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GMG 2019 - Diario di bordo da Panama 

Con la Santa Messa celebrata nella serata di ieri, martedì 22 gennaio, nel Campo santa Maria la Antigua nella Cinta Costera si è aperta ufficialmente la Giornata mondiale della Gioventù che vede coinvolti a Panama oltre 1200 italiani. Per vivere in piena comunione l'evento, inauguriamo questo “Diario di bordo” a cura di Veronica Loche, giovane del RnS della Valle D’Aosta, che da oggi fino a lunedì 28 gennaio racconterà, passo dopo passo, la straordinaria esperienza cui prenderanno parte più di 100mila pellegrini di 156 Paesi arrivati in Centro America per condividere la bellezza dell'incontro con Papa Francesco.

Giorno 1 - 22 gennaio 2019

“Quanto si nostri fratelli, essi sono delegati delle Chiese e Gloria di Cristo. Date dunque a loro la prova del vostro amore e della legittimità del nostro vanto per voi davanti alle Chiese”. (2 Cor 8, 16-24)

È profezia la Parola che il Consiglio Nazionale ci ha donato nei giorni antecedenti la partenza per Panama. È profezia, perché questa strana GMG di gennaio, in un territorio quasi sconosciuto, è proprio l’occasione data a noi giovani cristiani di dimostrare, la bellezza e la speranza data dalla nostra fede. Dandoci l’opportunità di testimoniare, come ci ha ricordato mons. Josè Domingo Ulloa Mendieta, Arcivescovo di Panama, durante la Celebrazione eucaristica di apertura, che anche i giovani possono essere santi, senza rinunciare alla gioventù e alla felicità. Non una felicità effimera, bensì una felicità autentica che nasce dall’essenziale, dal mettersi in gioco in un’esperienza faticosa non solo fisicamente, ma che scava nel profondo dei cuori e fa nascere una santa inquietudine che ci sprona a cercare Dio. E quindi proprio Panama, Stato piccolo e povero, con la sua gente perennemente sorridente, sempre pronta a cantare e ad accoglierci come in famiglia, diventa modello e “campo da gioco” perfetto per tutta la Chiesa che vuole dimostrarsi giovane, allegra e pronta al cambiamento. Dunque, concludiamo questa prima giornata così, pregando lo Spirito Santo affinché possa guidare questa Gmg che è appena iniziata e azzerare le distanze con chi è rimasto a casa così che, con l’aiuto di Maria, tutti possiamo giungere alla fine dicendo il nostro «Eccomi»!

 

GMG+2019GMG+2019

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Giorno 2 - 23 gennaio 2019

Dopo l’inaugurazione di ieri, piena di spunti e aspettative, oggi, come pellegrini a Panama, abbiamo vissuto il primo giorno “pieno”. Pieno di stanchezza, di gambe affaticate, di scottature dovute al sole, di attività e di spunti di riflessione.

Hanno preso il via questa mattina le catechesi, tenute da Vescovi provenienti da ogni parte il mondo.

La giornata per noi italiani è iniziata nella parrocchia di riferimento “Iglesias de Nuestra Senora de Guadalupe”: lì abbiamo meditato sul brano incentrato sulla chiamata di Samuele (1 Sam 3, 1-10) e sul Salmo 138.

Mons. Nazzareno Marconi, Vescovo di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia, che ha tenuto la catechesi al mio gruppo del Piemonte, è stato molto chiaro nell’indicarci le due possibilità di approcci che nascono da questa Parola: vivere nella bellezza di un cuore che ama, disposto e aperto agli altri, oppure nella chiusura, sordi alla chiamata di Dio.

La chiamata, dunque, rappresenta la conseguenza di un cuore aperto all’ascolto, che sa riconoscere le orme di Dio nella propria vita, ed è culla dei nostri sogni e desideri.

Uno dei momenti più belli di questa giornata è scaturito proprio da quest’ultimo pensiero, attraverso il quale molti di noi si sono aperti alla condivisione e alla testimonianza. Quante meraviglie opera il Signore! Quanto siamo speciali nella nostra storia, nelle nostre ferite e nelle nostre gioie! Insomma, quanto valiamo nella nostra unicità!

Successivamente, la compagine italiana presente alla GMG si è riunita per seguire insieme la Santa Messa celebrata dal card. Gualtiero Bassetti: il Presidente della CEI, prendendo spunto dal Vangelo, ci ha messo in guardia sull’aridità del cuore confermando quanto suggerito durante le catechesi.

Sempre lì, nella parrocchia di Santa Maria di Guadalupe, siamo riusciti a trovarci con i nostri fratelli del Rinnovamento nello Spirito provenienti dalle Marche. Una gioia che ci ha istintivamente portato a riunirci, a pregare, a lodare Dio e a renderGli grazie per tutto quello che sta compiendo e compirà in questi giorni.

Il pomeriggio è stato poi un alternarsi di attività, chilometri macinati, posti visitati e momenti di preghiera. Abbiamo girato per i luoghi del Festival della Gioventù: si tratta di spazi che, nel corso della GMG, uniscono varie espressioni artistiche, tra musica, ballo, arti plastiche, gastronomia, cinema, teatro, pittura e fotografia saranno strumenti di connessione culturale per i giovani. Poi, ci siamo infatti inginocchiati davanti al Santissimo Sacramento per un momento di Adorazione, in comunione con i giovani e con i religiosi arrivati da ogni Paese, e con tutti i nostri amici rimasti a casa: la GMG, in fondo, è anche questo, assaporare la bellezza di un'esperienza nonostante le distanze!

Oggi, tuttavia, è stato anche il giorno dell'arrivo di Papa Francesco: lo accogliamo con entusiasmo e non vediamo l’ora di ascoltare le sue parole.

Nell’attesa, cerchiamo di riposare i nostri corpi e di metterci in ascolto, nel silenzio della notte, per poter anche noi: “Signore parla che il tuo servo ti ascolta”. 

GMG+2019GMG+2019

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Giorno 3 - 24 gennaio 2019

Se già ieri gli spunti di riflessione erano molti, in questa seconda giornata di GMG, possiamo affermare di essere saliti di livello e scesi più in profondità. La giornata si è svolta con lo stesso format di ieri nella mattinata e ha visto l’incontro di noi giovani con Papa Francesco nel pomeriggio. La parola che ci ha guidati e che tengo a mente è «Mio Dio, mio Dio, verso dove mi stai portando?» e, a questo proposito, le attribuisco una doppia valenza.

La prima è dotata di un significato profondo e spirituale, che riprende il momento di catechesi mattutina il quale, personalmente, ha colpito il mio cuore. Mons. Nazzareno Marconi ci ha infatti nuovamente accompagnato in una riflessione sull’ascolto, sulla Parola di Dio e sulla fiducia. Il tutto a partire dal brano di Vangelo in cui Maria, in seguito all’annuncio dell’angelo, “corre” a visitare Elisabetta.

Quante volte, quando ci poniamo all’ascolto della Parola di Dio, sentiamo ardere in noi la voglia di partire e camminare lungo una strada spesso sconosciuta! E quante volte, come ha affermato il card. Bassetti durante la celebrazione eucaristica, percorrendo queste strade, ci ritroviamo lungo sentieri che vanno contro ogni logica umana! «Mio Dio, verso dove mi stai portando?». Sicuramente anche la Vergine avrà avuto questa domanda nel cuore. Eppure, si è fidata di Dio, della testimonianza della Sua Onnipotenza data dalla gravidanza di Elisabetta e si è messa in cammino.

Impariamo allora ad essere discepoli e giovani cristiani come lei!

Il secondo significato che attribuisco a questa espressione è invece molto più “concreto” e umano.

C’è infatti un momento della GMG in cui tutta la “magia” rischia di sparire, di lasciare spazio al dubbio e, talvolta, al pentimento di essere partiti.

Ad esempio, in questo pomeriggio ci sono volute più di tre ore di coda soffocante (ovviamente in piedi, dopo aver fatto diversi chilometri a piedi...) e di spintonamenti sotto al sole per arrivare lungo la Cinta Costera, dove abbiamo accolto il Santo Padre.

Ecco dunque che quel «Mio Dio, mio Dio, verso dove mi stai portando» o, meglio, «Ma chi me lo ha fatto fare?» che risuona nella testa.

Sembra difficile crederlo, tuttavia è bastato vedere il sorriso del Pontefice, ascoltare le sue parole e ritrovarsi a pregare tutti insieme affinché tutto recuperasse un senso se non, addirittura, trovasse un valore aggiunto.

Siamo qui perché vogliamo essere discepoli missionari in cammino. Siamo qui, come ha detto Francesco, per essere costruttori di ponti e per dimostrare che «l’amore non annulla le differenze, ma le armonizza in un’unità superiore».

Siamo qui perché abbiamo un sogno comune, chiamato Gesù.

E allora, domandiamoci: «Dio mio, Dio mio, verso dove ci stai portando?».

 

GMG+2019GMG+2019

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Giorno 4 - 25 gennaio 2019

Ieri ci eravamo lasciati con una domanda. Ebbene, la giornata di oggi ha iniziato a donarci un po’ di risposte.

La prima in assoluto, considerata magari anche la più scontata, ha un nome e una caratteristica: Dio e la sua Misericordia.

Dove può condurci Dio se non a se stesso attraverso il Suo amore?

La mattina ci ha dunque regalato un meraviglioso momento penitenziale guidato dal brano di Vangelo che ci racconta la guarigione di Bartimeo. Tutti i sacerdoti, Vescovi compresi, si sono messi al servizio e all’ascolto di noi giovani, facendosi tramite della grazia di Dio, scavando nel profondo dei nostri cuori, creando, talvolta, qualche “benedetto” scompiglio.

L’opportunità di vivere il sacramento della Riconciliazione è stata dunque per noi esperienza della stessa luce che ha travolto Paolo lungo la strada per Damasco.

Una luce forte, abbagliante, impetuosa.

La stessa luce che abbiamo potuto vedere nella croce alla fine della Via Crucis, presieduta nel pomeriggio da Papa Francesco.

Una luce necessaria, fonte di vita e di speranza, essenziale dopo l’aver fatto memoria delle numerose sofferenze e piaghe della nostra umanità.

In ciascuna tappa del calvario di Gesù, infatti, è stata raccolta una preghiera per i grandi problemi di oggi, con grande attenzione verso l’immigrazione, l’integrazione e l’accoglienza, la tutela ambientale e sociale, la violenza e la discriminazione, l’aborto.

Tutte situazioni, dice il Santo Padre, in cui ritroviamo lo stesso volto sofferente di Gesù in croce ma dalle quali «abbiamo distolto lo sguardo, per non vedere; ci siamo rifugiati nel rumore, per non sentire; ci siamo tappati la bocca, per non gridare».

Neppure noi giovani siamo immuni a queste sofferenze. Il Pontefice ha difatti ricordato e pregato «per tutti i giovani coi volti accigliati che hanno perso la capacità di sognare, di creare e inventare il domani e “vanno in pensione” con la pena della rassegnazione e del conformismo, una delle droghe più consumate nel nostro tempo».

Dobbiamo inoltre essere consapevoli del nostro protagonismo in questa società “anestetizzata” e del fatto che le difficoltà dei nostri fratelli e del nostro pianeta ci riguardano tutti.

Un forte invito quello di Francesco per tutti noi qui presenti e per quelli che ci seguono da casa, ad impegnarci a costruire una Chiesa che sostiene, accoglie e accompagna!

Prendiamo dunque esempio da Maria, per essere pronti e privi da pregiudizi. Lasciamoci guidare da lei, che è stata la donna forte del «Sì», che sostiene e accompagna, protegge e abbraccia. Da lei, che è la grande custode della speranza.

    

GMG+2019GMG+2019

 

Giorni 5 e 6 – 26 e 27 gennaio 2019

“Come infatti il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche Cristo. [...] Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui”. (Cor 12, 12)

Le parole di San Paolo non sono mai state così concrete quanto in questi due giorni che hanno caratterizzato il cuore della GMG.

Ieri mattina infatti, dopo la Santa Messa vissuta nella nostra parrocchia, l’ultima insieme a tutti gli italiani, siamo stati introdotti proprio a questa Parola che abbiamo visto concretizzarsi nelle ore successive, durante la nostra lunga camminata e durante la meravigliosa veglia con Papa Francesco.

Eravamo davvero un corpo solo quando cantavamo e camminavamo sotto il sole di mezzogiorno verso il il parco Juan Pablo II (ossia, il Metro Parque più volte citato dai media). Eravamo un corpo solo quando si attendeva e si gioiva per l’arrivo del Santo Padre. Eravamo un corpo solo quando, in 750 mila, ci siamo ritrovati in silenzio e in ginocchio davanti a Gesù Eucarestia.

Lui, il vero protagonista di queste giornate che ha reso possibile tutto questo.

Lui, l’autore della vita che si è celebrata nella testimonianza di famiglie e giovani che ci hanno accompagnato durante la veglia.

La stessa vita, come ci ha ricordare il Santo Padre, che dobbiamo imparare a «prendere come viene», abbracciando la nostra patria, le nostre famiglie, i nostri amici così come sono, anche con le loro fragilità e piccolezze.

Non solo: “Abbracciare la vita si manifesta anche quando diamo il benvenuto a tutto ciò che non è perfetto, a tutto quello che non è né puro o né distillato, ma non per questo è meno degno di amore.”

Un ulteriore invito per una vita vissuta in pienezza e senza paura di amare il prossimo perché “solo quello che si ama può essere salvato”!

Ed è così che ogni parola, ogni riflessione, domanda, momenti di gioia e deserto che ci hanno accompagnato in questi giorni passati, hanno trovato senso davanti a Gesù. Lui che ci ha amato per primo e che ci ha dimostrato, attraverso Maria, la bellezza che scaturisce dal pronunciare il nostro «».

Maria, ricorda il Pontefice, «non era una influencer e non partecipava alle reti sociali dell’epoca, eppure - nel momento in cui affidò completamente la sua vita nelle mani di Dio - divenne la donna che ha avuto maggiore influenza nella storia!».

Anche noi, allora, desideriamo diventare influencer dell’amore e questo possiamo farlo solo costruendo ponti, creando relazioni autentiche e iniziando adesso a costruire un futuro di accoglienza, responsabilità e di ascolto, senza aspettare che arrivi... 'dall’alto'.

Concludiamo dunque questa esperienza panamense nella gioia e nella testimonianza di una forte unità, pensando già al futuro e a quanto potrà succedere a Lisbona, sede della prossima Giornata mondiale della Gioventù che si terrà nel 2022.

È importante però non lasciare che queste giornate rimangano fine a se stesse e concretizzare quello che i nostri cuori hanno sentito per dimostrare alla società e al mondo che ora ci siamo!

Perché Dio vive ed è presente, e noi ne siamo il Suo “adesso”. 

 

 

GMG+2019GMG+2019

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(23.01.2019)