Ancora una testimonianza
in questa ultima giornata di Convocazione. A raccontare la sua storia è
Ivonne. Proveniente dalla Polonia, si è trasferita in Italia all’età di
19 anni e oggi frequenta il gruppo “Mater Domini” di Catanzaro.
Una
storia difficile già prima della nascita. «Ancora nel grembo di mia
madre, qualcuno pensava per lei un aborto, ma Qualcun altro aveva già
stabilito che io nascessi», racconta la donna, che continua descrivendo
brevemente un’esistenza dura: la nascita prematura, una madre
alcolizzata, la separazione dei genitori e gli abusi da parte del
patrigno all’età di soli otto anni. È iniziato così il suo tormento
interiore che la faceva sentire «arrabbiata, delusa e ferita, in una
profonda ribellione e depressione dove l’unica via d’uscita, dopo
l’alcol, sembrava essere il suicidio». Un tentativo fortunatamente
fallito. A 19 anni decide di partire per l’Italia. Una storia di
sofferenza che continua con droga, abusi da parte di uomini e anoressia.
Ancora una volta il suicidio sembrava l’unica alternativa. È in questo
momento che entra a far parte della sua vita una ragazza che le
dimostra, come mai nessuno prima, un interesse reale e autentico. «Il
suo modo di parlarmi di Dio era molto sottile assecondando anche le mie
debolezze… Un giorno mi disse: “ Rivolgiti a Lui, mettilo alla prova,
Lui lo farà. Chiedi e ti sarà dato”. Da allora la mia vita è cambiata
radicalmente e irrimediabilmente», racconta con commozione la ragazza.
Il fuoco dello Spirito Santo e l’amore di Dio sono entrati con forza
nella sua vita conquistandola, guarendola, offrendole una nuova
identità, una vita nuova tra perdono e riconciliazione. «A Cristo devo
tutto… il suo sangue mi ha lavata, la sua giustizia mi ha reso giustizia
e io sono libera di gridare a questo mondo che non c’è vita che non
possa essere raggiunta dal Signore. Spenderò il resto dei miei giorni a
servire la Chiesa e il Rinnovamento per testimoniare con la mia stessa
vita la sua grande potenza», conclude Ivonne.
Laura Gigliarelli