APCOM
- 30 novembre 2007
RINNOVAMENTO SPIRITO:
SPERANZA NON VA MAI IN SCIOPERO
Né l'economia nè la scienza possono salvare uomo,
ma solo l'amore
Roma, 30 nov. (Apcom) -
"Sperare è d'obbligo, i cristiani non conoscono lo sciopero della
speranza. Ecco affacciarsi alla finestra di un mondo gravido di attese
la verità della speranza".
Questo il commento del presidente nazionale del 'Rinnovamento nello
Spirito Santo' (RnS), Salvatore Martinez, sulla seconda Enciclica di
Benedetto XVI "Spe salvi".
"Dopo l'Enciclica sull'amore - scrive in una nota Martinez - il Santo
Padre prosegue l'approfondimento delle virtú teologali riaffermando una
evidenza storica liberante: n‚ l'economia n‚ la scienza possono salvare
l'uomo, bensí l'amore. Ogni forma di disperazione umana è una
invocazione d'amore. Il Papa - conclude - invita i credenti ad
esercitare la speranza ed a non trascurare i luoghi umani e divini in
cui si affronta la meravigliosa arte dello sperare".
NOI PRESS
- 30 novembre 2007
Salvatore Martinez
(RnS) su seconda Enciclica di Benedetto XVI:
“Sperare è d’obbligo”
Il presidente nazionale
del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), Salvatore Martinez, in
merito alla seconda Enciclica di Benedetto XVI “Spe salvi”, ha
rilasciato la seguente dichiarazione:
“Sperare è d’obbligo, i cristiani non conoscono lo sciopero della
speranza. Ecco affacciarsi alla finestra di un mondo gravido di attese
la verità della speranza. Dopo l’Enciclica sull’amore, il Santo Padre
prosegue l’approfondimento delle virtù teologali riaffermando una
evidenza storica liberante: né l’economia né la scienza possono salvare
l’uomo, bensì l’amore. Ogni forma di disperazione umana è una
invocazione d’amore. Il Papa invita i credenti ad esercitare la speranza
ed a non trascurare i luoghi umani e divini in cui si affronta la
meravigliosa arte dello sperare”.
ADNKRONOS
- 30 novembre 2007
PAPA: MARTINEZ (RNS) SU
ENCICLICA BENEDETTO XVI, SPERARE E' D'OBBLIGO
Roma, 30 nov. - (Adnkronos)
- "Sperare e' d'obbligo". E' quanto dichiara il presidente nazionale del
Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), Salvatore Martinez, in merito
alla seconda Enciclica di Benedetto XVI, 'Spe salvi'.
"Sperare e' d'obbligo, i cristiani non conoscono lo sciopero della
speranza. Ecco affacciarsi alla finestra di un mondo gravido di attese
la verita' della speranza. Dopo l'Enciclica sull'amore - continua
Martinez - il Santo Padre prosegue l'approfondimento delle virtu'
teologali riaffermando una evidenza storica liberante: ne' l'economia
ne' la scienza possono salvare l'uomo, bensi' l'amore. Ogni forma di
disperazione umana e' una invocazione d'amore. Il Papa - conclude -
invita i credenti ad esercitare la speranza e a non trascurare i luoghi
umani e divini in cui si affronta la meravigliosa arte dello sperare".
IL VELINO
- 30 novembre 2007
"Spe salvi", Martinez
(RnS): "Sperare e' d'obbligo"
Roma, 30 NOV (Velino) -
"Sperare e' d'obbligo, i cristiani non conoscono lo sciopero della
speranza. Ecco affacciarsi alla finestra di un mondo gravido di attese
la verita' della speranza". Lo ha dichiarato il presidente nazionale del
Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), Salvatore Martinez, in merito
alla seconda enciclica di Benedetto XVI Spe salvi. "Dopo l'enciclica
sull'amore, il Santo Padre prosegue l'approfondimento delle virtu'
teologali riaffermando una evidenza storica liberante: ne' l'economia
ne' la scienza possono salvare l'uomo, bensi' l'amore. Ogni forma di
disperazione umana e' una invocazione d'amore. Il Papa - conclude
Martinez - invita i credenti ad esercitare la speranza e a non
trascurare i luoghi umani e divini in cui si affronta la meravigliosa
arte dello sperare". (com/ban) 301829 NOV 07
ALICE
- 30 novembre 2007
ENCICLICA/ RINNOVAMENTO
SPIRITO: SPERANZA NON VA MAI IN SCIOPERO
Roma, 30 nov. (Apcom) -
"Sperare è d'obbligo, i cristiani non conoscono lo sciopero della
speranza. Ecco affacciarsi alla finestra di un mondo gravido di attese
la verità della speranza". Questo il commento del presidente nazionale
del 'Rinnovamento nello Spirito Santo' (RnS), Salvatore Martinez, sulla
seconda Enciclica di Benedetto XVI "Spe salvi".
"Dopo l'Enciclica sull'amore - scrive in una nota Martinez - il Santo
Padre prosegue l'approfondimento delle virtù teologali riaffermando una
evidenza storica liberante: né l'economia né la scienza possono salvare
l'uomo, bensì l'amore. Ogni forma di disperazione umana è una
invocazione d'amore. Il Papa - conclude - invita i credenti ad
esercitare la speranza ed a non trascurare i luoghi umani e divini in
cui si affronta la meravigliosa arte dello sperare".
ZENIT
- 5 dicembre 2007
SALVATORE MARTINEZ: È
L'AMORE E NON LA SCIENZA A SALVARE L'UOMO
Commentando la seconda Enciclica di Benedetto XVI
E' l'amore e non la
scienza a salvare l'uomo, afferma il Presidente nazionale del
Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), Salvatore Martinez.
In merito alla seconda Enciclica di Benedetto XVI “Spe salvi”, il
Presidente del RnS ha detto a ZENIT che “sperare è d’obbligo” per i
cristiani, perché essi “non conoscono lo sciopero della speranza”.
“Dopo l’Enciclica sull’amore – ha aggiunto Martinez –, il Santo Padre
prosegue l’approfondimento delle virtù teologali riaffermando una
evidenza storica liberante: né l’economia né la scienza possono salvare
l’uomo, bensì l’amore”.
Nella “Spe salvi” il Pontefice afferma che, nei tempi moderni, il
primato dato alla ragione ha fatto sì che la “redenzione” e “la
restaurazione del 'paradiso' perduto, non si attende più dalla fede, ma
dal collegamento appena scoperto tra scienza e prassi”.
Questa visione ha portato a considerare la fede come “irrilevante per il
mondo”, conducendo a “una crisi della speranza cristiana”, che è stata
sostituita da un'altra speranza: la “fede nel progresso”.
Tuttavia, precisa il Papa, “Francesco Bacone e gli aderenti alla
corrente di pensiero dell'età moderna a lui ispirata, nel ritenere che
l'uomo sarebbe stato redento mediante la scienza, sbagliavano”.
“Con una tale attesa si chiede troppo alla scienza; questa specie di
speranza è fallace – sottolinea Benedetto XVI –. La scienza può
contribuire molto all'umanizzazione del mondo e dell'umanità. Essa però
può anche distruggere l'uomo e il mondo, se non viene orientata da forze
che si trovano al di fuori di essa”.
“Non è la scienza che redime l'uomo. L'uomo viene redento mediante
l'amore”, spiega poi.
“Quando uno nella sua vita fa l'esperienza di un grande amore, quello è
un momento di 'redenzione' che dà un senso nuovo alla sua vita. Ma ben
presto egli si renderà anche conto che l'amore a lui donato non risolve,
da solo, il problema della sua vita”.
“È un amore che resta fragile. Può essere distrutto dalla morte”, mentre
“l'essere umano ha bisogno dell'amore incondizionato” di Gesù Cristo.
Secondo Benedetto XVI, “il cielo non è vuoto. La vita non è un semplice
prodotto delle leggi e della casualità della materia, ma in tutto e
contemporaneamente al di sopra di tutto c'è una volontà personale, c'è
uno Spirito che in Gesù si è rivelato come Amore”.
Nel suo commento, Martinez ha riconosciuto che “ogni forma di
disperazione umana è in fondo una invocazione d’amore. Il Papa invita i
credenti ad esercitare la speranza e a non trascurare i luoghi umani e
divini in cui si affronta la meravigliosa arte dello sperare”.
IL TEMPLARE
- 7 dicembre 2007
Salvatore Martinez: è
l'amore e non la scienza a salvare l'uomo
Commentando la seconda Enciclica di Benedetto XVI
E' l'amore e non la
scienza a salvare l'uomo, afferma il Presidente nazionale del
Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), Salvatore Martinez.
In merito alla seconda Enciclica di Benedetto XVI “Spes salvi”, il
Presidente del RnS ha detto a ZENIT che “sperare è d’obbligo” per i
cristiani, perché essi “non conoscono lo sciopero della speranza”.
“Dopo l’Enciclica sull’amore – ha aggiunto Martinez –, il Santo Padre
prosegue l’approfondimento delle virtù teologali riaffermando una
evidenza storica liberante: né l’economia né la scienza possono salvare
l’uomo, bensì l’amore”.
Nella “Spe salvi” il Pontefice afferma che, nei tempi moderni, il
primato dato alla ragione ha fatto sì che la “redenzione” e “la
restaurazione del 'paradiso' perduto, non si attende più dalla fede, ma
dal collegamento appena scoperto tra scienza e prassi”.
Questa visione ha portato a considerare la fede come “irrilevante per il
mondo”, conducendo a “una crisi della speranza cristiana”, che è stata
sostituita da un'altra speranza: la “fede nel progresso”.
Tuttavia, precisa il Papa, “Francesco Bacone e gli aderenti alla
corrente di pensiero dell'età moderna a lui ispirata, nel ritenere che
l'uomo sarebbe stato redento mediante la scienza, sbagliavano”.
“Con una tale attesa si chiede troppo alla scienza; questa specie di
speranza è fallace – sottolinea Benedetto XVI –. La scienza può
contribuire molto all'umanizzazione del mondo e dell'umanità. Essa però
può anche distruggere l'uomo e il mondo, se non viene orientata da forze
che si trovano al di fuori di essa”.
“Non è la scienza che redime l'uomo. L'uomo viene redento mediante
l'amore”, spiega poi.
“Quando uno nella sua vita fa l'esperienza di un grande amore, quello è
un momento di 'redenzione' che dà un senso nuovo alla sua vita. Ma ben
presto egli si renderà anche conto che l'amore a lui donato non risolve,
da solo, il problema della sua vita”.
“È un amore che resta fragile. Può essere distrutto dalla morte”, mentre
“l'essere umano ha bisogno dell'amore incondizionato” di Gesù Cristo.
Secondo Benedetto XVI, “il cielo non è vuoto. La vita non è un semplice
prodotto delle leggi e della casualità della materia, ma in tutto e
contemporaneamente al di sopra di tutto c'è una volontà personale, c'è
uno Spirito che in Gesù si è rivelato come Amore”.
Nel suo commento, Martinez ha riconosciuto che “ogni forma di
disperazione umana è in fondo una invocazione d’amore. Il Papa invita i
credenti ad esercitare la speranza e a non trascurare i luoghi umani e
divini in cui si affronta la meravigliosa arte dello sperare”.