AGI - 24 gennaio 2011
BAGNASCO: RNS, SENZA L'ETICA SI DISGREGA IL PAESE =
(AGI) - CdV, 24 gen. - "Senza una morale religiosa il Paese perde unita'
e identita'". Lo afferma il presidente del Rinnovamento nello Spirito,
Salvatore Martinez, che in una nota plaude alla richiesta di "una
conversione degli stili di vita" contenuta nella prolusione del card.
Bagnasco. "E' tempo di dare al Paese - sottolinea Martinez - una decisa
e comune inversione di rotta sul piano sociale, morale e spirituale. La
corsa verso una societa' neutra, sostenuta da un libero arbitrio
individualista e competitivo, ha alterato in modo sensibile la coscienza
del nostro popolo". "L'Italia - conclude il presidente di Rns - sta
finendo preda di istinti irrazionali e divenendo succube di tendenze
disgregative perche' si vuole accantonare a tutti i costi ogni rimando
ad una morale religiosa e cosi' confidare soltanto in una morale
razionale, laica e laicista, aliena a quei valori spirituali che sempre
hanno fondato e fondano la vita di una comunita'".
L'OSSERVATORIO FLEGREO - 24 gennaio 2011
Martinez (RnS) sulla prolusione del cardinale Bagnasco: “Senza una
morale religiosa il Paese perde unità e identità. Urge una conversione
degli stili di vita”
Il presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS),
Salvatore Martinez, ha rilasciato la seguente dichiarazione in merito
alla prolusione del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei,
tenuta in occasione dell’apertura dei lavori del Consiglio Permanente ad
Ancona: «La prolusione del Cardinale Bagnasco, come sempre lucida e
puntuale, formula un invito chiaro e diretto a tutti i cittadini: è
tempo di dare al Paese una decisa e comune inversione di rotta sul piano
sociale, morale e spirituale. La corsa verso una società neutra,
sostenuta da un libero arbitrio individualista e competitivo, ha
alterato in modo sensibile la coscienza del nostro popolo. L’Italia sta
finendo preda di istinti irrazionali e divenendo succube di tendenze
disgregative perché si vuole accantonare a tutti i costi ogni rimando ad
una “morale religiosa” e cosi confidare soltanto in una “morale
razionale”, laica e laicista, aliena a quei valori spirituali che sempre
hanno fondato e fondano la vita di una comunità. In termini più
espliciti, possiamo affermare: siamo andati troppo avanti, lasciando
indietro l’anima, permettendo che la coscienza si facesse erronea e che
ad un’etica delle virtù si sostituisse la canonizzazione di vizi
pubblici e privati. Decisivo il richiamo del Cardinale Bagnasco a non
concepire la “neutralità dello Stato” come possibilità dello Stato
stesso di prescindere dal suo “profilo interiore”. Ogni Nazione è una
famiglia umana, una famiglia di famiglie, chiamate a condividere ideali
comuni, principi e valori alti, indispensabili per segnare la convivenza
pacifica di un popolo. L’Italia ha bisogno di conversione e di
rinnovamento. Nell’anniversario dell’Unità d’Italia, il miglior regalo
che il Paese potrà fare alla sua storia è ritrovare quella “cultura
della solidarietà”, fatta di ascolto dei bisogni della gente e di umile
ricerca della fraternità umana, che l’ha resa grande più di molti altri
popoli. Un segno concreto è certo da ricercarsi nella “riabilitazione
culturale e morale della famiglia”, capace ancora, prima che sia tardi,
di esprimere soggettività sociale e politica per un nuovo sviluppo del
Paese. Indispensabile, poi, l’appello del Cardinale a rispettare il
“criterio di reciprocità” intorno al tema della libertà religiosa.
L’oscuramento del ruolo pubblico della religione cristiana continua ad
offendere e a ferire ferialmente i cristiani nella loro dignità di
persone. È sempre più evidente il tentativo di sconvolgere, fino a
cancellarla, quella giusta, pacifica, ordinata, intelligente visione del
mondo di cui le nostre società occidentali sono portatrici grazie
all’operosità dei cristiani di ogni tempo, in Europa e nel resto del
mondo». Il RnS è un Movimento ecclesiale che in Italia conta più di 200
mila aderenti, raggruppati in oltre 1.900 gruppi e comunità.
www.sanfrancesco-pisa.com - 24 gennaio 2011
MARTINEZ (RnS) SULLA PROLUSIONE DEL CARDINALE BAGNASCO: "SENZA UNA
MORALE RELIGIOSA IL PAESE PERDE UNITA' E IDENTITA'. URGE UNA CONVERSIONE
DEGLI STILI DI VITA"
Il presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS),
Salvatore Martinez, ha rilasciato la seguente dichiarazione in merito
alla prolusione del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei,
tenuta in occasione dell’apertura dei lavori del Consiglio Permanente ad
Ancona: «La prolusione del Cardinale Bagnasco, come sempre lucida e
puntuale, formula un invito chiaro e diretto a tutti i cittadini: è
tempo di dare al Paese una decisa e comune inversione di rotta sul piano
sociale, morale e spirituale. La corsa verso una società neutra,
sostenuta da un libero arbitrio individualista e competitivo, ha
alterato in modo sensibile la coscienza del nostro popolo. L’Italia sta
finendo preda di istinti irrazionali e divenendo succube di tendenze
disgregative perché si vuole accantonare a tutti i costi ogni rimando ad
una “morale religiosa” e cosi confidare soltanto in una “morale
razionale”, laica e laicista, aliena a quei valori spirituali che sempre
hanno fondato e fondano la vita di una comunità. In termini più
espliciti, possiamo affermare: siamo andati troppo avanti, lasciando
indietro l’anima, permettendo che la coscienza si facesse erronea e che
ad un’etica delle virtù si sostituisse la canonizzazione di vizi
pubblici e privati. Decisivo il richiamo del Cardinale Bagnasco a non
concepire la “neutralità dello Stato” come possibilità dello Stato
stesso di prescindere dal suo “profilo interiore”. Ogni Nazione è una
famiglia umana, una famiglia di famiglie, chiamate a condividere ideali
comuni, principi e valori alti, indispensabili per segnare la convivenza
pacifica di un popolo. L’Italia ha bisogno di conversione e di
rinnovamento. Nell’anniversario dell’Unità d’Italia, il miglior regalo
che il Paese potrà fare alla sua storia è ritrovare quella “cultura
della solidarietà”, fatta di ascolto dei bisogni della gente e di umile
ricerca della fraternità umana, che l’ha resa grande più di molti altri
popoli. Un segno concreto è certo da ricercarsi nella “riabilitazione
culturale e morale della famiglia”, capace ancora, prima che sia tardi,
di esprimere soggettività sociale e politica per un nuovo sviluppo del
Paese. Indispensabile, poi, l’appello del Cardinale a rispettare il
“criterio di reciprocità” intorno al tema della libertà religiosa.
L’oscuramento del ruolo pubblico della religione cristiana continua ad
offendere e a ferire ferialmente i cristiani nella loro dignità di
persone. È sempre più evidente il tentativo di sconvolgere, fino a
cancellarla, quella giusta, pacifica, ordinata, intelligente visione del
mondo di cui le nostre società occidentali sono portatrici grazie
all’operosità dei cristiani di ogni tempo, in Europa e nel resto del
mondo». Il RnS è un Movimento ecclesiale che in Italia conta più di 200
mila aderenti, raggruppati in oltre 1.900 gruppi e comunità.
ZENIT - 24 gennaio 2011
“Senza una morale religiosa il Paese perde unità e identità”. Il
presidente del RnS Martinez commenta la prolusione del Card. Bagnasco
ROMA, lunedì, 24 gennaio 2011 (ZENIT.org).- “E' tempo di dare al Paese
una decisa e comune inversione di rotta sul piano sociale, morale e
spirituale”. E' quanto ha detto il presidente nazionale del Rinnovamento
nello Spirito Santo (RnS), Salvatore Martinez, nel fare eco alla
prolusione del Cardinale Angelo Bagnasco per l’apertura dei lavori del
Consiglio Permanente ad Ancona. “La corsa verso una società neutra,
sostenuta da un libero arbitrio individualista e competitivo, ha
alterato in modo sensibile la coscienza del nostro popolo”, ha
continuato il presidente del RnS, un Movimento ecclesiale che in Italia
conta più di 200 mila aderenti, raggruppati in oltre 1.900 gruppi e
comunità. “L’Italia – ha detto – sta finendo preda di istinti
irrazionali e divenendo succube di tendenze disgregative perché si vuole
accantonare a tutti i costi ogni rimando ad una 'morale religiosa' e
così confidare soltanto in una 'morale razionale', laica e laicista,
aliena a quei valori spirituali che sempre hanno fondato e fondano la
vita di una comunità”. “Siamo andati troppo avanti – ha aggiunto –,
lasciando indietro l’anima, permettendo che la coscienza si facesse
erronea e che ad un’etica delle virtù si sostituisse la canonizzazione
di vizi pubblici e privati”. “L’Italia ha bisogno di conversione e di
rinnovamento”, ha sottolineato poi Martinez e per questo
nell’anniversario dell’Unità d’Italia occorre ritrovare quella “'cultura
della solidarietà', fatta di ascolto dei bisogni della gente e di umile
ricerca della fraternità umana, che l’ha resa grande più di molti altri
popoli”.
“Un segno concreto – ha concluso infine – è certo da ricercarsi nella
'riabilitazione culturale e morale della famiglia', capace ancora, prima
che sia tardi, di esprimere soggettività sociale e politica per un nuovo
sviluppo del Paese”.
AVVENIRE - 25 gennaio 2011
RnS. “Serve inversione di rotta sui piani
sociale e morale” - pdf
www.intopic.it - 25 gennaio 2011
Martinez (rns) Sulla Prolusione Del Cardinale Bagnasco
Il presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS),
Salvatore Martinez, ha rilasciato la seguente dichiarazione in merito
alla prolusione del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei,
tenuta in... Continua a leggere
JULIE NEWS - 25 gennaio 2011
Martinez (RnS) sulla prolusione del cardinale Bagnasco
Il presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS),
Salvatore Martinez, ha rilasciato la seguente dichiarazione in merito
alla prolusione del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei,
tenuta in occasione dell’apertura dei lavori del Consiglio Permanente ad
Ancona: «La prolusione del Cardinale Bagnasco, come sempre lucida e
puntuale, formula un invito chiaro e diretto a tutti i cittadini: è
tempo di dare al Paese una decisa e comune inversione di rotta sul piano
sociale, morale e spirituale. La corsa verso una società neutra,
sostenuta da un libero arbitrio individualista e competitivo, ha
alterato in modo sensibile la coscienza del nostro popolo. L’Italia sta
finendo preda di istinti irrazionali e divenendo succube di tendenze
disgregative perché si vuole accantonare a tutti i costi ogni rimando ad
una “morale religiosa” e cosi confidare soltanto in una “morale
razionale”, laica e laicista, aliena a quei valori spirituali che sempre
hanno fondato e fondano la vita di una comunità. In termini più
espliciti, possiamo affermare: siamo andati troppo avanti, lasciando
indietro l’anima, permettendo che la coscienza si facesse erronea e che
ad un’etica delle virtù si sostituisse la canonizzazione di vizi
pubblici e privati. Decisivo il richiamo del Cardinale Bagnasco a non
concepire la “neutralità dello Stato” come possibilità dello Stato
stesso di prescindere dal suo “profilo interiore”. Ogni Nazione è una
famiglia umana, una famiglia di famiglie, chiamate a condividere ideali
comuni, principi e valori alti, indispensabili per segnare la convivenza
pacifica di un popolo. L’Italia ha bisogno di conversione e di
rinnovamento. Nell’anniversario dell’Unità d’Italia, il miglior regalo
che il Paese potrà fare alla sua storia è ritrovare quella “cultura
della solidarietà”, fatta di ascolto dei bisogni della gente e di umile
ricerca della fraternità umana, che l’ha resa grande più di molti altri
popoli. Un segno concreto è certo da ricercarsi nella “riabilitazione
culturale e morale della famiglia”, capace ancora, prima che sia tardi,
di esprimere soggettività sociale e politica per un nuovo sviluppo del
Paese. Indispensabile, poi, l’appello del Cardinale a rispettare il
“criterio di reciprocità” intorno al tema della libertà religiosa.
L’oscuramento del ruolo pubblico della religione cristiana continua ad
offendere e a ferire ferialmente i cristiani nella loro dignità di
persone. È sempre più evidente il tentativo di sconvolgere, fino a
cancellarla, quella giusta, pacifica, ordinata, intelligente visione del
mondo di cui le nostre società occidentali sono portatrici grazie
all’operosità dei cristiani di ogni tempo, in Europa e nel resto del
mondo». Il RnS è un Movimento ecclesiale che in Italia conta più di 200
mila aderenti, raggruppati in oltre 1.900 gruppi e comunità.
LA PERFETTA LETIZIA - 25 gennaio 2011
“Senza una morale religiosa il Paese perde unità e identità. Urge una
conversione degli stili di vita”. Martinez (Rinnovamento nello Spirito)
sulla prolusione del cardinale Bagnasco
Il presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS),
Salvatore Martinez, ha rilasciato la seguente dichiarazione in merito
alla prolusione del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei,
tenuta in occasione dell’apertura dei lavori del Consiglio Permanente ad
Ancona: «La prolusione del Cardinale Bagnasco, come sempre lucida e
puntuale, formula un invito chiaro e diretto a tutti i cittadini: è
tempo di dare al Paese una decisa e comune inversione di rotta sul piano
sociale, morale e spirituale. La corsa verso una società neutra,
sostenuta da un libero arbitrio individualista e competitivo, ha
alterato in modo sensibile la coscienza del nostro popolo. L’Italia sta
finendo preda di istinti irrazionali e divenendo succube di tendenze
disgregative perché si vuole accantonare a tutti i costi ogni rimando ad
una “morale religiosa” e cosi confidare soltanto in una “morale
razionale”, laica e laicista, aliena a quei valori spirituali che sempre
hanno fondato e fondano la vita di una comunità. In termini più
espliciti, possiamo affermare: siamo andati troppo avanti, lasciando
indietro l’anima, permettendo che la coscienza si facesse erronea e che
ad un’etica delle virtù si sostituisse la canonizzazione di vizi
pubblici e privati. Decisivo il richiamo del Cardinale Bagnasco a non
concepire la “neutralità dello Stato” come possibilità dello Stato
stesso di prescindere dal suo “profilo interiore”. Ogni Nazione è una
famiglia umana, una famiglia di famiglie, chiamate a condividere ideali
comuni, principi e valori alti, indispensabili per segnare la convivenza
pacifica di un popolo. L’Italia ha bisogno di conversione e di
rinnovamento. Nell’anniversario dell’Unità d’Italia, il miglior regalo
che il Paese potrà fare alla sua storia è ritrovare quella “cultura
della solidarietà”, fatta di ascolto dei bisogni della gente e di umile
ricerca della fraternità umana, che l’ha resa grande più di molti altri
popoli. Un segno concreto è certo da ricercarsi nella “riabilitazione
culturale e morale della famiglia”, capace ancora, prima che sia tardi,
di esprimere soggettività sociale e politica per un nuovo sviluppo del
Paese. Indispensabile, poi, l’appello del Cardinale a rispettare il
“criterio di reciprocità” intorno al tema della libertà religiosa.
L’oscuramento del ruolo pubblico della religione cristiana continua ad
offendere e a ferire ferialmente i cristiani nella loro dignità di
persone. È sempre più evidente il tentativo di sconvolgere, fino a
cancellarla, quella giusta, pacifica, ordinata, intelligente visione del
mondo di cui le nostre società occidentali sono portatrici grazie
all’operosità dei cristiani di ogni tempo, in Europa e nel resto del
mondo».
SIR - 25 gennaio 2011
PROLUSIONE CARD. BAGNASCO: MARTINEZ (RNS), “DECISA E COMUNE INVERSIONE
DI ROTTA”
“La prolusione del card. Bagnasco formula un invito chiaro e diretto a
tutti i cittadini: è tempo di dare al Paese una decisa e comune
inversione di rotta sul piano sociale, morale e spirituale. La corsa
verso una società neutra, sostenuta da un libero arbitrio individualista
e competitivo, ha alterato in modo sensibile la coscienza del nostro
popolo”. Così, ieri sera, il presidente nazionale del Rinnovamento nello
Spirito Santo (Rns), Salvatore Martinez, ha commentato le parole del
presidente della Cei. Per Martinez è stato “decisivo il richiamo del
card. Bagnasco a non concepire la ‘neutralità dello Stato’ come
possibilità dello Stato stesso di prescindere dal suo ‘profilo
interiore’. L’Italia ha bisogno di conversione e di rinnovamento”.
Nell’anniversario dell’Unità d’Italia, ha aggiunto, “il miglior regalo
che il Paese potrà fare alla sua storia” è ritrovare la “cultura della
solidarietà”. Un segno concreto è da ricercarsi nella “riabilitazione
culturale e morale della famiglia”, capace ancora “di esprimere
soggettività sociale e politica per un nuovo sviluppo del Paese”.
“Indispensabile, poi, l’appello del cardinale a rispettare il ‘criterio
di reciprocità’ intorno al tema della libertà religiosa. L’oscuramento
del ruolo pubblico della religione cristiana – ha concluso Martinez -
continua ad offendere e a ferire ferialmente i cristiani nella loro
dignità di persone”.
www.chiesacattolica.it - 25 gennaio 2011
PROLUSIONE CARD. BAGNASCO: MARTINEZ (RNS), "DECISA E COMUNE INVERSIONE
DI ROTTA"
“La prolusione del card. Bagnasco formula un invito chiaro e diretto a
tutti i cittadini: è tempo di dare al Paese una decisa e comune
inversione di rotta sul piano sociale, morale e spirituale. La corsa
(...)
ECISA E COMUNE INVERSIONE DI ROTTA”
WWW.CATANIANOTIZIE.IT - 26 gennaio 2011
Rinnovamento dello Spirito, il presidente Martinez e le parole del
cardinale Bagnasco
ANCONA - Il presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo
(RnS), Salvatore Martinez, ha rilasciato la seguente dichiarazione in
merito alla prolusione del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della
Cei, tenuta in occasione dell’apertura dei lavori del Consiglio
Permanente ad Ancona: «La prolusione del Cardinale Bagnasco, come sempre
lucida e puntuale, formula un invito chiaro e diretto a tutti i
cittadini: è tempo di dare al Paese una decisa e comune inversione di
rotta sul piano sociale, morale e spirituale...
I VESPRI - 26 gennaio 2011
Rinnovamento dello Spirito, il presidente Martinez e le parole del
cardinale Bagnasco
ANCONA - Il presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo
(RnS), Salvatore Martinez, ha rilasciato la seguente dichiarazione in
merito alla prolusione del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della
Cei, tenuta in occasione dell’apertura dei lavori del Consiglio
Permanente ad Ancona: «La prolusione del Cardinale Bagnasco, come sempre
lucida e puntuale, formula un invito chiaro e diretto a tutti i
cittadini: è tempo di dare al Paese una decisa e comune inversione di
rotta sul piano sociale, morale e spirituale... La corsa verso una
società neutra, sostenuta da un libero arbitrio individualista e
competitivo, ha alterato in modo sensibile la coscienza del nostro
popolo. L’Italia sta finendo preda di istinti irrazionali e divenendo
succube di tendenze disgregative perché si vuole accantonare a tutti i
costi ogni rimando ad una “morale religiosa” e cosi confidare soltanto
in una “morale razionale”, laica e laicista, aliena a quei valori
spirituali che sempre hanno fondato e fondano la vita di una comunità.
In termini più espliciti, possiamo affermare: siamo andati troppo
avanti, lasciando indietro l’anima, permettendo che la coscienza si
facesse erronea e che ad un’etica delle virtù si sostituisse la
canonizzazione di vizi pubblici e privati. Decisivo il richiamo del
Cardinale Bagnasco a non concepire la “neutralità dello Stato” come
possibilità dello Stato stesso di prescindere dal suo “profilo
interiore”. Ogni Nazione è una famiglia umana, una famiglia di famiglie,
chiamate a condividere ideali comuni, principi e valori alti,
indispensabili per segnare la convivenza pacifica di un popolo. L’Italia
ha bisogno di conversione e di rinnovamento. Nell’anniversario
dell’Unità d’Italia, il miglior regalo che il Paese potrà fare alla sua
storia è ritrovare quella “cultura della solidarietà”, fatta di ascolto
dei bisogni della gente e di umile ricerca della fraternità umana, che
l’ha resa grande più di molti altri popoli. Un segno concreto è certo da
ricercarsi nella “riabilitazione culturale e morale della famiglia”,
capace ancora, prima che sia tardi, di esprimere soggettività sociale e
politica per un nuovo sviluppo del Paese. Indispensabile, poi, l’appello
del Cardinale a rispettare il “criterio di reciprocità” intorno al tema
della libertà religiosa. L’oscuramento del ruolo pubblico della
religione cristiana continua ad offendere e a ferire ferialmente i
cristiani nella loro dignità di persone. È sempre più evidente il
tentativo di sconvolgere, fino a cancellarla, quella giusta, pacifica,
ordinata, intelligente visione del mondo di cui le nostre società
occidentali sono portatrici grazie all’operosità dei cristiani di
ogni tempo, in Europa e nel resto del mondo». Il RnS è un Movimento
ecclesiale che in Italia conta più di 200 mila aderenti, raggruppati in
oltre 1.900 gruppi e comunità.