APCOM – 15 luglio
2008
ENGLARO/ RINNOVAMENTO
SPIRITO: AGGHIACCIANTE SENTENZA DI MORTE
Martinez: Aderiamo all'appello di Scienza e vita
Roma, 15 lug. (Apcom) - Il
movimento cattolico Rinnovamento nello Spirito Santo "condivide
l'appello di Scienza e Vita contro l'agghiacciante sentenza di morte
emessa nei confronti di Eluana Englaro e aderisce all'appello con ferma
convinzione sottoscrivendone ogni sua parte".
Il presidente nazionale, Salvatore Martinez, ribadisce: "La tradizione
del nostro impegno è sempre stata a favore della vita senza condizioni e
distinguo nel soccorrere ogni singolo individuo, ma anche nel
contribuire ad importanti battaglie sociali e politiche che tutta la
comunità cattolica italiana ha scelto di fare, a cominciare da quella a
difesa della Legge 40".
"Oggi - prosegue Martinez in una nota - torna di attualità la questione
della 'dolce morte'. La morte non può essere decretata da nessun
tribunale umano anche se accompagnata da aggettivi accattivanti; solo la
natura secondo l'ordine del Creatore può stabilire la fine della nostra
esistenza.
Tutta la nazione italiana deve reagire con coraggio e determinazione
perché la difesa dei piccoli e degli indifesi è la più alta espressione
di civiltà per qualsiasi organizzazione umana".
ASCA – 15 luglio
2008
ELUANA: RNS, SI'
APPELLO SCIENZA&VITA CONTRO 'AGGHICCIANTE' SENTENZA
(ASCA) Roma, 15 lug - Il
Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS) condivide l'appello di Scienza e
Vita contro la 'agghiacciante sentenza di morte emessa nei confronti di
Eluana Englaro e aderisce all'appello con ferma convinzione
sottoscrivendone ogni sua parte'. Lo afferma il presidente nazionale RnS,
Salvatore Martinez, che da Sidney dove si trova per la Giornata mondiale
della Gioventu', ribadisce: 'La tradizione del nostro impegno e' sempre
stata a favore della vita senza condizioni e distinguo nel soccorrere
ogni singolo individuo, ma anche nel contribuire ad importanti battaglie
sociali e politiche che tutta la comunita' cattolica italiana ha scelto
di fare, a cominciare da quella a difesa della Legge 40'.
'Oggi - prosegue - torna di attualita' la questione della 'dolce morte'.
La morte non puo' essere decretata da nessun tribunale umano anche se
accompagnata da aggettivi accattivanti; solo la natura secondo l'ordine
del Creatore puo' stabilire la fine della nostra esistenza. Tutta la
nazione italiana deve reagire con coraggio e determinazione perche' la
difesa dei piccoli e degli indifesi e' la piu' alta espressione di
civilta' per qualsiasi organizzazione umana'.
NOI PRESS – 15
luglio 2008
Caso Eluana: Martinez (RnS),
nessun tribunale umano può decretare la morte
Il Rinnovamento nello
Spirito Santo (RnS) condivide l’appello di Scienza e Vita contro
l’agghiacciante sentenza di morte emessa nei confronti di Eluana Englaro
e aderisce all’appello con ferma convinzione sottoscrivendone ogni sua
parte.
Il presidente nazionale RnS, Salvatore Martinez, da Sidney dove si trova
per la Giornata mondiale della Gioventù, ha ribadito:
“La tradizione del nostro impegno è sempre stata a favore della vita
senza condizioni e distinguo nel soccorrere ogni singolo individuo, ma
anche nel contribuire ad importanti battaglie sociali e politiche che
tutta la comunità cattolica italiana ha scelto di fare, a cominciare da
quella a difesa della Legge 40.
Oggi torna di attualità la questione della ‘dolce morte’. La morte non
può essere decretata da nessun tribunale umano anche se accompagnata da
aggettivi accattivanti; solo la natura secondo l’ordine del Creatore può
stabilire la fine della nostra esistenza.
Tutta la nazione italiana deve reagire con coraggio e determinazione
perché la difesa dei piccoli e degli indifesi è la più alta espressione
di civiltà per qualsiasi organizzazione umana”.
AVVENIRE – 16
luglio 2008
Adesione massiccia di
movimenti, associazioni, politici, uomini di scienza, esponenti della
società civile ma anche di tanti cittadini comuni: fermiano la mano di
chi vuole togliere la vita
«No alla sentenza di morte per Eluana»
Scienza&Vita: una firma per bloccare la mano di chi vorrebbe attuare
quel verdetto ingiusto
DA MILANO PAOLO LAMBRUSCHI
I l caso di Eluana ha
scosso le coscienze e unito l’associazionismo cattolico. Ma il movimento
che si oppone alla «condanna a morte della giovane» ieri ha fatto vedere
che sta allargando i paletti. Ieri pomeriggio sul sito
www.scienzaevita.org l’elenco di adesioni all’appello si è allungato in
maniera impressionante. Oltre alla società civile, uomini di scienza e
medicina, politici e molti semplici cittadini vogliono salvare la donna
e chiedono un dibattito politico e paletti a difesa della vita.
Azione CattolicaAc chiede di fermare la mano di chi si appresta a
togliere la vita dando attuazione alla sentenza di un tribunale. «Alla
luce del caso – si legge nel comunicato – l’Azione Cattolica fa proprie
le parole del cardinale Angelo Bagnasco, che da Sidney ha espresso da un
lato sentimenti di partecipazione al dolore, di rispetto per una
situazione di grandissima sofferenza, dall’altro ha evidenziato tutta la
preoccupazione per un momento delicato, difficile, drammatico se si
dovesse procedere a una consumazione di una vita per sentenza»
AcliL’associazione dei lavoratori cristiani ricorda l’articolo del
Cardinale Tettamanzi pubblicato sabato dal nostro giornale «Le Acli –
scrive la più grande associazione cattolica italiana – raccolgono e
rilanciano l’intuizione del Cardinale di Milano: l’intelligenza della
vita e la speranza nella vita non sono separabili». Secondo il
presidente Andrea Olivero «chi sperimenta ogni giorno concretamente
l’impegno nel sociale a favore delle famiglie, dei cittadini più deboli
e degli emarginati, sa che rinunciare alla speranza significa rinunciare
a capire la vita e ad impegnarsi per il bene».
Rinnovamento nello spirito Il presidente nazionale, Salvatore Martinez ,
ribadisce che la tradizione del movimento è sempre stata a favore della
vita. «Ma anche nel contributo a importanti battaglie sociali e
politiche che tutta la comunità cattolica italiana ha scelto di fare, a
cominciare da quella a difesa della Legge 40. La morte non può essere
decretata da nessun tribunale umano anche se accompagnata da aggettivi
accattivanti; solo la natura secondo l’ordine del Creatore può stabilire
la fi- ne della nostra esistenza. La difesa dei piccoli e degli indifesi
è la più alta espressione di civiltà».
Movimento per la vitaIl presidente Carlo Casini rinnova il rispetto del
dolore di una famiglia da anni sottoposta a prova terribile. «Ma abbiamo
anche a cuore il destino di Eluana, che un tribunale ha deciso debba
svolgere il ruolo di martire sulla strada della legalizzazione
dell’eutanasia ». E dunque notano «l’ennesimo tentativo di introdurre
subdolamente in Italia il diritto all’eutanasia, giacché i soliti
mercanti di morte sanno che in modo diretto ed aperto non riuscirebbero
a far breccia nella sensibilità diffusa del popolo italiano ». Secondo
Casini, è infine necessario «porre dei paletti che, aldilà dei casi
personali, possano orientare le leggi e i comportamenti della società.
Forum delle associazioni familiariIl presidente Giovanni Giacobbe
denuncia i tentativi di strumentalizzazione della vicenda. «È difficile
entrare nelle vicende personali se si tingono di dolore e di sofferenza.
Per questo ci sembrano ancora più terribili e disumani i tentativi di
strumentalizzare le sorti di Eluana Englaro. Riteniamo necessario
opporsi al tentativo di introdurre in Italia l’eutanasia violando il
principio dell’indisponibilità della vita umana».
Mcl Chi pensa di poter staccare la spina ad Eluana dovrebbe riflettere a
quale morte atroce la si condannerebbe «con l’aggravante della crudeltà
». È il commento del presidente del Movimento cristiano lavoratori Carlo
Costalli. «È inammissibile che un giudice possa impunemente avallare un
atto così insensato e incivile, contrario al nostro ordinamento
giuridico. Un crimine assurdo, un peso che graverebbe sulla coscienza
non solo di chi arrogantemente pretende di avere potere di vita e di
morte, ma su tutto il popolo italiano. Bene ha fatto il cardinal
Bagnasco a ricordare che la vita è dono indisponibile e tale dovrebbe
essere per tutti, non solo per i cristiani».
Coldiretti Per il presidente Sergio Marini «il caso di Eluana non può
lasciarci indifferenti, sottolineiamo la nostra contrarietà alla cultura
di morte, nella consapevolezza che la vita è vita anche quando è
apparentemente muta». Sul sito di Scienza e Vita sono apparse inoltre le
adesioni di Franco Pasquali e Vincenzo Consio, rispettivamente,
coordinatore e segretario di Retinopera, del presidente dell’Ai. Bi
Marco Griffini e di Antonio Gaspari, presidente dei Cristiani per
l’Ambiente.
Diverse e trasversali le sottoscrizioni del mondo politico, accomunate
dalle critiche alla sentenza e allo sconfinamento della magistratura in
un campo politico tanto delicato.
Il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, afferma che «nessuna
pratica eutanasica può avere seguito » e parla di «dibattito
condizionato » da quanti parlano con troppa facilità di fine della
sofferenza. Adesione convinta anche dal vicepresidente della Camera
Maurizio Lupi per fermare «quella che rischia di essere la prima
esecuzione capitale della storia italiana». La vicepresidente dei
senatori Pdl Laura Bianconi, sottolinea il gravissimo atto «della
sentenza della Corte d’appello di Milano che ha voluto condannare a
morte un essere umano». L’onorevole Gabriella Carlucci ribadisce che «la
vita è un dono anche nella sofferenza, un atto d’amore senza confini.
Non può essere un tribunale, mai, a decidere quando comincia e quando
finisce». Infine il deputato del Popolo della Libertà Domenico Di
Virgilio si rivolge ai famigliari. «Da medico voglio dire loro che
sospendere l’idratazione e la nutrizione provoca sofferenze e un’agonia
che può durare anche due settimane».
Savino Pezzotta dell’Unione di Centro ritiene che la giustizia non abbia
il compito «di condannare una persona a morire di consunzione per fame e
per sete. Bisogna evitare il precipitare degli eventi e introdurre per
vie surrettizie quanto il nostro ordinamento non contempla.».
Il compagno di partito Luca Volontè esorta a difendere e rispettare la
giovane: «Che a una certa magistratura creativa piaccia o no, siamo
infatti di fronte a una persona umana ancora viva: il suo cuore batte,
il suo cervello risponde. Il primo omicidio di Stato autorizzato può
essere ancora scongiurato». Sulla stessa linea Francesca Santolini,
responsabile politiche famigliari dell’Udc.
Dalle file del Partito democratico la prima adesione è venuta da Paola
Binetti. Per il deputato teodem Enzo Carra «la magistratura non può
sostituirsi sempre e comunque alla politica. Le sentenze e i
provvedimenti dei tribunali debbono essere assoggettati alle leggi e non
divenire fonti legislative». Donato Mosella sollecita un confronto
politico e respinge «l’introduzione di fatto dell’eutanasia in Italia
per atto burocratico ». Luigi Bobba e Marco Calgaro chiedono un
dibattito sereno «per giungere a una legislazione ragionevole e
condivisa sul testamento biologico che non metta in discussione il
diritto fondamentale alla vita».
« No alla prima esecuzione capitale della storia Repubblicana italiana.
No alla sentenza di morte pronunciata da alcuni giudici italiani contro
Eluana Englaro » . In queste ore si può consumare un terribile dramma
che potrebbe restare come una macchia indelebile sulla coscienza di
tutto un popolo, quello italiano, che in tante occasioni ha invece
manifestato un amore senza confini per la vita umana in ogni sua fase,
dal concepimento e fino alla morte naturale.
Fermare la mano di chi si appresta a togliere la vita dando attuazione
alla sentenza di un tribunale - peraltro sostenuta da alcuni settori
minoritari dell’opinione pubblica e della medicina - è a questo punto un
dovere insopprimibile per tutte le coscienze libere di questo Paese. E
lo pretende il rispetto delle stesse leggi italiane che non ammettono
l’eutanasia, tale essendo ciò che si sta per commettere. Per questo ci
rivolgiamo a tutta l’opinione pubblica, ai mondi della cultura e della
scienza, del diritto e dell’economia, dell’informazione e del sociale
perché con noi, e accanto a noi, sappiano pronunciare un grande ' Sì'
alla vita e un ' No' insuperabile alla condanna a morte di Eluana.
Chiediamo di sottoscrivere questo nostro appello che contiamo possa
essere recepito da quanti sono in grado, attraverso gli strumenti della
giustizia e della politica, di fermare questa orribile escalation.
Invitiamo inoltre la famiglia di Eluana ad accogliere l’invito di chi ha
dichiarato di voler continuare ad assisterla amorevolmente: altro non è
che un affidamento di amore. Al tempo stesso ci impegniamo a sostenere
tutti gli sforzi per garantire la vita di Eluana.
SIR – 16 luglio
2008
CASO ENGLARO: ADESIONI
ALL’APPELLO DI “SCIENZA E VITA”
“La tradizione del nostro
impegno è sempre stata a favore della vita senza condizioni e distinguo
nel soccorrere ogni singolo individuo, ma anche nel contribuire ad
importanti battaglie sociali e politiche che tutta la comunità cattolica
ha scelto di fare, a cominciare da quello a difesa della legge 40”. Con
queste parole il presidente nazionale, Salvatore Martinez, motiva da
Sydney – dove si trova per la Gmg – l’adesione di Rinnovamento nello
Spirito (Rns) all’appello di ”Scienza e vita” contro “l’agghiacciante
sentenza di morte emessa nei confronti di Eluana Englaro”. “Oggi –
prosegue Martinez – torna di attualità la questione della ‘dolce
morte’”, ma “la morte non può essere decretata da nessun tribunale
umano”. A mettere in guardia dai “rischi di una irreversibile deriva
capace di travolgere il diritto che è a fondamento di tutti gli altri
diritti” è “Scienza e vita” di Firenze, secondo la quale la sentenza
della Cassazione “ha dell’assurdo tenendo conto che manca una legge in
proposito e che oggi per quanto riguarda non la vita, ma un semplice
bene materiale come una casa o un auto, la volontà deve passare
attraverso un testamento scritto”. Inoltre, secondo la sezione
fiorentina dell’associazione la sentenza della magistratura “umilia i
medici che sono deputati a discernere in scienza e coscienza la linea di
demarcazione tra le ragioni della vita e l’accanimento terapeutico”.
ZENIT – 15 luglio
2008
“NON SI PUÒ SPEGNERE LA
VITA CON UNA SENTENZA”
Da Sydeny il Cardinale Bagnasco ribadisce il no alla
morte di Eluana
SYDNEY/ROMA, martedì, 15
luglio 2008 (ZENIT.org).- Appena arrivato a Sydney per la Giornata
Mondiale della Gioventù (GMG), questo martedì, il Cardinale Angelo
Bagnasco ha respinto nettamente ogni tentativo di togliere la vita a
Eluana Englaro.
Nel corso di una conferenza stampa, tenutasi presso il Radisson Plaza
Hotel, alla domanda su cosa pensasse della sentenza pronunciata
mercoledì scorso dalla Corte d'Appello civile di Milano che autorizza a
interrompere l’alimentazione e l’idratazione di Emanuela Englaro, il
Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) ha risposto che “è
drammatico consumare una vita con una sentenza”.
In particolare il Cardinale Bagnasco ha spiegato che "anche se a tanti
chilometri di distanza, purtroppo in questo momento viviamo tutti
sentimenti di partecipazione, di dolore, di preoccupazione e di rispetto
per una situazione di sofferenza, ma non possiamo tacere che è un
momento delicato e drammatico se si dovesse procedere alla consumazione
della vita con una sentenza".
Secondo il Presidente dei Vescovi Italiani, “è un momento che fa
veramente preoccupare e che deve far preoccupare tutti noi e tutte le
persone di buona volontà”, perché “togliere idratazione e nutrimento nel
caso specifico è come togliere da mangiare e da bere a una persona che
ne ha bisogno, come ne ha bisogno ognuno di noi”.
Nel frattempo in Italia, la comunità civile si sta sollevando. Giuliano
Ferrara, Direttore de “il Foglio” e già autore di una mobilitazione per
la moratoria sull’aborto, e Luigi Amicone, Direttore del settimanale
“Tempi”, hanno proposto di raccogliere bottigliette d’acqua sul sagrato
del Duomo di Milano, come gesto simbolico di chi vuole continuare a
dissetare Eluana.
E già dal 14 luglio, sul sagrato del Duomo di Milano, sempre più persone
lasciano una bottiglia d’acqua per Eluana.
Il Movimento per la Vita Ambrosiano ha già annunciato che giovedì 17
luglio, alle ore 18.30, porterà simbolicamente una bottiglia d'acqua sul
sagrato del Duomo di Milano. Il gesto della bottiglia d’acqua verrà
riproposto dal Movimento per la Vita Ambrosiano lunedì 21 luglio, alle
ore 20.30, a Lecco fuori dalla clinica dov’è ricoverata Eluana e la
serata avrà anche un momento di preghiera con la recita del Rosario per
la Vita.
L’associazione “Scienza & Vita” ha lanciato invece un appello dal titolo
“No alla condanna a morte di Eluana Englaro” su cui sta raccogliendo le
firme (segreteria@scienzaevita.org; fax: 06/68195205).
L’appello dice: “No alla prima esecuzione capitale della storia
Repubblicana italiana. No alla sentenza di morte pronunciata da alcuni
giudici italiani contro Eluana Englaro”.
Ricordando la vocazione favorevole alla vita del popolo italiano i
Presidenti dell’associazione,
Maria Luisa Di Pietro e Bruno Dalla piccola, chiedono di “fermare la
mano di chi si appresta a togliere la vita dando attuazione alla
sentenza di un tribunale”, perché “le stesse leggi italiane non
ammettono l’eutanasia”.
Scienza & Vita si rivolge a tutta l’opinione pubblica, ai mondi della
cultura e della scienza, del diritto e dell’economia, dell’informazione
e del sociale perché “sappiano pronunciare un grande 'sì' alla vita e un
'no' insuperabile alla condanna a morte di Eluana”.
L’appello è rivolto anche alla famiglia di Eluana “ad accogliere
l’invito di chi ha dichiarato di voler continuare ad assisterla
amorevolmente”, con la garanzia che Scienza & Vita ed i firmatari
dell’appello si impegnano “a sostenere tutti gli sforzi per garantire la
vita di Eluana”.
Tra i primi firmatari dell’appello il Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS)
che attraverso la voce del suo Presidente nazionale, Salvatore Martinez,
ha ribadito che “nessun tribunale umano può decretare la morte”.
Martinez ha aggiunto che “tutta la nazione italiana deve reagire con
coraggio e determinazione perché la difesa dei piccoli e degli indifesi
è la più alta espressione di civiltà per qualsiasi organizzazione
umana”.
Immediata anche l’adesione del Movimento per la Vita. Il Presidente
Carlo Casini ha spiegato: “Rispettiamo il dolore di una famiglia da anni
sottoposta ad una prova terribile. Ma abbiamo anche a cuore il destino
di Eluana che un tribunale ha deciso che debba svolgere il ruolo di
martire sulla strada della legalizzazione dell’eutanasia”.
Il Presidente del MpV ha precisato che “di eutanasia si tratta senza
dubbio, visto che togliere i supporti alle funzioni vitali equivale a
dare attivamente la morte, solo in modo ancora più crudele e disumano”.
Tra le prime adesioni anche quella dei Cristiani per l’Ambiente
(www.cristianiambient.org), il cui presidente Antonio Gaspari ha
scritto: “Con immenso rispetto del dolore e della sofferenza dei
genitori di Eluana, per la difesa del dono unico e inestimabile della
vita, nell’impegno per costruire una civiltà dell’amore, noi ci
impegniamo a nutrire e dissetare ogni persona, soprattutto i più
bisognosi, in particolare ci impegniamo ad amare ogni vita umana”.
Parlando anche a nome dei suoi associati il Presidente dei CpA ha
commentato: “Non capiamo perché Eluana debba essere condannata a morire.
In una società dove ci sono associazioni e gruppi che difendono i
diritti anche dei vegetali, perché per Eluana non c’è diritto alla
vita?”.
“In una società dove tanti si battono per garantire il diritto all’acqua
potabile per milioni di individui, perché si vuole togliere questo
diritto a Eluana?”.
“Come ci si può opporre alla tortura ed alla pena di morte se poi si
intende far morire per sete e per fame un innocente?”, ha chiesto
Gaspari.
Il Presidente dei CpA, citando il Cardinale Carlo Caffarra, ha sostenuto
che “la civiltà cristiana, in cui noi ci riconosciamo, sottolinea che
'tutto l’universo impersonale non vale una sola persona' qualsiasi siano
le sue condizioni”.
“Per questo – ha concluso Gaspari – salvare la vita di Eluana è la prova
che la nostra civiltà ha ancora abbastanza umanità per non cadere nella
barbarie”.
VIRGILIO NOTIZIE –
15 luglio 2008
ENGLARO/ RINNOVAMENTO
SPIRITO: AGGHIACCIANTE SENTENZA DI MORTE
Martinez: Aderiamo all'appello di Scienza e vita
Il movimento cattolico
Rinnovamento nello Spirito Santo "condivide l'appello di Scienza e Vita
contro l'agghiacciante sentenza di morte emessa nei confronti di Eluana
Englaro e aderisce all'appello con ferma convinzione sottoscrivendone
ogni sua parte".
Il presidente nazionale, Salvatore Martinez, ribadisce: "La tradizione
del nostro impegno è sempre stata a favore della vita senza condizioni e
distinguo nel soccorrere ogni singolo individuo, ma anche nel
contribuire ad importanti battaglie sociali e politiche che tutta la
comunità cattolica italiana ha scelto di fare, a cominciare da quella a
difesa della Legge 40".
"Oggi - prosegue Martinez in una nota - torna di attualità la questione
della 'dolce morte'. La morte non può essere decretata da nessun
tribunale umano anche se accompagnata da aggettivi accattivanti; solo la
natura secondo l'ordine del Creatore può stabilire la fine della nostra
esistenza. Tutta la nazione italiana deve reagire con coraggio e
determinazione perché la difesa dei piccoli e degli indifesi è la più
alta espressione di civiltà per qualsiasi organizzazione umana".
IL FOGLIO – 16
luglio 2008
Parte la raccolta firme
di Scienza e vita
Acqua per Eluana, giovedì al Duomo. Bagnasco da Sydney:
“Non possiamo tacere”
Da Sydney il cardinale Bagnasco dice che "il caso di
Eluana deve far preoccupare
e riflettere".
Roma. In attesa
dell’appuntamento di giovedì pomeriggio alle 18.30 in piazza del Duomo a
Milano, dove assieme a Tempi Giuliano Ferrara lascerà la sua bottiglia
d’acqua per Eluana, anche il Movimento per la vita ambrosiano ha fatto
sapere che “porterà simbolicamente una bottiglia d’acqua sul sagrato, in
segno di protesta contro la sentenza del tribunale di Milano” e invita a
ripetere il gesto lunedì 21 luglio alle 20.30 di fronte alla clinica di
Lecco dove Eluana è ricoverata. Adriano Pessina, direttore del centro di
Bioetica dell’Università Cattolica di Milano, commentando l’iniziativa
ha detto al Foglio: “Sono moralmente d’accordo con l’idea delle
bottiglie, ma trovo una controindicazione: perché sul sagrato del Duomo
e non davanti alla procura? Gli assetati del discernimento sono i nostri
giudici”. Ieri il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha
parlato da Sydney, dove si trova per la Giornata mondiale della
gioventù, dicendo che “togliere idratazione e nutrimento a Eluana è come
togliere da mangiare e da bere a una persona che ne ha bisogno. Non
possiamo tacere la nostra preoccupazione se si dovesse procedere a una
consumazione di una vita per una sentenza”. La replica di Beppino
Englaro, padre della ragazza, è arrivata poche ore dopo: “Interrompere
l’alimentazione artificiale a Eluana non è la consumazione di una vita,
ma far riprendere un percorso naturale che è stato interrotto”.
Scienza e Vita ha lanciato ieri un appello per dire “no alla prima
esecuzione capitale della storia repubblicana italiana, no alla sentenza
di morte pronunciata da alcuni giudici italiani contro Eluana Englaro”.
Raccogliendo firme all’indirizzo segreteria@scienzaevita.org,
l’associazione chiede anche alla famiglia di Eluana di “accogliere
l’invito di chi ha dichiarato di voler continuare ad assisterla
amorevolmente: altro non è che un affidamento di amore. Al tempo stesso
ci impegniamo a sostenere tutti gli sforzi per garantire la vita di
Eluana”. All’appello hanno aderito molte sigle: tra queste il Forum
delle Famiglie, Azione Cattolica, il Movimento per la vita, il Movimento
cristiano dei lavoratori, le Acli e Rinnovamento dello Spirito. Anche
molti politici di tutti gli schieramenti hanno aderito all’appello.
VITA – 16 luglio
2008
Eluana: è scontro
Da Celentano a Sofri,
il caso Englaro continua a tenere banco. E i toni salgono. Sui giornali
di oggi largo spazio anche crisi economica e allarme inflazione.
Rassegna stampa a cura della redazione di Vita
Sintesi di Franco
Bomprezzi
Due temi di grande impatto
ci guidano nella lettura dei quotidiani di oggi: il caso di Eluana
Englaro e la crisi economica mondiale, con le sue conseguenze in Italia.
Partiamo dalla vicenda della giovane donna in stato di coma.
Al caso Englaro il Corriere della Sera dedica le pagine 18 e 19, oltre a
un titolo in prima che dà conto dell’appello del presidente dei vescovi
italiani Angelo Bagnasco perché non sia spenta la vita di Eluana. Sempre
dalla prima pagina parte anche una lettera aperta di Adriano Celentano
intitolata “tante bottiglie d’acqua per la vita”. Eccone qualche
sintetico stralcio: «la battaglia di Beppino Englaro racchiude una
contraddizione spaventosa (la volontà di porre fine alla vita della
figlia, dopo aver lottato per sette anni per la sua vita, ndr), ma al
tempo stesso forse, il più grande gesto d’amore che un padre possa fare
per una figlia...essendo credente ammiro Giuliano Ferrara per le sue
bottiglie a favore della vita e spero, pur comprendendo il suo stato
d’animo, signor Englaro, che le bottiglie d’acqua in piazza Duomo
aumentino. Aumentino per far aumentare il dubbio. Il dubbio in coloro
che credono di non avere dubbi e quindi di scartare a priori la
possibilità di un’altra vita oltre quella terrena. (Se fossi il padre)
la cosa che più di tutti mi domanderei: e se fossi proprio io a
rattristare il suo animo, per il gesto che suo padre sta per compiere?».
Sul caso Englaro, la Repubblica apre con un titolo esplicito: “I
vescovi: Eluana deve vivere. Il padre: la Chiesa stia fuori”.
Alle pagine 14 e 15, sotto il titolo complessivo “La questione etica”,
tre pezzi per dar voce a tutti: “Eluana, l’anatema dei vescovi” (che
riferisce l’appello del card. Bagnasco da Sydney che ha parlato di
“consumazione di una vita per sentenza”), “Abbiamo solo risposto alla
domanda di un padre ora deve decidere lui” (chi parla è Giuseppe
Patrone, il magistrato che ha firmato la sentenza: scrivere la quale «è
stato un compito ostico e ingrato ma anche una decisine alla quale non
potevamo sottrarci», «Ci è stata chiesta una risposta, l’abbiamo data, e
ora siamo sereni, per quanto si possa essere sereni in una situazione di
questo genere»). La terza voce ovviamente è Beppino Englaro: “Da 16 anni
mia figlia invasa dalle mani degli altri è ora di lasciarla in pace”:
ribadisce la sua posizione (la posizione di Bagnasco è «una offesa alle
istituzioni», «lei non ha e non avrà mai più coscienza di sé e del mondo
esterno che la circonda», né sentirà fame o sete: «relazioni che
risiedono nella parte nobile del cervello, nella corteccia cerebrale,
che non esiste più... Chi parla di eutanasia o di una condanna a morire
di sete dovrebbe sapere che cosa dice»)
Il commento, a pagina 33 con richiamo in prima, è di Adriano Sofri, “La
legge e l’amore”: Beppino Englaro da una parte, la gerarchia cattolica
dall’altra. Il primo guarda al caso specifico, la seconda alla norma
generale. «sta di fatto che oggi la medicina ha saputo prolungare
un’esistenza cui la “natura” avrebbe ancora poco fa posto
irrimediabilmente fine»; «Che non si tratti per Eluana di “staccare la
spina” ma di interrompere l‘alimentazione e l’idratazione artificiali,
non è affatto una vera differenza, se non per far evocare il
raccapriccio di un’agonia per fame e per sete»...
Il Giornale realizza da Airuno (Lecco) un reportage nella casa della
possibile eutanasia, l'hospice Il Nespolo. Il direttore Mauro Marinari
dice: «Tutto pieno, anche Eluana deve aspettare».
Ampio e articolato spazio ovviamente su Avvenire: “Bagnasco: non si
consuma una vita con una sentenza”, è il titolo a p. 9. Lucia Bellaspiga
riprende il monito del presidente della Cei e, di corollario, i commenti
politici che lo hanno seguito. Filo conduttore dell’articolo è ribadire
come la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione avvenga per la
prima volta in assoluto in Italia, come si tratti del primo caso di una
persona che andrebbe incontro alla morte non per sua scelta deliberata e
consapevole ma sulla base di una decisione di un tribunale e come questo
possa aprire le porte all’eutanasia. Ribatte Beppino Englaro: «Qui si
tratta di fare in modo che la natura riprenda il suo corso, interrotto
dai medici sedici anni fa. Questa situazione è stata creata clincamente
e clinicamente deve essere risolta».
Un cappello della redazione, intitolato “Senza polemiche ma con
chiarezza” spiega che «non è la morte che sarebbe interrotta, ma
l’attenzione che le viene garantita, e quindi la sua vita». Una persona
in stato vegetativo persistente è «clinicamente guarita con difetto,
quindi sulla frontiera estrema della disabilità». Il concetto è ribadito
anche nell’intervista ai genitori di Marcello, un ragazzo che da dieci
anni è in stato vegetativo dopo una vaccinazione antiepatite fatta
quando di anni ne aveva 13: «Ci fa paura, perché crea un precedente
molto pericoloso, crea un vulnus nella tutela delle persone con
disabilità. Visto che le difficoltà sono molte, l’attenzione deve essere
costante, perché nella vita di una famiglia si arriva facilmente a
momenti di disperazione».
Alessandro Maggiolini, vescovo emerito di Como, si chiede se, in
parallelo con quanto è previsto da Codice di diritto canonico per
l’aborto, non sono «lambiti dalla scomunica ecclesiale anche coloro che
preparano l’opinione a coonestare un delitto che tale rimane, nonostante
tutte le opinioni contrarie?».
Alle pp. 10-11 l’appello di Scienza&Vita, «sarebbe una vera eutanasia» a
cui hanno già aderito le Acli, il Movimento per la vita, Rinnovamento
nello spirito, Mcl, Coldiretti, Bobba, Pezzotta, la Binetti, Carra e
Volonté. La politica intanto cerca una strada per bloccare tutto, e la
soluzione sta scontro fra le competenze: Cossiga e tutti i senatori Pdl
in commissione giustizia del Senato hanno depositato una mozione per
chiedere l’apertura di un conflitto di attribuzioni contro la Corte di
Cassazione, poiché i giudici avrebbero invaso il campo proprio della
politica. Tomassini (commissione sanità) ha chiesto che la questione sia
affrontata lì. Se il Senato decidesse di rivolgersi alla Corte
costituzionale, il procuratore generale presso la Corte d’appello di
Milano sarebbe quasi obbligato a chiedere la sospensione urgente
dell’esecutività della sentenza.
AVVENIRE – 20
luglio 2008
Contro la sentenza è
boom di adesioni
DA MILANO
«No alla prima esecuzione
capitale della storia repubblicana italiana. No alla sentenza di morte
pronunciata da alcuni giudici italiani contro Eluana Englaro». Questo
l’appello lanciato dall’associazione Scienza & Vita che ha raggiunto nel
giro di pochi giorni circa diecimila adesioni. Fra i firmatari
moltissimi gli stranieri, soprattutto gli argentini. Anche l’Instituto
de Bioetica, l’Instituto para el Matrimonio y la familia e il Foro Uca
Vida y Familia della Pontificia Universidad Catòlica Argentina.
Il Movimento per la vita è fra i primi a sottoscrivere l’appello.
«Rispettiamo il dolore di una famiglia da anni sottoposta ad una prova
terribile – ha dichiarato il presidente Carlo Casini –. Ma abbiamo anche
a cuore il destino di Eluana che un tribunale ha deciso che debba
svolgere il ruolo di martire sulla stra- da della legalizzazione
dell’eutanasia». Azione Cattolica ha fatto proprie le parole del
cardinale Angelo Bagnasco, che da Sidney ha espresso da un lato
«sentimenti di partecipazione al dolore, di rispetto per una situazione
di grandissima sofferenza» dall’altro ha evidenziato tutta la
«preoccupazione» per «un momento delicato, difficile, drammatico se si
dovesse procedere a una consumazione di una vita per sentenza». Dunque
condividendo questi sentimenti Ac ha chiesto di «fermare la mano di chi
si appresta a togliere la vita dando attuazione alla sentenza di un
tribunale ». Il Forum delle famiglie ha denunciato i tentativi di
strumentalizzazione della vicenda. «È difficile entrare nelle vicende
personali specie quando si tingono di dolore e di sofferenza – ha
dichiarato il presidente Giovanni Giacobbe –. E per questo ci sembrano
ancora più terribili e disumani i tentativi di strumentalizzazione che
da più parti si tentano sulle sorti di Eluana Englaro». Questo per
sottolineare che «la vita umana non è nella disponibilità di alcuno, né
può essere resa disponibile in circostanze contingenti, per quanto
drammatiche». Anche il presidente nazionale delle Acli, Associazione dei
lavoratori cristiani, Andrea Olivero e la presidenza nazionale hanno
aderito all’appello promosso dall’associazione nella convinzione che
questa è una giusta battaglia per affermare il sì alla vita. «Le Acli –
ha scritto la più grande associazione cattolica italiana – raccolgono e
rilanciano l’intuizione del Cardinale di Milano: l’intelligenza della
vita e la speranza nella vita non sono separabili». E il movimento
cattolico Rinnovamento nello Spirito Santo ha dichiarato con il
presidente nazionale Salvatore Martinez che «la morte non può essere
decretata da nessun tribunale umano anche se accompagnata da aggettivi
accattivanti». Le adesioni all’appello devono essere inviate
all’indirizzo mail: segreteria@scienzaevita.org o via fax al numero
06/68195205.
FIDES – 21 luglio
2008
Caso Eluana:
Martinez, nessun tribunale umano può decretare la morte
Link correlati
Sito
RnS-Italia:
www.wasalive.com – 15
luglio 2008
Caso Eluana, Martinez (RnS):
“Nessun tribunale umano può decretare ...
Caso Eluana, Martinez (RnS):
“Nessun tribunale umano può decretare ...
Il Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS) condivide l’appello di Scienza
e Vita contro l’agghiacciante sentenza di morte emessa nei confronti di
Eluana ...
www.luigibobba.it – 16
luglio 2008
"NO ALLA SENTENZA DI
MORTE PER ELUANA".
Il caso di Eluana ha
scosso le coscienze e unito l’associazionismo cattolico. Ma il movimento
che si oppone alla «condanna a morte della giovane» ieri ha fatto vedere
che sta allargando i paletti. Ieri pomeriggio sul sito
www.scienzaevita.org l’elenco di adesioni all’appello si è allungato in
maniera impressionante. Oltre alla società civile, uomini di scienza e
medicina, politici e molti semplici cittadini vogliono salvare la donna
e chiedono un dibattito politico e paletti a difesa della vita.
Azione Cattolica Ac chiede di fermare la mano di chi si appresta a
togliere la vita dando attuazione alla sentenza di un tribunale. «Alla
luce del caso – si legge nel comunicato – l’Azione Cattolica fa proprie
le parole del cardinale Angelo Bagnasco, che da Sidney ha espresso da un
lato sentimenti di partecipazione al dolore, di rispetto per una
situazione di grandissima sofferenza, dall’altro ha evidenziato tutta la
preoccupazione per un momento delicato, difficile, drammatico se si
dovesse procedere a una consumazione di una vita per sentenza»
AcliL’associazione dei lavoratori cristiani ricorda l’articolo del
Cardinale Tettamanzi pubblicato sabato dal nostro giornale «Le Acli –
scrive la più grande associazione cattolica italiana – raccolgono e
rilanciano l’intuizione del Cardinale di Milano: l’intelligenza della
vita e la speranza nella vita non sono separabili». Secondo il
presidente Andrea Olivero «chi sperimenta ogni giorno concretamente
l’impegno nel sociale a favore delle famiglie, dei cittadini più deboli
e degli emarginati, sa che rinunciare alla speranza significa rinunciare
a capire la vita e ad impegnarsi per il bene».
Rinnovamento nello spirito. Il presidente nazionale, Salvatore Martinez,
ribadisce che la tradizione del movimento è sempre stata a favore della
vita. «Ma anche nel contributo a importanti battaglie sociali e
politiche che tutta la comunità cattolica italiana ha scelto di fare, a
cominciare da quella a difesa della Legge 40. La morte non può essere
decretata da nessun tribunale umano anche se accompagnata da aggettivi
accattivanti; solo la natura secondo l’ordine del Creatore può stabilire
la fine della nostra esistenza. La difesa dei piccoli e degli indifesi è
la più alta espressione di civiltà».
Movimento per la vita Il presidente Carlo Casini rinnova il rispetto del
dolore di una famiglia da anni sottoposta a prova terribile. «Ma abbiamo
anche a cuore il destino di Eluana, che un tribunale ha deciso debba
svolgere il ruolo di martire sulla strada della legalizzazione
dell’eutanasia ». E dunque notano «l’ennesimo tentativo di introdurre
subdolamente in Italia il diritto all’eutanasia, giacché i soliti
mercanti di morte sanno che in modo diretto ed aperto non riuscirebbero
a far breccia nella sensibilità diffusa del popolo italiano ». Secondo
Casini, è infine necessario «porre dei paletti che, aldilà dei casi
personali, possano orientare le leggi e i comportamenti della società.
Forum delle associazioni familiari Il presidente Giovanni Giacobbe
denuncia i tentativi di strumentalizzazione della vicenda. «È difficile
entrare nelle vicende personali se si tingono di dolore e di sofferenza.
Per questo ci sembrano ancora più terribili e disumani i tentativi di
strumentalizzare le sorti di Eluana Englaro. Riteniamo necessario
opporsi al tentativo di introdurre in Italia l’eutanasia violando il
principio dell’indisponibilità della vita umana».
Mcl Chi pensa di poter staccare la spina ad Eluana dovrebbe riflettere a
quale morte atroce la si condannerebbe «con l’aggravante della crudeltà
». È il commento del presidente del Movimento cristiano lavoratori Carlo
Costalli. «È inammissibile che un giudice possa impunemente avallare un
atto così insensato e incivile, contrario al nostro ordinamento
giuridico. Un crimine assurdo, un peso che graverebbe sulla coscienza
non solo di chi arrogantemente pretende di avere potere di vita e di
morte, ma su tutto il popolo italiano. Bene ha fatto il cardinal
Bagnasco a ricordare che la vita è dono indisponibile e tale dovrebbe
essere per tutti, non solo per i cristiani».
Coldiretti Per il presidente Sergio Marini «il caso di Eluana non può
lasciarci indifferenti, sottolineiamo la nostra contrarietà alla cultura
di morte, nella consapevolezza che la vita è vita anche quando è
apparentemente muta». Sul sito di Scienza e Vita sono apparse inoltre le
adesioni di Franco Pasquali e Vincenzo Consio, rispettivamente,
coordinatore e segretario di Retinopera, del presidente dell’Ai. Bi
Marco Griffini e di Antonio Gaspari, presidente dei Cristiani per
l’Ambiente.
Diverse e trasversali le sottoscrizioni del mondo politico, accomunate
dalle critiche alla sentenza e allo sconfinamento della magistratura in
un campo politico tanto delicato.
Il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, afferma che «nessuna
pratica eutanasica può avere seguito » e parla di «dibattito
condizionato » da quanti parlano con troppa facilità di fine della
sofferenza. Adesione convinta anche dal vicepresidente della Camera
Maurizio Lupi per fermare «quella che rischia di essere la prima
esecuzione capitale della storia italiana». La vicepresidente dei
senatori Pdl Laura Bianconi, sottolinea il gravissimo atto «della
sentenza della Corte d’appello di Milano che ha voluto condannare a
morte un essere umano». L’onorevole Gabriella Carlucci ribadisce che «la
vita è un dono anche nella sofferenza, un atto d’amore senza confini.
Non può essere un tribunale, mai, a decidere quando comincia e quando
finisce». Infine il deputato del Popolo della Libertà Domenico Di
Virgilio si rivolge ai famigliari. «Da medico voglio dire loro che
sospendere l’idratazione e la nutrizione provoca sofferenze e un’agonia
che può durare anche due settimane».
Savino Pezzotta dell’Unione di Centro ritiene che la giustizia non abbia
il compito «di condannare una persona a morire di consunzione per fame e
per sete. Bisogna evitare il precipitare degli eventi e introdurre per
vie surrettizie quanto il nostro ordinamento non contempla.».
Il compagno di partito Luca Volontè esorta a difendere e rispettare la
giovane: «Che a una certa magistratura creativa piaccia o no, siamo
infatti di fronte a una persona umana ancora viva: il suo cuore batte,
il suo cervello risponde. Il primo omicidio di Stato autorizzato può
essere ancora scongiurato». Sulla stessa linea Francesca Santolini,
responsabile politiche famigliari dell’Udc.
Dalle file del Partito democratico la prima adesione è venuta da Paola
Binetti. Per il deputato teodem Enzo Carra «la magistratura non può
sostituirsi sempre e comunque alla politica. Le sentenze e i
provvedimenti dei tribunali debbono essere assoggettati alle leggi e non
divenire fonti legislative». Donato Mosella sollecita un confronto
politico e respinge «l’introduzione di fatto dell’eutanasia in Italia
per atto burocratico ». Luigi Bobba e Marco Calgaro chiedono un
dibattito sereno «per giungere a una legislazione ragionevole e
condivisa sul testamento biologico che non metta in discussione il
diritto fondamentale alla vita».
« No alla prima esecuzione capitale della storia Repubblicana italiana.
No alla sentenza di morte pronunciata da alcuni giudici italiani contro
Eluana Englaro » . In queste ore si può consumare un terribile dramma
che potrebbe restare come una macchia indelebile sulla coscienza di
tutto un popolo, quello italiano, che in tante occasioni ha invece
manifestato un amore senza confini per la vita umana in ogni sua fase,
dal concepimento e fino alla morte naturale.
Fermare la mano di chi si appresta a togliere la vita dando attuazione
alla sentenza di un tribunale - peraltro sostenuta da alcuni settori
minoritari dell’opinione pubblica e della medicina - è a questo punto un
dovere insopprimibile per tutte le coscienze libere di questo Paese. E
lo pretende il rispetto delle stesse leggi italiane che non ammettono
l’eutanasia, tale essendo ciò che si sta per commettere. Per questo ci
rivolgiamo a tutta l’opinione pubblica, ai mondi della cultura e della
scienza, del diritto e dell’economia, dell’informazione e del sociale
perché con noi, e accanto a noi, sappiano pronunciare un grande ’ Sì’
alla vita e un ’ No’ insuperabile alla condanna a morte di Eluana.
Chiediamo di sottoscrivere questo nostro appello che contiamo possa
essere recepito da quanti sono in grado, attraverso gli strumenti della
giustizia e della politica, di fermare questa orribile escalation.
Invitiamo inoltre la famiglia di Eluana ad accogliere l’invito di chi ha
dichiarato di voler continuare ad assisterla amorevolmente: altro non è
che un affidamento di amore. Al tempo stesso ci impegniamo a sostenere
tutti gli sforzi per garantire la vita di Eluana.
www.cuoreimmacolato.it
– 16 luglio 2008
«No alla sentenza di
morte per Eluana»
Adesione massiccia di
movimenti, associazioni, politici, uomini di scienza, esponenti della
società civile ma anche di tanti cittadini comuni: fermiano la mano di
chi vuole togliere la vita.
Scienza&Vita: una firma per bloccare la mano di chi vorrebbe attuare
quel verdetto ingiusto
Il caso di Eluana ha scosso le coscienze e unito l’associazionismo
cattolico. Ma il movimento che si oppone alla «condanna a morte della
giovane» ieri ha fatto vedere che sta allargando i paletti. Ieri
pomeriggio sul sito www.scienzaevita.org l’elenco di adesioni
all’appello si è allungato in maniera impressionante. Oltre alla società
civile, uomini di scienza e medicina, politici e molti semplici
cittadini vogliono salvare la donna e chiedono un dibattito politico e
paletti a difesa della vita.
Azione CattolicaAc chiede di fermare la mano di chi si appresta a
togliere la vita dando attuazione alla sentenza di un tribunale. «Alla
luce del caso – si legge nel comunicato – l’Azione Cattolica fa proprie
le parole del cardinale Angelo Bagnasco, che da Sidney ha espresso da un
lato sentimenti di partecipazione al dolore, di rispetto per una
situazione di grandissima sofferenza, dall’altro ha evidenziato tutta la
preoccupazione per un momento delicato, difficile, drammatico se si
dovesse procedere a una consumazione di una vita per sentenza»
AcliL’associazione dei lavoratori cristiani ricorda l’articolo del
Cardinale Tettamanzi pubblicato sabato dal nostro giornale «Le Acli –
scrive la più grande associazione cattolica italiana – raccolgono e
rilanciano l’intuizione del Cardinale di Milano: l’intelligenza della
vita e la speranza nella vita non sono separabili». Secondo il
presidente Andrea Olivero «chi sperimenta ogni giorno concretamente
l’impegno nel sociale a favore delle famiglie, dei cittadini più deboli
e degli emarginati, sa che rinunciare alla speranza significa rinunciare
a capire la vita e ad impegnarsi per il bene».
Rinnovamento nello spiritoIl presidente nazionale, Salvatore Martinez,
ribadisce che la tradizione del movimento è sempre stata a favore della
vita. «Ma anche nel contributo a importanti battaglie sociali e
politiche che tutta la comunità cattolica italiana ha scelto di fare, a
cominciare da quella a difesa della Legge 40. La morte non può essere
decretata da nessun tribunale umano anche se accompagnata da aggettivi
accattivanti; solo la natura secondo l’ordine del Creatore può stabilire
la fi- ne della nostra esistenza. La difesa dei piccoli e degli indifesi
è la più alta espressione di civiltà».
Movimento per la vitaIl presidente Carlo Casini rinnova il rispetto del
dolore di una famiglia da anni sottoposta a prova terribile. «Ma abbiamo
anche a cuore il destino di Eluana, che un tribunale ha deciso debba
svolgere il ruolo di martire sulla strada della legalizzazione dell’eutanasia
». E dunque notano «l’ennesimo tentativo di introdurre subdolamente in
Italia il diritto all’eutanasia, giacché i soliti mercanti di morte
sanno che in modo diretto ed aperto non riuscirebbero a far breccia
nella sensibilità diffusa del popolo italiano ». Secondo Casini, è
infine necessario «porre dei paletti che, aldilà dei casi personali,
possano orientare le leggi e i comportamenti della società.
Forum delle associazioni familiariIl presidente Giovanni Giacobbe
denuncia i tentativi di strumentalizzazione della vicenda. «È difficile
entrare nelle vicende personali se si tingono di dolore e di sofferenza.
Per questo ci sembrano ancora più terribili e disumani i tentativi di
strumentalizzare le sorti di Eluana Englaro. Riteniamo necessario
opporsi al tentativo di introdurre in Italia l’eutanasia violando il
principio dell’indisponibilità della vita umana».
Mcl Chi pensa di poter staccare la spina ad Eluana dovrebbe riflettere a
quale morte atroce la si condannerebbe «con l’aggravante della crudeltà
». È il commento del presidente del Movimento cristiano lavoratori Carlo
Costalli. «È inammissibile che un giudice possa impunemente avallare un
atto così insensato e incivile, contrario al nostro ordinamento
giuridico. Un crimine assurdo, un peso che graverebbe sulla coscienza
non solo di chi arrogantemente pretende di avere potere di vita e di
morte, ma su tutto il popolo italiano. Bene ha fatto il cardinal
Bagnasco a ricordare che la vita è dono indisponibile e tale dovrebbe
essere per tutti, non solo per i cristiani».
Coldiretti Per il presidente Sergio Marini «il caso di Eluana non può
lasciarci indifferenti, sottolineiamo la nostra contrarietà alla cultura
di morte, nella consapevolezza che la vita è vita anche quando è
apparentemente muta». Sul sito di Scienza e Vita sono apparse inoltre le
adesioni di Franco Pasquali e Vincenzo Consio, rispettivamente,
coordinatore e segretario di Retinopera, del presidente dell’Ai. Bi
Marco Griffini e di Antonio Gaspari, presidente dei Cristiani per
l’Ambiente.
Diverse e trasversali le sottoscrizioni del mondo politico, accomunate
dalle critiche alla sentenza e allo sconfinamento della magistratura in
un campo politico tanto delicato.
Il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, afferma che «nessuna
pratica eutanasica può avere seguito » e parla di «dibattito
condizionato » da quanti parlano con troppa facilità di fine della
sofferenza. Adesione convinta anche dal vicepresidente della Camera
Maurizio Lupi per fermare «quella che rischia di essere la prima
esecuzione capitale della storia italiana». La vicepresidente dei
senatori Pdl Laura Bianconi, sottolinea il gravissimo atto «della
sentenza della Corte d’appello di Milano che ha voluto condannare a
morte un essere umano». L’onorevole Gabriella Carlucci ribadisce che «la
vita è un dono anche nella sofferenza, un atto d’amore senza confini.
Non può essere un tribunale, mai, a decidere quando comincia e quando
finisce». Infine il deputato del Popolo della Libertà Domenico Di
Virgilio si rivolge ai famigliari. «Da medico voglio dire loro che
sospendere l’idratazione e la nutrizione provoca sofferenze e un’agonia
che può durare anche due settimane».
Savino Pezzotta dell’Unione di Centro ritiene che la giustizia non abbia
il compito «di condannare una persona a morire di consunzione per fame e
per sete. Bisogna evitare il precipitare degli eventi e introdurre per
vie surrettizie quanto il nostro ordinamento non contempla.».
Il compagno di partito Luca Volontè esorta a difendere e rispettare la
giovane: «Che a una certa magistratura creativa piaccia o no, siamo
infatti di fronte a una persona umana ancora viva: il suo cuore batte,
il suo cervello risponde. Il primo omicidio di Stato autorizzato può
essere ancora scongiurato». Sulla stessa linea Francesca Santolini,
responsabile politiche famigliari dell’Udc.
Dalle file del Partito democratico la prima adesione è venuta da Paola
Binetti. Per il deputato teodem Enzo Carra «la magistratura non può
sostituirsi sempre e comunque alla politica. Le sentenze e i
provvedimenti dei tribunali debbono essere assoggettati alle leggi e non
divenire fonti legislative». Donato Mosella sollecita un confronto
politico e respinge «l’introduzione di fatto del-l’eutanasia in Italia
per atto burocratico ». Luigi Bobba e Marco Calgaro chiedono un
dibattito sereno «per giungere a una legislazione ragionevole e
condivisa sul testamento biologico che non metta in discussione il
diritto fondamentale alla vita».
« No alla prima esecuzione capitale della storia Repubblicana italiana.
No alla sentenza di morte pronunciata da alcuni giudici italiani contro
Eluana Englaro » . In queste ore si può consumare un terribile dramma
che potrebbe restare come una macchia indelebile sulla coscienza di
tutto un popolo, quello italiano, che in tante occasioni ha invece
manifestato un amore senza confini per la vita umana in ogni sua fase,
dal concepimento e fino alla morte naturale.
Fermare la mano di chi si appresta a togliere la vita dando attuazione
alla sentenza di un tribunale - peraltro sostenuta da alcuni settori
minoritari dell’opinione pubblica e della medicina - è a questo punto un
dovere insopprimibile per tutte le coscienze libere di questo Paese. E
lo pretende il rispetto delle stesse leggi italiane che non ammettono
l’eutanasia, tale essendo ciò che si sta per commettere. Per questo ci
rivolgiamo a tutta l’opinione pubblica, ai mondi della cultura e della
scienza, del diritto e dell’economia, dell’informazione e del sociale
perché con noi, e accanto a noi, sappiano pronunciare un grande ' Sì'
alla vita e un ' No' insuperabile alla condanna a morte di Eluana.
Chiediamo di sottoscrivere questo nostro appello che contiamo possa
essere recepito da quanti sono in grado, attraverso gli strumenti della
giustizia e della politica, di fermare questa orribile escalation.
Invitiamo inoltre la famiglia di Eluana ad accogliere l’invito di chi ha
dichiarato di voler continuare ad assisterla amorevolmente: altro non è
che un affidamento di amore. Al tempo stesso ci impegniamo a sostenere
tutti gli sforzi per garantire la vita di Eluana.
www.raulken.it – 15 luglio
2008
Caso Eluana, Martinez (RnS):
“Nessun tribunale umano può decretare la morte”
Il Rinnovamento nello
Spirito Santo (RnS) condivide l’appello di Scienza e Vita contro
l’agghiacciante sentenza di morte emessa nei confronti di Eluana Englaro
e aderisce all’appello con ferma convinzione sottoscrivendone ogni sua
parte.
Il presidente nazionale RnS, Salvatore Martinez, da Sidney dove si trova
per la Giornata mondiale della Gioventù, ha ribadito:
“La tradizione del nostro impegno è sempre stata a favore della vita
senza condizioni e distinguo nel soccorrere ogni singolo individuo, ma
anche nel contribuire ad importanti battaglie sociali e politiche che
tutta la comunità cattolica italiana ha scelto di fare, a cominciare da
quella a difesa della Legge 40”.
“Oggi- prosegue- torna di attualità la questione della ‘dolce morte’. La
morte non può essere decretata da nessun tribunale umano anche se
accompagnata da aggettivi accattivanti; solo la natura secondo l’ordine
del Creatore può stabilire la fine della nostra esistenza”.
“Tutta la nazione italiana – conclude- deve reagire con coraggio e
determinazione perché la difesa dei piccoli e degli indifesi è la più
alta espressione di civiltà per qualsiasi organizzazione umana”.
www.graciete.it – 16
luglio 2008
Movimenti, carismi
diversi, associazioni, partiti, ecc. tutti con un unico grido
Sì alla vita, No alla morte di Eluana
Il caso di Eluana ha
scosso le coscienze e unito l’associazionismo cattolico. Ma il movimento
che si oppone alla «condanna a morte della giovane» ieri ha fatto vedere
che sta allargando i paletti. Ieri pomeriggio sul sito
www.scienzaevita.org l’elenco di adesioni all’appello si è allungato in
maniera impressionante. Oltre alla società civile, uomini di scienza e
medicina, politici e molti semplici cittadini vogliono salvare la donna
e chiedono un dibattito politico e paletti a difesa della vita.
Azione Cattolica AC chiede di fermare la mano di chi si appresta a
togliere la vita dando attuazione alla sentenza di un tribunale. «Alla
luce del caso – si legge nel comunicato – l’Azione Cattolica fa proprie
le parole del cardinale Angelo Bagnasco, che da Sidney ha espresso da un
lato sentimenti di partecipazione al dolore, di rispetto per una
situazione di grandissima sofferenza, dall’altro ha evidenziato tutta la
preoccupazione per un momento delicato, difficile, drammatico se si
dovesse procedere a una consumazione di una vita per sentenza»
Acli L’associazione dei lavoratori cristiani ricorda l’articolo del
Cardinale Tettamanzi pubblicato sabato dal nostro giornale «Le Acli –
scrive la più grande associazione cattolica italiana – raccolgono e
rilanciano l’intuizione del Cardinale di Milano: l’intelligenza della
vita e la speranza nella vita non sono separabili». Secondo il
presidente Andrea Olivero «chi sperimenta ogni giorno concretamente
l’impegno nel sociale a favore delle famiglie, dei cittadini più deboli
e degli emarginati, sa che rinunciare alla speranza significa rinunciare
a capire la vita e ad impegnarsi per il bene».
Rinnovamento nello spirito Il presidente nazionale, Salvatore Martinez,
ribadisce che la tradizione del movimento è sempre stata a favore della
vita. «Ma anche nel contributo a importanti battaglie sociali e
politiche che tutta la comunità cattolica italiana ha scelto di fare, a
cominciare da quella a difesa della Legge 40. La morte non può essere
decretata da nessun tribunale umano anche se accompagnata da aggettivi
accattivanti; solo la natura secondo l’or-dine del Creatore può
stabilire la fine della nostra esistenza. La difesa dei piccoli e degli
indifesi è la più alta espressione di civiltà».
Movimento per la vita Il presidente Carlo Casini rinnova il rispetto del
dolore di una famiglia da anni sottoposta a prova terribile. «Ma abbiamo
anche a cuore il destino di Eluana, che un tribunale ha deciso debba
svolgere il ruolo di martire sulla strada della legalizzazione
dell’eu-tanasia ». E dunque notano «l’ennesimo tentativo di introdurre
subdolamente in Italia il diritto all’eutanasia, giacché i soliti
mercanti di morte sanno che in modo diretto ed aperto non riuscirebbero
a far breccia nella sensibilità diffusa del popolo italiano ». Secondo
Casini, è infine necessario «porre dei paletti che, aldilà dei casi
personali, possano orientare le leggi e i comportamenti della società.
Forum delle associazioni familiari Il presidente Giovanni Giacobbe
denuncia i tentativi di strumentalizzazione della vicenda. «È difficile
entrare nelle vicende personali se si tingono di dolore e di sofferenza.
Per questo ci sembrano ancora più terribili e disumani i tentativi di
stru-mentalizzare le sorti di Eluana Englaro. Riteniamo necessario
opporsi al tentativo di introdurre in Italia l’eutanasia violando il
principio dell’indisponibilità della vita umana».
Mcl Chi pensa di poter staccare la spina ad Eluana dovrebbe riflettere a
quale morte atroce la si condannerebbe «con l’aggravante della crudeltà
». È il commento del presidente del Movimento cristiano lavoratori Carlo
Costalli. «È inammissibile che un giudice possa impunemente avallare un
atto così insensato e incivile, contrario al nostro ordinamento
giuridico. Un crimine assurdo, un peso che graverebbe sulla coscienza
non solo di chi arrogantemente pretende di avere potere di vita e di
morte, ma su tutto il popolo italiano. Bene ha fatto il cardinal
Bagnasco a ricordare che la vita è dono indisponibile e tale dovrebbe
essere per tutti, non solo per i cristiani».
Coldiretti Per il presidente Sergio Marini «il caso di Eluana non può
lasciarci indifferenti, sottolineiamo la nostra contrarietà alla cultura
di morte, nella consapevolezza che la vita è vita anche quando è
apparentemente muta». Sul sito di Scienza e Vita sono apparse inoltre le
adesioni di Franco Pasquali e Vincenzo Consio, rispettivamente,
coordinatore e segretario di Retinopera, del presidente dell’Ai. Bi
Marco Griffini e di Antonio Gaspari, presidente dei Cristiani per
l’Ambiente.
Diverse e trasversali le sottoscrizioni del mondo politico, accomunate
dalle critiche alla sentenza e allo sconfinamento della magistratura in
un campo politico tanto delicato.
Il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, afferma che «nessuna
pratica eutanasica può avere seguito » e parla di «dibattito
condizionato » da quanti parlano con troppa facilità di fine della
sofferenza. Adesione convinta anche dal vicepresidente della Camera
Maurizio Lupi per fermare «quella che rischia di essere la prima
esecuzione capitale della storia italiana». La vicepresidente dei
senatori Pdl Laura Bianconi, sottolinea il gravissimo atto «della
sentenza della Corte d’appello di Milano che ha voluto condannare a
morte un essere umano». L’onorevole Gabriella Carlucci ribadisce che «la
vita è un dono anche nella sofferenza, un atto d’amore senza confini.
Non può essere un tribunale, mai, a decidere quando comincia e quando
finisce». Infine il deputato del Popolo della Libertà Domenico Di
Virgilio si rivolge ai famigliari. «Da medico voglio dire loro che
sospendere l’idratazione e la nutrizione provoca sofferenze e un’agonia
che può durare anche due settimane».
Savino Pezzotta dell’Unione di Centro ritiene che la giustizia non abbia
il compito «di condannare una persona a morire di consunzione per fame e
per sete. Bisogna evitare il pre-cipitare degli eventi e introdurre per
vie surrettizie quanto il nostro ordinamento non contempla.».
Il compagno di partito Luca Volontè esorta a difendere e rispettare la
giovane: «Che a una certa magistratura creativa piaccia o no, siamo
infatti di fronte a una persona umana ancora viva: il suo cuore batte,
il suo cervello risponde. Il primo omicidio di Stato autorizzato può
essere ancora scongiurato». Sulla stessa linea Francesca Santolini,
responsabile politiche famigliari dell’Udc.
Dalle file del Partito democratico la prima adesione è venuta da Paola
Binetti. Per il deputato teodem Enzo Carra «la magistratura non può
sostituirsi sempre e comunque alla politica. Le sentenze e i
provvedimenti dei tribunali debbono essere assoggettati alle leggi e non
divenire fonti legislative». Donato Mosella sollecita un confronto
politico e respinge «l’introduzione di fatto dell’eutanasia in Italia
per atto burocratico ». Luigi Bobba e Marco Calgaro chiedono un
dibattito sereno «per giungere a una legislazione ragionevole e
condivisa sul testamento biologico che non metta in discussione il
diritto fondamentale alla vita».
www.informazione.it –
15 luglio 2008
Caso Eluana, Martinez (RnS):
“Nessun tribunale umano può decretare ...
Il Rinnovamento nello
Spirito Santo (RnS) condivide l’appello di Scienza e Vita contro
l’agghiacciante sentenza di morte emessa nei confronti di Eluana.
www.korazym.org – 17
luglio 2008
Eluana, l'appello di
Scienza&Vita: l'associazionismo cattolico segue unito
Diciamo no alla prima
esecuzione capitale della storia Repubblica italiana. Ancora tutti
insieme, ancora tutti d'accordo: come accadde in occasione del
referendum sulla fecondazione artificiale, anche sul caso di Eluana
Englaro la mobilitazione di Scienza & Vita raccoglie le adesioni del
mondo dell'associazionismo cattolico di base. Il documento firmato dai
due presidenti dell'associazione Bruno Dallapiccola e Maria Luisa di
Pietro è sottoscritto da un gran numero di sigle, a partire da Azione
Cattolica, Acli, Rinnovamento nello Spirito, Movimento per la vita,
Forum delle associazioni familiari.
"No alla prima esecuzione capitale della storia Repubblica italiana, no
alla sentenza di morte pronunciata da alcuni giudici italiani contro
Eluana Englaro", scrive Scienza & Vita. "In queste ore si può consumare
un terribile dramma che potrebbe restare come una macchia indelebile
sulla coscienza di tutto un popolo, quello italiano, che in tante
occasioni ha invece manifestato un amore senza confini per la vita umana
in ogni sua fase, dal concepimento e fino alla morte naturale. Fermare
la mano di chi si appresta a togliere la vita dando attuazione alla
sentenza di un tribunale - peraltro sostenuta da alcuni settori
minoritari dell'opinione pubblica e della medicina - è a questo punto un
dovere insopprimibile per tutte le coscienze libere di questo Paese". "E
lo pretende – continua Scienza e Vita - il rispetto delle stesse leggi
italiane che non ammettono l'eutanasia, tale essendo ciò che si sta per
commettere. Per questo ci rivolgiamo a tutta l'opinione pubblica, ai
mondi della cultura e della scienza, del diritto e dell'economia,
dell'informazione e del sociale perché con noi, e accanto a noi,
sappiano pronunciare un grande ' Sì' alla vita e un ' No' insuperabile
alla condanna a morte di Eluana. Chiediamo di sottoscrivere questo
nostro appello che contiamo possa essere recepito da quanti sono in
grado, attraverso gli strumenti della giustizia e della politica, di
fermare questa orribile escalation". "Invitiamo inoltre – è la
conclusione del documento - la famiglia di Eluana ad accogliere l'invito
di chi ha dichiarato di voler continuare ad assisterla amorevolmente:
altro non è che un affidamento di amore. Al tempo stesso ci impegniamo a
sostenere tutti gli sforzi per garantire la vita di Eluana".
Frattanto, mentre proseguono anche le manifestazioni (con gli inviti a
portare una depositare una bottiglia d'acqua in luoghi simbolici come il
Duomo di Milano o il Campidoglio a Roma), domenica prossima proprio
nella capitale i sacerdoti durante le messe inviteranno i fedeli a
''invocare il Signore perchè illumini le coscienze sul valore
intangibile di ogni vita umana''. Il settimanale diocesano RomaSette
riporta le ''intenzioni di preghiera' proposte dall'Ufficio Liturgico
della diocesi per la prossima messa festiva. Il testo delle preghiere
invita a ricordare soprattutto la vita nelle situazioni estreme di
sofferenza e di dolore, come nel caso di Eluana. La diocesi del papa,
recentemente passata sotto la guida del nuovo Vicario, card. Agostino
Vallini, chiede agli uomini ''profonda gratitudine per il dono della
vita'', ''soprattutto nei momenti di debolezza e fragilità''. Un'altra
delle intenzioni recita: ''Perchè le famiglie e tutta la societa'
educhino le coscienze a prendersi cura con rispetto e amore della vita
umana, dal concepimento fino alla morte naturale, preghiamo''