La
preghiera comunitaria carismatica della seconda giornata della
Convocazione nazionale inizia con l’invocazione allo Spirito Santo
composta dal Beato Giovanni Paolo II e da lui fatta risuonare in
occasione della Vigila di Pentecoste dell’anno 1998, incontrando in
Piazza San Pietro i Movimenti ecclesiali e le Nuove Comunità. «Oggi è
una giornata di alleanza con il Sangue del Signore Gesù, oggi attendiamo
una manifestazione sua nella nostra vita», afferma don Guido
Pietrogrande dal palco. Gesù non si fa attendere e dona all’assemblea
una Parola profetica che sollecita il popolo del RnS alla lode: «Il
Signore mi ha dato come mia ricompensa una lingua e con essa non cesserò
di lodarlo» (Sir 51, 22). La lingua a cui fa riferimento la Parola è
quella di ogni fratello e sorella presenti in sala. L’invito da parte
dell’équipe di animazione della preghiera è quello di usarla per dare
lode al nome del Signore Gesù senza avere paura.
Segue
l’invocazione allo Spirito Santo e forte si fa la consapevolezza che il
Risorto è presente in mezzo al suo popolo. «Tocchiamo il mantello di
Gesù che passa in mezzo a noi», questa è l’esortazione che arriva dal
palco, da parte dei fratelli e sorelle chiamati ad animare la preghiera.
Dopo il canto in lingue, il Signore si manifesta nuovamente attraverso
un’altra Parola profetica: «In quel giorno avverrà che il Signore ti
libererà dalle tue pene, dal tuo affanno e dalla dura schiavitù a cui
eri stato assoggettato» (Is 14, 3). «Questo è il giorno nel quale Gesù
libera i nostri cuori», continua nella preghiera l’équipe di animazione,
esortando l’assemblea ad abbandonarsi al soffio dello Spirito affinché
possa venire a liberare i cuori dalle schiavitù, dalle pene, dal dolore
e dalle malattie e sollecitandola a riconoscere che siamo noi i
prigionieri, gli schiavi che hanno bisogno di liberazione. «Tu, Signore,
sei la mia salvezza, tu sei il mio liberatore», queste sono le parole
che don Guido invita ognuno dei presenti a proclamare. A conclusione
della preghiera, dal palco giunge l’invito a dirsi gli uni agli altri
una parola di fede e di speranza: «Il Signore ti libererà».
Francesco Storino