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RASSEGNA STAMPA

 

APCOM – 15 luglio 2008

ENGLARO/ RINNOVAMENTO SPIRITO: AGGHIACCIANTE SENTENZA DI MORTE
      Martinez: Aderiamo all'appello di Scienza e vita

Roma, 15 lug. (Apcom) - Il movimento cattolico Rinnovamento nello Spirito Santo "condivide l'appello di Scienza e Vita contro l'agghiacciante sentenza di morte emessa nei confronti di Eluana Englaro e aderisce all'appello con ferma convinzione sottoscrivendone ogni sua parte".
Il presidente nazionale, Salvatore Martinez, ribadisce: "La tradizione del nostro impegno è sempre stata a favore della vita senza condizioni e distinguo nel soccorrere ogni singolo individuo, ma anche nel contribuire ad importanti battaglie sociali e politiche che tutta la comunità cattolica italiana ha scelto di fare, a cominciare da quella a difesa della Legge 40".
"Oggi - prosegue Martinez in una nota - torna di attualità la questione della 'dolce morte'. La morte non può essere decretata da nessun tribunale umano anche se accompagnata da aggettivi accattivanti; solo la natura secondo l'ordine del Creatore può stabilire la fine della nostra esistenza.
Tutta la nazione italiana deve reagire con coraggio e determinazione perché la difesa dei piccoli e degli indifesi è la più alta espressione di civiltà per qualsiasi organizzazione umana".


ASCA – 15 luglio 2008

ELUANA: RNS, SI' APPELLO SCIENZA&VITA CONTRO 'AGGHICCIANTE' SENTENZA

(ASCA) Roma, 15 lug - Il Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS) condivide l'appello di Scienza e Vita contro la 'agghiacciante sentenza di morte emessa nei confronti di Eluana Englaro e aderisce all'appello con ferma convinzione sottoscrivendone ogni sua parte'. Lo afferma il presidente nazionale RnS, Salvatore Martinez, che da Sidney dove si trova per la Giornata mondiale della Gioventu', ribadisce: 'La tradizione del nostro impegno e' sempre stata a favore della vita senza condizioni e distinguo nel soccorrere ogni singolo individuo, ma anche nel contribuire ad importanti battaglie sociali e politiche che tutta la comunita' cattolica italiana ha scelto di fare, a cominciare da quella a difesa della Legge 40'.
'Oggi - prosegue - torna di attualita' la questione della 'dolce morte'. La morte non puo' essere decretata da nessun tribunale umano anche se accompagnata da aggettivi accattivanti; solo la natura secondo l'ordine del Creatore puo' stabilire la fine della nostra esistenza. Tutta la nazione italiana deve reagire con coraggio e determinazione perche' la difesa dei piccoli e degli indifesi e' la piu' alta espressione di civilta' per qualsiasi organizzazione umana'.


NOI PRESS – 15 luglio 2008

Caso Eluana: Martinez (RnS), nessun tribunale umano può decretare la morte

Il Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS) condivide l’appello di Scienza e Vita contro l’agghiacciante sentenza di morte emessa nei confronti di Eluana Englaro e aderisce all’appello con ferma convinzione sottoscrivendone ogni sua parte.
Il presidente nazionale RnS, Salvatore Martinez, da Sidney dove si trova per la Giornata mondiale della Gioventù, ha ribadito:
“La tradizione del nostro impegno è sempre stata a favore della vita senza condizioni e distinguo nel soccorrere ogni singolo individuo, ma anche nel contribuire ad importanti battaglie sociali e politiche che tutta la comunità cattolica italiana ha scelto di fare, a cominciare da quella a difesa della Legge 40.
Oggi torna di attualità la questione della ‘dolce morte’. La morte non può essere decretata da nessun tribunale umano anche se accompagnata da aggettivi accattivanti; solo la natura secondo l’ordine del Creatore può stabilire la fine della nostra esistenza.
Tutta la nazione italiana deve reagire con coraggio e determinazione perché la difesa dei piccoli e degli indifesi è la più alta espressione di civiltà per qualsiasi organizzazione umana”.


AVVENIRE – 16 luglio 2008

Adesione massiccia di movimenti, associazioni, politici, uomini di scienza, esponenti della società civile ma anche di tanti cittadini comuni: fermiano la mano di chi vuole togliere la vita
«No alla sentenza di morte per Eluana»
Scienza&Vita: una firma per bloccare la mano di chi vorrebbe attuare quel verdetto ingiusto

DA MILANO PAOLO LAMBRUSCHI

I l caso di Eluana ha scosso le coscienze e unito l’associazionismo cattolico. Ma il movimento che si oppone alla «condanna a morte della giovane» ieri ha fatto vedere che sta allargando i paletti. Ieri pomeriggio sul sito www.scienzaevita.org l’elenco di adesioni all’appello si è allungato in maniera impressionante. Oltre alla società civile, uomini di scienza e medicina, politici e molti semplici cittadini vogliono salvare la donna e chiedono un dibattito politico e paletti a difesa della vita.
Azione CattolicaAc chiede di fermare la mano di chi si appresta a togliere la vita dando attuazione alla sentenza di un tribunale. «Alla luce del caso – si legge nel comunicato – l’Azione Cattolica fa proprie le parole del cardinale Angelo Bagnasco, che da Sidney ha espresso da un lato sentimenti di partecipazione al dolore, di rispetto per una situazione di grandissima sofferenza, dall’altro ha evidenziato tutta la preoccupazione per un momento delicato, difficile, drammatico se si dovesse procedere a una consumazione di una vita per sentenza»
AcliL’associazione dei lavoratori cristiani ricorda l’articolo del Cardinale Tettamanzi pubblicato sabato dal nostro giornale «Le Acli – scrive la più grande associazione cattolica italiana – raccolgono e rilanciano l’intuizione del Cardinale di Milano: l’intelligenza della vita e la speranza nella vita non sono separabili». Secondo il presidente Andrea Olivero «chi sperimenta ogni giorno concretamente l’impegno nel sociale a favore delle famiglie, dei cittadini più deboli e degli emarginati, sa che rinunciare alla speranza significa rinunciare a capire la vita e ad impegnarsi per il bene».
Rinnovamento nello spirito Il presidente nazionale, Salvatore Martinez , ribadisce che la tradizione del movimento è sempre stata a favore della vita. «Ma anche nel contributo a importanti battaglie sociali e politiche che tutta la comunità cattolica italiana ha scelto di fare, a cominciare da quella a difesa della Legge 40. La morte non può essere decretata da nessun tribunale umano anche se accompagnata da aggettivi accattivanti; solo la natura secondo l’ordine del Creatore può stabilire la fi- ne della nostra esistenza. La difesa dei piccoli e degli indifesi è la più alta espressione di civiltà».
Movimento per la vitaIl presidente Carlo Casini rinnova il rispetto del dolore di una famiglia da anni sottoposta a prova terribile. «Ma abbiamo anche a cuore il destino di Eluana, che un tribunale ha deciso debba svolgere il ruolo di martire sulla strada della legalizzazione dell’eutanasia ». E dunque notano «l’ennesimo tentativo di introdurre subdolamente in Italia il diritto all’eutanasia, giacché i soliti mercanti di morte sanno che in modo diretto ed aperto non riuscirebbero a far breccia nella sensibilità diffusa del popolo italiano ». Secondo Casini, è infine necessario «porre dei paletti che, aldilà dei casi personali, possano orientare le leggi e i comportamenti della società.
Forum delle associazioni familiariIl presidente Giovanni Giacobbe denuncia i tentativi di strumentalizzazione della vicenda. «È difficile entrare nelle vicende personali se si tingono di dolore e di sofferenza. Per questo ci sembrano ancora più terribili e disumani i tentativi di strumentalizzare le sorti di Eluana Englaro. Riteniamo necessario opporsi al tentativo di introdurre in Italia l’eutanasia violando il principio dell’indisponibilità della vita umana».
Mcl Chi pensa di poter staccare la spina ad Eluana dovrebbe riflettere a quale morte atroce la si condannerebbe «con l’aggravante della crudeltà ». È il commento del presidente del Movimento cristiano lavoratori Carlo Costalli. «È inammissibile che un giudice possa impunemente avallare un atto così insensato e incivile, contrario al nostro ordinamento giuridico. Un crimine assurdo, un peso che graverebbe sulla coscienza non solo di chi arrogantemente pretende di avere potere di vita e di morte, ma su tutto il popolo italiano. Bene ha fatto il cardinal Bagnasco a ricordare che la vita è dono indisponibile e tale dovrebbe essere per tutti, non solo per i cristiani».
Coldiretti Per il presidente Sergio Marini «il caso di Eluana non può lasciarci indifferenti, sottolineiamo la nostra contrarietà alla cultura di morte, nella consapevolezza che la vita è vita anche quando è apparentemente muta». Sul sito di Scienza e Vita sono apparse inoltre le adesioni di Franco Pasquali e Vincenzo Consio, rispettivamente, coordinatore e segretario di Retinopera, del presidente dell’Ai. Bi Marco Griffini e di Antonio Gaspari, presidente dei Cristiani per l’Ambiente.
Diverse e trasversali le sottoscrizioni del mondo politico, accomunate dalle critiche alla sentenza e allo sconfinamento della magistratura in un campo politico tanto delicato.
Il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, afferma che «nessuna pratica eutanasica può avere seguito » e parla di «dibattito condizionato » da quanti parlano con troppa facilità di fine della sofferenza. Adesione convinta anche dal vicepresidente della Camera Maurizio Lupi per fermare «quella che rischia di essere la prima esecuzione capitale della storia italiana». La vicepresidente dei senatori Pdl Laura Bianconi, sottolinea il gravissimo atto «della sentenza della Corte d’appello di Milano che ha voluto condannare a morte un essere umano». L’onorevole Gabriella Carlucci ribadisce che «la vita è un dono anche nella sofferenza, un atto d’amore senza confini. Non può essere un tribunale, mai, a decidere quando comincia e quando finisce». Infine il deputato del Popolo della Libertà Domenico Di Virgilio si rivolge ai famigliari. «Da medico voglio dire loro che sospendere l’idratazione e la nutrizione provoca sofferenze e un’agonia che può durare anche due settimane».
Savino Pezzotta dell’Unione di Centro ritiene che la giustizia non abbia il compito «di condannare una persona a morire di consunzione per fame e per sete. Bisogna evitare il precipitare degli eventi e introdurre per vie surrettizie quanto il nostro ordinamento non contempla.».
Il compagno di partito Luca Volontè esorta a difendere e rispettare la giovane: «Che a una certa magistratura creativa piaccia o no, siamo infatti di fronte a una persona umana ancora viva: il suo cuore batte, il suo cervello risponde. Il primo omicidio di Stato autorizzato può essere ancora scongiurato». Sulla stessa linea Francesca Santolini, responsabile politiche famigliari dell’Udc.
Dalle file del Partito democratico la prima adesione è venuta da Paola Binetti. Per il deputato teodem Enzo Carra «la magistratura non può sostituirsi sempre e comunque alla politica. Le sentenze e i provvedimenti dei tribunali debbono essere assoggettati alle leggi e non divenire fonti legislative». Donato Mosella sollecita un confronto politico e respinge «l’introduzione di fatto dell’eutanasia in Italia per atto burocratico ». Luigi Bobba e Marco Calgaro chiedono un dibattito sereno «per giungere a una legislazione ragionevole e condivisa sul testamento biologico che non metta in discussione il diritto fondamentale alla vita».
« No alla prima esecuzione capitale della storia Repubblicana italiana. No alla sentenza di morte pronunciata da alcuni giudici italiani contro Eluana Englaro » . In queste ore si può consumare un terribile dramma che potrebbe restare come una macchia indelebile sulla coscienza di tutto un popolo, quello italiano, che in tante occasioni ha invece manifestato un amore senza confini per la vita umana in ogni sua fase, dal concepimento e fino alla morte naturale.
Fermare la mano di chi si appresta a togliere la vita dando attuazione alla sentenza di un tribunale - peraltro sostenuta da alcuni settori minoritari dell’opinione pubblica e della medicina - è a questo punto un dovere insopprimibile per tutte le coscienze libere di questo Paese. E lo pretende il rispetto delle stesse leggi italiane che non ammettono l’eutanasia, tale essendo ciò che si sta per commettere. Per questo ci rivolgiamo a tutta l’opinione pubblica, ai mondi della cultura e della scienza, del diritto e dell’economia, dell’informazione e del sociale perché con noi, e accanto a noi, sappiano pronunciare un grande ' Sì' alla vita e un ' No' insuperabile alla condanna a morte di Eluana. Chiediamo di sottoscrivere questo nostro appello che contiamo possa essere recepito da quanti sono in grado, attraverso gli strumenti della giustizia e della politica, di fermare questa orribile escalation. Invitiamo inoltre la famiglia di Eluana ad accogliere l’invito di chi ha dichiarato di voler continuare ad assisterla amorevolmente: altro non è che un affidamento di amore. Al tempo stesso ci impegniamo a sostenere tutti gli sforzi per garantire la vita di Eluana.


SIR – 16 luglio 2008

CASO ENGLARO: ADESIONI ALL’APPELLO DI “SCIENZA E VITA”

“La tradizione del nostro impegno è sempre stata a favore della vita senza condizioni e distinguo nel soccorrere ogni singolo individuo, ma anche nel contribuire ad importanti battaglie sociali e politiche che tutta la comunità cattolica ha scelto di fare, a cominciare da quello a difesa della legge 40”. Con queste parole il presidente nazionale, Salvatore Martinez, motiva da Sydney – dove si trova per la Gmg – l’adesione di Rinnovamento nello Spirito (Rns) all’appello di ”Scienza e vita” contro “l’agghiacciante sentenza di morte emessa nei confronti di Eluana Englaro”. “Oggi – prosegue Martinez – torna di attualità la questione della ‘dolce morte’”, ma “la morte non può essere decretata da nessun tribunale umano”. A mettere in guardia dai “rischi di una irreversibile deriva capace di travolgere il diritto che è a fondamento di tutti gli altri diritti” è “Scienza e vita” di Firenze, secondo la quale la sentenza della Cassazione “ha dell’assurdo tenendo conto che manca una legge in proposito e che oggi per quanto riguarda non la vita, ma un semplice bene materiale come una casa o un auto, la volontà deve passare attraverso un testamento scritto”. Inoltre, secondo la sezione fiorentina dell’associazione la sentenza della magistratura “umilia i medici che sono deputati a discernere in scienza e coscienza la linea di demarcazione tra le ragioni della vita e l’accanimento terapeutico”.


ZENIT – 15 luglio 2008

“NON SI PUÒ SPEGNERE LA VITA CON UNA SENTENZA”
     Da Sydeny il Cardinale Bagnasco ribadisce il no alla morte di Eluana

SYDNEY/ROMA, martedì, 15 luglio 2008 (ZENIT.org).- Appena arrivato a Sydney per la Giornata Mondiale della Gioventù (GMG), questo martedì, il Cardinale Angelo Bagnasco ha respinto nettamente ogni tentativo di togliere la vita a Eluana Englaro.
Nel corso di una conferenza stampa, tenutasi presso il Radisson Plaza Hotel, alla domanda su cosa pensasse della sentenza pronunciata mercoledì scorso dalla Corte d'Appello civile di Milano che autorizza a interrompere l’alimentazione e l’idratazione di Emanuela Englaro, il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) ha risposto che “è drammatico consumare una vita con una sentenza”.
In particolare il Cardinale Bagnasco ha spiegato che "anche se a tanti chilometri di distanza, purtroppo in questo momento viviamo tutti sentimenti di partecipazione, di dolore, di preoccupazione e di rispetto per una situazione di sofferenza, ma non possiamo tacere che è un momento delicato e drammatico se si dovesse procedere alla consumazione della vita con una sentenza".
Secondo il Presidente dei Vescovi Italiani, “è un momento che fa veramente preoccupare e che deve far preoccupare tutti noi e tutte le persone di buona volontà”, perché “togliere idratazione e nutrimento nel caso specifico è come togliere da mangiare e da bere a una persona che ne ha bisogno, come ne ha bisogno ognuno di noi”.
Nel frattempo in Italia, la comunità civile si sta sollevando. Giuliano Ferrara, Direttore de “il Foglio” e già autore di una mobilitazione per la moratoria sull’aborto, e Luigi Amicone, Direttore del settimanale “Tempi”, hanno proposto di raccogliere bottigliette d’acqua sul sagrato del Duomo di Milano, come gesto simbolico di chi vuole continuare a dissetare Eluana.
E già dal 14 luglio, sul sagrato del Duomo di Milano, sempre più persone lasciano una bottiglia d’acqua per Eluana.
Il Movimento per la Vita Ambrosiano ha già annunciato che giovedì 17 luglio, alle ore 18.30, porterà simbolicamente una bottiglia d'acqua sul sagrato del Duomo di Milano. Il gesto della bottiglia d’acqua verrà riproposto dal Movimento per la Vita Ambrosiano lunedì 21 luglio, alle ore 20.30, a Lecco fuori dalla clinica dov’è ricoverata Eluana e la serata avrà anche un momento di preghiera con la recita del Rosario per la Vita.
L’associazione “Scienza & Vita” ha lanciato invece un appello dal titolo “No alla condanna a morte di Eluana Englaro” su cui sta raccogliendo le firme (segreteria@scienzaevita.org; fax: 06/68195205).
L’appello dice: “No alla prima esecuzione capitale della storia Repubblicana italiana. No alla sentenza di morte pronunciata da alcuni giudici italiani contro Eluana Englaro”.
Ricordando la vocazione favorevole alla vita del popolo italiano i Presidenti dell’associazione,
Maria Luisa Di Pietro e Bruno Dalla piccola, chiedono di “fermare la mano di chi si appresta a togliere la vita dando attuazione alla sentenza di un tribunale”, perché “le stesse leggi italiane non ammettono l’eutanasia”.
Scienza & Vita si rivolge a tutta l’opinione pubblica, ai mondi della cultura e della scienza, del diritto e dell’economia, dell’informazione e del sociale perché “sappiano pronunciare un grande 'sì' alla vita e un 'no' insuperabile alla condanna a morte di Eluana”.
L’appello è rivolto anche alla famiglia di Eluana “ad accogliere l’invito di chi ha dichiarato di voler continuare ad assisterla amorevolmente”, con la garanzia che Scienza & Vita ed i firmatari dell’appello si impegnano “a sostenere tutti gli sforzi per garantire la vita di Eluana”.
Tra i primi firmatari dell’appello il Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS) che attraverso la voce del suo Presidente nazionale, Salvatore Martinez, ha ribadito che “nessun tribunale umano può decretare la morte”.
Martinez ha aggiunto che “tutta la nazione italiana deve reagire con coraggio e determinazione perché la difesa dei piccoli e degli indifesi è la più alta espressione di civiltà per qualsiasi organizzazione umana”.
Immediata anche l’adesione del Movimento per la Vita. Il Presidente Carlo Casini ha spiegato: “Rispettiamo il dolore di una famiglia da anni sottoposta ad una prova terribile. Ma abbiamo anche a cuore il destino di Eluana che un tribunale ha deciso che debba svolgere il ruolo di martire sulla strada della legalizzazione dell’eutanasia”.
Il Presidente del MpV ha precisato che “di eutanasia si tratta senza dubbio, visto che togliere i supporti alle funzioni vitali equivale a dare attivamente la morte, solo in modo ancora più crudele e disumano”.
Tra le prime adesioni anche quella dei Cristiani per l’Ambiente (www.cristianiambient.org), il cui presidente Antonio Gaspari ha scritto: “Con immenso rispetto del dolore e della sofferenza dei genitori di Eluana, per la difesa del dono unico e inestimabile della vita, nell’impegno per costruire una civiltà dell’amore, noi ci impegniamo a nutrire e dissetare ogni persona, soprattutto i più bisognosi, in particolare ci impegniamo ad amare ogni vita umana”.
Parlando anche a nome dei suoi associati il Presidente dei CpA ha commentato: “Non capiamo perché Eluana debba essere condannata a morire. In una società dove ci sono associazioni e gruppi che difendono i diritti anche dei vegetali, perché per Eluana non c’è diritto alla vita?”.
“In una società dove tanti si battono per garantire il diritto all’acqua potabile per milioni di individui, perché si vuole togliere questo diritto a Eluana?”.
“Come ci si può opporre alla tortura ed alla pena di morte se poi si intende far morire per sete e per fame un innocente?”, ha chiesto Gaspari.
Il Presidente dei CpA, citando il Cardinale Carlo Caffarra, ha sostenuto che “la civiltà cristiana, in cui noi ci riconosciamo, sottolinea che 'tutto l’universo impersonale non vale una sola persona' qualsiasi siano le sue condizioni”.
“Per questo – ha concluso Gaspari – salvare la vita di Eluana è la prova che la nostra civiltà ha ancora abbastanza umanità per non cadere nella barbarie”.


VIRGILIO NOTIZIE – 15 luglio 2008

ENGLARO/ RINNOVAMENTO SPIRITO: AGGHIACCIANTE SENTENZA DI MORTE
     Martinez: Aderiamo all'appello di Scienza e vita

Il movimento cattolico Rinnovamento nello Spirito Santo "condivide l'appello di Scienza e Vita contro l'agghiacciante sentenza di morte emessa nei confronti di Eluana Englaro e aderisce all'appello con ferma convinzione sottoscrivendone ogni sua parte".
Il presidente nazionale, Salvatore Martinez, ribadisce: "La tradizione del nostro impegno è sempre stata a favore della vita senza condizioni e distinguo nel soccorrere ogni singolo individuo, ma anche nel contribuire ad importanti battaglie sociali e politiche che tutta la comunità cattolica italiana ha scelto di fare, a cominciare da quella a difesa della Legge 40".
"Oggi - prosegue Martinez in una nota - torna di attualità la questione della 'dolce morte'. La morte non può essere decretata da nessun tribunale umano anche se accompagnata da aggettivi accattivanti; solo la natura secondo l'ordine del Creatore può stabilire la fine della nostra esistenza. Tutta la nazione italiana deve reagire con coraggio e determinazione perché la difesa dei piccoli e degli indifesi è la più alta espressione di civiltà per qualsiasi organizzazione umana".


IL FOGLIO – 16 luglio 2008

Parte la raccolta firme di Scienza e vita
     Acqua per Eluana, giovedì al Duomo. Bagnasco da Sydney: “Non possiamo tacere”
     Da Sydney il cardinale Bagnasco dice che "il caso di Eluana deve far preoccupare
     e riflettere".

Roma. In attesa dell’appuntamento di giovedì pomeriggio alle 18.30 in piazza del Duomo a Milano, dove assieme a Tempi Giuliano Ferrara lascerà la sua bottiglia d’acqua per Eluana, anche il Movimento per la vita ambrosiano ha fatto sapere che “porterà simbolicamente una bottiglia d’acqua sul sagrato, in segno di protesta contro la sentenza del tribunale di Milano” e invita a ripetere il gesto lunedì 21 luglio alle 20.30 di fronte alla clinica di Lecco dove Eluana è ricoverata. Adriano Pessina, direttore del centro di Bioetica dell’Università Cattolica di Milano, commentando l’iniziativa ha detto al Foglio: “Sono moralmente d’accordo con l’idea delle bottiglie, ma trovo una controindicazione: perché sul sagrato del Duomo e non davanti alla procura? Gli assetati del discernimento sono i nostri giudici”. Ieri il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha parlato da Sydney, dove si trova per la Giornata mondiale della gioventù, dicendo che “togliere idratazione e nutrimento a Eluana è come togliere da mangiare e da bere a una persona che ne ha bisogno. Non possiamo tacere la nostra preoccupazione se si dovesse procedere a una consumazione di una vita per una sentenza”. La replica di Beppino Englaro, padre della ragazza, è arrivata poche ore dopo: “Interrompere l’alimentazione artificiale a Eluana non è la consumazione di una vita, ma far riprendere un percorso naturale che è stato interrotto”.
Scienza e Vita ha lanciato ieri un appello per dire “no alla prima esecuzione capitale della storia repubblicana italiana, no alla sentenza di morte pronunciata da alcuni giudici italiani contro Eluana Englaro”. Raccogliendo firme all’indirizzo segreteria@scienzaevita.org, l’associazione chiede anche alla famiglia di Eluana di “accogliere l’invito di chi ha dichiarato di voler continuare ad assisterla amorevolmente: altro non è che un affidamento di amore. Al tempo stesso ci impegniamo a sostenere tutti gli sforzi per garantire la vita di Eluana”. All’appello hanno aderito molte sigle: tra queste il Forum delle Famiglie, Azione Cattolica, il Movimento per la vita, il Movimento cristiano dei lavoratori, le Acli e Rinnovamento dello Spirito. Anche molti politici di tutti gli schieramenti hanno aderito all’appello.


VITA – 16 luglio 2008

Eluana: è scontro

Da Celentano a Sofri, il caso Englaro continua a tenere banco. E i toni salgono. Sui giornali di oggi largo spazio anche crisi economica e allarme inflazione.
Rassegna stampa a cura della redazione di Vita

Sintesi di Franco Bomprezzi

Due temi di grande impatto ci guidano nella lettura dei quotidiani di oggi: il caso di Eluana Englaro e la crisi economica mondiale, con le sue conseguenze in Italia. Partiamo dalla vicenda della giovane donna in stato di coma.
Al caso Englaro il Corriere della Sera dedica le pagine 18 e 19, oltre a un titolo in prima che dà conto dell’appello del presidente dei vescovi italiani Angelo Bagnasco perché non sia spenta la vita di Eluana. Sempre dalla prima pagina parte anche una lettera aperta di Adriano Celentano intitolata “tante bottiglie d’acqua per la vita”. Eccone qualche sintetico stralcio: «la battaglia di Beppino Englaro racchiude una contraddizione spaventosa (la volontà di porre fine alla vita della figlia, dopo aver lottato per sette anni per la sua vita, ndr), ma al tempo stesso forse, il più grande gesto d’amore che un padre possa fare per una figlia...essendo credente ammiro Giuliano Ferrara per le sue bottiglie a favore della vita e spero, pur comprendendo il suo stato d’animo, signor Englaro, che le bottiglie d’acqua in piazza Duomo aumentino. Aumentino per far aumentare il dubbio. Il dubbio in coloro che credono di non avere dubbi e quindi di scartare a priori la possibilità di un’altra vita oltre quella terrena. (Se fossi il padre) la cosa che più di tutti mi domanderei: e se fossi proprio io a rattristare il suo animo, per il gesto che suo padre sta per compiere?».
Sul caso Englaro, la Repubblica apre con un titolo esplicito: “I vescovi: Eluana deve vivere. Il padre: la Chiesa stia fuori”.
Alle pagine 14 e 15, sotto il titolo complessivo “La questione etica”, tre pezzi per dar voce a tutti: “Eluana, l’anatema dei vescovi” (che riferisce l’appello del card. Bagnasco da Sydney che ha parlato di “consumazione di una vita per sentenza”), “Abbiamo solo risposto alla domanda di un padre ora deve decidere lui” (chi parla è Giuseppe Patrone, il magistrato che ha firmato la sentenza: scrivere la quale «è stato un compito ostico e ingrato ma anche una decisine alla quale non potevamo sottrarci», «Ci è stata chiesta una risposta, l’abbiamo data, e ora siamo sereni, per quanto si possa essere sereni in una situazione di questo genere»). La terza voce ovviamente è Beppino Englaro: “Da 16 anni mia figlia invasa dalle mani degli altri è ora di lasciarla in pace”: ribadisce la sua posizione (la posizione di Bagnasco è «una offesa alle istituzioni», «lei non ha e non avrà mai più coscienza di sé e del mondo esterno che la circonda», né sentirà fame o sete: «relazioni che risiedono nella parte nobile del cervello, nella corteccia cerebrale, che non esiste più... Chi parla di eutanasia o di una condanna a morire di sete dovrebbe sapere che cosa dice»)
Il commento, a pagina 33 con richiamo in prima, è di Adriano Sofri, “La legge e l’amore”: Beppino Englaro da una parte, la gerarchia cattolica dall’altra. Il primo guarda al caso specifico, la seconda alla norma generale. «sta di fatto che oggi la medicina ha saputo prolungare un’esistenza cui la “natura” avrebbe ancora poco fa posto irrimediabilmente fine»; «Che non si tratti per Eluana di “staccare la spina” ma di interrompere l‘alimentazione e l’idratazione artificiali, non è affatto una vera differenza, se non per far evocare il raccapriccio di un’agonia per fame e per sete»...
Il Giornale realizza da Airuno (Lecco) un reportage nella casa della possibile eutanasia, l'hospice Il Nespolo. Il direttore Mauro Marinari dice: «Tutto pieno, anche Eluana deve aspettare».
Ampio e articolato spazio ovviamente su Avvenire: “Bagnasco: non si consuma una vita con una sentenza”, è il titolo a p. 9. Lucia Bellaspiga riprende il monito del presidente della Cei e, di corollario, i commenti politici che lo hanno seguito. Filo conduttore dell’articolo è ribadire come la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione avvenga per la prima volta in assoluto in Italia, come si tratti del primo caso di una persona che andrebbe incontro alla morte non per sua scelta deliberata e consapevole ma sulla base di una decisione di un tribunale e come questo possa aprire le porte all’eutanasia. Ribatte Beppino Englaro: «Qui si tratta di fare in modo che la natura riprenda il suo corso, interrotto dai medici sedici anni fa. Questa situazione è stata creata clincamente e clinicamente deve essere risolta».
Un cappello della redazione, intitolato “Senza polemiche ma con chiarezza” spiega che «non è la morte che sarebbe interrotta, ma l’attenzione che le viene garantita, e quindi la sua vita». Una persona in stato vegetativo persistente è «clinicamente guarita con difetto, quindi sulla frontiera estrema della disabilità». Il concetto è ribadito anche nell’intervista ai genitori di Marcello, un ragazzo che da dieci anni è in stato vegetativo dopo una vaccinazione antiepatite fatta quando di anni ne aveva 13: «Ci fa paura, perché crea un precedente molto pericoloso, crea un vulnus nella tutela delle persone con disabilità. Visto che le difficoltà sono molte, l’attenzione deve essere costante, perché nella vita di una famiglia si arriva facilmente a momenti di disperazione».
Alessandro Maggiolini, vescovo emerito di Como, si chiede se, in parallelo con quanto è previsto da Codice di diritto canonico per l’aborto, non sono «lambiti dalla scomunica ecclesiale anche coloro che preparano l’opinione a coonestare un delitto che tale rimane, nonostante tutte le opinioni contrarie?».
Alle pp. 10-11 l’appello di Scienza&Vita, «sarebbe una vera eutanasia» a cui hanno già aderito le Acli, il Movimento per la vita, Rinnovamento nello spirito, Mcl, Coldiretti, Bobba, Pezzotta, la Binetti, Carra e Volonté. La politica intanto cerca una strada per bloccare tutto, e la soluzione sta scontro fra le competenze: Cossiga e tutti i senatori Pdl in commissione giustizia del Senato hanno depositato una mozione per chiedere l’apertura di un conflitto di attribuzioni contro la Corte di Cassazione, poiché i giudici avrebbero invaso il campo proprio della politica. Tomassini (commissione sanità) ha chiesto che la questione sia affrontata lì. Se il Senato decidesse di rivolgersi alla Corte costituzionale, il procuratore generale presso la Corte d’appello di Milano sarebbe quasi obbligato a chiedere la sospensione urgente dell’esecutività della sentenza.


AVVENIRE – 20 luglio 2008

Contro la sentenza è boom di adesioni

DA MILANO

«No alla prima esecuzione capitale della storia repubblicana italiana. No alla sentenza di morte pronunciata da alcuni giudici italiani contro Eluana Englaro». Questo l’appello lanciato dall’associazione Scienza & Vita che ha raggiunto nel giro di pochi giorni circa diecimila adesioni. Fra i firmatari moltissimi gli stranieri, soprattutto gli argentini. Anche l’Instituto de Bioetica, l’Instituto para el Matrimonio y la familia e il Foro Uca Vida y Familia della Pontificia Universidad Catòlica Argentina.
Il Movimento per la vita è fra i primi a sottoscrivere l’appello. «Rispettiamo il dolore di una famiglia da anni sottoposta ad una prova terribile – ha dichiarato il presidente Carlo Casini –. Ma abbiamo anche a cuore il destino di Eluana che un tribunale ha deciso che debba svolgere il ruolo di martire sulla stra- da della legalizzazione dell’eutanasia». Azione Cattolica ha fatto proprie le parole del cardinale Angelo Bagnasco, che da Sidney ha espresso da un lato «sentimenti di partecipazione al dolore, di rispetto per una situazione di grandissima sofferenza» dall’altro ha evidenziato tutta la «preoccupazione» per «un momento delicato, difficile, drammatico se si dovesse procedere a una consumazione di una vita per sentenza». Dunque condividendo questi sentimenti Ac ha chiesto di «fermare la mano di chi si appresta a togliere la vita dando attuazione alla sentenza di un tribunale ». Il Forum delle famiglie ha denunciato i tentativi di strumentalizzazione della vicenda. «È difficile entrare nelle vicende personali specie quando si tingono di dolore e di sofferenza – ha dichiarato il presidente Giovanni Giacobbe –. E per questo ci sembrano ancora più terribili e disumani i tentativi di strumentalizzazione che da più parti si tentano sulle sorti di Eluana Englaro». Questo per sottolineare che «la vita umana non è nella disponibilità di alcuno, né può essere resa disponibile in circostanze contingenti, per quanto drammatiche». Anche il presidente nazionale delle Acli, Associazione dei lavoratori cristiani, Andrea Olivero e la presidenza nazionale hanno aderito all’appello promosso dall’associazione nella convinzione che questa è una giusta battaglia per affermare il sì alla vita. «Le Acli – ha scritto la più grande associazione cattolica italiana – raccolgono e rilanciano l’intuizione del Cardinale di Milano: l’intelligenza della vita e la speranza nella vita non sono separabili». E il movimento cattolico Rinnovamento nello Spirito Santo ha dichiarato con il presidente nazionale Salvatore Martinez che «la morte non può essere decretata da nessun tribunale umano anche se accompagnata da aggettivi accattivanti». Le adesioni all’appello devono essere inviate all’indirizzo mail: segreteria@scienzaevita.org o via fax al numero 06/68195205.


FIDES – 21 luglio 2008

Caso Eluana: Martinez, nessun tribunale umano può decretare la morte

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www.wasalive.com  – 15 luglio 2008

Caso Eluana, Martinez (RnS): “Nessun tribunale umano può decretare ...

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Il Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS) condivide l’appello di Scienza e Vita contro l’agghiacciante sentenza di morte emessa nei confronti di Eluana ...


www.luigibobba.it  – 16 luglio 2008

"NO ALLA SENTENZA DI MORTE PER ELUANA".

Il caso di Eluana ha scosso le coscienze e unito l’associazionismo cattolico. Ma il movimento che si oppone alla «condanna a morte della giovane» ieri ha fatto vedere che sta allargando i paletti. Ieri pomeriggio sul sito www.scienzaevita.org l’elenco di adesioni all’appello si è allungato in maniera impressionante. Oltre alla società civile, uomini di scienza e medicina, politici e molti semplici cittadini vogliono salvare la donna e chiedono un dibattito politico e paletti a difesa della vita.
Azione Cattolica Ac chiede di fermare la mano di chi si appresta a togliere la vita dando attuazione alla sentenza di un tribunale. «Alla luce del caso – si legge nel comunicato – l’Azione Cattolica fa proprie le parole del cardinale Angelo Bagnasco, che da Sidney ha espresso da un lato sentimenti di partecipazione al dolore, di rispetto per una situazione di grandissima sofferenza, dall’altro ha evidenziato tutta la preoccupazione per un momento delicato, difficile, drammatico se si dovesse procedere a una consumazione di una vita per sentenza»
AcliL’associazione dei lavoratori cristiani ricorda l’articolo del Cardinale Tettamanzi pubblicato sabato dal nostro giornale «Le Acli – scrive la più grande associazione cattolica italiana – raccolgono e rilanciano l’intuizione del Cardinale di Milano: l’intelligenza della vita e la speranza nella vita non sono separabili». Secondo il presidente Andrea Olivero «chi sperimenta ogni giorno concretamente l’impegno nel sociale a favore delle famiglie, dei cittadini più deboli e degli emarginati, sa che rinunciare alla speranza significa rinunciare a capire la vita e ad impegnarsi per il bene».
Rinnovamento nello spirito. Il presidente nazionale, Salvatore Martinez, ribadisce che la tradizione del movimento è sempre stata a favore della vita. «Ma anche nel contributo a importanti battaglie sociali e politiche che tutta la comunità cattolica italiana ha scelto di fare, a cominciare da quella a difesa della Legge 40. La morte non può essere decretata da nessun tribunale umano anche se accompagnata da aggettivi accattivanti; solo la natura secondo l’ordine del Creatore può stabilire la fine della nostra esistenza. La difesa dei piccoli e degli indifesi è la più alta espressione di civiltà».
Movimento per la vita Il presidente Carlo Casini rinnova il rispetto del dolore di una famiglia da anni sottoposta a prova terribile. «Ma abbiamo anche a cuore il destino di Eluana, che un tribunale ha deciso debba svolgere il ruolo di martire sulla strada della legalizzazione dell’eutanasia ». E dunque notano «l’ennesimo tentativo di introdurre subdolamente in Italia il diritto all’eutanasia, giacché i soliti mercanti di morte sanno che in modo diretto ed aperto non riuscirebbero a far breccia nella sensibilità diffusa del popolo italiano ». Secondo Casini, è infine necessario «porre dei paletti che, aldilà dei casi personali, possano orientare le leggi e i comportamenti della società.
Forum delle associazioni familiari Il presidente Giovanni Giacobbe denuncia i tentativi di strumentalizzazione della vicenda. «È difficile entrare nelle vicende personali se si tingono di dolore e di sofferenza. Per questo ci sembrano ancora più terribili e disumani i tentativi di strumentalizzare le sorti di Eluana Englaro. Riteniamo necessario opporsi al tentativo di introdurre in Italia l’eutanasia violando il principio dell’indisponibilità della vita umana».
Mcl Chi pensa di poter staccare la spina ad Eluana dovrebbe riflettere a quale morte atroce la si condannerebbe «con l’aggravante della crudeltà ». È il commento del presidente del Movimento cristiano lavoratori Carlo Costalli. «È inammissibile che un giudice possa impunemente avallare un atto così insensato e incivile, contrario al nostro ordinamento giuridico. Un crimine assurdo, un peso che graverebbe sulla coscienza non solo di chi arrogantemente pretende di avere potere di vita e di morte, ma su tutto il popolo italiano. Bene ha fatto il cardinal Bagnasco a ricordare che la vita è dono indisponibile e tale dovrebbe essere per tutti, non solo per i cristiani».
Coldiretti Per il presidente Sergio Marini «il caso di Eluana non può lasciarci indifferenti, sottolineiamo la nostra contrarietà alla cultura di morte, nella consapevolezza che la vita è vita anche quando è apparentemente muta». Sul sito di Scienza e Vita sono apparse inoltre le adesioni di Franco Pasquali e Vincenzo Consio, rispettivamente, coordinatore e segretario di Retinopera, del presidente dell’Ai. Bi Marco Griffini e di Antonio Gaspari, presidente dei Cristiani per l’Ambiente.
Diverse e trasversali le sottoscrizioni del mondo politico, accomunate dalle critiche alla sentenza e allo sconfinamento della magistratura in un campo politico tanto delicato.
Il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, afferma che «nessuna pratica eutanasica può avere seguito » e parla di «dibattito condizionato » da quanti parlano con troppa facilità di fine della sofferenza. Adesione convinta anche dal vicepresidente della Camera Maurizio Lupi per fermare «quella che rischia di essere la prima esecuzione capitale della storia italiana». La vicepresidente dei senatori Pdl Laura Bianconi, sottolinea il gravissimo atto «della sentenza della Corte d’appello di Milano che ha voluto condannare a morte un essere umano». L’onorevole Gabriella Carlucci ribadisce che «la vita è un dono anche nella sofferenza, un atto d’amore senza confini. Non può essere un tribunale, mai, a decidere quando comincia e quando finisce». Infine il deputato del Popolo della Libertà Domenico Di Virgilio si rivolge ai famigliari. «Da medico voglio dire loro che sospendere l’idratazione e la nutrizione provoca sofferenze e un’agonia che può durare anche due settimane».
Savino Pezzotta dell’Unione di Centro ritiene che la giustizia non abbia il compito «di condannare una persona a morire di consunzione per fame e per sete. Bisogna evitare il precipitare degli eventi e introdurre per vie surrettizie quanto il nostro ordinamento non contempla.».
Il compagno di partito Luca Volontè esorta a difendere e rispettare la giovane: «Che a una certa magistratura creativa piaccia o no, siamo infatti di fronte a una persona umana ancora viva: il suo cuore batte, il suo cervello risponde. Il primo omicidio di Stato autorizzato può essere ancora scongiurato». Sulla stessa linea Francesca Santolini, responsabile politiche famigliari dell’Udc.
Dalle file del Partito democratico la prima adesione è venuta da Paola Binetti. Per il deputato teodem Enzo Carra «la magistratura non può sostituirsi sempre e comunque alla politica. Le sentenze e i provvedimenti dei tribunali debbono essere assoggettati alle leggi e non divenire fonti legislative». Donato Mosella sollecita un confronto politico e respinge «l’introduzione di fatto dell’eutanasia in Italia per atto burocratico ». Luigi Bobba e Marco Calgaro chiedono un dibattito sereno «per giungere a una legislazione ragionevole e condivisa sul testamento biologico che non metta in discussione il diritto fondamentale alla vita».
« No alla prima esecuzione capitale della storia Repubblicana italiana. No alla sentenza di morte pronunciata da alcuni giudici italiani contro Eluana Englaro » . In queste ore si può consumare un terribile dramma che potrebbe restare come una macchia indelebile sulla coscienza di tutto un popolo, quello italiano, che in tante occasioni ha invece manifestato un amore senza confini per la vita umana in ogni sua fase, dal concepimento e fino alla morte naturale.
Fermare la mano di chi si appresta a togliere la vita dando attuazione alla sentenza di un tribunale - peraltro sostenuta da alcuni settori minoritari dell’opinione pubblica e della medicina - è a questo punto un dovere insopprimibile per tutte le coscienze libere di questo Paese. E lo pretende il rispetto delle stesse leggi italiane che non ammettono l’eutanasia, tale essendo ciò che si sta per commettere. Per questo ci rivolgiamo a tutta l’opinione pubblica, ai mondi della cultura e della scienza, del diritto e dell’economia, dell’informazione e del sociale perché con noi, e accanto a noi, sappiano pronunciare un grande ’ Sì’ alla vita e un ’ No’ insuperabile alla condanna a morte di Eluana. Chiediamo di sottoscrivere questo nostro appello che contiamo possa essere recepito da quanti sono in grado, attraverso gli strumenti della giustizia e della politica, di fermare questa orribile escalation. Invitiamo inoltre la famiglia di Eluana ad accogliere l’invito di chi ha dichiarato di voler continuare ad assisterla amorevolmente: altro non è che un affidamento di amore. Al tempo stesso ci impegniamo a sostenere tutti gli sforzi per garantire la vita di Eluana.


www.cuoreimmacolato.it  – 16 luglio 2008

«No alla sentenza di morte per Eluana»

Adesione massiccia di movimenti, associazioni, politici, uomini di scienza, esponenti della società civile ma anche di tanti cittadini comuni: fermiano la mano di chi vuole togliere la vita.
Scienza&Vita: una firma per bloccare la mano di chi vorrebbe attuare quel verdetto ingiusto
Il caso di Eluana ha scosso le coscienze e unito l’associazionismo cattolico. Ma il movimento che si oppone alla «condanna a morte della giovane» ieri ha fatto vedere che sta allargando i paletti. Ieri pomeriggio sul sito www.scienzaevita.org l’elenco di adesioni all’appello si è allungato in maniera impressionante. Oltre alla società civile, uomini di scienza e medicina, politici e molti semplici cittadini vogliono salvare la donna e chiedono un dibattito politico e paletti a difesa della vita.
Azione CattolicaAc chiede di fermare la mano di chi si appresta a togliere la vita dando attuazione alla sentenza di un tribunale. «Alla luce del caso – si legge nel comunicato – l’Azione Cattolica fa proprie le parole del cardinale Angelo Bagnasco, che da Sidney ha espresso da un lato sentimenti di partecipazione al dolore, di rispetto per una situazione di grandissima sofferenza, dall’altro ha evidenziato tutta la preoccupazione per un momento delicato, difficile, drammatico se si dovesse procedere a una consumazione di una vita per sentenza»
AcliL’associazione dei lavoratori cristiani ricorda l’articolo del Cardinale Tettamanzi pubblicato sabato dal nostro giornale «Le Acli – scrive la più grande associazione cattolica italiana – raccolgono e rilanciano l’intuizione del Cardinale di Milano: l’intelligenza della vita e la speranza nella vita non sono separabili». Secondo il presidente Andrea Olivero «chi sperimenta ogni giorno concretamente l’impegno nel sociale a favore delle famiglie, dei cittadini più deboli e degli emarginati, sa che rinunciare alla speranza significa rinunciare a capire la vita e ad impegnarsi per il bene».
Rinnovamento nello spiritoIl presidente nazionale, Salvatore Martinez, ribadisce che la tradizione del movimento è sempre stata a favore della vita. «Ma anche nel contributo a importanti battaglie sociali e politiche che tutta la comunità cattolica italiana ha scelto di fare, a cominciare da quella a difesa della Legge 40. La morte non può essere decretata da nessun tribunale umano anche se accompagnata da aggettivi accattivanti; solo la natura secondo l’ordine del Creatore può stabilire la fi- ne della nostra esistenza. La difesa dei piccoli e degli indifesi è la più alta espressione di civiltà».
Movimento per la vitaIl presidente Carlo Casini rinnova il rispetto del dolore di una famiglia da anni sottoposta a prova terribile. «Ma abbiamo anche a cuore il destino di Eluana, che un tribunale ha deciso debba svolgere il ruolo di martire sulla strada della legalizzazione dell’eutanasia ». E dunque notano «l’ennesimo tentativo di introdurre subdolamente in Italia il diritto all’eutanasia, giacché i soliti mercanti di morte sanno che in modo diretto ed aperto non riuscirebbero a far breccia nella sensibilità diffusa del popolo italiano ». Secondo Casini, è infine necessario «porre dei paletti che, aldilà dei casi personali, possano orientare le leggi e i comportamenti della società.
Forum delle associazioni familiariIl presidente Giovanni Giacobbe denuncia i tentativi di strumentalizzazione della vicenda. «È difficile entrare nelle vicende personali se si tingono di dolore e di sofferenza. Per questo ci sembrano ancora più terribili e disumani i tentativi di strumentalizzare le sorti di Eluana Englaro. Riteniamo necessario opporsi al tentativo di introdurre in Italia l’eutanasia violando il principio dell’indisponibilità della vita umana».
Mcl Chi pensa di poter staccare la spina ad Eluana dovrebbe riflettere a quale morte atroce la si condannerebbe «con l’aggravante della crudeltà ». È il commento del presidente del Movimento cristiano lavoratori Carlo Costalli. «È inammissibile che un giudice possa impunemente avallare un atto così insensato e incivile, contrario al nostro ordinamento giuridico. Un crimine assurdo, un peso che graverebbe sulla coscienza non solo di chi arrogantemente pretende di avere potere di vita e di morte, ma su tutto il popolo italiano. Bene ha fatto il cardinal Bagnasco a ricordare che la vita è dono indisponibile e tale dovrebbe essere per tutti, non solo per i cristiani».
Coldiretti Per il presidente Sergio Marini «il caso di Eluana non può lasciarci indifferenti, sottolineiamo la nostra contrarietà alla cultura di morte, nella consapevolezza che la vita è vita anche quando è apparentemente muta». Sul sito di Scienza e Vita sono apparse inoltre le adesioni di Franco Pasquali e Vincenzo Consio, rispettivamente, coordinatore e segretario di Retinopera, del presidente dell’Ai. Bi Marco Griffini e di Antonio Gaspari, presidente dei Cristiani per l’Ambiente.
Diverse e trasversali le sottoscrizioni del mondo politico, accomunate dalle critiche alla sentenza e allo sconfinamento della magistratura in un campo politico tanto delicato.
Il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, afferma che «nessuna pratica eutanasica può avere seguito » e parla di «dibattito condizionato » da quanti parlano con troppa facilità di fine della sofferenza. Adesione convinta anche dal vicepresidente della Camera Maurizio Lupi per fermare «quella che rischia di essere la prima esecuzione capitale della storia italiana». La vicepresidente dei senatori Pdl Laura Bianconi, sottolinea il gravissimo atto «della sentenza della Corte d’appello di Milano che ha voluto condannare a morte un essere umano». L’onorevole Gabriella Carlucci ribadisce che «la vita è un dono anche nella sofferenza, un atto d’amore senza confini. Non può essere un tribunale, mai, a decidere quando comincia e quando finisce». Infine il deputato del Popolo della Libertà Domenico Di Virgilio si rivolge ai famigliari. «Da medico voglio dire loro che sospendere l’idratazione e la nutrizione provoca sofferenze e un’agonia che può durare anche due settimane».
Savino Pezzotta dell’Unione di Centro ritiene che la giustizia non abbia il compito «di condannare una persona a morire di consunzione per fame e per sete. Bisogna evitare il precipitare degli eventi e introdurre per vie surrettizie quanto il nostro ordinamento non contempla.».
Il compagno di partito Luca Volontè esorta a difendere e rispettare la giovane: «Che a una certa magistratura creativa piaccia o no, siamo infatti di fronte a una persona umana ancora viva: il suo cuore batte, il suo cervello risponde. Il primo omicidio di Stato autorizzato può essere ancora scongiurato». Sulla stessa linea Francesca Santolini, responsabile politiche famigliari dell’Udc.
Dalle file del Partito democratico la prima adesione è venuta da Paola Binetti. Per il deputato teodem Enzo Carra «la magistratura non può sostituirsi sempre e comunque alla politica. Le sentenze e i provvedimenti dei tribunali debbono essere assoggettati alle leggi e non divenire fonti legislative». Donato Mosella sollecita un confronto politico e respinge «l’introduzione di fatto del-l’eutanasia in Italia per atto burocratico ». Luigi Bobba e Marco Calgaro chiedono un dibattito sereno «per giungere a una legislazione ragionevole e condivisa sul testamento biologico che non metta in discussione il diritto fondamentale alla vita».
« No alla prima esecuzione capitale della storia Repubblicana italiana. No alla sentenza di morte pronunciata da alcuni giudici italiani contro Eluana Englaro » . In queste ore si può consumare un terribile dramma che potrebbe restare come una macchia indelebile sulla coscienza di tutto un popolo, quello italiano, che in tante occasioni ha invece manifestato un amore senza confini per la vita umana in ogni sua fase, dal concepimento e fino alla morte naturale.
Fermare la mano di chi si appresta a togliere la vita dando attuazione alla sentenza di un tribunale - peraltro sostenuta da alcuni settori minoritari dell’opinione pubblica e della medicina - è a questo punto un dovere insopprimibile per tutte le coscienze libere di questo Paese. E lo pretende il rispetto delle stesse leggi italiane che non ammettono l’eutanasia, tale essendo ciò che si sta per commettere. Per questo ci rivolgiamo a tutta l’opinione pubblica, ai mondi della cultura e della scienza, del diritto e dell’economia, dell’informazione e del sociale perché con noi, e accanto a noi, sappiano pronunciare un grande ' Sì' alla vita e un ' No' insuperabile alla condanna a morte di Eluana. Chiediamo di sottoscrivere questo nostro appello che contiamo possa essere recepito da quanti sono in grado, attraverso gli strumenti della giustizia e della politica, di fermare questa orribile escalation. Invitiamo inoltre la famiglia di Eluana ad accogliere l’invito di chi ha dichiarato di voler continuare ad assisterla amorevolmente: altro non è che un affidamento di amore. Al tempo stesso ci impegniamo a sostenere tutti gli sforzi per garantire la vita di Eluana.


www.raulken.it  – 15 luglio 2008

Caso Eluana, Martinez (RnS): “Nessun tribunale umano può decretare la morte”

Il Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS) condivide l’appello di Scienza e Vita contro l’agghiacciante sentenza di morte emessa nei confronti di Eluana Englaro e aderisce all’appello con ferma convinzione sottoscrivendone ogni sua parte.
Il presidente nazionale RnS, Salvatore Martinez, da Sidney dove si trova per la Giornata mondiale della Gioventù, ha ribadito:
“La tradizione del nostro impegno è sempre stata a favore della vita senza condizioni e distinguo nel soccorrere ogni singolo individuo, ma anche nel contribuire ad importanti battaglie sociali e politiche che tutta la comunità cattolica italiana ha scelto di fare, a cominciare da quella a difesa della Legge 40”.
“Oggi- prosegue- torna di attualità la questione della ‘dolce morte’. La morte non può essere decretata da nessun tribunale umano anche se accompagnata da aggettivi accattivanti; solo la natura secondo l’ordine del Creatore può stabilire la fine della nostra esistenza”.
“Tutta la nazione italiana – conclude- deve reagire con coraggio e determinazione perché la difesa dei piccoli e degli indifesi è la più alta espressione di civiltà per qualsiasi organizzazione umana”.


www.graciete.it  – 16 luglio 2008

Movimenti, carismi diversi, associazioni, partiti, ecc. tutti con un unico grido
     Sì alla vita, No alla morte di Eluana

Il caso di Eluana ha scosso le coscienze e unito l’associazionismo cattolico. Ma il movimento che si oppone alla «condanna a morte della giovane» ieri ha fatto vedere che sta allargando i paletti. Ieri pomeriggio sul sito www.scienzaevita.org l’elenco di adesioni all’appello si è allungato in maniera impressionante. Oltre alla società civile, uomini di scienza e medicina, politici e molti semplici cittadini vogliono salvare la donna e chiedono un dibattito politico e paletti a difesa della vita.
Azione Cattolica AC chiede di fermare la mano di chi si appresta a togliere la vita dando attuazione alla sentenza di un tribunale. «Alla luce del caso – si legge nel comunicato – l’Azione Cattolica fa proprie le parole del cardinale Angelo Bagnasco, che da Sidney ha espresso da un lato sentimenti di partecipazione al dolore, di rispetto per una situazione di grandissima sofferenza, dall’altro ha evidenziato tutta la preoccupazione per un momento delicato, difficile, drammatico se si dovesse procedere a una consumazione di una vita per sentenza»
Acli L’associazione dei lavoratori cristiani ricorda l’articolo del Cardinale Tettamanzi pubblicato sabato dal nostro giornale «Le Acli – scrive la più grande associazione cattolica italiana – raccolgono e rilanciano l’intuizione del Cardinale di Milano: l’intelligenza della vita e la speranza nella vita non sono separabili». Secondo il presidente Andrea Olivero «chi sperimenta ogni giorno concretamente l’impegno nel sociale a favore delle famiglie, dei cittadini più deboli e degli emarginati, sa che rinunciare alla speranza significa rinunciare a capire la vita e ad impegnarsi per il bene».
Rinnovamento nello spirito Il presidente nazionale, Salvatore Martinez, ribadisce che la tradizione del movimento è sempre stata a favore della vita. «Ma anche nel contributo a importanti battaglie sociali e politiche che tutta la comunità cattolica italiana ha scelto di fare, a cominciare da quella a difesa della Legge 40. La morte non può essere decretata da nessun tribunale umano anche se accompagnata da aggettivi accattivanti; solo la natura secondo l’or-dine del Creatore può stabilire la fine della nostra esistenza. La difesa dei piccoli e degli indifesi è la più alta espressione di civiltà».
Movimento per la vita Il presidente Carlo Casini rinnova il rispetto del dolore di una famiglia da anni sottoposta a prova terribile. «Ma abbiamo anche a cuore il destino di Eluana, che un tribunale ha deciso debba svolgere il ruolo di martire sulla strada della legalizzazione dell’eu-tanasia ». E dunque notano «l’ennesimo tentativo di introdurre subdolamente in Italia il diritto all’eutanasia, giacché i soliti mercanti di morte sanno che in modo diretto ed aperto non riuscirebbero a far breccia nella sensibilità diffusa del popolo italiano ». Secondo Casini, è infine necessario «porre dei paletti che, aldilà dei casi personali, possano orientare le leggi e i comportamenti della società.
Forum delle associazioni familiari Il presidente Giovanni Giacobbe denuncia i tentativi di strumentalizzazione della vicenda. «È difficile entrare nelle vicende personali se si tingono di dolore e di sofferenza. Per questo ci sembrano ancora più terribili e disumani i tentativi di stru-mentalizzare le sorti di Eluana Englaro. Riteniamo necessario opporsi al tentativo di introdurre in Italia l’eutanasia violando il principio dell’indisponibilità della vita umana».
Mcl Chi pensa di poter staccare la spina ad Eluana dovrebbe riflettere a quale morte atroce la si condannerebbe «con l’aggravante della crudeltà ». È il commento del presidente del Movimento cristiano lavoratori Carlo Costalli. «È inammissibile che un giudice possa impunemente avallare un atto così insensato e incivile, contrario al nostro ordinamento giuridico. Un crimine assurdo, un peso che graverebbe sulla coscienza non solo di chi arrogantemente pretende di avere potere di vita e di morte, ma su tutto il popolo italiano. Bene ha fatto il cardinal Bagnasco a ricordare che la vita è dono indisponibile e tale dovrebbe essere per tutti, non solo per i cristiani».
Coldiretti Per il presidente Sergio Marini «il caso di Eluana non può lasciarci indifferenti, sottolineiamo la nostra contrarietà alla cultura di morte, nella consapevolezza che la vita è vita anche quando è apparentemente muta». Sul sito di Scienza e Vita sono apparse inoltre le adesioni di Franco Pasquali e Vincenzo Consio, rispettivamente, coordinatore e segretario di Retinopera, del presidente dell’Ai. Bi Marco Griffini e di Antonio Gaspari, presidente dei Cristiani per l’Ambiente.
Diverse e trasversali le sottoscrizioni del mondo politico, accomunate dalle critiche alla sentenza e allo sconfinamento della magistratura in un campo politico tanto delicato.
Il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, afferma che «nessuna pratica eutanasica può avere seguito » e parla di «dibattito condizionato » da quanti parlano con troppa facilità di fine della sofferenza. Adesione convinta anche dal vicepresidente della Camera Maurizio Lupi per fermare «quella che rischia di essere la prima esecuzione capitale della storia italiana». La vicepresidente dei senatori Pdl Laura Bianconi, sottolinea il gravissimo atto «della sentenza della Corte d’appello di Milano che ha voluto condannare a morte un essere umano». L’onorevole Gabriella Carlucci ribadisce che «la vita è un dono anche nella sofferenza, un atto d’amore senza confini. Non può essere un tribunale, mai, a decidere quando comincia e quando finisce». Infine il deputato del Popolo della Libertà Domenico Di Virgilio si rivolge ai famigliari. «Da medico voglio dire loro che sospendere l’idratazione e la nutrizione provoca sofferenze e un’agonia che può durare anche due settimane».
Savino Pezzotta dell’Unione di Centro ritiene che la giustizia non abbia il compito «di condannare una persona a morire di consunzione per fame e per sete. Bisogna evitare il pre-cipitare degli eventi e introdurre per vie surrettizie quanto il nostro ordinamento non contempla.».
Il compagno di partito Luca Volontè esorta a difendere e rispettare la giovane: «Che a una certa magistratura creativa piaccia o no, siamo infatti di fronte a una persona umana ancora viva: il suo cuore batte, il suo cervello risponde. Il primo omicidio di Stato autorizzato può essere ancora scongiurato». Sulla stessa linea Francesca Santolini, responsabile politiche famigliari dell’Udc.
Dalle file del Partito democratico la prima adesione è venuta da Paola Binetti. Per il deputato teodem Enzo Carra «la magistratura non può sostituirsi sempre e comunque alla politica. Le sentenze e i provvedimenti dei tribunali debbono essere assoggettati alle leggi e non divenire fonti legislative». Donato Mosella sollecita un confronto politico e respinge «l’introduzione di fatto dell’eutanasia in Italia per atto burocratico ». Luigi Bobba e Marco Calgaro chiedono un dibattito sereno «per giungere a una legislazione ragionevole e condivisa sul testamento biologico che non metta in discussione il diritto fondamentale alla vita».


www.informazione.it  – 15 luglio 2008

Caso Eluana, Martinez (RnS): “Nessun tribunale umano può decretare ...

Il Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS) condivide l’appello di Scienza e Vita contro l’agghiacciante sentenza di morte emessa nei confronti di Eluana.


www.korazym.org  – 17 luglio 2008

Eluana, l'appello di Scienza&Vita: l'associazionismo cattolico segue unito

Diciamo no alla prima esecuzione capitale della storia Repubblica italiana. Ancora tutti insieme, ancora tutti d'accordo: come accadde in occasione del referendum sulla fecondazione artificiale, anche sul caso di Eluana Englaro la mobilitazione di Scienza & Vita raccoglie le adesioni del mondo dell'associazionismo cattolico di base. Il documento firmato dai due presidenti dell'associazione Bruno Dallapiccola e Maria Luisa di Pietro è sottoscritto da un gran numero di sigle, a partire da Azione Cattolica, Acli, Rinnovamento nello Spirito, Movimento per la vita, Forum delle associazioni familiari.
"No alla prima esecuzione capitale della storia Repubblica italiana, no alla sentenza di morte pronunciata da alcuni giudici italiani contro Eluana Englaro", scrive Scienza & Vita. "In queste ore si può consumare un terribile dramma che potrebbe restare come una macchia indelebile sulla coscienza di tutto un popolo, quello italiano, che in tante occasioni ha invece manifestato un amore senza confini per la vita umana in ogni sua fase, dal concepimento e fino alla morte naturale. Fermare la mano di chi si appresta a togliere la vita dando attuazione alla sentenza di un tribunale - peraltro sostenuta da alcuni settori minoritari dell'opinione pubblica e della medicina - è a questo punto un dovere insopprimibile per tutte le coscienze libere di questo Paese". "E lo pretende – continua Scienza e Vita - il rispetto delle stesse leggi italiane che non ammettono l'eutanasia, tale essendo ciò che si sta per commettere. Per questo ci rivolgiamo a tutta l'opinione pubblica, ai mondi della cultura e della scienza, del diritto e dell'economia, dell'informazione e del sociale perché con noi, e accanto a noi, sappiano pronunciare un grande ' Sì' alla vita e un ' No' insuperabile alla condanna a morte di Eluana. Chiediamo di sottoscrivere questo nostro appello che contiamo possa essere recepito da quanti sono in grado, attraverso gli strumenti della giustizia e della politica, di fermare questa orribile escalation". "Invitiamo inoltre – è la conclusione del documento - la famiglia di Eluana ad accogliere l'invito di chi ha dichiarato di voler continuare ad assisterla amorevolmente: altro non è che un affidamento di amore. Al tempo stesso ci impegniamo a sostenere tutti gli sforzi per garantire la vita di Eluana".
Frattanto, mentre proseguono anche le manifestazioni (con gli inviti a portare una depositare una bottiglia d'acqua in luoghi simbolici come il Duomo di Milano o il Campidoglio a Roma), domenica prossima proprio nella capitale i sacerdoti durante le messe inviteranno i fedeli a ''invocare il Signore perchè illumini le coscienze sul valore intangibile di ogni vita umana''. Il settimanale diocesano RomaSette riporta le ''intenzioni di preghiera' proposte dall'Ufficio Liturgico della diocesi per la prossima messa festiva. Il testo delle preghiere invita a ricordare soprattutto la vita nelle situazioni estreme di sofferenza e di dolore, come nel caso di Eluana. La diocesi del papa, recentemente passata sotto la guida del nuovo Vicario, card. Agostino Vallini, chiede agli uomini ''profonda gratitudine per il dono della vita'', ''soprattutto nei momenti di debolezza e fragilità''. Un'altra delle intenzioni recita: ''Perchè le famiglie e tutta la societa' educhino le coscienze a prendersi cura con rispetto e amore della vita umana, dal concepimento fino alla morte naturale, preghiamo''


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