Quando l’amore si
trasforma in perdono
La
vita di una famiglia distrutta per un incidente assurdo, che spezza la
vita di un bambino di sei anni, investito da un automobilista in stato
di ebbrezza. Difficile riprendere la vita di ogni giorno per la madre e
il padre. Nel cuore della mamma in particolare solo odio: «Ero scossa da
un odio profondo –racconta Raffaella – per quella persona, avevo sete di
vendetta e non di giustizia, avevo deciso che se mai lo avessi trovato
in strada gli avrei fatto fare la fine di mio figlio, perché ero decisa
a investirlo con la mia auto».
La giustizia fece il suo corso. Ma per Raffaella fu molto difficile
accettare che l’automobilista fosse condannato al carcere e poco dopo
condonato per buona condotta. Qualche tempo dopo il marito, rientrando
dal lavoro, le racconta che nell’attività commerciale che lui gestisce
si era presentata una signora mai vista prima che, concitatamente, aveva
chiesto di poter fare una telefonata in cui raccontava di un brutto
incidente dove un uomo era finito in ospedale: una sbarra di ferro
caduta da un camion l’aveva colpito alla spina dorsale paralizzandolo.
L’uomo in questione, anni prima, aveva provocato un incidente nel quale
un bambino di 6 anni aveva perso la vita. «Mio marito, allora, con una
calma donata solo dal Signore – continua Raffaella – prese la foto di
nostro figlio, la mostrò commossa alla signora dicendo: “Sono io il
padre di quel bambino”». Ascoltando quella Rivelazione Raffaella si rese
conto di non provare più sentimenti di odio per quell’uomo, né desiderio
di vendetta, anzi le dispiaceva profondamente quanto gli era accaduto.
«Dio mi aveva cambiata, sentimenti nuovi erano entrati in me… Il perdono
ormai faceva parte della mia vita!». Ora un nuovo desiderio è entrato
nel cuore di Raffaella: «Ho chiesto al mio sacerdote di farmi da tramite
perché ho intenzione di incontrare quella persona, per offrirgli la mia
preghiera e il mio perdono».
Un dono del tutto
inaspettato
«Il
suo nome è Gemma, e per noi è come una gemma nella nostra famiglia». A
parlare sono Giovanni e Giusy, Gemma, la loro piccola di tre mesi, fa la
sua parte con vagiti che sembrano “confermare” le parole dei suoi
genitori. «Siamo sposati da dodici anni e abbiamo due bambini: Marco,
che ci è stato dato in affidamento dal terzo mese, e Pietro Aleksej,
accolto in adozione dalla Federazione russa dall’età di due anni e
mezzo: oggi hanno rispettivamente otto e cinque anni. Per dodici anni
non abbiamo avuto figli naturali. Siamo dell’Azione cattolica diocesana
da trentadue anni, ed è lì che ci siamo conosciuti». Un cammino lungo
una vita, eppure vissuto con tanti interrogativi: «Giusy mi diceva che
eravamo troppo razionalisti, che il credere conta più del fare, che la
fede è un dono e non una conquista... Non capivo quello che lei volesse
dirmi, non capivo perché il suo cuore fosse inquieto... Dopo il
matrimonio ho fondato un’associazione che si occupa di minori,
specialmente di quelli in difficoltà. Nel corso degli anni, è maturata
in me la necessità di creare una cooperativa che si occupasse di prima
infanzia, perché percepivo che il Signore mi chiedeva di fare qualcosa
in più in favore della vita». Nonostante la gioia di avere accolto due
bambini, qualcosa sembrava mancare: da tempo Giovanni faceva una sogno
ricorrente in cui vedeva la moglie con una bambina tra le braccia. È in
questo momento che viene proposto loro il Seminario di vita nuova, che
il Rinnovamento tiene presso la Casa Famiglia di Nazareth, a Loreto.
«Desideravo che qualcosa cambiasse nella nostra vita, non sapevo né come
né perché. Per questo accolsi la proposta di alcuni amici confidando nel
rinnovamento del nostro matrimonio. Così conoscemmo la preghiera del
RnS, e con loro la mia preghiera si faceva sempre più dialogo sincero
con Gesù». 4 luglio 2010 è il giorno dell’Effusione, ed entrambi
chiedono una sola cosa al Signore: rinnovare il sacramento del loro
matrimonio. E così è accaduto: perseveranti nella fede, il loro
matrimonio è rinato sotto l’azione dello Spirito Santo e della preghiera
in famiglia e nella comunità. Ma il Signore compie meraviglie, e il dono
tanto atteso arriva l’8 aprile 2011, quando Giusy scopre di aspettare un
bambino. «Ricordo l’incredibile accoglienza della notizia da parte di
nostro figlio Marco: “Babbo, la tua preghiera è stata ascoltata!”. L’8
dicembre 2011, festa dell’Annunciazione, mia moglie ha dato alla luce
una meravigliosa bambina: Gemma, Maria, Elena. Da quando lo Spirito
Santo ha fatto irruzione nella nostra vita in un modo nuovo, non smetto
di testimoniare che Gesù è vivo ed è il Signore!».
Elsa De Simone ed Elena
Dreoni
Un ringraziamento
particolare ai fratelli fotografi per il loro servizio di questi giorni:
Federico Balestrini,
Carmelo Pinizzotto, Mario Pinizzotto, Tonino Verduci