Un buon Pastore, dotato di
fortezza e di ineguagliabile tenerezza; un Pastore mite e dolce di
cuore, che con indomito coraggio protegge le sue pecorelle dagli agguati
di ladri e briganti. Presiedendo
la Celebrazione eucaristica della giornata di apertura della 35ª
Convocazione nazionale del Rinnovamento, mons. Francesco Lambiasi
commenta le letture del giorno e si sofferma sulla metafora del buon
Pastore, «l’immagine preferita – dice il Vescovo di Rimini - con cui
Gesù rivela la sua intima identità. Gesù – continua - è un pastore
talmente innamorato del suo gregge da sballare i calcoli; se lascia le
99 pecore per andare alla ricerca di quella perduta è segno che nella
sua strana aritmetica 1 è uguale a 99.
Questo Pastore considera
la pecorella smarrita più importante di se stesso al punto da offrire
anche solo per questa il dono della propria vita». Mons. Lambiasi mette
in evidenza due sospetti che gravano sulla metafora del gregge: «A noi
che viviamo in una società ad alto tasso di individualismo narcisista,
l’immagine della
Chiesa-gregge non ci fa venire forse il sospetto di un collettivismo
massificante e spersonalizzante? Possiamo stare tranquilli, il nostro
Pastore ci ama tutti e ciascuno per nome. Entrando a far parte del suo
gregge, noi non regrediamo nell’impersonale. La comunione da lui creata
è unità di distinti, non confusione di identici. La comunità cristiana
non è una massa di anonimi, ma una comunità di chiamati».
E contro il secondo
sospetto, il gregarismo, il Vescovo sottolinea come la metafora del
gregge non indichi certo una rassegnata inerzia dei cristiani, e non sia
affatto deresponsabilizzante: «Qualunque sia il nostro servizio, siamo
tutti chiamati a servire nella logica e nello stile del Buon Pastore,
cioè nella logica e nello stile del dono a fondo perduto». Infine, nella
Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni sacerdotali, invita i
giovani ad aprirsi allo sguardo di Gesù «che li cerca, e con la sua voce
inconfondibile dice: “Seguimi”. Beati i giovani che in questa vocazione
e in questa Convocazione avvertiranno la chiamata del Signore e
risponderanno “Eccomi”. Beati noi se crederemo che davvero Gesù è il
Signore!».
Lucia Romiti