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XXX Conferenza Nazionale Animatori

La celebrazione eucaristica per i fratelli del servizio

Rimini, 6 dicembre 2006

 

 San Nicola o Santa Klaus?

La Celebrazione eucaristica per i fratelli del servizio ha raccolto intorno a Gesù tutto il volontariato giunto a Rimini in anticipo per rendere i locali della Fiera di Rimini funzionali e accoglienti per i partecipanti alla XXX Conferenza nazionale animatori.

Il pomeriggio del 6 dicembre, festa di san Nicola, i preparativi della XXX Conferenza nazionale animatori sono nel pieno del fervore. La sala che ospiterà la Conferenza ha già assunto la sua fisionomia, con il palco e la Corale che prova strumenti e voci. Al centro dell’adiacente hall, grande e accogliente, sono stati allestiti gli stand dei prodotti editoriali; quelli dell’artigianato moldavo; della Cooperativa Vocepiù. Intorno sono state sistemate le postazioni per gli approvvigionamenti, il ritiro dei pass, per l’accoglienza, ma anche gli uffici dell’amministrazione, gli stand per gli abbonamenti delle riviste Rinnovamento nello Spirito Santo e Alleluia.

A sera, prima di rientrare negli alberghi per la cena, i circa centocinquanta fratelli già impegnati nei diversi servizi si ritrovano per la Santa Messa, nella cappella allestita all’interno della Fiera, insieme a Salvatore Martinez e ad alcuni membri del CNS e del CN. A presiedere la Celebrazione eucaristica con don Guido Pietrogrande e don Piero Sortino, padre Giovanni Alberti, il quale ha subito ricordato don Dino, che proprio un anno fa celebrava, qui a Rimini, la sua ultima Messa per gli animatori. 

In questa giornata che fa memoria di san Nicola, vescovo della Turchia, padre Alberti ha voluto sottolineare come nel corso dei secoli il nome di questo santo famoso, conosciuto anche in tutto l’Oriente cattolico,  sia stato abbinato alla figura di Santa Klaus dispensatore di regali per i bambini, e come all’ombra di questo ultimo sia stato a poco a poco dimenticato.

Servendosi di una metafora il membro del CNS ha detto che “lentamente anche il cuore del volontariato potrebbe affievolirsi fino a diventare una maschera... Chi esercita un ministero o svolge un servizio rischia nel tempo di fare la fine di san Nicola”, ormai nascosto e sconosciuto dietro Santa Klaus. “Anche noi, spiritualmente possiamo diventare una brutta copia di quello che eravamo: burocrazia, facciata, non più cuore ad accogliere i fratelli”.  È necessario perciò vigilare su se stessi, aprirsi all’accoglienza, alla disponibilità, all’amore per offrire ai fratelli un cuore “assistito e spinto dallo Spirito Santo”. Per questo padre Alberti ha invitato tutti i presenti a immergersi nel cuore di Gesù perché possano mostrare il cuore di colui che serve, grande perché viene dalla fede.

Prima del commiato, Salvatore Martinez ha salutato i volontari, facendo memoria di don Dino, sottolineando la sua assenza così evidente in questo appuntamento con gli animatori. “Questa era la sua Messa”, ha ricordato con affetto il Coordinatore nazionale. Poi, sulla parola “Sin dal grembo materno mi hai formato tuo servo”, ha ribadito con le parole di Benedetto XVI: “Quanto più uno s’adopera per gli altri, tanto più capirà e farà sua la parola di Cristo: ‘Siamo servi inutili (Lc 17, 10)…È Dio che governa il mondo non noi. Noi gli prestiamo il nostro servizio solo per quello che possiamo e finché Egli ce ne dà la forza. Fare, però, quanto ci è possibile con la forza di cui disponiamo, questo è il compito che mantiene il buon servo di Gesù Cristo sempre in movimento: ‘L’amore del Cristo ci spinge’ (2 Cor 5, 14)” (Deus Caritas est, n. 35)”.  


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