, è dunque giunto il momento della Supplica alla Madonna. "Lo confessiamo: siamo meritevoli dei piu' aspri castighi", ma "gementi, stendiamo a te le mani supplichevoli, gridando: Misericordia!", ha pregato Benedetto XVI leggendo il testo della tradizionale orazione alla Beata Vergine del Rosario. "O Augusta Regina delle Vittorie, o Sovrana del Cielo e della Terra, al cui nome si rallegrano i cieli e tremano gli abissi, o Regina gloriosa del Rosario, noi devoti figli tuoi, raccolti nel tuo Tempio di Pompei, in questo giorno solenne - recita il testo - effondiamo gli affetti del nostro cuore e con confidenza di figli ti esprimiamo le nostre miserie. Dal Trono di clemenza, dove siedi Regina, volgi, o Maria, il tuo sguardo pietoso, su di noi, su le nostre famiglie, su l'Italia, su l'Europa, sul mondo. Ti prenda compassione degli affanni e dei travagli che amareggiano la nostra vita. Vedi, o Madre, quanti pericoli nell'anima e nel corpo, quante calamità ed afflizioni ci costringono". "Se tu non volessi aiutarci, perchè figli ingrati ed immeritevoli della tua protezione, non sapremmo a chi rivolgerci", ha detto ancora il Papa con le parole del beato Bartolo Longo che con la moglie, la contessa De Fusco, raccogliendo un appello interiore ricevuto della Vergine, fondò il Santuario e una serie di istituzioni al servizio dei più bisognosi e in particolare degli orfani e dei figli dei carcerati che gli fanno da corona. Recitata la Supplica, è stato infine il momento dell’Angelus: "Il ruolo della famiglia - ha affermato il Papa - è fondamentale nell'educazione dei figli ad uno spirito universale, aperto e responsabile verso il mondo e i suoi problemi, come pure nella formazione delle vocazioni alla vita missionaria". Il Pontefice ha quindi richiamato l’attenzione sulla "felice coincidenza" tra la visita a Pompei e la beatificazione in corso proprio in quel momento a Lisieux, in Francia, dei genitori di Santa Teresa del Bambino Gesù, da parte del Cardinale Josè Saraiva Martins. "Quasi proseguendo idealmente il pellegrinaggio che tante famiglie hanno compiuto un mese fa a questo Santuario, invochiamo - ha quindi esortato il Santo Padre - la materna protezione della Madonna di Pompei su tutti i nuclei familiari del mondo, pensando già al VI Incontro Mondiale delle Famiglie in programma a Città del Messico nel gennaio 2009". Tra ali di folla festanti, Benedetto XVI ha quindi impartito la benedizione finale e si è recato nel Santuario per svestire i paramenti liturgici e pranzare con i Vescovi della Campania ed i Cardinali presenti. "Beatissimo Padre - sono state le parole rivolte al Papa all’inizio della Cerimonia Eucaristica da Monsignor Liberati -, siamo consapevoli di trovarci in mezzo al guado in un tempo di rapide trasformazioni sociali e di grandi pericoli per l'infanzia e l'adolescenza, con la famiglia insidiata da ogni dove". Difficoltà che colpiscono anche le opere volute dal Beato Bartolo Longo, grazie alle quali "forse 100.000 ragazzi e ragazze, in un secolo, qui educati e fatti adulti - ha fatto notare il Vescovo prelato di Pompei -, si sono sentiti liberi e gioiosi di correre sulle strade della vita come i gabbiani che volteggiano lieti sul cielo di Pompei". Come è noto, le istituzioni del Santuario, per la chiusura imposta dalla Legge sugli orfanotrofi, hanno infatti dovuto ridurre l'accoglienza ad alcuni appartamenti e l'attività educativa alla scuola (che tuttavia conta oggi 980 allievi). Tuttavia, sono sorte nel contempo una ‘Comunità Incontro’ per i tossicodipendenti e la ‘Casa Emanuel’ per l'accoglienza delle gestanti in difficoltà, mentre è quasi pronta la ‘Nuova Casa della Madre e del Bambino’ che, ha detto Liberati al Papa, "avremmo desiderato Vostra Santità potesse benedire oggi; confidiamo invece di aprirla - ha concluso - prima del Santo Natale, mentre la prossima settimana inizieremo il restauro integrale dell'inero complesso della nostra Basilica: vi abbiamo lavorato in silenzio per circa tre anni". "Siamo gente del Sud, viviamo in una terra a volte martoriata, eppure bella e ricca di bene", sono state invece le parole con cui si è rivolto a Benedetto XVI il sindaco di Pompei, Claudio D'Alessio, che ha chiesto un paterno conforto in special modo per i giovani Tra le autorità presenti in piazza Bartolo Longo per la Messa del Pontefice, accanto al Ministro per i Beni Culturali, Sandro Bondi, e al Presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, il Presidente del Consiglio regionale, Sandra Lonardo, elegantissima in un tailleur blu, con il marito Clemente Mastella, oltre al Presidente della Provincia di Napoli, Dino Di Palma, e al Direttore del Quotidiano ‘il Mattino’, Mario Orfeo. Sia all’arrivo in Piazza, dopo essere atterrato in elicottero nella cosiddetta ‘area meeting’, sia al termine della Santa Messa, Benedetto XVI ha voluto incontrare gli ammalati e i bambini che lo attendevano a Pompei sin dalle prime luci dell’alba.


www.tgcom.it  – 19 ottobre 2008

Il Papa denuncia l'anticlericalismo

Visita al santuario di Pompei

A Pompei, davanti a 30mila persone, Benedetto XVI ha ricordato sul sagrato del santuario il suo fondatore Bartolo Longo, trasformatosi come san Paolo "da persecutore in apostolo". La sua vicenda, ha detto appare oggi di grande attualità: da studente, poi convertito, "si era allontanato dalla fede cristiana diventando un militante anticlericale. Un messaggio molto eloquente per noi, perché purtroppo simili tendenze non mancano nei nostri giorni".
"Oggi molti anticlericali come Bartoli Longo studente"
"La vicenda della sua crisi spirituale e della sua conversione - ha detto nell'omelia della messa il Pontefice riferito a Bartolo Longo - appare oggi di grande attualità: da studente, "influenzato da filosofi immanentisti e positivisti, si era allontanato dalla fede cristiana diventando un militante anticlericale e dandosi anche a pratiche spiritistiche e superstiziose". Poi la conversione, che "contiene un messaggio molto eloquente per noi, perché purtroppo simili tendenze non mancano nei nostri giorni. In questo Anno Paolino - ha aggiunto - mi piace sottolineare che anche Bartolo Longo, come san Paolo, fu trasformato da persecutore in apostolo: apostolo della fede cristiana, del culto mariano e, in particolare, del Rosario, in cui egli trovò una sintesi di tutto il Vangelo. Questa città, da lui rifondata, è dunque una dimostrazione storica di come Dio trasforma il mondo: ricolmando di carità il cuore dell'uomo e facendone un 'motore' di rinnovamento religioso e sociale".
Il santuario
Il santuario fu fondato dal beato Bartolo Longo con la moglie, la contessa de Fusco, raccogliendo un appello interiore ricevuto della Vergine. I Longo crearono anche una serie di istituzioni al servizio dei piu' bisognosi e in particolare degli orfani e dei figli dei carcerati.
"Non scendere a compromessi"
Il Papa ha formulato anche un invito forte a non scendere a "compromessi" e ha riaffermato il valore della la famiglia "cellula fondamentale della società". Benedetto XVI ha esortato i cristiani a essere "motore di rinnovamento religioso e sociale, al servizio dei piccoli e dei poveri" perché "anche gli ultimi siano rispettati nella loro dignità e trovino accoglienza e promozione", e a "perseverare nel bene senza scendere a compromessi". Nell'omelia della messa di fronte al santuario mariano che accoglie ogni anno quattro milioni di pellegrini, ha dichiarato: "Qui a Pompei si capisce che l'amore per Dio e l'amore per il prossimo sono inseparabili. Qui il genuino popolo cristiano, la gente che affronta la vita con sacrificio, trova la forza di perseverare nel bene senza scendere a compromessi. Qui, ai piedi di Maria, le famiglie ritrovano o rafforzano la gioia dell'amore che le mantiene unite. Opportunamente, quindi, in preparazione dell'odierna mia visita, uno speciale 'pellegrinaggio delle famiglie per la famiglia' si è compiuto esattamente un mese fa, per affidare alla Madonna questa fondamentale cellula della societa'. Vegli la Vergine Santa su ogni famiglia e sull'intero popolo italiano".
"Preghiamo per le Nazioni traviate"
Rivolgendosi alla Vergine del santuario, il Papa ha detto: "Pietà oggi imploriamo per le Nazioni traviate, per tutta l'Europa, per tutto il mondo, perché pentito ritorni al tuo Cuore. Lo confessiamo: siamo meritevoli dei piu' aspri castighi", ma "gementi, stendiamo a te le mani supplichevoli, gridando: Misericordia!".
Vaticano: "Non ha parlato di camorra, il Sud non è solo questo"
Nella visita a Pompei, "la parola camorra è stata esclusa di proposito dai discorsi del Papa perché ne ha parlato altre volte. Ma soprattutto per una forma di rispetto per le persone per bene, che in Campania sono la maggior parte. La Campania non è solo questo e il Papa ha inteso incoraggiare l'impegno delle persone per bene". Lo ha chiarito il vice direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Ciro Benedettini.
"Vescovo Pompei: giovani insidiati"
Poco prima, l'arcivescovodi Pompei, Carlo Liberati, aveva detto: "Beatissimo Padre, siamo consapevoli di trovarci in mezzo al guado in un tempo di rapide trasformazioni sociali e di grandi pericoli per l'infanzia e l'adolescanza, con la famiglia insidiata da ogni dove".


ZENIT – 19 ottobre 2008

IL PONTEFICE ESORTA A PARTECIPARE ALL'INCONTRO DELLE FAMIGLIE IN MESSICO

Si celebrerà dal 13 al 18 gennaio 2009

POMPEI, domenica, 19 ottobre 2008 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha esortato questa domenica a partecipare al VI Incontro Mondiale delle Famiglie, che si celebrerà a Città del Messico nel gennaio 2009.
Il Papa ha menzionato questo vertice mondiale, che egli stesso ha convocato a Valencia (Spagna) il 9 luglio 2006, visitando il Santuario di Pompei (Napoli).
Ricordando che in questo giorno sono venivano beatificati a Lisieux (Francia) i genitori di Santa Teresina del Bambin Gesù, Louis Martin e Zélie Guérin, ha confessato che nelle sue intenzioni di preghiera ce n'è una che occupa un luogo particolare: "la famiglia".
Il suo ruolo, ha affermato, è "fondamentale nell'educazione dei figli ad uno spirito universale, aperto e responsabile verso il mondo e i suoi problemi, come pure nella formazione delle vocazioni alla vita missionaria".
"Ed allora, quasi proseguendo idealmente il pellegrinaggio che tante famiglie hanno compiuto un mese fa a questo Santuario, invochiamo la materna protezione della Madonna di Pompei su tutti i nuclei familiari del mondo, pensando già al VI Incontro Mondiale delle Famiglie, in programma a Città del Messico nel gennaio 2009", ha aggiunto.
L'Incontro, programmato dal 13 al 18 gennaio, ha per tema "La famiglia, formatrice ai valori umani e cristiani".
Il Cardinale Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, ha annunciato che il Papa non potrà presiedere alla celebrazione per ragioni di salute, visto che i suoi medici gli hanno sconsigliato di recarsi in una città situata a più di 2.000 metri di altezza.
Come hanno spiegato gli organizzatori dell'incontro, il Santo Padre sta studiando altri modi per manifestare la sua vicinanza e il suo entusiasmo per questo Incontro.


SIR – 20 ottobre 2008

BENEDETTO XVI A POMPEI:

MONS. LIBERATI (VESCOVO), “UNA VISITA DESIDERATISSIMA”

Una visita, quella di Benedetto XVI a Pompei, “desideratissima”: l’ha definita così, ieri mattina, l’arcivescovo prelato della città mariana, mons. Carlo Liberati, nel suo saluto al Papa. “Questo Santuario è nato dalla fede del nostro fondatore (Bartolo Longo, ndr.), solito ogni giorno a contemplare Gesù, solennemente esposto sull’altare e a colloquiare con Lui attraverso Maria Santissima nella plurisecolare preghiera del S. Rosario – ha detto mons. Liberati - . La nostra forza è il S. Rosario. Da Maria ci lasciamo prendere per mano e portare a Gesù”. “Siamo consapevoli di trovarci in mezzo al guado – ha affermato il presule - in un tempo di rapide trasformazioni sociali e di grandi pericoli per l’infanzia, l’adolescenza, la famiglia insidiata da ogni dove. Ma siamo nati per educare alla fede e alla vita vera”. Mons. Liberati ha quindi ricordato come il Santuario, insieme con Rinnovamento nello Spirito, abbia organizzato il 20 settembre scorso, il I Meeting nazionale delle famiglie, al quale ne hanno partecipato oltre 10.000. Per il 5 settembre 2009 “Rinnovamento nello Spirito – ha annunciato mons. Liberati - ha già stabilito un nuovo appuntamento con noi in modo da costituire qui un luogo abituale di incontro nella preghiera per ottenere la grazia dell’amore autentico e della pace nelle famiglie”.


SIR – 20 ottobre 2008

BENEDETTO XVI A POMPEI: MESSA, IL CUORE DELL’UOMO “CAPOLAVORO” DI DIO

Pompei è “un esempio di come la fede può operare nella città dell’uomo, suscitando apostoli di carità che si pongono al servizio dei piccoli e dei poveri, ed agiscono perché anche gli ultimi siano rispettati nella loro dignità e trovino accoglienza e promozione”. Per Benedetto XVI, “a Pompei si capisce che l’amore per Dio e l’amore per il prossimo sono inseparabili. Qui il genuino popolo cristiano, la gente che affronta la vita con sacrificio, trova la forza di perseverare nel bene senza scendere a compromessi”. Qui, ha aggiunto il Papa, “ai piedi di Maria, le famiglie ritrovano o rafforzano la gioia dell’amore che le mantiene unite”. A tal proposito ha ricordato il “pellegrinaggio delle famiglie per la famiglia” che si è compiuto un mese fa, “per affidare alla Madonna questa fondamentale cellula della società”. Il segreto di Pompei è il Rosario: “Questa preghiera – ha affermato Benedetto XVI - ci conduce, attraverso Maria, a Gesù”: “Il Rosario è preghiera contemplativa accessibile a tutti: grandi e piccoli, laici e chierici, colti e poco istruiti. E’ vincolo spirituale con Maria per rimanere uniti a Gesù, per conformarsi a Lui, assimilarne i sentimenti e comportarsi come Lui si è comportato”. “Il Rosario – ha concluso Benedetto XVI - è ‘arma’ spirituale nella lotta contro il male, contro ogni violenza, per la pace nei cuori, nelle famiglie, nella società e nel mondo”.


L’Osservatore Romano – 20-21 ottobre 2008

Il saluto dell'arcivescovo Carlo Liberati all'inizio della celebrazione

Nel santuario della carità e dell'accoglienza

All'inizio della messa, l'arcivescovo prelato di Pompei e delegato pontificio per il Santuario, ha rivolto al Papa un indirizzo di saluto.

Dopo aver riproposto la storia del santuario a partire dall'arrivo di Bartolo Longo, il presule si è soffermato sulle tante le opere di carità sorte attorno al santuario, sulle scuole a tutt'oggi frequentate da 980 alunni "e per le quali - ha detto - esprimo un vivissimo ringraziamento ai Fratelli delle scuole cristiane, alle nostre suore domenicane Figlie del santo rosario di Pompei e a tutti i docenti". Forse "centomila ragazzi e ragazze, in un secolo qui educati e fatti adulti - ha detto ancora il presule -, si sono sentiti liberi e gioiosi di correre sulle strade della vita come i gabbiani volteggiano lieti sul nostro cielo.
"Anche per questo il nostro santuario è divenuto celebre nella Chiesa e nel mondo e intorno è sorta questa città, sulle ceneri di quella sepolta dal Vesuvio nel 79 dopo Cristo.
"Ancora oggi, pur tra varie difficoltà, l'amore di Cristo e l'esempio di Maria Santissima ci spingono e ci premono dentro. Abbiamo così raccolto da due anni oltre 150 bimbi e bimbe dalle strade in un centro polifunzionale diurno e offerto loro cibo, vestito, scuola paritaria e doposcuola, istruzione religiosa e civica".
Monsignor Liberati si è poi soffermato sui "tanti drammi contemporanei, particolarmente legati all'educazione dell'infanzia e degli adolescenti". Per i tossicodipendenti e per gli alcoolisti è stata per esempio istituita una "Comunità incontro" per il recupero, inaugurata ormai tre anni fa. A questa si aggiungono diverse altre realizzazioni, tra le quali l'arcivescovo ha ricordato il gruppo "appartamento per l'accoglienza residenziale" delle giovani prossime ai 18 anni o già maggiorenni; la Casa Emanuel per l'accoglienza di gestanti, madri e bambini in difficoltà; le sedi del Centro di aiuto alla vita (Cav) che sostiene donne in difficoltà che decidono di non abortire, e che accolgono la vita nascente, con la certezza di essere poi da aiutate; il Movimento per la vita (Mpv) che anima e promuove iniziative per difendere la vita dal momento in cui sboccia nel grembo materno fino alla fine; il Centro di ascolto Myriam aperto particolarmente all'accoglienza delle donne immigrate; la Casa famiglia Giardino del sorriso, per l'accoglienza residenziale di minori fino a 10 anni.
Prima di Natale, ha poi preannunciato il presule, sarà aperta una nuova "Casa della madre e del bambino".
"Questo santuario - ha proseguito Liberati - è nato dalla fede abbandonata e incrollabile del nostro fondatore, solito ogni giorno a contemplare Gesù, il Signore, solennemente esposto sull'altare e a colloquiare con Lui attraverso Maria Santissima nella plurisecolare preghiera del santo rosario. La nostra forza è il santo rosario. Da Maria ci lasciamo prendere per mano e portare a Gesù. Lo facciamo ogni giorno da oltre un secolo.
"Preghiamo per vostra Santità, i vescovi, i sacerdoti, i religiosi e le religiose, il popolo di Dio e invochiamo la pace e la serenità per tutti gli uomini e le donne del mondo.
"Siamo consapevoli di trovarci in mezzo al guado in un tempo di rapide trasformazioni sociali e di grandi pericoli per l'infanzia, l'adolescenza, la famiglia insidiata da ogni dove. Ma siamo nati per educare alla fede e alla vita vera. Per incarnare questa missione di crescita della fede il nostro santuario, in profonda comunione con il movimento ecclesiale del Rinnovamento nello Spirito, ha visto il 20 settembre scorso qui oltre diecimila famiglie, riunite in intensa preghiera, farsi dono con Cristo nell'Eucaristia, per ottenere i carismi della fedeltà coniugale, della capacità e della pazienza educativa, e costruire intorno al santo rosario un nuovo mondo di amore. Per il 5 settembre 2009 il movimento del Rinnovamento nello Spirito ha già stabilito un nuovo appuntamento con noi, in modo da costituire qui un luogo abituale di incontro nella preghiera, per ottenere la grazia dell'amore autentico e della pace nelle famiglie. Oggi abbiamo la gioia di salutare qui per la prima volta i rappresentanti del primo pellegrinaggio nazionale delle confraternite del santo rosario d'Italia, che da secoli si distinguono nella Chiesa per le opere di misericordia e si sono ricoperte di meriti.
"Non dimentichiamo che Gesù, il crocifisso-risorto è con noi e anima tutta la nostra esistenza. Sappiamo che vinceremo con lui per mezzo di Maria nella preghiera continua del santo rosario, "la catena dolce che ci unisce a Dio; il vincolo d'amore che ci fa fratelli"".
Infine ha chiesto al Papa di essere "spronati, confortati, e benedetti in questa ardua fatica di costruire qui, oggi, subito, sempre il Regno di Cristo che "solo amore e luce ha per confine"".


AVVENIRE – 21 ottobre 2008

AI PIEDI DELLA MADRE

Benedetto XVI a Pompei

Una festa di popolo nella «casa» del Rosario

Dal Papa l’invito a confidare nell’amore di Dio che rende tutto nuovo, a partire dal cuore dell’uomo «suo capolavoro»

DAL NOSTRO INVIATO A POMPEI (NAPOLI) SALVATORE MAZZA

Si dice spesso, raccontando di avvenimenti alla presenza del Papa, che si è trattato di «un grande evento di popolo». Raramente però come domenica scorsa, a Pompei, quell’espressione ha assunto un senso visibile altrettanto concreto. E non solo per i 50mila, e più, che si sono ritrovati con Papa Benedetto attorno alla Vergine del Rosario, dentro una piazza enorme ma, lo stesso, troppo piccola per accogliere tutti. «Festa di popolo» perché, alla lettera, l’idea di Bartolo Longo, la sua scommessa sulla fede, s’è realizzata proprio grazie al popolo dei credenti che qui ha coltivato un amore speciale per Maria. E che, ha detto Benedetto XVI, sempre confida nel suo «sostegno materno » per guardare a quel Vangelo che «è davvero la buona notizia». Che qui manifesta come l’amore di Dio abbia il potere «di rinnovare ogni cosa, a partire dal cuore umano, che è il suo capolavoro e dove lo Spirito Santo opera al meglio la sua azione trasformatrice ». Perché «con la sua grazia, Dio rinnova il cuore dell’uomo perdonando il suo peccato, lo riconcilia e infonde in lui lo slancio per il bene. Tutto questo si manifesta nella vita dei santi, e lo vediamo qui nell’opera del beato Bartolo Longo, fondatore della nuova Pompei ». È lungo questa falsariga che si sono snodate le otto ore trascorse da Benedetto XVI nella città del santuario più visitato d’Italia, dove ha celebrato la Messa, guidato la recita dell’Angelus e recitato il Rosario, dopo aver sostato in preghiera sulla tomba del beato Longo. Nel salutarlo, dopo che il sindaco Claudio D’Alessio gli aveva consegnato le chiavi della città, l’arcivescovo prelato Carlo Liberati aveva ricordato le innumerevoli opere nate grazie all’amore di un laico per Maria: scuole, convitti e centri di accoglienza per orfani, figli di carcerati, emarginati, poveri, tossicodipendenti, alcolizzati, donne in difficoltà, immigrate. Opere che, appunto, dimostrano la forza dell’amore di Dio capace di infondere nell’uomo «lo slancio per il bene». E nel cui solco – ha aggiunto Liberati – si colloca il primo pellegrinaggio nazionale delle famiglie svoltosi lo scorso settembre su iniziativa di Rinnovamento nello Spirito e che si ripeterà il 5 settembre 2009.
Certo, ha ricordato Papa Ratzinger, è però necessario «rinnovarsi continuamente» per «non ricadere nel conformismo della mentalità mondana», perché l’amore infatti deve essere il programma costante di una comunità cristiana. E «la nuova Pompei, pur con i limiti propri di ogni realtà umana, è un esempio» di quella nuova civiltà dell’amore «sorta e sviluppatasi sotto lo sguardo materno di Maria». Una «cittadella di Maria e della carità», ha spiegato il Pontefice, «non però isolata dal mondo, non, come si suol dire, una 'cattedrale nel deserto', ma inserita nel territorio di questa Valle per riscattarlo e promuoverlo. La storia della Chiesa, grazie a Dio, è ricca di esperienze di questo tipo, e anche oggi se ne contano parecchie in ogni parte della terra. Sono esperienze di fraternità, che mostrano il volto di una società diversa, posta come fermento all’interno del contesto civile. La forza della carità, infatti, è irresistibile: è l’amore che veramente manda avanti il mondo!».
In questo modo l’antica città distrutta è rinata grazie alla conversione di un uomo, che, come san Paolo, aveva perseguitato la Chiesa, «diventando un militante anticlericale e dandosi anche a pratiche spiritistiche e superstiziose». Tendenze, ha sottolineato Benedetto XVI, presenti anche nei nostri giorni, ma «dove arriva Dio, il deserto fiorisce! Anche il beato Bartolo Longo, con la sua personale conversione, diede testimonianza di questa forza spirituale che trasforma l’uomo interiormente e lo rende capace di operare grandi cose secondo il disegno di Dio». Per questo «a Pompei – ha detto il Papa – si capisce che l’amore per Dio e l’amore per il prossimo sono inseparabili. Qui il genuino popolo cristiano, la gente che affronta la vita con sacrificio, trova la forza di perseverare nel bene senza scendere a compromessi. Qui le famiglie ritrovano o rafforzano la gioia dell’amore che le mantiene unite». Un ritrovarsi che nel Rosario – che è «scuola di contemplazione», avrebbe spiegato nel pomeriggio ai sacerdoti e ai religiosi – ha il suo 'segreto'.
Terminata la Messa, dopo la recita della 'Supplica' scritta da Bartolo Longo nel 1883, all’Angelus Benedetto XVI ha affidato a Maria il Sinodo dei vescovi che si concluderà domenica prossima, e invitato, nella Giornata missionaria mondiale, a offrire il Rosario per i missionari e l’evangelizzazione perché «è innanzitutto pregando che si prepara la via al Vangelo».


www.rainews24.it  - 19 ottobre 2008

Il Papa al santuario di Pompei: "La famiglia è la cellula fondamentale della società"

E' arrivato pochi minuti dopo le 10 a Pompei papa Benedetto XVI a bordo delll'elicottereo del Vaticano. Ad attenderlo il sindaco di Pompei, Claudio D'Alessio, il ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, il presidente della Provincia di Napoli, Dino Di Palma e l'arcivescovo di Pompei, Carlo Liberati.
L'arrivo del Papa e' stato accolto da sventolii di bandierine, applausi e suoni di campana. La messa sara' celebrata nella piazza antistante il santuario fondato dal beato Bartolo Longo.
Un invito forte a non scendere a "compromessi" e una riaffermazione della famiglia "cellula fondamentale della societa"' e' stato formulato dal Papa. Benedetto XVI ha esortato i cristiani a essere "motore di rinnovamento religioso e sociale", "al servizio dei piccoli e dei poveri" perche' "anche gli ultimi siano rispettati nella loro dignita' e trovino accoglienza e promozione", e a "perseverare nel bene senza scendere a compromessi". Lo ha detto nell'omelia della messa di fronte al santuario mariano. "Qui a Pompei - ha detto papa Ratzigner - si capisce che l'amore per Dio e l'amore per il prossimo sono inseparabili. Qui il genuino popolo cristiano, la gente che affronta la vita con sacrificio, trova la forza di perseverare nel bene senza scendere a compromessi. Qui, ai piedi di Maria, le famiglie ritrovano o rafforzano la gioia dell'amore che le mantiene unite. Opportunamente, quindi, in preparazione dell'odierna mia visita, uno speciale 'pellegrinaggio delle famiglie per la famiglia' si e' compiuto esattamente un mese fa, per affidare alla Madonna questa fondamentale cellula della societa'. Vegli la Vergine Santa su ogni famiglia e sull'intero popolo italiano".

Pompei blindata, in strada volontari e forze dell'ordine

Imponenti le misure di sicurezza predisposte per l'arrivo a Pompei di papa Benedetto XVI.
Centinaia i volontari della Protezione civile della Regione Campania saranno impegnati per gestire l'afflusso dei cittadini in arrivo nella citta' mariana. Centinaia anche gli uomini delle forze dell'ordine. Decine i vigili del fuoco e i medici in campo.

I volontari della Croce Rossa saranno 150, 7 le ambulanze oltre a un posto medico avanzato.
Gia' dal pomeriggio di ieri e' scattato il piano sicurezza che prevede lo stop alle auto lungo una serie di strade della citta' mentre dalla mezzanotte e' entrato in vigore il divieto di circolazione lungo le strade interessate dalla visita di Benedetto XVI.
Nella piazza del santuario, il Papa celebra messa e guidera' la supplica alla Madonna di Pompei, seguita dall'offerta della 'Rosa d'oro' alla vergine. Per mezzogiorno, poi, la consueta recita domenicale dell'Angelus.
Nel pomeriggio, dopo il pranzo con i vescovi della regione, Benedetto XVI presiedera' alle 17 la recita del rosario, accompagnandolo con una meditazione, e alle 18 ripartira' per il Vaticano.


www.positanonewes.it  – 19 ottobre 2008

IN CENTOMILA PER IL PAPA A POMPEI, UN VIDEO SULLA GIORNATA

Ricordando Bartolo Longo, fondatore del santuario di Pompei, trasformatosi come San Paolo da persecutore in apostolo, il Papa ha osservato che anche oggi "non mancano simili tendenze". La vicenda della sua crisi spirituale e della sua conversione, ha detto Benedetto XVI davanti a trentamila persone, appare oggi di grande attualità
Bartolo longo si era allontanato dalla fede cristiana per diventare un militante anticlericale e darsi anche a pratiche spiritistiche e superstiziose. Poi la conversione, che "contiene un messaggio molto eloquente per noi, perché purtroppo simili tendenze non mancano nei nostri giorni".

POMPEI, UN MODELLO Con le sue "opere sociali", non è una "cattedrale nel deserto", ma "è inserita nel territorio della valle per riscattarlo e promuoverlo". Lo ha detto il Papa nell´omelia della messa che celebra sul sagrato del santuario di Pompei. Ricordando le opere sociali della cittadina, molte collegate alla attività della Chiesa, Benedetto XVI ha definito Pompei "una cittadella di Maria e della carità, non però isolata dal mondo, ma inserita nel territorio di questa Valle per riscattarlo e promuoverlo. La storia della Chiesa, grazie a Dio, ha aggiunto il Papa, è ricca di esperienze di questo tipo, e anche oggi se ne contano parecchie in ogni parte della terra. Sono esperienze di fraternità, che mostrano il volto di una società diversa, posta come fermento all´interno del contesto civile. La forza della carità, infatti, è irresistibile: è l´amore che veramente manda avanti il mondo".

VALORI FORTI Un invito forte a non scendere a "compromessi" e una riaffermazione della famiglia "cellula fondamentale della società" la ha formulato il Papa a Pompei. Benedetto XVI ha esortato i cristiani a essere "motore di rinnovamento religioso e sociale al servizio dei piccoli e dei poveri perché anche gli ultimi siano rispettati nella loro dignità e trovino accoglienza e promozione, e a perseverare nel bene senza scendere a compromessi. Qui a Pompei ha proseguito Papa Ratzigner ,si capisce che l´amore per Dio e l´amore per il prossimo sono inseparabili. Qui il genuino popolo cristiano, la gente che affronta la vita con sacrificio, trova la forza di perseverare nel bene senza scendere a compromessi. Qui, ai piedi di Maria, le famiglie ritrovano o rafforzano la gioia dell´amore che le mantiene unite. Opportunamente, quindi, in preparazione dell´odierna mia visita, uno speciale ´pellegrinaggio delle famiglie per la famiglià si è compiuto esattamente un mese fa, per affidare alla Madonna questa fondamentale cellula della società.



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