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RASSEGNA STAMPA

 


IL VELINO - 29 agosto 2009

Boffo, RnS: subisce un ingiusto impeto vendicativo

Roma, 29 AGO (Velino) - Il presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), Salvatore Martinez, ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Esprimiamo cristiana e fraterna vicinanza al direttore del quotidiano Avvenire, Dino Boffo, che paga il fio della verita' e dell'onesta' intellettuale subendo un ingiusto impeto vendicativo, che lusinga la coscienza pubblica all'insegna di un volgare e inverosimile 'tutti peccatori, tutti zitti'.
Chi si esercita nell'arte di dire la verita' non puo'
dimenticare che essa deve sempre produrre un aumento di bene per tutti e non un male contro qualcuno, altrimenti la 'moralita' si tramuta in 'moralismo'. È grave che chi, come Boffo, oggi ha il coraggio di ricordare che non si puo'
piu' rinunziare ad un'etica delle virtu', venga umiliato da un protezionismo melanconico ed egoistico. Il nostro Paese ha bisogno di altro slancio verso la verita', con una passione umile e una ricerca del vero di cui il direttore Boffo ha dato sin qui prova, umanamente e professionalmente".


ANSA – 29 agosto 2009

BOFFO:BAGNASCO ROMPE SILENZIO; ATTACCO GRAVE,DISGUSTOSO/ANSA SALE LIVELLO SCONTRO CEI-GIORNALE.FELTRI 'NON PENTITO' VA AVANTI

(di Nina Fabrizio)

All’indomani dell’incontro saltato tra il premier Silvio Berlusconi e il segretario di stato vaticano, Tarcisio Bertone, la ferita aperta tra la Chiesa e il governo dall’attacco del Giornale di Feltri al direttore dell’Avvenire, Dino Boffo, si fa ancora piu’ profonda, come chiarisce di buon mattino il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco.
Rompendo un silenzio di 24 ore, il capo dei vescovi italiani non ha avuto esitazioni di fronte ai giornalisti, incontrati prima di celebrare la messa per la festa del santuario della Madonna della Guardia, e ha lanciato il suo affondo. ’L’attacco che e’ stato fatto al dott. Boffo e’ un fatto disgustoso e molto grave’, ha scandito Bagnasco, aggiungendo subito di rinnovare al direttore di Avvenire ’tutta la stima e la fiducia mia personale e quella di tutti i vescovi italiani e delle Comunita’ cristiane’. Un attestato di solidarieta’ gia’ espresso ieri a caldo dalla Cei e fatto proprio oggi da molte altre voci cattoliche. Solidarieta’ a Boffo in coro e’ arrivata da Comunione e Liberazione dal Meeting di Rimini, dall’associazione Scienza e Vita, da Rinnovamento nello Spirito, dall’Azione cattolica, dal vescovo di Palestrina e segretario della Commissione migranti della Cei, mons. Domenico Sigalini, la diocesi di Treviso.
Un’alzata di scudi attorno al direttore del quotidiano di proprieta’ della Chiesa cattolica che non fa breccia pero’ nella sede del Giornale. Anzi, il direttore Feltri, dalle pagine del suo quotidiano, ha annunciato chiaramente di non voler fare marcia indietro dopo aver provocato, con le ’rivelazioni’ sul
direttore di Avvenire apparse ieri, uno scontro tra Chiesa e governo. ’Non sono affatto pentito di aver divulgato la notizia su Boffo’, ha scritto in un editoriale di prima pagina. Anzi, ha aggiunto a mo’ di avvertimento, ’finche’ i moralisti speculeranno su cio’ che succede sotto le lenzuola altrui, noi
ficcheremo il naso (turandocelo) sotto le loro’.
Dalle parole di Feltri al silenzio del premier. Il presidente del Consiglio, che ieri si era dissociato dall’iniziativa perche’ contrario a qualsiasi ingerenza nella privacy di chicchessia, oggi non si e’ pronunciato sulla vicenda. Il quotidiano della Santa Sede, l’ Osservatore romano, sul caso Boffo non interviene con articoli ne’ commenti ma, significativamente, rilancia l’affondo di Bagnasco gia’ diffuso
dalle agenzie in mattinata. Chi ha voluto invece dire la sua, rompendo una abituale riservatezza, e’ stato l’arcivescovo di Firenze, mons. Giuseppe Betori, che, secondo il Giornale, insieme ai cardinali Camillo Ruini e Dionigi Tettamanzi, avrebbe ’saputo’ e ’coperto’ i comportamenti privati di Boffo. I
fogli anonimi ’che circolano in questi giorni, assurti al rango di ’informativa’, li ho sempre ritenuti - come ogni missiva anonima - degni del cestino della spazzatura, quella spazzatura da cui provengono e devono tornare’, ha replicato l’arcivescovo.
Nei rapporti tra il premier Berlusconi e le gerarchie cattoliche si prefigura un percorso in salita. ’Il fossato scavato e’ profondo’, spiega da Oltretevere un alto prelato che vuole restare anonimo ..
Intanto dalla Chiesa continuano ad arrivare richiami sullo stile di vita dei politici . ’La generazione dei comportamenti etici’ e ’l’esempio negativo offerto da figure di spicco della vita sociale e politica, sono una seria minaccia alla formazione dei giovani’, ha ammonito oggi mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto e presidente della Commissione episcopale per la dottrina della fede. (ANSA).
 


ANSA - 29 agosto 2009

BOFFO: RINNOVAMENTO SPIRITO, PAGA SUA ONESTA' INTELLETTUALE

’Esprimiamo cristiana e fraterna vicinanza al direttore del quotidiano Avvenire, Dino Boffo, che paga il fio della verita’ e dell’onesta’
intellettuale subendo un ingiusto impeto vendicativo, che lusinga la coscienza pubblica all’insegna di un volgare e inverosimile ’tutti peccatori, tutti zitti’’. E’ la solidarieta’ espressa al direttore del quotidiano della Cei dal presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo, Salvatore Martinez.
In un comunicato, Martinez ha aggiunto che ’e’ grave che chi, come Boffo, oggi ha il coraggio di ricordare che non si puo’ piu’ rinunziare ad un’etica delle virtu’, venga umiliato da un protezionismo melanconico ed egoistico’.
’Il nostro Paese - conclude - ha bisogno di altro slancio verso la verita’, con una passione umile e una ricerca del vero di cui il direttore Boffo ha dato sin qui prova, umanamente e professionalmente’.


AGI - 29 agosto 2009

FELTRI-AVVENIRE:RNS, SI VUOL DIRE TUTTI PECCATORI,TUTTI ZITTI

Dietro l’attacco al direttore di Avvenire c’e’ un tentativo di lusingare la coscienza pubblica "all’insegna di un volgare e inverosimile ’tutti peccatori, tutti zitti’". Lo afferma Salvatore Martinez, presidente del Rinnovamento nello Spirito, per il quale "e’ grave che chi, come Dino Boffo, ha il coraggio di ricordare che non si puo’
piu’ rinunziare ad un’etica delle virtu’, venga umiliato da un protezionismo melanconico ed egoistico". "Il nostro Paese - conclude Martinez - ha bisogno di altro slancio verso la verita’, con una passione umile e una ricerca del vero di cui il direttore Boffo ha dato sin qui prova, umanamente e professionalmente". (AGI)


AVVENIRE – 30 agosto 2009

L’arcivescovo Betori: «La spazzatura torni alla spazzatura»

Il presule conferma «stima e fiducia» al direttore Boffo, al quale sono arrivate espressioni di solidarietà da associazioni e movimenti ecclesiali, oltre che da tanta parte del mondo politico

DA ROMA ROBERTO I. Z ANINI

« Degno del cestino della spazzatura». Sono le parole con le quali l’ex segretario generale della Conferenza episcopale italiana, ora arcivescovo di Firenze, monsignor Giuseppe Betori , esprime il suo giudizio su quanto scritto e detto sul conto del direttore di
Avvenire Dino Boffo. Allo stesso modo il presidente del Senato Renato Schifani, nell’offrire solidarietà, invita tutti ad «abbassare i toni e raggelare un clima troppo esasperato». «Quale sia la mia stima e fiducia nei confronti di Dino Boffo – ha sottolineato monsignor Betori – lo mostra la collaborazione con lui instaurata negli anni del mio servizio alla Cei. Quanto ai fogli anonimi che circolano in questi giorni, assurti al rango di 'informativa', li ho sempre ritenuti, come ogni missiva anonima, degni del cestino della spazzatura, quella spazzatura da cui provengono e devono tornare ». Argomentazioni severe, così come è affettuosa la solidarietà della diocesi di Treviso che «conferma fiducia, stima e vicinanza a Dino Boffo che in questa diocesi ha lungamente operato». Quindi auspica il pronto ritorno a «una informazione corretta e serena che aiuti a cogliere la verità e non semini veleni». A fronte del perdurare della campagna diffamatoria del Giornale, sono sempre più numerose le manifestazioni di solidarietà che pervengono alla redazione di Avvenire.
Sentito il messaggio di «cristiana a fraterna vicinanza » del presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Sant0, Salvatore Martinez , per il quale «Dino Boffo paga il fio della verità e dell’onestà intellettuale subendo un ingiusto impeto vendicativo, che lusinga la coscienza pubblica all’insegna di un volgare e inverosimile 'tutti peccatori, tutti zitti'».
Anche il presidente di Azione Cattolica , Franco Miano, sottolinea di essere «stupito di fronte ad attacchi così gravi e pretestuosi» e chiede di «fare un passo indietro a un certo giornalismo e a una certa politica». Il presidente delle Acli , Andrea Olivero, esprime «vicinanza», ricordando che «l’associazionismo cattolico sarà a fianco di Avvenire ancor più ora che è evidente la volontà intimidatoria». Analogamente il presidente del Forum delle famiglie, Francesco Belletti, garantisce «la vicinanza delle 50 associazioni del Forum, che rappresentano gran parte dell’associazionismo cattolico».
Amicizia e solidarietà anche dagli organizzatori del Meeting di Rimini , per i quali l’iniziativa di Feltri mostra «mancanza di rispetto per la persona, ridotta a pretesto per una lotta politica. Così si perde sia il valore della persona che quello della politica ». L’ Associazione
Scienza e Vita , con i suoi presidenti Bruno Dallapiccola e Lucio Romano, rileva come Boffo sia sempre stato «un coraggioso alleato nelle grandi battaglie in difesa della vita. Di lui abbiamo sempre apprezzato le capacità professionali e le doti di prudenza ed equilibrio ». «Piena solidarietà e immutata fiducia» dall’agenzia cattolica di informazione Sir e dalla Federazione dei settimanali diocesani .
Dal mondo politico, dicevamo, è da rilevare l’invito ad «abbassare i toni e raggelare il clima» del presidente del Senato Schifani, anche perché «è questo che vogliono i cittadini italiani». Telefonata di solidarietà anche dall’ex ministro dell’Interno e presidente della Commissione Antimafia Beppe Pisanu e dalla sua signora. Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ricorda di aver espresso solidarietà a Boffo perché «non sempre ne condivido le idee ma lo rispetto ». Indignato Fabio Porta del Pd. «Fraternamente solidale » Pierluigi Castagnetti. Per Luigi Bobba del Pd siamo di fronte a «un’autentica porcheria» nei confronti di Boffo «voce libera».
Solidarietà e amicizia anche da Franco Vaccari di Rondine (Arezzo) , dal giornalista Vittorio Citterich e dall’ufficio di presidenza dell’ Associazione Dossetti . Ribadita solidarietà a Boffo per «l’attacco incredibile e inqualificabile » arriva anche dalle colonne dell’Unione Sarda
e di Prima Comunicazione a firma del segretario della Fnsi Franco Siddi.


VIVIENNA – 29 agosto 2009

Martinez (RnS): solidarietà a Boffo, direttore Avvenire

Il presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), l’ennese Salvatore Martinez, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Esprimiamo cristiana e fraterna vicinanza al direttore del quotidiano Avvenire, Dino Boffo, che paga il fio della verità e dell’onestà intellettuale subendo un ingiusto impeto vendicativo, che lusinga la coscienza pubblica all’insegna di un volgare e inverosimile ‘tutti peccatori, tutti zitti’.

Chi si esercita nell’arte di dire la verità non può dimenticare che essa deve sempre produrre un aumento di bene per tutti e non un male contro qualcuno, altrimenti la ‘moralità’ si tramuta in ‘moralismo'.

È grave che chi, come Boffo, oggi ha il coraggio di ricordare che non si può più rinunziare ad un’etica delle virtù, venga umiliato da un protezionismo melanconico ed egoistico. Il nostro Paese ha bisogno di altro slancio verso la verità, con una passione umile e una ricerca del vero di cui il direttore Boffo ha dato sin qui prova, umanamente e professionalmente”.


ADNKRONOS – 29 agosto 2009

EDITORIA: MARTINEZ, SOLIDARIETA' A DIRETTORE BOFFO

Roma, 29 ago. - (Adnkronos) - ’Esprimiamo cristiana e fraterna vicinanza al direttore del quotidiano ’Avvenire’ Dino Boffo, che paga il fio della verita’ e dell’onesta’ intellettuale subendo un ingiusto
impeto vendicativo, che lusinga la coscienza pubblica all’insegna di un volgare e inverosimile ’tutti peccatori, tutti zitti’’. Lo dichiara in una nota Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo.

’Chi si esercita nell’arte di dire la verita’ - continua - non puo’ dimenticare che essa deve sempre produrre un aumento di bene per tutti e non un male contro qualcuno, altrimenti la ’moralita’ si
tramuta in ’moralismo’’.

’E’ grave che chi, come Boffo, oggi ha il coraggio di ricordare che non si puo’ piu’ rinunziare a un’etica delle virtu’, venga umiliato da un protezionismo melanconico ed egoistico. Il nostro Paese
ha bisogno di altro slancio verso la verita’, con una passione umile e una ricerca del vero di cui il direttore Boffo ha dato sin qui prova, umanamente e professionalmente’, conclude Martinez.


IL GIORNALE DI VICENZA, L’ARENA, BRESCIA OGGI – 30 agosto 2009

Bagnasco: «Un attacco disgustoso e grave»

IL CASO POLITICO. Il presidente della Cei interviene a difesa del direttore di «Avvenire» attaccato da «Il Giornale». Solidarietà anche da altre voci cattoliche
Berlusconi cerca di ricucire i rapporti con la chiesa Immigrati, Bossi e Calderoli in Vaticano: «Per chiarire»

All'indomani dell'incontro saltato tra il premier Silvio Berlusconi e il segretario di Stato vaticano, Tarcisio Bertone, la ferita aperta tra la Chiesa e il governo dall'attacco del «Giornale» di Feltri al direttore dell'«Avvenire», Dino Boffo, si fa ancora più profonda, come chiarisce il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco.
Rompendo un silenzio di 24 ore, il capo dei vescovi italiani non ha avuto esitazioni di fronte ai giornalisti, incontrati prima di celebrare la messa per la festa del santuario della Madonna della Guardia a Genova, e ha lanciato il suo affondo: «L'attacco che è stato fatto al dott. Boffo è un fatto disgustoso e molto grave», ha scandito Bagnasco, aggiungendo subito di rinnovare al direttore di «Avvenire» «tutta la stima e la fiducia mia personale e quella di tutti i vescovi italiani e delle Comunità cristiane».
Attestati di solidarietà anche da molte altre voci cattoliche. Solidarietà a Boffo in coro è arrivata da Comunione e liberazione dal Meeting di Rimini, dall'associazione Scienza e Vita, da Rinnovamento nello Spirito, dall'Azione cattolica, dal vescovo di Palestrina e segretario della Commissione migranti della Cei, mons. Domenico Sigalini, dalla diocesi di Treviso.
Rompendo una abituale riservatezza, è intervenuto l'arcivescovo di Firenze, mons. Giuseppe Betori, che, secondo il «Giornale», insieme ai cardinali Camillo Ruini e Dionigi Tettamanzi, avrebbe «saputo» e «coperto» i comportamenti privati di Boffo. I fogli anonimi «che circolano in questi giorni, assurti al rango di "informativa", li ho sempre ritenuti degni del cestino della spazzatura, quella da cui provengono e dove devono tornare», ha replicato l'arcivescovo.
Nei rapporti tra il premier Berlusconi e le gerarchie cattoliche si prefigura un percorso in salita. «Il fossato scavato è profondo», spiega da Oltretevere un alto prelato. Il premier, che subito si era dissociato dall'iniziativa del «Giornale» perché contrario a qualsiasi ingerenza nella privacy di chicchessia, ieri non si è pronunciato sulla vicenda. Ma i contatti con Oltretevere sono continuati, come si sottolinea negli ambienti parlamentari di centrodestra, come pure il pressing sugli alleati del Carroccio. Una strategia che in serata ha portato un primo risultato concreto, con il leader della Lega, Umberto Bossi, che dice che è il momento di un chiarimento e che incontrerà le gerarchie ecclesiastiche vaticane, in seguito alle polemiche riguardo le politiche dell'immigrazione: «Andrò in Vaticano con Calderoli. Ci andrò per ricordare che la nostra matrice è cristiana-cattolica. La Lega è l'unico partito che ha veramente radici cristiane». Dimenticando che Calderoli si sposò con rito celtico.
Due le strade potenzialmente percorribili per Berlusconi: quella che punta su un lento lavorio delle diplomazie, caldeggiata da Gianni Letta, e quella, caldeggiata da una minoranza all'interno del Pdl, di procedere con determinazione, contrattaccando su tutti i fronti, Vaticano incluso.
Calderoli intanto, pur chiamandosi fuori dalla vicenda («Non voglio nemmeno di striscio inserirmi nella ridda di accuse e prese di posizione») afferma che «ormai non siamo più davanti alla informazione e alla sua libertà di espressione, siamo davanti al tentativo di condizionare il pensiero della gente in una guerra senza senso che ci preoccupa, tanto da far riflettere se sia giusto che si spenda denaro pubblico per aiutare un'editoria che non ha più editori puri». «Credo che un richiamo del Capo dello Stato sarebbe davvero utile». Intanto dalla Chiesa continuano ad arrivare richiami sullo stile di vita dei politici. «La degenerazione dei comportamenti etici» e «l'esempio negativo offerto da figure di spicco della vita sociale e politica, sono una seria minaccia alla formazione dei giovani», ha ammonito mons. Bruno Forte, presidente della Commissione episcopale per la dottrina della fede. Il direttore di «Avvenire», Dino Boffo, risponde in prima pagina sul quotidiano dei vescovi, all'attacco di Vittorio Feltri nei suoi confronti. Nello stesso spazio la redazione definisce «inqualificabile» l'attacco del «Giornale» di proprietà della famiglia Berlusconi e la Cei conferma «piena fiducia al direttore Boffo» per «l'indiscussa capacità professionale, equilibrio e prudenza».
Boffo denuncia il «killeraggio giornalistico» di Feltri: «Nel confezionare la sua polpettona avvelenata Feltri, tra l'altro», scrive Boffo, «si è guardato bene dal far chiedere il punto di vista del diretto interessato: la risposta avrebbe probabilmente disturbato l'operazione che andava (malamente) allestendo a tavolino al fine di sporcare l'immagine del direttore di un altro giornale e di disarcionarlo» e «sia chiaro che non mi faccio intimidire, per me parlano la mia vita e il mio lavoro».
Ma Feltri, come aveva preannunciato, rincara la dose un articolo in prima pagina, intitolato «La rabbia dei moralisti smascherati». «In seguito alle nostre rivelazioni», scrive Feltri, «la cena prevista tra il premier e il cardinal Bertone è stata annullata per evitare strumentalizzazioni. La Cei, non senza imbarazzo, ha espresso generica e formale solidarietà a Boffo; non poteva fare diversamente. Forse non era al corrente del vizietto del suo portavoce giornalistico e, quand'anche fosse stata informata, sperava non sarebbero uscite indiscrezioni e ora, colta alla sprovvista, deve riflettere sul da farsi».
Rispetto alla decisione del presidente del Consiglio di dissociarsi dal «Giornale», Feltri scrive: «Ci saremmo stupiti se il premier avesse detto il contrario».
Feltri poi aggiunge: «Non sono affatto pentito di aver divulgato la notizia su Boffo. Abbiamo la certezza che che questa faccenda non finirà qui. Replicheremo agli attacchi (scontati) di cui saremo oggetto, e rassicuriamo i lettori: non siamo mammole. Finché i moralisti speculeranno su ciò che succede sotto le lenzuola altrui, noi ficcheremo il naso (turandocelo) sotto le loro».


IL MESSAGGERO – 30 agosto 2009

Lo sdegno di Bagnasco: attacco grave e disgustoso

RIMINI - Poche parole ma lapidarie. «L’attacco che è stato fatto al direttore di Avvenire è un fatto disgustoso e molto grave». Il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, prima di celebrare la messa per la festa del santuario della Madonna della Guardia, a Genova, rilascia ai giornalisti, in sagrestia, una brevissima dichiarazione rinnovando a Boffo la fiducia «di tutti i vescovi italiani e di tutte le comunità cristiane che sono in Italia». Il giorno dopo la tempesta è il momento di far quadrato attorno a colui che fu scelto, una decina d’anni fa, dall’allora presidente Cei, cardinale Ruini, a dirigere la voce dell’episcopato. L’arcivescovo di Firenze, monsignor Betori, ex segretario generale della Cei, richiama alla memoria gli anni di collaborazione instaurata con Boffo quando lavorava nel quartier generale sulla Circonvallazione Aurelia. «Quanto ai fogli anonimi che circolano in questi giorni, assurti al rango di informativa, li ho sempre ritenuti - come ogni missiva anonima - degni del cestino della spazzatura, quella spazzatura da cui provengono e devono tornare». Un riferimento al fatto che lui stesso sarebbe stato a conoscenza dell’episodio di molestie patteggiato da Boffo presso il Tribunale di Terni. Pian piano la difesa a Boffo si allarga a tutto il mondo cattolico, alla stampa religiosa, ai movimenti, finendo per trovare eco pure nella stampa cattolica internazionale. «Massacro mediatico, ma come siamo caduti in basso» titola L’Eco di Bergamo, giornale cattolico, controllato in maggioranza dalla curia. «Feltri pesca nel torbido dei casellari giudiziari per riesumare una vecchia storia che risale al 2001. La verità è che Boffo è stato duramente punito a mezzo stampa per avere espresso alcuni giudizi critici nei confronti dei comportamenti privati del premier Berlusconi». Il direttore della rivista dei rogazionisti ‘Rogate Ergo’, padre Vito Magno preferisce, invece, parlare di un attacco a tutta la Chiesa. Sulla moralità di Boffo non sembrano esserci dubbi. «Dal punto di vista cristiano è una figura esemplare». Non solo la stampa cattolica ma anche i movimenti scendono in campo, a partire da Comunione e Liberazione che invoca una politica e una informazione più rispettosa del valore della persona («Boffo è stato preso a pretesto per una lotta politica»); ma se Emilia Guarnieri, la donna minuta che con pugno di ferro ’governa’ il Meeting di Rimini, sceglie la diplomazia, il popolo ciellino va giù duro: «è una porcata». Amarezza per l’accaduto viene espressa da Scienza & Vita, dal Rinnovamento dello Spirito, dall’Azione Cattolica, dai Neocatecumenali. Sul sito della diocesi di Chieti, timonata da monsignor Bruno Forte, uno dei massimi teologi a livello internazionale, è stato anticipato il testo di un messaggio rivolto agli studenti, alla vigilia della ripresa della scuola. Parole che torneranno a fare discutere. Forte denuncia la «degenerazione dei comportamenti etici» e «l’esempio negativo offerto da figure di spicco della vita sociale e politica». Proprio come aveva fatto anche il cardinale Bagnasco, nel maggio scorso, quando era scoppiato il caso Noemi. Senza riferimenti specifici si parla di una deriva che minaccia «la formazione dei giovani». L’invito è di riflettere sulla «necessita’ di respirare aria piu’ pulita». Aria pura, naturalmente, anche in senso morale dato che «l’aria che respiriamo in campo etico appare spesso inquinata in maniera intollerabile».


IL GIORNALE – 30 agosto 2009

E Bagnasco difende Boffo a spada tratta

Roma «L’attacco che è stato fatto al dottor Boffo direttore di Avvenire è un fatto disgustoso e molto grave». L’arcivescovo di Genova, Angelo Bagnasco, ha il volto tirato e indossa già i paramenti sacri con i quali si appresta a celebrare la messa per la festa del santuario della Madonna della Guardia. È appena terminata la processione e prima che la funzione inizi accetta di parlare con i giornalisti ai quali il presidente della Cei concede soltanto una breve e secca dichiarazione.
La stampa è già stata avvertita dal segretario particolare dell’arcivescovo: Bagnasco non risponderà ad alcuna domanda. Ma il cardinale attraverso le telecamere dei telegiornali vuole difendere in prima persona e davanti a tutta Italia l’uomo che da quindici anni dirige il quotidiano della Cei. Dunque non si tira indietro e accetta di incontrare brevemente la stampa all’interno della sagrestia del Santuario. E dopo aver definito disgustoso l’articolo del Giornale che
rivelava la condanna subita da Boffo per molestie Bagnasco rinnova «al dottor Boffo, direttore di Avvenire, tutta la stima e la fiducia mia personale e quella di tutti i vescovi italiani e delle Comunità cristiane».
Ma c’è tutto il mondo cattolico con le gerarchie ecclesiastiche ad accorrere in soccorso di Boffo. E non potrebbe essere altrimenti. Dopo Bagnasco ecco il sostegno di monsignore Giuseppe Betori,
arcivescovo di Firenze. «Quale sia la mia stima e fiducia nei confronti del dottor Boffo lo mostra la collaborazione con lui instaurata negli anni del mio servizio alla Cei», dice Betori che respinge l’ipotesi che sia lui sia l’ex presidente della Cei, Camillo Ruini sia il cardinale Dionigi Tettamanzi sarebbero stati a conoscenza dei fatti. «Quanto ai fogli anonimi che circolano in questi giorni, assurti al rango di informativa, li ho sempre ritenuti, come ogni missiva anonima, degni del cestino della spazzatura, spazzatura da cui provengono e devono tornare», taglia corto Betori.
Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo esprime «cristiana e fraterna vicinanza al direttore del quotidiano Avvenire Dino Boffo, che paga il fio della verità e dell’onestà intellettuale subendo un ingiusto impeto vendicativo, che lusinga la coscienza pubblica all’insegna di un volgare e inverosimile: tutti peccatori, tutti zitti». E anche dal Meeting si levano voci in difesa di Boffo. Gli organizzatori del raduno, nella loro riunione conclusiva, hanno espresso piena solidarietà e rinnovato sentimento di amicizia a Boffo, sottolineando «l’assoluta mancanza di rispetto per la persona, ridotta a pretesto per una lotta politica».
Sulla vicenda niente articoli e nessun commento sull’Osservatore romano che pubblica però la dura condanna di Bagnasco per il Giornale.


www.nntp.it  – 30 agosto 2009

Diritto di informazione

L' Arcivescovo di Firenze, Betori, ha rinnovato la sua stima al Direttore de L'Avvenire, Dottor Dino Boffo, e la sua fiducia. Ho sempre collaborato con lui, ha detto ancora l' Arcivescovo di Firenze, negli anni del mio servizio alla C.E.I. Betori ha però respinto l'ipotesi fatta da qualcuno che sia lui, che l' ex-Presidente della C.E.I., Camillo Ruini, che il Cardinale Dionigi Tettamanzi siano stati al corrente dei fatti di cui si parla circa Boffo.
L' Osservatore Romano non ha scritto niente sulla vicenda, nessun commento, ma si è limitato a pubblicare la "condanna dura di Bagnasco per Il Giornale" e Salvatore Martinez, Presidente de Il Rinnovamento per lo Spirito ha espresso fraterna e cristiana vicinanza a Bagnasco e al Direttore da lui voluto a L'avvenire, Dino Boffo.


www.pontifex.roma.it  – 31 agosto 2009

Martinez (RnS): solidarietà a Boffo, direttore del quotidiano Avvenire

Il presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), Salvatore Martinez, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Esprimiamo cristiana e fraterna vicinanza al direttore del quotidiano Avvenire, Dino Boffo, che paga il fio della verità e dell’onestà intellettuale subendo un ingiusto impeto vendicativo, che lusinga la coscienza pubblica all’insegna di un volgare e inverosimile ‘tutti peccatori, tutti zitti’. Chi si esercita nell’arte di dire la verità non può dimenticare che essa deve sempre produrre un aumento di bene per tutti e non un male contro qualcuno, altrimenti la ‘moralità’ si tramuta in ‘moralismo'. È grave che chi, come Boffo, oggi ha il coraggio di ricordare che non si può più rinunziare ad un’etica delle virtù, venga umiliato da un protezionismo melanconico ed egoistico. Il nostro Paese ha bisogno di altro slancio verso la verità, con una passione umile e una ricerca del vero di cui il direttore Boffo ha dato sin qui prova, umanamente e professionalmente”.


www.vita.it  – 31 agosto 2009

Feltri-Boffo, la rissa dei giornali

Giornale contro (quasi) tutti. Cosa c'è dietro l'attacco al direttore di Avvenire?
E' stato il tema dell'intero fine settimana, da quando il direttore de IL GIORNALE Vittorio Feltri ha scritto su un editoriale pesantissimo contro Dino Boffo, direttore di AVVENIRE, dando notizia di un suo patteggiamento a Terni per molestie personali, in relazione a una storia a sfondo omosessuale avvenuta nel 2004. Ma ancora oggi i giornali danno ampio risalto al caso, e alle sue implicazioni mediatiche e politiche.

Il CORRIERE DELLA SERA titola di taglio centrale in prima: "Ecco la nota anonima contro Boffo - spedita tre mesi fa a tutti i vescovi insieme alla sentenza di Terni". L'argomento è sviluppato poi da pag. 5 a pag. 8. Si comincia con Roberto Zuccolini: "Il premier: mai parlato col direttore del Giornale". Impossibile smentire tutte le voci e le insinuazioni di questi giorni, sostiene Berlusconi, ma in ogni caso nessuna conversazione telefonica con Feltri prima della pubblicazione dell'editoriale contro Boffo. Nel pezzo par di capire che è già in atto una iniziativa diplomatica per ricucire gli strappi degli ultimi giorni con il mondo cattolico, nella convinzione, espressa da Paolo Bonaiuti, che i rapporti con la Santa Sede non cambieranno perché "una cosa è un articolo di giornale, un'altra la politica reale, quella dei fatti". Due colonne per dar spazio a Matteo Salvini, europarlamentare della Lega: "E la Lega apre al mondo gay. Salvini: da noi sono benvenuti", ma assai più spazio a una conversazione con il presidente di Mediaset: "Confalonieri: Feltri? Pubblica le notizie, e poi chi la fa l'aspetti". Ecco che cosa ha detto a Daniele Manca uno degli amici più potenti di Berlusconi: «Sono tre mesi che si parla di "papi" e "D'Addario", che si continua a diffamarlo, poi arriva un fatto che non lo riguarda e improvvisamente c'è chi sui giornale scopre che non si può andare avanti così. Ma andiamo...". A pag. 6 Paolo Foschini rivela l'origine dei documenti trovati da Feltri: "Il «mini dossier» che accusa Boffo spedito ai vescovi".
"La prima notizia - scrive il cronista del CORRIERE - è che quel foglio non è un atto giudiziario bensì una lettera anonima. La seconda è che si tratta dello stesso foglio che praticamente tutti i vescovi d'Italia avevano ricevuto per posta, insieme con la fotocopia assai più stringata dell'effettivo decreto di patteggiamento, addirittura tre mesi fa, e che tutti quanti, a suo tempo, avevano buttato nel cestino". Da segnalare anche una lunga conversazione di Aldo Cazzullo con il direttore dell'Osservatore Romano: "Vian: rivendico di non aver scritto sulle vicende private del Cavaliere", un pezzo nel quale esaurita la solidarietà di rito a Dino Boffo, il direttore del quotidiano della Santa Sede prende fortemente le distanze dal quotidiano dei vescovi, rispetto alle recenti prese di posizione, come quelle sull'immigrazione: "Non si è forse rivelato imprudente e esagerato - si chiede Vian - paragonare il naufragio degli eritrei alla Shoah, come ha suggerito una editorialista del quotidiano cattolico?". Par di capire che l'Osservatore Romano non ha alcuna intenzione di inserirsi in una polemica fra cattolici e governo, del quale invece si apprezzano le scelte. E infatti l'ultimo pezzo del CORRIERE dedicato al caso Boffo, è un "dietro le quinte" firmato da Gian Guido Vecchi: "La Chiesa mette in campo la «diplomazia segreta»: ora ricucire".
"Boffo: contro di me un'emerita patacca. Pd: caso in parlamento", è il titolo in prima pagina su REPUBBLICA di presentazione dei servizi sul caso Boffo che si sviluppano alle pagine 2,3 e 4. Ampio risalto all‘autodifesa del direttore dell'Avvenire comparsa ieri sul quotidiano dei vescovi: «Punto centrale dell'autodifesa di Boffo è che non esistono informative di fascicoli giudiziari o della Polizia di Stato che proverebbero le sue presunte molestie sessuali. Il documento citato come prova dal giornale per incastrare il direttore di Avvenire sarebbe una "vera sola, come - scrive Boffo - gli ha assicurato anche il ministro degli interni Roberto Maroni "in una inattesa telefonata" nella quale il capo del Viminale "ha voluto manifestare la sua solidarietà e il senso di schifo che gli nasceva dalle cose lette" sul Giornale». Alle pagine 2 e 3 grande spazio è riservato alle posizioni del Pd ("Minniti: situazione da allarme rosso, temo una guerra di dossier illegali" e "Pd: il caso in Parlamento. Il Copasir: vigileremo sui servizi"), ma anche la rivelazione che "La velina anonima arrivò a tutti i vescovi" e che, come recita il sommario del pezzo «il primo a rivelare di aver cestinato la lettera è stato Betori a Firenze». A pag 4 infine REPUBBLICA sull'appello in difesa dell'informazione promosso dal giornale con Eco, Zagrebelsky e Cordero. Allo stesso tema è dedicato anche il fondo di Edmondo Berselli "Dov'è finita l'informazione" a cui viene affiancato l'intervento di Ilvo Diamanti "Il posto della chiesa in tempi pagani".
Il GIORNALE, per rispondere a chi ha bollato come falsa la notizia di Dino Boffo-direttore di Avvenire nonchè molestatore, pubblica oggi in copertina copia di un certificato del casellario giudiziale dove si legge che «Dino Boffo, figlio di Rino e Cinel Mercedes, è stato condannato per il reato di molestia alla persona art.660 cp commesso nel gennaio 2002 in Terni, ad un'ammenda di 516 euro, pagata nel 2004». Feltri nell'editoriale poi smentisce la notizia pubblicata da Repubblica secondo cui il neo direttore del GIORNALE si sarebbe incontrato con Berlusconi qualche settimana fa per pianificare una strategia mediatica. Scrive Feltri: «Scalfari se fosse stato un giornalista scrupoloso non avrebbe avuto difficoltà a verificare che Palazzo Chigi sono andato l'ultima volta 4-5 anni fa, perchè chiunque entri nella sede della presidenza del Consiglio esibisce i documenti e le sue generalità vengono trascritte. Con il Cavaliere ho parlato in un passato non remoto, per un totale di un paio di muniti, non certo sufficienti a elaborare una strategia di killeraggio». Feltri poi commenta il "disgustoso", aggettivo con cui ieri titolavano quasi tutte le copertine dei quotidiani riportando le parole del cardinal Bagnasco. Feltri scrive: «Il cardinal Bagnasco giudica disgustoso il nostro attacco e non l'episodio che lo ha generato. Che razza di morale è questa? Da quando in qua raccontare un reato è più grave che commetterlo?». IL GIORNALE sino a pag. 9 sta sulla vicenda Boffo con anche un pezzo dove si ricordano i guai con la giustizia di Ezio Mauro, direttore di Repubblica, per via di «850mila euro versati in nero per un attico ai Parioli» e con un'intervista a Mario Adinolfi, esponente del Pd e che ha collaborato per più di tre anni con Avvenire che commenta «le carte su Boffo sono tutte vere».
AVVENIRE di domenica (ricordiamo che il lunedì il quotidiano della Cei non esce) riporta uno strillo in prima pagina: «attacco disgustoso». Sono le parole del cardinale Angelo Bagnasco, pronunciate sabato mattina dopo l'uscita di Feltri. Il quotidiano sceglie di non dedicare molto spazio nelle pagine interne a una querelle che probabilmente ritiene non degna di essere discussa. Tant'è che occupa solo un piede di pagina ("L'arcivescovo Betori: «La spazzatura torni alla spazzatura»"), poche parole ma molto incisive: «Degno del cestino della spazzatura», così monsignor Giuseppe Betori bolla la boutade de il Giornale, così «ogni missiva anonima». Il quotidiano si premura di sottolineare che sono sempre più numerose le manifestazioni di solidarietà che pervengono alla redazione. Fra gli altri, il messaggio di Salvatore Martinez, secondo il quale Dino Boffo «paga il fio della verità e dell'onestà intellettuale subendo un ingiusto impeto vendicativo, che lusinga la coscienza pubblica all'insegna di un volgare e inverosimile "tutti peccatori, tutti zitti"». Tutto il mondo dell'associazionismo cattolico esprime vicinanza al direttore: da Franco Miano, presidente di Azione Cattolica ad Andrea Olivero, presidente Acli, che parla di «volontà intimidatoria»; da Francesco Belletti, presidente del Forum delle famiglie, agli organizzatori del meeting e all'associazione Scienza e Vita. Ma anche l'agenzia d'informazione Sir e la federazione dei settimanali diocesani. Dal mondo politico, l'invito «ad abbassare i toni» di Renato Schifani e le telefonate di solidarietà di Beppe Pisanu, di Maurizio Sacconi, Fabio Porta, Pierluigi Castagnetti, Luigi Bobba e molti altri. Una solidarietà che viene anche dai lettori, come emerge dalle ultime pagine, quelle del forum, con lettere di ogni genere che arrivano da preti, suore, o semplici fedeli. «Caro direttore, ma non capisce», scrive Elisabetta Cipriani da Agliana (Pt) . «Se tutto fango, niente è fango. Se riescono a dimostrare che siamo tutti moralisti ipocriti; che nessuno vive in coerenza coi valori che professa; che lo steso mondo cattolico è un carnasciale torbido di maschere tartufesche, allora il dissenso diventa impossibile... Totale solidarietà da parte mia, per quello che vale, in questa vicenda orchestrata da vigliacchi prezzolati». Per molti, la campagna diffamatoria de il Giornale è «un atto intimidatorio" di alcuni poteri forti, che tentano manovre diversive per distrarre l'attenzione da altro. Ma c'è anche l'invito a mantenere la lucidità e l'imparzialità di giudizio, pur nel bel mezzo di vergognose e immeritate «bastonate» che rischiano di respingere il direttore «nella direzione politica opposta». C'è chi, da anni lettore de il Giornale, promette di non comprarlo più dopo quella che qualcun altro definisce «barbarie mediatica». C'è poi la risposta ufficiale del direttore, Dino Boffo, che ironizza sulla «traccia contorta e oscura che qualcuno ha confezionato e fatto girare in attesa che un allocco si prestasse al gioco». Sta parlando del documento esibito da Feltri, che lui definisce un «vera sòla», tecnicamente e sostanzialmente implausibile. Insomma, una «patacca che, con un minimo appiglio, monta una situazione fantasiosa», come si è sincerato di appurare Roberto Maroni (che gli telefonato per esprimere anch'egli solidarietà), chiedendo un'immediata verifica nell'apparto di pubblica sicurezza centrale e periferico che da lui dipende: nulla di nulla è emerso. Non solo, sul sito de il Giornale è emerso il giorno dopo l'uscita del quotidiano una lettera di un lettore che spulciando l'articolo annotava «l'incredibile quantità di strafalcioni ed inesattezze giuridiche». Peccato che quel contributo sia stato «prontamente» rimosso dall'online. E poi, Boffo bombarda la leggerezza con cui «talora, (noi giornalisti) impegniamo le nostre truppe in campagne tanto veementi quanto malaccorte... Ma attento», avverte, rivolgendosi a Feltri, «potresti non esserti accorto che si sta restringendo l'area dei lettori che a noi credono sempre e comunque». Segue, con toni civilissimi, l'avviso della querela in arrivo e in chiusura lascia intendere che Feltri è caduto nel gioco di qualcuno che millantava conoscenze dei fatti ma che probabilmente aveva solo in mente di «saldare qualche vecchio conto».
"Avvenire, ipotesi di complotto". LA STAMPA affronta il caso Boffo in una pagina all'interno in cui si limita a riportare gli ultimi fatti di cronaca: gli avvocati del direttore di Avvenire che oggi querelano "Il Giornale", l'ipotesi poi smentita dal Comitato parlamentare di vigilanza sui servizi segreti che le accuse siano state fabbricate ad arte, le dichiarazioni di Vittorio Feltri sul documento che prova il patteggiamento per molestie personali. Completa la pagina un pezzo d'appoggio sul premier Silvio Berlusconi che, scrive LA STAMPA, «si chiama fuori» «come se gli attacchi del "Giornale" al direttore dell' "Avvenire" fossero parte di una normale dialettica tra organi di stampa, e la faccenda non lo sfiorasse».