SIR - 26 marzo 2012
Prolusione Card. Bagnsco: Martinez (RnS), “Ripartire dal capitale
spirituale”
Un ringraziamento alle parole del card. Bagnasco nella prolusione
odierna “per lo sforzo reiterato di innervare lo stile di vita cristiano
in un corpo, il Paese, che vuole guarire dalla crisi di identità e di
destino che sembra vivere”. Viene da Salvatore Martinez, presidente di
Rinnovamento nello Spirito, che aggiunge: “Il cardinale ricorda che al
rinnovamento strutturale della Chiesa e del mondo deve farsi precedere
il rinnovamento interiore degli uomini” ed “evoca l’‘anestesia
spirituale’ di molti cristiani, malattia interiore che paralizza la fede
e non genera la vita buona, la vita nuova dei seguaci di Cristo. Solo
ripartendo dal ‘capitale spirituale’ l’economia della salvezza non
conoscerà stagnazioni e i beni spirituali, oggi assai più necessari di
quelli materiali, potranno tornare a circolare e a regalare gioia agli
uomini e stabilità al Paese”. In tal senso, “osservando la crisi sociale
in atto, si sollecita un supplemento di anima solidale, di sussidiarietà
compassionevole, di fraternità vissuta con i minoritari”. Si evince poi
“un chiaro monito al Governo: non si indebolisca ulteriormente lo stato
sociale e il protagonismo virtuoso dell’associazionismo di scopo e
dell’ente primigenio che è la famiglia, altrimenti consegnati
all’insignificanza e all’impoverimento estremo della nostra democrazia”.
ADNKRONOS - 26 marzo 2012
CHIESA: Martinez (RnS), la fede si usura se non si usa
Il Presidente della Cei pennella la situazione corrente con lucida
analisi e con efficaci rimedi. Lo ringraziamo per lo sforzo reiterato di
innervare lo stile di vita cristiano in un corpo, il Paese, che vuole
guarire dalla crisi di identita' e di destino che sembra vivere'. Lo
afferma Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello
Spirito Santo (RnS), ovimento ecclesiale che in Italia conta piu' di
200mila aderenti, raggruppati in oltre 1.900 gruppi e comunita', ha
commentato la prolusione del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della
Cei. 'Il Cardinale - aggiunge - ricorda che al rinnovamento strutturale
della Chiesa e del mondo deve farsi precedere il rinnovamento interiore
degli uomini, come prima risposta alle malattie temporali da cui la
Chiesa stessa non e' esentata. Bagnasco evoca l'«anestesia spirituale»
di molti cristiani, malattia interiore che paralizza la fede e non
genera la vita buona, la vita nuova dei seguaci di Cristo. Solo
ripartendo dal 'capitale spirituale' l'economia della salvezza non
conoscera' stagnazioni e i beni spirituali, oggi assai piu' necessari di
quelli materiali, potranno tornare a circolare e a regalare gioia agli
uomini e stabilita' al Paese. In tal senso, osservando la crisi sociale
in atto, si sollecita un supplemento di anima solidale, di
sussidiarieta' compassionevole, di fraternita' vissuta con i minoritari.
Si evince poi un chiaro monito al Governo: non si indebolisca
ulteriormente lo stato sociale e il protagonismo virtuoso
dell'associazionismo di scopo e dell'ente primigenio che e' la famiglia,
altrimenti consegnati all'insignificanza e all'impoverimento estremo
della nostra democrazia'.'Ciononostante e prescindendo dal 'debito
governativo' di una restituzione di credito ai corpi intermedi, il
Presidente della Cei propone che a una fede spesso usurata nella sfera
privata, supplisca un nuovo uso della fede nella sfera pubblica, come
prodigalita' d'amore verso i nostri concittadini delusi e smarriti. Di
qui il senso del prestare attenzione richiamato dal Cardinale - ha
aggiunto Martinez - Nelle parole dell'Arcivescovo di Genova urge,
infine, un nuovo 'conformismo della fede' che esorcizzi la paura di
vivere, lo snaturamento del senso e della misura delle cose che sta
colpendo molti uomini nel prolungato tempo di crisi che stiamo vivendo.
Una sfida che impone alle nostre comunita' un 'profilo alto', una nuova
gratuita', una nuova generosita', un nuovo spirito di
servizio'.'Plaudiamo al richiamo netto alla tutela sociale del giorno
del Signore, la domenica come riserva di affetti, di memorie, di
relazioni familiari e amicali, di tempo dedicato alla cura dello spirito
e dell'anima, senza il quale si precipita nella consumazione di se
stessi', conclude.
ANSA - 26 marzo 2012
Bagnasco: mondo cattolico, da sue parole monito forte
Molti i commenti e le reazioni all'intervento del card. Angelo Bagnasco,
che ha aperto il Consiglio episcopale permanete. Dal mondo cattolico e
non solo.
'Siamo grati al cardinal Bagnasco per la costante attenzione ai temi del
lavoro, dell'occupazione e al mondo giovanile, soprattutto in un momento
cosi' delicato per l'Italia', dice il presidente del Movimento Cristiano
Lavoratori, Carlo Costalli, condividendo il 'forte monito rivolto al
'riequilibrio delle risorse' e ai padri che 'lottando, hanno ottenuto
garanzie che oggi appaiono sproporzionate rispetto alle disponibilita'
riconosciute ai loro figli''. 'La riforma del mercato del lavoro e'
molto piu' ampia della revisione dell'art. 18 su cui si e',
morbosamente, concentrata l'attenzione dei piu'', aggiunge Costalli e se
'alcuni rischi rimangono', 'i toni apocalittici di molte dichiarazioni
lasciano interdetti: descrivono un Paese irreale con una visione
ideologica della lotta di classe che, per fortuna, non corrisponde alla
stragrande maggioranza dei luoghi di lavoro. Ben vengano, quindi, gli
inviti a ricercare una soluzione 'la piu' ampiamente condivisibile', ma
la riforma del mercato del lavoro deve essere portata velocemente a
compimento'.'L'Italia ha bisogno di speranza. E' questa l'esortazione
che mi sembra emerga forte dalla prolusione - aggiunge Franco Miano,
presidente nazionale dell'Azione Cattolica - Ed e' proprio la
centralita' delle nuove generazioni che deve motivare l'azione
riformatrice del governo e dei partiti sul lavoro, sulle istituzioni,
sugli sprechi e sulla crescita. Sarebbe davvero dannoso fermarsi di
fronte a rendite di posizione e privilegi consolidati, e dunque con
Bagnasco auguriamo una stagione politica segnata da rigore ed equita',
coraggio e dialogo, concretezza e moralità, senso di responsabilita' e
innegabile necessita' di ovviare a decenni di immobilismo'. 'Accogliamo
la sfida affinche' i partiti si rinnovino. Il parlamentarismo rimane la
via per risolvere i problemi e ricomporre le tensioni sociali', aggiunge
Antonio Satta, segretario dell'Unione Popolare Cristiana (Upc).
Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito
Santo, osserva che Bagnasco 'propone che a una fede spesso usurata nella
sfera privata, supplisca un nuovo uso della fede nella sfera pubblica,
come prodigalita' d'amore verso i nostri concittadini delusi e
smarriti'. E per Scienza e Vita, Bagnasco 'interpella ed esorta tutti a
un impegno ancor piu' assiduo in favore di una costruzione sociale
fondata sul riconoscimento di ogni vita umana, soprattutto nelle sue
espressioni piu' fragili'.
Critica invece la Lega Italiana per il Divorzio Breve, per le posizioni
espresse dal presidente della Cei su questo punto: 'Sono un segno di
disperazione perche' quello cattolico non è un mondo che sta vincendo,
ma franando'.
ASCA - 26 marzo 2012
Bagnasco: Rinnovamento nello Spirito, stile cristiano per superare crisi
Un ringraziamento alle parole del card. Bagnasco nella prolusione
odierna 'per lo sforzo reiterato di innervare lo stile di vita cristiano
in un corpo, il Paese, che vuole guarire dalla crisi di identita' e di
destino che sembra vivere'. Viene da Salvatore Martinez, presidente di
Rinnovamento nello Spirito, che aggiunge: 'Il cardinale ricorda che al
rinnovamento strutturale della Chiesa e del mondo deve farsi precedere
il rinnovamento interiore degli uomini' ed 'evoca l''anestesia
spirituale' di molti cristiani, malattia interiore che paralizza la fede
e non genera la vita buona, la vita nuova dei seguaci di Cristo. Solo
ripartendo dal 'capitale spirituale' l'economia della salvezza non
conoscera' stagnazioni e i beni spirituali, oggi assai piu' necessari di
quelli materiali, potranno tornare a circolare e a regalare gioia agli
uomini e stabilita' al Paese'.
In tal senso, 'osservando la crisi sociale in atto, si sollecita un
supplemento di anima solidale, di sussidiarieta' compassionevole, di
fraternita' vissuta con i minoritari'.
Si evince poi 'un chiaro monito al Governo: non si indebolisca
ulteriormente lo stato sociale e il protagonismo virtuoso
dell'associazionismo di scopo e dell'ente primigenio che e' la famiglia,
altrimenti consegnati all'insignificanza e all'impoverimento estremo
della nostra democrazia'.
AVVENIRE - 27 marzo 2012
Le reazioni. Il "grazie" da parte delle associazioni.
Parole di ringraziamento al cardinale Angelo Bagnasco sono state rivolte
dall'ampio mondo dell'associazionismo cattolico per i temi toccati,
ieri, nella prolusione. Gratitudine è stata espressa dal presidente
dell'Azione cattolica, Franco Miano a Bagnasco per aver sottolineato «la
centralità del ruolo delle giovani generazioni, in grado di dare una
spinta decisiva al cambio di passo che necessita il Paese». «Solo
ripartendo dal "capitale spirituale" l'economia della salvezza - ha
affermato Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento
nello Spirito Santo (RnS) - non conoscerà stagnazioni e i beni
spirituali, più necessari di quelli materiali, potranno tornare a
regalare gioia agli uomini e stabilità al Paese». Oltre all'attenzione
ai temi del lavoro, dell'occupazione e del mondo giovanile, «siamo grati
per la forte condanna dell'aborto, dell'eutanasia, del suicidio
assistito, dell'infanticidio - ha aggiunto il presidente del Movimento
cristiano lavoratori (Mcl), Carlo Costalli - e per il richiamo ai valori
della famiglia e alla sacralità della festività domenicale». Il
presidente del Forum delle associazioni familiari, Francesco Belletti,
si è soffermato sulla «duplice sfida contenuta nelle parole del
cardinale: da un lato misurarsi sulla sfida antropologica della società,
soprattutto attraverso la difesa della vita e della famiglia, dall'altro
premere sulla politica, sull'economia, sulle forze sociali, perché
sappiano agire per promuovere un Paese in cui la dignità della persona
sia sempre riconosciuta». Sui valori non negoziabili, ribaditi dal
cardinale presidente, è intervenuto anche Lucio Romano, copresidente
dell'associazione Scienza & Vita: «È ineludibile porre al centro di una
società democratica e solidale la dignità intrinseca della vita umana e
la sua indisponibilità, che va difesa da ogni forma di sopraffazione,
etica ed economica».
CORRIERE MERCANTILE - 27 marzo 2012
Occupazione, riformare il mercato
Molti i commenti e le reazioni all'intervento del card. Angelo Bagnasco,
che ha aperto il Consiglio episcopale permanetee. Dal mondo cattolico e
non solo. «Siamo grati al cardinal Bagnasco per la costante attenzione
ai temi del lavoro, dell'occupazione e al mondo giovanile, soprattutto
in un momento così delicato per l'Italia», ha detto il presidente del
Movimento Cristiano Lavoratori, Carlo Costalli, condividendo il «forte
monito rivolto al "riequilibrio delle risorse" e ai padri che «lottando,
hanno ottenuto garanzie che oggi appaiono sproporzionate rispetto alle
disponibilità riconosciute ai loro figlì». «La riforma del mercato del
lavoro è molto più ampia della revisione dell'articolo 18 su cui si è,
morbosamente, concentrata l'attenzione dei più», aggiunge Costalli e se
«alcuni rischi rimangono», «i toni apocalittici di molte dichiarazioni
lasciano interdetti: descrivono un Paese irreale con una visione
ideologica della lotta di classe che, per fortuna, non corrisponde alla
stragrande maggioranza dei luoghi di lavoro. Ben vengano, quindi, gli
inviti a ricercare una soluzione condivisibile, ma la riforma del
mercato del lavoro deve essere portata velocemente a compimento».
«L'Italia ha bisogno di speranza. È questa l'esortazione che mi sembra
emerga forte dalla prolusione - ha aggiunto Franco Miano, presidente
nazionale dell'Azione Cattolica - ed è proprio la centralità delle nuove
generazioni che deve motivare l'azione riformatrice del governo e dei
partiti sul lavoro, sulle istituzioni, sugli sprechi e sulla crescita».
«Accogliamo la sfida affinchè i partiti si rinnovino. Il parlamentarismo
rimane la via per risolvere i problemi e ricomporre le tensioni
sociali», ha ricordato Antonio Satta, segretario dell'Unione Popolare
Cristiana (Upc). Salvatore Martinez, presidente nazionale del
Rinnovamento nello Spirito Santo, ha osservato che Bagnasco «propone che
a una fede spesso usurata nella sfera privata, supplisca un nuovo uso
della fede nella sfera pubblica, come prodigalità d'amore verso i nostri
concittadini delusi e smarriti». Critica invece la Lega Italiana per il
Divorzio Breve, per le posizioni espresse dal presidente della Cei su
questo punto: «Sono un segno di disperazione perchè quello cattolico non
è un mondo che sta vincendo, ma franando».
ECO DI BERGAMO - 27 marzo 2012
I cattolici pronti alla sfida «Servono coraggio e dialogo»
Molti i commenti e le reazioni all'intervento del cardinale Angelo
Bagnasco. Dal mondo cattolico e non solo. «Siamo grati al cardinal
Bagnasco per la costante attenzione ai temi del lavoro, dell'occupazione
e al mondo giovanile, soprattutto in un momento così delicato per
l'Italia», dice il presidente del Movimento cristiano lavoratori, Carlo
Costalli, condividendo il «forte monito rivolto al "riequilibrio delle
risorse" e ai padri che "lottando, hanno ottenuto garanzie che oggi
appaiono sproporzionate rispetto alle disponibilità riconosciute ai loro
figli"». «La riforma del mercato del lavoro è molto più ampia della
revisione dell'articolo 18 su cui si è, morbosamente, concentrata
l'attenzione dei più», aggiunge Costalli, e se «alcuni rischi
rimangono», «i toni apocalittici di molte dichiarazioni lasciano
interdetti: descrivono un Paese irreale con una visione ideologica della
lotta di classe che, per fortuna, non corrisponde alla stragrande
maggioranza dei luoghi di lavoro. Ben vengano, quindi, gli inviti a
ricercare una soluzione "la più ampiamente condivisibile", ma la riforma
del mercato del lavoro deve essere portata velocemente a compimento».
«L'Italia ha bisogno di speranza. È questa l'esortazione che mi sembra
emerga forte dalla prolusione - aggiunge Franco Miano, presidente
nazionale dell'Azione Cattolica -. Ed è proprio la centralità delle
nuove generazioni che deve motivare l'azione riformatrice del governo e
dei partiti sul lavoro, sulle istituzioni, sugli sprechi e sulla
crescita. Sarebbe davvero dannoso fermarsi di fronte a rendite di
posizione e privilegi consolidati, e dunque con Bagnasco auguriamo una
stagione politica segnata da rigore ed equità, coraggio e dialogo,
concretezza e moralità, senso di responsabilità e innegabile necessità
di ovviare a decenni di immobilismo». «Accogliamo la sfida affinché i
partiti si rinnovino. Il parlamentarismo rimane la via per risolvere i
problemi e ricomporre le tensioni sociali», aggiunge Antonio Satta,
segretario dell'Unione popolare cristiana (Upc). Salvatore Martinez,
presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito, osserva che
Bagnasco «propone che a una fede spesso usurata nella sfera privata,
supplisca un nuovo uso della fede nella sfera pubblica, come prodigalità
d'amore verso i nostri concittadini delusi e smarriti». E per Scienza e
Vita, Bagnasco «interpella ed esorta tutti a un impegno ancor più
assiduo in favore di una costruzione sociale fondata sul riconoscimento
di ogni vita umana, soprattutto nelle sue espressioni più fragili».
Critica invece la Lega italiana per il divorzio breve, per le posizioni
espresse dal presidente della Cei su questo punto.
IL MATTINO - 27 marzo 2012
Con i provvedimenti adottati il Paese è stato portato al sicuro
ROMA «Con i provvedimenti adottati il Paese è stato portato al sicuro -
assicura il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei - ma è
opportuno uscire dagli schematismi, avere il coraggio di essere
anti-conformisti se si vuole evitare che le rendite di posizione
stritolino i giovani e il loro futuro»: serve, cioè, «equità», oltre che
«rigore». Bagnasco ha aperto così i lavori del Consiglio episcopale
permanente della Cei. Un sostanziale plauso, il suo, all'esecutivo
guidato da Mario Monti. La Cei corregge il tiro, dunque, rispetto alla
presa di posizione che, giovedì scorso, a riforma del mercato del lavoro
appena varata, aveva visto monsignor Giancarlo Bregantini, responsabile
pastorale del Lavoro, darne un giudizio molto critico. Ora Bagnasco
lancia invece un messaggio che suona come un fermo invito a rispettare
sempre la dignità del lavoro e a lottare contro la recessione e contro
la finanza speculativa, ma allo stesso tempo che invita a non chiudersi
nel pregiudizio verso riforme che urgono. La lettura dei lavori del
parlamentino della Cei è, dunque, il caldo invito al governo a
proseguire nelle riforme, ma con due moniti di fondo: se i provvedimenti
adottati «hanno messo al sicuro il Paese» - dice Bagnasco - e se «dal
governo sono attese soluzioni sospirate da anni», occorre però «tenere
insieme equità e rigore». E soprattutto «è arrivato il momento di
pensare alla ripresa, di azionare tutti gli strumenti e investire tutte
le risorse per dare agli italiani la possibilità di lavorare». Il monito
della Cei vale per tutti: Stato, imprenditoria e banche. «Si esce dalla
crisi più grave dal dopoguerra», ammonisce il capo della Cei, solo se
«Stato ed enti locali sono solventi e lungimiranti e gli istituti
bancari non si chiudono in modo indiscriminato alle richieste dei
piccoli e medi imprenditori». Un approccio solo finanziario, senza
concreti e massicci piani industriali sarebbe di ben corto respiro,
ragiona il cardinale: «Solo ciò che porta con sé lavoro, e coinvolge
testa e braccia del Paese reale, ridà sicurezza per il presente e apre
al futuro». Ma per rimettere in moto il Paese bisogna anche saper
«modificare il modo di pensare» e mettere in piedi un sistema di
«welfare condiviso» che dia garanzie ai giovani perché, avverte, «un
Paese che non pensa a loro non si ama a sufficienza». Nel suo discorso
il presidente della Cei si è soffermato anche su molti altri aspetti: il
divorzio breve, indicato come uno strumento che indebolisce la società;
la famiglia, «istituzione che non potrà mai essere dichiarata d'altri
tempi»; l'Ici sui beni della Chiesa, su cui si è trovata una sintesi
«positiva» (altro plauso a Monti) e la vita, col fermo no a eutanasia e
aborto. A colpire, oltre all'analisi socio-economico del Paese, è un
passaggio tutto politico: «È giunto il momento - dice Bagnasco - di
rinnovare i partiti, tutti i partiti: non hanno alternativa se vogliono
tornare, com'è fisiologico, ad essere via ordinaria della politica ed
essere pronti, quando sarà, a riassumere direttamente nelle loro mani la
guida del Paese». Salvatore Martinez, presidente nazionale del
Rinnovamento nello Spirito Santo, osserva che Bagnasco «propone che a
una fede spesso usurata nella sfera privata, supplisca un nuovo uso
della fede nella sfera pubblica, come prodigalità d'amore verso i nostri
concittadini delusi e smarriti». E per Scienza e Vita, Bagnasco
«interpella ed esorta tutti a un impegno ancor più assiduo in favore di
una costruzione sociale fondata sul riconoscimento di ogni vita umana,
soprattutto nelle sue espressioni più fragili». Critica invece la Lega
Italiana per il divorzio breve, per le posizioni espresse dal presidente
della Cei su questo punto: «Sono un segno di disperazione perchè quello
cattolico non è un mondo che sta vincendo, ma franando».
LA PERFETTA LETIZIA - 27 MARZO 2012
Martinez (RnS) sulla prolusione del cardinale Bagnasco: “È crisi di
identità e di destino. La fede si usura se non si usa”
Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito
Santo (RnS) ha commentato la prolusione del cardinale Angelo Bagnasco,
presidente della Cei, tenuta in occasione dell’apertura dei lavori del
Consiglio Episcopale Permanente: «Il Presidente della CEI pennella la
situazione corrente con lucida analisi e con efficaci rimedi. Lo
ringraziamo per lo sforzo reiterato di innervare lo stile di vita
cristiano in un corpo, il Paese, che vuole guarire dalla crisi di
identità e di destino che sembra vivere. Il Cardinale ricorda che al
rinnovamento strutturale della Chiesa e del mondo deve farsi precedere
il rinnovamento interiore degli uomini, come prima risposta alle
malattie temporali da cui la Chiesa stessa non è esentata. Bagnasco
evoca l’«anestesia spirituale» di molti cristiani, malattia interiore
che paralizza la fede e non genera la vita buona, la vita nuova dei
seguaci di Cristo. Solo ripartendo dal “capitale spirituale” l’economia
della salvezza non conoscerà stagnazioni e i beni spirituali, oggi assai
più necessari di quelli materiali, potranno tornare a circolare e a
regalare gioia agli uomini e stabilità al Paese.
In tal senso, osservando la crisi sociale in atto, si sollecita un
supplemento di anima solidale, di sussidiarietà compassionevole, di
fraternità vissuta con i minoritari. Si evince poi un chiaro monito al
Governo: non si indebolisca ulteriormente lo stato sociale e il
protagonismo virtuoso dell’associazionismo di scopo e dell’ente
primigenio che è la famiglia, altrimenti consegnati all’insignificanza e
all’impoverimento estremo della nostra democrazia. Ciononostante e
prescindendo dal “debito governativo” di una restituzione di credito ai
corpi intermedi, il Presidente della CEI propone che a una fede spesso
usurata nella sfera privata, supplisca un nuovo uso della fede nella
sfera pubblica, come prodigalità d’amore verso i nostri concittadini
delusi e smarriti. Di qui il senso del «prestare attenzione» richiamato
dal Cardinale. Nelle parole dell’Arcivescovo di Genova urge, infine, un
nuovo “conformismo della fede” che esorcizzi la paura di vivere, lo
snaturamento del senso e della misura delle cose che sta colpendo molti
uomini nel prolungato tempo di crisi che stiamo vivendo. Una sfida che
impone alle nostre comunità un “profilo alto”, una nuova gratuità, una
nuova generosità, un nuovo spirito di servizio.
Plaudiamo al richiamo netto alla tutela sociale del giorno del Signore,
la domenica come riserva di affetti, di memorie, di relazioni familiari
e amicali, di tempo dedicato alla cura dello spirito e dell’anima, senza
il quale si precipita nella consumazione di se stessi.».