SIR - 10 febbraio
2009
ELUANA ENGLARO: RNS,
“CON ELUANA MUORE LA LIBERTÀ DI VIVERE”
“Con Eluana muore la
libertà di vivere”. E’ il commento di Salvatore Martinez, presidente
nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (Rns), alla morte di
Eluana Englaro. “Una democrazia è a rischio – si legge in una nota – se
sancisce il primato artificioso della legge sul sacrosanto diritto
naturale alla vita. E’ il diritto che precede la legge, non il
contrario”. Per Martinez, “la vita di Eluana non si è spenta, è stata
negata, violentata e soppressa. Sarà ora necessario immolare nuove
vittime sull’altare del relativismo etico – si chiede il presidente del
movimento – o non è forse tempo di ridare profondità alla voce della
coscienza che vuole sempre il bene e non il male per l’uomo? Da un sommo
male, quale la morte provocata, non potrà mai venire un bene per
l’umanità”. “Non resta che pregare per l’anima di Eluana, per i
famigliari e per i tanti malati terminali che ci ricordano la forza
inestinguibile della speranza”, la conclusione della nota.
ASCA - 10 febbraio
2009
ELUANA: RINNOVAMENTO
NELLO SPIRITO, E' MORTA LA LIBERTA' DI VIVERE
'Con Eluana muore la
liberta' di vivere'. E' il commento di Salvatore Martinez, presidente
nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo, alla morte di Eluana
Englaro. 'Una democrazia e' a rischio - si legge in una nota - se
sancisce il primato artificioso della legge sul sacrosanto diritto
naturale alla vita. E' il diritto che precede la legge, non il
contrario'.
Per Martinez, 'la vita di Eluana non si e' spenta, e' stata negata,
violentata e soppressa. Sara' ora necessario immolare nuove vittime
sull'altare del relativismo etico - si chiede il presidente del
movimento - o non e' forse tempo di ridare profondita' alla voce della
coscienza che vuole sempre il bene e non il male per l'uomo? Da un sommo
male, quale la morte provocata, non potra' mai venire un bene per l'umanita''.
'Non resta che pregare per l'anima di Eluana, per i famigliari e per i
tanti malati terminali che ci ricordano la forza inestinguibile della
speranza', conclude la nota.
ANSA - 10 febbraio
2009
ELUANA: MARTINEZ (RNS),
CON LEI MUORE LIBERTA' DI VIVERE
'Con Eluana muore in
Italia la liberta' di vivere. Una democrazia e' a rischio se sancisce il
primato artificioso della legge sul sacrosanto diritto naturale alla
vita. E' il diritto che precede la legge, non il contrario'. Cosi' il
presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (Rns),
Salvatore Matinez, commenta la morte della Englaro sottolineando, in una
nota, che 'la vita di Eluana non si e' spenta, e' stata negata,
violentata e soppressa'.
'Sara' ora necessario immolare nuove vittime sull'altare del relativismo
etico o non e' forse tempo di ridare profondita'
alla voce della coscienza che vuole sempre il bene e non il male per
l'uomo?' si chiede Martinez precisando che 'da un sommo male, quale la
morte provocata, non potra' mai venire un bene per l'umanita''.
AGI - 10 febbraio
2009
ELUANA: RINNOVAMENTO,
"CON LEI MUORE LIBERTA' DI VIVERE"
"Con Eluana muore la
liberta' di vivere". E' il commento di Salvatore Martinez, presidente
nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (Rns) alla morte di
Eluana Englaro. "Una democrazia e' a rischio - si legge in una nota - se
sancisce il primato artificioso della legge sul sacrosanto diritto
naturale alla vita. E' il diritto che precede la legge, non il
contrario". Per Martinez, "la vita di Eluana non si e' spenta, e' stata
negata, violentata e soppressa. Sara' ora necessario immolare nuove
vittime sull'altare del relativismo etico - si chiede il presidente del
movimento - o non e' forse tempo di ridare profondita' alla voce della
coscienza che vuole sempre il bene e non il male per l'uomo? Da un sommo
male, quale la morte provocata, non potra' mai venire un bene per l'umanita'".
"Non resta - conclude - che pregare per l'anima di Eluana, per i
famigliari e per i tanti malati terminali che ci ricordano la forza
inestinguibile della speranza".
DIRITTO-OGGI - 10
febbraio 2009
ELUANA: RINNOVAMENTO,
“CON LEI MUORE LIBERTA’ DI VIVERE”
“Con Eluana muore la
liberta’ di vivere”. E’ il commento di Salvatore Martinez, presidente
nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (Rns) alla morte di
Eluana Englaro. “Una democrazia e’ a rischio - si legge in una nota - se
sancisce il primato artificioso della legge sul sacrosanto diritto
naturale alla vita. E’ il diritto che precede la legge, non il
contrario”. Per Martinez, “la vita di Eluana non si e’ spenta, e’ stata
negata, violentata e soppressa. Sara’ ora necessario immolare nuove
vittime sull’altare del relativismo etico - si chiede il presidente del
movimento - o non e’ forse tempo di ridare profondita’ alla voce della
coscienza che vuole sempre il bene e non il male per l’uomo? Da un sommo
male, quale la morte provocata, non potra’ mai venire un bene per l’umanita’”.
“Non resta - conclude - che pregare per l’anima di Eluana, per i
famigliari e per i tanti malati terminali che ci ricordano la forza
inestinguibile della speranza”.
IRIS PRESS - 10
febbraio 2009
CASO ENGLARO: MATINEZ (RNS),
CON ELUANA MUORE LIBERTA' DI VIVERE
''Con Eluana muore in
Italia la libertà di vivere. Una democrazia è a rischio se sancisce il
primato artificioso della legge sul sacrosanto diritto naturale alla
vita. E' il diritto che precede la legge, non il contrario''. Cosí il
presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (Rns),
Salvatore Matinez, commenta la morte della Englaro sottolineando, in una
nota, che ''la vita di Eluana non si è spenta, è stata negata,
violentata e soppressa''. ''Sarà ora necessario immolare nuove vittime
sull'altare del relativismo etico o non è forse tempo di ridare
profondità alla voce della coscienza che vuole sempre il bene e non il
male per l'uomo?'' si chiede Martinez precisando che ''da un sommo male,
quale la morte provocata, non potrà mai venire un bene per l'umanita'''.
IL VELINO - 10
febbraio 2009
Eluana, Martinez: Muore
in Italia la liberta' di vivere
Roma, 10 FEB (Velino) -
"Con Eluana muore in Italia la liberta' di vivere. Una democrazia e' a
rischio se sancisce il primato artificioso della legge sul sacrosanto
diritto naturale alla vita. È il diritto che precede la legge, non il
contrario: e' il commento di Salvatore Martinez, presidente nazionale
del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS). "La vita di Eluana non si e'
spenta - continua -, e'
stata negata, violentata e soppressa. Sara' ora necessario immolare
nuove vittime sull'altare del relativismo etico o non e' forse tempo di
ridare profondita' alla voce della coscienza che vuole sempre il bene e
non il male per l'uomo?
Da un sommo male, quale la morte provocata, non potra' mai venire un
bene per l'umanita'. Non resta che pregare per l'anima di Eluana, per i
familiari e per i tanti malati terminali che ci ricordano la forza
inestinguibile della speranza".
FIDES - 10 febbraio
2009
Martinez (RnS): con
Eluana muore la libertà di vivere
Link correlati Sito RnS:
www.rns-italia.it
RADIO VATICANA - 10
febbraio 2009
Eluana: la speranza è
più forte della morte. La riflessione di mons. Fisichella e di padre
Lombardi
L’Italia si è svegliata
stamani più sola, commossa e sgomenta per la morte di Eluana Englaro.
Alle 19.35 di ieri sera il suo cuore ha cessato di battere in una stanza
della clinica “La Quiete” di Udine, dove da quattro giorni le era stata
sospesa l’alimentazione e l’idratazione. La morte della giovane donna,
in stato vegetativo da 17 anni, è avvenuta mentre in Senato si discuteva
su un disegno di legge volto proprio a salvarle la vita. Intanto, la
Procura di Udine ha disposto per oggi l’autopsia. Sulla drammatica
vicenda, Fabio Colagrande ha raccolto la riflessione del presidente
della Pontificia Accademia per la Vita, l'arcivescovo Rino Fisichella:
R. – Innanzitutto, che in questa lunga storia giudiziale – perché di
questo si tratta – ci sono stati almeno sei gradi di giudizio che
avevano dato un parere contrario, e quindi meraviglia molto che nelle
ultime istanze, invece, in assenza di una legge si sia arrivati ad una
sentenza di questo genere. Questo, evidentemente, nel cittadino lascia
molte perplessità. Ci si domanda se, non essendoci una legge, non sia
intervenuta allora una visione ideologica di spingere verso espressioni
che evidentemente portano ad individuare la via dell’eutanasia come la
soluzione più facile.
D. – La storia di Eluana ha portato anche a radicali, forti divisioni
anche nell’opinione pubblica italiana …
R. – Guardi, questa è una vicenda che purtroppo ha avuto una presenza
pubblica gigantesca. Credo che lo sbaglio iniziale sia stato proprio
questo: sia stato quello di avere voluto una evidenza mediatica
oltremisura. Non dimentichiamo che a Udine, nei giorni scorsi, erano
presenti televisioni da tutto il mondo. Quindi, si è creato l’evento
mediatico e inevitabilmente, lo si è creato per la contrapposizione di
posizioni che in questo caso sono quanto mai evidenti. Questa
contrapposizione non è servita e non servirà neanche nel futuro.
D. – Come si è comportata la politica, rispetto a questa vicenda?
R. – Già da diverso tempo il Parlamento sta lavorando per approdare ad
una legge. C’è un grande lavoro, un grande lavoro che è arrivato
momentaneamente ad un testo base che mi sembra un testo di grande
equilibrio, perché raccoglie due istanze differenti: l’istanza di chi
vuole che si arrivi ad una dichiarazione che consenta di non favorire un
accanimento terapeutico e dall’altra, c’è un'istanza – che mi sembra
altrettanto lecita, giusta e quanto mai fondamentale – di non
considerare idratazione e alimentazione come una terapia. Se questo
dibattito è scevro da soluzioni preconcette, potrà arrivare – io me lo
auguro – ad una grande maggioranza che dia soprattutto un segno al
Paese: il segno che quanti rappresentano i cittadini presso il
Parlamento sono realmente capaci di ascolto e sono capaci di trovare
soluzioni che mettono in disparte i conflitti e aumentano invece quel
senso di serenità che è la condizione basilare perché ci sia una società
che crei progresso.
D. – Di fronte a questa vicenda, la Chiesa ha ovviamente continuato ad
invocare il principio della difesa della vita dal suo concepimento fino
alla sua morte naturale; c’è chi l’ha accusata anche questa volta di
ingerenza …
R. – Penso che la Chiesa abbia fatto quello che è conforme alla sua
natura e alla sua missione. Noi portiamo la vita, noi siamo testimoni
che la morte può essere vinta, perché noi crediamo che Gesù è risorto.
Chiedere a noi qualche cosa di diverso, significherebbe non chiederci
quello che noi siamo. Ma è inevitabile che in una società così complessa
e così articolata e così differenziata ci siano sempre delle voci
stonate. Io le prendo come voci stonate, niente di più e niente di meno.
Come si può pensare che anche davanti a situazioni come quelle che
abbiamo vissuto in questi giorni, non si possa arrivare a sostenere
molto di più la pietà cristiana?
Quella pietà che non dà la morte, ma quella pietà che fa vincere
attraverso l’amore. Ma noi non possiamo dimenticare la grande
testimonianza che, nel silenzio, fuori dal chiasso, ma nel silenzio
reale di chi ama, di chi si prende cura, hanno offerto le suore della
clinica dove Eluana Englaro è stata per tanti anni ospitata, curata,
amata: perché non si deve pensare che questa è la testimonianza della
Chiesa? E in una società democratica, in una società che sempre più
vuole essere laica, perché impedire ai cattolici di far sentire la loro
voce?
Io rimango fortemente convinto che in una società dove dovesse essere
emarginata la voce dei cattolici, si cadrebbe inevitabilmente nel
baratro di non avere più un ideale, di non avere più una capacità di
speranza. Debbo anche dire che non si può accusare la Chiesa di
ingerenza a corrente
alterna: un giorno lo diciamo e il giorno dopo, siccome ci sono
prospettive che sono più favorevoli ad un’altra parte politica, allora
non c’è ingerenza. Vede, fin dagli inizi della Chiesa, quando San Pietro
scriveva ai primi cristiani e diceva loro: “Siate sempre pronti a dare
ragione della speranza che c’è in voi”, aggiungeva
subito: “Questo sia fatto con mitezza, con retta coscienza e con
rispetto”. Sono tre condizioni che sono fondamentali nel nostro essere
presenti nel mondo. Noi siamo nella condizione di dover dare la nostra
testimonianza di speranza e di amore, ma lo vogliamo fare non gridando:
perché non è mai detto che chi grida di più abbia ragione. Ecco, io
credo che questo sia il nostro messaggio, questo abbiamo bisogno ancora
oggi di ribadire, soprattutto in un contesto culturale in cui sembra
venir meno il concetto stesso della vita e sembra che la società vada
sempre di più verso un degrado, una non comprensione reale del valore
della vita.
All’indomani della morte di Eluana, il Senato ha approvato stamani la
mozione della maggioranza sul fine vita, che esclude la possibilità di
sospendere l'alimentazione e l'idratazione dei pazienti non in grado di
provvedere a se stessi. Intanto, si moltiplicano le reazioni di fronte
ad una vicenda che ha profondamente scosso l’opinione pubblica ed ha
diviso il mondo della politica. Dolore ma non disperazione è il
sentimento comune a chi, fino alla fine, si è battuto per la difesa
della vita e della sua dignità. Il servizio di Alessandro Gisotti:
La speranza è più forte della morte: lo sanno bene le Suore
Misericordine che per 15 anni hanno curato con amore materno Eluana
Englaro nella clinica Beato Luigi Talamoni di Lecco e che avevano
chiesto al padre Beppino di lasciarla a loro, di lasciarla vivere. Da
ieri, le religiose sono raccolte in preghiera ed oggi pomeriggio
ricorderanno la loro Eluana con una Messa a cui prenderanno parte anche
gli altri pazienti ospitati dalla struttura. Silenzio e preghiera. E
raccoglimento, in un giorno di “grande dolore e sconcerto”, lo chiede
oggi il cardinale Angelo Bagnasco.
Il presidente della Cei, intervenuto in una trasmissione di Canale 5, ha
ribadito che “l’eutanasia resta un grande vulnus per la storia del
nostro popolo”. Ha quindi espresso l’auspicio che “il Signore illumini
tutti quanti per fermare questa deriva davanti alla quale diventa
evidente che una legge giusta è necessaria per impedire casi del
genere”.
Già ieri sera, i vescovi italiani, attraverso una nota, avevano espresso
il proprio dolore per la morte di Eluana.
Siamo affranti, si legge nel documento Cei, “ma non viene meno la
speranza che nasce dalla fede”. Poco dopo la notizia della morte della
donna, il cardinale Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio
Consiglio per la Pastorale della Salute aveva dichiarato all’Ansa: “Che
il Signore l'accolga e perdoni chi l'ha portata a questo punto”. Dolore
e tristezza viene espressa dai tanti movimenti che in questi giorni, con
preghiere e iniziative spontanee, hanno chiesto che Eluana non fosse
condotta alla morte. “I fatti parlano da soli e alimentano i più gravi
sospetti'', ha commentato Carlo Casini, presidente del Movimento per la
Vita augurandosi che almeno Eluana “non sia morta invano”.
“Diciamo grazie ad Eluana – dichiara l’Associazione Papa Giovanni XXIII
- per tutto il tempo che è stata con noi e sentiamo Eluana una martire
dei tempi moderni, vittima di un accanimento contro la vita senza
precedenti”. La morte della Englaro, sottolinea la Comunità di
Sant’Egidio, è una “grave ferita alla coscienza e alla cultura della
vita del Paese”. “Con Eluana muore la libertà di vivere": è invece il
commento del Rinnovamento nello Spirito Santo. Dal canto suo, l’Azione
Cattolica invoca il Signore affinché “illumini le menti di chi, da
subito, è chiamato a colmare un vuoto legislativo ormai insopportabile”.
Sulla morte di Eluana e gli insegnamenti che si possono trarre da questa
dolorosa vicenda, si sofferma in questa nota il nostro direttore
generale, padre Federico Lombardi:
Di fronte alla morte il credente si raccoglie in preghiera e affida a
Dio l’anima di Eluana, una persona a cui abbiamo voluto bene e che negli
ultimi mesi è diventata parte della nostra vita. Ora che Eluana è nella
pace, ci auguriamo che la sua vicenda, dopo tante discussioni, sia
motivo per tutti di riflessione pacata e di ricerca responsabile delle
vie migliori per accompagnare nel dovuto rispetto del diritto alla vita,
nell’amore e nella cura attenta le persone più deboli. Quelle che – come
ricordava il Papa all’Angelus di domenica – non possono in alcun modo
provvedere a se stesse, ma sono totalmente dipendenti dalle cure altrui.
La morte di Eluana non può non lasciarci un’ombra di tristezza per le
circostanze in cui è avvenuta, ma la morte fisica non è mai, per il
cristiano, l’ultima parola. Anche in nome di Eluana continueremo,
dunque, a cercare le vie più efficaci per servire la vita.
ZENIT - 10 febbraio
2009
Cordoglio e sdegno per
la morte di Eluana
Continuano le preghiere
e le veglie in tutta Italia
di Antonio Gaspari
Lunedì 9 febbraio Eluana è
morta. Da quattro giorni era senza cibo ed acqua. Era sola, non c’era
nessuno ad accompagnarla.
Secondo i primi bollettini medici, ha smesso di vivere intorno alle
20,10.
Fuori dalla casa di riposo “la Quiete”, tutti sono scoppiati a piangere,
anche coloro che sostenevano la tesi che bisognava lasciarla morire.
Il popolo per la vita che in tutta Italia si era mobilitato, ha
continuato a pregare e vegliare in tutte le diocesi. Alla recita del
rosario si sono aggiunte le preghiere dell’Eterno riposo. Sono stati
accesi lumi e candele.
Le chiese di Udine hanno suonato le campane a morto.
L’Arcivescovo Pietro Brollo e il Vicario generale Giulio Gherbezza si
sono recati in Cattedrale per pregare insieme alla gente che ha riempito
la Chiesa.
Martedì 10 febbraio, la Conferenza Episcopale Italiana ha diffuso un
comunicato in cui esprime il “grandissimo dolore” e “affida a Dio la
vita di Eluana Englaro”.
Secondo i vescovi Italiani, “le preghiere e gli appelli di tanti uomini
di buona volontà non sono bastati a preservare la sua fragile esistenza,
bisognosa solo di amorevole cura”.
“Siamo affranti in questa grave circostanza, - rileva il comunicato - ma
non viene meno la speranza, che nasce dalla fede e consegna alla
misericordia del Padre Eluana, la sua anima e il suo corpo”.
Il comunicato della CEI si conclude affermando: “E’
questa speranza a renderci una cosa sola, accomunando quanti credono
nella dignità della persona e nel valore indisponibile della vita,
soprattutto quando è indifesa.
Facciamo appello a tutti perché non venga meno questa passione per la
vita umana, dal concepimento alla sua fine naturale”.
“Che almeno Eluana non sia morta invano”, ha esclamato Carlo Casini,
Presidente del Movimento per la Vita (MpV).
Casini ha chiesto che “la indisponibilità della vita umana sia
riaffermata in pieno in tutta la sua estensione e chiarezza. Speriamo
che la rivolta morale del Paese faccia aprire gli occhi a tutti sul tema
del diritto alla vita e della sua dignità fin dall’approvazione in tempi
rapidi di una buona legge sul Fine-vita”.
Il Presidente del MpV ha pure chiesto che “il disegno di legge
governativo che non è riuscito ad arrivare in tempo vada avanti
bruciando le tappe come era previsto per rassicurare ed esprimere
solidarietà almeno alle mille e mille altre Elusane che ancora vivono”.
Giovanni Giacobbe, Presidente del Forum delle Associazioni Familiari, si
è augurato che “la tragedia di Eluana serva almeno a spingere senatori e
deputati a varare velocemente una buona legge sul Fine-vita che sancisca
il no all’introduzione dell’eutanasia”.
Dal canto suo, il Presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito
Santo (RnS), Salvatore Martinez, ha commentato amaramente che “con
Eluana muore in Italia la libertà di vivere. Una democrazia è a rischio
se sancisce il primato artificioso della legge sul sacrosanto diritto
naturale alla vita. È il diritto che precede la legge, non il
contrario”.
“La vita di Eluana non si è spenta, è stata negata, violentata e
soppressa”, ha sottolineato il Presidente del RnS, chiedendo se “sarà
ora necessario immolare nuove vittime sull’altare del relativismo etico
o non è forse tempo di ridare profondità alla voce della coscienza che
vuole sempre il bene e non il male per l’uomo?”.
Martinez ha concluso affermando “non resta che pregare per l’anima di
Eluana, per i familiari e per i tanti malati terminali che ci ricordano
la forza inestinguibile della speranza”.
Il Coordinamento friulano “Per Eluana e per tutti noi” - che riunisce
Scienza&vita, Forum delle associazioni familiari, Movimento per la vita
e numerose altre associazioni e movimenti - ha annunciato una conferenza
stampa nel pomeriggio di martedì 10 febbraio per illustrare un esposto
presentato alla Procura della Repubblica di Udine.
Nell’esposto il coordinamento Friulano “Per Eluana e per tutti noi”
chiede l’attivazione di una autopsia giudiziaria.
Nel corso della conferenza stampa verrà espresso un giudizio
sull’operato delle amministrazioni locali e delle diverse autorità e
verranno annunciate nuove iniziative di mobilitazione in difesa della
vita e della sua totale indisponibilità.
AVVENIRE – 11
febbraio 2009
RINNOVAMENTO -
Con Eluana muore in Italia la libertà di vivere.
Una democrazia è a rischio
se sancisce il primato artificioso della legge sul sacrosanto diritto
naturale alla vita. È il diritto che precede la legge, non il contrario
» . Così si è espresso il presidente nazionale del Rinnovamento nello
Spirito Santo ( RnS), Salvatore Martinez , nell’apprendere la triste
notizia della morte di Eluana Englaro. « La vita di Eluana non si è
spenta, è stata negata, violentata e soppressa – ha detto –. Sarà ora
necessario immolare nuove vittime sull’altare del relativismo etico o
non è forse tempo di ridare profondità alla voce della coscienza che
vuole sempre il bene e non il male per l’uomo?
Da un sommo male, quale la morte provocata, non potrà mai venire un bene
per l’umanità » . E poi il presidente del movimento religioso ha
concluso con queste parole: « Non resta che pregare per l’anima di
Eluana, per i familiari e per i tanti malati terminali che ci ricordano
la forza inestinguibile della speranza.
www.incamminoverso.unblog
– 10 febbraio 2009
Cordoglio e sdegno per
la morte di Eluana
Continuano le preghiere
e le veglie in tutta Italia
dii Antonio Gaspari
Lunedì 9 febbraio Eluana è
morta. Da quattro giorni era senza cibo ed acqua. Era sola, non c’era
nessuno ad accompagnarla. Secondo i primi bollettini medici, ha smesso
di vivere intorno alle 20,10.
Fuori dalla casa di riposo “la Quiete”, tutti sono scoppiati a piangere,
anche coloro che sostenevano la tesi che bisognava lasciarla morire.
Il popolo per la vita che in tutta Italia si era mobilitato, ha
continuato a pregare e vegliare in tutte le diocesi. Alla recita del
rosario si sono aggiunte le preghiere dell’Eterno riposo. Sono stati
accesi lumi e candele.
Le chiese di Udine hanno suonato le campane a morto. L’Arcivescovo
Pietro Brollo e il Vicario generale Giulio Gherbezza si sono recati in
Cattedrale per pregare insieme alla gente che ha riempito la Chiesa.
Martedì 10 febbraio, la Conferenza Episcopale Italiana ha diffuso un
comunicato in cui esprime il “grandissimo dolore” e “affida a Dio la
vita di Eluana Englaro”.
Secondo i vescovi Italiani, “le preghiere e gli appelli di tanti uomini
di buona volontà non sono bastati a preservare la sua fragile esistenza,
bisognosa solo di amorevole cura”.
“Siamo affranti in questa grave circostanza, - rileva il comunicato - ma
non viene meno la speranza, che nasce dalla fede e consegna alla
misericordia del Padre Eluana, la sua anima e il suo corpo”.
Il comunicato della CEI si conclude affermando: “E’ questa speranza a
renderci una cosa sola, accomunando quanti credono nella dignità della
persona e nel valore indisponibile della vita, soprattutto quando è
indifesa. Facciamo appello a tutti perché non venga meno questa passione
per la vita umana, dal concepimento alla sua fine naturale”.
“Che almeno Eluana non sia morta invano”, ha esclamato Carlo Casini,
Presidente del Movimento per la Vita (MpV).
Casini ha chiesto che “la indisponibilità della vita umana sia
riaffermata in pieno in tutta la sua estensione e chiarezza. Speriamo
che la rivolta morale del Paese faccia aprire gli occhi a tutti sul tema
del diritto alla vita e della sua dignità fin dall’approvazione in tempi
rapidi di una buona legge sul Fine-vita”.
Il Presidente del MpV ha pure chiesto che “il disegno di legge
governativo che non è riuscito ad arrivare in tempo vada avanti
bruciando le tappe come era previsto per rassicurare ed esprimere
solidarietà almeno alle mille e mille altre Elusane che ancora vivono”.
Giovanni Giacobbe, Presidente del Forum delle Associazioni Familiari, si
è augurato che “la tragedia di Eluana serva almeno a spingere senatori e
deputati a varare velocemente una buona legge sul Fine-vita che sancisca
il no all’introduzione dell’eutanasia”.
Dal canto suo, il Presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito
Santo (RnS), Salvatore Martinez, ha commentato amaramente che “con
Eluana muore in Italia la libertà di vivere. Una democrazia è a rischio
se sancisce il primato artificioso della legge sul sacrosanto diritto
naturale alla vita. È il diritto che precede la legge, non il
contrario”.
“La vita di Eluana non si è spenta, è stata negata, violentata e
soppressa”, ha sottolineato il Presidente del RnS, chiedendo se “sarà
ora necessario immolare nuove vittime sull’altare del relativismo etico
o non è forse tempo di ridare profondità alla voce della coscienza che
vuole sempre il bene e non il male per l’uomo?”.
Martinez ha concluso affermando “non resta che pregare per l’anima di
Eluana, per i familiari e per i tanti malati terminali che ci ricordano
la forza inestinguibile della speranza”.
Il Coordinamento friulano “Per Eluana e per tutti noi” - che riunisce
Scienza&vita, Forum delle associazioni familiari, Movimento per la vita
e numerose altre associazioni e movimenti - ha annunciato una conferenza
stampa nel pomeriggio di martedì 10 febbraio per illustrare un esposto
presentato alla Procura della Repubblica di Udine.
Nell’esposto il coordinamento Friulano “Per Eluana e per tutti noi”
chiede l’attivazione di una autopsia giudiziaria.
Nel corso della conferenza stampa verrà espresso un giudizio
sull’operato delle amministrazioni locali e delle diverse autorità e
verranno annunciate nuove iniziative di mobilitazione in difesa della
vita e della sua totale indisponibilità.
www.liberamente.net –
10 febbraio 2009
ELUANA: RINNOVAMENTO
NELLO SPIRITO, E' MORTA LA LIBERTA' DI VIVERE
''Con Eluana muore la
liberta' di vivere''. E' il commento di Salvatore Martinez, presidente
nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo, alla morte di Eluana
Englaro. ''Una democrazia e' a rischio - si legge in una nota - se
sancisce il primato artificioso della legge sul sacrosanto diritto
naturale alla vita. E' il diritto che precede la legge, non il
contrario''. Per Martinez, ''la vita di Eluana non si e' spenta, e'
stata negata, violentata e soppressa. Sara' ora necessario immolare
nuove vittime sull'altare del relativismo etico - si chiede il
presidente del movimento - o non e' forse tempo di ridare profondita'
alla voce della coscienza che vuole sempre il bene e non il male per
l'uomo? Da un sommo male, quale la morte provocata, non potra' mai
venire un bene per l'umanita'''. ''Non resta che pregare per l'anima di
Eluana, per i famigliari e per i tanti malati terminali che ci ricordano
la forza inestinguibile della speranza'', conclude la nota.