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Un ponte tra Roma e Rimini… 
Saluto di indirizzo sul tema della Convocazione di mons. Francesco Lambiasi, Vescovo di Rimini
39a Convocazione nazionale RnS - Clicca per ingrandire...

«Bentornati a Rimini! Grazie di essere qui! Ovviamente il “Francesco di Rimini” non è il “Francesco di Roma” ma il Vescovo di Rimini è in comunione con il Vescovo di Roma e spero di essere anch’io uno dei tanti ponti con il Santo Padre…».  È un saluto che strappa subito un sorriso e un senso di accoglienza ai presenti, quello di mons. Lambiasi, Vescovo della Diocesi che torna a ospitare il popolo del RnS dopo due anni di assenza in occasione della Convocazione.

Mons. Lambiasi articola la sua parola di indirizzo sul tema “Gesù volto della Misericordia del Padre” su tre punti: “l’evento”, il “Credo” e la “Beatitudine di Gesù”.

«Dio toglie il velo», dice mons. Lambiasi sviluppando il primo punto -, cioè Egli ci svela pienamente il suo volto misericordioso attraverso suo Figlio, Gesù di Nazareth.

E se Dio si è rivelato nel suo Figlio unigenito disceso sulla terra, il Vescovo di Rimini esorta a credere in un Dio-uomo, fatto di carne e sangue, un Dio che non pretende riverenze ma che con umiltà e lacrime si china e lava i piedi dell’uomo per purificarli dal peccato e dalla morte. Un Dio non vendicativo ma sempre pronto ad abbracciare e perdonare. «Io credo nel Dio della misericordia più generosa – ha continuato il Vescovo -, che afferma la sua grandezza nel fare grandi i suoi figli…».

Infine, mons. Lambiasi, richiamando tra le Beatitudini quella della misericordia, saluta l’assemblea con un augurio, un auspicio e una speciale benedizione: «Beati quelli che perdonano per amore dell’Altissimo, perché da lui saranno perdonati. Beati quelli che ripongono la loro felicità nel far felici i miseri: i poveri, gli afflitti, i perseguitati. Beati quelli per i quali c’è più gioia nel dare che nel ricevere. Beati quelli che credono nella Parola fedele del Dio che si ricorda sempre della sua misericordia e la stende su quelli che lo temono e lo amano».

Daniela Di Domenico

(22.04.2016)