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I semi di speranza
«Le interrogazioni e le domande
sono per la filosofia più essenziali delle risposte, e ogni risposta viene
nuovamente e continuamente messa in questione»: questa è filosofia.
Come ricordava lo scrittore inglese Oscar Wilde, «a dar le risposte sono
capaci tutti: è a far le domande che ci vuole un genio».
Nella società di oggi tutti cercano di dare risposte,
più o meno scontate, risposte alcune volte superficiali, simili a slogan
pubblicitari, più che a ragionamenti pensati e frutto di riflessione.
«Ciò che ai nostri giorni si è perso è proprio questa
ansia della scoperta, il fremito della ricerca, il coraggio di andar oltre
il luogo comune… sono, e invece, le grandi e ultime domande a mettere in
moto l’anima e a dare senso alla vita», ci ricordava mons. Gianfranco
Ravasi nel suo “Mattutino”, sul Messaggero di qualche mese fa.
E il Rinnovamento, che cerca di incarnare la migliore
filosofia di vita, ha saputo porre delle domande che a molti storici erano
sfuggite; tra queste, ci chiediamo: che ruolo ha avuto lo Spirito Santo
nella storia umana del Novecento?
Questo secolo viene descritto da molti come un periodo
di secolarizzazione, con tanti eventi tragici e cambiamenti profondi. Ma
così non è: infatti, forti sono stati i segni e i semi di vita e di
speranza che uomini e donne hanno gettato nei solchi del Novecento e tanti
gli sguardi di carità e i gesti luminosi in questo secolo disseminato di
luci e di presenze di uomini e donne che hanno saputo e voluto
testimoniare il bene.
Una rilettura, quindi, del Novecento in chiave
spirituale: questo lo scopo del Convegno di Lucca, dal 30 settembre al 2
ottobre prossimo, un convegno promosso dal Rinnovamento, ma che ha avuto
il sostegno del Pontificio Consiglio per i Laici, del Progetto Culturale
della CEI, del Senato della Repubblica italiana, del Movimento dei
Focolarini e di S. Egidio.
Questo Convegno vedrà la partecipazione di tanti
illustri rappresentanti della Chiesa cattolica e delle altre religioni,
oltre a letterati, storici, economisti, scienziati e tanti altri esperti
dei diversi campi della vita umana per dare visibilità all’azione dello
Spirito Santo, grande protagonista del Novecento, che ha suscitato opere
di forte impronta carismatica diffondendo semi di verità e giustizia nei
campi più svariati (ecclesiale, sociale, culturale, scientifico, politico,
sportivo).
Una rilettura che spronerà a individuare semi di
speranza anche nel nostro tempo funestato dal terrorismo, dalla paura di
un futuro che appare sempre più incerto e inquietante.
L’opera dello Spirito è senza posa e agisce nella
profondità della storia irrorando e risanando le radici più recondite e
riposte. La memoria di ogni epoca non si costruisce soltanto su fatti o
eventi particolari quanto sul significato che in essi riluce, in virtù e
in favore dell’azione perseverante e santificante dello Spirito che tutto
rinnova per preparare il tempo di Dio.
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