RASSEGNA STAMPA
Articolo pubblicato sul settimanale Famiglia Cristiana
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CHIESA FEDELTÀ ALLA PAROLA E CAPACITÀ DI ASCOLTO Di lui apprezzano la fermezza sui valori, unita alla dote di leggere con pazienza e attenzione i segni dei tempi. E di saper parlare con la società. Gli ricordano i giovani, che lui conosce bene per essere stato prete negli scout dell’Agesci, tra gli universitari della Fuci e tra i militari italiani. Ma gli chiedono anche fermezza su valori e identità, facendo risaltare la Parola di Dio e il Vangelo dell’amore. Le associazioni e i movimenti del mondo cattolico italiano porgono auguri non formali ad Angelo Bagnasco, nuovo presidente della Conferenza episcopale. E infilano tra le parole qualche preoccupazione per questo tempo difficile e complesso della vita del Paese. Osserva la presidenza dell’Azione cattolica che la Chiesa va «resa sempre più esperta in umanità, promuovendone la presenza e l’azione nel mondo» e a Bagnasco assicura impegno in linea con «la scelta religiosa, figlia del Concilio Vaticano II». Alberto Savorana, direttore di Tracce, il mensile di Comunione e liberazione, rileva che il Papa ha affidato a Bagnasco «il peso di una grande responsabilità»: «Accompagnare, insieme a tutti i vescovi e in comunione con Benedetto XVI, il popolo cristiano in Italia verso una familiarità con Cristo, per testimoniare nella società una fede ragionevole, soprattutto in questo tempo di confusione». Anche Federica Di Lascio e Tiziano Torresi, presidenti della Fuci, ritengono che in questo momento per la Chiesa italiana il grande compito sia quello di individuare una «nuova e lungimirante sintesi tra fede e ragione», cioè «leggere e interpretare con pazienza e umiltà la società in cui siamo immersi». Angelo Bagnasco lo saprà fare, dicono, perché ha «capacità di ascoltare, unita a una grande fermezza». Anche tra gli scout dell’Agesci Bagnasco ha lavorato per lungo tempo. Spiega Chiara Sapigni, oggi al vertice dell’associazione: «Conosce la fatica di educare i giovani con saggezza e libertà. E sa che le parole non bastano, ma occorre l’esperienza concreta. Se possono permettermi di commentare la scelta di Benedetto XVI, voglio dire che Angelo Bagnasco sarà davvero un "buon investimento" per la Chiesa italiana». Edio Costantini, presidente del Csi, vede nell’esperienza di Bagnasco tra i giovani «una certezza di attenzione alle proposte educative che nascono nell’ambito dello sport e degli oratori». Mario Marazziti, portavoce della Comunità di Sant’Egidio, definisce monsignor Bagnasco una persona «saggia e colta, che si metterà al servizio della collegialità dei vescovi e della speranza, virtù di cui oggi l’Italia ha bisogno». Marazziti rileva che sono tre le parole sulle quali Bagnasco deve puntare: «Solidarietà, giustizia e cultura. Servono per dare vigore a un’identità cristiana che non sfida nessuno, ma si costruisce insieme a tutti». Alla cultura e all’educazione si richiama anche Luigi Morgano, segretario della Fism, la Federazione delle scuole materne, che chiede a Bagnasco «attenzione per la scuola e la piena parità scolastica». Il presidente delle Acli Andrea Olivero punta sull’essenzialità del Vangelo e del primato della Parola: «Forse ci preoccupiamo troppo della fragilità della barca della Chiesa, abbiamo paura di affondare e ci affatichiamo vanamente per renderla più robusta. Credo che monsignor Bagnasco ci aiuterà a mantenerci leggeri e a navigare con coraggio e speranza, confidando nel vento dello Spirito e della Parola». Sulla Parola insiste anche Ernesto Olivero, fondatore del Sermig di Torino, che dal nuovo presidente della Cei si aspetta «meno parole e più Parola» e fa l’esempio della pace: «La Chiesa italiana deve dire che le guerre non sono inevitabili e che per cancellarle dalla storia occorre disarmare i cuori, ma anche l’industria, la politica, la diplomazia e i bilanci dello Stato». Il «fondamentale contributo al cammino verso la pace e la fratellanza» della Chiesa italiana è richiamato anche da Carlo Costalli, presidente del Mcl, il Movimento cristiano dei lavoratori, mentre Marco Arquini, dirigente dei Focolarini, a nome di Chiara Lubich si sofferma sulla «necessità dell’amore, unico paradigma in una società sempre più frammentata, liquida e con relazioni fredde». I Focolarini, al nuovo presidente della Cei chiedono di dare spazio «al protagonismo delle famiglie e dei giovani». Salvatore Martinez, a capo del Rinnovamento nello Spirito, è sicuro che Angelo Bagnasco camminerà nel solco tracciato dal cardinale Camillo Ruini circa «la testimonianza del Vangelo, oggi sempre più osteggiata dal relativismo etico» poiché, dice Martinez, è «uomo di dialogo e di grande apertura allo Spirito». Auguri e assicurazioni del proprio impegno arrivano anche dal vicario dell’Opus Dei per l’Italia monsignor Lucio Norbedo: «Bagnasco ci conosce e sa che serviamo la Chiesa come vuol essere servita, cioè mettendo in pratica responsabilmente gli insegnamenti del Magistero». Alberto Bobbio http://www.sanpaolo.org/fc/0711fc/0711fc49.htm
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