«Ti
esalto Dio, mio re!» è il canto con cui i circa quattrocento volontari
del Rinnovamento nello Spirito Santo hanno accolto don Guido
Pietrogrande e i sacerdoti che assieme a lui hanno concelebrato la Messa
del Servizio. Una Celebrazione eucaristica che è appuntamento atteso,
tempo e luogo di ritrovo per quanti, durante la Convocazione nazionale,
vivono questo evento nella donazione di sé ai fratelli che giungono a
Rimini da tutta Italia. Assieme all’Assistente spirituale nazionale RnS
hanno concelebrato, tra gli altri, p. Taddeus, p. Yazek e p. Vassili,
giunti dalla diocesi di Chisinau, in Moldavia.
In prima fila, accanto al
presidente Martinez, il coordinatore nazionale Mario Landi, il direttore
Marcella Reni e i membri di Comitato nazionale Dino De Dominicis e Carla
Osella.
«Siete la “vernice” del
Rinnovamento, la prima presentazione della Convocazione per quanti
giungono a Rimini. Voi mostrate il cuore del RnS, il donarsi. Ogni
fratello che accoglierete e servirete in questi giorni, possa incontrare
il Signore Gesù attraverso il vostro servizio!». Rivolgendosi ai
responsabili dei diversi settori del Servizio, agli anziani e ai nuovi
arrivati del Volontariato, don Guido rilegge il brano degli Atti degli
Apostoli: «“Allora Anania andò, entrò nella casa, gli impose le mani e
disse: ‘Saulo, fratello mio, mi ha mandato a te il Signore Gesù, che ti
è apparso sulla via per la quale venivi, perché tu riacquisti la vista e
sia colmo di Spirito Santo’” (9, 17). Paolo si converte, ma ha bisogno
di lasciarsi prendere per mano. Bisogna che ci sia sempre un’Anania,
qualcuno che ci guidi: non è possibile l’incontro con il Signore se non
in forma “mediata”, e questo avviene attraverso la vita comunitaria,
l’aiuto dei fratelli. Nello stile dei fratelli e del “prendersi per
mano” si incontra Gesù». Anania che “afferra” la mano di Paolo è anche
la voce mandata per comunicare la “nuova via”, la “strada maestra” da
percorrere. «L’apostolo Paolo non si aspettava di avere una nuova
missione, ma Gesù lo illumina e lo chiama ad annunciare la legge di
libertà. Voi siete profezia di dono, non “facchini del Signore”!
Siate
pronti per la missione del Signore: non datevi coraggio ma chiedete
coraggio, non ci sia volontarismo ma un servizio reso a Dio perché la
grazia e il carisma giunga ai fratelli».
Prima della benedizione
finale, come gesto di comunione e gratitudine, il Comitato nazionale di
servizio ha pregato per tutti i volontari. «Benedetto sei tu, Signore
Dio dei nostri padri; degno di lode e glorioso è il tuo nome per sempre.
Tu sei giusto in tutto ciò che hai fatto; tutte le tue opere sono
vere... » (Dan 3, 25-43) e «Perciò rinfrancate le mani cadenti e le
ginocchia infiacchite e raddrizzate le vie storte per i vostri passi,
perché il piede zoppicante non abbia a storpiarsi, ma piuttosto a
guarire» (Eb 12, 12-13) sono state le Parole con cui il Signore ha
inviato i volontari, pronti a una nuova missione di annuncio: «Io ti
dico che se tu credi vedrai la gloria di Dio!».
Elsa De Simone