Donato Sciannameo

Con lo sguardo al futuro


Si avvicina la festività della Pentecoste e il nostro ricordo va in Piazza San Pietro lo scorso anno: eravamo lì, provenienti da tutte le regioni d’Italia, oltre ventimila, per celebrare insieme al Papa Giovanni Paolo II il Vespro di Pentecoste.

A un invito del Papa pervenuto una settimana prima della festa, il Rinnovamento è accorso, perché quando un Padre chiama, i figli non possono disattendere i suoi desideri. Un festoso sventolio di fazzoletti accolse il Papa sofferente che dalla Basilica si apprestava a presiedere la Celebrazione in Piazza San Pietro.

In quella occasione, la grande famiglia del Rinnovamento ha dato testimonianza di fedeltà al Papa e alla Chiesa, mostrando una maturità ecclesiale oggi riconosciuta e apprezzata da molti vescovi.

Già in quella occasione, si notò la difficoltà fisica del Papa a partecipare alla Celebrazione e quando, a conclusione di quell’evento, ci fu data l’opportunità di avvicinarlo per il consueto baciamano, ci rendemmo conto della grande testimonianza che egli, malato e sofferente, stava dando a tutti noi.

Ma se da un lato la forza dello Spirito Santo lo ha sorretto spiritualmente dandogli sempre nuovo entusiasmo e gioia di vivere fino alla fine, dall’altro la malattia, in un processo ineluttabile, lo ha consumato poco alla volta, fino all’ultimo respiro, quando si è arreso definitivamente all’abbraccio del Padre che lo attendeva per consegnargli il premio per una vita fedele, spesa interamente nel manifestare l’amore di Dio in mezzo
agli uomini. E se persino i non credenti sono rimasti colpiti dalla testimonianza di questo Papa, a maggior ragione noi che da lui siano stati amati, incoraggiati e aiutati nella nostra esperienza ecclesiale, non potevamo ridurre l’evento della morte del Papa a qualche articolo di circostanza.

L’idea, allora, di unire a questa Rivista, che esce con numero di pagine ridotto, uno “speciale” su Giovanni Paolo II, da leggere e conservare come dono prezioso.

In questo “speciale”, oltre a ripercorrere il cammino fatto insieme al Papa, attraverso le udienze, le lettere e i messaggi inviati al Rinnovamento nelle varie occasioni, abbiamo raccolto approfondimenti su alcuni aspetti della vita e del pontificato di Giovanni Paolo II, come ad esempio le sue radici appartenenti alla Chiesa del silenzio, la difesa della famiglia e della vita nascente, il rapporto con la politica, il valore della sofferenza, la scelta dei giovani e il suo testamento spirituale.

Ma la storia continua: dopo aver giustamente richiamato l’opera di Giovanni Paolo II, occorre guardare avanti: sugli apostoli riuniti nel Cenacolo, il giorno della Pentecoste, il Padre ha effuso abbondantemente il suo Spirito e da quel momento tutto è cambiato.

Anche oggi, dopo circa 2000 anni, si ripete la stessa scena: ancora una volta il Padre ha effuso il suo Spirito sui Cardinali, odierni apostoli, riuniti nel Cenacolo (Conclave).

Nella grazia della Pentecoste, ci ha donato il nuovo Pontefice Benedetto XVI nella persona di Joseph Ratzinger, al quale abbiamo dedicato le pagine centrali di questa Rivista, per un primo affettuoso saluto.

Noi, in virtù della nostra esperienza di fede siamo certi che lo Spirito Santo c’è e soffia potentemente: sta all’uomo aprire il cuore e la mente per comprendere il progetto di Dio per la Chiesa di questo tempo.

Nei nostri gruppi è sempre Pentecoste, ogni volta che ci incontriamo in preghiera e perché, come ci ricorda san Paolo, senza lo Spirito Santo nessuno può dire «Gesù è il Signore» (1 Cor 12, 3). Lo stesso Spirito ci guida alla verità, al discernimento, alla carità fraterna, alle opere di misericordia corporale e spirituale.

Dalla Pentecoste di 2000 anni fa nasceva la Chiesa, una nuova comunità di credenti, che aveva fatto l’esperienza personale di Cristo Gesù e che viveva l’entusiasmo di una scelta trasformante. Dalla Pentecoste del 2005 la Chiesa vivrà la nuova rinascita sotto la guida del neo eletto Papa Benedetto XVI, che saprà condurre tutto il popolo dei credenti verso la salvezza. Questo è l’augurio al nostro nuovo Papa, questa è la certezza della nostra fede.

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