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Vademecum RnS


Presentazione


«So che il Rinnovamento nello Spirito vuole continuare a vivere questa straordinaria esperienza spirituale con entusiasmo, e riportarla quale annunzio evangelizzatore agli uomini e alle donne della nostra epoca» (Papa Benedetto XVI, Lettera autografa in occasione della XXX Convocazione Nazionale dei Gruppi e delle Comunità del RnS. Città del Vaticano, 28 aprile 2007).
Diamo alle stampe questo Vademecum in un anno di speciale grazia: il 40° dalla nascita del Rinnovamento nel mondo. Risuonano incoraggianti e lungimiranti le parole del Santo Padre che, all'inizio del nostro quadriennio di servizio, ha voluto ancora sottolineare l'attualità del dono del RnS con un gesto - la Lettera autografa - davvero unico.

A ben vedere, l'anno 2007 si è aperto con un altro decisivo passaggio: l'approvazione degli Statuti revisionati (il primo riconoscimento era avvenuto nel 1996, su un testo redatto nei primi anni '90) da parte del Consiglio Permanente della CEI, in data 22-25 gennaio 2007.

«Nel valutare il nuovo articolato statutario, il Consiglio Episcopale Permanente ha particolarmente apprezzato la chiara riaffermazione del fatto che l'adesione all'Associazione si fonda sulla scelta di intraprendere un cammino di fede e non una generica "esperienza spirituale", secondo un itinerario di preghiera, vita comunitaria sacramentale e carismatica, formazione permanente e fraternità nel sostegno reciproco» (S.E.R. mons. Giuseppe Betori, Segretario generale della CEI, Lettera accompagnatoria al Decreto di approvazione. Roma, 31 gennaio 2007).

Queste espressioni di apprezzamento si fanno per noi consapevolezza di una testimonianza sempre più audace ed efficace da rendere al Vangelo dello Spirito Santo.

Il Vademecum è una "presentazione" dell'identità e della missione specifica del Rinnovamento nello Spirito in Italia e all'estero. Uno strumento assai utile per comprendere il cammino svolto e le linee programmatiche individuate dal Consiglio Nazionale per il quadriennio 2007-2010.

Anno dopo anno la nostra fede è stata sempre più interpellata da due grandi sfide, per usare un'espressione ricorrente nel pensiero dei Papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI:

• la sfida della maturità ecclesiale
• la sfida del relativismo.

Sono due grandi consegne, alle quali intendiamo offrire risposte di senso e d'impegno ancora più eloquenti, da condividere anche con chi non è parte del RnS.

Per un verso (maturità ecclesiale) si tratta di rendersi partecipi e interpeti di una nuova stagione di responsabilità ecclesiale, così da assumere il destino delle nostre Chiese locali, l'opera di rievangelizzazione dei battezzati, la formazione di nuovi animatori e responsabili.

Dall'altro (relativismo), riaffermare nella storia il primato della dimensione spirituale, di una laicità sana e "veramente" attenta alla promozione dell'uomo, della sua dimensione interpersonale, familiare e sociale. L'articolazione interna del Vademecum conduce il lettore, attraverso specifiche aree di interesse, all'approfondimento delle informazioni salienti sulla vita del Rinnovamento nello Spirito, sempre considerato nella sua triplice e univoca rappresentazione di corrente di grazia, di associazione privata di fedeli e di movimento ecclesiale.

Preziose, per un approfondimento teologico ed ecclesiologico, sono le parti relative agli interventi più autorevoli del Magistero e ad alcuni scritti ufficiali, che testimoniano le caratteristiche proprie della nostra esperienza carismatica in Italia.

Si segnalano, poi, la condivisione dei progetti e delle speciali iniziative promosse dal RnS, anche fuori dai confini italiani, e l'attività editoriale che attesta l'impegno formativo del Movimento - ad intra e ad extra - per diffondere la "cultura della Pentecoste" tanto desiderata da Giovanni Paolo II.

Desideriamo riaffermare un'idea guida per il nostro Movimento: essere non tanto un'"istituzione" tra le altre, ma una "missione", che esprime - nello spazio e nel tempo - la continuità con il Cenacolo e con la Piazza di Gerusalemme, come a Pentecoste, segnatamente nel ricorso ai carismi e ai ministeri suscitati dallo Spirito, nella testimonianza di vita nuova da rendere al mondo. Un osmosi tra ecclesiale e sociale, che faccia del RnS non soltanto una valida "presenza nella Chiesa", ma anche una significativa presenza della Chiesa nel mondo.

C'è un deposito carismatico, una tradizione, una prassi che vanno conservate, esperimentate, arricchite, incentivate, diffuse. Questo è il nostro impegno, nella speranza che quanti avranno tra le mai questo Vademecum si lascino contagiare dall'entusiasmo che ci anima e si rendano partecipi e protagonisti della grazia del Rinnovamento nello Spirito.

Per il Comitato Nazionale di Servizio
e il Consiglio Nazionale
Salvatore Martinez
Presidente nazionale
Rinnovamento nello Spirito Santo


Organi pastorali


CONSIGLIO NAZIONALE

"Il Consiglio Nazionale è composto: dal Comitato Nazionale di Servizio; dai Coordinatori regionali; da sei componenti eletti dall'Assemblea Nazionale; da un componente eletto da ogni regione che abbia un numero di realtà locali riconosciute superiore a cento; fino a quattro componenti designati dal Comitato Nazionale di Servizio; dai seguenti componenti di diritto: il Presidente della Cooperativa Servizi RnS; il Direttore della Rivista ufficiale del Rinnovamento nello Spirito Santo" (cf Statuto dell'Associazione "Rinnovamento nello Spirito Santo", art. 17).

COMITATO NAZIONALE DI SERVIZIO

"Il Comitato Nazionale di Servizio è composto da: il Presidente; il Coordinatore nazionale; il Consigliere spirituale nazionale; il Direttore; altri componenti eletti dal Consiglio nazionale fino a un massimo di tre". "Il Consiglio Nazionale sceglie il Consigliere spirituale nazionale secondo quanto disposto dall'art. 24, tra i sacerdoti secolari e religiosi aderenti all'Associazione stessa, e ne chiede conferma alla Conferenza Episcopale Italiana" (cf Statuto dell'Associazione "Rinnovamento nello Spirito Santo", artt. 18 e 21).

Martinez Salvatore
Presidente nazionale
e-mail: rns@rns-italia.it 

Landi Mario
Coordinatore nazionale
e-mail: mariolandi@rns-italia.it 

Reni Marcella
Direttore
e-mail: marcellareni@rns-italia.it 

Alberti padre Giovanni
e-mail: lastelladelmare@libero.it 

De Dominicis Dino
e-mail: dedodi@rns-italia.it 

Di Fulvio don Fulvio
e-mail: donfulvio@comunitaemanuele.it 

Pietrogrande don Guido
Consigliere Spirituale Nazionale
e-mail: g.pietrogrande@salesianinordest.it
 

COORDINATORI REGIONALI

"Il Coordinatore regionale è eletto dal Consiglio regionale fra i componenti del Comitato regionale di servizio" (cf Statuto dell'Associazione "Rinnovamento nello Spirito Santo", art. 15).


ABRUZZO

Agrelli Giordano Emma
e-mail: emma.agrelli@libero.it 
Segreteria regionale
c/o Di Filippo Rogato Giuliana
Via B. Croce, 249 - 65126 Pescara
Tel./fax 08560263
e-mail: seg.reg.rns.abruzzo@tin.it 


BASILICATA

Monaco Lindo
e-mail: lindomonaco@rns-italia.it 
Segreteria Regionale
c/o Oriolo Filippo
Via Latina, 26 - 75025 Policoro (MT)
Tel. 0835981154 - 985857
fax 08351820196
e-mail: rns.basilicata@tiscalinet.it 


CALABRIA

D'Urzo Pasquale
e-mail: pasqualedurzo@libero.it 
Segreteria regionale
c/o Enzo Scionti
Via B. Buozzi, 103 - 89015 Palmi (RC)
Tel. 096624610 - e-mail piesci@alice.it 


CAMPANIA

Guzzo Amabile
e-mail: amabile.guzzo@tin.it 
Segreteria Regionale
C/o Parrocchia S. Maria della Speranza
Via F. Turco
84091 Battipaglia (SA)
Tel. 0828 344509
e-mail: segreteria@rns-campania.it 


EMILIAROMAGNA

Cavalieri Mario
e-mail: m.cavalieri@rns-emiliaromagna.it 
Segreteria Regionale
C/o Iside Giambi
Via Alberi, 10/b - 47100 Forlì (FC)
Tel. 0543782238
e-mail: igiambi@hotmail.com 


FRIULI VENEZIA GIULIA

Gustini Marco
e-mail: marco.gustini@libero.it 
Segreteria Regionale
C/o Facchin Giovanni
Via Paduina, 8 - 34125 Trieste
Tel. 04063645
e-mail: rnsgio@yahoo.it 


LAZIO

Palladino Franca
e-mail: franca.palladino@e-mail.it 
Segreteria Regionale
C/o Nino Giornofelice
Via Joyce 10- 00143 Roma
Tel./fax 065003862
e-mail: giornofelice@tiscali.it 


LIGURIA

La Gamba Pino
e-mail: pinolagamba@libero.it 
Segreteria Regionale
C/o Fornaciari Elisabetta
Via Spalato, 55/3 SIN - 16141Genova
e-mail: segreteria.rnsl@rns-liguria.it 


LOMBARDIA

Gulisano Eugenio
e-mail: eugeniogulisano@infinito.it 
Segreteria Regionale
C/o Fiorenza Pezzotti Negretti
Via Campioni 28 - 25127 Brescia
Tel. 030393281
e-mail: rns.lombardia@libero.it 


MARCHE

Luzietti Federico
e-mail: alafelu@alice.it 
Segreteria regionale
C/o il Coordinatore regionale


MOLISE

Di Nezza Paolo
e-mail: dinepa@tiscali.it 
Segreteria Regionale RnS - Molise
C/o Corrado Paola
Via delle Rose,10 86170 Isernia
Tel. 08653898
e-mail: segreteriamolise@tiscali.it 


PIEMONTE E VALLE D'AOSTA

Lorenzo Pasquariello
e-mail: lorenzopasquariello@rns-italia.it
Segreteria Regionale
C/o Silvano Maria Grazia
Via Arduino, 67 - 10095 Grugliasco (TO)
Tel. 01119702121
e-mail: mariagrazia.silvano@fastwebnet.it 


PUGLIA

Pesare Gianfranco
e-mail: gianfranco.pesare@alice.it 
Segreteria Regionale
C/o Buda Patrizia - Via U. Terracini, 11
70042 Mola di Bari (BA)
Tel./ fax 0804737101
e-mail: segreg@libero.it 


SARDEGNA

Nieddu Domenico
e-mail: domenico.nieddu@tiscali.it 
Segreteria regionale
C/o il Coordinatore regionale


SICILIA

Cicchirillo Ignazio
e-mail: ignaziocicchirillo@tin.it 
Segreteria regionale
C/o Rizzo Rita - Via Donna Nuova, 91
94100 Enna
Tel. 0935500400 fax 0935502100
e-mail: rnssicilia@rnssicilia.com 


TOSCANA

Pantaleoni Alessandro
e-mail: alepantaleo@inwind.it 
Segreteria Regionale
C/o Di Marco Maria Grazia
Via Don Aldo Mei 11
55012 Capannori (LU)
Tel./Fax 0583 933654
e-mail: panta.grazia@libero.it 


TRENTINO ALTO ADIGE

Buzzini Antonio
e-mail: antonio.buzzini@gmail.com 
Segreteria Regionale
C/o Bassi Daniele
Via Brennero, 34k
39049 Vipiteno (BZ)
Tel. 0472764670
e-mail: daniele.bassi@tele2.it 


UMBRIA

Mezzetti Daniele
e-mail: daniele.mezzetti@libero.it 
Segreteria Regionale
C/o Michela Massaro
Via Campagna 92/F
05021 Acquasparta (TR)
e-mail: michelamassaro@libero.it 


VENETO

Righetti Giuseppe
e-mail: righetti.gi@tiscali.it
Segreteria Regionale
C/o Baso Pietro
Via C. B. Cavour, 9
30175 Marghera (VE)
tel. 041931958
e-mail: pietrobaso@libero.it 


SVIZZERA e GERMANIA

Nicoli Roberto
e-mail: roberto.nicoli@ticino.com 
Segreteria regionale
C/o Coordinatore regionale


CONSIGLIERI NAZIONALI AGGIUNTI
eletti dall'Assemblea Nazionale (ai sensi dell'Art. 16 e 17 dello Statuto)


Animazione carismatica

Lucca Giovanna
e-mail: l.giovanna@libero.it 
Tortonese Maria
e-mail: sion23@libero.it 


Ambito evangelizzione e missione

Fascetta Sebastiano
e-mail: seba.f@virgilio.it 
Merlo Piergiorgio
e-mail: pgmerlo@libero.it 


Ambito famiglia e giovani

Passarello Gino
e-mail: g.passarello@libero.it 
Torre Cinzia
e-mail: cinziatorre2004@libero.it 


CONSIGLIERI NAZIONALI DESIGNATI
dai Comitati regionali di servizio delle regioni con un numero di gruppi e comunità superiore a cento (ai sensi dell'Art. 17 dello Statuto)


Campania
Di Cicco Clara
e-mail: amicomose@interfree.it 


Puglia
Di Cugno Mimmo
e-mail: logosoter@libero.it 


Piemonte
Pasquariello Lorenzo
e-mail: lorenzopasquariello@tiscali.it 


Lombardia
Sebastiano Piero
e-mail: drpsebastiano@dracmanet.it 


Sicilia
Trovato Angelo
e-mail: drawot@tin.it
 

CONSIGLIERI NAZIONALI MEMBRI DI DIRITTO

(ai sensi dell'Art. 17 dello Statuto)


Direttore Rivista Rinnovamento nello Spirito Santo
Sciannameo Donato
e-mail: donatosciannameo@rns-italia.it 


Presidente Cooperativa "Servizi RnS"
Zunino Paolo
e-mail: paolozunino@rns-italia.it
 


Indirizzi utili



Segreteria Nazionale
Via degli Olmi 62
00172 Roma
tel. 062310407-2310408
fax 062310409
rns@rns-italia.it
 
Redazione Riviste - Ufficio stampa
Sito Internet
tel. 062301376 - fax 062304336
rivista@rns-italia.it 
ufficiostampa@rns-italia.it 
www.rns-italia.it 

Abbonamenti Riviste - Carta Fraterna
tel. 062300265 - fax 062310409
abbonamenti@rns-italia.it 

Cooperativa "Servizi Rinnovamento
nello Spirito Santo" S.c.p.l.
Via degli Olmi, 62
00172 Roma
tel. 0623239941 - fax 062305014
servizi@rns-italia.it 

Prenotazioni alberghiere
tel. 0623239882
fax 062304655 - 2305014
servizi@rns-italia.it 

Corsi di formazione
tel. 0623239914 - fax 062310409
servizi@rns-italia.it 

Amministrazione e contabilità
tel. 062307344 - fax 062304336
amministrazione@rns-italia.it 

Produzione e Promozione
"Edizioni RnS"
Servizio Commerciale
tel. 062310577
fax 062304655 - 2305014
edizioni@rns-italia.it 

Produzioni musicali
Redazione "Edizioni RnS"
Via Pergusina, 18 - 94100 Enna
tel. 093541506 - fax 093529939
rnsita.enna@tiscali.it 

Casa "Famiglia di Nazareth"
Formazione nazionale
e Sede del Consiglio Nazionale
Via Montorsetto, 7 - 60125 Loreto (AN)
tel. 0717592302 - fax 0717598161
segreteria@casa-famigliadinazareth.com

Associazione Terapisti Cattolici (ATC)
Segreteria
tel. 0758738224 - 8786037
fax 0758738218

Comunità missionaria in Moldavia
C.P. 2990
2071 Chisinau
Moldavia
tel. 003732258196


Il RnS in Italia


Intervento di Salvatore Martinez al Seminario Internazionale per i Vescovi sul tema:

I Movimenti ecclesiali nella sollecitudine pastorale dei Vescovi

Roma, 18 Giugno 1999

Origine e denominazione

Il “Rinnovamento nello Spirito Santo” si sviluppa in Italia agli inizi degli anni ‘70 e si configura oggi come un movimento ecclesiale. “Il Rinnovamento nello Spirito Santo” in Italia è espressione della grande corrente spirituale denominata “Rinnovamento Carismatico Cattolico” o più semplicemente “Rinnovamento”, inaspettatamente esplosa alla chiusura del Concilio Vaticano II, in America. Oggi il Rinnovamento è diffuso in 204 Paesi dei cinque continenti fra 82 milioni di cattolici, e assume nelle varie nazioni stili, forme di vita e stati giuridici diversi fra loro, anche se, in definitiva, riconducibili all’unica, comune scaturigine.

Il Rinnovamento, sin dal suo sorgere, appare come un esaudimento, tra tanti altri, di quell’audace speranza profetica formulata da Giovanni XXIII in preparazione al Concilio Ecumenico Vaticano II (25/11/1961): “Rinnova nella nostra epoca i prodigi come di una nuova Pentecoste” e delle parole pronunciate da Paolo VI, nell’udienza generale del 16 Ottobre 1974: “Voglia il Signore effondere, oggi, una grande pioggia di carismi per rendere feconda, bella e meravigliosa la Chiesa, capace d’imporsi all’attenzione e allo stupore del mondo profano, del mondo laicizzante”.

Non possiamo non ricordare come già Papa Leone XIII, il 1° gennaio del 1901, avesse dedicato il ventesimo secolo allo Spirito Santo intonando il Veni Creator Spiritus in nome della Chiesa intera, dopo la pubblicazione dell’enciclica dedicata allo Spirito Santo. Leone XIII esortava i cristiani a ritornare al cenacolo di Pentecoste e invocare lo Spirito Santo per la riunione della cristianità. Certamente la voce di Leone XIII ha “bucato” il cielo, se osserviamo il rigoglio di movimenti carismatici e di Chiese pentecostali che, proprio a partire dal 1901 in una prima ondata, e successivamente, in una seconda ondata proprio in coincidenza del Concilio Ecumenico Vaticano II, si sono diffusi in ogni parte del mondo come autentica risposta dell’unico Spirito alle preghiere dei Papi per il rinnovamento spirituale di questo nostro secolo.

La grazia del Rinnovamento cattolico è parte di un movimento di risveglio carismatico suscitato dallo Spirito ancora più grande, per così dire “trasversale”, che sta attraversando le tre grandi tradizioni – cattolica, protestante ed ortodossa – e coinvolgendo, secondo le ultime stime dei sociologi, circa 450 milioni di cristiani che si sforzano di testimoniare una vita nuova nello Spirito a partire dall’esperienza dell’effusione dello Spirito o battesimo nello Spirito, esperienza di cui farò cenno più avanti.

Possiamo intravedere, in questo fenomeno di rinnovamento tra i cristiani, sia a livello teologico che di esperienza dei carismi, un “anticipo” dell’opera che più sta a cuore allo Spirito Santo: l’unione dei cristiani, l’unità della Chiesa. Il Card. Suenens, tra i primi interpreti e promotori di questo risveglio spirituale, affermava che “il terzo millennio vede apparire all’orizzonte dei “segni” – tra i quali il Rinnovamento è in modo particolare foriero di speranza – che annunziano l’approssimarsi dell’unità visibile”: non ci sarebbe, perciò, da stupirsi se questo soffio rinnovatore fosse un segno di come lo Spirito sta spingendo le Chiese al di là dei propri steccati. Lo ha fortemente intuito Giovanni Paolo II, che nella Ut unum sint ci ha parlato di ecumenismo spirituale, indicandoci poi nel Giubileo del 2000 “un momento decisivo del cammino verso l’unità di tutti i cristiani”.

La scelta di denominare l’esperienza italiana “Rinnovamento nello Spirito” in luogo di “Rinnovamento Carismatico Cattolico” è già degli inizi, come effetto della prima riflessione teologica e della mediazione culturale che gli iniziatori del movimento in Italia ebbero a compiere per attestarne l’identità cattolica. Il nome “Rinnovamento nello Spirito” è tratto dalla lettera di san Paolo a Tito (cf 3, 5) nella quale l’apostolo afferma che siamo salvati mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo. La caratteristica inconfondibile dell’espressione adottata è quella di polarizzare l’attenzione sullo Spirito Santo e non sui carismi, sul Donatore e non tanto sui doni: in tal modo risulta più facile ricordare che nessuno può convenientemente attestarsi “carismatico” se non in riferimento alla Chiesa, perché essa è carismatica.



Natura e spiritualità

L’esperienza carismatica che contraddistingue il Rinnovamento non ha un fondatore, come tante altre realtà ecclesiali, né un carisma particolare da segnalare alla Chiesa e al mondo, ma vuole contribuire a ridestare la struttura fisiologica dell’esistenza cristiana, che è, per sua natura, un’esistenza “nello Spirito”. Ecco perché già il Card. Suenens definiva il Rinnovamento “una corrente di grazia capace di dare una scossa alla Chiesa post conciliare”, e ancora “un movimento dello Spirito che aiuti la Chiesa a divenire tutta carismatica secondo le attese e le proposizioni del Concilio Vaticano II”.

Il RnS è uno strumento ecclesiale per una nuova comunicazione spirituale della fede, ma non rappresenta in se stesso una nuova spiritualità. Non si può neanche indicare una finalità precisa del RnS, ma solo segnalare il suo dinamismo interno, orientato al rinnovamento di tutta la Chiesa, in tutte le sue manifestazioni vitali e in tutte le sue attività. Afferma Giovanni Paolo II: “Tutta l’opera di rinnovamento della Chiesa che il Concilio Ecumenico Vaticano II ha così provvidenzialmente iniziato non può realizzarsi se non nello Spirito Santo, cioè con l’aiuto della sua potenza”. Il Papa evidenzia, quindi, che non è sufficiente un rinnovamento a livello di documenti e di strutture ecclesiastiche se non viene toccato il cuore dell’uomo, per opera dello Spirito Santo.

Il Rinnovamento è aperto a tutti, a ogni categoria ecclesiale e sociale, senza distinzioni di età e di sesso, perché tutti possano fare la meravigliosa esperienza della vita nello Spirito che, secondo la promessa di Gesù, viene concesso senza misura (Gv 3, 34) a ogni uomo. Chi si accosta al Rinnovamento non si trova di fronte a una proposta spirituale specifica o a un tema preminente di vita spirituale, ma riflette e applica la spiritualità propria della Chiesa che è animata dallo Spirito, secondo il “manifesto di vita cristiana” proclamato da Gesù nella Sinagoga di Nazaret. In quel capitolo 61 del profeta di Isaia, Gesù parla dell’”unzione dello Spirito” e noi possiamo rileggere la nostra triplice unzione battesimale, la nostra alleanza sponsale con Cristo, secondo l’insegnamento della Lumen Gentium e della Christifideles Laici, così che in forza dello Spirito di Cristo ci rendiamo disponibili a testimoniare l’opera sua, nella Chiesa e nel mondo, esercitando con fede i tria munera di Cristo: il potere sacerdotale, profetico, regale.



Fondamento teologico

L’autenticità del Rinnovamento va ricondotta alla Pentecoste; in quanto parte organica della Chiesa è nato nel Cenacolo. Il Rinnovamento, quindi, esprime la continuità dell’evento della Pentecoste – laddove la Chiesa è stata fondata – abbracciando tutti gli aspetti della vita della Chiesa e dell’esperienza cristiana. È per questa ragione che, pur nell’accentuazione della dimensione spirituale, il Rinnovamento è e sempre più diviene, per sua stessa natura, un movimento ecclesiale come avrò modo di illustrare parlando dell’esperienza italiana.

La base teologica del Rinnovamento è essenzialmente trinitaria, secondo la visione della Chiesa segnalata dal Concilio Vaticano II nella Lumen Gentium, particolarmente nella conoscenza progressiva della persona dello Spirito Santo, della sua azione ininterrotta e insostituibile nella Chiesa e in ciascuno di noi.

La relazione trinitaria che il Rinnovamento ha riscoperto è una relazione di fede personale intratrinitaria che genera un più acuto senso di Dio (Gaudium et Spes, n. 7). Essa si manifesta in una nuova esperienza dell’amore del Padre che rende capaci d’amare in quanto amati; in una nuova esperienza della signoria di Gesù Salvatore che rende capaci di annunziare senza vergogna il Vangelo della salvezza al mondo; in una nuova esperienza della potenza dello Spirito che rende i poveri ricchi, i deboli forti, i malati sani, i peccatori figli di Dio e fratelli ritrovati, che rende capaci di meraviglia e di stupore tante coscienze cristiane addormentate o illuminate dalla sola ragione. Pur nel suo carattere fortemente personale, questa nuova relazione con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo opera una conversione profonda e una trasformazione della vita che si manifestano specificatamente in una volontà ferma e crescente di servizio ecclesiale e di testimonianza al mondo: se il Cenacolo è il luogo privilegiato dell’esperienza dello Spirito, il medesimo Spirito ci rende “pneumatofori”, in un mondo, dice Gesù, che non può ricevere lo Spirito perché non lo vede e non lo conosce (Gv 14, 17).

Quanti sono impegnati nel Rinnovamento fanno esperienza dei carismi di cui parla la Lumen Gentium, esperienza che manifesta la natura ecclesiale dei carismi stessi. Questi sono in rapporto, da un lato con le strutture viventi della Chiesa e col suo mistero, dall’altro con l’esperienza personale e comunitaria di Dio. Per questa ragione, vorrei dire nonostante le apparenze, il Rinnovamento ha reagito contro un falso individualismo che interpreta la testimonianza del Nuovo Testamento in termini di fede privata, come esperienza privata di Dio; ha reagito contro una focalizzazione eccessiva dell’interiorità e della soggettività individuale.

In termini sacramentali si può dire che il Rinnovamento è fondato sul rinnovamento di ciò che “ci costituisce in Chiesa”, vale a dire i sacramenti dell’iniziazione cristiana: battesimo, confermazione, eucarestia. Lo Spirito Santo, ricevuto nell’iniziazione, è sempre accolto in modo più profondo, sia sul piano personale che su quello comunitario, così che la pratica vitale dei sacramenti rende la vita cristiana una continua metanoia, cioè una “conversione permanente”, dopo il primo, trasformante incontro con Gesù. Rinnovarsi, allora, non è una habitus mentale ma un atto e un fatto: è un morire, ogni giorno, per rinascere nuovi, è un mortificare l’uomo vecchio con le sue passioni che si contrappongono alla volontà di Dio, per rivestire l’uomo nuovo, reso dallo Spirito, ogni giorno, nuovo.



Fondamento pastorale e comunitario: l’esperienza generante

Il Rinnovamento è caratterizzato dal “costituirsi di gruppi cristiani che pregano insieme e chiedono nella preghiera, per ognuno dei propri membri, una nuova effusione dello Spirito Santo, in virtù della quale si aggiunga alla grazia della iniziazione cristiana, una nuova presa di coscienza della Signoria di Gesù, una nuova esperienza dei doni e dei carismi dello Spirito e una nuova disponibilità a usare, a servizio dei fratelli e della Chiesa, tutti i talenti e i carismi dei quali Dio ha stabilito di dotarli”.

È proprio nei cenacoli di preghiera che generalmente i cattolici conoscono il Rinnovamento ed è nella pratica dell’abbandono fiducioso e docile allo Spirito che i doni di Dio rifioriscono e cominciano a portare frutto, come effetto del cammino di vita nuova e di conversione permanente che viene proposto. Così il Rinnovamento ripropone ai cristiani una nuova apertura all’irruzione della presenza di Dio, un ritorno al Cenacolo come “roveto ardente”, come luogo in cui Dio si “manifesta, parla, converte e da cui ci invia” come accadde per Mosè. Questo nuovo dinamismo spirituale ha il suo cuore nell’esperienza della preghiera per una nuova effusione dello Spirito o battesimo nello Spirito.

Nel 1980 Giovanni Paolo II, incontrando i gruppi e le comunità italiane del RnS, ebbe a dire: “A questa effusione dello Spirito Santo noi sappiamo di essere debitori di una esperienza sempre più profonda della presenza di Cristo”. Non si tratta certo di un nuovo battesimo o della reiterazione del sacramento, ma implica il rapporto a un sacramento (ecco perché nei Paesi anglofoni si definisce “battesimo nello Spirito”), anzi a più sacramenti, quelli dell’iniziazione cristiana. L’effusione dello Spirito attualizza e rinnova il nostro battesimo, dona una coscienza più chiara della sua attualità. Come afferma il Card. Suenens: “il battesimo nello Spirito richiama l’esperienza consapevole, il significato esperienziale del battesimo”. L’effusione dello Spirito, è, pertanto, un richiamo alla conversione, al rinnovamento interiore, una risposta di Dio alla disfunzione in cui è venuta a trovarsi la vita cristiana.

Afferma padre Cantalamessa, a proposito dell’efficacia dell’effusione dello Spirito nel riattivare il battesimo: “L’uomo finalmente reca la sua parte, cioè fa una scelta di fede responsabile e personale, preparata dal pentimento, che permette all’opera di Dio di liberarsi e di sprigionare tutta la sua forza. Il dono di Dio viene finalmente “slegato”, la fede rivive e l’”opus operantis” si rende manifesto”. L’effusione dello Spirito Santo è causa di “rinascita” spirituale, la stessa che Gesù proponeva a Nicodemo, perché fosse capace di stupirsi delle meraviglie e delle novità dello Spirito.

L’assemblea comunitaria che prega e celebra è l’evento fondante del Rinnovamento. Il modello può essere recuperato nella celebre definizione contenuta in Atti 2, 42-48 e nella descrizione che san Paolo fa delle prime comunità cristiane nella Prima lettera ai Corinzi ai capitoli 12 e 14. Potremmo parlare, in buona sostanza, di una “liturgia missionaria”, una forma di evangelizzazione nella quale i partecipanti, sulla base del sacerdozio comune dei fedeli, sono condotti a un incontro immediato con Gesù, tramite la testimonianza personale, spontanea, gioiosa comunicata nella fede.

Ciò che si nota nei partecipanti è un desiderio insaziabile di Dio: il popolo di Dio ha sete di preghiera, ha sete della parola di Dio, ha sete dei doni dello Spirito, ha sete dei sacramenti, ha sete di santità, ha sete insaziabile. Si sente, viva, l’eco della promessa di Gesù alla Samaritana: “Se conoscessi il dono di Dio… Chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente d’acqua viva zampillante” (cf Gv 4, 10.14). Quante donne, quanti uomini rigenerati dallo Spirito sono diventati fontane d’acqua viva; “otri nuovi”, inebriati dal vino nuovo; quante “cisterne screpolate” sono diventate riserve di santità e di salvezza a disposizione dello Spirito Santo per placare le due grandi seti che sono nel cuore dell’uomo, le due grandi seti del mondo: la sete di salvezza e la sete di santità.



Peculiarità del RnS in Italia

Il Rinnovamento nello Spirito Santo è una realtà capillarmente diffusa in tutte le diocesi d’Italia. Si compone di circa 250.000 persone che, in forza della medesima spiritualità, si aggregano in Gruppi e Comunità che nel 1999 sono circa 1300, mentre sono trecento i gruppi in formazione. Di due tipi sono le comunità suscitate dallo Spirito in seno al Rinnovamento: di alleanza e di vita. Nel primo caso sorge un impegno di vita comunitaria e una finalità missionaria precipua, regolate da una normativa sottoposta all’approvazione dell’ordinario diocesano dove la comunità sorge. Nel secondo caso si aggiunge, come ulteriore chiamata, la dimensione della condivisione totale dei beni e il convivere sotto lo stesso tetto.

Gruppi, Comunità d’alleanza e Comunità di vita non rappresentano tre gradi progressivi di maturazione o tre diversi livelli di appartenenza in seno al RnS. Si tratta, piuttosto, di chiamate diverse e di forme diverse di appartenenza nella molteplicità delle espressioni esistenti. Responsabili e animatori guidano a carattere locale, diocesano, regionale e nazionale, i gruppi e le comunità, i ministeri e le attività, le associazioni, le scuole di formazione del RnS, riconoscendosi in uno statuto approvato dalla CEI, che fa del RnS un’associazione privata di fedeli. Pertanto il RnS si configura come una grande Comunità nazionale all’interno della grande corrente spirituale del Rinnovamento; si attesta come un movimento ecclesiale all’interno della più grande corrente di grazia rappresentata dal Rinnovamento carismatico a livello mondiale.

La normativa in seno a una realtà nazionale del Rinnovamento rappresenta un unicum al mondo e la sua approvazione da parte di una Conferenza Episcopale ha segnato una svolta decisa verso la maturità ecclesiale e la visibilità sociale del movimento in Italia. Ciò ha permesso che si radicasse, sempre più forte, la coscienza che una normativa non solo non imprigiona lo Spirito, ma anzi assicura a ciascuno e a tutti una libertà diversa e più matura, e al Movimento una progressiva evoluzione verso la sua più profonda identità cattolica ed ecclesiale.

Molti gruppi, usciti dal nascondimento, dalle nicchie protettive spesso autogratificanti, hanno imparato a cogliere la loro “diversità” nell’esprimere la fede, non più come un limite di comprensione o di accettazione, ma come una grazia per la Chiesa. Gruppi e Comunità, in numero sempre più crescente, stanno sentendo il desiderio di uscire “fuori dal Cenacolo”, per far conseguire alla lode anche le realtà terrene e i fatti concreti, nell’impegno feriale e crescente di agire per il bene comune, nell’interesse di tutta la comunità ecclesiale e nella vera promozione umana di ogni singolo. Siamo consapevoli che la vera vita nuova nello Spirito inizia quando si abbatte il divario tra fede e vita, quando lo scollamento tra la contemplazione e l’azione viene superato, quando la testimonianza rende visibile il frutto autentico della Pentecoste che è la missione evangelizzatrice, cioè la partecipazione attiva al fine apostolico della Chiesa.

Non possiamo tacere che l’approvazione dello Statuto ha inserito il RnS nel cuore della Chiesa, in una collaborazione nuova, originale con i nostri pastori – alcuni dei quali comunicano intimamente con il Movimento – con sacerdoti, parroci, religiosi (sono oltre 2000 in Italia ad esperimentare la grazia del Rinnovamento e sempre crescente è il numero di vocazioni e di speciali consacrazioni) – con i movimenti ecclesiali, in una nuova stagione di reciprocità, di scambio di doni per meglio comprendersi e sostenersi negli specifici ambiti di apostolato, nei quali ogni singola realtà ecclesiale è specialmente versata.

Effetto immediato di questa apertura, di questa sincera e piena collaborazione ecclesiale ad extra è stato l’accrescersi ad intra della carità fraterna, della mutualità e della sussidiarietà tra le varie componenti del RnS ai vari livelli. Nel dialogo e nella collaborazione ecclesiale ogni identità si rafforza, impara a rimanere fedele a se stessa, matura una maggiore corresponsabilità, cresce nel senso di appartenenza. Questo è quanto sta accadendo nel RnS a gloria di Dio.


Estratto dello Statuto RnS


I - NATURA E FINE

Art. 1 - Costituzione

§ 1. È costituita l'Associazione privata di fedeli "Rinnovamento nello Spirito Santo" che, all'interno della omonima corrente spirituale, opera nella Chiesa per il rinnovamento della vita cristiana.
§ 2. L'Associazione ha sede in Roma.

Art. 2 - Finalità

L'Associazione persegue le seguenti finalità:
a) l'aiuto ad accogliere una rinnovata effusione dello Spirito Santo, la sua guida, i suoi doni e carismi;
b) la riscoperta della grazia battesimale e dell'identità cristiana;
c) l'esperienza, la conoscenza e la pratica dei carismi elargiti dallo Spirito Santo, in gioiosa e piena adesione alla vita sacramentale ed ecclesiale;
d) la santità di vita attraverso l'adesione al Vangelo e la conversione permanente;
e) la formazione al servizio ministeriale nella Chiesa e nella società quale frutto della vita nuova nello Spirito;
f) la diffusione della grazia del Rinnovamento;
g) la costituzione e la formazione di gruppi e comunità del Rinnovamento nello Spirito Santo.

Art. 3 - Attività

L'Associazione svolge tutte le attività necessarie al raggiungimento delle finalità espresse dall'art. 2.
A tale scopo:
a) promuove un cammino di fede tra gli aderenti riuniti in gruppi e comunità, attraverso la preghiera comunitaria e la formazione umana, spirituale ed ecclesiale;
b) promuove i ministeri di fatto sia internamente all'Associazione, sia nel mondo ecclesiale e civile;
c) promuove e organizza ritiri, convegni, seminari di formazione, uffici, progetti, eventi ecclesiali e civili;
d) partecipa alla missione evangelizzatrice della Chiesa, per una presenza incisiva nei campi della cultura, della carità e dell'impegno sociale, con specifica attenzione ai giovani e alla famiglia.

II - APPARTENENZA

Art. 4 - Adesione

§ 1. Aderiscono all'Associazione i singoli fedeli laici che, dopo il previsto cammino di preparazione, hanno ricevuto la preghiera per una rinnovata effusione dello Spirito Santo e dichiarano di voler operare attivamente nell'Associazione.
§ 2. Alle stesse condizioni di cui al primo paragrafo possono essere membri dell'Associazione:
- i sacerdoti e i diaconi (cf CIC, can. 298, § 1);
- i religiosi e le religiose con il consenso dei loro superiori (cf CIC, can. 307, § 3).

Art. 6 - Realtà locali

§ 1. L'Associazione si articola localmente in Gruppi e Comunità, uniti tra loro a livello diocesano, regionale e nazionale.
§ 2. Il Gruppo è formato dagli aderenti che si incontrano settimanalmente per la preghiera comunitaria carismatica e condividono la vita nuova nello Spirito; essi si impegnano in un cammino comune di crescita spirituale e di formazione permanente.
§ 3. La Comunità è formata dagli aderenti che, oltre agli impegni di cui al § 2 del presente articolo, ne assumono altri specifici relativi alla vita fraterna e al servizio, anche in forma di promesse sancite da una regola scritta compatibile con il presente Statuto.

IV - RAPPORTI CON LA GERARCHIA

Art. 23

§ 1. Il Rinnovamento nello Spirito Santo, in quanto Associazione privata di fedeli, fa sue le direttive pastorali dei Vescovi a livello diocesano, regionale e nazionale, incoraggiando i propri aderenti a mettere a disposizione della Chiesa le loro capacità, come anche i doni e i carismi, della cui autenticità sono giudici gli stessi Pastori (cf Lumen Gentium, n. 12).
§ 2. Gli aderenti si impegnano in modo responsabile e creativo nella Chiesa particolare, coinvolgendosi attivamente nei progetti pastorali della medesima, in un atteggiamento costante di ascolto e di dialogo con l'Ordinario diocesano.


Breve presentazione dell'Associazione RnS


L'Associazione "Rinnovamento nello Spirito Santo" - formata prevalentemente da laici, ma che comprende anche ministri ordinati e persone consacrate (cf Statuto, art. 4) - si articola in gruppi locali e comunità, di diversa consistenza, collegati tra loro a livello diocesano, regionale e nazionale (cf Statuto, art. 6).
I Gruppi si riuniscono, almeno una volta alla settimana, in un incontro di preghiera che dura circa due ore e si articola, di solito, tra preghiera spontanea di lode e di ringraziamento, alternata con ascolto della parola di Dio e sua risonanza, accompagnata da canti, testimonianze, annunci ed esortazioni, in un clima di gioia e di fraternità pasquale.
Gli incontri seguono, a grandi linee, lo stile delle prime comunità cristiane descritte nelle Lettere paoline (cf 1 Cor 14, 26; Ef 5, 18-20): una «liturgia missionaria », una forma di annuncio, nella quale i partecipanti, sulla base del sacerdozio comune dei fedeli, sono condotti ad un incontro immediato con Gesù, tramite anche la testimonianza personale comunicata nella fede.
A livello locale: ogni gruppo è guidato da un nucleo di persone, generalmente denominato "Pastorale di servizio", presieduto da un Coordinatore, i cui compiti sono quelli di animare e guidare il gruppo stesso (cf Statuto, artt. 8-9).
Alivello diocesano: nelle diocesi dove sono presenti gruppi e comunità del RnS viene costituito un Comitato diocesano di servizio, presieduto da un Coordinatore, i cui compiti sono: promuovere la diffusione della grazia del Rinnovamento; garantire l'identità carismatica; sostenere e verificare in un fraterno accompagnamento l'attività pastorale delle realtà locali (cf Statuto, artt. 10, 11, 12).
Alivello regionale: è costituito un Comitato regionale di servizio (CRS), presieduto da un Coordinatore, i cui compiti sono, tra gli altri, quello di svolgere una costante azione di comunione tra le realtà locali del RnS e promuovere la collaborazione con le realtà ecclesiali esistenti nella regione (cf Statuto, artt. 13,14,15).
A livello nazionale: la responsabilità della guida è affidata ad un Comitato Nazionale di Servizio (CNS), composto dal Presidente nazionale, dal Coordinatore nazionale, il Direttore, tre componenti eletti dal Consiglio Nazionale e dal Consigliere Spirituale Nazionale del Rinnovamento per nomina della CEI (cf Statuto, artt. 17,18,19,20,21,22).
Il CNS svolge un servizio di unità, di discernimento, di organizzazione, di rappresentanza presso la gerarchia della Chiesa italiana. Per le decisioni e gli orientamenti più importanti e a carattere generale, l'organo competente è il Consiglio Nazionale (CN) composto dal CNS (Comitato Nazionale di Servizio), dai Coordinatori Regionali, da sei componenti eletti dall'Assemblea Nazionale, da un componente eletto da ogni regione che abbia un numero di realtà locali riconosciute superiore a cento; fino a quattro componenti designati dal Comitato nazionale di servizio;dai seguenti componenti di diritto: il Presidente della Cooperativa Servizi RnS; il Direttore della rivista ufficiale del Rinnovamento nello Spirito Santo (cf Statuto, art.17).


Estratto del documento sulla “conversione pastorale
    degli organi di servizio nel RnS” 
    Approvato dal CN in Loreto nella seduta del 28-30 settembre 2007


Movimento ecclesiale in 4 priorità pastorali

Giovanni Paolo II ha chiaramente espresso che il Rinnovamento nello Spirito è un "movimento ecclesiale", che propone e realizza - in modo vitale - per chi vi appartiene, un progetto di vita nuova.
In termini pastorali ciò significa per noi quattro priorità:
1. l'esistenza di una esperienza comunitaria vissuta dai fratelli nei gruppi (minor grado) e nelle comunità (maggior grado). Si badi all'espressione "maggiore o minor grado", non "valore". Gruppi e Comunità hanno medesima dignità;
2. il risveglio e la pratica dei carismi, a partire dall'esperienza generante dell'effusione dello Spirito e dei seminari di vita nuova a essa connessi;
3. la diffusione di una spiritualità carismatica, nella dimensione profetica del "Roveto ardente" e della "Cultura della Pentecoste". Una spiritualità incarnata, che abbracci giovani, famiglie e sacerdoti in modo preminente.
Una spiritualità che coinvolga ogni membro del popolo di Dio e raggiunga ogni ambito della vita sociale ed ecclesiale mediante ministeri, progetti, scuole;
4. la definizione di un progetto unitario (comunitario e comunionale) di formazione, attento ai "livelli omogenei" già esistenti, capace di rispondere alle tante esigenze del Movimento.
Sono 4 elementi che "formano" il nostro cammino; pertanto gli organi pastorali elettivi ai vari livelli altro non sono che "servizi", orientati al perseguimento di queste priorità.
A sostegno di questa evidenza, non possiamo non ricordare che già nella Lettera accompagnatoria all'approvazione della prima stesura dello Statuto (1996, a firma del card. Camillo Ruini) come nell'ultima revisione (2007, a firma di mons. Giuseppe Betori), il RnS è stato "riconosciuto" come un "cammino di fede", non "una generica esperienza spirituale".

Sul Pastorale di servizio

La chiamata propria del Pastorale di servizio dei Gruppi e Comunità del RnS deve essere volta, primariamente, alla cura dei singoli aderenti:

• nel vivere con autenticità il cammino di fede proposto dal RnS (identità)
• nel verificare costantemente l'adesione vitale al RnS (appartenenza)
• nel favorire fattivamente la fraternità e la vita comunitaria (ecclesialità)
• nel sostenere la crescita umana, spirituale ed ecclesiale (formazione permanente).

L'attenzione che i Pastorali di servizio devono porre, con rinnovato impegno, alla funzione specifica delle proprie attività, deve essere rivolta in una triplice direzione:

1) attenzione alle "ragioni dello Spirito"
2) attenzione alle "ragioni umane" dei fratelli
3) attenzione alle "ragioni pastorali" del cammino proprio del RnS.

Queste "attenzioni" non vanno poste in essere in momenti diversi del cammino, ma sono coessenziali e contestuali nelle loro dinamiche e nelle loro applicazioni.


Una pastoralità carismatica a servizio della spiritualità del RnS 


Ogni membro del RnS, in special modo chi ha una responsabilità, «deve essere sempre pronto a dare ragione di questa speranza» che abbiamo incontrato, che ha dato un senso e una direzione alla nostra vita e che si chiama Rinnovamento nello Spirito Santo.
Ogni responsabile dovrebbe essere questo "apologeta dello Spirito", un cultore dello Spirito che rende visibili le "ragioni dello Spirito", come ebbe anche a dirci Giovanni Paolo II (Lettera autografa, 2004) sottolineando: «Questa è la vostra missione, cari membri del RnS».
"Sempre pronti" significa anche preparati, allenati, consapevoli del grande dono ricevuto e disponibili ad aiutare lo Spirito a diffondere il RnS.
Il RnS è come uno scrigno: quando provi ad aprirlo ecco fuoriuscire tante gemme preziose del medesimo tesoro. Questo tesoro è la vita nuova nello Spirito che, a partire dalla preghiera per una nuova effusione dello Spirito, si incarna nelle diverse componenti spirituali, nei diversi atteggiamenti comunitari che, come gemme preziose, impreziosiscono lo scrigno del RnS.
Ciascun responsabile o animatore, chiamato al servizio pastorale, riceve dallo Spirito Santo questo scrigno con dentro tutto il tesoro del RnS: deve custodirlo, deve proteggerlo dal nemico che è satana, ma deve anche mostrare ciascuna di queste gemme del tesoro, perché tutti siano partecipi del dono gratuitamente offerto.
A nessun responsabile è dato di alleggerire il peso del tesoro dello scrigno: perché sia "vero" Rinnovamento, nessuna gemma può andare perduta.
Proviamo, allora, a tirar fuori dallo scrigno del RnS le gemme di spiritualità che lo rendono un tesoro prezioso. E per ciascuna di queste componenti del RnS chiediamoci quale sensibilità e quale impegno pastorale abbiamo posto.
Pastorali di servizio. Comitati diocesani di servizio. Comitati regionali di servizio. Ogni organo pastorale nel RnS è denominato "di servizio". Vediamo dunque "a servizio" di cosa.

A servizio della spiritualità dell'esperienza
Il RnS si fa spiritualità dell'esperienza quando non trascura la dimensione umana dei nostri gruppi. Ciascuno di noi è una "persona". Noi non incontriamo "macchine" o "cose", ma persone, ciascuna diversa per educazione, intelligenza, cultura, temperamento, aspirazioni, capacità umane. E ciascuna ugualmente amata da Dio e, pertanto, degna di stima. "Si è fatto uomo": diciamo di Gesù. Cioè amicizia, fragilità, rispetto, sollecitudine. Sono aspetti della nostra natura con i quali lo Spirito ci chiede di fare i conti e dai quali nessuno può prescindere quando si vuole intraprendere un cammino spirituale.

A servizio della spiritualità fraterna e comunionale
Il RnS si fa spiritualità fraterna e comunionale quando non trascura che siamo "fratelli tra fratelli". Sempre. Nessun incarico può farci stravolgere il piano di Dio: io rimango sempre "fratello dei miei fratelli" e mai dovrò separarmi da loro. Guai a noi se albergano l'anonimato, le distanze generate dal rispetto di sé o da un'idea alta di sé. "Essere in comunione": ecco la nostra sfida permanente contro il maligno. Si vince sforzandosi di stare insieme e di condividere ogni bene spirituale e materiale contro l'avarizia e l'avidità che sono nel nostro cuore. Così si fa famiglia. Così l'amore fraterno non si esaurisce e rifiorisce.

A servizio della spiritualità biblica
Il RnS si fa spiritualità biblica quando non trascura la parola di Dio, il vero fondamento dell'edificio spirituale che è il gruppo. Chi è Gesù e cosa ha fatto; chi siamo noi e cosa dobbiamo fare ce lo dice con precisione solo la Parola, non la nostra immaginazione, l'intelligenza o la presunzione di essere guidati dallo Spirito. Al centro delle attenzioni del gruppo deve stare la Bibbia, da leggere e da pregare, insieme, tutte le settimane. Ogni fratello una Bibbia, e sempre in vista. Non un popolo di ignoranti, ma di profeti vuole il Signore: a suscitarli è la Parola!

A servizio della spiritualità carismatica
Il RnS si fa spiritualità carismatica quando non trascura l'uso dei carismi.
Uso e non disuso dei carismi; uso e non abuso dei carismi. Ache serve un rinnovamento carismatico che non promuove, esercita e diffonde i carismi? Bisogna pregare di più per riceverli; umiliarsi di più per usarli; sacrificarsi di più per vedere i frutti. Iniziare, senza paura di sbagliare: c'è sempre tempo per correggersi, ma intanto esercitiamoci ed esercitiamoli. Ciascuno e tutti insieme, non pochi e a nome di tutti. Più fiducia nei fratelli e più fede nella presenza del Signore che ci assiste.

A servizio della spiritualità liturgica e sacramentale
Il RnS si fa spiritualità liturgica e sacramentale quando non trascura che nelle nostre Celebrazioni, eucaristiche e penitenziali, Gesù è realmente presente.
Non in Spirito, come quando ci riuniamo per pregare; nei sacramenti è presenza piena e perfetta di Gesù. Non priviamone i fratelli e non priviamoci degli effetti miracolosi di queste celebrazioni comunitarie. Niente più di un'Eucaristia preparata, celebrata e animata carismaticamente, con tutti i fratelli, ci fa vero gruppo o comunità del RnS. Niente più di una penitenziale preparata, celebrata e animata carismaticamente rimette in sesto un gruppo o una comunità del RnS. Sono le due esperienze più commoventi e coinvolgenti di cui il Rinnovamento dispone.

A servizio della spiritualità della lode e dell'intercessione
Il RnS si fa spiritualità della lode e dell'intercessione quando non trascura la bellezza e l'originalità del pregare insieme. Lode e intercessione, come i due ventricoli del cuore umano. Inseparabili. Lode e intercessione: due bisogni insopprimibili dell'uomo nuovo, che fluiscono, come il sangue, da un cuore nuovo: la lode, cioè offrire amore a Dio; l'intercessione, cioè invocare l'amore di Dio. Non è mai lode e intercessione comunitaria, se non impariamo a lodare e a intercedere a livello personale, fuori dal gruppo. Se lodi e intercedi nella tua vita personale, tu sei un uomo migliore, perché la lode ti rende ottimista; l'intercessione ti rende altruista.

A servizio della spiritualità della compassione
Il RnS si fa spiritualità della compassione quando non trascura il potere che è nella nostra fede. Una fede carismatica, che non si arrende mai davanti al male e alle malattie. Stendere le mani sui fratelli e invocare il nome di Gesù, che libera e guarisce, significa offrire a chi lo "vuole", come chiesto da Gesù, il suo cuore compassionevole. Gesù manda nei nostri gruppi tanti ammalati e afflitti, perché trovino una compassione che consola e salva. Pochi praticano la preghiera di liberazione e di guarigione ed è per questo che il maligno si accanisce. Chi curerà le ferite del mondo? Chi crede ancora nei miracoli e nei prodigi del nome di Gesù? Non dobbiamo fare grandi cose: dobbiamo invocare il suo Nome sul maligno e sulle nostre infermità, con insistenza e perseveranza.
E la gloria del Signore verrà.

A servizio della spiritualità della formazione
Il RnS si fa spiritualità della formazione quando non trascura di fare di tante esperienze di fede un cammino. Formazione è dare forma a un gruppo, "trasmettere il deposito" della nostra specifica esperienza carismatica ed ecclesiale.
Non in modo emotivo, ma riflessivo. Formazione è proporre il cammino di crescita nella vita nuova nello Spirito e condividerlo con tutti. Formazione è dare un'anima, un'intelligenza, una visione, un futuro alla nostra esperienza. Rispettando i tempi di crescita di tutti, accompagnando le chiamate di ciascuno, senza pretendere di potere fare tutto.

A servizio della spiritualità evangelizzatrice e missionaria
Il RnS si fa spiritualità evangelizzatrice e missionaria quando non trascura di diffondere la fede. "Chi crede sarà salvato". Ma molti, troppi intorno a noi non credono. O la storia si rispecchia nel Vangelo o è un'altra, triste storia, gravida solo di ingiustizie e di proteste. Nessun gruppo può ritenersi esentato dall'uscire fuori dal Cenacolo e dar corso all'evangelizzazione comunitaria.
Non è una questione di numeri o di possibilità; è questione di fede. Per essere riconosciuto come "carismatico", cioè frutto della Pentecoste, ogni gruppo deve praticare l'evangelizzazione e la missione. Non ci sono calcoli da fare: saremmo sempre in difetto; ma è la fede che vince il mondo, non noi.
A noi, insieme, come gruppo, spetta portare il Vangelo, proclamarlo a tutti. A noi gettare il seme, al Signore suscitare il raccolto.

A servizio della spiritualità della testimonianza sociale
Il RnS si fa spiritualità della testimonianza sociale quando non trascura di rendere presente la persona di Gesù in ogni ambiente di lavoro, culturale, economico, politico, ricreativo, sportivo. È un compito preciso, personale, di ogni membro del RnS, perché i membri del RnS non vivono in clausura, ma nel mondo. La società è sempre più atea, perché stiamo trasformando Gesù nell'Innominato manzoniano e noi in tanti don Abbondio. Se, come diciamo nelle nostre preghiere, noi "vediamo il Signore", "conosciamo il Signore", "siamo in intimità con il Signore", come si spiega che molti intorno a noi non se ne sono ancora accorti; addirittura ci considerano "del mondo" osservando il nostro stile di vita?

A servizio della spiritualità dell'unità
Il RnS si fa spiritualità dell'unità quando non trascura le divisioni che esistono tra i cristiani, uno "scandalo" per il mondo. Il Cristo indiviso vive in centinaia di sigle cristiane, spesso in sfida fra loro, senza prospettive di riconciliazione, incuranti del desiderio di Gesù: «Pater, ut unum sint». La causa dell'ecumenismo spirituale è nel DNA più profondo del Rinnovamento; esistiamo per affrettare questo tempo con la nostra preghiera, per avvicinare queste tante sigle con un amore semplice e fraterno, per richiamare nella persona dello Spirito la vera soluzione alle divisioni dei cristiani nel mondo.
«Affinché il mondo creda». È troppo alta la posta in palio per dimenticare il grande bene dell'ecumenismo spirituale.

A servizio della spiritualità mariana
Il RnS si fa spiritualità mariana quando non trascura di contemplare "la più bella tra tutte le donne". Maria è la "via dei laici". Maria è la "perfezione del modello laicale", in quanto la più somigliante a Dio nella sua condizione umana. Maria è il nostro modello carismatico. Maria è la migliore "complice" che abbiamo per ricevere una nuova effusione dello Spirito Santo. Maria, capostipite di ogni servitore di Gesù e capostipite di ogni cantore di Gesù.
Maria, nel nome di moltissimi gruppi del RnS; Maria, nel nome di moltissimi istituti, chiese, parrocchie che ci ospitano. Maria, nel cuore dei piccoli e dei semplici che stanno con noi.


Commento allo Statuto


Associazione

Il battesimo ci inserisce come membra vive nella Chiesa, Corpo di Cristo e, in Cristo, siamo partecipi del suo triplice ministero: sacerdotale, profetico e regale. Quando un gruppo di cristiani decide di mettersi insieme per raggiungere un determinato fine spirituale, costituisce un'associazione ecclesiale che può essere: pubblica, se è promossa direttamente dall'autorità ecclesiastica; o privata, se nasce dalla libera volontà degli associati. La nostra, a norma del CDC (cfr. can 299, ß 2), si configura come Associazione privata di fedeli.

Da quanto si è detto, ne deriva che l'Associazione è costituita da singoli cristiani che decidono, in prima persona, di farne parte, ne accettano le finalità e la normativa. Un'associazione ecclesiale riconosciuta (a norma del CDC, can 304, ß 1) ha il diritto di darsi tutte quelle strutture che sono necessarie alla sua esistenza e al suo sviluppo (cfr. CDC, can 309).

L'Associazione "Rinnovamento nello Spirito Santo", secondo l'ordinamento della CEI, fa parte di diritto della Consulta Nazionale delle Associazioni Laicali (CNAL), che viene convocata periodicamente dall'ufficio competente.

Natura

La natura dell'Associazione è specificata dalla sua appartenenza alla grande corrente spirituale mondiale di Rinnovamento nello Spirito Santo o Rinnovamento Carismatico Cattolico. Questa corrente spirituale è stata suscitata dallo Spirito Santo per il rinnovamento dei cristiani e della Chiesa, secondo il piano di Dio e le linee profetiche del Concilio Vaticano II. Sorta trent'anni fa, questa corrente spirituale si è diffusa nel mondo intero e in tutte le Chiese cristiane. I circa 80 milioni di cattolici che attualmente vi partecipano condividono tutti la stessa esperienza e spiritualità, pur nella diversità di gruppi, comunità e fraternità.

Fine

Sono cinque le finalità che, secondo l'art. 2 dello Statuto, l'Associazione si propone. Esse abbracciano settori distinti e complementari:

la crescita della persona verso la sua santificazione: dalla conversione a Cristo alla presa di coscienza della sua identità cristiana attraverso una rinnovata effusione dello Spirito Santo, alla sua partecipazione attiva al triplice ministero di Gesù Cristo: sacerdotale, profetico e regale;

la partecipazione al rinnovamento delle comunità cristiane, attraverso la costituzione di gruppi e comunità rinnovate secondo la spiritualità del Rinnovamento nello Spirito Santo;

l'impegno dei singoli e delle aggregazioni del RnS nel campo sociale, politico e culturale per l'attazione di una società più giusta e per l'edificazione di ambienti in cui sia possibile vivere nella sua integralità la vita cristiana. Va notato che nell'identità cristiana (cfr. Statuto art. 2.a) rientra in pieno l'impegno per la nuova evangelizzazione e per l'ecumenismo: finalità che appartengono all'essenza del RnS e che sono sempre state in primo piano fin dagli inizi.

Preghiera per una rinnovata effusione dello Spirito Santo

La preghiera per una rinnovata effusione dello Spirito Santo è preparata da un insieme di incontri settimanali che costituiscono il "Seminario" e che sono svolti con una metodologia particolare.

Lo scopo primario del Seminario è quello di aiutare i fratelli e le sorelle a cercare e a trovare il Signore, attraverso una conversione personale e profonda della loro vita. La durata del seminario si estende almeno per sette settimane, in riferimento al tempo che intercorre tra la Pasqua e la Pentecoste: il tempo, cioè, tra la celebrazione della Risurrezione di Gesù, vincitore del peccato e della morte, e il dono dello Spirito Santo alla Chiesa per la sua missione. Gli insegnamenti che vengono dati durante il Seminario trattano le verità fondamentali della fede. Ma più importante di tutto è il metodo che non si limita a comunicare delle nozioni dottrinali, ma si preoccupa di toccare e convertire il cuore e di far sperimentare ciò che si insegna. Si suggerisce di premettere al corpo degli insegnamenti tradizionali alcune nozioni sulla storia e le finalità del RnS e, dopo la preghiera per l'effusione, dare alcuni insegnamenti che illustrino il cammino normale della vita cristiana, vissuta secondo la spiritualità del RnS.

Per quanto riguarda le modalità della preghiera per l'effusione, l'esperienza ha dimostrato che i frutti più copiosi si hanno quando si coinvolge ogni singola persona attraverso l'intercessione e l'accompagnamento di un piccolo gruppo di fratelli anziani nel cammino del RnS.

La preghiera per l'effusione non è un sacramento e neppure un sacramentale. Perciò non esiste nessuna difficoltà alla sua ripetizione. Si deve però fare attenzione che la ripetizione non porti alla svalutazione.

Formazione

La formazione del cristiano, come la conversione, va perseguita lungo tutta la vita, perché non è mai perfetta e finita. Quando qualcuno pensasse di aver già fatto abbastanza e, quindi, smettesse di progredire nella via dello Spirito, cadrebbe nell'insignificanza e nell'appiattimento. Nessuno può dirsi "rinnovato" una volta per sempre, ma lo Spirito Santo indica e sostiene una conversione e un rinnovamento sempre in atto.

Nessuno, quindi, può trascurare tutte quelle opportunità formative che vengono proposte lungo l'anno, a livello locale, regionale e nazionale (ritiri, fine settimana, settimane di spiritualità e di formazione all'evangelizzazione, corsi per le varie categorie di persone e di ministeri, ecc.). è soprattutto nel Gruppo di appartenenza che i membri del RnS trovano la possibilità di sviluppare la propria vita spirituale. Qui si apprende gradualmente il valore e la collocazione delle varie componenti della vita cristiana: Parola di Dio, sacramenti (specialmente l'eucaristia e la penitenza), la preghiera personale e liturgica, l'uso dei carismi e l'impegno nei ministeri, i rapporti intraecclesiali, ecc.

Liturgia

Nei nostri incontri, la liturgia deve essere curata con il massimo impegno. è bene che ci siano gli incaricati della liturgia, ma tutti devono apprendere a partecipare attivamente e secondo la propria ministerialità. Un segno, infatti, che in un gruppo si è compresa la primarietà del culto divino è la promozione di scelte ministeriali istituite (lettori, accoliti) e "di fatto" (accoglienza, canto, musica, catechesi, ordine, ecc.). Da questo amore alla liturgia nascono spesso anche le vocazioni al sacerdozio, al diaconato e di speciale consacrazione. Segni di trascuratezza sono l'improvvisazione del canto e delle letture o l'assenza degli accoliti accanto al celebrante. Se non ci sono lettori e accoliti istituiti, si suggerisce che in ogni Gruppo siano designate delle persone adulte che coprano dignitosamente queste funzioni.

E' necessario, ad esempio, che i canti siano appropriati alle letture del giorno, che la Parola di Dio sia "proclamata" e che accanto al celebrante non manchino gli accoliti e gli altri ministri.

Appartenenza

Lo Statuto ed il Regolamento precisano dettagliatamente i criteri e le norme di appartenenza all'Associazione che qui trova praticamente configurata la sua dimensione sociale e aggregativa.

Ma non sono gli ordinamenti giuridici, pur necessari, a tenere unita l'Associazione.

Ciò che conta e che va messo in evidenza è soprattutto il "senso di appartenenza". Esso deriva spontaneamente dal vincolo spirituale che sorge dalla comune esperienza dell'effusione dello Spirito e dalla condivisione della medesima spiritualità.

Nasce da qui, sotto l'azione dello Spirito Santo, quella libera aggregazione in gruppi, in comunità o in fraternità di alleanza che, nel loro insieme, formano la corrente spirituale o il movimento ecclesiale di Rinnovamento nello Spirito Santo, a livello nazionale e mondiale. L'appartenenza, quindi, ha la sua radice e la sua ragione in una chiamata e in un dono cui corrisponde la dedizione e il servizio. Perciò si serve l'Associazione, se si vuole che l'Associazione serva. Si deve precisare che l'appartenenza all'Associazione è una scelta personale esplicita, che inserisce in una realtà che ha la sua precisa evidenza ecclesiale e sociale.

Perciò, questa appartenenza deve essere verificata e documentata. Tutti i gruppi, in genere, hanno l'abitudine di tenere un elenco dei membri di coloro che hanno ricevuto l'effusione e che partecipano alla vita del Gruppo. Basta questo, aggiornato ogni anno. Con il riconoscimento dell'Associazione "Rinnovamento nello Spirito Santo" si stabilisce un elemento di chiarezza. Infatti, la grazia dell'effusione dello Spirito non è data in esclusiva a nessuno, ma anzi, in linea di principio, è destinata a tutti i battezzati. All'Associazione, invece, appartengono solo quelli che lo vogliono e che sono stati accettati.

Esistono, quindi, molti cristiani che hanno ricevuto L'efFusione e vivono da soli, oppure fanno parte di altre aggregazioni ecclesiali, riconosciute o meno, ma non fanno parte della nostra Associazione, anche se tutti ci riconosciamo nella medesima corrente spirituale.

Servizio pastorale

In ogni aggregazione sociale è necessaria la funzione dell'autorità che, secondo il Vangelo (cfr. Mt 20,24-28), preferiamo chiamare servizio. Parliamo anche, più semplicemente, di "servizio pastorale", per indicare la funzione di tutti coloro che, a livello locale, regionale o nazionale, sono chiamati a compiti di responsabilità e di guida.

L'aggettivo "pastorale" può essere confuso con il ministero pastorale che è svolto nella Chiesa dai Pastori (vescovi, sacerdoti e diaconi), in forza del sacramento dell'ordine.

Se usiamo questa parola, è perchè non ne abbiamo trovata un'altra per indicare un servizio che non può essere puramente formale o solo organizzativo, ma comprende tutte quelle attività che aiutano e sostengono le persone a raggiungere le finalità spirituali ed ecclesiali dell'Associazione. Ci si domanda spesso quale autorità abbiano coloro che sono chiamati a svolgere il servizio pastorale.

Al di fuori del sacramento dell'ordine, non esiste autorità gerarchica. Quindi si deve parlare di un'autorità sociale che deriva dal fatto che il loro ruolo e i loro compiti sono previsti statutariamente e sono stati approvati con l'Associazione dall'Autorità ecclesiastica. Ma non va trascurato anche un altro aspetto, che per noi è primario: quello carismatico. Se il criterio primario nella scelta delle persone per un determinato servizio è il riconoscimento di un carisma, allora, prima dell'investitura sociale, vi è l'unzione dello Spirito Santo. La logica, quindi, è quella descritta da San Paolo: "Non può l'occhio dire alla mano: non ho bisogno di te; nè la testa ai piedi: non ho bisogno di voi... Ma Dio ha composto il corpo, conferendo maggior onore a ciò che ne mancava, perché non vi fosse disunione nel corpo, ma anzi le varie membra avessero cura le une delle altre" (1 Cor 12,21.24b-25).

Perciò, i compiti pastorali, che sono definiti per i singoli livelli nello Statuto e nel Regolamento, implicano necessariamente un'autorità, che non è gerarchica, ma carismatica e sociale. Pertanto, i rapporti con chi detiene un servizio di autorità sono regolati dalla virtù dell'obbedienza.

Coordinatori

Il raggio di azione del Coordinatore, a tutti i livelli, è vastissimo, ma comprende, innanzi tutto, gli adempimenti associativi che gli sono assegnati dallo Statuto e dal Regolamento. Quindi, la sua funzione esce fuori dai contorni vaghi, per conseguire un ruolo preciso e determinato.

La sua figura carismatica lo pone nell'ascolto dello Spirito; il suo compito ecclesiale esige una spiritualità di dedizione e di servizio; l'appartenenza al RnS gli chiede di operare, non da autocrate solitario, ma nella collegialità con gli altri membri del "Pastorale di Servizio" e in sintonia con le altre istanze del RnS. Il Coordinatore, in particolare, deve sapere bene verso dove e in quale modo deve condurre il gruppo. Non dimentichi mai che il gruppo non è una sua proprietà, ma mete, metodo e stile di conduzione sono segnati dalla Chiesa e dal RnS.

Ministeri di fatto e commissioni

I ministeri hanno ormai raggiunto una loro chiara configurazione, in quanto rispondono a precise esigenze di funzionamento e di attività del RnS ai vari livelli.

Qui si raccomandano due cose:

a) chi è chiamato a svolgere un ministero o un servizio si preoccupi di conoscere esattamente l'ambito della sua attività e di acquisire la conoscenza della spiritualità con cui deve essere svolto;

b) faccia attenzione a non cedere a spinte autonomiste, ma, pur nella piena responsabilità nel suo campo, rispetti le direttive ricevute e rimanga sempre in collegamento con il suo coordinatore e con il "Pastorale di Servizio".

Le commissioni possono essere istituite per lo studio o per l'esecuzione di un compito particolare. Perché funzionino efficacemente devono essere composte da poche persone che siano competenti nel settore che viene loro affidato.

Molti problemi di non facile soluzione possono essere affidati a una commissione che riferisca le sue documentate conclusioni. In questo modo, la discussione assembleare viene semplificata e si evitano inutili lungaggini.

Consiglieri spirituali

In questo paragrafo cogliamo l'occasione per precisare quanto riguarda la presenza dei sacerdoti nei gruppi:

Ogni sacerdote, in forza del sacramento dell'ordine che ha ricevuto, rappresenta il vescovo e la Chiesa in cui è incardinato. La sua appartenenza e la sua responsabilità è sempre più ampia del Gruppo in cui può essere inserito a pieno titolo. Egli, in qualche modo, è sempre garante dell'ortodossia e dell'ortoprassi del Gruppo. Ma deve ben guardarsi dall'invadere il campo della guida del Gruppo, che spetta unicamente al "Pastorale di Servizio";

Consigliere spirituale è quel sacerdote che, con designazione dell'organo pastorale, è chiamato a offrire un'assistenza spirituale al "Pastorale di Servizio" e al gruppo intero. Non fa parte del "Pastorale", in senso stretto, ma partecipa a tutte le riunioni, avendo cura di attenersi strettamente al suo ambito che è, appunto, quello spirituale. Valgono le stesse norme per i consiglieri spirituali a livello diocesano, regionale e nazionale.

Una figura d'importanza eccezionale è il Consigliere spirituale dell'Associazione, che potrebbe essere liberamente scelto dall'Associazione stessa, a norma del CDC, can 324, ß 2;

Delegato diocesano è l'incaricato del vescovo a svolgere il compito di tramite tra i gruppi del RnS e il vescovo, e viceversa. Non deve intromettersi nelle questioni interne dei gruppi, e neppure impedire il collegamento diretto con il vescovo. Oltre ad essere portavoce, svolge anche opera di sensibilizzazione sui programmi diocesani e di inserimento del RnS nelle strutture diocesane.

Programmazione

Due possono essere gli eccessi opposti riguardanti la programmazione: o non se ne fa nessuna, oppure si mette in cantiere una programmazione eccessiva che non lascia respiro. Nel primo caso, i responsabili dimostrano di non avere delle idee e di non sapere dove condurre il gruppo o la regione o la nazione; nel secondo caso, ben presto si faranno sentire la stanchezza e la saturazione. Si deve fare attenzione anche ad un altro inconveniente, che è quello di non tener conto della programmazione delle istanze superiori con il risultato di andare per proprio conto e di provocare la disarticolazione dell'itinerario formativo.

Prassi operativa degli organi di servizio

Le prescrizioni che cadono in questo paragrafo derivano dalla legislazione civile ed ecclesiale a riguardo delle associazioni. Tali procedure vanno osservate fedelmente, prevedendo anche i tempi necessari.

Elezioni

Questo termine per noi deve assumere un significato molto diverso da quello usato in ambito civile:

- Innanzi tutto, occorre essere consapevoli dell'importanza delle scelte che si fanno: dalla qualità delle guide dipende la vitalità e il futuro dell'Associazione. Perciò i componenti degli organi pastorali di servizio, al di fuori degli interessi umani, devono essere chiesti in preghiera e ricevuti come un dono di Dio.

- In secondo luogo, le modalità indicate per conferire questi incarichi se, da una parte, devono obbedire a norme precise, dall'altra, non si deve dimenticare mai che si tratta di un discernimento, da attuare secondo i criteri evangelici.

- In terzo luogo, nell'avvicendamento negli incarichi, si tenga conto di salvaguardare due valori importanti: la continuità e la novità. è necessaria una duplice attenzione: che la continuità, quando è troppo prolungata, crea facilmente dei potentati, mentre la novità, assunta a criterio assoluto, minaccerebbe di far perdere le radici da cui deriva la linfa originaria e di distruggere i punti di riferimento.

Diritto di voto

Questo diritto appartiene ai membri a pieno titolo; quelli, cioè, che rispondono alle condizioni previste. Non si tratta di un privilegio, ma di una responsabilità nei confronti del Signore, del RnS e della Chiesa.

Requisiti per le candidature

Alla luce dell'esperienza, oltre i requisiti di idoneità umana, spirituale e carismatica, si dovrebbe insistere sul fattore tempo. Molto spesso, infatti, gli organi non funzionano o i programmi rimangono sulla carta, proprio perchè gli incaricati non sono in grado di dare il tempo necessario. La voglia di fare non basta. Chi si rendesse conto che attualmente non può disporre del tempo necessario, deve sentirsi obbligato in coscienza a non assumere impegni che poi non riuscirebbe a mantenere. A proposito di candidature, tante clausole e tanti dettagli numerici potrebbero urtare o risultare incomprensibili. In realtà, sono cose risultate necessarie per salvaguardare le giuste scelte e per dare il giusto peso alla composizione numerica dei gruppi. Quando si era in pochi, la prassi era molto più semplice, ma con l'aumentare dei membri e dei Gruppi, si sono amplificate le esigenze e le attenzioni. Ciò che conta è che tutto sia fatto nella retta intenzione, nell'ordine e nella pace.

Durata in carica

Si dovrebbero ripetere le osservazioni, già dette, circa la continuità e la novità (cfr. più sopra circa le elezioni). Qui aggiungiamo un'osservazione importante. La grande difficoltà che si oppone all'avvicendamento nelle responsabilità dipende spesso dal fatto che non ci sono alternative e perciò si finisce per confermare sempre le stesse persone. Questa constatazione denuncia una grave carenza da parte degli organi pastorali uscenti: quella di non prevedere la preparazione di persone che siano in grado di subentrare e sostituire.

Incompatibilità

Questo punto dell'incompatibilità è molto delicato e richiede una particolare sensibilità psicologica e spirituale. Da una parte, c'è il problema dei legami di parentela. Per quanto disinteressati si possa essere, con i propri congiunti è difficile essere neutri. Sicuramente si deve tener conto, in certi casi, dell'unità sacramentale della coppia coniugale. Essa costituisce una forza, ma indubbiamente comporta anche un peso. Perciò si richiede prudenza. D'altra parte, vi è il cumulo degli incarichi. Con una certa superficialità, si finisce per chiamare in campo sempre le stesse persone che sono disponibili. In questo modo, ci si mette in un imbuto. L'arte del governo consiste nel saper scoprire le capacità e i carismi delle persone e farne dei collaboratori.

Procedimento nelle elezioni

Anche qui i dettagli abbondano, ma sono necessari. Quello che non si finirebbe mai di raccomandare è che, nei meandri dei procedimenti, non si perdano lo spirito e il clima di fede e di preghiera che devono caratterizzare le nostre assemblee. Nulla di più deleterio che lasciare insinuarsi qualche personalismo o qualche interesse. Si parla di preparazione, ed è necessaria. Ma bando ad ogni forma di propaganda, di giochi politici, di autocandidature. Da notare che l'espressione "di norma" (al punto 4.15.g) va intesa come "generalmente", vale a dire che ci possono essere motivate eccezioni.

Cessazione della funzione pastorale

Una cosa deve essere chiara: l'incarico che abbiamo può e deve finire, ma non deve finire mai il nostro impegno negli ambiti del RnS. E' doloroso vedere che persone valide e stimate, una volta cessato un incarico pastorale, siano messe o si mettano da parte o addirittura spariscano dal loro Gruppo. I carismi non devono essere sotterrati, ma sono dati per essere messi in circolazione, tenendo presente che l'esercizio dei carismi non va in una direzione sola, in un settore solo, ma ci sono svariate possibilità d'impiego. In ascolto dello Spirito Santo, ciascuno vedrà dove è chiamato a lavorare, sempre in comunione con i relativi organi pastorali.

Rapporti con i vescovi

Per grazia di Dio, il RnS in Italia non è mai stato in contrasto con i vescovi, fatta eccezione per qualche difficoltà in casi singoli e isolati. Oggi, con il riconoscimento ufficiale e con una normativa approvata, difficoltà del genere non dovrebbero più accadere.

I Coordinatori, ai vari livelli, curano i rapporti con il parroco e con il vescovo locale. Il nostro stile è quello dell'obbedienza che nasce dalla fede e dalla fiducia che lo Spirito Santo conduce gli eventi in modo tale che tornino a vantaggio del Corpo ecclesiale e del Regno di Dio. A volte può sorgere il pericolo di essere strumentalizzati a finalità che non sono proprie del RnS. In questi casi, è necessario e doveroso salvaguardare la propria identità. Sul piano pastorale, il giudizio sul valore delle nostre iniziative e sull'autenticità dei carismi e del loro uso spetta, in ultima istanza, al vescovo.

Dissociazione

All'Associazione si accede liberamente, e altrettanto liberamente si può uscirne.

Può accadere che singoli fratelli/sorelle o Gruppi manifestino, attraverso parole o atteggiamenti, la loro volontà di non voler più far parte dell'Associazione. Se non si decidono a rendere esplicita questa loro volontà, le istanze competenti dichiarino la loro dissociazione. Si tratta di un atto doloroso, ma va fatto per impedire il prolungarsi di equivoci e di conseguenze negative.

Quali sono gli atteggiamenti che dimostrano la volontà di dissociazione? Possiamo dare qualche esempio: si possono riscontrare persistenti assenze dalle attività comunitarie a livello regionale o nazionale, oppure comportamenti in evidente dissonanza con le finalità, la spiritualità o la linea tracciata dallo Statuto e dal Regolamento. In tutti questi casi, come già si è detto, è necessario prendere atto della situazione e assumere le decisioni conseguenti.

Sostentamento

L'Associazione "Rinnovamento nello Spirito Santo" non ha fini di lucro, ma solo spirituali. Perciò, in quanto tale, non possiede nulla, ma vive nella libertà evangelica. Vale a dire che essa, in quanto tale, è sostenuta essenzialmente in forza dell'impegno libero, volontario e disinteressato dei soci. è evidente, tuttavia, che non potrebbe né esistere né operare senza i mezzi e gli strumenti che sono necessari per il raggiungimento delle finalità spirituali che le sono proprie.

Per superare questa apparente contraddizione e, soprattutto, per poter operare legalmente secondo le leggi dello Stato italiano, è stato necessario istituire l'"Associazione Alleanza", attraverso la quale si possono compiere tutte le operazioni economico-finanziarie dell'Associazione. Da quanto si è detto, appare evidente che al sostentamento dell'Associazione "Rinnovamento nello Spirito Santo" devono provvedere gli associati stessi. Essi, infatti, nella misura in cui credono alle finalità della loro Associazione e sentono il loro legame di appartenenza, provvedono spontaneamente e generosamente, secondo le loro possibilità, alle necessità dell'Associazione stessa.

è auspicabile che la raccomandazione biblica della decima, già applicata in diversi gruppi e comunità, possa essere introdotta, come fanno altri movimenti ecclesiali, in tutte le realtà associative del RnS.

Disposizioni transitorie

Si possono verificare delle situazioni che pongono dei problemi nuovi, oppure possono sorgere delle incertezze sull'interpretazione di qualche norma dello Statuto o del Regolamento. Le norme transitorie predispongono che cosa si debba fare in questi casi. Si dicono transitorie perchè, più che il presente, riguardano possibili eventualità future.


Progetto unitario di formazione


Premessa

Il Rinnovamento nello Spirito Santo nella sua essenza è una corrente di grazia che, dove è giunta ed è stata accolta, ha rinnovato gli ambienti più diversi senza distinzione di persone, suscitando un rinnovamento spirituale che trasforma radicalmente la vita.

In coloro che hanno abbracciato l'esperienza del Rinnovamento è possibile notare una netta distinzione fra il "prima" e il "dopo", sia che si tratti di persone già credenti e impegnate, sia che si tratti di non praticanti o non credenti.

L'effusione dello Spirito Santo è considerata il vero "giro di boa" della vita di una persona: un evento che comunica una forte esperienza di Dio; capace di coinvolgere tutto l'essere (intelligenza, emozioni, sentimenti, volontà), rendendolo cosciente della chiamata alla santità che dovrebbe essere l'unica scelta di ogni battezzato. Da qui il proposito di camminare nella via del Rinnovamento nello Spirito in una conversione continua fino alla signoria totale di Gesù nella propria vita.

Alla luce dei frutti raccolti in oltre trentacinque anni di storia del RnS, si è potuto costatare che, per affrontare i numerosi e profondi problemi che oggi attentano alla fede, non sono sufficienti interventi educativi, né progetti formativi, per quanto apprezzabili possano essere se, intanto, ogni singola persona non ha avuto un incontro personale con Cristo Signore, rimettendo alla sua potenza ogni problema e difficoltà, in sostanza tutta la sua vita.

Il primo frutto della grazia del Rinnovamento è infatti la presa di coscienza che l'uomo è chiamato a vivere in relazione sempre nuova e crescente con le tre Persone divine:

l'amore e la misericordia del Padre la signoria e la salvezza di Gesù la potenza e la guida interiore dello Spirito Santo.
È qui che si innesta la formazione, la quale è orientata ad "assecondare" l'azione di Dio che opera in noi mediante la potenza dello Spirito.
 




Le approvazioni dello Statuto

Dal marzo 2002 al marzo 2007, date della doppia approvazione dello Statuto dell'Associazione "Rinnovamento nello Spirito Santo" da parte del Consiglio Permanente della CEI, si fa strada sempre più la convinzione di essere chiamati a scenari nuovi e imprevedibili.

Il Rinnovamento nello Spirito Santo è sempre più consapevole di "avere una missione nella Chiesa e per la Chiesa".

Diffondere "la Cultura della Pentecoste" («fare conoscere e amare lo Spirito Santo»; «far sentire le ragioni dello Spirito») è il mandato profetico che Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno consegnato al Rinnovamento. Una consegna che come "il tesoro del campo" impegna completamente le nostre risorse e le nostre speranze, per la crescita di un laicato maturo e carismatico, presenza profetica nella Chiesa e nel mondo.

L'esistenza di un Progetto Unitario di Formazione in seno al RnS è un'acquisizione recente, ma indispensabile alla luce del cammino comune che il RnS si è impegnato a svolgere sotto lo sguardo dei Pastori della Chiesa. Giova ricordare "l'elogio e la richiesta di intensificare gli sforzi" in questa direzione manifestataci dal Santo Padre Giovanni Paolo II, dal Pontificio Consiglio Pro Laicis e dai nostri Padri Vescovi in più occasioni.

I 4 livelli della formazione

La formazione vive principalmente su 4 livelli di riferimento:

carismatica ministeriale pastorale comunitaria.
Mira a far crescere in tutti i fratelli e le sorelle:

l'identità l'appartenenza l'ecclesialità la formazione catechetica il servizio
Tuttavia, l'urgenza di orientare la formazione verso le esigenze missionarie e la nuova evangelizzazione, ha sollecitato l'avvio di un altro indirizzo formativo più specificatamente dedicato alle istanze missionarie.
La formazione nazionale serve ad orientare e a fissare le linee principali del cammino; esse sono riprese e approfondite dai Comitati regionali di servizio, nel rispetto delle reali possibilità della Regione, del cammino maturato dai Gruppi e dalle Comunità, senza accelerazioni, semplificazioni o tentativi di competizione.

Sempre, poi, occorre preservare la creatività e la libertà dello Spirito nel concretizzare le scelte operate.
È di vitale importanza ricordare che tutta la formazione è finalizzata non appena alla crescita dei singoli, ma allo sviluppo dei Gruppi e Comunità: con essi è la Chiesa che cresce!
 



BREVE EXCURSUS STORICO

La storia del Rinnovamento presenta diverse fasi dal punto di vista del processo formativo. Indichiamo di seguito le cinque più significative:

Fase iniziale: dal 1972 al 1977

La formazione è quasi esclusivamente orientata al primo livello dell'esperienza e consiste nel preparare i fratelli alla preghiera di effusione e quindi nell'indirizzarli verso un cammino di crescita nel gruppo.
Questi i momenti del processo formativo:

Seminario di vita nuova nello Spirito: consiste in una serie di incontri il cui scopo è quello di aiutare le persone a raggiungere la migliore disposizione possibile per ricevere la preghiera per l'effusione dello Spirito. Effusione dello Spirito Santo. Esperienza vitale, profonda e trasformante, che cambia la coscienza della propria identità cristiana, le relazioni con la SS. Trinità, il modo di sentirsi Chiesa, il rapporto con la Parola, i sacramenti, la liturgia. Si manifestano un nuovo gusto per la preghiera, una nuova disponibilità ad amare, l'esperienza dei carismi per l'utilità comune. Cammino nel gruppo. Al gruppo si aderisce spontaneamente e liberamente; in esso le persone trovano un sostegno comunitario che permette di crescere nella grazia del Rinnovamento e in un nuovo stile di vita cristiana. Il gruppo introduce anche ad assumere il proprio posto nella Chiesa e nella società, per cui le persone si rendono disponibili a condividere i doni e i talenti ricevuti da Dio.

Seconda fase: dal 1977 al 1990

Inizia la formazione all'animazione nei gruppi. Questa fase si collega alla necessità, confermata da parte della Gerarchia ecclesiastica, di introdurre nel RnS alcune strutture di servizio onde permettergli di crescere mantenendo la sua fisionomia.
Si formano i primi nuclei di "animatori" con il compito di accompagnare e guidare i gruppi ad aprirsi all'uso dei carismi e dei ministeri di fatto. Diversi i livelli di animazione: locale (di singoli gruppi), regionale, nazionale.
Si rende pertanto necessaria una formazione specifica, sia per la grande diversità dei gruppi, sia per superare i limiti dello "spontaneismo" e dell'improvvisazione (talvolta confusi con la "libertà dello Spirito").

Terza fase: dal 1990 al 1997

Si afferma decisamente lo sviluppo di iniziative di formazione permanente sia per i membri del RnS, sia per gli animatori a livello locale, regionale, nazionale.

L'articolazione di proposte per la formazione degli animatori, nei diversi ministeri e servizi, lascia intravedere la possibilità di un Progetto Unitario di Formazione. Ciò spinge i responsabili nazionali e regionali ad avviare un discernimento comunitario per valorizzare le ricchezze suscitate dallo Spirito in forza di una visione comune orientata alla crescita unitaria del RnS.

Quarta fase: dal 1997 al 2006

Avvio di un Progetto Unitario di Formazione. L'idea si concretizza decisamente, seppur non in forma definitiva, in quanto sempre legata al discernimento comunitario e all'ascolto di ciò che lo Spirito suggerisce alle diverse realtà locali.
Viene individuato un itinerario di formazione (e conseguente riorganizzazione delle proposte formative) in tre aree di riferimento: carismatica, pastorale, ministeriale.
Si delineano Scuole, Tre giorni, Settimane di Vita carismatica e pastorale, Metodologie per la evangelizzazione, Corsi dedicati alle famiglie, a cadenza regolare su tutto il territorio nazionale.
Si precisano due anime caratteristiche del Rinnovamento: "Roveto ardente" e "Cultura della Pentecoste".

Quinta fase: dal 2007

Si sente l'esigenza di offrire un cammino di formazione anche nell'area comunitaria, oltre che carismatica, pastorale e ministeriale.
Prende vita l'iniziativa dei grandi temi di durata pluriennale che, in modo trasversale, possano permeare la formazione e gli eventi della vita del Movimento.
Al centro viene posta la Bibbia, parola di Dio, parola di vita.
Il libro degli Atti rappresenta il "paradigma" comunitario ed ecclesiale per tutte le nostre realtà locali.

 



FORMAZIONE, UNA CHIAMATA NELLA CHIAMATA

Perché formarsi?

È certo che in questi anni abbiamo cercato, con non poca fatica, di registrare nella nostra formazione spirituale le evoluzioni e le novità che si sono prodotte nel RnS, in particolar modo - dopo l'approvazione dello Statuto - nella vita diocesana, ministeriale e nelle aree di evangelizzazione.

Uno sforzo al quale, purtroppo, non tutti hanno corrisposto. Rimane infatti alta la percentuale di responsabili e animatori che "resistono", di fatto, a questa "chiamata nella chiamata". Perché insita nella chiamata a servire, in qualsivoglia ministero, è sempre la chiamata a formarsi e a formare nuovi discepoli.

Perché spesso non troviamo, a livello locale, ricambio di fratelli e di sorelle in ruoli di animazione e di responsabilità?

Semplicemente perché non ci siamo adeguatamente presi cura di loro facendoli crescere nella vita carismatica.

"Ma non c'è tempo", dirà qualcuno. Non è vero: è solo mal gestito ed è anche evidente che sia male impostato il cammino del gruppo. Se poi la risposta è "io per primo non sono capace, come posso capacitare gli altri", allora la questione si fa più seria e intercetta il "come vivono" i nostri gruppi e il "cosa fanno" gli organi di servizio preposti all'accompagnamento degli stessi gruppi.

Il minimo comune denominatore è sempre lo Spirito Santo: è lui la fonte di ogni nostra capacità!

Formazione ed ecclesialità sono state e restano, per un animatore del RnS, due parole d'ordine. Sempre dovranno esserlo, ma con una consapevolezza sempre maggiore del ruolo che il RnS è chiamato a svolgere di anno in anno.

I ricambi generazionali di questi anni, talvolta in modo repentino e non supportato da una formazione adeguata, dinanzi alla necessità di trovare centinaia e centinaia di persone pronte a "servire" la realtà del RnS, ci hanno fatto constatare un calo d'identità carismatica negli animatori e nei responsabili, oltre che una visione ecclesiale del RnS limitata alla vita del gruppo e non adeguata ai tempi e alle esigenze che la Chiesa di oggi vive.

Pertanto affermiamo che:

non c'è vero Rinnovamento senza formazione umana e spirituale e non c'è vera formazione umana e spirituale nel RnS che non renda visibile la Chiesa e il suo avvenire.

Formazione, un'espressione non sempre chiara

Formazione è molto di più di un "corso ripetitivo", o dello "studio del catechismo", o ancora di un "insieme di catechesi". La parola formazione è vita, deve profumare dell'esperienza dell'incontro con Gesù vivo e con i fratelli. Non lezioni astratte, non discorsi dotti, ma esperienze di vita. Formazione è la condivisione fraterna della vita del RnS riletta alla luce della parola di Dio e del Magistero, una condivisione di tipo spirituale, non fondata su schemi o su metodologie umane, ma sulla parola di Dio e sul potere che lo Spirito ha di renderla manifesta. La formazione fa progredire la vita nuova, senza che si areni: è come la benzina per il motore. Formare è "aiutare i discepoli di Cristo", perché questo cammino non si interrompa e il RnS abbia futuro. Formare è rendere accessibile a tutti il cammino comunitario del RnS: è come un vocabolario. Formare è uscire fuori da se stessi per abbracciare quel "di più" che Gesù chiede anche a noi, come fece con l'apostolo Pietro: è segno di conversione permanente. Formazione è espressione della vitalità di un Movimento; è la capacità di un movimento di aggiornare continuamente la propria esperienza alla luce delle novità dello Spirito. La formazione crea e incrementa in noi la presenza dello Spirito, che forma i fratelli, mediante la valorizzazione di tutti i carismi e i talenti di cui si dispone. Formare è comprendere che non c'è altro luogo in cui è possibile far vivere e morire il RnS se non la Chiesa. Formare è "dare forma" alla bellezza della Chiesa, quella sposa adorna di carismi per la quale esistiamo e che vogliamo far conoscere e amare a chi nel mondo la ignora o l'ha abbandonata. Formare è rendere la visione del RnS realtà e fare in modo che sia una realtà anche per gli altri. Formare è sviluppare la coscienza di essere Chiesa e di vivere nella Chiesa.

Un responsabile che volontariamente si sottrae a questo impegno permanente è, di fatto, un irresponsabile. Un responsabile non formato, non potrà contribuire a dar forma all'esperienza del RnS. Addirittura, la stessa esperienza potrà apparirgli oscura o approssimativa.

Come potrà guidare altri nell'esperienza del RnS chi per primo, ancora, la sconosce? Senza contare che prima o poi anche i fratelli pagheranno la sua ignoranza o presunzione di sapere.
 



FORMAZIONE, IL GIUDIZIO DEI PONTEFICI SUL RNS

La formazione nel RnS secondo Giovanni Paolo II

Come non ricordare la storica udienza nell'anno dello Spirito Santo, 4 aprile 1998. In quella circostanza, il Papa ci spiegò in modo eloquente che cosa significa "formazione nel RnS".

In questo discorso al RnS, Giovanni Paolo II definì la formazione «uno dei compiti più urgenti della Chiesa di oggi». E volle anche indicare quali sono gli obiettivi che la formazione nel RnS deve perseguire:

«la scoperta sempre più chiara della propria vocazione».
Attualizzando: come ci si può dire "animatori o responsabili" se, pur chiamati dai fratelli a questo servizio, non si scoprono mediante una adeguata formazione tutte le caratteristiche, le sfide, le croci, il senso di questa vocazione comunitaria?
Ricordiamo l'episodio del giovane ricco, andato alla scuola di Gesù. «Si riteneva pronto a seguirlo; ascoltando il Maestro se ne tornò a casa perché non era ancora pronto» (cf Mc 10, 17-22). «La fede muore quando è ridotta a costume, a consuetudine, a esperienza puramente emotiva».
Un richiamo forte. Il RnS non è un movimento di "nostalgici sentimentali" o di "romantici canterini". È la formazione a dare alla nostra fede robustezza di pensiero e di ragioni, altrimenti muore o, al meglio, rimane devozionale, altro che carismatica.
Quanti rimproveri - le sette maledizioni - Gesù rivolse agli scribi e ai farisei, che avevano ridotto la legge del Signore ad un fatto esteriore, ad un'usanza, senza l'intelligenza dell'amore (cf Mt 23, 13-32). «La fede ha bisogno di essere coltivata, aiutata a crescere, sia a livello personale che comunitario».
"Coltivare la fede e aiutarla a crescere": questa è una efficacissima definizione della parola "formazione". La vita dell'uomo è come un campo. Va sempre arato; continuamente falciato perché le erbacce, che sempre cresceranno, non soffochino il seme buono. Così è della formazione: non si fa una volta per tutte, ma va coltivata sia a livello personale, che comunitario.
«Ciascuno stia attento a come costruisce» (1Cor 3, 10b) è l'ammonimento di S. Paolo.
Quindi, concludendo la sua riflessione, il Santo Padre espresse la sua stima per noi:
«So che il RnS si prodiga per rispondere a questa necessità [della formazione], cercando forme e modalità sempre nuove e più adatte alle esigenze dell'uomo di oggi. Vi ringrazio per quello che fate e vi chiedo di perseverare nel vostro impegno».

1998: viene "riconosciuto" il valore ecclesiale della nostra formazione

Nell'anno 1998, dedicato allo Spirito Santo, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha riservato una speciale attenzione al Rinnovamento, offrendo 4 memorabili discorsi nei quali si può riscontrare un denominatore comune, un motivo conduttore che sempre ritorna. Si tratta, per l'appunto, del concetto di formazione.

«Uno dei compiti più urgenti della Chiesa è quello della formazione dei fedeli laici... Ha come obiettivo fondamentale la scoperta sempre più chiara della propria vocazione e la disponibilità sempre più grande a viverla nel compimento della propria missione. Questa deve pertanto essere una delle vostre priorità... è un compito più urgente che mai... So che il RnS si prodiga per rispondere a questa necessità, cercando forme e modalità sempre nuove e più adatte all'uomo di oggi. Vi ringrazio per quello che fate e vi chiedo di perseverare nel vostro impegno» (Udienza al RnS, Città del Vaticano, 4 aprile 1998). «Nel nostro mondo, si avverte con urgenza la necessità di un annuncio forte e di una solida e approfondita formazione cristiana. Quale bisogno vi è oggi di personalità cristiane mature, consapevoli della propria identità battesimale, della propria vocazione e missione nella Chiesa e nel mondo! Nella formazione cristiana curata dai movimenti non manchi mai l'elemento di questa fiduciosa obbedienza ai Vescovi, in comunione con il Successore di Pietro! Inserite le vostre esperienze nelle chiese locali e nelle parrocchie, rimanendo sempre in comunione con i Pastori e attenti alle loro indicazioni» (Vigilia di Pentecoste con i Movimenti, Piazza San Pietro, 30 maggio 1998). «Appartenete a un movimento ecclesiale. La parola "ecclesiale" è più che semplicemente decorativa. Essa implica un compito preciso di formazione cristiana e una profonda convergenza tra fede e vita. La fede entusiastica che anima le vostre comunità è un grande arricchimento, ma non è sufficiente. Deve essere accompagnata da una formazione cristiana che sia solida, ampia e fedele al magistero della Chiesa» (Discorso del Papa alla Fraternità Carismatica Cattolica Internazionale, Città del Vaticano, 1 giugno1998). «Da una solida formazione deriverà una spiritualità profondamente radicata nelle fonti della vita cristiana e in grado di rispondere alle domande cruciali poste dalla cultura di oggi» (Discorso del Papa ai leader internazionali del Rinnovamento, Aula Paolo VI, 30 Ottobre 1998).

La parola a Benedetto XVI

In attesa e al contempo denso di "valore profetico" l'insegnamento ricevuto da Papa Benedetto XVI nel 40° anno del Rinnovamento, celebrato a Rimini in occasione della XXX Convocazione Nazionale:

«È vostra intenzione porre in risalto il"carisma della fede" mostrando come l'incontro con Dio in Cristo Gesù trasformi grazie alla forza dello Spirito l'esistenza del credente e lo renda testimone gioioso delle meraviglie che il Signore non cessa di compiere anche in questo nostro tempo. So che il Movimento del Rinnovamento nello Spirito vuole continuare a vivere questa straordinaria esperienza spirituale con entusiasmo e riproporla quale annuncio evangelizzatore agli uomini e alle donne della nostra epoca; riservando quest'anno un'attenzione particolare alla famiglia. Seguendo l'orientamento dei Vescovi italiani anche voi dedicate attivamente a sostenere tutto ciò che concretamente difende e promuove quei valori umani e cristiani che devono essere alla base di ogni nucleo familiare» (Lettera autografa, 28 aprile 2007).
 


LE LINEE PORTANTI DEL PROGETTO UNITARIO DI FORMAZIONE

Formazione permanente e discernimento comunitario

Docilità allo Spirito umile ricerca della volontà di Dio capacità di ascolto interpretazione dei segni dei tempi alla luce del Vangeli valorizzazione dei carismi creatività spirituale.
In questi elementi sta la manifestazione del "discernimento comunitario", strumento per sviluppare la corresponsabilità, per costruire un Progetto Unitario di Formazione e un cammino di crescita comune.

La formazione permanente aiuta:

a superare i particolarismi locali e il pericolo di un cammino più di tipo "confederativo" che di tipo "comunitario"; a sostenere le comunità più "deboli" attraverso l'aiuto di quelle più "forti"; a pensare all'esperienza del RnS non come "cattolicesimo della domenica", ma come un cammino di crescita e di conversione permanente.

Cammino "unitario" e non "uniforme"

Ecco, allora, l'istanza di un progetto di formazione di tipo "unitario" e non "uniforme", nel rispetto delle diverse realtà locali, dei cammini specifici, delle diverse modalità attraverso le quali una visione unitaria può e deve esprimersi.
Parliamo di un Progetto Unitario, seppur con diversità di forme, perché non si vuole operare una grande reductio ad unum, cioè una semplificazione della grande ricchezza che è nella nostra tradizione nazionale.
L'unità, infatti, non è annientamento delle diversità, ma esaltazione di ciò che rende multiforme l'opera dello Spirito in mezzo a noi. Si accetta in tal modo la chance della koinonìa: i diversi carismi suscitati dallo Spirito si armonizzano fra loro nella comunione, superando ogni localizzazione geografica o la tentazione dell'autosufficienza.
Il RnS esprime, così, una sola realtà ecclesiale, una sola realtà nazionale che vive la tensione all'unità, con una carità e una fraternità sempre nuove e dinamiche.
L'assenza di un fondatore umano o di uno specifico carisma di fondazione fanno sì che nel RnS la formazione sia frutto del discernimento comunitario, vissuto in un clima spirituale, attraverso il duplice ascolto:

verticale: è la profezia che ci deriva dalla parola di Dio e dal magistero della Chiesa; orizzontale: è la profezia che è nella vita e nel cuore dei fratelli e delle sorelle coinvolti nei gruppi e comunità.


Un Progetto Unitario di Formazione fondato sulla Parola

È evidente l'urgenza di proporre agli animatori una catechesi di impianto biblico, da cui far discendere gli approfondimenti prettamente carismatici e ministeriali.
Si tratta di favorire un ascolto spirituale del testo sacro, che sia rispettoso anzitutto dello scritto, dell'oggettività del testo, per poi cogliere le risonanze soggettive e comunitarie che lo Spirito suscita in un clima di preghiera e di condivisione.
Non sempre gli animatori sono stati educati a rispettare questa pedagogia dell'ascolto di ciò che lo Spirito Santo dice che, in ultima analisi, corrisponde alla viva tradizione ecclesiale della lectio divina (cf Dei Verbum, n. 12).
Senza il dato oggettivo che deriva dalla Parola di Dio, contenuta nelle Sacre Scritture (cf Dei Verbum, n. 24) la fede è annacquata da un soggettivismo imperante che afferma il principio secondo il quale l'unico criterio per distinguere la volontà di Dio è il nostro punto di vista, sono le nostre aspettative e i nostri desideri.
In tal modo facciamo Dio a nostra immagine, più che preoccuparci di essere noi a Sua immagine.
Comprendere la Scrittura non significa averla capita da un punto di vista intellettuale, quanto "viverla", farne il programma della propria esistenza, metterla in pratica:

«Chiunque crede di aver compreso le divine Scritture o una qualche loro parte, ma in modo tale che quella comprensione non lo porta a edificare il duplice amore di Dio e del prossimo, costui in realtà non le ha ancora comprese» (S. Agostino).

«Si comprende la Scrittura a misura che la si vive» (S. Girolamo).

La discrepanza esistente nei nostri gruppi, in termini percentuali, tra coloro che partecipano all'incontro di preghiera e quanti si impegnano in un cammino di formazione (sia esso settimanale, quindicinale o mensile, comunque a cadenza regolare) indica la difficoltà di vivere il primato dell'ascolto della Parola di Dio, personalmente e comunitariamente.
Bisogna trasmettere agli animatori non solo "contenuti", ma anche "modi" di accostarsi alla Sacra Scrittura, per acquisire una sorta di "disciplina", uno "stile spirituale" che consenta di crescere nella fede attraverso un impegno che sia, sempre e insieme, personale e comunitario.
Come esempio si riportano alcune tematiche usate nella Scuola per il Seminario post effusione di quest'anno:
Lo Spirito Santo ermeneuta delle Scritture; la dimensione teandrica (divino-umana) della Bibbia; come leggere e interpretare un testo biblico; il rapporto tra Scrittura e salvezza; dall'ascolto della parola di Dio alla liberazione e alla conversione del cuore; parola di Dio e maturità umana e spirituale; la dimensione antropologica dell'ascolto; i nemici dell'ascolto; pregare la Parola; predicare la Parola; come la Parola edifica la vita comunitaria; Parola e carismi di profezia.


LE AREE FONDAMENTALI DEL CAMMINO FORMATIVO

L'intero processo formativo può essere suddiviso in 4 grandi aree corrispondenti ai nuclei essenziali del RnS.
Non si tratta di un "percorso obbligato", né di 4 livelli distinti e successivi di crescita. Piuttosto si vuole cogliere - dall'interazione di queste dimensioni - l'espressione più compiuta di un cammino di crescita organico, ben compaginato, legato alla vita del RnS:

carismatica pastorale ministeriale comunitaria.
Ciascuna di queste diverse aree di riferimento prevede proposte formative ben distinte.
Le settimane estive, accanto alle Scuole permanenti (pastorale, carismatica, missionaria), sono il momento formativo più importante per i fratelli del Rinnovamento e abbracciano un'ampia fascia di persone proponendo corsi specifici per ciascun ambito ministeriale e di evangelizzazione, con una speciale cura verso:

i sacerdoti (Ritiri nazionali) i giovani (Campeggi estivi) le famiglie (Casa "Famiglia di Nazareth" a Loreto) gli evangelizzatori (Metodologie specifiche presso il Centro "Paolo VI" a Gaver).

Carismatica

"Non interrompete il cammino intrapreso! Aspirate ai carismi più grandi".

Questo l'incoraggiamento di Giovanni Paolo II al RnS, nel 2000, affinché fosse più incisiva la nostra testimonianza ecclesiale.
Senza l'esperienza dei carismi, la testimonianza del RnS nella Chiesa perderebbe ogni incidenza. La ragione basilare per la quale lo Spirito ha suscitato il RnS è richiamare l'attenzione della Chiesa sulla sua dimensione fisiologica, cioè un'esistenza nello Spirito, e sulla riscoperta dei carismi.
Il CNS ha pertanto sostenuto lo sviluppo di una "Scuola di vita carismatica" al fine di favorire l'esperienza dei carismi nella preghiera comunitaria in modo semplice, diretto e pratico.
L'animazione carismatica, infatti, costituisce l'aspetto più caratteristico del Rinnovamento nello Spirito.

Pastorale

La formazione pastorale è una proposta d'approfondimento dell'esperienza carismatica rivolta ai Pastorali di servizio che, in molti casi, hanno necessità di essere aiutati a seguire i fratelli:
- nel discernimento
- nell'accompagnamento spirituale
- nella formazione alla vita comunitaria
- nell'esperienza dei carismi.

Presiedere alla vita di un gruppo e di una comunità, e assolvere a tutte le funzioni legate ad una responsabilità di stampo carismatico e non gerarchico, è un servizio assai delicato che non accetta semplificazioni.
A sostegno di questo servizio pastorale è stata promossa una "Scuola di vita pastorale", che intende aiutare gli animatori a vivere con consapevolezza il proprio impegno a vantaggio dei fratelli e delle sorelle.
Per l'area pastorale gli appuntamenti nazionali sono, inoltre, dati dalla Conferenza Animatori e dai tre Corsi interregionali di animazione comunitaria e carismatica del nord, centro e sud d'Italia.

Ministeriale

Nella crescita dei Gruppi/Comunità del Rinnovamento nello Spirito, un ruolo importante è assegnato ai ministeri carismatici.
Ogni carisma è per la missione e i ministeri sono l'esplicitazione visibile di questa chiamata divina. C'è quindi, l'esigenza di inserire nella formazione un'attenzione specifica a quelli che sono i ministeri "di fatto" attraverso cui una comunità cresce. I corsi, quindi, si prefiggono lo scopo di "formare i formatori" su una visione comune.
Per l'area ministeriale vengono organizzati corsi specifici di settore formativo e di ambito di evangelizzazione durante la stagione estiva, che toccano tutte le tematiche di impegno possibile, sia quelle legate alle attività interne dei gruppi e delle comunità (sacerdoti e religiosi, animazione preghiera, liturgia, musica e canto, intercessione sofferenti), sia quelle esterne, finalizzate alla Nuova Evangelizzazione (famiglia, giovani, fidanzati, bambini e adolescenti, scuole sui metodi di evangelizzazione, impegno sociale, volontariato e comunicazioni sociali).
Particolare attenzione è stata rivolta, negli ultimi anni, a una formazione specificatamente missionaria; con l'avvio della Missione in Moldavia e con il prosieguo delle altre missioni all'estero (Germania, Canada e Australia) si avverte l'esigenza di sollecitare e dare stabilità e formazione a quanti il Signore vorrà chiamare per questi progetti.
La nascita di un "Week-end di vita missionaria" è dunque una risposta alle nuove sollecitazioni dello Spirito Santo e si propone sia come momento di riflessione vocazionale, sia come momento propedeutico alla vita missionaria.

Comunitaria

«Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere» (At 2, 42).
Questa Parola ispira il livello comunitario del nostro cammino di crescita.
Il libro degli Atti degli Apostoli può essere considerato giustamente il libro dello Spirito Santo.
Luca lo considera il principio della vita della Chiesa. Descrive la vita interna della comunità primitiva che, nel suo dinamismo, rappresenta l'ideale cui devono ispirarsi tutte le comunità che mettono al centro la presenza di Gesù Risorto e la potenza dello suo Spirito.
La comunità è costituita, mediante lo Spirito di Dio, come "una sola mente, un solo cuore, una sola volontà di bene".
È lo Spirito che conduce il discepolo a non considerare proprietà propria quanto possiede (beni spirituali e materiali), ma a condividere ogni bene, per realizzare l'immagine dell'uomo nuovo, che costruisce la Chiesa partendo dalla vita quotidiana.
 



UNO SOLO È LO SPIRITO, UNO SOLO È IL RNS

Per una "mistica delle relazioni"

Letto, analizzato e approvato nel CN del 24.03.2007

Unità nella visione: premesse e attuazione

La chiamata è per grazia Una testimonianza che non si improvvisa Il mio cammino di fede La mia partecipazione alla vita del RnS Una formazione adeguata al ruolo Un'esperienza che mi precede "Anziani" che mi osservano e che vanno rimotivati "Nuovi" che non mi conoscono Il valore della tradizione La fraternità e la familiarità La maturità umana Il buon senso e il discernimento L'affabilità e la simpatia.
Unità nelle priorità: ciò che ci costituisce RnS

Lo Spirito Santo e la "novità" Gesù Effusione dello Spirito (seminari "fuori e dentro" il RnS) Riscoperta della preghiera (personale, comunitaria, liturgica) Parola e profezia: ascolto e annuncio (testimonianza di vita, proclamazione, insegnamento) Carismi e sacramenti (l'esperienza personale, comunitaria ed ecclesiale del RnS) Cammino di crescita e discepolato Vita della Chiesa Evangelizzazione (personale, comunitaria, ministeriale) Promozione dei Gruppi e delle Comunità Famiglia e giovani Forme di consacrazione e Missione Diffusione del RnS (Roveto ardente, Cultura della Pentecoste, iniziative e progetti).
Unità nella condotta pastorale: il profilo del nostro servizio

Testimoni di un'esperienza: un amore che si può "toccare" Fratelli tra fratelli: autorevolezza di fatto, non di diritto Didascali non esegeti: un'esperienza da vivere non da imparare Consigliare, non dirigere Accompagnare e proteggere Ammonire e correggere Decidere e comunicare Presenziare e delegare La sussidiarietà (Organi di servizio) e gli aiuti fraterni Strumenti di comunione L'arte del coordinare e il carisma di presidenza.
Unità nelle relazioni ecclesiali: un ruolo imprescindibile

Gruppi e Comunità del RnS Comunità carismatiche extra RnS Altri movimenti Il Papa e i Vescovi Il mio vescovo La diocesi I parroci Sacerdoti, diaconi, religiosi Programmi pastorali e "progetto" RnS Il carisma dell'esserci.
Unità nell'assunzione di responsabilità: la presa in carico del RnS

Realtà nazionale Realtà regionale Progetto unitario di formazione Programmazione locale Partecipazione dei fratelli Sobrietà Trasparenza Comunicazione verbale e scritta Amministrazione e rimborsi spesa Internet Carta intestata.
 


LA FORMAZIONE NEL RNS

Senza indugiare negli approfondimenti tematici, e supponendo le precomprensioni necessarie alla materia che si va ad affrontare, andiamo ad evidenziare la proposta formativa in cui si articola il Progetto Unitario di Formazione, con le sue priorità e necessità pastorali.
Questa proposta si fonda sull'osservazione pastorale dei bisogni emergenti e sulle richieste motivate dei nostri fratelli.
A base di ogni ambito, formativo e di impegno pastorale, si porrà la Bibbia. Più precisamente - come modello esperienziale, comunitario, carismatico ed ecclesiale insieme - il Libro degli Atti degli Apostoli.
La formazione è da intendersi permanente, "sistematica" e "progressiva", così che si possa davvero parlare di un cammino di fede.
La crescita della vita cristiana dei singoli fratelli e di tutta la comunità, verrà favorita, inoltre, utilizzando tutti quei mezzi che la tradizione cristiana da sempre considera basilari per il progresso della vita spirituale, strumenti che il rinnovamento da sempre valorizza e raccomanda: preghiera personale, studio della Parola, catechesi, ritiro mensile, meditazione, tempo di deserto.
Tre i passaggi, da considerarsi "necessari" e per i quali "esigere" la partecipazione di tutti, specie di quanti adiscono ad assumere una forma di responsabilità (animazione o pastoralità) nel RnS:

Livello di base Livello di crescita Livello di approfondimento.

Livello di base

Il livello di base riguarda tre elementi imprescindibili e comuni a tutto il RnS, dal più piccolo gruppo alla più strutturata delle Comunità:

Preghiera comunitaria Seminario di vita nuova nello Spirito Vita comunitaria.
Possiamo dire che queste tre dimensioni costituiscono i principi vitali di qualunque realtà del Rinnovamento nello Spirito, che coesistono in modo permanente e si alimentano l'uno dell'altro.
Ogni nuovo fratello che arriva nel gruppo, entra in un contesto comunitario così definito.

Preghiera comunitaria

Il gruppo riunito in preghiera è il "luogo vitale" dell'esperienza carismatica; dalla preghiera discende l'effusione dello Spirito; in essa si manifestano e crescono i carismi. L'incontro di preghiera comunitaria carismatica è il momento principale della vita di un gruppo/comunità.

Seminario di vita nuova nello Spirito

L'effusione dello Spirito è l'esperienza generante del RnS: ad essa vanno sacrificate energie e sforzi pastorali. Far bene i seminari di preparazione alla preghiera per una nuova effusione dello Spirito Santo, è garanzia di identità carismatica del gruppo/comunità. Essi sono una meravigliosa esperienza comunitaria.

Vita comunitaria

Essere "un cuor solo e un'anima sola" è il primo effetto prodotto dalla Pentecoste, ma anche il risultato di una adeguata formazione. Il gruppo/comunità è il luogo in cui i fratelli sperimentano la manifestazione dell'amore di Dio. La vita comunitaria è anche la modalità attraverso cui i fratelli entrano nel regime della vita nuova. La vita fraterna è il presupposto della vita carismatica. Modello di riferimento di ogni realtà del RnS è Atti 2, 42 ss.

I responsabili di ogni realtà locale avranno acquisito, al minimo, dimestichezza e conoscenza, soprattutto esperienziale, di questi tre elementi base.

Livello di crescita

È il cosiddetto discepolato carismatico, quella "conversione permanente" al Vangelo di Cristo che ci pone sempre in cammino.
È talvolta l'elemento "debole" del RnS! Molti "saltano" questo livello, rifugiandosi nella formazione ministeriale o nelle metodologie di evangelizzazione. Senza discepolato non c'è apostolato!
Anche qui individuiamo tre elementi caratteristici:

Post seminario di vita nuova nello Spirito Servizio pastorale Studio e approfondimento dei carismi assembleari.
La crescita personale e comunitaria deve essere orientata, in maniera particolare, all'amore verso Dio e verso i fratelli e all'edificazione del "corpo". Questi tre elementi costituiscono la base minima che deve orientare la formazione nel livello di crescita dei fratelli. Quanti hanno vissuto l'esperienza dell'effusione, infatti, devono mettersi alla scuola di Gesù (discepolato), entrare nel regime dello Spirito (vita carismatica), imparare ad amare e servire i fratelli (cura pastorale). Questi tre elementi non possono vivere autonomamente, ma si "sostengono" reciprocamente.

Post seminario di vita nuova nello Spirito

Dopo l'esperienza rigenerante di una nuova effusione, tutti i fratelli sono chiamati concretamente a camminare secondo lo Spirito, che significa avere gli stessi sentimenti di Gesù, conformarsi a lui. Questo è il discepolato. Questo processo di trasformazione in Cristo è un cammino di conversione permanente possibile mediante l'opera dello Spirito Santo. Per poter assecondare l'opera dello Spirito si rende necessario un itinerario personale e comunitario fondato sulla parola di Dio.

Servizio Pastorale

È, innanzitutto, la chiamata a un servizio d'amore, accoglienza e accompagnamento dei fratelli, a imitazione di Gesù. È un servizio carismatico finalizzato alla promozione della vita fraterna, alla crescita umana e spirituale dei fratelli ed aiuta il gruppo nel discernimento comunitario. Promuove ed assicura nel gruppo/comunità una chiara identità, senso di appartenenza ed ecclesialità.

Studio e approfondimento dei carismi assembleari

L'edificazione del Corpo e il servizio ai fratelli sono sostenuti dai carismi particolari che lo Spirito concede a ciascuno, per il bene comune. Oltre a un paziente discepolato esperienziale nel gruppo/comunità, accanto ai fratelli anziani, l'esperienza comunitaria carismatica necessita anche di studio e approfondimento per corrispondere meglio a queste grazie speciali, a partire dalla Parola: sapienza, conoscenza, fede, guarigioni, miracoli, profezia, discernimento, lingue, interpretazione.

Livello di approfondimento

È la dimensione dell'evangelizzazione, della missione, della testimonianza "pubblica" della vita nuova nello Spirito.
È anche il livello in cui maturano le chiamate specifiche dei fratelli, in forza dei carismi, dei ministeri, degli stati sacramentali, ma anche dei progetti e degli impegni ecclesiali che il RnS assume.
È il "livello più omogeneo", nell'offerta dei contenuti, che il RnS può rappresentare.
Tre gli elementi caratterizzanti:

Ministeri di animazione e di evangelizzazione Giovani, famiglie, sacerdoti Cultura di Pentecoste.
Accendere il fuoco della Pentecoste nel mondo intero è quanto dovrebbe desiderare ogni fratello e ogni realtà del Rinnovamento. Segno di maturità spirituale ed ecclesiale è proprio la spinta missionaria. La formazione a questo livello sarà, quindi, orientata soprattutto al servizio dell'evangelizzazione ad extra.
Questo livello di impegno, comunque, non sempre riguarderà tutti i fratelli nello stesso modo.

Ministeri di animazione evangelizzazione

La ministerialità carismatica è il riflesso di una intensa e partecipata vita comunitaria. Essa nasce in forza dei carismi propri di una comunità o dei fratelli, come risposte alle necessità della comunità, della Chiesa e a servizio della missione. L'esigenza di un servizio ministeriale qualificato necessita di una adeguata formazione carismatica, specifica per ciascun ambito ministeriale. La formazione ministeriale, a sua volta presuppone quella biblica e dottrinale.

Giovani, famiglie, sacerdoti

I gruppi/comunità, pur essendo l'immagine del "popolo di Dio", sono caratterizzati dalla diversità di vocazioni all'interno dello stesso cammino ecclesiale. Giovani, famiglie, sacerdoti non sono solo "oggetto" della cura pastorale, ma soprattutto diventano "soggetti" della missione specifica datagli dal loro stato. La formazione necessita, in questo campo, di indirizzo propriamente carismatico, avvalendosi inoltre di approfondimenti tematici specifici proposti nell'ambito ecclesiale di riferimento (Chiesa diocesana).

Cultura di Pentecoste

La civiltà dell'amore si costruisce a partire dalla Pentecoste: uomini nuovi fanno un mondo nuovo! Ogni realtà del RnS è chiamata, in qualche modo, a farsi carico del rinnovamento del mondo intero, permeando la società con i valori dello Spirito, sorretti dai carismi dello Spirito. La vita comunitaria deve farsi annuncio nel mondo. Ogni luogo o ambiente o cultura, con la presenza è l'impegno della nostra testimonianza, deve divenire il campo di diffusione della cultura di Pentecoste.

Duplice è sempre il contesto:

La Chiesa (gruppo, parrocchia, diocesi) Le realtà temporali (ambienti sociali e culturali, istituzioni civili).

La formazione nel Gruppo/Comunità

Questi tre livelli di formazione coesistono insieme in una realtà matura. Segnano invece i naturali passaggi in una realtà di nuova costituzione.

Giovani, famiglie, sacerdoti: una soggettività ecclesiale

Si vuole dare più evidente "soggettività" ai giovani, alle famiglie, ai sacerdoti. Più che considerarli "ambiti di formazione" dovranno divenire "protagonisti di un nuovo impegno", in cui gli stessi soggetti si formano, si promuovono, si relazionano dentro e fuori il RnS.
Ciò comporta che questi "tre soggetti ecclesiali" debbano essere percepiti, a livello pastorale, con la stessa dignità che si riconosce a un fratello eletto in un organo di servizio. Difatti, nel RnS, è riconosciuta piena soggettività solo a chi è eletto in un servizio pastorale.
Ebbene, questo può mortificare alcune specifiche e imprescindibili "vocazioni", specie quando sorrette dalla realtà del sacramento (matrimonio e ordine sacro).
La linea è quella indicata dal Vaticano II: giovani evangelizzano giovani; famiglie evangelizzano famiglie. Non bisogna avere paura di creare un "cammino specifico" all'interno del RnS. Armonizzarlo con la vita del gruppo/comunità - questo è il compito pastorale

- non deve considerarsi una difficoltà, ma una chiamata, una grazia.

Ciò comporterà la definizione di uno specifico spazio all'interno del RnS, "trasversale" alla vita dei gruppi e comunità. In termini pratici:

Giovani, famiglie, sacerdoti partecipano attivamente a tutte le attività del gruppo e si assumono gli impegni che i fratelli, nel discernimento, decidono di affidare loro (siano essi pastorali, di animazione, di evangelizzazione). Giovani, famiglie, sacerdoti - in forza della vocazione propria - vivono un momento di crescita specifico, cadenzato da incontri periodici. Si proporrà un itinerario legato a figure bibliche caratteristiche, con la cadenza di un pomeriggio al mese (sabato o domenica) a livello diocesano. Le relazioni, l'organizzazione, la proposta di iniziative di formazione e di evangelizzazione dovranno partire da questi tre "livelli omogenei" ed essere ratificati dal livello pastorale regionale e non il contrario.


Ministeri

Si ribadisce il duplice valore:

Di formazione, a livello regionale e di gruppo Di evangelizzazione, a livello diocesano e di gruppo.
I ministeri devono procedere "uniti", il più possibile interagendo in ogni attività, sia essa di animazione o di evangelizzazione.
Anche per questi livelli "omogenei", dovrà immaginarsi una duplice attenzione:

I neofiti Gli iniziati.
Si avverte il bisogno di dare il giusto rispetto agli stati anagrafici e sociali.
La formazione, salvo quella per i formatori a livello residenziale (nazionale), dovrà avvenire - preferibilmente - in Regione in singole giornate e sempre "inter ministeriali", in cui appaia - detto in metafora - il "libro" (RnS) e non i "capitoli" (i singoli ministeri).

SCUOLE NAZIONALI

Si riconfermano necessarie, ma da ridefinire, le diverse Scuole:

Scuola interregionale animatori

La scelta di aumentarne il numero sul territorio è stata vincente. I livelli dovrebbero essere due:

di base di approfondimento.
Si proporrà, poi, un livello ulteriore (come alle origini del RnS: A - B - C), un corso da proporre al Nord, al Centro e al Sud a cui fare partecipare coloro che hanno un cammino già consolidato (sia di servizio pastorale che catechistico), che spesso hanno smesso di partecipare agli incontri formativi, così da approfondire temi fondamentali e specifici della vita carismatica del RnS, su base dottrinale e catechetica.

Scuola carismatica e Scuola pastorale

Vanno moltiplicate, sulla base dei due testi guida, e aperte a quanti vogliono verificare le competenze acquisite.

Scuola per il Seminario e per il post Seminario

Aperte alle equipe regionali (da costituire) che si occuperanno in Regione di aiutare i gruppi nell'impegno formativo che dovranno assumersi.

Scuola nazionale ministeri

È la "formazione dei formatori". Un solo corso l'anno, da tenersi al Centro Italia, ad inviti, con due livelli:

I nuovi Gli anziani.
Sono coloro che sono stati chiamati a svolgere un servizio a livello regionale o diocesano.

Scuola Famiglia Loreto

Si conferma il ruolo prezioso nel progetto. Tre i livelli:

Formazione dei formatori Evangelizzazione di nuove coppie Accompagnamento di problematiche familiari.


Discorsi magisteriali


Discorsi magisteriali dei Papi e dei Vescovi del mondo

IN OCCASIONE DI UDIENZE PRIVATE E LETTERE AUTOGRAFE AL RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO SANTO


Udienze e Lettere autografe


23 novembre 1980: Prima Udienza del Papa Giovanni Paolo II

al Rinnovamento nello Spirito Santo

15 novembre 1986: Seconda Udienza del Papa Giovanni Paolo II

al Rinnovamento nello Spirito Santo

4 aprile 1998: Terza Udienza del Papa Giovanni Paolo II

al Comitato Nazionale di Servizio del RnS

14 marzo 2002: Quarta Udienza nel XXX Anniversario di nascita

del Rinnovamento nello Spirito Santo

2000: Lettera autografa del Papa Giovanni Paolo II

ai partecipanti al Raduno Mondiale

del Rinnovamento Carismatico Cattolico

2001: Lettera autografa del Papa Giovanni Paolo II

ai partecipanti alla XXIV Convocazione

Nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo

2003 Lettera autografa del Papa Giovanni Paolo II

ai partecipanti alla XXVI Convocazione Nazionale

del Rinnovamento nello Spirito Santo

2004: Lettera autografa del Papa Giovanni Paolo II

ai partecipanti alla XXVII Convocazione Nazionale

del Rinnovamento nello Spirito Santo - 2004

2007: Lettera autografa del Papa Benedetto XVI

al Presidente nazionale del RnS in occasione

della XXX Convocazione Nazionale del RnS

29 maggio 2004: Omelia di Giovanni Paolo II ai Primi Vespri di Pentecoste


Discorsi storici di Paolo VI e Giovanni Paolo II al Rinnovamento

La voce dei Vescovi al Rinnovamento

Lettere accompagnatorie ai Decreti di approvazione dello Statuto di S.E.R. mons. G. Betori.

 


Udienze e Lettere autografe


Estratto

Prima udienza del Papa Giovanni Paolo II

al Rinnovamento nello Spirito Santo in Italia

Aula Paolo VI, Città del Vaticano, 23 novembre 1980

Carissimi fratelli e sorelle,

[...] Questa mattina ho la gioia di incontrarmi con la vostra assemblea, in cui vedo giovani, adulti, anziani, uomini e donne, solidali nella professione della stessa fede, sorretti dall'anelito di una medesima speranza, stretti insieme dai vincoli di quell'amore che è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato. A questa "effusione dello Spirito" noi sappiamo di essere debitori di una esperienza sempre più profonda della presenza di Cristo, grazie alla quale possiamo ogni giorno crescere nella conoscenza amorosa del Padre. Giustamente, pertanto, il vostro movimento presta particolare attenzione all'azione, misteriosa ma reale, che la terza Persona della Santissima Trinità svolge nella vita del cristiano.

[...] Il Concilio Vaticano II ha riservato una particolare attenzione alla multiforme azione dello Spirito nella storia della salvezza.

[...] Quali ampie prospettive, figli carissimi, si aprono dinanzi ai nostri occhi! Certo, non mancano i rischi, perché l'azione dello Spirito si svolge in vasi di creta, che ne possono comprimere la libera espansione.

[...] Vi dirò con San Paolo: Esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono. Restate, cioè in atteggiamento di costante e grata disponibilità verso ogni dono che lo Spirito desidera effondere nei vostri cuori, mai dimenticando, tuttavia, che non v'è carisma che non sia dato per l'utilità comune.

[...] Animati dalla carità, voi non soltanto vi metterete in spontaneo e docile ascolto di coloro che lo Spirito Santo ha posto come Vescovi a pascere la Chiesa di Dio, ma sentirete anche il bisogno di aprirvi ad una comprensione sempre più attenta degli altri fratelli, nel desiderio di arrivare ad avere con essi veramente un cuor solo e un'anima sola. Scaturirà di qui l'autentico rinnovamento della Chiesa, che il Concilio Vaticano II ha auspicato e che voi vi studiate di favorire con la preghiera, con la testimonianza, con il servizio.
 



Estratto

Seconda Udienza del Papa Giovanni Paolo II

al Rinnovamento nello Spirito Santo in Italia


Aula Paolo VI, Città del Vaticano, 15 novembre 1986

[...] La vostra numerosa presenza in questa basilica, dove avete preso parte alla celebrazione della S. Messa, è per me motivo di gioia non solo per la testimonianza di fede sincera, ma anche perché mi offrite l'opportunità di intrattenermi con voi su alcuni aspetti dell'ideale e del programma del vostro movimento, a sei mesi dall'enciclica sullo Spirito Santo Dominum et Vivificantem, pubblicata in occasione della scorsa solennità di Pentecoste.

[...] ho segnalato il fatto che alla testimonianza dell'importanza della preghiera, data nel corso della storia da uomini e da donne consacrati alla lode di Dio e alla vita di orazione, soprattutto nei monasteri, oggi si aggiunge quella di un crescente numero di fedeli, [...] in movimenti e gruppi sempre più estesi mettono al primo posto la preghiera, cercando in essa il rinnovamento della loro vita spirituale. Questo è un sintomo significativo e consolante, giacché da tale esperienza è derivato un reale contributo alla ripresa della preghiera tra i fedeli, che sono stati aiutati a meglio considerare lo Spirito Santo come colui che suscita nei cuori un profondo anelito alla santità.

[...] La prima dimensione del "rinnovamento" consiste dunque in questo vivere secondo lo spirito, in questo crescere continuamente nello spirito, resistendo alle lusinghe della carne e aprendosi all'attrattiva forte e soave di Dio. Questo rinnovamento interiore, questo risanamento delle radici stesse della vita, questa formazione di una mentalità dominata dalle "ragioni dello spirito" è la vostra vocazione [...].

La seconda dimensione del "rinnovamento" si rileva dalla urgente necessità, che voi sentite in modo particolarmente vivo, di riaffermare il valore dei principi e dei criteri del Vangelo come leggi della vita spirituale e fermento di quella sociale [...].

Aderire alla Chiesa, rimanere a lei uniti, condividere la sua fede, obbedire alle sue leggi, collaborare alla sua missione - anche nell'ambito delle diocesi e delle parrocchie in cui si distribuisce la famiglia dei credenti in Cristo - è la via sicura per giungere al cuore dell'economia della grazia e attingere alla fonte dello Spirito Santo le energie capaci di operare il rinnovamento delle persone e delle comunità.

La vostra presenza, carissimi fratelli e sorelle, accanto al successore di Pietro, capo visibile della Chiesa universale, e le ripetute attestazioni di comunione sincera e operosa con lui e con i vescovi delle vostre chiese locali, significano che voi avete ben compreso ciò che il Vangelo insegna, ciò che lo Spirito Santo presente nei cuori ispira [...] essere al servizio del regno di Cristo secondo le indicazioni dello Spirito in comunione di fede, di pensiero e di disciplina con i pastori della Chiesa.

Su questa strada vi auguro di perseverare e di progredire.
 



Estratto

Terza Udienza del Papa Giovanni Paolo II

che ha ricevuto in udienza privata,

il Comitato Nazionale di Servizio e il Consiglio Nazionale

del Rinnovamento nello Spirito Santo

Sala Clementina, Città del Vaticano, 4 aprile 1998

[...] Il movimento carismatico cattolico è uno dei tanti frutti del Concilio Vaticano II che, quasi nuova Pentecoste, ha suscitato nella vita della Chiesa una straordinaria fioritura di aggregazioni e movimenti, particolarmente sensibili all'azione dello Spirito. Come non rendere grazie per i preziosi frutti spirituali che il Rinnovamento ha generato nella vita della Chiesa e nella vita di tante persone? Quanti fedeli laici - uomini e donne, giovani, adulti e anziani - hanno potuto sperimentare nella propria vita la stupefacente potenza dello Spirito e dei suoi doni! Quante persone hanno riscoperto la fede, il gusto della preghiera, la forza e la bellezza della Parola di Dio, traducendo tutto ciò in un generoso servizio alla missione della Chiesa! Quante vite cambiate in profondità! Per tutto questo oggi, insieme a voi, voglio lodare e ringraziare lo Spirito Santo.

Siete un movimento ecclesiale. Nella vostra vita devono, quindi, trovare espressione tutti quei criteri di ecclesialità di cui ho scritto nella Christifideles laici (cf n. 30), specialmente la fedele adesione al Magistero ecclesiale, la filiale obbedienza ai Pastori e lo spirito di servizio nei confronti delle chiese locali e delle parrocchie.

[...] Uno dei compiti più urgenti della Chiesa di oggi è quello della formazione dei fedeli laici. «La formazione dei fedeli laici ha come obiettivo fondamentale la scoperta sempre più chiara della propria vocazione e la disponibilità sempre più grande a viverla nel compimento della propria missione» (Christifideles laici, n. 58). Questa deve, pertanto, essere una delle vostre priorità. [...].

So che il Rinnovamento nello Spirito si prodiga per rispondere a questa necessità, cercando forme e modalità sempre nuove e più adatte alle esigenze dell'uomo di oggi. Vi ringrazio per quello che fate e vi chiedo di perseverare nel vostro impegno.

Cari fratelli e sorelle, accogliete nei vostri cuori lo Spirito Santo con la docilità con cui l'accolse la Vergine Maria. Lasciatevi sempre stupire da Dio e rifuggite dall'abitudine ai suoi doni [...] abbiate l'audacia di collaborare con lo Spirito a una nuova, grande effusione di amore e di speranza su tutta l'umanità [...]. A tutto il Rinnovamento nello Spirito in Italia la mia paterna affettuosa benedizione!
 



Quarta Udienza privata di Sua Santità Giovanni Paolo II

in occasione del XXX anniversario di nascita

del Rinnovamento nello Spirito Santo in Italia

Appartamenti privati, Città del Vaticano, 14 marzo 2002

Carissimi Fratelli e Sorelle!

Con grande gioia accolgo voi, rappresentanti del Gruppo del Rinnovamento nello Spirito Santo, in occasione del trentesimo anniversario della vostra presenza in Italia. Saluto il Coordinatore del Comitato Nazionale di Servizio e quanti lo coadiuvano.

Ripenso con piacere agli incontri avuti con voi negli anni passati. Dal primo, nella solennità di Cristo Re del 1980, a quello del 1998, alla vigilia dell'Incontro con i Movimenti ecclesiali e le nuove Comunità, in occasione della Pentecoste. Non posso, inoltre, dimenticare il contributo che il Rinnovamento nello Spirito ha offerto in occasione del Grande Giubileo del 2000, in modo speciale aiutando i giovani e le famiglie, che fin dagli inizi del mio Pontificato non mi stanco di segnalare come ambiti privilegiati di impegno pastorale.

Desidero anche ringraziare i vostri responsabili per aver voluto imprimere al Rinnovamento una spiccata impronta di collaborazione con la Gerarchia e con i responsabili degli altri movimenti, associazioni e comunità. Di tutto, insieme con voi, do lode al Signore, che arricchisce la sua Chiesa di innumerevoli doni spirituali.

Sì! Il Rinnovamento nello Spirito può considerarsi un dono speciale dello Spirito Santo alla Chiesa in questo nostro tempo. Nato nella Chiesa e per la Chiesa. il vostro è un movimento nel quale, alla luce del Vangelo, si fa esperienza dell'incontro vivo con Gesù, di fedeltà a Dio nella preghiera personale e comunitaria, di ascolto fiducioso della sua Parola, di riscoperta vitale dei sacramenti, ma anche di coraggio nelle prove e di speranza nelle tribolazioni.

L'amore per la Chiesa e l'adesione al suo Magistero, in un cammino di maturazione ecclesiale sostenuto da una solida formazione permanente, sono segni eloquenti del vostro impegno per evitare il rischio di assecondare, senza volerlo, un'esperienza solo emozionale del divino, una ricerca smodata dello "straordinario" e un ripiegamento intimistico che rifugge dall'impegno apostolico. In questa speciale circostanza desidero idealmente benedire tre progetti, per i quali vi state prodigando, e che proiettano "fuori dal Cenacolo" i gruppi e le comunità del Rinnovamento nello Spirito con generoso slancio missionario.

Mi riferisco, anzitutto, al sostegno che state fornendo all'implantatio Ecclesiae in Moldavia in stretta collaborazione con la Fondazione "Regina Pacis" dell'Arcidiocesi di Lecce, costituendo una comunità missionaria legata alla Diocesi di Chisinau. Saluto con affetto i Pastori di quelle Comunità ecclesiali, mons. Cosmo Francesco Ruppi e mons. Anton Cosa, unitamente ai Vescovi che partecipano a questo incontro.

Altro interessante progetto è l'animazione spirituale nei Santuari mariani, luoghi privilegiati dello Spirito, che vi dà l'occasione di offrire ai pellegrini percorsi di approfondimento della fede e di riflessione spirituale.

C'è poi il progetto "Roveto ardente", che è un invito all'adorazione incessante, giorno e notte. Avete voluto promuovere questa opportuna iniziativa per aiutare i fedeli a "ritornare nel Cenacolo" perché, uniti nella contemplazione del Mistero eucaristico, intercedano mediante lo Spirito per la piena unità dei cristiani e per la conversione dei peccatori.

Si tratta di tre diversi campi apostolici nei quali la vostra esperienza può fornire una quanto mai provvidenziale testimonianza. Il Signore guidi i vostri passi e renda i vostri propositi ricchi di frutti per voi stessi e per la Chiesa.

A ben vedere, tutte le vostre attività di evangelizzazione, in ultima analisi, tendono a promuovere nel Popolo di Dio una crescita costante nella santità. È in effetti la santità la priorità di ogni tempo, e pertanto anche di questa nostra epoca. Di santi ha bisogno la Chiesa e il mondo e noi siamo tanto più santi quanto più lasciamo che lo Spirito Santo ci configuri a Cristo. Ecco il segreto dell'esperienza rigenerante dell'"effusione dello Spirito", esperienza tipica che contraddistingue il cammino di crescita proposto per i membri dei vostri gruppi e delle vostre comunità. Auspico di cuore che il Rinnovamento nello Spirito sia nella Chiesa una vera "palestra" di preghiera e di ascesi, di virtù e di santità.

In modo speciale, continuate ad amare e a far amare la preghiera di lode, forma di orazione che più immediatamente riconosce che Dio è Dio; lo canta per se stesso, gli rende gloria perché egli è, prima ancora che per ciò che fa.

Nel nostro tempo, avido di speranza, fate conoscere e amare lo Spirito Santo. Aiuterete allora a far sì che prenda forma quella "cultura della Pentecoste", che sola può fecondare la civiltà dell'amore e della convivenza tra i popoli. Con fervente insistenza, non stancatevi di invocare: «Vieni, o Santo Spirito! Vieni! Vieni!».

La Madre Santissima di Cristo e della Chiesa, la Vergine orante nel Cenacolo, sia sempre accanto a voi. Vi accompagni pure la mia Benedizione, che imparto con affetto a voi e a tutti i membri del Rinnovamento nello Spirito Santo.
 



Estratto

Lettera autografa del Papa Giovanni Paolo II

ai partecipanti al Raduno Mondiale

del Rinnovamento Carismatico Cattolico

Roma, 24 Aprile 2000

Carissimi Fratelli e Sorelle!

[...] In occasione dell'anno giubilare questo appuntamento ha assunto una dimensione particolare per la presenza di numerosi esponenti di gruppi e comunità carismatiche provenienti da altri Paesi del mondo.

[...] La Chiesa guarda con gratitudine al fiorire di comunità vive, nelle quali la fede viene trasmessa e vissuta. In questo fiorire, essa riconosce l'opera dello Spirito Santo, che mai fa mancare alla Chiesa le grazie necessarie per affrontare situazioni nuove e talvolta difficili. Molti di voi ricorderanno il grande incontro che si svolse a Roma il 30 maggio 1998, alla vigilia di Pentecoste.

In quella occasione dissi: «Nel nostro mondo, spesso dominato da una cultura secolarizzata che fomenta e reclamizza modelli di vita senza Dio, la fede di tanti viene messa a dura prova e non di rado soffocata e spenta. Si avverte, quindi, con urgenza la necessità di un annuncio forte e di una solida e approfondita formazione cristiana. Quale bisogno vi è oggi di personalità cristiane mature, consapevoli della propria identità battesimale, della propria vocazione e missione nella Chiesa e nel mondo! Quale bisogno di comunità cristiane vive! Ed ecco, allora, i movimenti e le nuove comunità ecclesiali: essi sono la risposta, suscitata dallo Spirito Santo, a questa drammatica sfida di fine millennio» (in L'Osservatore Romano, l - 2 giugno 1998, pp. 6-7).

In quella occasione osservai anche che per i movimenti si prospettava ormai una tappa nuova, «quella della maturità ecclesiale» (Ibid.). Anche le comunità carismatiche sono chiamate oggi a fare questo passo [...]. «La Chiesa si aspetta da voi frutti "maturi" di comunione e di impegno» [...]. Non interrompete il cammino intrapreso! Abbiate fiducia: Cristo completerà l'opera che lui stesso ha iniziato. «Aspirate ai carismi più grandi!» (1 Cor 12, 31). Cercate sempre Cristo: cercatelo nella meditazione della parola di Dio, cercatelo nei sacramenti, cercatelo nella preghiera, cercatelo nella testimonianza dei fratelli. Siate grati ai sacerdoti che accompagnano come pastori le vostre comunità: attraverso il loro ministero è la Chiesa che vi guida e vi assiste come madre e maestra. Accogliete con gioia le occasioni che vi sono offerte per approfondire la vostra formazione cristiana. Servite Cristo nelle persone che vi sono vicine, servitelo nei poveri, servitelo nei bisogni e nelle necessità della Chiesa. Lasciatevi guidare veramente dallo Spirito! Amate la Chiesa: una, santa, cattolica e apostolica!
 



Estratto

Lettera autografa del Papa Giovanni Paolo II, ai responsabili,

ai membri del Comitato Nazionale di Servizio e ai partecipanti alla

XXIV Convocazione Nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo


Roma, 28 aprile 2001


[...] Il tema del Raduno di quest'anno: "Fate quello che lui vi dirà", all'indomani della chiusura dell'Anno santo, pone ben in luce il proposito di codesto movimento ecclesiale di porsi alla scuola di Maria, per intraprendere un nuovo cammino di fervore spirituale e di obbedienza al Vangelo. [...] Nella Lettera apostolica Novo millennio ineunte ho scritto: «Ora [...] dobbiamo "prendere il largo", fiduciosi nella parola di Cristo: Duc in altum!» Questo è tempo di nuove iniziative apostoliche! È tempo di nuova evangelizzazione!

Di fronte alle grandi sfide dell'epoca moderna dobbiamo essere ben consapevoli che non una formula ci salverà, ma una Persona. Per questo anche il Rinnovamento nello Spirito Santo deve ripartire da Cristo.

[...] Questo proposito di accresciuto impegno per il Vangelo esige innanzitutto una riscoperta della santità come cuore e centro di ogni apostolato [...]. Non esiste santità senza preghiera, anzi, come vediamo nella vita dei santi, il cristiano vale quanto prega [...]. Nel nostro mondo, talora malato di efficientismo e di utilitarismo, c'è bisogno di testimoni delle "cose di lassù", contemplate e vissute nell'esistenza di ogni giorno.

Questo impegna i gruppi e le comunità del Rinnovamento nello Spirito ad essere sempre più luoghi di contemplazione e di lode, dove il cuore dell'uomo si riempie dell'amore di Dio, si apre all'amore del fratello e diventa capace di costruire la storia secondo il disegno divino.

[...] I gruppi e le comunità del Rinnovamento nello Spirito siano luoghi significativi e modelli di fraternità e di amore, di pazienza e di accoglienza reciproca. L'esperienza del perdono e la valorizzazione di ogni dono spirituale aiutino tutti a costruire una convivenza alimentata dal soffio dello Spirito del Signore Risorto.
 



Lettera autografa del Papa Giovanni Paolo II, ai responsabili,

ai membri del Comitato Nazionale di Servizio e ai partecipanti alla

XXVI Convocazione Nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo

Roma, 23 aprile 2003


Carissimi Fratelli e Sorelle!

1. Con intima gioia invio a tutti i presenti alla xxvi Convocazione nazionale dei Gruppi e delle Comunità del Rinnovamento nello Spirito il mio cordiale saluto. Saluto in particolare il Pastore della diocesi di Rimini, mons. Mariano De Nicolò, al quale affido questo mio Messaggio. Saluto gli altri presuli presenti, i sacerdoti, i responsabili delle varie Comunità e Gruppi e ogni singolo partecipante.

Questo vostro incontro cade nell'anno nel quale, con la Lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae, ho invitato il popolo cristiano a mettersi alla scuola di Maria per contemplare la bellezza del volto di Cristo e per sperimentarne la profondità dell'amore.

Mirabile è la presenza della Madre di Dio nel mistero di Cristo e della Chiesa. Possa ogni credente farsi umile e docile imitatore di Maria Santissima, per rinnovare l'«impegno di contemplazione del mistero cristiano», che ho proposto nella Lettera apostolica Novo millennio ineunte come vera e propria «pedagogia della santità» (cf Rosarium Virginis Mariae, n. 5; Novo millennio ineunte, n. 32).

2. Auguro a voi, carissimi, di porvi in questi giorni alla scuola di Maria, per penetrare più facilmente nella ricchezza che il vangelo offre a chi con fiducia lo accoglie. Seguendo Maria, si può meglio assaporare il conforto che il Signore dispensa attraverso la riconciliazione sacramentale nella quale Gesù di Nazareth passa ancora «risanando tutti» (cf At 10, 38). Sulle orme della Madre di Dio è più facile riscoprire che il popolo di Dio è chiamato a una nuova evangelizzazione destinata agli uomini del nostro tempo. Si accoglie allora con gioia il «mistero della vita trinitaria», che si rivela nel volto di Cristo, mirabilmente manifestato dai carismi del suo Spirito che abbelliscono la Chiesa. Si diviene più consapevoli dell'esistenza nuova in Cristo, frutto di una sempre rinnovata Pentecoste che spinge i credenti a una coraggiosa testimonianza del «lieto annunzio», capace di dar senso a tutta l'umana esistenza.

Il fedele che si pone alla scuola di Maria avverte più vivo il desiderio di una confermazione sempre più piena a Cristo, vero "programma" della vita cristiana per pervenire al traguardo della santità. E mai verrà meno, in chi si abbandona alla volontà divina, il coraggio di una risposta pronta, ravvivata dall'effusione potente dello Spirito. Sia così per tutti coloro che fanno parte dei Gruppi e delle Comunità del Rinnovamento nello Spirito!

3. Carissimi Fratelli e Sorelle, in questi giorni di riflessione e di preghiera vi esorto a rispondere con totale disponibilità all'azione dello Spirito, perché possiate offrire alla Chiesa il contributo della vostra testimonianza. Il Papa conta anche sul vostro impegno per la nuova evangelizzazione e per il rinnovamento spirituale dell'odierna società, in modo particolare delle famiglie e dei giovani.

Desidero, poi, ringraziarvi per quanto già state facendo nell'ambito dell'ecumenismo spirituale, che unisce fratelli appartenenti a Chiese e Comunità ecclesiali d'Occidente e d'Oriente in una corale invocazione al Padre celeste per la pace sulla terra. In questi tempi «le difficoltà che l'orizzonte mondiale presenta ci inducono a pensare che solo un intervento dall'Alto possa orientare i cuori di quanti vivono situazioni conflittuali» (Rosarium Virginis Mariae, n. 40). Ecco perché è urgente e indispensabile pregare «sempre, senza stancarsi» (Lc 18, 1). Solo l'incessante orazione «ci consente di sperare che, anche oggi, una "battaglia" tanto difficile come quella della pace possa essere vinta» (Rosarium Virginis Mariae, n. 40). In questo tempo pasquale la ripetizione litanica del Regina caeli, «Rallegrati, Maria», stia sempre al centro della vostra intensa preghiera. Con questi sentimenti, sono lieto di inviare la mia Apostolica Benedizione al Vescovo mons. Mariano De Nicolò e a tutti coloro che prendono parte all'annuale Convocazione nazionale dei Gruppi e delle Comunità del Rinnovamento nello Spirito.
 



Lettera autografa del Papa Giovanni Paolo II, ai responsabili,

ai membri del Comitato Nazionale di Servizio e ai partecipanti alla

XXVII Convocazione Nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo


Dal Vaticano, 29 Aprile 2004


Al venerato Fratello

Mons. Mariano De Nicolò

Vescovo di Rimini

1. Mi è gradito, anche quest'anno, rivolgere il mio cordiale saluto a Lei e, per mezzo Suo, a quanti prendono parte alla Convocazione nazionale dei gruppi e delle comunità del Rinnovamento nello Spirito, che si svolge in codesta città di Rimini dal 29 aprile al 2 maggio 2004. Il tema - "Ecco io creo nuovi cieli e nuova terra; si gioirà per sempre di quello che sto per creare" (Is 65, 17-18) - aiuta a contemplare il mistero grande della gioia cristiana. Invito ciascuno a fare propria la preghiera conclusiva dell'Esortazione apostolica Christifideles laici nella quale ho chiesto alla "Vergine del Magnificat'' di «insegnarci a trattare le realtà del mondo con vivo senso di responsabilità cristiana e nella gioiosa speranza della venuta del regno di Dio, dei nuovi cieli e della nuova terra» (n. 64). Gli incontri dei gruppi e delle comunità del Rinnovamento nello Spirito, se veramente animati dalla presenza dello Spirito del Signore, soprattutto quando culminano nella celebrazione dell'Eucaristia, sono eventi nei quali «si apre sulla terra uno squarcio di Cielo e dalla comunità dei credenti si eleva, in sintonia con il canto della Gerusalemme celeste, un perenne inno di lode» (Spiritus et sponsa, n. 16), che "unisce il cielo e la terra" (cf Ecclesia de Eucharistia nn. 8, 19).

2. Lo Spirito Santo non mancherà di arricchire la testimonianza di ciascuno con i «doni spirituali e i carismi che Egli elargisce alla Chiesa» (Catechesi del 27 febbraio 1991). Tra questi carismi rivestono importanza peculiare "quelli che servono alla pienezza della vita spirituale", instillando "il gusto della preghiera", gusto che non esclude "l'esperienza del silenzio" (cf Spiritus et sponsa, nn. 13-14). «La rosa vastissima di carismi con i quali lo Spirito Santo partecipa alla Chiesa la sua carità e santità» (Catechesi del 27 febbraio 1991) sarà per voi, carissimi Fratelli e Sorelle che partecipate all'incontro, stimolo a diffondere l'amore a Cristo e alla sua Chiesa, "unica Madre sulla terra" (cf Pastores gregis, n. 13) e a inserire la lode che elevate a Dio, sotto la guida dei vostri Pastori, negli "spazi di creatività e di adattamento che la rendono vicina alle esigenze espressive delle varie regioni, situazioni e culture" (Spiritus et sponsa, n. 15).

3. Auspico di cuore che il Rinnovamento nello Spirito Santo susciti sempre più nella Chiesa quella conversione interiore senza la quale difficilmente l'uomo può resistere alle lusinghe della carne e alle concupiscenze del mondo. Il nostro tempo ha grandemente bisogno di uomini e donne che, come raggi di luce, sappiano comunicare il fascino del Vangelo e la bellezza della vita nuova nello Spirito. Con la forza travolgente della preghiera di lode e la grazia zampillante della vita sacramentale, lo Spirito elargisce incessantemente i suoi carismi alla Comunità ecclesiale, perché sia costantemente abbellita ed edificata. Al Vangelo di Cristo occorre, però, corrispondere con l'audacia della fede, che è madre di tutti i miracoli d'amore, con quella ferma fiducia che ci fa impetrare da Dio ogni bene per la salvezza delle anime nostre. Ognuno, pertanto, da vero discepolo di Gesù deve applicarsi senza sosta a seguire i suoi insegnamenti rendendo il proprio cammino di rinnovamento spirituale una permanente scuola di conversione e di santità

4. Essere testimoni delle "ragioni dello Spirito": questa è la vostra missione, cari membri del Rinnovamento nello Spirito Santo, in una società dove spesso la ragione umana non sembra essere irrorata dalla sapienza che viene dall'Alto. Ponete nell'animo dei credenti che partecipano alle attività dei vostri gruppi e delle vostre comunità un seme di feconda speranza nella quotidiana dedizione di ciascuno ai propri compiti. Come scrivevo nell'Enciclica sull'Eucaristia «se la visione cristiana porta a guardare ai cieli nuovi e alla terra nuova (cf Ap 21, 1), ciò non indebolisce, ma piuttosto stimola il nostro senso di responsabilità verso la terra presente»; ci deve far sentire «più che mai impegnati a non trascurare i doveri della nostra cittadinanza terrena». Così potrete contribuire a «edificare un mondo a misura d'uomo e pienamente rispondente al disegno di Dio» (Ecclesia de Eucharistia, n. 20).

La Vergine Maria, presente con gli Apostoli nel Cenacolo in attesa della Pentecoste, accompagni i lavori del vostro Convegno. Da parte mia, assicuro uno speciale ricordo nella preghiera, mentre a tutti invio la mia Benedizione.
 



Omelia di Giovanni Paolo II in occasione della celebrazione

dei Primi Vespri della domenica di Pentecoste

Sabato, 29 maggio 2004


1. Veni, creator Spiritus!

Da ogni parte della Chiesa, nella solennità di Pentecoste, si leva unanime questo canto: Veni, creator Spiritus! Il Corpo mistico di Cristo, sparso in tutta la terra, invoca lo Spirito da cui trae vita, il Soffio vitale che anima il suo essere e il suo agire.

Le antifone dei Salmi ci hanno ricordato poc'anzi quale fu l'esperienza dei discepoli nel Cenacolo: «Al compiersi della Pentecoste, cinquanta giorni dopo la Pasqua, erano tutti riuniti» (I ant.); «Lingue di fuoco su ognuno degli Apostoli: lo Spirito di Dio appariva nel mondo» (II ant.).

Riviviamo quella stessa esperienza spirituale anche noi, riuniti in questa Piazza, diventata un grande Cenacolo. E come noi, innumerevoli comunità diocesane e parrocchiali, associazioni, movimenti e gruppi in ogni parte del mondo levano al Cielo la comune invocazione: Vieni, Santo Spirito!

2. Saluto i Signori Cardinali e gli altri Presuli e sacerdoti presenti. Saluto tutti voi, carissimi Fratelli e Sorelle, che avete voluto prender parte a questa suggestiva Celebrazione.

Invio ora il mio pensiero ai numerosi giovani che da Lednica, in Polonia, sono uniti a noi attraverso la radio e la televisione.

[Da Piazza San Pietro indirizzo il mio cordiale saluto ai giovani radunati nella veglia di preghiera a Lednica. Prego con voi, cari miei amici, per il dono dello Spirito Santo. Il Consolatore, lo Spirito di verità, vi colmi dell'amore di Cristo, a cui affidate il vostro futuro. Vi benedico di cuore.]

3. Saluto in modo speciale i membri del Rinnovamento nello Spirito, una delle varie espressioni della grande famiglia del movimento carismatico cattolico. Grazie al movimento carismatico tanti cristiani, uomini e donne, giovani e adulti, hanno riscoperto la Pentecoste come realtà viva e presente nella loro esistenza quotidiana. Auspico che la spiritualità della Pentecoste si diffonda nella Chiesa, quale rinnovato slancio di preghiera, di santità, di comunione e di annuncio.

Incoraggio a questo proposito l'iniziativa denominata "Roveto ardente", promossa dal Rinnovamento dello Spirito. Si tratta di un'adorazione incessante, giorno e notte, davanti al Santissimo Sacramento; un invito ai fedeli a "ritornare al Cenacolo" perché, uniti nella contemplazione del Mistero eucaristico, intercedano per la piena unità dei cristiani e per la conversione dei peccatori. Auguro di cuore che questa iniziativa conduca molti a riscoprire i doni dello Spirito, che hanno nella Pentecoste la loro fonte sorgiva.

4. Carissimi Fratelli e Sorelle!

La celebrazione di questa sera mi richiama alla mente il memorabile incontro con i movimenti ecclesiali e le nuove comunità della vigilia di Pentecoste di sei anni fa. Fu una straordinaria epifania dell'unità della Chiesa, nella ricchezza e varietà dei carismi, che lo Spirito Santo elargisce in abbondanza. Quanto ebbi a osservare in quella occasione lo ripeto ora con forza: i movimenti ecclesiali e le nuove comunità sono una "risposta provvidenziale", «suscitata dallo Spirito Santo», all'odierna domanda di nuova evangelizzazione, per la quale sono necessarie «personalità cristiane mature» e «comunità cristiane vive» (cf Insegnamenti XXI, 1 [1998], p. 1123).

Per questo dico anche a voi: «Apritevi con docilità ai doni dello Spirito! Accogliete con gratitudine e obbedienza i carismi che lo Spirito non cessa di elargire! Non dimenticate che ogni carisma è dato per il bene comune, cioè a beneficio di tutta la Chiesa!» (ivi, p. 1122).

5. Veni, Sancte Spiritus!

In mezzo a noi, con le mani alzate, sta la Vergine orante, Madre di Cristo e della Chiesa.

Insieme con Lei, imploriamo ed accogliamo il dono dello Spirito Santo, luce di verità, forza di autentica pace. Lo facciamo con le parole dell'antifona al Magnificat, che tra poco canteremo:

«Vieni, Spirito Santo, / riempi i cuori dei tuoi fedeli, / e accendi in essi il fuoco del tuo amore: / tu che nella varietà delle lingue umane / raduni i popoli nell'unica fede, alleluia».



Sancte Spiritus, veni!
 



Dai discorsi storici di

PAOLO VI e GIOVANNI PAOLO II

AL RINNOVAMENTO


Paolo VI, Estratto dal Discorso ai rappresentanti della II Conferenza Internazionale dei Leader del Rinnovamento Carismatico Cattolico, 10 ottobre 1973.

«Ci rallegriamo con voi, cari amici, del rinnovamento di vita spirituale che si manifesta oggi nella Chiesa, sotto forme differenti e in ambienti diversi [...]. In tutto questo possiamo riconoscere l'opera misteriosa e discreta dello Spirito, che è l'anima della Chiesa [...]».

~

Paolo VI, Estratto dal Discorso ai partecipanti al III Congresso Internazionale del Rinnovamento Carismatico Cattolico. Basilica Vaticana, Pentecoste 1975.


«Cari figli e figlie, in quest'Anno Santo avete scelto la città di Roma per celebrare il vostro III Congresso Internazionale; ci avete chiesto di incontrarvi oggi e di rivolgervi alcune parole; con questo avete voluto indicare il vostro attaccamento alla Chiesa istituita da Gesù Cristo e a ciò che per voi rappresenta questa sede di Pietro. Questa preoccupazione di situarvi in modo giusto nella Chiesa è un segno autentico dell'azione dello Spirito Santo [...]. La Chiesa e il mondo hanno bisogno più che mai che "il prodigio di Pentecoste continui nella storia" [...]. Come potrebbe questo "rinnovamento spirituale" non essere una chance per la Chiesa e per il mondo? [...]. Abbiamo dimenticato lo Spirito Santo? No, certo! Noi lo vogliamo, lo onoriamo, lo amiamo, lo invochiamo; e voi con la vostra devozione, il vostro fervore, voi volete vivere nello Spirito. Questo deve essere un "rinnovamento". Deve ringiovanire il mondo, deve ridare una spiritualità, un'anima, un pensiero religioso al mondo, deve riaprire le sue labbra chiuse alla preghiera e aprire al canto, alla gioia, all'inno, alla testimonianza e sarà veramente una grande fortuna per il nostro tempo, per i nostri fratelli, che ci sia tutta una generazione di giovani che grida al mondo le glorie e le grandezze di Dio nella Pentecoste».

~

Giovanni Paolo II, Estratto dal Discorso ai partecipanti alla V Conferenza Internazionale dei Leader del Rinnovamento Carismatico Cattolico. Roma, 30 aprile 1984.


«Il vostro Congresso a Roma, nel centro della Chiesa, giunge nel momento in cui essa sta ringraziando il Padre di N.S. Gesù Cristo per il sacrificio di suo Figlio e per l'effusione dello Spirito Santo che la riempie di vita nuova [...]. Domando a voi tutti e a tutti i membri del Rinnovamento Carismatico di continuare a gridare forte al mondo insieme a me "aprite le porte al Redentore!" [...]. Voi partecipate in concreto a questa missione nella misura in cui i vostri gruppi e comunità sono radicati nelle chiese locali, diocesi e parrocchie».

~

Giovanni Paolo II, Estratto dal Discorso ai movimenti ecclesiali e alle nuove comunità, in San Pietro, alla vigilia di Pentecoste. Roma, 30 maggio 1998


«[...]. Sempre, quando interviene, lo Spirito lascia stupefatti. Suscita eventi la cui novità sbalordisce; cambia radicalmente le persone e la storia. Questa è l'esperienza indimenticabile del Concilio Ecumenico Vaticano II, durante il quale, sotto la guida del medesimo Spirito, la Chiesa ha riscoperto come costitutiva di se stessa la dimensione carismatica [...].

L'aspetto istituzionale e quello carismatico sono quasi co-essenziali alla costituzione della Chiesa e concorrono, anche se in modo diverso, alla sua vita, al suo rinnovamento e alla santificazione del popolo di Dio [...].

Oggi la Chiesa gioisce nel constatare il rinnovato avverarsi delle parole del profeta Gioele... "Io effonderò il mio Spirito sopra ogni persona..." (At 2, 17). Voi qui presenti siete la prova tangibile di questa "effusione" dello Spirito. Ogni movimento differisce dall'altro, ma tutti sono uniti nella stessa comunione e per la stessa missione [...]. Oggi, a tutti voi riuniti qui in piazza San Pietro e a tutti i cristiani, voglio gridare: "Apritevi con docilità ai doni dello Spirito! Accogliete con gratitudine e obbedienza i carismi che lo Spirito non cessa di elargire! Non dimenticate che ogni carisma è dato per il bene comune, cioè a beneficio di tutta la Chiesa!".

[...] Oggi dinanzi a voi si apre una tappa nuova: quella della maturità ecclesiale [...]. La Chiesa si aspetta da voi frutti "maturi" di comunione e impegno [...]. Quale bisogno vi è oggi di personalità cristiane mature, consapevoli della propria identità battesimale, della propria vocazione e missione nella Chiesa e nel mondo! Quale bisogno di comunità vive! Ed ecco, allora, i movimenti e le nuove comunità ecclesiali: essi sono la risposta, suscitata dallo Spirito Santo, a questa drammatica sfida di fine millennio. Voi siete questa risposta provvidenziale.

[...] Nei movimenti e nelle nuove comunità avete appreso che la fede non è discorso astratto, né vago sentimento religioso, ma vita nuova in Cristo suscitata dallo Spirito Santo.

Come custodire e garantire l'autenticità del carisma? È fondamentale, al riguardo, che ogni movimento si sottoponga al discernimento dell'Autorità ecclesiastica competente. Per questo nessun carisma dispensa dal riferimento e dalla sottomissione ai Pastori della Chiesa. Con chiare parole il Concilio scrive: "Il giudizio sulla loro (dei carismi) genuinità e sul loro esercizio ordinato appartiene a quelli che presiedono nella Chiesa [...]. Questa è la necessaria garanzia che la strada che percorrete è quella giusta!

[...] Nella formazione cristiana curata dai movimenti non manchi mai l'elemento di questa fiduciosa obbedienza ai vescovi, successori degli apostoli, in comunione con il Successore di Pietro [...]».
 



LA VOCE DEI VESCOVI AL RINNOVAMENTO

Card. Leo Jozef Suenens, Estratto da Ecumenismo e Rinnovamento Carismatico;

Orientamenti Teologici e Pastorali: II Documento di Malines, 1974.

«[...] Il Rinnovamento è una grazia per la Chiesa di Dio a più di un titolo, ma lo è assai particolarmente a titolo ecumenico. Infatti, il Rinnovamento, per la sua origine stessa, già invita al ravvicinamento dei cristiani assai lontani gli uni dagli altri, dando loro come terreno di incontro privilegiato una fede comune nell'attualità e nella potenza dello Spirito Santo. Il Rinnovamento nello Spirito è una nuova accentuazione, un'insistenza sul ruolo e sulla presenza attiva e manifesta dello Spirito Santo in mezzo a noi. Nella Chiesa non si tratta di una novità, ma di una presa di coscienza accresciuta di una Presenza tanto spesso sfumata ed implicita. Tale "risveglio" ci viene, storicamente, dal Pentecostalismo classico, come pure da quello che si è convenuto di chiamare Neo-pentecostalismo. Tale riconoscimento di debiti che poniamo all'inizio di queste pagine non misconosce di quanto siamo debitori alla tradizione orientale, sempre così sensibile al ruolo dello Spirito Santo: durante il Vaticano II, i Padri conciliari non hanno cessato di sottolinearlo [...].

Il Rinnovamento nello Spirito, di cui oggi siamo testimoni, si presenta come un avvenimento spirituale sostanzialmente simile nella maggior parte delle Chiese e denominazioni cristiane. Si tratta di un avvenimento spirituale idoneo a ravvicinare i cristiani [...]. A numerosi cristiani che ne fanno l'esperienza, oggi il Rinnovamento Carismatico appare come un esaudimento, tra tanti altri, di questa audace speranza ecumenica del Concilio. È permesso pensare che il Rinnovamento si pone tra gli impulsi futuri dello Spirito che il Concilio confusamente prevedeva. La storia della Chiesa è fatta di queste mozioni e imprese dello Spirito che, periodicamente, vengono a rivitalizzare la Chiesa. Il Rinnovamento si inserisce nel prolungamento della corrente di grazia che fu e rimane il Vaticano II [...].

Il Rinnovamento Carismatico è una grazia di predilezione per la Chiesa del nostro tempo. Esso ci interpella tutti, pastori e fedeli, e ci invita ad intensificare il vigore della nostra fede e a suscitare nuovi modelli di vita cristiana, in condivisione fraterna, a immagine del Cristianesimo della Chiesa primitiva. Nella crisi che stiamo attraversando, questa grazia, per molti cristiani, assume un ruolo di supplenza per nutrire la loro vita religiosa, laddove la nostra liturgia manca troppo spesso di anima e di vita, la nostra predicazione di potenza nello Spirito, la nostra passività ha bisogno di coraggio apostolico [...]».

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Vescovi del Belgio, Estratto da Documento episcopale sul Rinnovamento, ottobre 1979

«[...] Questo risveglio spirituale si esprime, fra gli altri segni, nel rinnovamento della preghiera, personale e comunitaria, nella nuova sete della parola di Dio, nell'attrattiva per i ritiri, nell'interscambio per il Vangelo, nelle nuove forme di vita secondo il Vangelo. Tra questi segni di risveglio religioso, il Rinnovamento "carismatico" occupa un posto particolare, dovuto sia alla sua diffusione mondiale che alle sue esigenze di vita.

[...] In occasione dell'udienza concessa dal papa Paolo VI all'indomani della Pentecoste 1975 ai 10.000 partecipanti al Congresso Internazionale del Rinnovamento, il Santo Padre ricordava, in questi termini, le principali manifestazioni dello Spirito: "Comunione profonda delle anime, contatto intimo con Dio nella fedeltà agli impegni presi al momento del battesimo, nella preghiera spesso comunitaria, in cui ognuno si esprime liberamente, aiuta, sostiene, alimenta la preghiera degli altri. Alla base di tutto una convinzione personale che non ha origine solo in un insegnamento ricevuto con la fede, ma anche in una certa esperienza vissuta, e cioè che, senza Dio, l'uomo non può nulla; mentre, con lui, tutto diventa possibile. Di qui il bisogno di lodarlo, di ringraziarlo, di celebrare le meraviglie che opera ovunque intorno a noi e in noi. L'esistenza umana ritrova il suo rapporto con Dio, quella che si chiama la ‘dimensione verticale', senza la quale l'uomo è irrimediabilmente mutilato". Da questo si comprende come Paolo VI abbia potuto dire: "Perché allora questo ‘rinnovamento spirituale' non potrebbe essere ‘una chance' per la Chiesa e per il mondo e perché in questo caso, non prendere tutte le misure perché continui ad esserlo?" [...].

Lo Spirito soffia dove vuole. Egli non è limitato da alcuna barriera umana, ma ci sono delle ore nella storia della Chiesa in cui agisce con una potenza particolare. Il Rinnovamento, che non rivendica nessun monopolio dello Spirito, è una grazia che passa. Come ogni grazia, essa rispetta le nostre libertà, chiede la nostra collaborazione per poter portare dei frutti di rinnovamento per la vita personale, comunitaria [...]».

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Vescovi Latino-Americani, Estratto dal Documento firmato da 109 vescovi radunatisi per studiare e riflettere sui fondamenti teologici, sui frutti e problemi del Rinnovamento Carismatico Cattolico, Columbia 1 - 4 settembre 1987.

«Paolo VI ha espresso il suo compiacimento per il Rinnovamento nello Spirito che nasce nei luoghi e negli ambienti più diversi e che conduce alla preghiera gioiosa, all'intima unione con Dio, alla fedeltà al Signore e ad una profonda comunione delle anime, [...] riteniamo conveniente studiarlo in maniera più approfondita e dargli impulso affinché possa produrre i frutti di cui tanto abbiamo bisogno, evitando che possa snaturarsi a causa di esagerazioni o deviazioni [...]. La discreta ma meravigliosa azione dello Spirito divino in questi venti anni di Rinnovamento Carismatico Cattolico e gli abbondanti frutti che ha prodotto, ci mostrano l'importanza di questa corrente spirituale e ci animano ad apprezzarla e promuoverla diligentemente, poiché è uno dei mezzi per conseguire quel rinnovamento spirituale di cui la Chiesa ha bisogno e che il Santo Padre ci chiede [...].

[...] uno dei frutti del Rinnovamento è la proclamazione gioiosa che molti stanno facendo di un Gesù vivo, "costituito Signore e Cristo" da Dio (cf At 2, 36) [...]. E la crescita di questo Rinnovamento si deve in gran parte all'azione materna di Maria, la sposa amata dello Spirito, la cui costante intercessione continua a ottenere per la Chiesa l'effusione del divino Spirito [...]. Quando i gruppi sono ben orientati da animatori dovutamente formati, si notano subito i frutti di questa preghiera comunitaria che offre a tutti l'opportunità di agire personalmente e di condividere con semplicità e gratitudine l'azione santificatrice dello Spirito del Signore [...]. Senza dubbio, il frutto più visibile del Rinnovamento è quello di "aver restituito all'uomo di oggi il gusto per ciò che è spirituale e di aver risvegliato un grande amore per la preghiera in tutte le sue forme" (Paolo VI) [...]. Invitiamo vivamente i sacerdoti a conoscere e apprezzare il vero Rinnovamento spirituale affinché possano animarlo nelle loro comunità e orientarlo con sollecitudine pastorale per evitare che cada in esagerazioni o deviazioni».

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Card. Carlo Maria Martini, Estratto dell'Omelia della Celebrazione eucaristica di apertura della XI Convocazione Nazionale del RnS; Rimini, 22 aprile 1988.

«[...] Che cosa è richiesto dal cammino ormai quindicennale del Rinnovamento nello Spirito? Questo è il segreto di Dio e ve lo dirà il Signore [...] la maturità spirituale è crescere nella carità con tutti i suoi frutti [...].

1. Crescere anzitutto nella conoscenza e nell'amore della vigna che è lo stesso Gesù morto e risorto, nostra vita e Signore delle nostre vite.

2. Crescere nella conoscenza, amore e stima di quella vigna che Dio stesso ha piantato e per la quale Gesù è morto, cioè la santa Chiesa visibile, unita attorno al Papa, sotto la guida dei vescovi, amando ognuno e ciascuno dei più piccoli fratelli di essa.

3. Crescere nella conoscenza della Parola di Dio, studiata e approfondita secondo i criteri della Dei Verbum (capitoli III e VI) [...].

4. Crescere nell'interiorità della fede e della preghiera [...].

5. Crescere nella forza evangelizzatrice che non viene dal gridare "Signore, Signore" ma, anzitutto, dal fare la volontà del Padre che è nei cieli [...].

6. Crescere nell'attenzione al contesto sociale [...].

7. Crescere nella delicatezza delle espressioni delle preghiere private e pubbliche, non in commotione Domini [...].

8. Crescere nel dolore dei propri peccati; piangere per i peccati del mondo [...].

Se frutto del Rinnovamento nello Spirito sarà, anzitutto, il suscitare nella Chiesa intera, fino agli strati più semplici del popolo di Dio, presso tutti i laici, la gioia della lode, la lode spontanea, gratuita, [...] tale lode potrà invadere tutte le Chiese [...]».

Card. Camillo Ruini, Intervento alla XIX Convocazione Nazionale del RnS, in occasione del riconoscimento dello Statuto dell'Associazione "Rinnovamento nello Spirito Santo" da parte della Conferenza Episcopale Italiana; Rimini, aprile 1996.

«Questo riconoscimento ufficiale da parte dei vescovi rappresenta infatti un atto di stima e di fiducia, attestato dal plauso che mons. Antonelli, nella sua lettera di accompagnamento, rivolge alle realtà del Rinnovamento che offre alla Chiesa il proprio impegno di servizio [...]. L'auspicio che vorrei trarre da questa approvazione dello Statuto è che il Rinnovamento possa ricevere ancora maggior slancio per il suo cammino ed esprima con sempre crescente chiarezza l'efficacia del dono dello Spirito Santo per una sequela consapevole e fedele di Cristo e per il bene della Chiesa e dell'Italia [...]. Il Rinnovamento nello Spirito Santo è un'espressione genuina della missione della Chiesa, nella quale Dio realizza, per mezzo del suo Spirito, la sua opera di conversione. Che il Signore possa permettere al Rinnovamento nello Spirito Santo e ai suoi aderenti di accogliere con vigilanza e discernimento l'autenticità del dono dello Spirito così da diventare missionari autentici del Vangelo di Cristo».

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Card. Joseph Ratzinger, Estratto dal Discorso del Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede al Congresso mondiale dei Movimenti "I Movimenti ecclesiali e la loro collocazione teologica", Roma, Domus Pacis, 27 maggio 1998.

«[...] Si fanno visibili tanto i pericoli, quanto le vie di superamento che esistono nei Movimenti. Vi è la minaccia di unilateralità che porta ad esagerare il mandato specifico che ha origine in un dato periodo o in forza d'un particolare carisma [...] è un fatto che può indurre ad assolutizzare il proprio movimento, che viene ad identificarsi con la Chiesa stessa, a intendersi come la via per tutti, mentre di fatto quest'unica via può esser fatta conoscere in modi diversi.

Del pari è quasi inevitabile che dalla fresca vivacità e dalla totalità di questa esperienza nuova derivi ad ogni piè sospinto anche la minaccia di scontro con la comunità locale: uno scontro in cui può darsi colpa da entrambe le parti, onde entrambe le parti subiscono una spirituale sfida alla coerenza cristiana.

[...] Le due parti devono lasciarsi educare dallo Spirito Santo e anche dall'autorità ecclesiastica, [...] devono imparare l'una dall'altra a lasciarsi purificare [...].

Ai Movimenti, quindi, va rivolto un monito: anche se nel loro cammino hanno trovato e partecipano ad altri la totalità della fede, essi sono un dono fatto alla totalità della Chiesa, e alle esigenze di questa totalità devono sottomettersi, per restare fedeli a ciò che è loro essenziale. Ma occorre che si dica chiaramente anche alle Chiese locali, anche ai vescovi, che non è loro consentito indulgere ad alcuna pretesa d'uniformità assoluta nelle organizzazioni e programmazioni pastorali. [...] Non è lecito pretendere che tutto debba inserirsi in una determinata organizzazione dell'unità; meglio meno organizzazione e più Spirito Santo! Soprattutto non si può sostenere un concetto di comunione in cui il valore pastorale supremo consista nell'evitare conflitti [...].

Per finire, tutti devono lasciarsi misurare col metro dell'amore per l'unità dell'unica Chiesa, che rimane unica in tutte le Chiese locali e, in quanto tale, si palesa continuamente nei movimenti apostolici [...]».



Estratto

Omelia del Cardinale Camillo Ruini

in occasione del XXX anniversario di nascita

del Rinnovamento nello Spirito Santo in Italia


Basilica di San Giovanni in Laterano, 14 marzo 2002


Liturgia della Parola:

Isaia 63, 7-9; Salmo 113 (112); Vangelo di Luca 10, 17-21.


1. Mi unisco con viva gioia a tutti voi che, in questa Celebrazione eucaristica, affidate al sacrificio eucaristico del Signore Gesù il ringraziamento a Dio Padre per i grandissimi benefici di cui vi ha fatto dono in questi trent'anni di esperienza carismatica in Italia e per l'immensa misericordia con la quale Gesù, il Figlio di Dio fedele e giusto rimette i nostri peccati (l Gv 1, 9).

[...] A distanza di trent'anni possiamo affermare non senza una profonda riconoscenza al Signore, che il Rinnovamento nello Spirito è stata una singolare realizzazione di quella audace speranza profetica formulata dal Beato Giovanni XXIII quando, alla vigilia del Vaticano II, cosi pregava: «Rinnova nella nostra epoca i prodigi come di una nuova Pentecoste», come pure delle parole pronunciate da Paolo VI nell'udienza generale del 16 ottobre 1974: «Voglia il Signore effondere, oggi, una grande pioggia di carismi, per rendere feconda, bella e meravigliosa la Chiesa, capace di imporsi all'attenzione e allo stupore del mondo profano, del mondo laicizzante».

Oggi, dopo trent'anni, assistiamo a un vero "risveglio spirituale" in seno alle Chiese e comunità ecclesiali. Siano rese grazie allo Spirito Santo!

[...] Questa sera, con rinnovata gioia, vi annuncio che lo Statuto, dopo il tempo ad experimentum, è stato approvato in forma definitiva da parte del Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana, proprio questa mattina, nella seduta conclusiva, mentre vi era fatto dono dell'udienza privata con il Santo Padre Giovanni Paolo II.

Sono lieto di questo passaggio, mentre auguro che si rinnovi in voi l'ardore e lo slancio creativo delle prime comunità cristiane, per il bene della Chiesa e della società civile della nostra Italia.

[...] Se la vostra vita cristiana continuerà a manifestare al mondo come è bello vivere da cittadini del cielo (Eb 13, 14), sarete tra quei piccoli ai quali il Signore rivela cose che rimangono nascoste ai dotti e ai sapienti.

Si realizzerà, allora, ai nostri occhi, quella Pentecoste che da Gerusalemme si è propagata nei secoli e di cui il tempo presente reclama con forza una nuova attuazione.

Lo Spirito del Signore continui a concedervi e ad accrescere in ciascuno di voi l'audacia di cui oggi abbiamo tutti bisogno per affrontare le difficoltà e anche le ostilità del mondo che si è distaccato da Dio, così da contribuire a rendere la nostra Chiesa sempre più bella, più pura, più credibile, più amante del suo Signore, più santa.

[...] Persistete anzitutto nella sincera sottomissione, gioiosa collaborazione e risposta entusiasta alle attese dei vostri Pastori. In modo particolare vi chiedo di essere sempre più sensibili ai desideri dei vostri Vescovi, assicurando la vostra fattiva presenza negli ambiti pastorali diocesani, in modo particolare sostenendo la causa dei giovani e della famiglia.

[...] Faccio inoltre appello alla vostra sincera volontà di comunione perché sappiate promuovere, come già avete iniziato a fare, un proficuo rapporto con le comunità carismatiche italiane che, a livello locale, attuano una loro scelta autonoma. Vi auguro che possiate consolidare un cammino sempre più fraterno e unitario, voluto dalle origini comuni che animano il Rinnovamento tutto.

[...] Motivo di speranza è anche il vostro dialogo cordiale con i movimenti ecclesiali e le nuove comunità, che corrisponde al cammino indicato dal Santo Padre alla Pentecoste del l998.

[...] È degna di lode la vostra collaborazione alle Chiese povere, come avete iniziato a realizzare con entusiasmo verso la poverissima Chiesa Moldava: benedico il primo nucleo missionario che si accinge a raggiungere la diocesi di Chisinau per dar vita all'istituto catechistico e all'opera di evangelizzazione.

[...] siate fedeli allo Statuto che oggi, idealmente, vi riconsegno. Realizzatene con zelo le attese e le finalità, in piena libertà di spirito, come garanzia che vi dà la Chiesa attraverso la Conferenza dei Vescovi italiani.


Lettere accompagnatorie ai Decreti

di approvazione dello Statuto


Lettera di S.E.R. mons. G. Betori

Roma, 23 aprile 2002

 

Illustrissimo Signore,

mi è gradito trasmetterLe il testo dello Statuto dell'Associazione "Rinnovamento nello Spirito Santo", approvato in forma definitiva dal Consiglio Episcopale Permanente nella sessione dell'11-14 marzo 2002. Mi compiaccio vivamente per la felice coincidenza di questa decisione con la celebrazione del trentennio di fondazione del Movimento Carismatico Cattolico, che nel nostro Paese assunse fin dall'inizio il nome di Rinnovamento nello Spirito. Il vostro gaudio per questi eventi, segno di una particolare benevolenza del Padre celeste, ravvivi la gratitudine e accresca l'impegno apostolico di aderenti e simpatizzanti.

Il riconoscimento della Conferenza Episcopale Italiana rappresenta peraltro la tappa conclusiva di un complesso itinerario di discernimento portato avanti con disponibilità e collaborazione; nello stesso tempo tale riconoscimento conferisce all'Associazione una peculiare collocazione e funzione all'interno del Movimento medesimo e nello stesso tempo conferisce un rinnovato impegno di testimonianza e di servizio nelle Chiese particolari in comunione con i Vescovi.

Profittando di questa circostanza e dell'annuale convocazione del Movimento, per Suo tramite desidero far pervenire al Movimento medesimo, anche a nome del Cardinale Presidente della CEI, alcune considerazioni, che raccolgono in qualche modo il pensiero e gli auspici dei Vescovi italiani e che - sono sicuro - accoglierete con attenzione e disponibilità.

1. Negli anni successivi al Concilio Ecumenico Vaticano II, tra i numerosi Movimenti, sorti in tutto il mondo e anche in Italia, quello Carismatico ha avuto una spontanea diffusione in molti luoghi e, a differenza di quanto avvenuto per altre realtà ecclesiali, non è stato espressione dell'azione di un unico fondatore. La preghiera per una rinnovata effusione dello Spirito Santo ha toccato tante persone, facendo scoprire loro la centralità della Parola di Dio e l'amore per essa, il valore della preghiera personale e comunitaria, la ricchezza profonda di una vita segnata dai Sacramenti, l'entusiasmo gioioso del generoso servizio ai fratelli.

In Italia il Movimento Carismatico Cattolico, come sopra ricordato, è stato denominato dai suoi promotori Rinnovamento nello Spirito, volendo in tal modo sottolineare la centralità dal "Datore" di ogni carisma, piuttosto che la rilevanza dei singoli doni. Infatti i doni dello Spirito non costituiscono un privilegio singolare del Rinnovamento, ma sono doni effusi su tutta la Chiesa, nella quale il Movimento si ripromette di favorire una seria e approfondita riflessione sul risveglio e sulla pratica dei carismi, significativamente presenti nell'esperienza dei cristiani pentecostali, verso i quali inizialmente il Rinnovamento sembrava guardare.

Da ciò si comprende che non ha fondamento una presunta contrapposizione tra Rinnovamento Carismatico Cattolico e Rinnovamento nello Spirito Santo; quest'ultimo in realtà attua il Rinnovamento Carismatico conferendogli un'identità originale di cammino unitario su base nazionale, guidato da un Comitato nazionale di servizio, aperto alla comunione e al dialogo con i Pastori delle Chiese che sono in Italia. Il servizio ecclesiale di un Movimento come il vostro non si può cogliere infatti in contrapposizione con la vita della comunità cristiana, originata dallo Spirito Santo.

Il Movimento, pertanto, si è ispirato all'ecclesiologia conciliare, assumendo come scelta prioritaria la chiamata alla santità, da realizzare attraverso un cammino di formazione ben scandito e caratterizzato sotto il profilo personale e comunitario. Inoltre ha modellato la sua identità, assumendo i criteri di ecclesialità proposti nell'esortazione apostolica "Christifideles laici".

I Vescovi italiani a loro volta hanno seguito con attenzione il cammino del Rinnovamento nello Spirito e lo hanno accompagnato con la loro sollecitudine pastorale, favorendo un rapporto caratterizzato da un'autentica ricerca di ciò che il Signore chiede alla Sua Chiesa.

2. All'entusiasmo e al fervore, che hanno caratterizzato il cammino del Movimento nei primi anni, successivamente sono subentrati momenti di difficoltà. Difatti se da un lato si è registrato il moltiplicarsi, talora poco controllato, di gruppi e comunità, dall'altro alcuni di questi hanno scelto vie diverse, distaccandosi dalla radice comune e dando luogo a divisioni dolorose, che in qualche caso hanno determinato anche spiacevoli lacerazioni nella vita ecclesiale. Di conseguenza alcune realtà, peraltro poco numerose e di scarsa consistenza, si presentano ancora oggi come espressione di un altro Rinnovamento, distinto dal Rinnovamento nello Spirito e a volte ad esso contrapposto, ricollegandosi idealmente al Rinnovamento Carismatico Cattolico e ingenerando talora confusione nei fedeli per l'enfasi attribuita ad alcuni carismi straordinari.

I Vescovi hanno guardato con prudente cautela questi fatti, richiamando tutti alla carità reciproca e al mantenimento della comunione ecclesiale, nella quale deve ricomporsi ogni legittima varietà e ogni forma di autentico pluralismo.

3. Con la recente approvazione definitiva dello Statuto dell'Associazione "Rinnovamento nello Spirito" la Conferenza Episcopale Italiana ha inteso ratificare un passaggio fondamentale nel cammino spirituale compiuto dal Movimento, e cioè il passaggio da ‘corrente di grazia' a ‘movimento ecclesiale'. La costituzione dell'Associazione privata di fedeli laici all'interno del Movimento costituisce invero il naturale compimento di un processo di maturazione spirituale che assicura continuità nel servizio di guida e di animazione dei gruppi e delle comunità, propone criteri di discernimento nella vıta interna e offre indicazioni per instaurare rapporti costruttivi con i Pastori. A proposito di quest'ultimo punto, facendomi interprete del pensiero di diversi Confratelli Vescovi, rivolgo aı gruppi e alle comunità che fanno riferimento all'Associazione "Rinnovamento nello Spirito" la calorosa raccomandazione a vivere intensamente la loro appartenenza a una Chiesa particolare e a coltivare il vincolo di comunione e il legame pastorale con il proprio Vescovo attraverso le modalità proposte dalla normativa e dalla prassi ecclesiale.

In questo contesto, senza voler mortificare la ricchezza dell'azione dello Spirito che adorna incessantemente la Chiesa di nuovi doni, fatta salva la responsabilità di ogni Vescovo in ordine al cammino della sua Chiesa, il Consiglio Episcopale Permanente incoraggia i gruppi carismatici presenti nel nostro Paese a ricercare il dialogo, la comunione e la collaborazione con l'Associazione "Rinnovamento nello Spirito", alla quale è affidato il compito di coordinare il servizio in campo nazionale.

All'Associazione inoltre si chiede di sviluppare ulteriormente l'itinerario di ‘riconciliazione' con quelle realtà che in passato hanno fatto scelte di autonomia. I primi passi di questo cammino hanno già dato frutti significativi e questo impegna ancora di più i responsabili dell'Associazione a ricercare forme idonee per favorire il ristabilimento della comunione; infatti iniziative promosse in tale direzione da singoli o da gruppi al di fuori dell'esperienza del Rinnovamento nello Spirito, pur lodevoli nelle intenzioni, potrebbero ingenerare solo confusione o inopportune forme di irenismo.

4. Guardando alla realtà variegata dei gruppi e delle comunità presenti nelle diocesi italiane è auspicabile che lo Statuto definitivo dell'Associazione "Rinnovamento nello Spirito" venga assunto quale modello di riferımento per il discernimento e il riconoscimento da parte degli Ordinari diocesani. In tal modo sara più agevole assicurare unità e varietà all'interno del Movımento, salvaguardando il vincolo di comunione e collaborazione tra le realtà di base e l'unica espressione nazionale Rinnovamento nello Spirito, alla quale il Consiglio Episcopale Permanente della CEI con l'approvazione definitiva dello Statuto dell'Associazione "Rinnovamento nello Spirito" ha inteso confermare la propria fiducia.

Affidando alla vostra attenzione queste considerazioni, invoco sull'Associazione e sul Movimento la luce e la forza dello Spirito Santo affinché vi sostenga nella vostra testimonianza e faccia crescere frutti di autentico rinnovamento spirituale nelle realtà locali, in particolare il rispetto sincero, la stima cordiale e la comunione intensa delle diverse espressioni del laicato cattolico, condizione essenziale per attuare una partecipazione convinta alla vita delle Chiese particolari.

Un saluto fraterno nel Signore


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